27 June, 2026

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«La Commissione europea, e in particolare la responsabile per la salute, Stella Kyriakides, lanci un appello alle donazioni di plasma in tutta Europa per facilitare un più ampio accesso al plasma convalescente e organizzi una raccolta fondi per sostenere questa sperimentazione molto promettente e di grande beneficio per l’intera Unione europea nella lotta alla pandemia da Covid-19.»

A chiederlo è l’eurodeputata della Lega Luisa Regimenti (Gruppo identità e Democrazia), in una lettera inviata alla Commissaria europea per la salute Stella Kyriakides.

«Vogliamo conoscere la posizione ufficiale della Commissione sulla terapia al plasma iperimmune, ottenuto dal sangue dei guariti su pazienti affetti da forme molto gravi di Coronavirus», si legge nella missiva.

«Tale terapiaspiega Luisa Regimentisperimentata per la prima volta dal professor Giuseppe De Donno, responsabile della Pneuomologia dell’Ospedale “Carlo Poma” di Mantova, in Italia, ha già portato risultati incredibili e rappresenta una valida soluzione nell’attesa dello sviluppo di un vaccino anti Covid-19, le cui tempistiche sono stimate in 12-18 mesi secondo la Commissione.»

«E’ quindi urgente intervenire con rapidità anche su questo fronte di contrasto alla pandemia, che fino ad oggi si è contraddistinta per altissimi tassi di mortalità e tragiche conseguenze socio-economiche in tutti gli Stati membri. I buoni risultati ottenuti dalla sperimentazione sul plasma iperimmune, che non ha evidenziato effetti collaterali, dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta. L’Ue non perda tempo»conclude l’europarlamentare leghista.

Dal 2 al 23 agosto, nel Sulcis, si terrà la nona edizione numero nove per il Festival culturale Liberevento, appuntamento ormai fisso delle estati isolane, che ha deciso di esserci anche quest’anno, nonostante le difficoltà create dall’emergenza Covid-19.

Organizzato dall’associazione culturale Contramilonga, dietro la direzione artistica del giornalista e scrittore Claudio Moica, dal 2 al 23 agosto Liberevento proporrà quindici appuntamenti. Pensati, anche stavolta, secondo la formula del festival diffuso: saranno toccati i comuni di Calasetta, Iglesias, Gonnesa e Portoscuso.

Tra gli ospiti sono in arrivo il conduttore e divulgatore scientifico Alessandro Cecchi Paone; l’istrionico giornalista Giampiero Mughini; la giornalista e saggista Ritanna Armeni; la cantautrice, musicoterapeuta, e ora anche scrittrice Grazia Di Michele, l’attrice e imitatrice Francesca Reggiani, lo scrittore e storico Valerio Massimo Manfredi. Tra gli autori sardi è atteso invece Francesco Abate.

Gli eventi collaterali vedranno ospiti, per la musica, il Quartetto K, formazione da due decenni impegnata a proporre, rielaborandolo, il repertorio musicale dall’area mittel-europea, russa e balcanica, e l’ensemble Cinquetto, un mescolarsi di voci e pianoforte, melodie e cori. Per il teatro, sono in arrivo nomi conclamati della scena isolana, e non solo: da Simeone Latini a Rita Atzeri, sino a Nunzio Caponio.

Alcuni appuntamenti coinvolgeranno le bande cittadine, altri omaggeranno personaggi che hanno dato lustro al territorio. Come Bruno Rombi, poeta e scrittore recentemente scomparso.

Tutti gli appuntamenti saranno organizzati nel rispetto delle prescrizioni imposte per il contenimento del contagio da Covid-19, e saranno perciò a numero chiuso. Per partecipare sarà quindi indispensabile la prenotazione. Per alcuni appuntamenti sarà messo a disposizione un servizio navetta.

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La commissione Trasporti e Lavori pubblici, presieduta da Giovanni Talanas (Forza Italia) si riunirà martedì 30 giugno alle 10.30 per esprimere il parere sul Dl n. 162 in materia di azioni di sostegno al sistema economico regionale nel dopo emergenza Covid. Per le parti di competenza riferiranno gli assessori dei Trasporti Giorgio Todde e dei Lavori pubblici Roberto Frongia.

Sempre martedì ma alle 11.00, la commissione Attività produttive presieduta da Piero Maieli (Psd’Az) riprenderà la discussione sulla proposta di legge n. 177 riguardante il settore turistico e del Testo unificato sull’energia.

