7 November, 2026

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Domenica 2 agosto per la 12ª edizione della rassegna “Notti a Monte Sirai”, in una magica notte di luna piena, è andato in scena lo spettacolo della Banda Osiris “40 anni suonati e le dolenti note”.

Un quartetto di artisti con la A maiuscola: Sandro Berti e Gianluigi Carlone (voce, sax e flauto), Roberto Carlone (trombone, basso e tastiere) e Giancarlo Macrì (percussioni, batteria e bassotuba) che hanno animato la serata divertendo i presenti con le loro gag sullo “spericolato” mestiere del musicista. Come dei veri e propri equilibristi musicali, hanno creato in modo ironico un percorso dimostrativo sulle varie difficoltà che “chi vive di musica” deve affrontare quotidianamente. Il tutto trae spunto dal loro libro che, con un pizzico di fantasia, prende vita sul palco, portando il pubblico in un avventuroso viaggio tra i vari generi musicali.

Poliedrici, ora cantanti, ora musicisti e poi mimi, i quattro protagonisti hanno “consigliato” in modo provocatorio, quanto poco convenga diventare musicisti, a causa della precarietà del mestiere.

Hanno composto e scomposto pezzi dal taglio importante, da Lucio Dalla ai Beatles, da Vasco Rossi ai grandi della musica classica, cantando cover divertenti e sempre pungenti.

Grandi e professionalmente preparati, hanno dimostrato, nonostante le difficoltà, quanto bello sia “fare musica” calcando il palco in un modo spontaneo dettato da una sinergia ed un entusiasmo capaci di catturare l’attenzione del pubblico che, dall’inizio alla fine, ieri non si è risparmiato, acclamandololi con fragorosi applausi accompagnati da altrettanto fragorose risate.

La serata si è svolta secondo le misure di prevenzione anti Covid-19 e, nel rispetto di ciò, si è potuto seguire uno spettacolo che ha portato una ventata di allegria e spensieratezza, in un’estate difficile data l’emergenza sanitaria in corso nel mondo.

La rassegna “Notti a Monte Sirai” è organizzata dall’Associazione Enti locali per le attività culturali e di spettacolo, con il sostegno del comune di Carbonia e la collaborazione della Soprintendenza archeologica ed il sostegno della Fondazione di Sardegna e della Regione.

Nadia Pische

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Sale alta la protesta e cresce la mobilitazione dei Sindaci contro il progetto che prevede la realizzazione di un mega parco eolico marino nel mare della Sardegna Sud Occidentale. I primi cittadini dei comuni di Arbus, Buggerru, Carloforte, Fluminimaggiore, Gonnesa, Iglesias e Portoscuso, riuniti d’urgenza ad Iglesias, per esaminare la richiesta formulata dal ministero dell’Ambiente e dalla Regione Autonoma della Sardegna, relativamente all’installazione di un parco eolico marino di 42 turbine lungo la costa che va dall’Isola di San Pietro al litorale di Arbus, in una nota diffusa questa sera, «esprimono viva preoccupazione per l’impatto ambientale che un simile progetto avrà sul paesaggio e sull’ecosistema di una delle zone costiere più caratteristiche ed incontaminate della Sardegna, certi che progetti come quello in questione vanificherebbero tutti gli sforzi comuni messi in campo negli anni per la valorizzazione turistica dell’intero Territorio».

I Sindaci «rilevano come sia assolutamente irrituale la richiesta loro rivolta di una valutazione esclusivamente consultiva, da fornire entro pochissimi giorni, procedura che renderebbe impossibile coinvolgere le comunità locali e approfondire da un punto di vista scientifico, tecnico e politico, una questione che potrebbe avere conseguenze devastanti».

Per questo motivo, i Sindaci preannunciando una fortissima mobilitazione con il coinvolgimento delle proprie comunità, «si sono autoconvocati nella tarda mattinata di domani, martedì 4 agosto, presso la sede dell’Assessorato Regionale dell’Ambiente, per un confronto tecnico-politico con le Istituzioni regionali».

