23 June, 2026

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«Alle risorse stanziate dal Governo per far fronte alle conseguenze economiche e sociali dell’emergenza sanitaria, peraltro insufficienti, è urgente che la Regione Sardegna aggiunga quelle proprie, e soprattutto i finanziamenti in capo ai Fondi strutturali europei della programmazione 2014-2020 che rappresentano una quota importante, impegnata e da impegnare, da destinare subito allo sviluppo, al lavoro e alle tutele sociali.»

Lo scrive, in una nota, Gavino Carta, segretario generale della Cisl sarda.

«La recente approvazione da parte dell’Unione Europea della “Iniziativa di investimento in risposta al Coronavirus” e del “Quadro temporaneo” per avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato, consente di utilizzare i fondi di coesione per rafforzare i sistemi sanitari e sostenere le piccole e medie imprese, oltre che i regimi di lavoro a breve termine e servizi di prossimità aggiunge Gavino Carta -. La Cisl ribadisce l’urgenza di canalizzare nell’immediato queste risorse finanziarie, in modo da rispondere ai bisogni delle imprese e del mondo del lavoro, messi a dura prova anche dall’emergenza sanitaria, coordinandosi opportunamente con i vertici e le strutture nazionali affinché, di fronte alle ragioni dell’emergenza, le risorse disponibili siano opportunamente e prioritariamente indirizzate al sostegno del sistema economico e sociale della nostra regione.»

«L’imperativo che sollecitiamo al presidente della Regione è di spendere presto e bene le risorse impegnate e di rendere disponibili subito le altre, provvedendo a semplificare le procedure di pertinenza dell’Ente ed assumendo rapidamente tutti gli atti di programmazione e notifica necessari all’eventuale ri-orientamento delle misure di carattere economico rimarca Gavino Carta -. Si è di fronte a una quantità notevole di risorse finanziarie disponibili in capo a tutti i fondi strutturali, come attesta la spesa finora certificata rispetto agli stanziamenti per Fondo. Ad esempio sul FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), a fronte di uno stanziamento di 466 milioni di euro, la spesa certificata al 29 febbraio 2020 era di 249,9 milioni di euro, mentre sul FSE (Fondo Sociale Europeo) si registrava uno stanziamento di 221 milioni di euro e una spesa certificata di 115,1 milioni di euro (https://www.agenziacoesione.gov.it/news istituzionali/fondi-ue-14-20-dati-al-29-febbraio-2020/)…»

«E si tratta di due soli fondi! A queste cifre è inoltre necessario aggiungere il cofinanziamento a carico Nazionale e della Regione, che integra ulteriormente la disponibilità in capo ai diversi assi e interventi. Sostegno a tutte le imprese, pagamenti dei crediti maturati, infrastrutture da cantierare, interventi di politica attiva del lavoro, sistema socio-sanitario da riformare e potenziare in tutti i territori, rafforzamento dei trasporti interni ed esterni, delegificazione e semplificazione delle procedure per combattere la burocrazia, istruzione e formazione da potenziare, programmi e interventi a favore dell’agricoltura e dell’allevamento, sono solo alcuni degli ambiti che necessitano dell’attenzione e della capacità attuativa della Giunta regionale. L’azione della Regione necessita di una svolta nella capacità di spesa e nel programmare una stagione di ripresa dell’economia che eviti la recessione, o ancora peggio una fase di depressione economicaconclude il segretario generale della Cisl sarda -. Ci sono tutte le potenzialità per evitarle e per difendere il reddito dei lavoratori e dei pensionati, insieme alle imprese che producono ricchezza.»

 

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A seguito del consueto monitoraggio effettuato sulle piattaforme dei più noti social network, gli investigatori della Squadra Mobile di Cagliari hanno scoperto che su una chat Instagram, riconducibile ad un negozio multiprodotto cinese, veniva pubblicizzata la vendita di mascherine. In particolare, veniva proposto un pacco da 10 pezzi al prezzo di 50 euro.

Insospettiti, i poliziotti hanno approfondito la faccenda, contattando telefonicamente il venditore e concordando con lui un incontro in via Santa Gilla.

