26 June, 2026

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«Da 187 anni il personale del Corpo Sanitario dell’Esercito rappresenta una risorsa preziosa che ha dimostrato tutto il suo valore non solo in campo militare ma, come avvenuto nel corso di questa emergenza sanitaria, anche nel più ampio contesto del Servizio Sanitario nazionale. Agli uomini e alle donne del Corpo sanitario dell’Esercito va l’apprezzamento delle Istituzioni e di tutti gli italiani.»

Lo rende noto il sottosegretario della Difesa con delega alla Sanità Militare, Giulio Calvisi, in occasione di questa ricorrenza.

«Medici, infermieri e aiutanti di sanità militari costantemente impiegati sia in Patria sia nell’ambito di numerose missioni internazionali, in possesso di indiscusse qualità professionali, competenza e altissimo senso del dovere, che continuano a garantire anche in questa emergenza sanitaria un fondamentale supporto al Paese. L’allestimento in tempi record degli Ospedali da Campo di Piacenza e Crema, lo straordinario lavoro del personale del Centro Ospedaliero Militare di Milano e del Policlinico Militare del Celio, così come il fondamentale supporto dei medici militari a favore dei colleghi del Servizio Sanitario Nazionale, sono solo alcuni esempi che descrivono la professionalità e la dedizione del personale sanitario dell’Esercito, a cui va il riconoscimento di tutti gli italiani», conclude Giulio Calvisi.

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In Sardegna altre 24 ore senza casi positivi al Covid-19, su 951 tamponi eseguiti. Restano ancora fermi a 1.357 i casi complessivamente accertati dall’inizio dell’emergenza. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 59.556 tamponi. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 13, di cui 1 in terapia intensiva, mentre 95 sono le persone in isolamento domiciliare. 108 gli attualmente positivi. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 1.053 pazienti guariti (+46 rispetto al dato precedente), più altri 65 guariti clinicamente. Nel bollettino odierno non si registrano nuove vittime, 131 in tutto.
Sul territorio, dei 1.357 casi positivi complessivamente accertati, 252 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari, 97 nel Sud Sardegna, 59 a Oristano, 79 a Nuoro, 870 a Sassari.

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La commissione Bilancio, presieduta dall’onorevole Valerio De Giorgi (Misto), ha espresso all’unanimità parere favorevole alla deliberazione della giunta regionale n. 23/1 del 29 aprile 2020, concernente la costituzione, tramite la Banca europea per gli investimenti, di un apposito fondo denominato “Emergenza imprese”. L’iniziativa, che rientra tra quelle intraprese dall’esecutivo regionale per fronteggiare l’emergenza Covid-19, regola l’erogazione di prestiti a favore delle imprese «di qualsiasi dimensione e appartenenti a tutti i settori economici» con un’attenzione particolare per quelle del comparto turistico, alle quali sono riservate il 40 per cento delle risorse disponibili che ammontano, per il momento, a 200 milioni.

L’illustrazione del provvedimento è stata curata dall’assessore della Programmazione, Giuseppe Fasolino, che, sollecitato anche dagli interventi e dalle richieste di chiarimento dei consiglieri, Cesare Moriconi (Pd); Michele Cossa (Riformatori sardi); Eugenio Lai (Leu); Fausto Piga (FdI); Dario Giagoni (Lega); Gianfranco Satta (Progressisti); Giuseppe Meloni (Pd); Michele Ennas (Lega); Alessandro Solinas (M5S), ha precisato, nel dettaglio, le modalità di intervento e l’efficacia dello strumento finanziario che prevede un importo massimo erogabile di 5 milioni di euro con interessi zero. La commissione, in sede di parere, ha dunque accolto i suggerimenti dell’assessore riguardo l’allungamento dei tempi di restituzione dei prestiti (da 15 a 20 anni) e del preammortamento (qualora intervenga il via libera della Unione europea) da 24 mesi a 36 mesi, nonché la possibilità di un incremento delle risorse regionali destinate al fondo costituito con la Bei.

Successivamente, la Commissione ha proceduto all’elezione dei due segretari dell’ufficio di presidenza: Stefano Schirru (Psd’Az, in rappresentanza dei gruppi di maggioranza) ed Eugenio Lai (Leu, per i gruppi delle minoranze).

Il parlamentino del Bilancio ha approvato con lievi modifiche rispetto al testo esitato dalla Giunta, dunque, il disegno di legge n. 157 “rinegoziazione dei mutui con la Cassa depositi e prestiti e misure straordinarie per gli Enti Locali in materia di programmazione unitaria”.

