26 June, 2026

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Questa mattina è stato celebrato anche a Cagliari, presso il Comando Legione Carabinieri Sardegna, il 206° anniversario della fondazione dell’Arma dei carabinieri con una simbolica cerimonia (stanti le note restrizioni dovute alla pandemia Covid-19) in cui il Comandante della Legione, il generale di Divisione Giovanni Truglio, unitamente al prefetto di Cagliari, Bruno Corda, hanno deposto una corona di alloro ai piedi del monumento ai caduti del piazzale della caserma in segno di omaggio e riconoscente ricordo a tutti i Carabinieri di ieri e di oggi che hanno perso la vita nel l’adempimento del dovere.

I carabinieri, infatti, sono spesso protagonisti di azioni anche eroiche a favore dei cittadini. «In questo momento, al riguardo ha detto il generale Giovanni Trugliovorrei ricordare la toccante storia dei fratelli Frau che a distanza di diversi anni sono stati protagonisti di due atti eroici nei quali emergono coraggio e fedeltà sino all’estremo sacrificio. Walter Frau il più grande dei due era di pattuglia con il collega Ciriaco Carru il 16 agosto del 1995. I due militari stavano per arrestare l’autista di una betoniera parcheggiata a bordo strada, in località Perde Semene, agro di Chilivani (SS) quando furono investiti da una pioggia di proiettili, sparati dai banditi nascosti nella macchia. Reagirono, risposero al fuoco. Ma rimasero a terra, uccisi da una banda che stava organizzando un assalto a un portavalori sulla Sassari-Olbia. A questi due eroi, decorati di medaglia d’oro al valor militare, vittime del dovere spinto sino all’estremo sacrificio, è intitolato il cortile interno di questo Comando. Uno dei fratelli di Walter Frau, Roberto anch’egli carabiniere, è stato protagonista a Porto Torres) il 27 aprile 2018 di un altro atto di eroismo che gli è valso la medaglia di bronzo al merito civile ed un Encomio Solenne di Comando Generale, poiché interveniva con determinazione e coraggio in una abitazione dove un individuo aveva selvaggiamente aggredito i genitori. Nell’affrontare l’esagitato per bloccarlo venne colpito all’addome con un coltello tenuto nascosto dall’uomo e benché ferito si prodigava per mettere in salvo i coniugi e precludere ogni via di fuga all’aggressore contribuendo in maniera determinante alla sua cattura e scongiurando più gravi conseguenza. A causa delle gravi ferite riportate il brigadiere Roberto Frau dopo lunghi mesi di convalescenza ha dovuto lasciare il servizio attivo, ma il suo testimone è stato raccolto dal figlio maggiore Walter, anch’egli arruolatosi con fierezza nell’Arma dei Carabinieri.  La famiglia Frau è davvero esempio delle eccezionali qualità morali e militari dei Carabinieri Sardi e le vicende di cui sono stati protagonisti alcuni suoi componenti appartenenti all’Arma hanno dei risvolti umani particolari che esaltano il valore morale e la dedizione al dovere dei carabinieri».

L’occasione è stata comunque propizia per un bilancio consuntivo sulle diverse attività dell’istituzione in questa regione (segue situazione di riepilogo a livello regionale del Comando Legione) e, in particolare in questa provincia, di cui segue dettaglio di sintesi.

