26 June, 2026

[bing_translator]

Tre interrogazioni rivolte al presidente della Regione Christian Solinas, all’assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio, Giuseppe Fasolino, e a quello dei Lavori pubblici Roberto Frongia, sono state presentate questa mattina dai consiglieri regionali Fabio Usai, Franco Mula, Nanni Lancioni, Piero Maieli, Giovanni Satta, Stefano Schirru, per chiedere delucidazioni sullo stato di attuazione, la rimodulazione ed il rifinanziamento della dote finanziaria e la governance, del Piano Sulcis, sottoscritto alla Grande Miniera di Serbariu il 13 novembre 2012, con la firma di un protocollo d’intesa fra la Regione Sardegna, ministero dello Sviluppo economico, ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ministero per la Coesione territoriale, provincia di Carbonia Iglesias e relativi Comuni, per rilanciare l’infrastrutturazione e l’economia del Sulcis Iglesiente, perseguendo anche nuovi modelli di sviluppo, dopo i drammatici anni della deindustrializzazione nel Polo industriale di Portovesme e la conseguente gravissima crisi economica e sociale.
Un ingente investimento di oltre 800 milioni di euro di fondi pubblici, suddivisi fra CIPE (grazie anche alla rimodulazione di fondi europei), Stato e Regione, che negli anni ha permesso l’introduzione della fiscalità di vantaggio, la sottoscrizione di contratti di programma in ambito industriale, l’avvio di progetti di infrastrutturazione e bonifica del territorio ed il finanziamento di nuove opportunità di sviluppo imprenditoriale negli ambiti turistico e agroalimentare.
Secondo l’on. Fabio Usai, primo firmatario delle interrogazioni, «inspiegabilmente dal 2019 nessun bando è stato più prorogato, ideato ed indetto e nemmeno si comprende bene come sia attualmente strutturata la governance che ne dovrebbe favorire l’attuazione».
«Fra gli obiettivi della nostra interrogazione c’è quello di comprendere come mai i progetti e bandi del Piano Sulcis abbiano subito se non un’interruzione quantomeno un rallentamento da un anno a questa partespiega Fabio Usai -. Alcuni dei bandi indirizzati ai settori turistico e agroalimentare, ossia quelli che in passato apparivano maggiormente promettenti sul piano economico e fortemente bisognosi di sostegno in questo momento, si sarebbero potuti prorogare per favorire la creazione di nuova imprenditorialità e il sostegno di quella esistente in questi settori. Non si capisce come mai questo non sia accaduto o perché non si provveda a idearne degli altri, vista anche l’opportunità garantita dalle risorse economiche non ancora spese rispetto alla dote finanziaria originale.»
Identico discorso per la fiscalità di vantaggio, che potrebbe essere ancora un valido strumento per agire sulla competitività delle imprese e per contribuire a lenire le diseconomie insite nel territorio.
«Anche sulla fiscalità di vantaggio – aggiunge Fabio Usai -, abbiamo chiesto lumi alla Giunta per capire quante delle risorse non spese rispetto alla iniziale dote di 124,5 milioni di euro potrebbero essere immediatamente recuperate e rimodulate a favore delle imprese potenzialmente beneficiarie. Ad esempio potrebbero esserci 6 milioni di euro utilizzabili per questo scopo fra le risorse recuperate fra i soggetti beneficiari che non avevano i requisiti per godere del bonus fiscale. Ma sarebbero anche altre le risorse che, tramite un provvedimento legislativo ad hoc, potrebbero essere destinate a tale uso. In ogni caso lo strumento della fiscalità di vantaggio meriterebbe di essere rifinanziato e potenziato per consentire al Sulcis Iglesiente, ancora oggi uno dei territori più poveri e sottosviluppati del Paese, di poter uscire dall’arretratezza economica e sociale in cui è piombato dopo anni di grave crisi.»
«Per rilanciare il “Piano Sulcis”conclude il consigliere regionale sardista -, è necessario ristabilire una “cabina di regia” funzionante e direttamente rispondente alle esigenze del territorio, con l’individuazione chiara dei soggetti che devono avere il ruolo di coordinare e stimolare la sua attuazione. Ma, soprattutto, va fatta chiarezza sulla governance di tutto il sistema per capire quali sono gli organismi deputati all’elaborazione ed all’avvio dei bandi e dei processi di finanziamento delle aziende e dei progetti tramite le linee di credito e gli strumenti previsti dalla legge.»