Nella stessa giornata, ma nel pomeriggio alle 17.00, la commissione Bilancio, presieduta da Valerio De Giorgi (Misto), riprenderà i suoi lavori con all’ordine del giorno il parere sulla riprogrammazione in forma semplificata delle risorse europee del ciclo 2014-2020, nel quadro delle misure di contrasto all’emergenza Covid. A seguire, saranno esaminati il Dl n. 167 sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio, il Dl n. 171 sulle misure a sostegno del sistema produttivo regionale per fronteggiare l’emergenza Covid e la proposta di legge n. 144 in materia di interventi a favore delle attività commerciali (esenzione del pagamento della tassa o canone per l’occupazione del suolo pubblico e compensazioni ai Comuni per i mancati introiti).

Giovedì alle 10.00, la commissione Sanità, presieduta da Domenico Gallus (Udc-Cambiamo), dovrà esprimere il parere di competenza sul Dl n. 162 riguardante le azioni di sostegno al sistema econmico regionale. Successivamente, proseguirà il lavoro sulla riforma sanitaria (in programma l’esame degli emendamenti). La commissione ha calendarizzato sedute anche per il pomeriggio ed i giorni successivi.

Ancora giovedì 2 luglio, alle 10.30, la commissione Lavoro presieduta da Alfonso Marras (Riformatori sardi) sarà impegnata in una seduta congiunta con la commissione Attività produttive, presieduta da Piero Maieli (Psd’Az) per l’esame del disegno di legge n.162 sulle azioni di sostegno al sistema economico regionale nel dopo-emergenza Covid.

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Sit-in, questa mattina, a Portovesme, davanti ai cancelli dello stabilimento Sider Alloys, ex Alcoa. La protesta segue quella avviata venerdì scorso, che ha portato le organizzazioni sindacali ad organizzare anche uno sciopero per la giornata di domani, martedì 30 giugno, che potrebbe portare anche ad un sit-in nel capoluogo, davanti al Palazzo della Regione. Alla Giunta Solinas i lavoratori chiedono un concreto intervento per sbloccare definitivamente la vertenza per il rilancio produttivo nello stabilimento.
Ancora una volta viene stigmatizzato l’atteggiamento della direzione Sider Alloys. Il richiamo alle Istituzioni è forte e chiaro e non c’è più tempo da perdere.

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Quella di Villa Alice, nel borgo di Sant’Angelo, è una tra le favole interrotte più affascinanti del Sulcis Iglesiente. Inserita in un contesto montuoso a dir poco mozzafiato, quasi a metà strada tra Iglesias e Fluminimaggiore (appartenente come territorio a quest’ultima), compare tra le curve non appena si supera il Passo di Genna Bogai, anticipata da una cancellata decorata con due angeli e da una facciata, interamente ricoperta di rampicante, con la scritta Sant’Angelo, un tempo ben in vista, ora anch’essa nascosta dai tralci verdi.
La sua storia e le vicissitudini che nel corso dei decenni l’hanno interessata non sono note ai più ma il fascino della villa rimane intatto nonostante l’incuria del tempo.
Costruita alla fine dell’800, riporta sulla facciata principale, proprio sopra il maestoso portone d’ingresso, la data del 1914 e le iniziali di colui che la edificò, l’ingegnere Paolo Boldetti.
Appartenuta all’impresa mineraria Sant’Angelo, di proprietà della famiglia del pittore Amedeo Modigliani, si divide su tre livelli, nei quali si dipanano una serie di stanze che si rincorrono e si incrociano in una sorta di labirinto in cui è possibile perdersi. Il mobilio è stato completamente depredato, ma nei sotterranei resta ancora intatto il sistema utilizzato per il riscaldamento dell’acqua, ovvero un piccolo forno di mattoni, una vasca e una serie di tubazioni, di cui alcune arrugginite ed interrotte. Nell’ingresso secondario, quello che si affaccia sull’ampio cortile che attualmente fa da ingresso alle strutture, un ampio salone con un grande arco accoglie il visitatore, mentre subito sulla destra l’enorme cucina in muratura, colorata di verde, rimane l’unico elemento di arredamento della casa. Sopra il piano di cottura si mantiene intatta la grande cappa, mentre una piccola carrozzina, in stile primi anni del ‘900, giace abbandonata, a testimonianza della vita che fu.
Una grande porta a doppia anta separa quello che doveva essere l’ambiente della servitù dall’area padronale vera e propria, con una modesta scala in legno, anch’essa dipinta di verde, che porta ai piani superiori della villa. Qui, gli ambienti si susseguono senza sosta in una serie di stanze, di cui non è più possibile capire l’utilizzo, ognuna dotata di caminetto. Delle brandine in ferro giacciono abbandonate in alcune di queste camere, insieme a due vecchi armadi e ad un piccolo frigorifero arrugginito, di cui non è possibile capire l’anno d’età.
La storia dei fasti di questa villa di campagna si percepisce nel labirinto intricato di queste stanze, nei suoi tetti cadenti di canne, nell’eleganza delle sue grandi finestre, nei resti di colore dei suoi intonaci, in uno splendore che sa di antica opulenza. Il verde è il tema incontrastato di questi ambienti. Un verde bosco che dona una nota di colore alla vecchia cucina, alle scale in legno, a tutti gli infissi esterni e che si ritrova anche negli intonaci di alcune pareti. Un lusso e un’opulenza che ora restano solo un umile ricordo, memoria di una passata nobiltà e delle casate importanti che tra le sue mura vissero o vi furono soltanto ospitate.
Bruno Pilurzu, memoria storica e grande conoscitore del borgo di Sant’Angelo, racconta le vicissitudini che portarono la dimora nobiliare da luogo di passaggio di grandi personaggi dell’industria e della cultura dell’epoca a mura abbandonate in balia del tempo.

