27 June, 2026

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Va avanti da diverse settimane la lotta degli studenti dell’Università di Cagliari per il riconoscimento del diritto allo studio.

«L’ERSU ha risposto ha risposto alla nostra mobilitazionesi legge in una nota degli studenti universitari di Cagliari che manifestano da diverse settimane – avanzando proposte ben lontane dall’essere sufficienti a sopperire al disagio degli studenti. Con riguardo ai rimborsi delle rette già pagate o detratte per i mesi di non utilizzo dell’alloggio, i vertici ERSU hanno presentato alla Regione una richiesta di indennizzo da 400 €, somma che copre soltanto una parte dell’ammontare detratto per il periodo in cui è stato impossibile usufruire del servizio. Si tratta di una proposta che, anche qualora venisse accolta, rappresenterebbe un compromesso al ribasso, concepito nell’ottica di concedere un bonus e non di restituire quanto dovuto: quelli detratti sono infatti soldi degli studenti! Preso atto della posizione dell’ente circa la necessità di utilizzare la forma di «indennizzo» piuttosto che quella di “rimborso”, riteniamo che 600 € sia la somma che più si avvicina a quanto realmente ci spetta.»
«Chiediamo il rimborso totale dei pasti corrispondente a tutto il periodo di chiusura del servizio mensa per tutti i laureandi e per tutti gli studenti che rinunciano o hanno già rinunciato all’alloggio aggiungono i manifestanti -. Non basta un rimborso che copra soltanto una parte del totale! Chiediamo inoltre che venga data a tutti gli studenti la possibilità di scegliere tra rimborso e cumulo dei pasti. Nel protocollo proposto ad ATS per la riapertura degli studentati, l’ente ha predisposto la chiusura delle cucine: un grave disagio che si aggiungerà agli innumerevoli problemi che caratterizzano la vita nelle Case dello Studente. Chiediamo dunque che l’ERSU predisponga con urgenza un nuovo protocollo, da sottoporre ad ATS, che preveda la regolamentazione – con tutte le necessarie precauzioni e sicurezze – per l’utilizzo delle cucine e che tenga conto del pagamento del servizio, compreso nell’affitto detratto o pagato dagli studenti. Si vuole per altro sollecitare l’ente a porre in essere misure alternative, entro il primo luglio, tali da far fronte all’impossibilità di preparare le colazioni ed all’assenza di acqua potabile nelle strutture.»
«Considerata l’applicazione della riduzione di posti alloggio anche per il prossimo anno, come previsto dal protocollo, chiediamo che l’ERSU provveda sin da ora a delineare una strategia in grado di sopperire a tali mancanzesostengono ancora gli studenti universitari di Cagliari che manifestano da diverse settimane -. Vista l’importanza dei disagi causati dalla chiusura delle strutture per quattro mesi, chiediamo che gli studentati e le mense rimangano aperti per tutto il mese di agosto.
L’ente deve necessariamente chiarire la posizione di coloro che hanno sospeso il pagamento delle rette (come disposto dall’ente stesso a inizio maggio) durante i mesi dell’emergenza, i quali – secondo la normativa nazionale più volte menzionata da ERSU – potrebbero ora perdere lo status di fuorisede, avendo finora pagato meno di dieci mensilità. Chiediamo infine che venga posticipata la scadenza del 10 luglio per la certificazione dei crediti per le matricole di I e II livello, ai fini dell’ottenimento della seconda rata della borsa di studio entro il mese di luglio. Le proposte che l’ente ha avanzato in Regione sono lontane dai bisogni degli studenti, non adeguate a garantire concretamente il diritto allo studio e, per questi motivi, le riteniamo inaccettabili. Finché l’ERSU non rappresenterà e tutelerà l’interesse degli studenti concludono gli studenti universitari di Cagliari che manifestano da diverse settimane -, saremo pronti a mobilitarci ancora per la difesa dei nostri diritti. Non pagheremo noi il prezzo di questa crisi.»

