26 June, 2026

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Nella tarda serata di ieri, poco prima di mezzanotte, i carabinieri delle stazioni di Sant’Antioco e Calasetta, in collaborazione con il personale del Nucleo operativo e Radiomobile della Compagnia di Carbonia e di due Unità cinofile della 2ª Compagnia della Guardia di finanza di Cagliari, intervenuta con i cani Grey ed Abba, hanno arrestato per concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, C.F., operaio 49enne di Carbonia, residente a Sant’Antioco, e la convivente D.D., commessa 39enne di Cagliari.

I due, fermati nel centro abitato di Sant’Antioco, a bordo della loro autovettura, con il loro atteggiamento hanno insospettito i militari che hanno approfondito gli accertamenti. Il controllo, ha consentito ai carabinieri di trovare nascosta nel vano motore, una scatola in latta contenente alcune tavolette pressate di marijuana confezionate sottovuoto, la somma contante di quasi 1.200 euro ed un foglietto manoscritto contenente vari nomi con cifre, ritenuto essere la rendicontazione proprio dell’attività di spaccio. Questo rinvenimento ha indotto i carabinieri a proseguire ulteriormente l’attività presso la loro abitazione, dove con l’ausilio dei cani Grey ed Abba della 2ª Compagnia della Guardia di Finanza di Cagliari, hanno scoperto sotterrati nel giardino due pozzetti contenenti ciascuno un bidone, all’interno dei quali sono state trovare numerose tavolette analoghe a quelle rinvenute poco prima dentro il motore dell’autovettura.

L’operazione ha consentito di rinvenire e sequestrare complessivamente 40 tavolette per complessivi 4,780 kg di marijuana pressata.

I due arrestati sono stati successivamente accompagnati presso la Casa Circondariale “E. Scalas” di Uta, in attesa dell’interrogatorio di convalida.

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In Sardegna ci sono circa 30mila micro e piccole imprese (con meno di 10 dipendenti) pari al 29,7% del totale (circa 100mila), che si servono di almeno un canale alternativo di vendita rispetto alla vendita tradizionale “in presenza”, sino a pochi giorni fa impedita e in futuro fortemente limitata a causa della pandemia. I canali alternativi includono le vendite a domicilio e l’e-commerce (oltre a modalità come le vendite televisive, l’utilizzo di intermediari, ecc.).

Sono questi i dati dell’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, sull’“Intensificazione del canale digitale nella crisi Covid-19”.

«Già prima dell’emergenza vendere online era un passo e un investimento consigliato – afferma Antonio Matzutzi, presidente di Confartigianato Imprese Sardegnaora è ormai certo che, il post Covid19, porterà con sé un cambio delle nostre abitudini di consumo. Con il commercio elettronico si vanno a intercettare nuove fette di mercato, si promuove l’artigianato e si fidelizzano i consumatori offrendo nuove esperienze

La crisi Covid-19 ha intensificato l’utilizzo di nuovi canali, accelerando in modo forse non sorprendente, ma certamente molto significativo, il trend di crescita altrimenti stabili ma molto lenti: sono salite di circa il 19,8% le imprese che fanno e-commerce, raddoppiando il tasso di crescita di trend e quasi 4 imprese su 10 fanno consegne a domicilio (che includono le imprese che utilizzano piattaforme di delivery online based, dunque riconducibili ancora una volta all’e-commerce, nonché la vendita attraverso i sistemi di messaggistica e i social).

Interessanti anche i dati sugli utilizzatori: il 63,8% degli internauti sardi, nell’ultimo anno ha fatto acquisti on line, percentuale che pone la Sardegna al secondo posto in Italia dopo i Valdostani con il 66% e al pari dei Trentini.

