23 June, 2026

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«Nuovo spot del Governo che trucca le carte ed annuncia soldi che non ci sono. I 4,3 miliardi di euro tanto sbandierati non sono altro che l’anticipo che lo Stato deve già per il fondo di solidarietà comunale, alimentato dai Comuni stessi. Inoltre i 400 milioni di euro aggiuntivi per gli 8.000 Comuni italiani saranno sufficienti a soddisfare una minima parte delle richieste che verranno inoltrate dalle famiglie per i buoni spesa. Ancora una volta il Governo promette e poi scarica i problemi e le responsabilità prima sugli Ospedali, poi sui Governatori e adesso sui Sindaci. Tirino fuori il senso di responsabilità e agiscano, perché altrimenti così si danneggiano cittadini e imprese.»

Lo ha detto, stamane, Titino Cau, sindaco della Lega di Illorai.

[bing_translator]La consigliera regionale del M5S, Carla Cuccu, che ha presentato un’interrogazione al Presidente della Regione, Christian Solinas, e all’assessore all’Igiene e Sanità, Mario Nieddu, in merito alle carenze del sistema sanitario nell’Isola di San Pietro, aggravate in periodo di emergenza epidemiologica da Covid-19.

«Oltre alle preoccupazioni del sindaco di La Maddalena, che ho già segnalato in un’altra interrogazione, che più volte ha dichiarato di non essere a conoscenza di quale sia il circuito studiato per un’eventuale emergenza legata al Covid-19 – dice Carla Cuccu, ugualmente preoccupato è il sindaco di Carloforte, il quale ha denunciato le carenze del sistema sanitario, ad iniziare dall’insufficiente ed irrisoria fornitura di dispositivi di protezione individuale dall’epidemia in corso.» 

«Considerando che il comune di Carloforte non ha un ospedale, ma solo la guardia medica con cinque ambulanze non attrezzate per l’emergenza e gestite dai volontari della Croce azzurra, aggiungendo il fatto che nei giorni scorsi si sono registrati due casi sospetti Covid-19, per i quali non è stata inviata la prevista ambulanza medicalizzata contrariamente a quanto avviene secondo il protocollo d’intervento nel resto della Regioneaggiunge Carla Cuccu -, ora più che mai le carenze del sistema sanitario nell’isola di San Pietro non sono più tollerabili»

«La condizione di insularità non deve penalizzare il diritto alla salute dei carlofortini che hanno diritto di sapere quali sono i protocolli adottati o previsti per trasferimenti di persone in caso di positività al Coronavirus, quando il Governo regionale intenda dare corso, senza ulteriore indugio, alle azioni previste per le isole minori dal Documento 16 di “Ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna – conclude Carla Cuccu – e quanto tempo dovranno ancora aspettare per vedersi garantire un’adeguata fornitura dei materiali sanitari necessari e indispensabili a tutelare la sicurezza e l’incolumità degli operatori e dei cittadini.»

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«Per fronteggiare l’emergenza Covid-19 stiamo rafforzando il nostro sistema sanitario intervenendo con il massimo sforzo organizzativo e tempestiva operatività. L’assunzione di quasi seicento diverse figure professionali serve a dare risposte immediate nel territorio, soprattutto dove si stanno manifestando particolari situazioni di criticità, come sta avvenendo nel nord Sardegna e in alcune case di riposo per anziani.»

Lo ha detto il presidente della Regione, Christian Solinas, commentando le 586 assunzioni straordinarie di personale sanitario in Sardegna, tra infermieri (il 47% del totale), medici e specializzandi (il 16 e l’8%), oss, tecnici di laboratorio ed altre figure (il restante 29%).

