16 August, 2026

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Sono Adriano Scanu, 53 anni, agente di commercio di Guspini e Michele Ennas, 39 anni, ingegnere ambientale e consigliere regionale di Iglesias, i nuovi referenti della Lega Salvini Premier Sardegna, rispettivamente per la provincia del Sud Sardegna e per il Sulcis Iglesiente.

«Auguro buon lavoro ad Adriano e Micheleha dichiarato il coordinatore regionale, Eugenio Zoffili -, che assumono il compito di guidare la Lega in territori stupendi e ricchi di storia, di tradizioni e di bellezze naturali. Territori che la giunta regionale sta valorizzando, e nei quali la Lega sta crescendo. Territori, come il Sulcis, che vedono però la loro economia e la loro gente minacciata dai continui sbarchi di immigrati clandestini, che creano grossi problemi da ogni punto di vista, da quello della sicurezza a quello sanitario, senza dimenticare quello ambientale come ho potuto verificare di persona anche ieri a Porto Pino.»

«Le barche con le quali arrivano i migranti vengono abbandonate sulla spiaggia, quando non addirittura bruciate in mare con l’utilizzo di taniche di benzina, andando così a creare danni alla pesca e al turismo. Danni che si aggiungono a quelli enormi causati da decisioni sbagliate e prive di senso, come quella di respingere i turisti in arrivo. Adriano e Michele avranno un compito importante, ma saranno supportati dalla gente, che ieri è venuta in massa a firmare ai nostri gazebo in tutta la Sardegna per dire no all’invasione, no alle cartelle di Equitalia, no al ripristino dei vitaliziconclude Eugenio Zoffili -. Noi stiamo tra la gente e difendiamo sempre i sardi, senza dubbi e senza tentennamenti.»

Antonio Caria

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Il consigliere regionale Michele Ennas e il deputato e coordinatore regionale della Lega Sardegna, nonché presidente del comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione, Eugenio Zoffili, hanno scelto la località di Porto Pino, teatro di numerosi sbarchi di migranti, per incontrare militanti e sostenitori.

«I continui sbarchi di migranti, accresciutisi nell’ultimo periodo complice anche la bella stagione, stanno arrecando un pesante danno d’immagine al nostro territorioha detto Michele Ennas, con alle spalle gli scafi dei barchini abbandonati lungo il  canale che sfocia sul mare -. L’ultimo sbarco è, addirittura, avvenuto alla presenza di tantissimi bagnanti che si sono ritrovati ad assistere sgomenti alla scena. Una situazione paradossale, aggravata dall’assurdo e inconcepibile silenzio da parte del governo nazionale, reso ancora più incomprensibile in virtù anche dell’emergenza sanitaria, tuttora in corso, e delle positività al Covid riscontrate in alcune di queste persone che si trovano ora in quarantena.»

«Ringrazio il nostro coordinatore Eugenio Zoffili per la sua costante attenzione ed auspico che la continua denuncia che dalla Regione portiamo avanticonclude Michele Ennasserva a ridestare dal perenne torpore il governo di Roma.»

 

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Il lavoratore ha diritto alle ferie. Il diritto alle ferie, infatti, consente al lavoratore di soddisfare le sue esigenze psicofisiche dandogli la possibilità di partecipare attivamente alla vita sociale, familiare…

La durata delle ferie è fissata in quattro settimane, ma i contratti collettivi possono estendere o ridurre questo periodo.

Le ferie del lavoratore maturano ogni mese in genere uno o due giorni per mese.

Può accadere che il lavoratore nel corso della sua attività lavorativa maturi troppi giorni di ferie ed essendo certo di non goderle ne vorrebbe ottenere il pagamento in busta paga.

A questo punto è d’obbligo chiedersi: è possibile ottenere il rimborso delle ferie non godute?