«Già da metà ‘800 i Modigliani, che erano concessionari minerari, cominciarono a sfruttare i nostri boschi per ricavare carbone da utilizzare nelle industrie del Nord Italia e del Nord Europa, per gli impianti metallurgici. Nei primi anni ’50 del secolo scorso partì poi la prima iniziativa turistica, che vide la costruzione dell’albergo di fronte alla villa, da parte della società SAIA. Un albergo che negli anni è stato destinato a colonia estiva per i figli di dipendenti di enti pubblici. Negli anni ’90 la struttura è stata venduta alla curia di Iglesias e adesso giace in completo stato d’abbandono. Sempre negli anni ’50, contestualmente alla costruzione dell’albergo, cominciarono i lavori per erigere le ville di proprietà dell’azienda Santa Vittoria. Arrivarono gli Scarfiotti, parenti di Ludovico, pilota della Ferrari negli anni’ 60, i Leopardi, parenti dello scrittore, Thaon di Revel, ministro dell’agricoltura nel ventennio. Tanti nobili trascorrevano qua il periodo invernale e lunghi periodi durante la caccia grossa. L’albergo era stato edificato proprio per ospitare questi nobili. Negli anni ’90 la società finì in mano alla Regione. Villa Alice si inserisce quindi in un compendio immobiliare di circa 160 ettari, che comprende tutti gli immobili qua attornoprosegue ancora Bruno Pilurzu -. I 1.600 ettari di cui era costituita in origine l’azienda sono stati in seguito trasferiti dalla regione ad una cooperativa che attualmente ancora li gestisce, a fini agricoli.»
Leggenda vuole che tra queste mura più volte siano venuti in visita il re Vittorio Emanuele III e sua moglie, la regina Elena. Si narra che qui passassero alcuni periodi di vacanza e che la Regina amasse sedersi al piccolo tavolino rotondo, circondato dagli alberi, che si affaccia sull’altissimo muraglione che domina il panorama montuoso. Nel giardino prospiciente l’ingresso principale della villa, poco distante dal tavolo in pietra, si trova ancora un busto scolpito del Re.
«Di questo non ho notizie certedichiara ancora Bruno Pilurzu -. Il fatto che qui esista un busto potrebbe anche rappresentare una testimonianza di questo passaggio, ma non esistono notizie al riguardo.»
Insomma non una villa soltanto ma un borgo intero che nasconde un vero e proprio scrigno di tesori, gettati all’abbandono. Il comune di Fluminimaggiore vorrebbe trovare una soluzione a questa spiacevole situazione. Il sindaco Marco Corrias cerca di dare una scossa a chi di dovere, perché questo patrimonio di immenso valore non venga perduto.
«Noi denunciamo lo stato di degrado infinito di questo gioielloannuncia Marco Corrias -. Credo siano pochi gli esempi di edifici di queste dimensioni e di questa qualità, in Sardegna. La villa è nelle mani di un magistrato fallimentare che cura il fallimento della società. Quindi è tutto nelle mani di un curatore fallimentare, in attesa che si vada a un’asta. Il Comune vorrebbe poterla acquisire a suo proprio patrimonio. Ma da solo ovviamente non ce la fa, perché occorrono un sacco di soldi. Chiederemo quindi un intervento della Regione, affinché ci dia quantomeno la possibilità di acquisirlo. Però acquisire un bene e farlo finire di decadere non è compito di un comune. Il compito di un comune è quello di poter avere i mezzi per far rinascere un gioiello di questo genere. Ci possono dare una mano solamente la Regione, il curatore fallimentare ed il magistrato che cura il fallimento. Siamo nelle loro mani. E ovviamente la Soprintendenza ai Beni culturali ed architettonici, che credo dovrebbe mettere un vincolo a questa proprietà e fare in modo che possa un giorno tornare al suo antico splendore.»
Il sindaco Marco Corrias ha un sogno per Villa Alice.
«Mi piacerebbe diventasse un hotel di charme, che potesse impiegare i giovani del paese che hanno voglia di lavorare in questo settore. Mi piacerebbe ospitasse corsi di alta cucina sarda. Vorrei potesse diventare davvero un’attrazione dal punto di vista turistico ma anche soprattutto economico per l’intero territorio. Se lo merita, si potrebbe fare. Il borgo di Sant’Angelo è una delle cose più belle che ci sono in Sardegna.»
Federica Selis