[bing_translator]

«Ancora una volta dobbiamo assistere all’inarrestabile stillicidio delle strutture sanitarie del Sulcis Iglesiente. Non è una maledizione piovuta dal cielo ma tutto deriva da una volontà chiara e precisa. Tuttavia, nonostante tutte le avversità, compresi i recenti bavagli agli operatori sanitari imposti dalla politica per nascondere le “disfunzioni organizzative”, ci sarà sempre qualcuno, come noi, che non è disponibile ad accettare passivamente e in silenzio il lento collasso della sanità pubblica. I cittadini, i contribuenti della sanità, hanno il diritto di conoscere i provvedimenti che vengono adottati e il dovere di contrastare e contestare le scelte sbagliate.»

La ConsultAnzianIglesias ha inviato una nota durissima con richiesta di designazione del laboratorio analisi Covid-19 della ASSL 7,  all’assessore della Sanità della Regione Sardegna, alla commissione Sanità del Consiglio regionale, al direttore della ASSL 7, ai sindaci dei comuni di Iglesias e Carbonia, a CGIL-CISL-UIL Territoriali, della Funzione Pubblica e dei Pensionati e, infine, alle associazioni di volontariato.

«Succede che l’assessorato della Regione Sardegna ha escluso la ASSL 7 di Carbonia dall’elenco dei laboratori designati per il Covid-19 – aggiunge la ConsultAnzianIglesias -. Sono stati autorizzati tutti i laboratori di analisi degli ospedali della Sardegna e l’unico che è stato tagliato fuori è il laboratorio di analisi del P.O. Sirai della ASSL 7. E’ chiaro che ci stanno trattando come la Cenerentola della Sardegna per indebolire la sanità del Sulcis Iglesiente. Siamo ormai considerati come l’ultima ASSL della Sardegna, dopo Alghero, Olbia, Lanusei e San Gavino. Si tratta di un provvedimento che non ha una motivazione operativa e organizzativa valida e coerente con l’emergenza Covid-19. Possiamo certamente dedurre che questa decisione ha lo scopo evidente di favorire le altre ASSL confinanti con la nostra. Avere un laboratorio analisi con l’apparecchiatura per il Covid-19 vuol dire salvare la vita delle persone e salvaguardare la salute degli operatori sanitari. Poter disporre di una  strumentazione tecnologicamente affidabile, ha la fondamentale funzione di garantire la sicurezza delle strutture ospedaliere nella gestione dell’urgenza a beneficio dei pazienti e del personale sanitario, impedendo quelle pericolose chiusure dei reparti ospedalieri.»

«Avvertiamo con forte preoccupazione che l’assenza di un laboratorio di analisi dotato di apparecchiature per esami di biologia molecolare con referto immediato potrebbe determinare il blocco di tutta l’attività operatoria con gravissime e inimmaginabili conseguenze per i cittadini del Sulcis Iglesiente. Soprattutto gli anziani, sarebbero i più esposti al rischio di contagio senza la garanzia di  immediati interventi e cure sanitariesottolinea la ConsultAnzianIglesias –. In questa fase sanitaria, molto probabilmente  la più critica per la Sardegna per l’imminente arrivo di turisti provenienti da altre parti d’Italia e dall’estero, dove il rischio di nuovi contagi è molto elevato, è paradossale che non venga  opportunamente rafforzata tutta la rete regionale dei laboratori di analisi anche in relazione alle linee di indirizzo della commissione regionale di esperti. L’assessorato della Sanità della Regione Sardegna ha, in questa circostanza, assunto un provvedimento inaccettabile. Viene spontaneo domandarsi come possono, gli operatori sanitari del CTO e del Sirai, in queste condizioni di difficoltà, operare con la dovuta tranquillità e sicurezza e come può la popolazione del Sulcis Iglesiente nutrire fiducia nelle istituzioni e nella dirigenza sanitaria. Si percepisce che c’è disomogeneità ed incertezza nelle azioni per affrontare la situazione emergenziale sanitaria della Sardegna. Infatti, i tamponamenti in Sardegna sono stati effettuati solamente nelle RSA, non è stato ancora previsto il test per tutto il personale sanitario degli ospedali, del territorio e per i ricoverati, come hanno fatto in modo previdente in altre Regioni.»