I primi mesi del 2020 sono stati segnati in tutta Italia (e nel mondo) dall’emergenza Coronavirus che, anche dal punto di vista statistico, ha portato a una significativa oscillazione, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dei dati percentuale relativi all’attività di di prevenzione e contrasto dell’illegalità portata avanti da questo Comando Provinciale Carabinieri.
Infatti, le varie articolazioni (Comandi Stazione, Compagnie) dell’Arma territoriale, in stretta sinergia con i reparti della linea speciale e mobile (Ris, Nas, Noe,Tpc, Ros, Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna, 9* Battaglione Sardegna, 11 Elinucleo CC Elmas, Squadre antiterrorismo, Motovedette, ecc.) sono state impegnate oltre che nella consueta attività di controllo del territorio, anche in quelle legate alla prevenzione, informazione e verifica del rispetto delle norme entrate in vigore per frenare la diffusione del Covid-19.
Su questo fronte, complessivamente, i militari dipendenti dal Comando provinciale hanno controllato oltre 33mila persone, sanzionandone quasi 900. Importante l’aiuto fornito dai carabinieri alla popolazione in difficoltà di varia natura a causa del lockdown. In particolare:
⁃ con l’ausilio della Scuola Allievi carabinieri di Iglesias sono state distribuite 17 sim card ad altrettanti studenti dell’Istituto Superiore Azuni, 25 device e 10 tablet sono stati consegnati invece agli alunni del Liceo Scientifico Statale Pacinotti e altri 11 device agli studenti dell’istituto Statale di Via Stoccolma a Cagliari.
⁃ sempre con l’ausilio della Scuola Allievi di Iglesias sono state distribuite e raccolte numerose derrate alimentari per l’Emporio della solidarietà di Iglesias;
⁃ i militari dell’Arma, seguendo il protocollo d’intesa firmato con Poste Italiane, hanno anche recapitato a casa le pensioni ad alcuni anziani.
I carabinieri del Comando Provinciale di Cagliari, da giugno 2019 a giugno 2020, hanno perseguito quasi 16mila delitti, arrestando 683 persone e denunciandone 4.146.
In linea di massima i reati registrano un calo del 12 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Sette gli omicidi commessi, tutti risolti con l’arresto dei responsabili; tre i tentati omicidi anche in questo caso tutti scoperti.
116 le rapine consumate, 51 quelle scoperte.
In leggera crescita, verosimilmente per l’aumento di operazioni via Internet a causa del lockdown, le truffe e le frodi “informatiche” passate da 2.176 a 2.331, con un incremento del 7 per cento, 262 i reati informatici scoperti.
Quasi 150 gli interventi eseguiti per maltrattamenti in famiglia o violenza di genere: 25 le persone arrestate, 114 quelle denunciate.
Sul fronte della lotta al traffico e allo spaccio di droga, i carabinieri del Comando provinciale hanno sequestrato quasi 27 chili di cocaina, 2 di eroina, 471 di hascisc, quasi 2.500 chili di marijuana e oltre 3 chili di droghe sintetiche. Complessivamente sono stati eseguiti oltre 130mila controlli con l’identificazione di oltre 160mila persone.

Tante le indagini portate a termine dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando Provinciale e dai militari delle citate articolazioni dipendenti (Compagnie e Stazioni).

 

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Torna visitabile la necropoli a domus de janas di Montessu, una delle più grandi ed importanti necropoli preistoriche della Sardegna e del bacino del Mediterraneo occidentale.

Per volontà dell’Amministrazione comunale di Villaperuccio, dopo il via libera di Governo e Regione, sabato 6 giugno 2020 riaprirà al pubblico il Parco Archeologico di Montessu.
Situato in un contesto naturalistico unico del Basso Sulcis, il Parco offre una passeggiata archeologica straordinaria nel suo genere.
La necropoli a domus de janas di Montessu è una delle più grandi e importanti necropoli preistoriche della Sardegna, a un chilometro da Villaperuccio. È costituita da 35 tombe scavate nella roccia nel Neolitico recente, durante la cultura di San Michele di Ozieri (IV millennio a.C.).

La Società Sistema Museo, gestore del sito, garantirà l’accesso e le visite guidate secondo le norme in materia di sicurezza. E’ consigliata, ma non obbligatoria, la prenotazione.

Nel mese di giugno il Parco sarà aperto dal martedì alla domenica con il seguente orario: 9.00-13.00 / 15.00-19.00.
La visita guidata sarà effettuata ad orari prestabiliti: 9.30-11.30-15.30-17.30.

 

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Le diverse problematiche legate alle scuole paritarie private e ai servizi educativi per i bambini da zero a sei anni, gravemente danneggiate dall’emergenza Covid-19 sono state discusse nel corso di un primo, partecipato, tavolo di confronto nel quale hanno partecipato, con l’assessore regionale della Pubblica Istruzione, Andrea Biancareddu, dirigenti dell’assessorato regionale della Sanità, il presidente dell’ANCI Sardegna, la Foe Sardegna, il Comitato Presidio Scuole dell’Infanzia paritarie, l’Assonidi, la Federsolidarietà, la Fism Sardegna, la Compagnia Opere Sociali, la Ciofs Scuola la Cnos scuola, il Comitato Servizi per l’infanzia 0-6 la società Educhiamo.

Molti i temi messi sul tavolo dai rappresentanti del settore che hanno illustrato i problemi e le difficoltà legate, soprattutto, all’incertezza di come poter affrontare al meglio la ripresa dei servizi educativi per i bambini. Andrea Biancareddu ha ascoltato con attenzione le preoccupazioni e le proposte pervenute e in attesa delle linee guida del Ministro e del Governo ha aggiornato, per non perdere tempo prezioso, una nuova riunione a martedì prossimo.