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Il comune di Carbonia ha pubblica le graduatorie provvisorie relative alle “Azioni di sostegno al diritto allo studio 2019”, consistenti in borse di studio – a favore degli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado – e nel cosiddetto “buono libri”, il cui fine è rimborsare le spese maturate per l’acquisto dei testi scolastici da parte di allievi delle scuole secondarie di primo e di secondo grado.

A beneficiare delle borse di studio sono ben 395 ragazzi di Carbonia, mentre ad aggiudicarsi il rimborso del “buono libri” sono 305 studenti.

«Si tratta di un contributo indispensabile per tante famiglie della nostra città che, nonostante siano fortemente gravate dalla crisi economica, fanno di tutto per assicurare ai propri figli il diritto allo studio. Le borse di studio ed il rimborso per le spese relative ai libri rappresentano anche un sostegno all’inclusione ed un fattore di contrasto alla dispersione scolastica, che in Sardegna fa registrare numeri da record», ha commentato il sindaco, Paola Massidda.

L’elenco provvisorio degli studenti ammessi ed esclusi, è stato pubblicato sull’Albo pretorio comunale al seguente link:

https://cloud.urbi.it/urbi/progs/urp/ur1ME002.sto?StwEvent=102&DB_NAME=n200411&IdMePubblica=21116&Archivio=

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Il comandante della Polizia locale di Carbonia, Gioni Biagioni, con l’ordinanza n. 95 del 18 giugno 2020 ha adottato un provvedimento in materia di viabilità al fine di garantire maggiore fluidità nella circolazione e sicurezza degli addetti alle operazioni di commercio su aree pubbliche e dei cittadini che si recano ai mercatini settimanali di piazza Ciusa.

Ogni sabato, dalle ore 6.00 alle ore 14.00, sono previste le seguenti disposizioni:

  • Piazza Ciusa, divieto di sosta con rimozione forzata (eccetto la corsia di scorrimento tra via Nuoro e via San Ponziano/via Lucania) e divieto di transito;
  • Piazza Rinascita (area di sosta a pagamento non custodita): divieto di sosta con rimozione forzata eccetto i veicoli adibiti all’attività di commercio su area pubblica;
  • Via Marche (nel tratto di intersezione con via Nuoro e l’attraversamento pedonale prospiciente piazza Berlinguer): divieto di sosta con rimozione forzata e divieto di transito;
  • Via San Ponziano (all’intersezione con via Lucania): apposizione di segnaletica di svolta obbligatoria a destra per chi proviene da via San Ponziano in direzione via Lucania;
  • Via Lucania (all’intersezione con piazza Ciusa): apposizione di segnaletica di svolta obbligatoria a sinistra per chi proviene da via San Ponziano in direzione via Lucania;
  • Via Marche (all’intersezione con via Nuoro): sistemazione segnaletica con divieto di transito;
  • Piazza Ciusa (all’intersezione con via San Ponziano): posizionamento segnaletica di direzioni consentite diritto e destra per chi proviene da piazza Ciusa in direzione via San Ponziano;
  • Via Cagliari (all’intersezione con via Marche): sistemazione segnaletica di preavviso di “Strada chiusa” a 150 metri dal Mercato Civico Comunale;
  • Piazza Ciusa, nello spazio antistante l’area di ingresso e di uscita dal mercato, sistemazione segnaletica di “Divieto di sosta con rimozione forzata”.

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«Disoccupati, lavoratori dipendenti, autonomi, Partite IVA. Non si contano le famiglie sarde che ancora attendono di ricevere il bonus da 800 euro della Regione Sardegna, mai arrivato a destinazione a causa della mancata erogazione dei fondi ai Comuni da parte della Regione. Una misura di carattere emergenziale, fondamentale per consentire in alcuni casi la sopravvivenza stessa del nucleo familiare, che non è stata ancora attuata del tutto. Le promesse del presidente Christian Solinas, purtroppo, sono state vergognosamente disattese ancora una volta, a discapito di tutti coloro che, economicamente più fragili, confidavano e ancora oggi confidano nel bonus regionale per far fronte a questo durissimo periodo di crisi.»