Nel luogo e all’orario stabilito si è presentato un cittadino cinese che portava con sé una busta contenente 3 confezioni da 10 pezzi di mascherine monouso di colore bianco, sprovviste di informazioni circa la denominazione legale o merceologica del prodotto, nome, ragione sociale, marchio del produttore o importatore UE, paese d’origine, nonché prive della marchiatura di qualità CE.

Un ulteriore controllo effettuato all’interno dell’appartamento del cittadino cinese, classe 1970, ha consentito di rinvenire altre 550 mascherine dello stesso tipo.

Tutte le mascherine sono state sottoposte a sequestro amministrativo e nei confronti del cittadino cinese è stata elevata apposita sanzione amministrativa.   

 

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I consiglieri del gruppo consiliare UDC – CAMBIAMO! hanno presentato un’interpellanza sulla mancata attuazione della legge regionale 23 dicembre 2019, n. 24 “Norme per l’attivazione di un piano per il disbrigo delle pratiche arretrate relative a premi, contributi ed erogazioni di qualsiasi natura nel settore agricolo”.

Si tratta della legge che istituisce la struttura che doveva istruire e liquidare le pratiche arretrate e inevase in agricoltura.

«Già il 16 gennaio, avevamo, come consiglieri del gruppo UDC – CAMBIAMO! sollecitato il Presidente e gli assessori competenti, per sapere quali fossero le ragioni che ritardavano l’applicazione della legge regionale 24/19 – si legge in una nota del gruppo -. Constatato lo stato di sofferenza del sistema agropastorale della nostra regione riteniamo che è assurdo bloccare, in questo momento di grande crisi economica, risorse importanti che spettano ai nostri agricoltori.»

«Siamo preoccupati – concludono i consiglieri UDC – CAMBIAMO! -. Abbiamo aspettato in vano i risultati del monitoraggio del lavoro della struttura creata con l.r. 24/19, che la Giunta regionale doveva inviare al Consiglio regionale con cadenza bimestrale. Oggi chiediamo un deciso intervento del Presidente della Regione e degli assessori competenti, sulla struttura preposta, affinché, dal disbrigo delle pratiche arretrate si possa dar sollievo a un settore fondamentale dell’economia isolana.» 

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L’Associazione Turistica Live@t Carbonia ha creato una raccolta fondi per aiutare le famiglie indigenti della nostra Comunità, essendo impossibilitati ad uscire dalla nostra abitazione possiamo far consegnare a domicilio la spesa con i beni di prima necessità alle tante famiglie indigenti con grande riservatezza.

Leggi di più e dona qui – https://www.gofundme.com/f/raccolta-fondi-famiglie-indigenti-carbonia?utm_source=whatsapp-visit&utm_medium=chat&utm_campaign=p_cp+share-sheet

 

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E’ stato sottoscritto ieri, a Roma, un protocollo tra Cgil, Cisl, Uil, Ugl, associazioni datoriali di impresa e Abi in tema di anticipazione bancaria in favore dei lavoratori destinatari dei trattamenti di integrazione al reddito.

A seguito dello stesso, si potrà procedere con la massima celerità all’anticipazione bancaria dei trattamenti relativi a tutte le forme di integrazione salariale (CIGO, CIGD, assegno ordinario a carico del FIS e dei fondi bilaterali) recentemente previste dal DL 18/2020 per l’emergenza Covid-19, consentendo ai lavoratori beneficiari delle stesse l’immediata, seppur parziale, disponibilità degli importi.

Dopo lunga discussione, sono stati ottenuti miglioramenti soprattutto per l’impegno della Cisl, a partire dall’inserimento nel testo del protocollo dell’esclusione di costi a carico dei lavoratori per l’ottenimento delle anticipazioni in questione, non garantita dalle prime formulazioni proposte dall’associazione bancaria.

La possibilità di anticipazione dei trattamenti di integrazione salariale potrà essere oggetto di reiterazione in caso di intervento legislativo di proroga del periodo massimo del trattamento, entro una durata massima di sette mesi.