«Il passaporto sanitario andrebbe previsto in primo luogo negli ospedali della Sardegna. Invitiamo pertanto gli organi istituzionali, le organizzazioni sindacali e le associazioni a sostenere e condividere i contenuti della nostra denuncia per la difesa di una struttura indispensabile all’attività sanitaria del nostro territorioconclude la ConsultAnzianIglesias -. Sollecitiamo calorosamente l’assessore regionale alla Sanità, che ha la maggiore responsabilità decisoria in merito, di adoperarsi per superare qualsiasi ostacolo che si è frapposto in questa vicenda e di adottare i provvedimenti necessari per dare una soluzione ad un atto discriminante che penalizza fortemente l’attività delle strutture ospedaliere della ASSL 7 e che può avere gravi conseguenze sulla salute degli operatori sanitari e la cura dei pazienti del Sulcis Iglesiente.»

[bing_translator]

Il segretario regionale di Articolo Uno Luca Pizzuto interviene a sostegno dei lavoratori e delle lavoratrici della Cooperativa Sistema Museo che gestisce i siti e musei archeologici e paleontologici delle Città di Carbonia e di Villaperuccio.
«Dopo mesi di battaglie, in periodo Covid, è stato firmato, senza il dovuto coinvolgimento di tutte le parti, un nuovo contratto che demansiona i dipendenti e prevede una decurtazione dei salari che varia dai 200 ai 300 euro – scrive in una nota Luca Pizzuto -. Questo è inaccettabile. Sosteniamo, al fianco della CGIL – Filcams territoriale, la battaglia delle lavoratrici e lavoratori e chiediamo la convocazione immediata di un nuovo tavolo nazionale per una nuova contrattualizzazione. La cultura non può continuare ad essere bistrattata – conclude Luca Pizzuto -. È inutile fare grandi proclami se poi non si tutelano le donne e gli uomini che a quel settore dedicano la lo loro competenza, passione e fatica.»

[bing_translator]

«Abbiamo presentato insieme ai colleghi del PD e dei 5 stelle una serie di emendamenti per convincere la maggioranza a rimuovere dalla proposta di legge le disposizioni che sanerebbero tutta una serie di opere abusive rendendole legittime fin dall’origine, ma anche per ribadire che fascia costiera, beni identitari e zone agricole rappresentano per noi risorse preziose, irripetibili e non rinnovabili che la Regione Sardegna deve continuare a tutelare e valorizzare.»

Lo sostengono i consiglieri regionali dei Progressisti Maria Laura Orrù ed Antonio Piu.

«Il nostro obiettivo è che la legge esca dall’aula ripulita da queste indicazioni pericolose per la salvaguardia e valorizzazione del nostro territorio ma soprattutto, a nostro avviso, illegittime.»

Questa mattina le consigliere ed i consiglieri dei gruppi di opposizione in Consiglio regionale, Progressisti, Partito Democratico e Movimento 5 stelle, hanno depositato diversi emendamenti alla proposta di legge n. 153. Oltre alla nuova scadenza del Piano casa prevista al 31 dicembre 2020 su cui nulla osta, la proposta della maggioranza in Consiglio regionale introduce una serie di “interpretazioni autentiche” al Piano Paesaggistico Regionale che hanno tutto il sapore di deroghe retroattive.