«Il problema è molto sentito ha detto Andrea Biancareddu e va il mio ringraziamento ad un settore che aiuta la nostra infanzia e supplisce anche a molte carenze che il pubblico non ce riesce a fare. E’ stato un confronto corretto, propositivo dove ognuno dei partecipanti ha dato il suo contributo. Ci siamo riaggiornati tra alcuni giorni che è una cosa inconsueta nell’attività amministrativa proprio perché l’importanza del settore è strategico. Bisogna anche riaprire i centri estivi perché i nostri bambini sono stati tre mesi relegati in casa e non vedono l’ora di poter giocare. Ma devono farlo in totale sicurezza.»
«Nel tavolo si è discusso di come potersi attrezzare per le riaperture. Siamo in attesa delle linee guida e direttive chiare da parte del Ministro e del Governo perché noi ci dobbiamo adeguare oppure possiamo modificarle o anche contestarle. Però se ce le comunicano all’ultimo momento viene male sia a noi che siamo un Ente pubblico, sia alle organizzazioni e alle associazioni private potersi adeguare e adottare le opportune strategieha concluso Andrea Biancareddu -. La Giunta Solinas è già venuta incontro al settore con una delibera che consente ai soggetti beneficiari di poter usufruire della liquidazione anticipata dei saldi dei contributi rispetto alla chiusura dell’anno scolastico.»

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«Oltre il produrre sanatorie pro immigrazione clandestina il ministro Teresa Bellanova pare aver completamente dimenticato le sue mansioni e competenze.»
Lo dice Dario Giagoni, capogruppo della Lega in Consiglio regionale.
«La piccola pesca, prevalente e caratterizzante i nostri mari sardi, è stata infatti completamente esclusa dalle quote tonno. Un’azione questa che penalizza e aggrava le difficoltà di un comparto già ampiamente danneggiato dalla crisi derivante dal blocco Covid-19, il quale ha prodotto un drastico calo di domanda. È necessario che il Ministero prenda in carico le richieste dei nostri pescatori e si attivi immediatamente per un decisivo cambio di rotta attuando interventi trasversali che contemplino, tra l’altro, anche il problema della pesca accidentale dei tonniaggiunge Dario Giagoni -. Da parte della regione abbiamo mostrato sempre, ed è nostro intento farlo anche nel futuro, grande attenzione a questo settore, a livello nazionale i nostri parlamentari si stanno muovendo affinché venga risolto il pasticcio ministeriale, a livello europeo la questione viene portata avanti dalla nostra deputata Francesca Donato, la domanda a questo punto è: il Ministro ascolterà questi appelli accorati o preferirà voltare il viso ancora una volta dall’altro lato? Ai posteri l’ardua sentenza.»

Sul problema delle quote tonno, interviene anche l’europarlamentare della Lega, Francesca Donato. 
«Il settore ittico italiano è in grave crisi, sia per il calo di domanda derivante dalle misure di contrasto al Covid-19, sia per l’assenza di politiche adeguate ed efficaci del Governo Conte. A fronte di un recente intervento dell’Unione europea che ha proibito alle nostre tonnare, patrimonio e tradizione storica sia della Sicilia che della Sardegna, di utilizzare gli allevamenti che si trovano a Malta per il proprio pescato, il ministro Teresa Bellanova non è intervenuto con un piano che consentisse gli allevamenti nei nostri mari, né tantomeno ha dato ascolto alle reiterate richieste di aiuto dei piccoli pescatori, prevalentemente siciliani, ad oggi privi di quote», dice Francesca Donato.
«Manca totalmente, da parte del governo una visione organica con un piano strutturale di sostegno al settore tramite una corretta ed equilibrata ripartizione delle quote tonno e la creazione di una filiera italiana – conclude Francesca Donato -. Tale atteggiamento di indifferenza al problema si tradurrà nella diminuzione di vari punti di PIL, e la conseguente perdita centinaia di posti di lavoro e, dunque, della disponibilità sulle tavole degli italiani di prodotti italiani di alta qualità e sicurezza alimentare come il nostro tonno rosso.»