Chi scrive ritiene, prima di rispondere all’interrogativo, precisare al lettore quanto segue:

  1. Il lavoratore ha diritto al riposo giornaliero: 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore. Il riposo giornaliero deve essere fruito in modo consecutivo ad eccezione per quelle attività caratterizzate da periodo di lavoro frazionati durante la giornata;
  2. Se il lavoro giornaliero eccede il limite di 6 ore il lavoratore deve beneficiare di un intervallo per pausa le cui modalità e la cui durata sono stabilite dai contratti collettivi di lavoro.

Rispondiamo ora all’interrogativo. 

La risposta è positiva.

L’art. 10, comma 2 del D.lgs. 66 del 08.04.2003 stabilisce che «il periodo minimo di quattro settimane non può essere sostituito dalla relativa indennità per ferie non godute, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro».

Dalla norma si desume che il lavoratore ha diritto all’indennità per ferie non godute solo in caso di risoluzione del rapporto di lavoro.

Si raccomanda, in ogni caso, di fare sempre riferimento al contratto collettivo del settore dell’attività lavorativa per cui operate perché potrebbe stabilire diversamente ed essendo norma speciale rispetto a quella generale prevale sulla prima o addirittura non prevedere nulla ed in questa ipotesi trova applicazione l’art. 10, comma 2 del summenzionato decreto legislativo.

Avv. Luisa Camboni

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E’ una giornata di lutto anche per i vigili del fuoco. Don Vincenzo Fois era il cappellano dei vigili del fuoco di Cagliari dal 1972, nonché rettore della chiesa di Sant’Agostino a Cagliari.

Sono 48 gli anni di servizio con i vigili del fuoco di Cagliari, una figura storica, che ha accompagnato con il suo umile servizio il Comando fino ieri. Appassionato riferimento spirituale per i vigili di Cagliari, «…mancherà a anche a tutti noi».

Nato a Ussana, don Vincenzo ha ricoperto fino al 2013 anche il ruolo di assistente dei corsi di cristianità Tlc e Ipg. Nella lunga vita dedicata alla Chiesa è stato vice parroco a San Giacomo, assistente spirituale viaggianti e del Csi, vicario a San Carlo Bartolomeo, parroco ad Armungia, a Sisini, vicario a Sant’Eusebio a Cagliari e poi alla Nostra Signora delle Grazie a Sestu.

Numerosissimi gli attestati di stima e riconoscenza per lui, uomo della Chiesa, amato da tanti. Di lui ricordiamo, oltre all’opera svolta con passione e vicinanza ai VVF di Cagliari, la devozione alla chiesa di Sant’Agostino, di cui era rettore: è lui che, assieme a un gruppo di giovani, l’ha recuperata con importanti lavori di ristrutturazione e liberandola da tonnellate di macerie.

Il funerale verrà celebrato martedì, alle 15.30, nella “sua” chiesa, a Sant’Agostino.

 

«L’Italia ha la possibilità di inserire la noce di mare nell’elenco europeo delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale. Lo si faccia in fretta e saranno attivati i meccanismi europei di ristoro per il comparto.»

Lo ha detto l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao che, dopo la visita dei mesi scorsi presso lo stagno di S’Ena Arrubia ad Oristano insieme al deputato nazionale Luciano Cadeddu, ha depositato a Bruxelles una interrogazione alla Commissione Europea per sottoporre la questione dell’invasione noce di mare in Sardegna. Nel frattempo anche il deputato Cadeddu ha interrogato il governo Conte. 
«L’Europa rispondendo alla mia interrogazionespiega Ignazio Corrao ha detto di essere a conoscenza di quanto sta accadendo in Sardegna ma ha anche sottolineato che la Mnemiopsis leidyi, il nome scientifico della ‘noce di mare’, non è stata proposta per l’inserimento nell’elenco dell’Unione. Morale, spetta al governo italiano presentare alla Commissione Europea la richiesta di iscrizione della Mnemiopsis leidyi nell’elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale. Per questa ragione, il collega Luciano Cadeddu sta incalzando il governo italiano ad andare avanti verso questa direzione.»
«L’inserimento di tale specie in questo elenco europeosottolinea ancora Ignazio Corrao apre i presupposti per l’apertura di un Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca che potrebbe fornire opportunità per misure a sostegno della protezione e del ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini nell’ambito di attività di pesca sostenibili.
Sono previsti anche sostegni finanziari potenzialmente disponibili anche attraverso il programma dell’UE per l’ambiente e l’azione per il clima (LIFE) e i fondi della politica di coesione che potrebbero essere attivati. Si tratta di un’opportunità importante per la vita di una filiera fondamentale per l’economia della Sardegnaconclude l’europarlamentare eletto in Sardegna -. E’ mia ferma intenzione continuare insieme al collega Luciano Cadeddu e a tutti gli attori istituzionali che vogliono proseguire questa battaglia, seguire la questione con determinazione affinché si possa risolvere questa annosa problematica.»