Secondo i dati stimati dall’Ufficio Studi della Confartigianato Imprese Sardegna, con la riapertura di tutte le attività, il trend di crescita delle soluzioni e-commerce è destinato a crescere ulteriormente. La reattività alla situazione di emergenza, infatti, porterà alla fine del prossimo anno, ulteriori 5mila MPI sarde ad utilizzare il commercio elettronico. A questo numero, assai significativo di per sé e come segnale di un trend di digitalizzazione massiva, si aggiungono le soluzioni per la gestione digitale dei servizi obbligata dalle restrizioni del distanziamento sociale.

Si pensa qui innanzitutto alle soluzioni di gestione digitale dell’agenda delle prenotazioni per ristoranti, parrucchieri e centri estetici, obbligati nella Fase 2 a contingentare al massimo le presenze di clienti.

L’emergenza, in definitiva, ha messo in luce come l’e-commerce possa essere un’importante soluzione alle oggettive difficoltà di molti imprenditori, anche del settore del “business to business”, come per esempio la produzione di macchinari e all’abbigliamento conto terzi, dal momento che possono trovare, grazie ad alcuni marketplace verticali, delle valide alternative alle fiere.

«Non è mai troppo tardi per attivarsi e sfruttare questa opportunità di business che è davvero a misura di qualsiasi azienda e si rivolge anche ai mercati europei e mondiali. A patto di affidarsi a persone preparateL’impennata nell’utilizzo dei servizi digitali – conclude il presidente Antonio Matzutziperò ha messo a dura prova le infrastrutture di connessione digitale e sollevato ancora una volta il tema del digital divide: la quota di imprese italiane che utilizzano banda ultralarga è di oltre dodici punti percentuali inferiore al 49,9% della media dell’Unione europea.»

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Nuovo passo avanti verso il superamento del Coronavirus, in Sardegna numeri sempre più confortanti. Anche nelle ultime 24 ore nell’Isola non sono stati registrati nuovi casi positivi al Covid-19 né decessi e sono diminuite sensibilmente le persone in isolamento domiciliare, 95 (ben 38 in meno rispetto al giorno precedente) e, conseguentemente, gli attualmente positivi, 108 (erano 146), e i dimessi/guariti, 1.118 (erano 1.080). Restano 12 i pazienti ricoverati in ospedale con sintomi, 1 paziente in terapia intensiva. Restano invariati i totali dei casi positivi, 1.357, e i deceduti, 131.

Nelle ultime 24 ore è cresciuto sia il numero dei tamponi eseguiti, 951 (381 il giorno precedente), sia quello dei casi testati, 808 (321 il giorno precedente).

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Il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, ha firmato oggi l’ordinanza n. 35 che dispone il divieto di fumo nella spiaggia del Poetto e nelle altre spiagge cittadine, dal 6 giugno al 31 ottobre.

Il provvedimento nasce dall’esigenza di una maggiore tutela degli arenili e dall’impatto devastante dei mozziconi di sigarette sulla spiaggia e sull’ecosistema marino. I rifiuti dei prodotti da fumo costituiscono materiale non biodegradabile e nocivo: migliaia e migliaia di mozziconi vengono dispersi nei nostri arenili causando danni gravissimi.

Due terzi di questi rifiuti, inoltre, finiscono in mare generando l’inquinamento delle acque e la contaminazione della catena alimentare della fauna ittica.

Tutelare le nostre spiagge, come elementi costitutivi della città, è assoluto interesse primario dell’Amministrazione.

A questa esigenza si aggiunge la necessità di proteggere la salute dei cittadini su una spiaggia che, durante la stagione estiva, è particolarmente frequentata. Anche alla luce della recente e drammatica emergenza sanitaria è stata ritenuta indispensabile l’adozione iniziative di protezione sociale e di una più stringente regolamentazione del fumo, con riferimento agli spazi aperti frequentati anche dai soggetti maggiormente vulnerabili, quali bambini e donne in stato di gravidanza.

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Anche lo stilista algherese Antonio Marras sposa Tramonti, il progetto che da domani (venerdì 5 giugno) vedrà il giovane cagliaritano Francesco Accardo attraversare il Bel Paese in bicicletta per documentare l’Italia post quarantena.