«Continua a esserci una maggiore incidenza di casi positiviha aggiunto il presidente Christian Solinas nella parte settentrionale della Sardegna. Per questo stiamo orientando lì grande parte della nostra attenzione, assicurando risorse sufficienti sia in termini di dispositivi di protezione individuale sia di tecnologia. Per fronteggiare e circoscrivere la diffusione del virus e restituire serenità alla popolazione, ancora di più nel Sassarese, bisogna chiudere il più in fretta possibile la mappatura completa con i tamponi di tutto il personale sanitario, un’operazione che sta procedendo speditamente. Poi in altre parti dell’Isola abbiamo un’altra emergenza che stiamo condividendo con molte regioni d’Italia e diversi Stati: il contagio nelle case di riposo per anziani, che si diffonde molto velocemente colpendo i soggetti più esposti e deboli. Anche in questo caso la nostra attenzioneha concluso il presidente della Regione resta altissima.»

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In questo momento di allerta generale per l’insorgenza della epidemia del Coronavirus (Covid 19) e della sua rapida diffusione, Hal Allergy in collaborazione con Avalon Counseling offre un servizio di counseling telefonico a sostegno del personale medico e sanitario impegnato in prima linea nella gestione dell’emergenza. Dopo una prima fase in cui l’intervento è stato rivolto alle regioni più colpite (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte), Hal Allergy, in armonia con la finalità che muove l’azienda, orientata al benessere e al miglioramento della qualità della vita, ha deciso di estendere il raggio di questo servizio di supporto all’intero territorio nazionale, partecipando per quanto è possibile ad un’azione collettiva che vede i professionisti interessati, giorno dopo giorno, prodigarsi instancabilmente in tutto il Paese.

L’obiettivo è quello di offrire un sostegno immediato e gratuito per la gestione dello stress a professionisti tra i più esposti nel fronteggiare questo momento di difficoltà, il cui benessere è fondamentale non solo, come per noi tutti, a livello personale, ma anche nell’esercizio di un’attività lavorativa essenziale rivolte alla collettività.

Il servizio sarà attivo per un mese dal 23 marzo 2020, tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.00.

Per usufruirne è sufficiente chiamare il numero 06 69310443, per avere un colloquio immediato, gratuito, senza prenotazione. Il servizio sarà ottemperato dai professionisti Avalon secondo il rispetto della riservatezza e del segreto professionale.

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Giovedì 26 marzo, è nata Gioventù Nazionale Sulcis Iglesiente, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia pone le radici anche nel Sulcis Iglesiente e mira a crescere fortemente.

I promotori di questa iniziativa sono Simone Valleri (già dirigente regionale di Gioventù Nazionale), 22 anni di Narcao e Valerio Lecca, 26 anni di Sant’Anna Arresi (di cui è consigliere comunale, subentrato recentemente, come primo dei non eletti lo scorso 16 giugno, al dimissionario Antonio Costantino Granella, candidato sindaco non eletto della lista “Insieme per Sant’Anna Arresi”).

«Dopo 4 anni di militanza nel circolo di Cagliari, ho deciso insieme all’amico Valerio di far nascere Gioventù Nazionale anche nel nostro territorio – ha detto Simone Valleri -. Le risposte che abbiamo avuto sono state sorprendenti. Decine di richieste di adesioni e tantissimi ragazzi e ragazze incuriosite. Il nostro obiettivo è quello di portare all’interno del nostro territorio un movimento giovanile che sappia ascoltare le esigenze dei giovani del nostro territorio, che si sta pian piano spopolando ed è sfiduciato verso la classe politica. Vogliamo riportare chi ci segue a credere nei progetti che vogliamo portare avanti, che non sono esclusivamente quelli politici, ma riguardano le associazioni culturali, di volontariato, beneficenza, pulizia spiagge, ovvero tutto ciò che possa esser utile per il bene della nostra comunità: crediamo molto nel contatto diretto con le persone e non mancheranno anche gli eventi ricreativi e di divertimento che riteniamo di grande importanza per la conoscenza delle persone.»

«Per noi aver portato Gioventù Nazionale nel territorio e aver avuto tutte queste adesioni rappresenta un ottimo punto di partenza, perché crediamo in quello che facciamo e ci mettiamo tanta passione. Amiamo il nostro territorio e son sicuro potremo fare molto bene; questa è una nuova esperienza per tutti noi quindi invito tutti gli interessanti a contattarci se interessati nella nostra pagina Facebook. Son sicuro potrà nascere qualcosa di importante», ha aggiunto Simone Valleri.