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A seguito della segnalazione da parte di un privato della presenza di un ordigno bellico adagiato in fondo al mare a Su Portixeddu Accuau, il tenente di vascello (CP) Francesco D’Istria, Capo del Circondario Marittimo di Sant’Antioco e Comandante del Porto Sant’Antioco ha firmato l’ordinanza n° 35/2020, con la quale ha disposto che, con decorrenza immediata e fino alla rimozione dell’ordigno, al fine di prevenire potenziali pericoli a garantire la pubblica incolumità, nella zona in questione centrata sul punto di coordinate geografiche predetto, è interdetta la balneazione, il transito, la sosta e l’ancoraggio di qualsiasi unità navale, nonché la pesca anche subacquea, le immersioni in apnea o con bombole, il posizionamento di attrezzi da pesca e non ed ogni attività marittima che comporti la presenza di cose o persone non autorizzate per un raggio di 100 (cento) metri di specchio acqueo dell’area sopra individuata.

L’ordinanza prevede che il comune di Sant’Antioco provveda a posizionare idonea cartellonistica a terra al fine di evitare pericoli per la pubblica e privata incolumità.

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«Non c’è mai stato alcun accordo interno all’Udc che preveda staffette in Giunta tra esponenti del nostro partito.»
Lo ha detto il segretario regionale dell’Udc, Giorgio Oppi, in merito alle notizie di stampa sul possibile rimpasto nell’Esecutivo guidato da Christian Solinas.
«Le decisioni saranno prese a tempo debito – ha precisato Giorgio Oppi – negli incontri che si terranno in futuro al nostro interno.»
Quanto agli equilibri in Giunta, il leader dell’Udc ha ricordato che tutto sarà basato sulla rappresentatività consiliare.
«Avanzeremo le nostre legittime richieste nelle sedi opportune. Un fatto comunque è certo – ha concluso Giorgio Oppi – non è prevista nessuna staffetta.»

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Poteva scapparci il morto, oggi a Cala Domestica, se non fosse stato per il tempestivo intervento del bagnino che ha messo in salvo un bagnante.
Il fatto è stato raccontato dalla sindaca di Buggerru, Laura Cappelli, sul suo profilo Facebook: «Oggi a Cala Domestica un bagnante ha rischiato la vita, solo grazie all’intervento di Marco, il bagnino dello stabilimento balneare, si è scongiurato il peggio».
E poi la sua rabbia: «Non lamentatevi quando il bagnino vi riprende per i vostri tuffi nel mare mosso, quel fischio vi sta salvando la vita. E scusatemi se sono poco diplomatica, ma dopo avervi salvato la vita io vi prenderei a calci nel sedere, perché oltre alla vostra, mettete a rischio la vita dei bagnini di salvataggio, che tra l’altro potrebbero evitare di intervenire durante mareggiate di questo tenore.»
Antonio Caria

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Regione Sardegna, ministero della Difesa, Rete di Solidarietà Ad Adiuvandum, associazioni ed altri soggetti promotori, hanno dato vita al progetto che prevede l’effettuazione di screening di massa contro il Coronavirus, presentato oggi a Cagliari, nel corso di un incontro nella sede del Comando Militare Esercito della Sardegna, a cui hanno partecipato l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, il sottosegretario della Difesa, Giulio Calvisi, i rappresentanti delle autorità pubbliche e delle associazioni coinvolte.

Lo screening di massa verrà effettuato con test sierologici, con il coinvolgimento dei soggetti più fragili, come i pazienti affetti da patologie croniche, oncologici, cardiopatici o emotrasfusi, i lavoratori delle categorie più esposte, come gli appartenenti alle forze dell’ordine e, più in generale, chi svolge attività professionale a contatto col pubblico e ha continuato a dare un servizio anche durante le fasi più critiche dell’emergenza sanitaria. Un monitoraggio che punti a essere esteso quanto più possibile ad ampie fasce della popolazione.

«Grande sinergia fra le istituzioni. Un progetto a cui lavoriamo da tempo. Prosegue la collaborazione fra sanità civile e militare, rivelatasi già preziosa in Sardegna durante le fasi più delicate della pandemia sul nostro territorio – dichiara l’assessore Mario Nieddu -. Grazie a una raccolta fondi, con il coinvolgimento della società civile, puntiamo a realizzare uno screening di massa con decine di migliaia di test che ci consentiranno di tracciare in modo sempre più preciso la circolazione virale sul nostro territorio. Un’indagine fondamentale per capire come si è diffuso il Covid-19 in Sardegna, verificare in che modo e quali misure anti-contagio hanno funzionato meglio e prepararci a un’eventuale recrudescenza della pandemia con strumenti di contrasto sempre più efficaci.»