In vista del viaggio, il creatore di moda ha regalato a Francesco magliette, mascherine e camicie da lui disegnate, da usare durante la traversata.

Plausi al progetto arrivano anche dal sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, che oggi nel Palazzo Bacaredda ha incontrato il giovane per un saluto e un in bocca al lupo prima della partenza.

Francesco Accardo, 30 anni, ingegnere trasportista, operatore culturale e direttore della Fondazione Siotto, si imbarcherà domani alle 19,30 dal porto di Cagliari con destinazione Palermo, prima tappa del viaggio. E’ qui che sabato, poco dopo il suo arrivo, incontrerà i vertici del Comando regionale dei Carabinieri a cui regalerà un calendario dell’Arma scritto in sardo, pubblicazione che ormai da dieci anni è curata dalla Fondazione di ricerca “Giuseppe Siotto promotrice di Tramonti.

Il viaggio del giovane andrà avanti per circa un mese: tappa finale sarà la Valle Aurina, in Alto Adige, luogo del cuore di Francesco.

L’intero itinerario sarà documentato sui social attraverso video, foto e parole, in un’impresa che punta a promuovere il turismo intra e interregionale nella maniera più sostenibile possibile, un’idea di viaggio ad impatto zero e un ritorno al legame tra l’uomo e il territorio in cui vive e si muove, alla riscoperta della lentezza e dei mezzi semplici.

Il resto dipenderà soprattutto della partecipazione collettiva a questa grande sfida: sul profilo Facebookvagnerlove1989 e su quello Instagram frasquito_de_bobadilla volta per volta Francesco Accardo annuncerà le diverse tappe, chiedendo a chi lo segue consigli su dove mangiare, dormire e che cosa vedere. Giorno per giorno racconterà anche, attraverso video, foto e parole le sue impressioni suoi luoghi visitati e le persone incontrate. C’è anche un hashtag: #progettotramonti

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Nulla è perduto, ma c’è un buco da ripianare di circa centoquarantamila euro. I Campionati Europei Paralimpici di Tiro con l’Arco che si sarebbero dovuti tenere a Olbia dal 18 al 25 aprile 2020 verranno “recuperati” il prossimo anno dal 30 aprile al 9 maggio.
E l’importanza dell’evento, assicurano i component di World Archery e World Archery Europe, non verrà scalfita di una virgola, considerato che l’appuntamento gallurese continuerà ad essere una gara internazionale molto rilevante, con trentadue nazioni partecipanti e valida come qualificazione continentale per Tokyo 2021. Tra le protagoniste anche la rappresentativa italiana, con 7 pass per le paralimpiadi in saccoccia, che dopo l’happening olbiese potrebbero lievitare ulteriormente.
Tutto molto bello, è vero, ma la società Arcieri Torres di Sassari, benché abituata a barcamenarsi con giudizio in manifestazioni di grande portata, non può sottrarsi agli effetti malefici provocati dall’epidemia.
Prima di quel dannato blocco datato 9 marzo 2019, l’organizzazione procedeva spedita verso la realizzazione dell’importante obiettivo tramite l’assolvimento di vari impegni economici come le opzioni con le strutture ricettive, i pubblicitari e tutti gli altri aspetti logistici già avviati.
Facile immaginare lo stato d’animo regnante all’interno della rinomata società sassarese, con una situazione di grande disagio da gestire, sia nei confronti delle squadre iscritte, sia delle strutture alberghiere che con la crisi economica galoppante si vedono impossibilitate a restituire le somme ricevute come anticipi in quanto le liquidità scarseggiano.
Si medita a fondo per trovare soluzioni atte a colmare queste perdite. Dal momento che nella stessa difficoltà si trovano anche altre realtà sportive che avevano pianificato grandi eventi nell’isola, dagli arcieri turritani arriva la proposta di intavolare un dialogo con i dicasteri regionali di sport e turismo.
A giorni sarà inviata una lettera circostanziata all’assessore regionale dello Sport Andrea Biancareddu. Tra i firmatari figura anche il vicepresidente nazionale della Fitarco Paolo Poddighe: «Sebbene la manifestazione non sia andata a compimento dicea mio parere la regione dovrebbe farsi carico delle spese già fatturate. Il problema investe coloro che, come gli Arcieri Torres, si trovano in questa situazione. Sicuramente va trovata una forma per venire incontro a tutti quanti».
Paolo Poddighe ha scritto anche all’assessorato regionale al turismo: «Chiediamo di traslare la cifra destinata alle manifestazioni del 2020 a quelle del prossimo anno».
All’interno della sua federazione, nel frattempo, si stanno trovando altre risorse, sfruttando gli avanzi di bilancio per le attività non svolte: «Come Fitarcospecifica Paolo Poddigheabbiamo comunicato al ministero per lo sport tutte le perdite accumulate dal momento in cui il calendario è stato bloccato».
Chiude il suo intervento augurandosi scenari migliori per tutti: «Sono molto fiducioso e convinto che ci sarà una situazione favorevole perché l’impegno della popolazione italiana nel rispetto delle regole è stato notevole. Non penso che si tarderà eccessivamente nella scoperta del vaccino, sono altresì convinto che il mondo sportivo e la politica vera e debbano sedersi attorno ad un tavolo per capire effettivamente quali siano i reali bisogni di tutto in vista di una ripresa nel 2021».

