26 June, 2026

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Manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura, possibilità di apertura al pubblico nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza, adeguamento infrastrutturale al campionato Lega Pro.
Sono questi i tre punti del progetto preliminare per lo stadio “Vanni Sanna” di Sassari che è stato protocollato questa mattina negli uffici del Comune. «Il progetto preliminaresottolineano dalla società rossoblù è un primo passo concreto nella direzione di un ripristino immediato della struttura, grazie ad una serie di interventi mirati per garantire il rientro del pubblico in sicurezza e con i comfort adeguati, ma è anche strumento necessario per dotare lo stadio di servizi necessari in chiave futura».
La manutenzione riguarderà sia le aree di accesso comuni (ingressi, parcheggi, settori spettatori, recinzioni) sia i locali adibiti agli impianti idrici ed elettrici.
Sul fronte del protocollo della sicurezza legata alle normative contro la diffusione del Coronavirus, si cercherà di garantire l’accesso ai tifosi nel rispetto delle distanze interpersonali. Allo studio la riapertura dei settori sino a questo momento limitati al pubblico o addirittura chiusi. Inoltre si procederà anche alla sistemazione dei seggiolini distanziati in tutti i settori, alla gestione dei flussi nelle aree di accesso, ai controlli della temperatura corporea, alla creazione di percorsi adeguati, al posizionamento di un’apposita segnaletica di sicurezza, all’illuminazione e tutto ciò che garantirebbe l’accesso e la fruibilità della struttura in ottemperanza alle attuali normative.
Per adeguare l’impianto alla categoria si lavorerà per il rifacimento del manto erboso, alla sanificazione dei locali, all’adeguamento di aree comuni (aree spogliatoi), sala stampa, servizi igienici di tutti i settori, locali infermeria, sala amplificazione e tribuna stampa, sala conferenze e mixed zone, al risanamento e alla manutenzione di locali comuni, percorsi di accesso curva, tribuna e gradinata, posti e servizi per disabili, adeguamento e accessi ai mezzi di soccorso.
A.C.

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C’è preoccupazione per la sorte del servizio di Diabetologia dell’ospedale Nostra Signora di Bonaria di San Gavino Monreale.
A lanciare l’allarme è il presidente della Fand del Medio Campidano Onlus, Mattia Orrù. Al centro del contendere è il presunto trasferimento del servizio al poliambulatorio di Sanluri.
Orrù sottolinea come, su questa vicenda, «l’Associazione abbia tentato più volte, invano, di avere un colloquio con i dirigenti Ats per comprendere meglio le scelte illogiche».
Lo scorso 5 febbraio è stata inviata una lettera, «senza avere mai risposta» rimarca Mattia Orrù, al presidente della Regione, Christian Solinas. «Noisi legge nella missivanon possiamo vivere con la paura di ammalarci o che i nostri cari si ammalino perché non ci si può curare, perché andare a chilometri di distanza non tutti lo possono fare. In questo triste periodo di crisi a livello lavorativo, ci sta mancando anche la salute purtroppo e non tutti possono permettersi di curarsi in altri ospedali o Asl lontani chilometri da casa e dall’ospedale in cui sono seguiti o ricoverati. Caro Presidente, io come portavoce di tutti gli altri pazienti e cittadini Campidanesi e non solo, le chiedo di portarsi una mano alla coscienza e darci una mano per trovare una soluzione interna alla struttura ospedaliera».
Una settimana più tardi viene anche chiesto un incontro sia al governatore che all’assessore della Sanità, Mario Nieddu. Richiesta ribadita anche il 18 maggio. «Oltre a queste richieste scritte – ha aggiunto Mattia Orrù – si è proceduto a richiedere telefonicamente un appuntamento anche telefonico con il dirigente della Asl Sanluri senza ricevere mai risposta. Poco dopo vengo contattato dalla segreteria del direttore della Assl di Sanluri con la promessa che in tempi brevi sarei stato ricevuto, ma ancora a oggi 12 giugno 2020 non sono stato ricontattato».
La richiesta è quella che il servizio resti a San Gavino Monreale. A questo proposito è nato anche, nei social, un comitato spontaneo di cittadini che hanno voluto esprimere il loro dissenso al trasferimento della diabetologia.
Una contrarietà che l’Associazione ribadì anche il 3 giugno nel corso in una riunione che si è tenuta a Lunamatrona alla quale hanno partecipato anche alcuni sindaci del territorio e i sindacati di appartenenza dei dipendenti dell’Ospedale.
«A fine riunione ha proseguito Mattia Orrùsi è presentato Gianni Lampis, assessore regionale dell’Ambiente, che ha assicurato che il servizio di Diabetologia sarebbe rimasto a San Gavino Monreale. Con questa rassicurazione sembrava tutto risolto, ma dopo alcuni giorni la notizia che il giorno 12 giugno 2020 sarebbe iniziato il trasferimento delle attrezzature dall’ospedale a Sanluri».
«Lo spostamento del servizio a Sanluriha concluso – non garantirebbe più nessuna di queste prestazioni che verrebbe persa, perdendo, dunque,  una qualità in termini di servizio generale offerto nei reparti (in particolar modo le mamme del servizio di ginecologia che eseguono la curva glicemica o i ricoverati in medicina).»
Un no al trasferimento che verrà ribadito nel corso di una manifestazione in programma lunedì 15 giugno, dalle 10.00, presso parcheggio dell’ospedale nelle aree adibite al mercatino rionale.