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Oggi 28 giugno 2020, a Bergamo, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha presenziato alla commemorazione delle vittime del Coronavirus.
In onore delle vittime il Requiem di Donizetti è stato dedicato alle vittime della città orobica.
Come possiamo dimenticare tutto quello che è accaduto, le persone decedute a causa del Coronavirus, tutte quelle vittime che nel momento del trapasso non hanno potuto avere nemmeno il conforto dei propri cari,. L’aspetto più terribile e drammatico è stato il corteo di camion militari che innumerevoli trasportavano i feretri delle vittime decedute. trasferite per la cremazione.
La presenza di Sergio Mattarella è stata emblematica, ricca di significati, ma è stata soprattutto un richiamo rivolto a tutti, affinché non venga persa la memoria.
Ecco questo è un omaggio ai caduti del Covid-19. Un gesto nobilissimo che ha trovato un momento solenne con il Requiem di Donizetti, un’esecuzione composta ma commovente ed emozionante, a cui hanno presenziato tantissimi familiari delle vittime.
In questa occasione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non ha mancato di sottolineare che è necessario non abbassare la guardia sul Coronavirus ed ha fatto un richiamo al Governo, affinché metta in atto tutte quelle iniziative che servono a fare ripartire il Paese che non può più aspettare.
Armando Cusa

Bergamo – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di commemorazione dedicata alle vittime bargamasche del covid-19 dalle autorità locali, oggi 28 giugno 2020.
(Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Bergamo – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di commemorazione dedicata alle vittime bargamasche del covid-19, oggi 28 giugno 2020.
(Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Bergamo – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di commemorazione dedicata alle vittime bargamasche del covid-19, oggi 28 giugno 2020.
(Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Bergamo – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con le autorità locali, in occasione della cerimonia di commemorazione dedicata alle vittime bargamasche del covid-19, oggi 28 giugno 2020.
(Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Bergamo – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di commemorazione dedicata alle vittime bargamasche del covid-19 dalle autorità locali, oggi 28 giugno 2020.
(Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

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Clamoroso sbarco di una trentina migranti a Porto Pino, piena di bagnanti. Prima sono arrivati in 19, poco fa un’altra decina, tra i quali una donna. Approfittando della splendida giornata estiva, prima sono arrivati in 19, tutti uomini, a bordo di un barchino, senza preoccuparsi minimamente della presenza di tanta gente, muniti di mascherine protettive. Sul posto si sono recati prontamente i carabinieri delle stazioni di Giba e Narcao e gli agenti della polizia locale di Sant’Anna Arresi. I migranti sono stati sottoposti a misurazione della temperatura, come impongono le disposizioni di contrasto e prevenzione del Coronavirus (ricordiamo che nei giorni scorsi due extracomunitari arrivati sulle coste del Sulcis sono poi risultati positivi al Covid-19).

Poco fa un altro sbarco, con una decina di migranti, tra i quali una donna. Dopo le operazioni di rito, verranno trasferiti in serata nel centro di prima accoglienza di Monastir.