E proprio sul fronte della prevenzione l’assessore regionale della Sanità precisa: «Anche se sottotraccia il virus circola ancora. I semplici comportamenti individuali, il distanziamento sociale, l’uso della mascherina, all’occorrenza, e l’igiene delle mani, restano strumenti anti-contagio irrinunciabili. Oggi un grande rischio è rappresentato dalla possibile sovrapposizione tra influenza stagionale e Covid. Per questo ci stiamo preparando e la Sardegna è stata la terza Regione in Italia a chiudere la gara per la fornitura dei vaccini antinfluenzali, raddoppiando le scorte rispetto all’anno precedente. Sarà una campagna di prevenzione impegnativa per il nostro sistema sanitario, ma puntiamo ad una copertura importante, consapevoli dei vantaggi che la vaccinazione antinfluenzale comporterà nella battaglia contro il virus».

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Due nuovi casi positivi al Covid-19 sono stati riscontrati nelle ultime 24 ore in Sardegna: il primo nella provincia di Sassari, una turista testata perché fra i contatti di una persona precedentemente in Sardegna per soggiorno e risultata positiva una volta rientrata in Svizzera; il secondo nella Città Metropolitana di Cagliari, un cittadino proveniente dalla Bulgaria e già in isolamento fiduciario in conformità con le restrizioni previste per i soggetti in arrivo da quell’area. Sono ora 1.416 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza. Resta invariato il numero delle vittime 134 in tutto.
In totale sono stati eseguiti 107.836 tamponi (420 nelle ultime 24 ore). I pazienti ricoverati in ospedale sono 3, nessuno in terapia intensiva, mentre 41 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 1.235 pazienti guariti (+1 rispetto al dato di ieri), più altri 3 guariti clinicamente.
Sul territorio, dei 1.416 casi positivi complessivamente accertati, 262 (+1) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 123 nel Sud Sardegna, 61 a Oristano, 83 a Nuoro, 887 (+1) a Sassari.

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Dopo il successo della serata inaugurale con lo scrittore ed archeologo Valerio Massimo Manfredi, domani, martedì 4 agosto, il festival culturale Liberevento prosegue con la giornalista e saggista Ritanna Armeni, che sarà protagonista delle prossime tre tappe della manifestazione.

L’appuntamento è alle 22.00, nell’Antica tonnara di Portoscuso dove, in dialogo con la blogger Manuela Zurru, Ritanna Armeni parlerà del suo ultimo libro, dedicato alle donne, “Mara. Una donna del Novecento”, uscito quest’anno per Ponte alle grazie. La serata proseguirà con un concerto del Quartetto K, formazione che propone, rielaborandolo, il repertorio musicale dall’area mittel-europea, russa e balcanica.

Mercoledì 5 agosto, alle 22.00, invece, la scrittrice presenterà il suo ultimo libro nel Chiostro di San Francesco di Iglesias, dove a dialogare con lei sarà Manuela Zurru. Chiusura di serata nel segno di “Senza rete tutto quello che avreste voluto sapere sul doppiaggio e non avete mai osato chiedere”, pièce di e con Simeone Latini.

Infine, giovedì 6 agosto, alle 20,30, Ritanna Armeni sarà a Carloforte, per un evento organizzato in collaborazione con il festival letterario “L’isola dei libri”.

 