«Vogliamo fare in modo di avvicinare quanti più giovani possibili alla vita politica e sociale del paese – ha detto Valerio Lecca -, stiamo avviando questo gruppo in uno dei momenti più difficili che la nostra nazione abbia mai affrontato, e ancora non sappiamo in quali condizione ne uscirà il nostro territorio e quali conseguenze ci saranno, il nostro gruppo si impegnerà senza dubbio a discutere ed offrire tanti spunti ai nostri politici, spesso, ma non per colpa, lontani da quella che è la realtà del Sulcis, ma specialmente si impegnerà nel sostenere, attraverso diverse iniziative, sociali, di aggregazione e beneficenza – ha concluso Valerio Lecca -, tutti coloro che hanno bisogno.»

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L’imprenditore napoletano Massimiliano Campanile, hair stylist tra i migliori professionisti del settore, titolare di un marchio internazionale in Campania interviene, con una riflessione, sul delicato momento economico che sta vivendo la sua categoria e più in generale dall’intero Paese.

«Fino ad ora abbiamo accettato, silenziosamente, di sacrificarci in nome del bene comune – dice Massimiliano Campanile -. Ci è stato chiesto di chiudere le nostre attività, rimanere a casa, annullare ogni tipo di contatto sociale e di limitare le nostre uscite a quelle funzioni essenziali quali l’acquisto dei farmaci e di generi alimentari.  Lo abbiamo fatto con l’orgoglio di appartenenza a un Paese di cui siamo fieri di sentirci cittadini e figli,  con la consapevolezza di “combattere una guerra contro un nemico cattivo e invisibile” che ci ha già procurato notevoli danni morali e materiali. Quando si ripartirà, lo affermano politici seri ed economisti, ci ritroveremo a vivere uno scenario da secondo dopo guerra. Noi imprenditori siamo consapevoli di tutto questo, sappiamo anche che dovremo rimboccarci le maniche e lavorare con più meticolosità e attenzione di quando è giunta questa chiusura improvvisa.»

«Però è giunta l’ora di mettere da parte gli annunci, le promosse e di passare ai fatti concretiaggiunge Massimiliano Campanile -. Il cosiddetto decreto “Cura Italia”, con il quale il governo ha dichiarato a gran voce di aver messo in campo uno sforzo economico importante,  è fino ad oggi rimasto solamente un annuncio. Nulla è ancora chiaro: dai bonus babysitter alle bollette che riusciremo a pagare con difficoltà, dall’erogazione dei fondi per la cassa integrazione fino agli affitti che non potranno essere onorati.»

«Noi imprenditori abbiamo paura che questa classe dirigente ci stia prendendo in giro – rimarca Massimiliano Campanile -. Noi imprenditori abbiamo paura di non poter più proseguire le nostre attività o, nella più beneaugurante delle ipotesi, di poterlo fare dovendo lasciare a casa un bel po’ di dipendenti. Noi imprenditori chiediamo chiarezza, chiediamo al nostro governo e a tutta la classe politica di dare uno sguardo alla vita reale, alla quotidianità  perché tanta gente inizia a non poter più fare la spesa. Per questo vi chiediamo di non far finta di nulla, di non voltarvi dall’altra parte e di prendere atto che la situazione sta per scoppiare. Stiamo per arrivare a un punto di non ritorno. Non abbiamo bisogno di continui maestrini e maestrine che fanno bella mostra di sé nella tv pubblica o privata raccontandoci cosa fare, oppure spiegandoci che al nord il contagio è maggiore perché si lavora di più. Qui al sud siamo riusciti, con l’impegno e il lavoro quotidiano, a costruire anche delle eccellenze economiche che adesso stanno scricchiolando a causa di questa improvvisa ed imprevista emergenza sanitaria.»

«Sarebbe un bel gesto se tutto l’arco parlamentare donasse 1.000 euro per ogni componente donandolo, però, allo Stato che potrebbe utilizzarlo come ammortizzatore sociale – conclude Massimiliano Campanile -. Non c’è più tempo per slogan e annunci televisivi, ora bisogna passare ai fatti concreti.»