«Ancora una volta il centrodestra utilizza una legge ordinaria per aggredire il PPRconcludono Maria Laura Orrù ed Antonio Piu -. Piuttosto che adeguare il nostro Piano paesaggistico regionale alle modifiche del Codice Urbani ed estendere le disposizioni previste oggi solo per le zone costiere anche alle zone interne, la maggioranza si preoccupa di scardinare le misure di tutela sulla fascia costiera, sui beni identitari e nelle zone agricole.»

[bing_translator]

Da oggi, venerdì 5 giugno, sono aperte le iscrizioni per la frequenza relativa all’anno educativo 2020-2021 dei bambini all’Asilo Nido comunale “I Colori dell’Arcobaleno”, una struttura d’eccellenza nel panorama dei servizi per l’infanzia del nostro territorio, formata da personale professionale altamente qualificato. Un punto di riferimento basilare per l’educazione dei nostri piccoli.
La struttura di via Manzoni rappresenta un servizio educativo fondamentale, che dà l’opportunità ai genitori di crescere i figli in serenità, senza rinunciare agli impegni professionali e alle incombenze giornaliere.
Il servizio è rivolto ai bambini di età compresa tra i 3 ed i 36 mesi residenti nel comune di Carbonia.

Le domande di iscrizione dovranno pervenire all’Ufficio Protocollo del Comune via email all’indirizzo comcarbonia@comune.carbonia.ca.it o via Pec all’indirizzo comcarbonia@pec.comcarbonia.org entro il 15 luglio 2020, fatta salva la possibilità di presentare la domanda lungo tutto il corso dell’anno, compatibilmente con i posti disponibili.

I genitori dei piccoli dovranno compilare un apposito modulo, a cui dovrà essere allegato un documento di identità, ISEE in corso di validità ed il certificato vaccinale rilasciato dalla ASL competente.

Per maggiori informazioni sulla modulistica da presentare è possibile consultare il seguente link:

https://www.comune.carbonia.su.it/servizi/asilo-nido/item/3329-avviso-iscrizioni-asilo-nido-anno-educativo-2020-2021-e-modulo-iscrizione-asilo-nido-anno-educativo-2020-2021

[bing_translator]

I segretari generali di CGIL, CISL e UIL Sardegna, Michele Carrus, Gavino Carta e Francesca Ticca, hanno chiesto al presidente della Regione, Christian Solinas, l’apertura urgente di un confronto sulla riforma sanitaria in Sardegna.

«In diverse occasioni abbiamo condiviso l’esigenza di aprire un confronto sulle linee guida di una riforma sanitaria in Sardegna, che Lei stesso ci aveva rassicurato di voler svolgere prima di avviare l’iter consiliare conseguente alle decisioni della Giunta. Abbiamo invece registrato, successivamente, che il testo della riforma è stato esitato senza alcun nostro coinvolgimento preliminare e poi trasmesso alla competente Commissione consiliare, la quale, peraltro, non ci risulta abbia ancora svolto audizioni né convocato le Segreterie Confederaliscrivono in una nota Michele Carrus, Gavino Carta e Francesca Ticca -. Registriamo nel contempo anche un tentativo strumentale di apertura di un confronto sulla riforma da parte dell’assessore della Sanità con i soli sindacati del comparto (i quali se ne sono peraltro correttamente sottratti), senza che egli abbia mai, finora, avuto il benché minimo impulso a incontrare il sindacato generale e interloquirvi. Ciò sembra sottendere una visione dei problemi che si colloca agli antipodi di quanto da Lei dichiarato, quando l’anno scorso condividemmo un metodo di confronto e un orizzonte di contenuti tematici – tra cui questa ed altre riforme – circa la validità della partecipazione dei corpi sociali alla vita democratica delle stesse istituzioni. In questo caso, sembrerebbe che il tema della garanzia del diritto alla salute dei cittadini attraverso i servizi e gli acquisti pubblici, la loro programmazione, la loro distribuzione nel territorio, le loro qualità e caratteristiche, il loro finanziamento, le modalità e l’equilibrio complessivo di gestione efficiente ed efficace della sanità; le compatibilità di bilancio e l’alimentazione del fabbisogno che l’intera comunità regionale esprime, complessivamente e su questo aspetto così rilevante della sua esistenza, che è variamente intrecciato con altri ambiti della vita associata, attività istituzionali, produttive, servizi; un settore nel quale operano direttamente e indirettamente molte decine di migliaia di persone, appartenenti a diversi comparti contrattuali, ma al quale sono interessati tutti i cittadini, in quanto fruitori o finanziatori dei servizi, e tra questi sono i lavoratori dipendenti e i pensionati, nel loro insieme, coloro i quali concorrono in misura enormemente preponderante, attraverso tasse, contributi e imposte, a fornire alla collettività le risorse necessarie alle prestazioni sociali; ecco, è quasi come se tutte queste questioni siano affrontabili e risolvibili sul piano della condivisione delle scelte fondamentali attraverso una discussione con i soli rappresentanti sindacali del settore, alla stessa stregua di quanto potrebbe farsi per la contrattazione di lavoro o l’organizzazione del servizio degli addetti del comparto (cose peraltro rilevantissime e alle quali, infatti, le stesse confederazioni sono direttamente partecipi, così come condividono con le proprie federazioni di categoria valutazioni e orientamenti sulle tematiche generali, per le ovvie implicazioni che legano tra loro le une e le altre).»