In sintesi il protocollo prevede che, a fronte della domanda di integrazione salariale presentata dall’azienda, nelle forme semplificate previste dal citato DL 18/2020 e dalla circolare INPS 47/2020, la banca scelta dal lavoratore provvederà a mettergli a disposizione un importo forfettario complessivo pari a 1.400 euro, parametrati a 9 settimane di sospensione a zero ore (periodo massimo dei trattamenti attualmente previsto dal DL 18/2020), esentandolo dal pagamento di oneri e interessi. L’anticipazione, così costituita, sarà rimborsata con le effettive erogazioni dei trattamenti da parte dell’INPS, che si è impegnato a dare corso alle stesse con i tempi più celeri possibili.

Con questa intesa si concretizza e si accelera il percorso avviato con gli accordi che hanno portato, nelle scorse settimane, allo stanziamento di ammortizzatori sociali straordinari, atti a sostenere la liquidità dei lavoratori colpiti dalle  restrizioni di attività imposte dai provvedimenti assunti per il contrasto alla diffusione del virus Covid-19.

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Il piano strategico di attivazione progressiva di strutture di area critica, approvato dalla Giunta  regionale l’11 marzo, è stato integrato con tre delibere per l’attivazione di aree sanitarie temporanee per la cura di pazienti contagiati da coronavirus presso altrettanti presidi sanitari privati.

Una di queste delibere non risulta ancora pubblicata sul sito della Regione. Le altre sembrano essere lacunose e non specificano alcuni dati fondamentali come, ad esempio, la disponibilità di personale specialistico e la copertura dei costi.

Su questi temi è stata presentata un’interrogazione firmata dai consiglieri del gruppo dei Progressisti. «È fondamentale pretendere la massima trasparenza – scrivono i consiglieri Progressisti – queste decisioni non sono state condivise con il Consiglio regionale e neppure con la Commissione sanità. L’emergenza in corso, per il cui superamento vorremmo dare il nostro pieno contributo, proprio per la sua gravità non può essere motivo per bypassare il ruolo del Consiglio».

Nell’interrogazione i consiglieri Progressisti chiedono di avere conoscenza degli atti preparatori e istruttori che hanno preceduto l’approvazione del piano, comprese le successive integrazioni riferite alle strutture private: «È importante capire se prima di prendere queste decisioni sia stata fatta una analisi dei costi, del livello di assistenza e delle possibili alternative fornite dal sistema pubblico».

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Stiamo affrontando una crisi umanitaria senza precedenti che in poco tempo ha raggiunto una dimensione planetaria. L’impatto che questa maledetta epidemia sta avendo sulle nostre vite, sulla tenuta dello stato sociale, del sistema economico-produttivo, delle nostre aziende e del nostro lavoro, ci suggerisce che niente sarà più come prima. Abbiamo la certezza che questo incubo finirà ma non sappiamo con precisione quando. Ora dobbiamo pensare prima di tutto a proteggere persone che amiamo e la nostra stessa vita, rispettando le leggi e restando a casa, salvo improrogabili esigenze di lavoro e di salute.
Per questi motivi, è verosimile che buona parte della popolazione avrà bisogno di aiuto. Sappiamo che, in un mondo che ha fermato tutto, il quale, giocoforza, avrà bisogno di tempo per rimettersi in sesto, non si potrà sopravvivere da soli senza avere una mano d’aiuto senza essere parte di una comunità vera.
Per fronteggiare questa crisi imprevista e straordinaria, il governo, la regione ed il comune di Sant’Antioco hanno messo a disposizione ingenti risorse economiche (che, in questa prima fase nella nostra città, ammontano a quasi 600.000 euro). Siamo orgogliosi di questo e ancora di più siamo orgogliosi di fare la nostra parte in una rete di solidarietà dove non esistono distinzioni politiche ma solo la volontà di lottare affinché Sant’Antioco possa essere più solidale e prospera di prima.
Con la chiusura dei negozi, il blocco di alcune produzioni e della circolazione di persone e merci molte imprese avranno difficoltà a sbarcare il lunario e si perderanno posti di lavoro, forse anche nel medio periodo. Per non parlare di chi già oggi lamenta di avere difficoltà a reperire mezzi per condurre una vita dignitosa.
Oggi siamo tutti nella stessa barca e abbiamo bisogno di stringerci insieme.
È stato costituito un coordinamento composto dall’Amministrazione comunale formato dal provvidenziale apparato amministrativo, dalla protezione civile, da tutte le forze politiche, nessuna esclusa e dal mondo del volontariato.
Non esitate a chiedere aiuto in caso di bisogno! L’Amministrazione comunale darà ampia pubblicità nei prossimi giorni delle modalità per poter accedere a tali aiuti. Potrete contattare a tempo debito i servizi sociali del comune di Sant’Antioco che sono già da tempo attivi e anche Genti Noa, naturalmente. Insieme sconfiggeremo questa avversità.
Genti NOA