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Studiare le interdipendenze tra Cecità, Ipovisione e disturbi dello spettro autistico. E ancora mettere a disposizione i risultati scientifici di questa ricerca per predisporre programmi di valenza sociale e pedagogici utili alle esigenze dei soggetti colpiti, delle rispettive famiglie, di educatori e formatori, il tutto nel segno del recupero e dell’integrazione.
Sono questi gli obbiettivi fondamentali del progetto di ricerca denominato “Vis a Vis” che ha preso il via il 30 giugno 2020, nella sala congressi di Ierfop con la stipula degli accordi di programma al termine del primo meeting su Cecità ed Autismo.
L’evento è stato promosso da Roberto Pili, presidente di IERFOP Onlus (Istituto Europeo Ricerca Formazione ed Orientamento Professionale) e Pericle Farris, presidente APRI-Servizi Onlus di Torino (Associazione Pro Retinopatici ed Ipovedenti) e la collaborazione scientifica di Donatella Petretto, docente di Psicologia Clinica all’Università di Cagliari.
«In Italia, circa 4.000 bambini in età scolaresottolinea il presidente Ierfop Roberto Pili – presentano disturbi nell’ambito dell’ipovisione o della cecità, di questi circa un terzo ha associato almeno un altro disturbo del neurosviluppo e tra questi il più frequente è l’autismo. Difficoltà nella comunicazione verbale e non verbale, tendenza all’isolamento sociale, movimenti stereotipati e ripetuti spesso si associano alla cecità e in alcuni casi non sono riconosciuti semplicemente derubricati come conseguenze della cecità piuttosto che come indicatori di uno stile cognitivo autistico. La conseguenza di questo mancato riconoscimento comporta gravi anomalie e ritardi dello sviluppo delle potenzialità dei bambini colpiti.»
Il progetto “Vis a Vis” in assoluta coerenza con i trascorsi e le mission degli Enti coinvolti nell’iniziativa, arriva a colmare un vuoto sanitario e sociale perché si muove nell’ambito di tre direttrici:
– offrire un contributo sullo sviluppo degli aspetti diagnostici ed epidemiologici;
– sviluppare strumenti di intervento nel contesto scolastico e formativo e valutazione di efficacia per recuperare alla vita attiva e all’integrazione i tanti soggetti che altrimenti ne sarebbero esclusi;
– ampliare protocolli formativi per familiari ed operatori del settore.
«Da anni come APRI Servizi ci interessiamo di questi aspetti, sia nell’ambito dei servizi di educativa professionale scolastica sia nel contesto familiareprecisa Pericle Farris, presidente APRI-Servizi -. Nel progetto Vis a Vis porteremo in dote le nostre esperienze nel campo dei protocolli di intervento per le autonomie, la mobilità delle persone con disturbi visivi e per sviluppare nuove strategie e strumenti per le situazioni in cui i tratti autistici si sommano ai disturbi visivi. L’alleanza con IERFOP la consideriamo fondamentale per poter estendere a livello nazionale e internazionale ricerca e formazione nel campo delle disabilità.»
Una nuova sfida questa sottoscritta dagli attori in campo che porterà avanti l’attività di ricerca sul campo e la realizzazione di moduli formativi specifici da diffondere capillarmente nel contesto scolastico ed educativo.
«Conoscere il legame tra cecità ed autismo e sviluppare protocolli precoci di intervento per la promozione delle potenzialità delle persone interessate è di primaria importanzaafferma Bachisio Zolo, responsabile della formazione di IERFOP il gruppo di lavoro del progetto vedràla collaborazione di professionisti esperti nel campo dell’autismo, della cecità e dell’ipovisione, docenti ed altre associazioni di settore.»