La denuncia arriva dalla capogruppo del M5S Desirè Manca, prima firmataria di una mozione sottoscritta dai consiglieri Roberto Li Gioi, Michele Ciusa, Alessandro Solinas, che impegna il Governatore e la Giunta a garantire il razionale utilizzo delle risorse disponibili, incentrato sul fabbisogno del singolo nucleo familiare e rimesso all’ente locale per quanto riguarda la capacità di individuare i beneficiari ed erogare il sussidio con maggiore rapidità.

«La legge regionale n. 12 sulle misure straordinarie urgenti a sostegno delle famiglie risale all’8 aprile scorso – ricorda Desirè Manca – giorno in cui la stampa ha dato la notizia di uno stanziamento pari a 120 milioni di euro. Peccato che la cifra elogiata da Presidente e Giunta in realtà sia molto lontana da quella effettivamente messa a disposizione dei Comuni per sostenere i cittadini in difficoltà. Al netto delle lodi di parte, quello che è stato definito “il primo urgente intervento per affrontare l’emergenza economica e sociale in atto” non è stato portato a compimento. Pertanto, chiedo al presidente Christian Solinas e alla Giunta di attivarsi con urgenza per sbloccare immediatamente e definitivamente le procedure di trasferimento dei fondi ai Comuni senza ulteriori dubbi o fraintendimenti. I sardi attendono ormai da troppo tempo il sostegno promesso.»

«Dei 120 milioni di euro promessi – aggiunge Desirè Manca – 31 milioni erano già presenti nei bilanci dei singoli comuni, mentre gli altri 89 avrebbero dovuto essere trasferiti dalla Regione alle casse comunali sulla base del fabbisogno dichiarato. Gli aventi diritto al sussidio, secondo quanto affermato dalla Regione, una volta presentata la domanda, avrebbero dovuto ricevere l’indennità (cumulabile con altre forme di sostegno al reddito) entro 48 ore. Tempi che non sono stati assolutamente rispettati, al punto che diversi comuni hanno inviato più volte la richiesta di ulteriore fabbisogno alla Regione per ricevere le somme necessarie ad evadere tutte le richieste, senza però aver ricevuto il trasferimento di ulteriori fondi – conclude Desirè Manca -. Adesso è il momento di agire, basta con i vuoti proclami che non danno alcun ristoro a chi è realmente in difficoltà.»

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Un incendio si è sviluppato intorno alla mezzanotte in un capannone di circa 1.000 metri quadri, nel quale erano presenti una notevole quantità di biancheria per la casa e materiale cartaceo d’archivio e alcune attività artigianali sito nella viale Elmas, comune di Cagliari.
Per le operazioni di spegnimento sono intervenute, tre squadre dei vigili del fuoco con APS (Autopompaserbatoio), una dalla centrale, una dal distaccamento porto ed una arrivata dal distaccamento di Iglesias, quattro ABP (Autobottepompa), un’autoscala, un furgone, auto respiratori dalla centrale di viale Marconi e la kilolitrica con 25.000 litri d’acqua dal distaccamento aereoportuale vigili del fuoco di Elmas.
Sul posto, a coordinare le complesse operazioni, il funzionario dei vigili del fuoco reperibile, coadiuvato da due capi reparto ed il NIAT (Nucleo Investigativo Antincendio Territoriale), in totale sono intervenute trentadue unità vigili del fuoco di varie qualifiche. Le cause sono in fase di accertamento. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia di Stato, per garantire la sicurezza delle operazioni e limitare il traffico. Per quanto di loro competenza, tre le volanti presenti.

 

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Incendio nel primo pomeriggio nelle campagne di Tratalias. Le fiamme sono divampate in località Gisella e hanno interessato alcuni terreni caratterizzati da erba sfalciata e impianti di irrigazione. Per domare l’incendio sono intervenuti tre mezzi dei Vigili del Fuoco di Carbonia, coadiuvati dalla Protezione Civile di Carbonia, Terraseo e Sant’Anna Arresi. Di supporto ai mezzi a terra è intervenuto l’elicottero della base del Marganai.
Federica Selis

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Ancora 1 nuovo caso positivo al Covid-19 nelle ultime 24 ore in Sardegna, nella provincia di Sassari. Salgono a 1.369 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 75.217 tamponi. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 9, nessuno in terapia intensiva, mentre 19 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 1.188 pazienti guariti (+2 rispetto all’ultimo aggiornamento), più altri 20 guariti clinicamente. Resta invariato il numero delle vittime, 132 in tutto.
Sul territorio, dei 1.369 casi positivi complessivamente accertati, 252 sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 99 nel Sud Sardegna, 61 a Oristano, 80 a Nuoro, 877 (+1) a Sassari.