«Così facendo non si sconvolge soltanto una consuetudine consolidata nelle normali relazioni con il sindacato confederale e con le forze sociali in Sardegna, e nel nostro Paese, ma si tradisce una concezione auto-referenziale che non appartiene in alcun modo alla nostra realtà e alla nostra cultura associativa e che, pertanto, non potrebbe neppure produrre il risultato di una condivisione di scelte che travalicano di gran lunga, per contenuto, il solo ambito settorialeaggiungono Michele Carrus, Gavino Carta e Francesca Ticca -. Spiace dover rilevare queste cose così evidenti, Presidente, ma poiché non è la prima volta che il confronto su temi di interesse generale è svolto da esponenti della Sua Giunta soltanto attraverso queste modalità, non ci resterebbe che concluderne che ciò esprima il vero orientamento politico della Sua maggioranza, malgrado le Sue differenti dichiarazioni. Forse risiede qui anche la ragione per cui non abbiamo ancora avuto riscontro alle diverse richieste che Le abbiamo inoltrato, e deriva da questo quella fatica che sembra accompagnare la creazione di tavoli di confronto con il sindacato, che da ultimo non riesce a interloquire neanche su materie sulle quali di recente erano state trovate opportune intese, le quali restano in gran parte inapplicate e bisognose di un Suo intervento risolutivo. Infine, siamo certi che non Le sfugga come l’emergenza sanitaria del Covid-19 contribuisca sensibilmente a rideterminare priorità e obiettivi di riforma della sanità, a partire dalle linee guida nazionali sul necessario rafforzamento delle terapie intensive e semi-intensive, sul reclutamento del personale sanitario, sulla medicina territoriale e la prevenzione, sulle residenze sanitarie, ed altro ancora, ciò che presumibilmente comporta la revisione di proposte maturate in altri contesti, oltre che l’individuazione degli interventi prioritari per il 2020 su cui convogliare le risorse stanziate dal Governo, a iniziare dai 42 milioni di euro del decreto “Rilancio”, da rendere strutturali ma che già dall’autunno prossimo dovranno essere operativi – concludono Michele Carrus, Gavino Carta e Francesca Ticca -. Per tutte queste ragioni, Le chiediamo di attivare presso la Presidenza della Giunta, con l’urgenza del caso, un primo momento di confronto sulla riforma del sistema sanitario in Sardegna con le Organizzazioni Sindacali confederali CGIL, CISL e UIL.»

[bing_translator]

Il comune di Carbonia ha pubblicato online il nuovo elenco (il settimo in ordine cronologico dopo le pubblicazioni del 4, 12, 15, 22, 27 maggio e 1° giugno) delle famiglie beneficiarie dell’erogazione del contributo regionale da 800 euro inerente le “Misure straordinarie urgenti a sostegno delle famiglie per fronteggiare l’emergenza economico-sociale derivante dalla pandemia SARS-COV-2”.