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Il consigliere regionale Roberto Li Gioi (M5S), vice presidente della commissione Trasporti, questa mattina ha preso parte all’assemblea dei lavoratori riuniti nel piazzale dell’aeroporto Costa Smeralda di Olbia.

«Finalmente si apre uno spiraglio per gli ex lavoratori di Air Italy: la ministra ai Trasporti Paola De Micheli ha ufficializzato la volontà del Governo di riformare il trasporto aereo ricomprendendo tutti i lavoratori del settore – dice Roberto Li Gioi -. Una notizia che, letta alla luce del Decreto Rilancio, rappresenta sicuramente un primo passo importante verso una possibile ricollocazione lavorativa dei dipendenti della compagnia in liquidazione all’interno della newco Alitalia in via di costituzione. Una segnale fondamentale emerso nel corso dell’incontro al MIT tra la ministra Paola De Micheli, la sottosegretaria allo Sviluppo economico Alessandra Todde, il ministero del Lavoro, la Regione Sardegna, la Regione Lombardia, i sindacati del trasporto aereo e i liquidatori di Air Italy.»

«In questa delicatissima fase in cui il ruolo delle Regioni Sardegna e Lombardia è determinante, ribadisco che il presidente Christian Solinas deve prendersi le sue responsabilità e garantire tutto il supporto necessario alla risoluzione di questa vertenza che coinvolge centinaia di famiglie sarde, di suoi concittadini Presidente, anche se residenti nel Nord Sardegna – aggiunge Roberto Li Gioi – . Lei oggi, durante l’incontro con la Ministra, ha esordito ribadendo quanto già affermato in Consiglio regionale martedì scorso, e ciò affermando che la questione Air Italy è di livello nazionale e non può essere messa in capo alla Regione. Siamo d’accordo sul fatto che il caso Air Italy sia di livello nazionale, ma la Regione Sardegna deve fare la sua parte e lei, Governatore, non può lavarsene le mani adducendo motivazioni pretestuose.»

«Soltanto al termine dell’incontro, infatti, sollecitato a dimostrare un impegno fattivo, oggi Christian Solinas ha dichiarato di essere disponibile a visionare il progetto complessivo. Questo, Presidente, è il minimo sindacale. Ed è paradossale che in questo momento in cui il Governo ha preso a cuore la vertenza Air Italy, proprio lei continui a manifestare un atteggiamento distaccato nei confronti di oltre 600 famiglie sarde. La ministra Paola De Micheli inoltre – conclude Roberto Li Gioi – ha assicurato la volontà del Governo affinché gli ammortizzatori sociali abbiano durata di dieci mesi. Per quanto riguarda i dettagli, invece, saranno oggetto di un tavolo tecnico convocato per la prossima settimana.»