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I 101 chilometri di rete idrica di Carbonia divisi in distretti telecontrollati e dotati di apparecchiature che regoleranno portate e pressioni. Abbanoa sta procedendo con gli interventi di ingegnerizzazione del sistema idrico cittadino avviato l’anno scorso con una campagna di monitoraggio dei principali snodi e dei serbatoi. Ciò ha consentito di studiare nel dettaglio le criticità e delineare gli interventi necessari a rendere efficiente la rete garantendone una migliore gestione. Ora sono in corso gli interventi che porteranno all’installazione di particolari strumentazioni di sezionamento, distrettualizzazione, misure e telecontrollo.

I distretti. La rete idrica cittadina sarà divisa in cinque distretti idraulici. Ognuno avrà una propria regolazione in base alle reali esigenze di portate e pressioni. Non solo: la distrettualizzazione delle reti consente, in casi di guasti, consente di isolare la sola zona interessata senza creare disservizi nel resto del centro abitato. Tutto questo grazie all’installazione di particolari apparecchiature la cui installazione è in corso.

Martedì 9 giugno 2020 i tecnici saranno a lavoro nel nodo all’incrocio tra le vie Brigata Sassari e Toscana dove saranno installate le nuove apparecchiature idrauliche. Gli interventi saranno effettuati dalle 8.30 alle 14.00. Durante questa fascia oraria si verificheranno temporanee interruzioni in via Toscana e via Gerrei.

Reti intelligenti. L’operazione rientra nel programma di ingegnerizzazione delle reti che il Gestore sta portando avanti tramite imprese altamente specializzate. La città dì Carbonia è tra i primi trenta Comuni interessati dal progetto “Reti intelligenti” che si svolge a partire da un’indagine sulla rete ammalorata con installazione di misuratori portatili per l’esecuzione di prove idrauliche diurne e notturne e con ispezioni mirate. Alla fase di monitoraggio segue la “diagnosi”, ovvero la definizione delle criticità e delle cause di malfunzionamento della rete, con successivi rilasci di prescrizioni sempre più evolute e dettagliate per le soluzioni tecniche ottimali da adottare, tra le svariate combinazioni possibili (installazione di valvole regolatrici, sostituzione delle condotte, etc.), al fine di efficientare la rete dal punto di vista idraulico, energetico e gestionale (“prognosi”).  La strategia di Abbanoa prevede un cambiamento radicale del tradizionale – e il più delle volte inefficace – paradigma di intervento sulle reti: non si può pensare di sostituire sistematicamente tutte le tubazioni con risorse infinite; si devono piuttosto concentrare gli sforzi per rendere intelligenti le reti esistenti agendo sulle cause che generano le dispersioni: in primis gli sbalzi di pressione e la presenza di aria nelle condotte.

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Questa mattina la piazza Circoscrizione di Is Gannaus è stata abbellita con 4 nuove panchine in cemento granito bianco con trattamento antigraffiti, posizionate dall’Amministrazione comunale di Carbonia.

Il lavoro eseguito colma una lacuna – le panchine originariamente presenti erano state infatti dismesse diversi anni fa – e risponde alle esigenze della cittadinanza della frazione di poter godere con maggiore confort di uno spazio centrale di Is Gannaus meta di numerosi abitanti del luogo che quotidianamente vi si recano per ragioni ricreative e di svago.

Le 4 nuove postazioni installate, oltre ad assicurare una migliore fruizione e funzionalità di gestione degli spazi, completano l’arredo urbano della piazzetta e garantiscono un maggiore decoro urbano sempre nel rispetto delle linee architettoniche razionalistiche che contraddistinguono la nostra città di Fondazione.

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2 nuovi casi positivi al Covid-19 sono stati riscontrati nelle ultime 24 ore in Sardegna (nella provincia del Sud Sardegna, due persone precedentemente negativizzate, risultate nuovamente positive al tampone) su 1.238 tamponi eseguiti. Salgono a 1.359 i casi complessivamente accertati dall’inizio dell’emergenza. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 60.794 tamponi. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 11, nessuno dei quali in terapia intensiva, mentre 56 sono le persone in isolamento domiciliare. 67 gli attualmente positivi. I pazienti dimessi/guariti sono 1.161. Il numero dei decessi rimane fermo a 131.
Sul territorio, dei 1.359 casi positivi complessivamente accertati, 252 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari, 99 nel Sud Sardegna (+2), 59 a Oristano, 79 a Nuoro, 870 a Sassari.