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«Se mi abbandoni crollo»: è questo lo slogan che campeggia su quattro siti cardine dell’archeologia del Sulcis Iglesiente. Il 30 giugno chiuderanno i cantieri di manutenzione e scavo di quattro aree archeologiche del Sud Sardegna: il nuraghe Sirai di Carbonia, Pani Loriga di Santadi, il nuraghe Seruci di Gonnesa e la zona archeologica di Sant’Antioco. Gli operai addetti ai lavori saranno dirottati verso altre tipologie lavorative ma i siti di Seruci e Pani Loriga, già gestiti da cooperative, resteranno comunque aperti alla fruizione pubblica.
«Esprimiamo profonda amarezza perchè si chiude, in parte, una cosa che funziona spiega Hansel Cabiddu, sindaco di Gonnesa -. Abbiamo predisposto per poter riaprire il sito al pubblico la settimana prossima e in concomitanza con la riapertura perdiamo personale qualificato che ha curato il sito. Quindi una cosa che funziona viene messa nelle condizioni di perdere un pezzo importante.»
Come sottolinea anche Marco Valdes, responsabile del sito archeologico di Seruci per conto del Cammino di Santa Barbara: «Attualmente stiamo facendo diserbo, pulizia e manutenzione generale. Questo sito ci mancherà. Entreremo con la nuova ditta e vedremo il da farsi».
A Santadi, al sito di Pani Loriga, l’atmosfera è la stessa. Il cantiere archeologico chiude e gli 8 operai che curano la manutenzione dell’area saranno impiegati in altre mansioni.
«La chiusura del cantiere archeologicointerviene Simona Garau, assessore dei Beni culturali del comune di Santadi vuol dire lasciare un sito senza l’ordinaria manutenzione. Santadi vive anche dalle bellezze archeologiche che offre il territorio. La chiusura del cantiere vorrebbe dire un danno d’immagine che né il comune di Santadi né gli altri comuni che hanno in gestione questi siti si possono permettere. Siti che restano comunque aperti al pubblico e che, proprio per questo, necessitano di manutenzione. Il comune di Santadi non può farsene carico. Questo la Regione lo sa benissimo e ciononostante non ha avuto intenzione, fino ad oggi, di porre rimedio a questa incresciosa situazione. Faremo di tutto per rinvenire finanziamenti che consentano la prosecuzione del cantiere archeologico.»
Quella di Pani Loriga è un’area molto estesa, che comprende testimonianze di diverse epoche storiche, dal Neolitico fino al periodo bizantino. Rappresenta, a tutt’oggi, uno dei punti di riferimento culturale per l’intero Basso Sulcis, come spiega l’archeologa Simona Ledda, responsabile del sito: «Parliamo di un sito plurimillenario, che rappresenta una parte importante della storia della Sardegna. Dal 30 giugno chiude il cantiere di manutenzione perché all’interno di un bando internazionale, promosso dalla regione Sardegna, non sono stati inseriti i siti archeologici. Chiedo direttamente al presidente Solinas di trovare una soluzione».
Diverso il destino del Nuraghe Sirai di Carbonia, che, a differenza delle aree di Seruci e Pani Loriga, non è mai stato sottoposto a gestione e non è quindi fruibile al pubblico. I lavoratori, che ininterrottamente dal 2018, si occupano della manutenzione del sito, dal 30 giugno saranno spostati e l’area archeologica chiuderà i battenti. Le strutture capannicole e gli scavi verranno ricoperti con dei teli bianchi, in modo da preservarli da intemperie e atti di vandalismo.
«Qui stiamo andando a porre fine ad un’attività di scavo e di valorizzazione ma anche di manutenzione costantespiega l’archeologo Matteo Tatti -, che ha portato questi monumenti archeologici a poter essere resi alla collettività. Questi lavoratori si sono formati in questo sito, assumendo professionalità specifiche nella cura dello scavo archeologico. Adesso verranno spostati chissà dove.»
Anche Carla Perra, responsabile scientifico e direttore dello scavo, si interroga sul destino dei lavoratori. «Questi operai sono stati formati attraverso corsi di formazione e hanno acquisito professionalità elevate nel restauro, nello scavo e nella documentazione. Ora chissà dove verranno mandati. Forse in qualche cantiere di bonifica o di archeologia industriale. Inoltre, gli scavi hanno bisogno di una manutenzione continua. Sarà un problema, perché i comuni non hanno le risorse per potersi occupare della manutenzione.»
Mafalda Maxia, capo cantiere nel sito del nuraghe Sirai, esprime il dispiacere, da parte di tutti i colleghi, per il trasferimento.
«Dal 30 giugno ci ritroveremo a fare chissà quale lavoro e vorremmo cercare di mantenere la stessa tipologia di occupazione, in modo tale da continuare la professionalità che abbiamo acquisito in tutti questi anni. Non chiediamo altro.»
Rammarico viene espresso anche dall’assessore della Cultura del comune di Carbonia, Sabrina Sabiu. «Questo è stato un processo virtuoso, che è riuscito a dare nuova formazione a dei lavoratori che prima si occupavano di tutt’altro ma che si sono dedicati a questo settore con passione. Con la loro formazione ci hanno consentito di rendere il sito fruibile e visitabile. Interrompendo questo percorso si sta facendo un danno enorme.»
Attraverso le pagine social istituzionali, il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, ringrazia la Fondazione Cammino di Santa Barbara per l’impegno profuso in questi due anni nella cura e nella manutenzione delle aree archeologiche dell’isola.
Federica Selis