 

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Sono 4 le Vele assegnate dalla Guida Blu 2020 stilata da Legambiente e dal Touring Club Italia al litorale di Pula. Una classifica che vede comunque primeggiare la Sardegna, con le spiagge di Baunei, e al terzo posto Chia.
Un risultato che lascia comunque soddisfatta la sindaca, Carla Medau: «Siamo molto orgogliosi di aver ottenuto ancora una volta questo prezioso riconoscimento, ci auguriamo viste le grandi possibilità che il nostro invidiato territorio ci offre, di raggiungere il podio e veder sventolare la bandiera con le 5 vele».
Tra gli indicatori utilizzati, la pulizia delle spiagge e del mare, la presenza di fondali che abbiano un particolare interesse per l’attività subacquea e le località che ospitano monumenti di particolare interesse storico-culturale.

Antonio Caria

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1 nuovo caso positivo al Covid-19 è stato riscontrato nelle ultime 24 ore in Sardegna, in provincia di Sassari. Sono complessivamente 1.363 i casi accertati dall’inizio dell’emergenza. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 67.069 tamponi (936 oggi). I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 11, di cui 1 in terapia intensiva, mentre 31 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 1.171 pazienti guariti (+3 rispetto al dato precedente), più altri 19 guariti clinicamente. Nel bollettino odierno non si registrano nuove vittime, 131 in tutto.

Sul territorio, dei 1.363 casi positivi complessivamente accertati, 252 sono stati accertati nella Città Metropolitana di Cagliari, 98 nel Sud Sardegna, 59 a Oristano, 79 a Nuoro, 875 (+1) a Sassari.

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«A distanza ormai di mesi dagli ultimi incontri istituzionali è indispensabile riavviare i lavori e il dialogo ai livelli regionale e nazionale sul comparto ovicaprino.»

È la richiesta che la Cia Sardegna rivolge alle istituzioni, ribadendo la necessità e l’urgenza di mettere in atto politiche specifiche per la salvaguardia di un settore fondamentale per l’economia isolana.

È necessario e urgente mettere in atto iniziative volte alla tutela e valorizzazione delle produzioni, favorendo l’innovazione delle tecniche di allevamento nonché i processi di trasformazione dei prodotti. Il tutto in una logica di rafforzamento della filiera che porti a qualificare maggiormente la compagine produttiva primaria premiandone la remunerazione. Il settore attualmente continua a vivere e a subire i condizionamenti determinati dalle dinamiche del mercato, senza che siano state introdotte all’interno della filiera le regole e gli interventi strutturali necessari a mettere in garanzia e in equilibrio tutti i soggetti costitutivi.

«I produttori da sempre costituiscono l’anello debole e più esposto alle frequenti crisi cicliche del comparto e vedono il proprio lavoro non riconosciuto in termini di corrispettivi oltre che di dignità». Attualmente, a fronte di un prezzo medio di vendita del pecorino romano che si è attestato attorno ai 7,50 euro, ai pastori viene riconosciuto dagli industriali un corrispettivo pari a € 0,80 al litro, a dispetto dei 0,90 previsti nelle tabelle condivise dagli stessi industriali a Sassari, «accordo che Cia Sardegna, da sempre, ha reputato non sufficientemente remunerativo del prezzo del latte, e nonostante ciò non viene perfino rispettato».

«È necessario dare piena applicazione a quanto previsto dall’art. 62, D.L 1/2012 che stabilisce che i contratti siano conclusi in forma scritta e che contengano l’indicazione della durata del contratto, delle quantità e delle caratteristiche del prodotto venduto, del prezzo, delle modalità di consegna e di pagamento. È inoltre opportuno lo studio di nuove e più incisive strategie di commercializzazione dei prodotti finiti, nonché sviluppare nuove competenze specifiche riguardanti le diverse forme di marketing, partendo dalla promozione della cultura dei prodotti del territorio.»

Tutto questo mettendo in piedi una rete di formazione e assistenza per i produttori, trasformatori e distributori affinché si adeguino alle nuove esigenze e ai modelli di comportamento in materia di alimentazione.