 

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Si è conclusa nei locali dell’ex Liceo Artistico di piazza Dettori, a Cagliari, l’esperienza del collettivo dell’ExArt Teatro, nato nell’ottobre del 2012 su impulso della compagnia Lucidosottile, nello stabile della Marina già dal 2009.

La conclusione di questa esperienza ha radici lontane: nel 2014 l’Amministrazione comunale decise, infatti, di inserire lo stabile nel piano triennale dei lavori pubblici, ipotizzando per l’ex Liceo una radicale ristrutturazione e una nuova una destinazione culturale. Oggi quell’iter burocratico è arrivato a compimento e, come concordato con l’amministrazione, le associazioni lasciano lo stabile per consentire all’impresa di iniziare i lavori.

Gli organizzatori sono orgogliosi del lavoro compiuto in questi anni: quella dell’ExArt è, infatti, una storia che ha segnato in modo indelebile le nostre vite e la vita culturale della città. Le sette associazioni che lavorano sotto la sigla del collettivo ExArt Teatro (LucidosottileBatisfera TeatroTeatro ImpossibileTalenti StravagantiSinforosaDafi e l’artista Federico Carta in arte Crisa) hanno lavorato senza scopo di lucro, portando avanti le loro attività nelle sale del penultimo e ultimo piano dello stabile. In quasi dieci anni abbiamo organizzato centinaia di eventi, tra spettacoli, festival, laboratori, conferenze, residenze di artisti e incontri, che sono stati seguiti da migliaia di spettatori a cui oggi va il nostro ringraziamento.

«Ma il collettivo ha anche messo a disposizione di tutti coloro che ne hanno fatto richiesta le sale dell’ultimo piano si legge in una nota -:  il Teatro Gramsci, la Sala danza Assunta Pittaluga, la Sala Cinema, e le numerose aule prova, il laboratorio di costumi e il laboratorio artistico di pittura, e questo seguendo i principi della gestione del Bene Comune, così come avvenuto in altri luoghi di cultura in Italia (un esempio per tutti, il Teatro Valle di Roma). Sono oltre un centinaio le testimonianze di presenza, di solidarietà e di riconoscimento da parte di registi di cinema, compagnie di teatro, di danzagruppi musicalivideomakerscrittoricantantiartisti di tutte le discipline, nazionali ed internazionali, che in quasi dieci anni hanno contribuito al progetto dell’ExArt

«Grazie all’ExArt Teatro, lo stabile di piazzetta Dettori è stato rivitalizzato e ha messo Cagliari al centro di molte iniziative internazionali. Ma l’ExArt Teatro ha anche rivitalizzato con la cultura una parte del centro storico, crocevia di attività commerciali e turistiche della città conclude la nota -. La nostra esperienza racconta che gli spazi di tutti possono veramente essere a disposizione di tutti. Ci auguriamo che tanti stabili abbandonati e sottoutilizzati in città possano ospitare, così come avvenuto dal 2009 nell’ex Liceo Artistico, la nostra esperienza, che tanto ha dato a noi e al pubblico in termini di crescita artistica e personale.»