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Il ministero dell’Interno ha pubblicato oggi una circolare contenente “chiarimenti sulle misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale. Divieto di assembramento e spostamenti di persone fisiche”.

Il testo integrale.

Si fa seguito alle precedenti circolari concernenti le misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica in atto, per fornire taluni chiarimenti in merito a profili applicativi in tema di divieto di assembramento e di spostamenti di persone fisiche.

Al riguardo, occorre ribadire che la finalità dei divieti e delle limitazioni imposti dalle disposizioni adottate risiede nell’esigenza di prevenire e ridurre la propagazione del contagio.

In tale ottica, si inseriscono il divieto di ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico, le restrizioni agli spostamenti sia intercomunali che infracomunali, nonché le prescrizioni che vanno dal rispetto della distanza interpersonale di un metro fino alle limitazioni riguardanti l’attività motoria.

Al riguardo, appare peraltro evidente come il perseguimento della predetta esigenza implichi valutazioni ponderate rispetto alla specificità delle situazioni concrete.

In questa ottica, il divieto di assembramento non può ritenersi violato dalla presenza in spazi all’aperto di persone ospitate nella medesima struttura di accoglienza (ad esempio, case-famiglia). In tali strutture, peraltro, chiunque acceda dall’esterno (operatori, fornitori, familiari, ecc.) sarà comunque tenuto al rispetto del divieto di assembramento, della distanza interpersonale di un metro e dall’utilizzo degli occorrenti presidi sanitari (mascherine e guanti).

Nella medesima ottica, per quanto riguarda gli spostamenti di persone fisiche, è da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione. La stessa attività può essere svolta, inoltre, nell’ambito di spostamenti motivati da situazioni di necessità o per motivi di salute.

Nel rammentare che resta non consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto ed accedere ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici, si evidenzia che l’attività motoria generalmente consentita non va intesa come equivalente all’attività sportiva (jogging), tenuto anche conto che l’attuale disposizione di cui all’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 marzo scorso tiene distinte le due ipotesi, potendosi far ricomprendere nella prima, come già detto, il camminare in prossimità della propria abitazione.

Potranno essere, altresì, consentiti spostamenti nei pressi della propria abitazione giustificati da esigenze di accompagnamento di anziani o inabili da parte di persone che ne curano l’assistenza, in ragione della riconducibilità dei medesimi spostamenti a motivazioni di necessità o di salute.

Si ricorda che, in ogni caso, tutti gli spostamenti sono soggetti al divieto generale di assembramento e, quindi, all’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di un metro da ogni altra persona.

Nel pregare le SS.LL. di voler estendere le suddette indicazioni alle Forze di polizia, quotidianamente impegnate nella ricerca di un giusto equilibrio tra l’attenta vigilanza sulla corretta osservanza delle misure in argomento e la ragionevole verifica dei singoli casi, si confida nella consueta collaborazione e si ringrazia.

Il Capo di Gabinetto

Matteo Piantedosi

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Oggi a Palazzo Chigi, come in tutti gli uffici pubblici, le bandiere sono esposte a mezz’asta in segno di lutto per le vittime del Coronavirus e di vicinanza ai loro familiari e alle comunità più colpite. 

Anche il Consiglio regionale della Sardegna ha esposto oggi  le bandiere dei quattro mori, il tricolore e la europea a mezz’asta in segno di lutto, per le vittime del Coronavirus. Un segno di omaggio alle tante vittime dell’epidemia che sta sconvolgendo la Sardegna, l’Italia ed il mondo.