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L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha pubblicato i dati basati sull’attività di controllo e monitoraggio delle acque di balneazione: per il 2020, la Sardegna ha il 99,7% di coste classificate come “eccellenti”, classe più elevata, che rappresenta il miglior dato nazionale, pari a quello della Puglia.

«L’attività di monitoraggio delle acque di balneazione, con 661 stazioni su 1.407 chilometri di costa, ha sempre costituito una delle attività di maggior interesse ed impegno per Arpas, che opera secondo un programma concordato con l’Agenzia regionale del Distretto idrografico e col ministero dell’Ambienteha spiegato l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis -. I risultati di eccellenza raggiunti dalla Sardegna sono da attribuire ad una politica di trattamento capillare delle acque reflue ed una costante attività di vigilanza sulle acque marine costiere, coordinata con le varie autorità: Capitanerie di porto, Carabinieri, Guardia di finanza, Corpo forestale e Polizia locale. Inoltre, molto si deve anche alla sensibilità sempre maggiore dei cittadini nei confronti dell’ambiente.»

Per ottenere i dati, almeno una volta al mese, durante le stagioni balneari dal 2016 al 2019, sono stati effettuati campionamenti ed analisi per tutelare la salute dei bagnanti, attraverso il monitoraggio di due indicatori di contaminazione fecale: enterococchi intestinali ed escherichia coli.

In riferimento delle tabelle allegate:

– i dati della Sicilia non comprendono le province di Agrigento, Catania, Messina (383 acque di balneazione per 455,183 km), per le quali non è stato possibile reperire la relativa classificazione;

– non sono considerate le aree di balneazione di nuova istituzione o ancora “non classificate” e le aree in cui ci sono divieti di balneazione permanenti;

– tra le aree di mare del Friuli Venezia Giulia ce ne sono anche due lagunari.

 

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Tre capigruppo di minoranza, Alberto Cacciarru, Federico Garau e Luigi Biggio, hanno presentato un’interpellanza al presidente del Consiglio comunale di Iglesias, al Sindaco e all’Assessore competente, sulla soppressione del servizio di Polizia Ferroviaria di Iglesias.