L’assessore del Bilancio, in sede di illustrazione del provvedimento – che norma la rinegoziazione dei mutui in essere con la CDP («si otterrebbe un risparmio immediato di 27 milioni di euro per effetto dell’allungamento dei tempi di restituzione e per l’abbattimento degli interessi») – ha fatto appello perché il disegno di legge arrivi all’esame del Consiglio con procedura d’urgenza. Appello accolto solo parzialmente dai gruppi della minoranza che, pur dando l’assenso al testo di legge, hanno chiesto i termini per la presentazione della relazione di minoranza (dieci giorni), rimettendosi però alla decisione delle conferenza dei presidenti dei gruppi, per il ricorso all’articolo 102 del regolamento interno che, come è noto, dispone l’immediata iscrizione all’ordine del giorno dei lavori dell’Aula.

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Dopo la bocciatura del progetto del ponte alto, la sezione Italia Nostra di Sant’Antioco auspica per il Sulcis opere pubbliche utili e condivise.

«È di questi giorni la notizia che il ministero delle Infrastrutture ha rigettato definitivamente il progetto del ponte alto che si intendeva realizzare a Sant’Antioco, in sostituzione dell’attuale si legge in una nota firmata da Antonello Meli. La notizia ha fatto registrare reazioni entusiastiche da più parti, in particolare dai sindaci del Sulcis e, a ragione, dal Comitato Porto Solky che si è fortemente impegnato per raggiungere questo importante risultato. Italia Nostra si è opposta sin dall’inizio a quel progetto inutile, costoso e impattante, si è costituita nella Conferenza di Servizi presentando osservazioni che illustravano l’inutilità e il danno paesaggistico e ambientale che l’opera avrebbe causato ed ha appreso quindi la decisione con grande soddisfazione. Basti pensare che i primi interventi fortemente critici dell’Associazione risalgono agli anni in cui quasi tutti davano per scontato che il ponte alto dovesse realizzarsi perché, mal informati, ritenevano che non si potesse bloccarne la costruzione, pena il pagamento di ingentissime penali o che si perdesse il finanziamento. Tant’è che la precedente Amministrazione comunale di Sant’Antioco decise di approvare l’opera senza neppure entrare nel merito della sua reale utilità, dell’impatto ambientale e delle ricadute economiche.»

«Solo la pervicacia del Comitato di cittadini che ha lavorato con competenza per portare a casa questo importante risultato, di Italia Nostra e di altre Associazioni ambientaliste ha convinto alcuni Enti decisori, in particolare i sindaci del Sulcisaggiunge Antonello Meli -, a manifestare opposizione a quel progetto e ad avanzare la richiesta di una rimodulazione del finanziamento. A ottobre 2019 il comune di Sant’Antioco ha finalmente deliberato contrarietà all’opera ribaltando la decisione assunta dalla precedente Amministrazione comunale e proponendo valide alternative. Importanti sono state le prese di posizione della Soprintendenza Archeologica e Paesaggistica del Sud Sardegna, dell’Ufficio Regionale per la Tutela del Paesaggio e del Servizio Valutazione Impatti Ambientali della RAS che hanno espresso pareri molto critici sul ponte alto e sulle modalità con le quali l’opera è stata proposta e progettata.»

«La vicenda insegna, tra l’altro, l’importanza della partecipazione attiva dei cittadini – peraltro costituzionalmente garantita – che ha permesso di raggiungere questo importante risultato. Ora si tratta di utilizzare nel migliore dei modi e senza inutili campanilismi il finanziamento previsto dal Piano Sulcis e, qualora non esistessero, di predisporre i progetti per le nuove opere. Tante sono le infrastrutture di grande utilità e non impattanti che potranno essere realizzate a partire dalla circonvallazione per Calasetta, al miglioramento dell’attuale ponte, alla riconversione ad uso diportistico del porto industriale e alla messa in sicurezza della viabilità al fine di creare i presupposti per un reale decollo dell’economia del Sulcisconclude Antonello Meli –. Auspichiamo che, traendo insegnamento dagli errori del passato, le nuove opere da realizzare siano davvero utili e condivise dall’intera comunità, senza che il dibattito scada in inutili e controproducenti polemiche.»