Le graduatorie sono pubblicate al seguente link: https://www.comune.carbonia.su.it/servizi/servizi-sociali-e-politiche-giovanili/item/3330-avviso-pubblico-misure-straordinarie-e-urgenti-a-sostegno-delle-famiglie-esito-del-procedimento-iv-gruppo-v-elenco-delle-richieste-ammesse-ed-escluse-con-esito-sospese-nelle-precedenti-istruttorie

[bing_translator]

«Il progressivo azzeramento dei contagi è la più credibile conferma dell’efficacia delle misure adottate sul nostro territorio. Ora siamo pronti ad avviare una nuova fase con la ripresa dell’attività sanitaria ordinaria, in totale sicurezza, e diamo al nostro sistema sanitario gli strumenti necessari per ripartire e dare risposte alle necessità di assistenza dei sardi.»

Con queste parole il presidente della Regione, Christian Solinas, commenta l’approvazione, da parte della Giunta, delle linee di indirizzo per la riprogrammazione delle attività ambulatoriali, quelle di ricovero ospedaliero programmato e per le attività sociosanitarie sospese durante l’emergenza Covid-19 in seguito all’attuazione delle misure per il contrasto della circolazione virale.

«Abbiamo predispostodichiara l’assessore della Sanità, Mario Nieddulinee d’indirizzo omogenee per l’intero sistema sanitario regionale. Misure per regolare in modo rigoroso gli accessi alle strutture e i comportamenti da seguire da parte di chiunque, siano essi pazienti, familiari, fornitori o gli stessi operatori sanitari. Indicazioni che consentiranno di disciplinare la presenza delle persone nei vari ambienti, dai pronto soccorso, agli ambulatori, sino ai reparti di degenza, prevedendo l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, l’adozione di soluzioni di distanziamento e screening mirati con tampone naso faringeo, in particolare, prima delle prestazioni più a rischio e verso i soggetti più esposti, anche, ad esempio, nel caso di dimissioni ospedaliere di pazienti verso altri presidi, come Rsa, Hospice e strutture riabilitative.»

Oltre alla normale attività ambulatoriale, con le visite in presenza, indispensabili nel caso di primi accessi, si punta allo sviluppo della telemedicina e del teleconsulto, dove possibile, per le attività di controllo, i follow-up e gli aggiornamenti dei piani terapeutici. «Lo scopoprecisa l’assessore della Sanitàè quello di cadenzare e gestire le presenze nelle strutture, garantendo le prestazioni e, al tempo stesso, tutelando la salute degli utenti e degli operatori dal rischio contagio. Per consentire l’attuazione di un modello di questo tipo e incidere sui tempi d’attesa, abbiamo previsto l’estensione degli orari delle prestazioni ambulatoriali, che potranno essere effettuate anche il sabato.»

Indicate anche le modalità per la regolare ripresa delle attività di prevenzione, gli screening oncologici, le vaccinazioni pediatriche, obbligatorie per l’accesso ai servizi educativi per l’infanzia e la scuola, e le altre vaccinazioni rivolte in particolare agli anziani e ai soggetti fragili, con la riallocazione nei centri vaccinali del personale sanitario impegnato nell’emergenza Covid-19 e una pianificazione delle sedute mirata a impedire gli assembramenti nelle strutture.

Spetterà ora alle aziende sanitarie del territorio, con le quali le linee di indirizzo sono state già condivise in fase di elaborazione, approntare i protocolli operativi per darne completa attuazione.

«Siamo pienamente consapevoli dell’impatto che l’epidemia ha avuto sul nostro sistema sanitario, in particolare sulle liste d’attesa. Prima che deflagrasse l’emergenza, abbiamo approvato un piano per l’abbattimento a cui abbiamo destinato 20 milioni di euro. Ripartiremo con forza da questo punto, per assicurare ai sardi il diritto alle cure», conclude l’assessore regionale della Sanità.