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Un’estate che parte con tutti i migliori presupposti, quella di Sant’Antioco. Dopo il successo del Natale 2019, l’Amministrazione comunale ed il Centro Commerciale Naturale accorpano di nuovo le forze e rimettono in sesto una stagione che sembrava destinata a non poter decollare. Lo fanno mettendo insieme una rete che aggiunge, ad una serie di nuove professionalità, gli sforzi di commercianti ed esercenti che, unendosi, permetteranno alla cittadina lagunare di mettere in campo soluzioni ideali per un turismo adatto a tutte le esigenze. Micro eventi, escursioni e, soprattutto, tanta attenzione verso la sostenibilità ambientale.
«Invece di star fermi, abbiamo pensato di salvare il salvabileafferma Giovanni Esu, presidente del Sulki CCN di Sant’Antioco -. Si parte con l’accelerata che si è data con il piano strategico, nel tentativo di costruire da subito un piccolo prodotto turistico, con tutta una serie di proposte esperienziali. Abbiamo provato a  contattare tutti gli operatori che già erano attivi. Partiamo dalle attività museali, per arrivare a quelle consolidate di pesca turismo, giri in barca, escursioni in quad e a cavallo. Insomma tutto quello che c’è sull’isola. Cercando di costruire nuove attività per dare anche nuovi stimoli.»
Sant’Antioco isola sicura, serena e sana, come esprime il motto che campeggia in molti punti cruciali della cittadina lagunare. Sicurezza affidata alla gestione di tutti i protocolli inerenti le norme sanitarie e che sono stati sottoscritti dagli operatori. La parte serena e sana affidata invece a tutto quello che è il patrimonio naturalistico dell’isola, che è stato coordinato e messo a sistema.
«Ci siamo occupati di formare delle guide turistiche, dando loro una preparazione anche per quanto riguarda le lingue straniereprosegue Giovanni Esu -, abbiamo creato delle esperienze e stimolato le attività a proporre delle cose nuove. Tutto questo è stato raccolto in un pacchetto che viene messo a disposizione del turista. Siamo pronti, col personale dell’Infopoint, a presentare e raccontare il territorio, impacchettando la vacanza in base a quelle che sono le esigenze del singolo turista.»
Un lavoro basato su metodi innovativi, anche attraverso schermate video che presentano tutte le attività che è possibile svolgere, con personale formato appositamente anche su quelle che sono le attenzioni dovute al rispetto della salvaguardia ambientale.
«I ragazzi sono capaci di trasmettere al turista l’attenzione che bisogna mettere nel rispetto del patrimonio naturalistico di Sant’Antiocodice ancora Giovanni Esu -. L’abbiamo fatto in accordo col Centro di Educazione Ambientale e apriamo con la capacità di costruire un piccolo prodotto turistico.»
Turismo sostenibile inserito in quella che è la nuova idea di turismo esperenziale, inteso come elemento di punta di un nuovo modo di fare accoglienza in maniera professionale, preparata e intelligente, investendo anche sulla formazione degli operatori.
«Una serie di esperienze continue, che si possono svolgere tutti i giorni. Microeventi da proporre e ripetere più volte, senza perdere mai di vista il messaggio che il paese vuole lanciare: l’isola del benessere, l’isola dove si può venire in sicurezza e godersi una bella vacanza, con tutta una serie di attività che possono riempire le giornate di permanenza di un turista.»
Si lavora con azioni precise, mirate, messe in campo dall’amministrazione con il contributo di un CCN che funziona. Una di queste azioni punta a rivalutare un altro aspetto importante dell’isola: il vino Carignano. Un’altra punta di diamante del territorio.
«Si tratta di un prodotto chiaro e identificabile, che può marchiare il territorioafferma ancora Giovanni Esu -. Strategicamente si tratta di un’azione molto interessante, perchè si lavora sulla promozione di un prodotto che può essere stimolato. Questo vuol dire recuperare il territorio, perché lavorare su una vigna non vuol dire limitarsi a lavorare sulla produzione, ma significa anche lavorare sull’esperienza che si può proporre in quel contesto. Vuol dire entrare nel territorio interno, recuperarlo e renderlo fruibile, riportando l’attenzione su quello che è un prodotto tipico.»
Un’estate ricca di proposte e di cultura, quindi, quella su cui la cittadina sulcitana si prepara ad investire.
Intanto, il primo dei cinque sabati dedicati a “Lo Sbaracco”, evento che vede le notti antiochensi illuminate dalle luci e dai colori delle animazioni e che ha per protagonisti i negozi aperti in notturna, ha ottenuto un grande successo. Ottima l’affluenza di pubblico, che ha approfittato delle promozioni proposte dai commercianti che hanno aderito all’iniziativa.

«È una manifestazione che ci hanno chiesto gli associati conclude il presidente del CCN -. Noi l’abbiamo sposata, promossa e realizzata. L’idea è quella di poter vedere la rinascita di questo paese, attraverso la partecipazione e la coesione di tutti.”

Federica Selis

 

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Anche nelle ultime 24 ore, in Sardegna, 1 nuovo caso positivo al Covid-19 nella Città Metropolitana di Cagliari, riscontrato su un contatto stretto del caso registrato nella giornata di ieri. Entrambi si trovano in isolamento domiciliare. Sono ora 1.364 i casi di positività accertati dall’inizio dell’emergenza.
In totale nell’Isola sono stati eseguiti 82.182 tamponi (831 oggi). I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 6, nessuno in terapia intensiva, mentre 8 sono le persone in isolamento domiciliare. 14 gli attualmente positivi. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 1.199 pazienti guariti, più altri 19 guariti clinicamente. Resta invariato il numero delle vittime, 132.
Sul territorio, dei 1.364 casi positivi complessivamente accertati, 253 (+1 rispetto all’ultimo bollettino) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 99 nel Sud Sardegna, 61 a Oristano, 78 a Nuoro, 873 a Sassari.