«È indispensabile riprendere i ragionamenti e la concertazione rispetto alla “proposta del piano di autoregolamentazione dell’offerta presentata dal Consorzio di tutela del marchio del Pecorino Romano DOP”, che va assunta come piano obbligatorio dell’offerta. Il prezzo del latte deve prendere come riferimento non solo il valore di mercato del pecorino romano, ma anche tutte le tipologie e tutti i sottoprodotti derivanti dalla trasformazione che oggi sono esclusi dai parametri.»

E ancora, «Cia Sardegna continua a sostenere con forza l’idea che l’organismo Interprofessionale del latte ovino in Sardegna (Oilos) vada rafforzato e valorizzato e che sia ormai giunto il tempo che inizi a svolgere lo scopo per il quale è stato costituito. Partendo da queste urgenze, riteniamo quindi che debba ripartire a tutti i livelli, da quello regionale a quello nazionale, il confronto e la concertazione riconvocando il tavolo di filiera sull’ovicaprino per riprendere i lavori da tempo interrotti che non possono più essere rinviati o procrastinati.»

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E’ stato siglato oggi, presso la caserma “S. Pisano”, il protocollo d’intesa tra il 1° Reggimento Corazzato ed il comune di Teulada che consente l’accesso alla popolazione civile ad alcune spiagge del Poligono di Capo Teulada e regolamenta le attività turistiche e sociali che saranno svolte all’interno dell’area addestrativa, per tutto il periodo della concessione.

Il “protocollo d’intesa”, elaborato per agevolare l’integrazione tra la comunità militare e la popolazione civile e finalizzato ad armonizzare le attività militari del poligono con la fruibilità delle risorse turistico – ambientali locali, è stato sottoscritto dal sindaco di Teulada, Daniele Serra, e dal Comandante del 1° Reggimento Corazzato, colonnello Carlo Colaneri.

Le aree del poligono interessate sono la spiaggia di s’Ortixeddu, nota anche come “spiaggia degli Americani”, e parte della spiaggia “Is Arenas Biancas” ed alcune aree demaniali utili a favorire lo svolgimento delle attività sociali e turistiche in tutto l’arenile di Porto Tramatzu. La firma dell’accordo, che rinnova l’intesa, rappresenta una dimostrazione concreta del dialogo continuo e costruttivo avviato tra l’Esercito e le Amministrazioni locali, a testimonianza di una buona pratica che ormai da molti anni consolida le iniziative previste dal protocollo d’intesa sottoscritto tra il il ministero della Difesa e la Regione Autonoma della Sardegna.

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Nieddittas, la Cooperativa Pescatori Arborea che gestisce l’intera filiera della mitilicoltura nel Golfo di Oristano, ha regalato dieci chili di cozze alla Piola Gramsci di Torino, il ristorante dell’Associazione dei Sardi. Ieri lo chef Matteo Cambuli le ha servite in gustosissime varianti. Il gesto della cooperativa Nieddittas è un segno di solidarietà che abbiamo apprezzato, i prodotti della CPA di Arborea, non solo cozze ma pesce fresco, bottarga, ecc, saranno in tavola ogni giovedì e nei prossimi mesi saranno proposti nel paniere del Gruppo di Acquisto Solidale “Kent’annos”.

 

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Nel corso della riunione ordinaria della Conferenza Episcopale Sarda tenutasi martedì 9 giugno a Donigala Fenughedu, il presidente monsignor Antonello Mura ha introdotto i lavori soffermandosi sull’evento del 2 giugno, che ha visto tutti i vescovi della Sardegna radunati per una solenne concelebrazione nella Basilica di Bonaria a Cagliari. Ai piedi della Patrona Massima della Sardegna i presuli hanno voluto raccogliersi in preghiera in questo passaggio tra la fase più acuta dell’emergenza da Covid-19 e la lenta e graduale ripresa delle attività produttive, sociali e liturgico-pastorali della Chiesa.