[bing_translator]

«Incarichi di direzione di strutture sanitarie assegnati nonostante il divieto della Giunta regionale.»

E’ il quesito posto dai Progressisti nell’interrogazione depositata in Consiglio regionale per far luce sui procedimenti avviati nelle ultime settimane da alcune aziende sanitarie regionali per attribuire incarichi dirigenziali in strutture dipartimentali, semplici e complesse. Le iniziative di nomina, tuttavia, sarebbero in contrasto con gli indirizzi impartiti dal Presidente della Regione con la direttiva emanata all’inizio della legislatura.

«L’assessorato regionale della Sanità anche nel mese di aprile scorso ha ricordato alle aziende sanitarie che rimane vietato il conferimento di incarichi senza esplicita autorizzazione della Regione. E’ evidente, infatti, che la riforma del sistema sanitario in discussione nella commissione Sanità del Consiglio regionale potrebbe stravolgere l’assetto organizzativo della sanità sarda con modifiche rilevanti che attualmente è difficile prevedere considerando che la materia è complessa e che nella stessa maggioranza al governo si registrano idee e sensibilità diverse

Gli esponenti del centrosinistra evidenziano le criticità riportate nell’interrogazione con la quale si invita la Giunta regionale a fare chiarezza sulle procedure di nomina avviate dall’ATS e da altre aziende pubbliche del SSR.

«Nell’Azienda Ospedaliera Brotzu sono state indette selezioni interne per conferire l’incarico di direzione di ben 6 strutture dipartimentali. Diversamente da altre procedure avviate dalla stesse AOB, non risulta che su queste selezioni il Commissario straordinario abbia richiesto il nulla osta all’assessorato alla Sanità

I Progressisti fanno riferimento alla delibera n. 790 del 22 maggio 2020 con la quale il Commissario straordinario del Brotzu ha stabilito di assegnare incarichi di responsabile delle strutture semplici dipartimentali di medicina urgenza pediatrica, chirurgia d’urgenza, chirurgia ORL e facciale, disturbi pervasivi dello sviluppo, laboratorio genetica e genomica, banca sangue cordonale.

«Chiediamo alla Giunta di verificare la regolarità di quanto sta avvenendo nelle Aziende sanitarie – evidenziano – e scongiurare fughe in avanti in particolare da parte degli amministratori straordinari che dovrebbero, invece, limitarsi a garantire l’attività gestionale ordinaria.»

[bing_translator]

Poste Italiane continua nel processo di ripristino delle giornate di apertura e degli orari negli uffici postali del Sud Sardegna.

A partire da lunedì 8 giugno, infatti, altri 3 uffici postali della provincia il cui orario di apertura al pubblico era stato temporaneamente rimodulato, tornano ad essere operativi su sei giorni, dal lunedì al sabato.

A vedere ristabilito il consueto orario Pre-Covid saranno gli uffici postali di Buggerru, Giba e Selegas. Attualmente, nella città metropolitana di Cagliari e nel Sud Sardegna, sono 149 sul totale di 150 il numero degli uffici postali aperti.

L’Azienda ricorda che sono a disposizione della clientela, sul territorio delle due province, 102 ATM Postamat, disponibili sette giorni su sette ed in funzione 24 ore su 24, che consentono di effettuare operazioni di prelievo di denaro contante, interrogazioni su saldo e lista dei movimenti, ricariche telefoniche e di carte Postepay, accanto al pagamento delle principali utenze e dei bollettini di conto corrente postale.

Poste Italiane coglie l’occasione per ribadire l’invito ai cittadini ad entrare negli uffici postali avendo cura, ove possibile, di indossare dispositivi di protezione personale; di entrare in ufficio solo all’uscita dei clienti precedenti; tenere la distanza di almeno un metro, sia in attesa all’esterno degli uffici che nelle sale aperte al pubblico.

Ulteriori informazioni sulle aperture e sulle disponibilità orarie degli uffici postali sono reperibili sul sito internet www.poste.it.