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#iorestoacasa…quante volte ce la siamo sentiti ripetere nelle ultime settimane, la parola d’ordine nella lotta contro quel nemico terribile ed invisibile che si chiama Coronavirus. Un nemico che, ad oggi 31 marzo 2020, nel nostro Paese ha già fatto 12.428 vittime, 31 in Sardegna, tiene in apprensione milioni di persone, ha già cambiato profondamente le nostre abitudini. Inevitabilmente, anche quando l’emergenza sanitaria sarà finita, resterà l’emergenza economica e…la nostra vita non sarà più la stessa…

Milioni di italiani sono chiusi in casa dall’inizio del mese di marzo, le scuole sono chiuse, la stragrande maggioranza degli esercizi commerciali sono chiusi, gli uffici pubblici hanno ridotto l’apertura ai servizi essenziali, molti altri servizi vengono assicurati con l’ormai noto sistema dello smart working, il lavoro da casa. E’ lo stesso sistema adottato dalle scuole per rendere meno traumatica la conclusione dell’anno scolastico, ormai vicina…

I DPCM del Governo Conte hanno imposto severe restrizioni, divenute sempre più rigide con il passare dei giorni e con l’aggravarsi dell’emergenza, ma i servizi essenziali sono stati sempre assicurati. E tra i servizi essenziali, indispensabile per mantenere in piedi lo stesso smart working, c’è internet, un mondo in continua evoluzione, divenuto ormai fondamentale nella vita quotidiana nella stragrande maggioranza delle persone.

In questi giorni così difficili, c’è chi è stato costretto a fermare la propria attività lavorativa e, i molti casi, accusa già forti difficoltà, alle quali le istituzioni stanno cercando di andare incontro con lo stanziamento di risorse straordinarie, e c’è invece chi non s’è mai fermato, proprio perché è chiamato ad assicurare la fornitura di servizi essenziali.

E’ il caso della Medianet, azienda nata e cresciuta a Carbonia, guidata dall’amministratore Pierpaolo Puddu, direttore generale Roberta Marchi, in continua espansione (oggi ha 24 dipendenti) che fornisce i propri servizi di telefonia e connettività internet a migliaia di clienti, da enti locali a grandi aziende, da piccole e medie imprese, a famiglie, con una rete che, dopo aver coperto l’intera provincia di Carbonia Iglesias (oggi provincia del Sud Sardegna), ha allargato i propri confini prima alla provincia di Cagliari (oggi Città Metropolitana), poi al resto del territorio regionale (già coperto al 70%); e dal 2018, con la fibra ottica FTTH (fibra ottica diretta al cliente), fornisce servizi di telefonia e connettività ad Enti, grosse e medie aziende e residenziali con prodotti dedicati e garantiti, con la possibilità di fornire contemporaneamente, lo stesso cliente, con infrastrutture diverse (radio, fibra, ecc.).

In questi giorni così difficili, anche con il ricorso allo smart working (per il 70% dei dipendenti), la Medianet sta facendo uno sforzo straordinario per garantire a tutti, in ogni angolo della Sardegna, continuità nella fornitura di un servizio che, oggi più che mai, è fondamentale per garantire i servizi pubblici, l’attività delle aziende chiamate a fornire i servizi essenziali e ai tanti cittadini che sono costretti a stare a casa, sia che lavorino sia che vogliano semplicemente tenere un contatto diretto con il mondo che li circonda, attraverso la rete.

Oggi c’è chi lavora con un solo obiettivo, il profitto. Ma c’è anche chi, è il caso della Medianet, alla ricerca del profitto, obiettivo primario per qualsiasi azienda, abbina una grande passione e, giorno dopo giorno, opera per non deludere la fiducia conquistata nei 20 anni di attività che si è messa alle spalle, con l’auspicio che la parola d’ordine #iorestoacasa…divenga, quanto prima possibile, solo il brutto ricordo di una fase terribile della nostra vita…sicuramente la peggiore dal dopoguerra ad oggi, e si possa, tutti insieme…iniziare la ricostruzione.

Giampaolo Cirronis