Rilevato che l’ufficio di Iglesias, attualmente composto da due soli operatori, rientrerebbe nel progetto di ridimensionamento che coinvolge il Compartimento Polfer di Cagliari che diventerebbe una Sezione del nuovo Compartimento Lazio-Sardegna, così come già denunciato di recente anche dallo stesso sindacato di polizia SIAP, ma andando in controtendenza rispetto alla richiesta delle Ferrovie, che periodicamente richiedono la presenza di una pattuglia della Polizia a bordo di alcuni treni per servizi quali la tutela dell’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini, i tre consiglieri di minoranza interpellano il sindaco, Mauro Usai, per conoscere quali azioni/interlocuzioni ha intrapreso o intenda intraprendere per evitare che la Polizia di Stato declassi il Compartimento Sardegna chiudendo l’ufficio di Iglesias che alla luce degli eventi sopra citati necessiterebbe invece di un incremento d’organico e non di una riduzione dello stesso.

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La Giunta comunale di Sant’Anna Arresi, guidata dal sindaco Maria Teresa Diana ha approvato, con delibera n° 33 del 29-05-2020, il progetto di fattibilità tecnico-economica per interventi di videosorveglianza urbana.

«L’intervento, interamente finanziato dalla Regione per complessivi € 70.000,  destinati alla realizzazione di interventi di videosorveglianza urbana, potrà contare su 16 telecamere per monitorare alcune tra le principali aree di interesse pubblico», spiega l’assessore dei Lavori pubblici, Claudio Mei.

Le postazioni di ripresa fissa saranno collocate in una posizione tale da poter controllare le aree di interesse così identificate:
1. Palazzo Municipale
2. Scuola Materna
3. Scuola Elementare
4. Scuola Media
5. Acquedotto
6. Ecocentro
7. Piazza Nuraghe
8. Torre Campanara
9. Centro Aggregazione.

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«La Regione lavorerà al fianco dell’isola di Sant’Antioco per garantire quelle infrastrutture necessarie affinché l’isola gioiello del Sulcis possa divenire sempre più competitiva e attrattiva. Procederemo verso un corretto utilizzo delle risorse nell’interesse dello sviluppo del territorio.»

Lo ha detto l’assessore dei Lavori pubblici Roberto Frongia al termine dell’incontro con il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, avvenuto questa mattina presso la sede dell’Assessorato in viale Trento. Al centro dell’incontro l’adeguamento della Strada Statale 126 e in particolare quello che sarà il nuovo collegamento terrestre dell’istmo con l’isola di Sant’Antioco (e la realizzazione della circonvallazione), in alternativa al cosiddetto “Ponte Alto”, unanimemente ritenuto invasivo e non risolutore delle problematiche e per questo oggetto di numerosi pareri contrari, espressi nella Conferenza dei servizi, presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Contro il progetto originario si sono infatti espressi negativamente (oltre alla Soprintendenza Archeologica, gli assessorati dell’Ambiente e degli Enti locali, il Distretto idrografico, Terna Rete Italia, Abbanoa) i Comuni di Sant’Antioco, Perdaxius, Masainas, Villaperuccio, Tratalias, Giba, Domusnovas, Nuxis, Narcao, Santadi, San Giovanni di Suergiu, Carbonia, Sant’Anna Arresi, Portoscuso, Piscinas e Carloforte , con la richiesta di utilizzare le risorse nell’interesse dello sviluppo territoriale ed economico dell’intero Sulcis – settore viabilità.

«Non si può immaginare di migliorare il prodotto turistico dell’isola e del Sulcis senza intervenire sui collegamenti rendendo efficiente la rete e garantendo quello sviluppo economico di cui la zona ha urgentemente bisogno. Per questo ci siamo impegnati a riprogrammare velocemente le risorse, ricominciamo da zero con un intervento coerente con l’adeguamento della 126, avendo ben presente le necessità di Sant’Antioco e l’importanza di colmare quel gap infrastrutturale che ancora interessa la zona», ha spiegato Roberto Frongia. La Regione si è impegnata a seguire gli step del patto Stato-Regione-Anas e a creare, attraverso la riprogrammazione delle risorse, le condizioni necessarie affinché si arrivi a un adeguato livello infrastrutturale che generi sviluppo e crescita, anche in termini turistici, per Sant’Antioco.