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Nel 2020 ricorrono a Teulada i compleanni di dieci centenari, uno ogni 350 abitanti, su una popolazione di 3450. E’ un record che supera quello del 2012, quando vi furono di sette centenarie, solo donne, due delle quali, Giovanna Putzu e Bardilia Marras, decedute rispettivamente nel 2015 e nel 2018, all’età di 107 e 106 anni compiuti.
La presenza di tanti centenari è nota agli studiosi: nel 2014 l’equipe che individuò la zona Blu dell’Ogliastra (i professori G.M. Pes e M. Poulain), ha compiuto una missione in loco per studiare la documentazione anagrafica e tuttora segue l’evoluzione della longevità nel paese. Teulada, d’altra parte, negli ultimi decenni ha visto il succedersi di circa 40 anziani che hanno superato il secolo di vita, una tendenza che trova conferma nella storia del Comune, con dati in questo senso dai primi del 1700, grazie a questa statistica Teulada si colloca all’apice della classifica della longevità studiata da demografi, genetisti e nutrizionisti.
«Siamo molto lieti di poter dare questa notizia proprio in un anno così difficile per l’Italia, i cui anziani sono stati duramente colpiti dalla pandemia da Covid-19 – dice il sindaco Daniele Serra -. Ci sentiamo ancora più in dovere di rispettare, tutelare e sostenere questo patrimonio di vita e conoscenza, attraverso la rete di solidarietà familiare e l’approccio comunitario che caratterizzano ancora questa parte di Sardegna e che consideriamo un bene prezioso, da consolidare e di cui speriamo di poter rendere partecipi tutti i nostri visitatori.»
Il comune di Teulada ha da tempo avviato un percorso di valorizzazione di tale peculiarità e partecipa attivamente agli studi sul fenomeno della longevità e a convegni di studio, conferenze e proiezioni dedicate alla vita pastorale di ieri e di oggi, che tanta parte ha avuto nella salute delle generazioni teuladine.
«Ci auguriamo – conclude il sindaco Daniele Serra – di ricevere maggiori attenzioni dalle Istituzioni deputate allo studio della genetica locale e del sistema delle diete alimentari, su cui stiamo facendo approfondimenti. Speriamo che Teulada possa entrare presto a pieno titolo nella mappa delle Zone Blu della longevità, al pari dell’Ogliastra.»
Dati dei centenari del 2020:
Elisetta Urru (1915);
Pietrino Culurgioni e Emanuele Garau (1917);
Ignazia Ledda e Speranza Uccheddu (1919);
Salvatore Angioni, Rosa Virdis, Carmela Marongiu, Purifica Cuccu e Maria Piras (1920).

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Prestigioso riconoscimento per l’EcoMuseo Miniera Rosas, il villaggio minerario tra i monti di Terrubia, a Narcao. La Direzione generale dei Beni culturali dell’Assessorato regionale della Pubblica Istruzione ha approvato l’inserimento dell’importante sito di archeologia mineraria tra i musei ufficiali della Sardegna.
Un riconoscimento importante, ancor più perché ottenuto a fronte di ben 69 istanze di approvazione avanzate da altrettanti Comuni ed istituzioni presenti nel territorio regionale. Ma alla fine, dopo un iter istruttorio avviato nel 2013, dalla Commissione tecnico scientifica, è arrivato l’atteso riconoscimento per l’EcoMuseo Miniera Rosas di Narcao.
«Questo riconoscimento – ha commentato con soddisfazione Gianfranco Tunis, presidente dell’Associazione miniere Rosas, l’ente che in collaborazione con il comune di Narcao gestisce l’area mineraria – premia anni di impegno per valorizzare un sito che, oltre ad essere un pezzo importantissimo della nostra storia, è anche un tassello fondamentale per il nostro futuro.. Scoperta nel 1832, Rosas divenne una delle miniere di piombo, zinco e ferro tra le più importanti del Sulcis sino al suo declino. Rilevata dal Comune è stata trasformata in un museo e i vecchi alloggi dei minatori riconvertiti in confortevoli case vacanza, oggi fiore all’occhiello del turismo minerario del Sulcis Iglesiente. La soddisfazione è ancora più grande perché il risultato è legato al lavoro, costante e incessante, svolto anche nei momenti più difficili – ha aggiunto Ginfranco Tunis – anche da tutti coloro, guide, operai e maestranze, che ci lavorano e contribuiscono ad accogliere i visitatori e a renderlo vivo ed accogliente.»
Soddisfazione per l’importante riconoscimento è stata espressa anche da Danilo Serra, sindaco di Narcao. «Un risultato che, grazie a chi ha sempre creduto nell’immenso valore storico e culturale del sito, premia e gratifica tutta la comunità di Narcao. E’ un motivo di orgoglio – ha dichiarato Danilo Serra – per l’Amministrazione comunale, la comunità, per il personale che ci lavora e per il presidente che, in prima persona, lo gestisce con dedizione e sacrificio.»