 

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Un’auto è finita fuori strada stamane sulla Pedemontana Sud all’altezza della diga del Cixerri, sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del pronto intervento del distaccamento di Iglesias, l’elisoccorso e operatori del 118. L’autovettura ha perso il controllo ed è uscita di strada ribaltandosi su un fianco, il conducente è rimasto incastrato estratto dagli operatori della squadra VVF ed affidato agli operatori sanitari inviati dal servizio di emergenza del 118 intervenuti con un ambulanza e l’elisoccorso per il trasporto in ospedale. Le cause sono ancora da accertare.
Gli operatori VVF hanno provveduto anche alla messa in sicurezza dei veicolo e della sede stradale.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri per gli accertamenti, i rilievi di legge e la viabilità.

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“Guroneddu” (Gonnesa), la Polizia di Stato ha trovato 35 kg di hashish portati dal mare. È stato un grosso pacco arenatosi sulla battigia, ad attirare l’attenzione di un poliziotto del Commissariato di Iglesias, il quale, libero dal servizio, ha scorto l’involucro evidentemente trascinato lì dalle correnti marine. Da lui stesso allertati, sono accorsi subito i colleghi investigatori della Sezione Anticrimine del Commissariato, che lo hanno raggiunto in quel luogo impervio, percorrendo la costa a piedi.

Il manufatto realizzato in tessuto, nylon e nastro adesivo, aveva le sembianze di una valigia, con tanto di manico. Da una lacerazione dalla quale se ne intravedeva l’interno, gli agenti hanno subito intuito la presenza di sostanza stupefacente. Le dimensioni ed il peso del pacco hanno reso ancora più difficile il recupero da parte dei poliziotti, che hanno dovuto chiedere l’ausilio di un’unità di navigazione dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Carloforte.

Una volta giunti negli Uffici del Commissariato di Iglesias ed effettuate le analisi da parte della Polizia Scientifica, si è accertato l’esatto contenuto: 33 kg di hashish, divisi in panetti da circa 100 grammi ciascuno.

Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria e sono in corso le indagini sulla provenienza della droga.