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Il primo giorno di spostamenti liberi da una regione all’altra, la Sardegna registra ancora zero contagi e zero decessi e, soprattutto, quasi dimezza il numero dei pazienti ricoverati in ospedale con sintomi, scesi da 21 a 12, con 1 solo paziente in terapia intensiva. La situazione continua a migliorare giorno dopo giorno. Resta invariato il numero delle persone in isolamento domiciliare mentre scende a 146 il numero degli attualmente positivi, 9 meno di ieri, esattamente i pazienti dimessi dall’ospedale perché guariti che portano il numero complessivo dei dimessi/guariti da 1071 a 1.080.
I casi di positività accertati dall’inizio dell’emergenza restano fermi a 1.357, le vittime a 131.

 

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Salvatore Deidda, deputato sardo capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Difesa, interviene dopo aver ricevuto la risposta positiva alla sua interrogazione dal sottosegretario di Stato della Difesa Giulio Calvisi, sul finanziamento di 800.000 euro per ulteriori interventi di riqualificazione delle palazzine della Caserma Trieste di Iglesias adibite a 1ª e 2 ª Compagnia.

«Ho ringraziato il sottosegretario Giulio Calvisi, sempre disponibile ed attento alle richieste dell’opposizione ma questa non è una vittoria di una sola parte ma è un grande risultato per Iglesias, il Sulcis e per i carabinieri, i suoi allievi e per il personale della Caserma, valido e professionale», spiega Salvatore Deidda che anche in passato aveva presentato diversi emendamenti, sempre respinti e bocciati.

«Non ci siamo dati per vinti e abbiamo continuato ad insistere perché è un intervento necessario e giusto. Siamo soddisfatti per il risultato raggiunto e vigileremo perché tutto vada in porto», conclude Salvatore Deidda.

Anche i ragazzi di Gioventù Nazionale Sulcis, entusiasti per questo grande risultato ottenuto commentano: «Dopo anni di battaglia in cui si chiedevano a gran voce dei fondi per la riqualificazione della struttura finalmente abbiamo avuto delle risposte. Per il nostro territorio e per la città di Iglesias in particolare è una vittoria. Un ringraziamento speciale va al nostro deputato Salvatore Deidda e al gruppo di Fratelli d’Italia per non essersi dati per vinti ed aver ascoltato il territorio», dichiarano Simone Valleri e Valerio Lecca, rappresentanti del movimento giovanile.

Grande soddisfazione arriva anche dalle parole di Gianluigi Rubiu, ex consigliere regionale e comunale della città di Iglesias: «Grande risultato che premia l’intensa attività politica del deputato di FdI Salvatore Deidda, questo finanziamento consentirà alla Caserma Trieste di adeguare ed ammodernare le proprie strutture per poter competere con le altre 4 strutture che in Italia formano gli allievi carabinieri. Un grande risultato per la città di Iglesias e per tutto il territorio, una vittoria della buona politica, fatta di dialogo e mediazione al di fuori degli schemi di maggioranza ed opposizione, con l’unico obiettivo del bene comune e l’interesse dei sardi e della Sardegna».

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«L’emergenza sanitaria generata dalla pandemia del Covid-19 ha imposto la chiusura forzata di tutti gli istituti scolastici ed il proseguimento delle lezioni attraverso la didattica a distanza. Se da un lato si è salvaguardata la salute dei nostri scolari e la prosecuzione dei programmi ministeriali, dall’altro si è perso il contatto sociale tra gli alunni e la capacità di interagire con il gruppo classe. Per tale motivo l’Amministrazione comunale di San Giovanni Suergiu ha deciso di dare la possibilità ai suoi studenti di incontrarsi e di salutare gli insegnanti per la chiusura dell’anno scolastico.»

Sabato 6 giugno, alle 9.30 e alle 10.30 presso il parco giochi di San Giovanni Suergiu, suddivisi in gruppi, nel pieno rispetto delle norme sanitarie anti-Covid, gli studenti che terminano la scuola dell’infanzia e quelli che terminano la primaria, potranno rivedersi per l’ultima volta prima di affrontare un nuovo corso di studi.

«E’ un’opportunità che il mondo degli adulti, amministratori, insegnanti e genitori, vogliono donare ai più piccolispiega il sindaco Elvira Usai la parte più fragile e anche quella che in questi ultimi 100 giorni ha sofferto maggiormente per la reclusione forzata a casa e l’impossibilità di giocare con i propri coetanei.»
«Per l’occasioneprecisa Marco Zusa, assessore dell’Istruzione e della Cultura sarà donato un simbolico segno di vicinanza alle famiglie che in questi mesi hanno affrontato spese non previste per la didattica o l’intrattenimento dei loro figli. A ogni bambino sarà consegnato un buono da spendere nelle cartolibrerie.»