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La Sardegna potrà riprendere la movimentazione dei capi bovini, ovini e caprini sul territorio nazionale, senza limitazioni. È quanto la Regione ed il ministero della Salute hanno definito nell’accordo che, con una drastica riduzione delle restrizioni in vigore a soli sei Comuni dell’Isola, riconosce la Sardegna area omogenea con il resto d’Italia (a eccezione della Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige) per ciò che riguarda la presenza sul territorio della ‘blue tongue’, la febbre catarrale che colpisce i ruminanti.

Nel 2018, la comparsa del seriotipo tre nell’area sud-occidentale dell’Isola, l’unico sierotipo per cui non esiste un vaccino, ha comportato limitazioni stringenti in un’area di 150 chilometri dalle zone interessate dal focolaio, introducendo l’obbligo dei prelievi e test Pcr sugli animali destinati alla movimentazione. Restrizioni alla circolazione dei capi che, di fatto, hanno risparmiato soltanto il nord Sardegna.

«La rimozione del blocco è un risultato importante per tutto il comparto della zootecniaspiega l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu -. Negli ultimi due anni sono stati fatti circa 16mila prelievi per l’esecuzione degli esami obbligatori, con costi considerevoli per gli allevatori ed un peso non indifferente sul piano organizzativo per tutti gli operatori del settore e per il sistema sanitario.»

Le restrizioni imposte sarebbero dovute durare due anni, per essere poi sottoposte a revisione: «Siamo riusciti ad anticipare di sei mesi la rimozione, quasi totale, del blocco. Sul territorio abbiamo lavorato con scrupolo, arrivando a raddoppiare la sorveglianza nelle aree interessate. Le indagini e i dati raccolti sono stati riconosciuti dal ministero come validi ad attestare una situazione di fatto in cui non si rileva più la presenza del sierotipo tre e, quindi, ritenuti idonei a giustificare il soddisfacimento delle nostre richieste», precisa l’assessore regionale della Sanità.

Al momento le restrizioni rimarranno circoscritte ai soli territori dei sei Comuni interessati dai primi focolai: Giba, Piscinas, Santadi, San Giovanni Suergiu, Teulada, Sant’Anna Arresi. «Se la situazione epidemiologica dovesse confermarsi quella corrente, allo scadere del termine previsto, chiederemo che le limitazioni vengano rimosse completamente anche dagli ultimi territori», conclude Mario Nieddu.

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Un contributo di 60 mila euro è stato concesso alla competente Commissione regionale per l’organizzazione dei giochi sportivi studenteschi. Lo ha reso noto l’assessore regionale dello Sport, Andrea Biancareddu. L’Ufficio Scolastico Regionale per la Sardegna, stante l’intervenuta emergenza sanitaria, ha comunicato l’impossibilità di dare attuazione all’intero programma e ha previsto di destinare una quota del contributo alla realizzazione di Centri Sportivi estivi di accoglienza riservati a studenti delle scuole elementari, medie e superiori con proposte ludiche motorie, presportive e sportive, privilegiando la partecipazione degli studenti le cui famiglie non potranno permettersi il pagamento di analoghe esperienze in centri similari.

Verranno inoltre organizzati corsi di formazione rivolti al personale docente di educazione fisica, finalizzati alla applicazione delle nuove metodologie richieste dall’attuale situazione sanitaria.

«Questa iniziativaha sottolineato l’assessore dello Sport Andrea Biancareddu -, assume un particolare valore perché coinvolge il mondo sportivo studentesco delle scuole elementari, medie e superiori, consentendo nel contempo di impegnare in un’attività salutistica, quale è l’attività sportiva, i giovani studenti, dopo l’obbligatoria inattività legata all’emergenza sanitaria. Inoltre riconosce un sostegno importante a quelle famiglie che, a causa di questo inatteso periodo, si sono ritrovate in gravi difficoltà economiche.»

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Sono giunte al 113 alcune chiamate da parte di cittadini che avevano segnalato la presenza di un uomo che, in via Is Mirrionis, tenendo in mano un’ascia, la brandiva contro altre persone.

La Volante è arrivata immediatamente sul posto e, grazie anche alle descrizioni dei segnalanti, ha individuato subito l’uomo, un 49enne cagliaritano, ben noto alle Forze di Polizia.

I poliziotti hanno accertato che l’uomo poco prima aveva avuto un’accesa discussione con altri due soggetti per futili motivi, poi risolta in breve tempo.

Approfondendo i controlli, gli agenti hanno scoperto, nascosta all’interno del bauletto dello scooter del 49enne, un’ascia, quella appunto indicata dalla telefonata.

Il 49enne è stato così denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere.