16 August, 2026

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E’ stata una giornata durissima, in Sardegna, per gli operatori impegnati nella campagna antincendi. Su un totale di 17  incendi, ben 7 incendi hanno richiesto l’intervento del mezzo aereo del Corpo forestale:

Alle ore 10.50 si è verificato un incendio in agro del comune di Usellus, in località “Campu Sarais”, dove è intervenuto un elicottero proveniente dalla base del Corpo forestale di Fenosu. Le operazioni di spegnimento sono state coordinate dal Corpo forestale della stazione di Villaurbana coadiuvata dal personale eliportato, a terra diverse squadre appartenenti alla macchina regionale antincendio. L’incendio ha percorso una superficie di circa 7 ettari di stoppie. Le operazioni di spegnimento si sono concluse alle ore 12.00.

Alle ore 12.00 circa, un incendio nell’Oristanese, nelle campagne di Palmas Arborea, in località “S’isca de su ponti”, ha visto l’intervento di un elicottero proveniente dalla base del Corpo forestale di Fenosu. Le operazioni di spegnimento sono state dirette dalla stazione forestale di Oristano che unitamente al personale elitrasportato, ha gestito il personale antincendio giunto sul posto. Sono intervenute: 1 autobotte e 1 blitz del G.A.U.F. di Oristano con 4 unità, 3 squadre di Forestas con n.6 unità provenienti da Santa Giusta, Palmas Arborea e Zeddiani, 5 unità dei Vigili del fuoco. L’incendio ha percorso una superficie di circa 3 ettari di vegetazione palustre. Le operazioni di spegnimento, rese difficoltose dalla presenza di vento, si sono concluse alle ore 13.00 circa.

Qualche minuto prima di mezzogiorno, si è registrata l’insorgenza di un incendio nelle campagne di Villamassargia nella località “Pod.e N. 18”, dove è intervenuto un elicottero proveniente dalla base del Corpo forestale di Marganai. Le operazioni di spegnimento si sono concluse alle ore 12.45. Le attività di spegnimento e bonifica sono state dirette dalla stazione forestale di Siliqua competente per territorio che, coadiuvata dal personale elitrasportato e da 2 squadre di volontari di protezione civile hanno impedito che le fiamme si propagassero in modo incontrollato.

Altro incendio nelle campagne di Bono, in località “Santa Caterina”, dove sono intervenuti, alle ore 12.15 circa, 2 elicotteri provenienti dalle basi del Corpo forestale di Farcana ed Anela. Le operazioni di spegnimento sono state dirette dal personale della stazione di Bono che, supportato dal personale giunto sul posto coi mezzi aerei, ha gestito l’attività di 2 squadre Forestas dei cantieri di Bono (Badde Oliana) e Burgos (Figu Niedda). L’incendio ha percorso una superficie di circa 2 ettari, danneggiando al suo passaggio diverse piante di sughera. Le operazioni di spegnimento, grazie al tempestivo arrivo delle squadre sul posto, si sono concluse alle ore 14.10.

Il quinto evento della giornata ha visto coinvolto il comune di Cabras, nella località “Santa Petronilla” dove, qualche minuto dopo le 13.00 è intervenuto un elicottero proveniente dalla base del Corpo forestale di Fenosu. Le operazioni di spegnimento sono durate circa 2 ore e sono state dirette dal personale della stazione di Oristano, coadiuvata dal personale elitrasportato. A terra, il D.O.S. (Direttore delle operazioni di spegnimento) appartenente alla pattuglia della locale stazione forestale ha disposto l’arrivo sul posto di un cospicuo numero di unità, nello specifico è stato necessario l’intervento di ulteriori 2 pattuglie forestali compresa quella del G.A.U.F (Gruppo del CFVA specializzato nell’uso di tecniche di spegnimento degli incendi), una squadra dell’Agenzia Forestas di Zeddiani, i barracelli di San Vero Milis, oltre ai vigili del fuoco di Oristano. L’incendio, spinto dal vento, ha interessato una superficie di circa 2 ettari di eucalipteti. Le operazioni di spegnimento si sono concluse alle ore 15.00.

Un Ecureuil As 350 B3, l’elicottero del Corpo forestale proveniente dalla base di Alà dei Sardi, è intervenuto nel primo pomeriggio in un incendio nell’agro del comune di Torpè, in località “Ussela”. Durante la fase di spegnimento è stato avvistato un nuovo punto fuoco in località “Guado di Nuoro” dello stesso comune, per cui il D.O.S. (Direttore delle operazioni di spegnimento del CFVA), ritenendo altamente probabile la suscettività delle fiamme ad espandersi sulle aree boscate limitrofe a causa del vento ha disposto il nuovo obiettivo al mezzo aereo. Le operazioni di spegnimento e di bonifica si sono protratte fino alle ore 16.30.

Nel tardo pomeriggio, si è sviluppato un incendio in agro del comune di Bottidda, in località “Badu Erveghes”, dove è intervenuto un elicottero proveniente dalla base del Corpo forestale di Anela. Le operazioni di spegnimento sono dirette dal Corpo forestale della Stazione di Bono coadiuvata dal personale elitrasportato, a terra diverse squadre appartenenti alla macchina regionale antincendio.

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40 anni fa la strage di Ustica, che sconvolse l’Italia e cambiò per sempre il destino dell’aviazione civile nazionale. Quel 27 giugno del 1987, il volo IH870, della compagnia Itavia, partito dall’aeroporto di Bologna “Borgo Panigale” e diretto a Palermo “Punta Raisi”, interruppe improvvisamente il contatto radio con la torre di controllo di Roma “Ciampino” mentre sorvolava il Tirreno tra Ponza e Ustica. Diverse furono le ipotesi accampate sulle cause della sciagura, tra cui quella del posizionamento di una bomba a bordo, nella toilette dell’aereo, e di un possibile attacco terroristico. Ipotesi non convalidate dai ritrovamenti dei pezzi della fusoliera, che non confermarono la possibilità di un’esplosione in volo. In sede penale, e a scopo risarcitorio, fu accolta l’ipotesi che vedeva il DC-9 coinvolto in un terribile gioco di guerra, colpito in volo da un missile lanciato da un aereo NATO contro un MIG libico. Ancora oggi, tuttavia, non è stata chiarita la dinamica di quella che è considerata una delle più terribili tragedie aeree italiane, seconda solo a quella di Montagnalonga, e che costò la vita a 81 persone, tra passeggeri e membri dell’equipaggio. Mancano ancora troppe risposte a quella che fu una delle giornate più nere dell’ultimo quarantennio.
Oscar Piano, di Carbonia, era allora un dipendente Itavia e di quella giornata conserva un ricordo molto lucido.«Fu un giorno terribile. Anche perché 24 ore dopo l’incidente noi dipendenti sapevamo con certezza, tramite un consigliere del presidente dell’Itavia, che era stato un missile ad abbattere l’aereo.» Anche per il signor Oscar Piano ci sono alcuni punti che non tornano.
«Il comandante Domenico Gatti era uno dei migliori piloti, conosciuto come uno dei più pignoli. Inoltre, l’aereo veniva fuori dalle revisioni fatte in Alitalia, il che era indice di garanzia massima, secondo le politiche di allora. 81 vittime per giochi di guerra, sembrerebbe, anche se ancora oggi non si è accertato nulla. Pare che il missile fosse partito da un aereo decollato dalla nave francese “Clemenceau”, nel Golfo di Napoli.»
Francesco Cossiga, all’epoca Presidente della Repubblica, confermò di aver avuto informazioni riguardo questa ipotesi, in un’intervista rilasciata nel 2008.
Per quanto le aggravanti fossero state attribuite ad un fattore esterno alla compagnia aerea civile, chi ne fece maggiormente le spese furono i dipendenti Itavia.
«Purtroppo, il gioco politico e mediatico di allora ha infangato la memoria dei piloti, la dignità della compagnia e dei lavoratori che, in quella compagnia, lavoravano ricorda Oscar Piano -. Eravamo 1.200 dipendenti, la maggior parte dei quali concentrati tra gli uffici di Via Sicilia e Ciampino, a Roma, ed il resto sparsi per gli altri aeroporti italiani. Ci fu tolta completamente la dignità. Non ci fu dato alcun riconoscimento. Tranne a chi si adeguò alle leggi delle compagnie che li assorbirono. Nelle grandi città, come Roma e Milano, i colleghi ebbero la fortuna di poter andare a lavorare in altre aziende. Chi, invece, come me, lavorava in periferia, avendo famiglia da mantenere, dovette accettare quello che gli venne dato. Noi oggi chiediamo solo che ci venga riconosciuta la dignità che allora ci è stata tolta. Quello lo pretendiamo, perché abbiamo fatto grande l’Itavia.»
Oscar Piano ha un grande desiderio: «Vorrei tanto che il presidente Sergio Mattarella riconoscesse pubblicamente che i dipendenti dell’Itavia erano dei grandi lavoratori, dal primo comandante all’ultimo operaio. Hanno fatto grande la compagnia senza mezzi, con poche persone ma con grande fiducia nell’azienda. Per noi era una famiglia».
Federica Selis

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Nelle ultime 24 ore, in Sardegna, è stato riscontrato un nuovo caso positivo al Covid-19, nella Città Metropolitana di Cagliari. Il numero complessivo dei casi di positività sale così a 1.363, mentre resta invariato quello delle vittime, 132.

In totale nell’Isola sono stati eseguiti 81.351 tamponi (805 nelle ultime 24 ore). I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 6, nessuno in terapia intensiva, mentre 7 sono le persone in isolamento domiciliare. 13 gli attualmente positivi. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 1.199 pazienti guariti, più altri 19 guariti clinicamente. Resta invariato il numero delle vittime, 132 in tutto.
Sul territorio, dei 1.363 casi positivi complessivamente accertati, 252 (+1 rispetto all’ultimo bollettino) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 99 nel Sud Sardegna, 61 a Oristano, 78 a Nuoro, 873 a Sassari.

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Le nuove disposizioni sul trasporto aereo ed il divieto dell’uso delle cappelliere danneggiano i musicisti isolani, che per poter viaggiare con i loro strumenti, anche di piccole dimensioni, dovranno comprare un biglietto aggiuntivo.

«Dopo mesi di crisi per la nostra categoria, questa sorpresa ha il sapore di una tragica farsaspiega il musicista algherese Enzo Favata, direttore artistico del festival Musica sulle Bocche -. Anche il mondo dei festival, che è un volano molto importante dell’economia turistica e culturale della nostra isola, subirà l’impatto negativo di questa decisione. Chiunque verrà a suonare nell’isola costerà, infatti, ai festival il doppio e in questo modo parte delle risorse, raccolte con fatica dalle associazioni organizzatrici attraverso i bandi che enti pubblici, già in difficoltà per la grande crisi, hanno comunque finanziato, andranno a rimpinguare le casse delle compagnie aeree, togliendo risorse alla filiera dello spettacolo dell’isola.»

Per Enzo Favata «è evidente che i musicisti sardi ed isolani in genere, in questo momento in Italia sono discriminati pesantemente. Chi abita nel ‘continente’ prende un’ auto, un treno, un qualsiasi mezzo su strada e può arrivare da Reggio Calabria a Capo Nord in Norvegia. Noi sardi? Noi no. Volo da trent’anni, conosco bene l’imprevisto di perdere un bagaglio, di riceverlo dopo settimane, o di non trovarlo mai più. Costringere i musicisti a mettere in stiva strumenti non ingombranti, che sino a ieri occupavano un piccolo spazio in una cappelliera, vuol dire far spedire oggetti talvolta del valore di alcune decine di migliaia di euro, a rischio e pericolo di chi viaggia e con un rimborso eventuale irrisorio rispetto al valore reale dello strumento».

Enzo Favata rilancia la questione, sollevata nei giorni scorsi sulla stampa da Paolo Fresu, e si rivolge alla politica sarda, agli amministratori regionali e ai parlamentari isolani, perché si impegnino a trovare una soluzione che, secondo il musicista, sarebbe  di facile applicazione. “Basterebbe dichiarare al check in di avere come bagaglio a mano lo strumento per ragioni professionali e, una volta arrivati sull’aeromobile, consegnarlo al personale a bordo già preavvisato che, a quel punto, lo riporrebbe nelle cappelliere vuote. In questo modo, sarebbe sufficiente entrare in cabina per primi ed uscire per ultimi, senza toccare direttamente lo strumento e fare movimenti ‘contagiosi’”.

«Mai una soluzione è stata così semplice e senza rischi – conclude Enzo Favata –Fate in modo che la musica è gli strumenti possano circolare, è un immenso tesoro per voi che l’amate e per noi che le apparteniamo per tutta la vita.«

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Un’area di circa 3mila metri quadri, oggi in stato di degrado e precarietà strutturale. Ed è proprio il recupero del compendio di Santa Caterina, compresa l’omonima Chiesa, l’intento del comune di Elmas che lo ha voluto acquisire grazie all’accordo con la Sogaer.

L’accordo prevede anche la concessione della servitù di passaggio per raggiungere il complesso storico dal centro urbano e dell’aeroporto.

«Dopo questo agognato e straordinario risultato – ha dichiarato il sindaco Antonio Ena ora l’obiettivo è intercettare finanziamenti e contributi per il recupero completo e la restituzione alla cittadinanza di quello che è stato e continuerà ad essere un importante punto di riferimento religioso, culturale e storico della nostra Comunità. Da cittadino e sindaco sono orgoglioso di trovarmi al posto giusto e nel momento giusto, a completare anni di battaglie e lotte, di sogni e speranze di tutti i masesi.»

Antonio Caria

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Il Corpo forestale attraverso la SOUP Linea Spegnimento sta coordinando l’attività di 2 suoi elicotteri provenienti dalle basi di Fenosu e Marganai rispettivamente per un intervento in agro del comune di Palmas Arborea, località S’isca de Su ponti e Villamassargia in località POD.E N. 18.

Sul posto, coordina le operazioni di spegnimento il Corpo Forestale, sul posto i D.O.S. (Direttore delle operazioni di spegnimento) appartenenti alle pattuglie del Corpo forestale di Oristano e Siliqua.

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Anche nell’isola il movimento paralimpico è in costante apprensione per le condizioni critiche in cui versa l’atleta Alex Zanardi autentico emblema di un movimento che a lui deve un notevole aumento di immagine.

La notizia si diffuse immediatamente tra lo staff del CIP Sardegna e il presidente Cristina Sanna ricevette numerosi messaggi di incredulità e dispiacere per quanto accaduto, soprattutto, perché nel bel mezzo di un’iniziativa bellissima come la staffetta di Obiettivo Tricolore. Proprio nel giorno dell’incidente, la manifestazione stava interessando anche Cagliari con un percorso che ha toccato il Poetto, viale Diaz e il Porto. A quel punto l’animatore e protagonista della staffetta sarda, Guglielmo Capolino, ha imbarcato il testimone nel traghetto diretto a Civitavecchia, dove l’indomani Tiziano Monti, proveniente da Tarquinia, lo ha preso in carico.

«Ho avuto il piacere di conoscere personalmente Alex – ha commentato Cristina Sannama in maniera fugace. In una manciata di secondi a disposizione ho fatto in tempo a congratularmi con lui per il bene che sta facendo nei contesti paralimpici e a percepire quanto è contagioso il suo carisma. Il movimento non può fare a meno di lui e attendo con impazienza buone notizie dalla terapia intensiva del policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena.»

Cristina Sanna aveva partecipato da spettatrice alla staffetta tricolore disputata nel capoluogo sardo dove tra i diversi partecipanti, oltre all’attivissimo Guglielmo Capolino sono stati avvistati anche il maratoneta carrozzato della Sa.Spo. Alessandro Cicu ed il pongista paralimpico Daniel Catalin Maris (TT Quartu) e in più tante altre persone con disabilità che non hanno fatto mancare l’apporto nel ritrovo concepito per lanciare un messaggio di rinascita.

«Sono voluta andare ad accogliere gli staffettisti al Porto di Cagliariha concluso Cristina Sannaperché in cuor mio ho sempre pensato che la parola speranza debba sempre caratterizzare le nostre azioni. Ed è per questo che pensando ad Alex non posso che ipotizzare una guarigione.»

 

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La Squadra Volante della Polizia di Stato ieri sera, a Cagliari, ha arrestato un 40enne senegalese per evasione dagli arresti domiciliari.

L’equipaggio della Squadra Volante mentre transitava in Via Riva di Ponente, ha notato un giovane straniero, il quale alla vista degli Agenti, ha cercato di evitare un controllo di polizia, cambiando senso di marcia. Immediatamente bloccato dagli operatori, l’uomo è stato identificato per un 40enne senegalese e ben noto alle Forze di Polizia per i suoi diversi precedenti tra cui spaccio, rapina e percosse. L’uomo è risultato essere sottoposto agli arresti domiciliari.

Già lo scorso 23 giugno, era stato indagato in stato di libertà per il reato di evasione ed è stato così arrestato e trattenuto presso le Camere di Sicurezza in attesa dell’udienza direttissima prevista per questa mattina.

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«Notiamo con grande dispiacere l’ennesimo gravissimo passo indietro che la nostra Regione ha fatto per quanto riguarda il diritto allo studio universitario.»

E’ questa la denuncia di Roberto Deriu, consigliere regionale del Partito democratico, in riferimento alle graduatorie definitive del bando ‘Fitto Casa’ dell’ERSU di Cagliari per l’anno accademico 2019-2020, all’interno delle quali sono presenti oltre cento studenti – su quasi novecento richiedenti – risultati idonei ma comunque non beneficiari del contributo.
«Ci sono tanti studenti che hanno richiesto il contributo e sono idonei ad ottenerlo, quindi rispondono di tutti i requisiti di reddito e di merito, ma non lo hanno ricevuto perché la Regione non ha stanziato abbastanza risorseprecisa Roberto Deriu -. E‘ una situazione gravissima, così facendo la Giunta nega l’aiuto a universitari che ne hanno bisogno, molti di loro preoccupati di non poter proseguire con il proprio percorso universitario.»
Le risorse stanziate dalla Regione, infatti, non hanno consentito di assegnare il contributo ‘Fitto Casa’ a tutti gli studenti aventi diritto. «Il diritto allo studio universitario dovrebbe garantire, anche a chi non può permettersi di sostenere tutte le spese legate all’università e per mezzo di contributi come le borse di studio, l’istruzione accademicaaggiunge Roberto Deriu -. La Regione deve immediatamente stanziare le risorse necessarie per assicurare il contributo a tutti gli studenti risultati idonei nelle graduatorie ‘Fitto Casa’.»
«Riteniamo doveroso intervenire con la massima urgenza, al fine di evitare ulteriori disagi ai numerosi studenti sardi già provati dall’emergenza Coronavirus, garantendo loro il diritto allo studio», conclude Roberto Deriu.

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Una quarantina di milioni, per la prima mensilità del contributo alle famiglie erogati dalla Regione per l’emergenza Coronavirus, e un ritardo nel pagamento dei finanziamenti relativi ai bandi dello scorso anno.
È questa l’accusa che viene rivolta dai consiglieri regionali dei Progressisti all’esecutivo Solinas.
«Diverse riguardano l’assessorato del Turismospiegano i consiglieri -. Dal bando per il finanziamento dei centri commerciali naturali, alle liquidazioni della legge 7/55 relative al bando 2019. Tutto sembra muoversi a rilento, come se l’emergenza economica non esistesse e come se i soggetti in attesa, i loro dipendenti e i loro fornitori, non meritassero attenzione e rispetto. Riguardo proprio alla legge 7, nel mese di dicembre scorso il Consiglio regionale, approvando all’unanimità uno specifico emendamento, aveva deciso di finanziare la totalità dei soggetti ammissibili. Da allora poco si è mosso, nonostante siano passati sei mesi e a una gravissima crisi sanitaria ne sia subentrata una economica ancora più drammatica.»
«Consigliamo alla Giunta regionaleconcludono i Progressistidi dedicare meno tempo agli annunci a vuoto di nuovi e maestosi finanziamenti anticrisi e più attenzione allo sblocco di quei procedimenti burocratici che ostacolano la spesa regionale già approvata e impediscono a centinaia di soggetti diversi, imprese, associazioni e piccoli comuni di ricevere ciò che gli spetta. Saldare le fatture rimaste in sospeso significa dare ristoro ai professionisti che attendono di essere retribuiti ed evitare ulteriori licenziamenti in tempo di crisi economica. Mai come ora è importante sbloccare le risorse regionali e dare certezze per il futuro, anche in relazione ai bandi 2020 sui quali ad oggi non esiste alcun tipo di certezza fornita dalla Regione.»
Antonio Caria