Il progetto di ricerca “Vis a Vis” rappresenta a tutti gli effetti un ulteriore tassello a un sempre più necessario e fondamentale impegno alla collaborazione di gruppo tra mondo accademico ed addetti ai lavori.
«Il valore aggiunto di questo progetto puntualizza Donatella Petretto, docente di Psicologia Clinica all’Università di Cagliariè la vocazione transdisciplinare del gruppo di lavoro che ci consente sia di affrontare le componenti biopsicosociali dell’intreccio da disturbi visivi e tratti autistici, puntando all’empowerment delle persone, sia di proporre e validare protocolli diagnostici e di intervento.»
Un ulteriore punto a favore del progetto sottoscritto da IERFOP e APRI Servizi è la valorizzazione del ruolo della scuola nella promozione di tutte le potenzialità delle persone con disabilità e nel sostegno del loro progetto di vita.
«La formazione dei docenti di ogni ordine e grado conclude Pietro Paolo Murru, membro del CdA di IERFOPsarà uno degli obiettivi di questa attività di ricerca proprio perché puntiamo a colmare delle lacune in campo formativo e migliorare una diffusione capillare delle conoscenze di queste problematiche.»

 

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L’on. Carla Cuccu (M5S)  ha presentato un’interrogazione al Governatore, Christian Solinas, e all’assessora regionale dell’Agricoltura e Riforma agro-pastorale, Gabriella Murgia, per chiedere a che punto è lo stato attuazione delle domande relative alla sottomisura 16.2 del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Sardegna (PRS) 2014-2020, bando 2018, una misura per sostenere i progetti pilota nel campo dello sviluppo di nuovi prodotti, tecnologie e modalità gestionali delle aziende/filiere agroalimentari.

«Un ritardo nei pagamenti davvero assurdo – ha dichiarato l’esponente pentastellatavisto che si tratta di un bando pubblicato quasi due anni e molte delle domande presentate dagli agricoltori, per un progetto che ha come obiettivo quello di migliorare l’integrazione tra le imprese agricole e il mondo scientifico, risultano ancora non liquidate. È ora che la Regione dia delle risposte agli esponenti del comparto agricolo, già messi a dura prova, non solo dall’emergenza Coronavirusha concluso Carla Cuccu, ma anche dalle calamità naturali che hanno interessato il territorio della Sardegna, compromettendo il raccolto. Argea imprima una decisa accelerazione al pagamento delle pratiche.»

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Le immediate dimissioni dall’attività lavorativa di un dirigente medico dal reparto di Pediatria, più altri due che lasceranno nei prossimi. C’è nuovamente preoccupazione per l’ospedale Nostra Signora della Mercede. A lanciare l’allarme è, ancora una volta, il consigliere regionale del Partito democratico, Salvatore Corrias, che insieme ai suoi colleghi di partito, aspetta da tempo una risposta, più precisamente da aprile, dall’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, e dalla Regione.

«Se non si provvederàquesta la denuncia di Salvatore Corriasentro le prossime settimane alla sostituzione dei medici in dimissione si preannuncia la possibilità che tale reparto sia a rischio chiusura. La Pediatria, il Punto Nascita, così come tutto il Presidio Ospedaliero,  provvedono all’erogazione di servizi di cura essenziali per tutti i cittadini residenti e i visitatori che scelgono di recarsi nel territorio ogliastrino. Quest’ultimo è penalizzato dall’isolamento geografico e dalla precaria rete viaria, per cui è necessario tenere conto delle difficoltà e dei lunghi tempi di percorrenza per il raggiungimento delle altre strutture ospedaliere della Regione. Per tale motivo è quanto mai fondamentale preservare, e a oggi potenziare, l’ospedale lanuseino e i servizi del territorio per garantire il diritto alla salute, come sancito dall’art. 32 della Costituzione, assicurando al contempo degli standard di qualità adeguati.»

«Un’altra riflessioneconclude Salvatore Corrias – che mi preme compiere riguarda le scelte degli operatori sanitari: quale o quali motivazioni portano, in questo caso dei dirigenti medici, alla decisione di licenziarsi da un contratto a tempo indeterminato. Capirlo è quanto mai necessario per migliorare la qualità dell’offerta lavorativa e la conseguente attrattività del presidio ospedaliero lanuseino insieme alla sicurezza delle cure ai pazienti.»

Antonio Caria

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Avevano il diritto di entrare in Sardegna gli investitori americani che lo scorso 1 luglio sono stati bloccati all’aeroporto di Elmas e costretti a ripartire. Il Tar della Sardegna, infatti, ha accolto la richiesta di sospensione del provvedimento presentata dagli avvocati Corrado Maxia e Marco Porcu.
Il Tribunale Amministrativo regionale ha stabilito che era legittimo lo spostamento per motivi di lavoro e ha, dunque, concesso la sospensiva al provvedimento eseguito dalla Polizia di Frontiera, «alla quale va comunque la stima totale sia da parte nostra che da parte dei nostri clientiaffermano gli avvocati Maxia e Porcu -. Effettivamente il 1 luglio era presente un vuoto normativo, dovuto dalla strana situazione determinata dal Dpcm appena scaduto il 30 giugno e la nuova ordinanza del ministero della Salute, recante la data del 30 giugno ma pubblicata solo il 2 luglio. Una situazione di difficile gestione – proseguono gli avvocatiche gli agenti hanno comunque gestito cercando di fare il loro dovere nel miglior modo possibile. Da parte nostra e dei nostri clienti resta nei loro confronti la massima stima per il lavoro svolto.»

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Seconda tappa, questa mattina, a Buggerru, davanti al poliambulatorio (chiuso), della protesta itinerante dei Sindaci del Sulcis Iglesiente «contro i disservizi nel settore della Sanità, le chiusure, i trasferimenti ed il depotenziamento delle strutture e dei presidi medico-ambulatoriali». Hanno partecipato la presidente della Conferenza socio-sanitaria, Paola Massidda, sindaca di Carbonia e i sindaci di Buggerru Laura Cappelli, Fluminimaggiore Marco Corrias, San Giovanni Suergiu Elvira Usai, Villamassargia Debora Porrà, Perdaxius Gianfranco Trullu, Nuxis Pier Andrea Deias, Narcao Danilo Serra ed il vicesindaco di Gonnesa Enrico Pistis.

Nel corso della conferenza stampa, sono state affrontate in particolare le criticità presenti negli ambulatori pediatrici. A Buggerru il poliambulatorio è chiuso, a Fluminimaggiore la Casa della Salute è stata svuotata di tutte le professionalità ed è praticamente impossibilitata ad assicurare il pur minimo servizio alla comunità del territorio. Inoltre, a Fluminimaggiore è chiusa da tempo anche la Casa famiglia.

I sindaci attendono ancora risposta alla richiesta di incontro fatta già due volte all’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, per affrontare tutte le problematiche della Sanità del Sulcis Iglesiente. Nel corso della conferenza stampa di stamane, abbiamo registrato gli interventi dei sindaci di Buggerru Laura Cappelli, Fluminimaggiore Marco Corrias, di Carbonia Paola Massidda, di Villamassargia Debora Porrà e di Perdaxius Gianfranco Trullu, che è possibile visionare nei filmati allegati.

Ricordiamo che la prima tappa della protesta itinerante si svolse lo scorso 28 maggio nel poliambulatorio di San Giovanni Suergiu.

         

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