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Ancora nessun nuovo caso positivo al Covid-19 e nessun contagio, in Sardegna, nelle ultime 24 ore.

Sono 1.357 i casi complessivamente accertati dall’inizio dell’emergenza. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 58.605 tamponi (381 oggi). I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 13, dei quali 12 con sintomi e 1 in terapia intensiva, mentre 133 sono le persone in isolamento domiciliare. Gli attualmente positivi sono 146. I dimessi/guariti sono 1.080. Il numero delle vittime è invariato, 131.
Sul territorio, dei 1.357 casi positivi complessivamente accertati, 252 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari, 97 nel Sud Sardegna, 59 a Oristano, 79 a Nuoro, 870 a Sassari.

 

 

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La commissione Sanità, presieduta da Domenico Gallus (Udc-Cambiamo) ha sentito in audizione i componenti del Comitato scientifico della Regione sull’emergenza Coronavirus ed i responsabili delle Assl della Sardegna centro-settentrionale sulla riforma del sistema sanitario.

Il Comitato scientifico (hanno preso la parola i professori Cucca, Cappuccinelli e Sotgiu, in sostituzione di Vella) ha fornito alla commissione una analisi sullo stato dell’epidemia Covid, che in Sardegna ha avuto una capacità di penetrazione circoscritta (attorno al 3% rispetto al 20% della Lombardia), dato che ha amplificato gli effetti positivi delle misure di lockdown e di protezione individuale ed ha consentito nel tempo di trattare i pazienti con più efficacia. Tuttavia, hanno sostenuto gli esperti, la scarsa conoscenza del virus non consente di affermare che alcune misure offrono uno “scudo totale” e nemmeno che certi strumenti diagnostici siano in grado più di altri di identificare gli individui contagiati che non presentano sintomi. Alcuni accertamenti, comunque, possono essere utili come “filtro”. Con un semplice test, ad esempio, sim sarebbe potuto evitare il recente contagio del cittadino emiliano arrivato nell’Isola per lavoro.

La situazione, in altre parole, è ancora eterogenea e fluida, per cui il virus potrebbe restare nella popolazione umana, sia pure con effetti diversi, fino a che non si troverà il vaccino.

Due approfondimenti specifici (richiesti rispettivamente dai consiglieri dei Progressisti Massimo Zedda e Laura Caddeo) sono stati riservati alle “app” ed alla situazione dei bambini. Sulle app, nazionale e regionale, gli esperti hanno chiarito che non fanno le stesse cose e sarebbe quindi meglio utilizzarle entrambe. I bambini, in secondo luogo, non possono essere considerati totalmente immuni ma avendo meno recettori localizzati in organi diversi da quelli vitali come i polmoni, in caso di contagio fanno registrare conseguenze molto meno gravi.

Nel dibattito hanno preso la parola i consiglieri regionali Nico Mundula (Fdi), Francesco Agus, Massimo Zedda e Laura Caddeo (Progressisti), Annalisa Mele (Lega).

Nella seconda parte della seduta, i vertici della Assl di Carbonia, Sassari, Olbia, Lanusei, Nuoro, Sanluri, Oristano ed Iglesias hanno fornito alla commissione la loro “lettura” delle proposte di riforma del sistema sanitario regionale. L’opinione comune è quella di una valutazione positiva dell’impianto legislativo, soprattutto, per quanto riguarda la scelta di fondo di collocare i presidi di salute pubblica nei territori lasciando alle grandi strutture ospedaliere la cura dei pazienti “acuti”. Una scelta che trova fondamento sia nella recente analisi della Corte dei Conti sul sistema sanitario nazionale che nella stessa esperienza maturata nella gestione dell’epidemia Covid-19.

I manager hanno però espresso alcune riserve sulla attuale configurazione dell’Ares, che a loro avviso, non si discosterebbe in modo significativo dalla precedente esperienza dell’Ats. Da questo punto di vista ha ottenuto una ampia condivisione la proposta di un “Comitato dei direttori generali” al quale dovrebbe essere assegnata la funzione di coordinare la programmazione centrale con le esigenze delle realtà periferiche.