Alla presenza del presidente della Regione Christian Solinas, del presidente del Consiglio regionale Michele Pais, del prefetto e del sindaco di Cagliari i vescovi hanno lanciato un messaggio di speranza e di incoraggiamento a tutto il popolo sardo, ponendosi al fianco di tutte le Istituzioni pubbliche e dell’intero corpo sociale nell’individuare e promuovere tutti i percorsi necessari ad un rapido superamento della grave emergenza economica e produttiva provocata da quella sanitaria. Nel loro messaggio i vescovi hanno affermato: «Mentre ci difendiamo giustamente dal “virus” che lavora per la morte, siamo però chiamati a sviluppare idee e progetti per un altro “virus”, quello per la vita. Appare necessario che la politica, l’economia, la sanità, la giustizia e la cultura si mettano in gioco, preparando una terapia adatta, che consenta al nostro popolo un respiro ampio e rigenerante». «L’evento di Bonariaha detto fra l’altro monsignor Antonello Muraha avuto ampio risalto e una positiva valutazione sul piano regionale. Ha raggiunto lo scopo di suscitare riflessione e, nello stesso tempo, offrire incoraggiamento alla nostra gente, con particolare apprezzamento per l’accenno alle scuole paritarie, all’ambito del turismo e a quello non meno importante della dimensione educativa del mondo dei ragazzi.»

Nella riunione dei Vescovi ampio spazio è stato dato a due temi. Quello del seminario regionale, anche in seguito alla visita nel marzo scorso del Visitatore Apostolico programmata dalla Congregazione per il Clero ogni cinque anni. La riflessione ha affrontato in particolare la costituzione dell’équipe educativa a partire dal 2021, vista la scadenza di quella attuale alla fine del prossimo anno seminaristico, insieme alla necessaria predisposizione di idonei percorsi di preparazione dei suoi componenti. I Vescovi non hanno mancato di sottolineare il proprio apprezzamento per il lodevole servizio sempre svolto dal Rettore e dai suoi collaboratori.

L’altro tema ha riguardato alcune considerazioni su una prima bozza della preannunciata Nota pastorale regionale sull’Esortazione di Papa Francesco “Amoris laetitia”, nata in seguito al confronto con la Commissione presbiterale regionale e con i Consigli presbiterali diocesani, nell’ambito del sostegno alla pastorale alla famiglia e alle coppie di sposi, con particolare attenzione a quelle che vivono situazioni di fragilità. Nei prossimi mesi la riflessione proseguirà, prevedendo di pubblicarla il prossimo anno, in occasione del 5° anniversario dell’Esortazione Apostolica.

Nel corso della riunione, l’attuale segretario della CES, mons. Sebastiano Sanguinetti ha confermato la sua volontà di rimettere il mandato dopo 8 anni di servizio. La Conferenza, nel prenderne atto, ha espresso per mons. Sebastiano Sanguinetti parole di apprezzamento e di gratitudine per il lavoro svolto con dedizione e accuratezza e ha quindi provveduto ad eleggere, a norma di regolamento, il nuovo segretario. È risultato eletto monsignor Corrado Melis, vescovo di Ozieri.

Da ultimo, la Conferenza ha redatto il calendario delle proprie attività per il prossimo anno pastorale. Questi gli appuntamenti:

2-4 settembre 2020: “Tre giorni” di fraternità episcopale in Ogliastra;

5 ottobre 2020: inaugurazione anno accademico della Facoltà Teologica della Sardegna a Cagliari;

6 ottobre 2020: riunione ordinaria della CES a Cagliari;

16-19 novembre 2020: Assemblea generale della CEI a Roma;

1-2 dicembre 2020: riunione ordinaria della CES a Donigala Fenughedu;

22-25 febbraio 2021: Esercizi spirituali della CES;

26 febbraio 2021: riunione ordinaria della CES;

12-13 aprile 2021: riunione ordinaria della CES;

22 giugno 2021: incontro straordinario con gli incaricati regionali dei vari ambiti pastorali.

Al termine della riunione la Conferenza ha incontrato Padre Giovanni Petrelli, direttore del Centro “Il Gabbiano” di Oristano, al quale, dopo averne ascoltato una breve relazione sulle attività del centro diurno per persone diversamente abili, ha consegnato la somma di € 30.000,00, quale gesto di solidarietà delle 10 diocesi sarde, come preannunciato durante la celebrazione del 2 giugno a Bonaria: servirà per predisporre la riapertura del Centro, chiuso nei mesi dell’emergenza da Coronavirus, e dotarlo di tutti i presidi e dispositivi sanitari imposti dalle attuali norme anti-Covid-19.