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«In questo momento di grande difficoltà, è giusto che l’Amministrazione comunale di Iglesias e tutto il Consiglio comunale stiano vicini alla città ed ai suoi abitanti.»

Lo ha detto Federico Garau (capogruppo del M5S), primo firmatario della mozione presentata al sindaco Mauro Usai ed al presidente del Consiglio comunale Daniele Reginali.

«In un momento così drammatico, è giusto che la politica scenda in campo al fianco di tutte quelle attività commerciali in grande sofferenza, proprio per questo motivo abbiamo chiesto il congelamento di tutti quei tributi, tra cui IMU, TARI, TASI e TOSAP fino alla data del 31 ottobre ha aggiunto Federico Garau -. L’incasso dei tributi non deve essere una priorità in questo momento, la nostra premura è la sopravvivenza di tutti gli esercenti della città di Iglesias, in grave difficoltà economica. Stiamo vivendo un periodo storico senza precedenti, una crisi che rischia di far collassare la nostra città e la nostra economia. Salvaguardare le attività commerciali significa preservare il futuro della nostra città.»
«Abbiamo inoltre richiesto la sospensione di tutti gli avvisi di accertamento dei tributi fatti recapitare nel corso del 2019 e 2020 e la richiesta di agevolazioni nei confronti di tutte le imprese attraverso la deliberazione di congrue riduzione delle tasse e dei tributi comunali per l’anno corrente
– ha concluso il capogruppo del M5S -. Un atto dovuto, un gesto che deve dimostrare quanto veramente la politica locale possa e debba stare sempre al fianco dei suoi cittadini.»

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In una fase storica di straordinaria difficoltà determinata dalla diffusione del Coronavirus, dalla Porovesme srl nasce un’iniziativa di solidarietà nei confronti dei presidi ospedalieri del territorio.

«Carissimi, da circa un mese, tutti insieme, siamo impegnati in una battaglia finalizzata a garantire ogni forma possibile di protezione dal contagio da Covid-19, in un’ottica di tutela assoluta della nostra salute, dei nostri familiari e di tutta la popolazione che interagisce, in maniera più o meno diretta, con i nostri stabilimenti. Siamo consci del fatto che si tratti di una battaglia difficile, non foss’altro per l’invisibilità del nemico, e siamo altrettanto consapevoli dei disagi che questa situazione sta imponendo a ciascuno di noi. Dobbiamo, però, continuare e, soprattutto, dobbiamo ricordare di essere ancora in una posizione di assoluto privilegio, garantiti nella retribuzione e nella possibilità di espletare, quotidianamente, il nostro lavoro», si legge in una lettera firmata dalle RSU di Portovesme e San Gavino Monreale e dall’amministratore delegato Davide Garofalo, che hanno deciso di pensare a qualche forma di sostegno da destinare ai presidi ospedalieri di Iglesias, Carbonia e San Gavino Monreale.

La proposta consiste nel coinvolgere ogni lavoratore che, volontariamente, potrà donare l’equivalente di 1 ora del proprio lavoro o multipli della stessa; al ricavato, la Società ,aggiungerà quanto necessario per pareggiare l’offerta dei lavoratori.

«Crediamo che la nostra proposta possa essere un modo per partecipare al meglio al dramma che sta colpendo il nostro paese e nel contempo un modo per consentire a coloro che sono più esposti di tutti, ossia il personale sanitario, di continuare la loro meritoria attività attraverso la disponibilità dei giusti presidi e delle giuste attrezzature – si legge ancora nella lettera -. La somma raccolta sarà utilizzata per l’acquisto e la consegna diretta di materiali, attrezzature e presidi in favore delle organizzazioni sanitarie di riferimento.»

Le RSU e l’Amministratore delegato concludono la lettera, dichiarandosi «sicuri che ancora una volta la Portovesme srl ed i suoi lavoratori riusciranno a dare un grande segnale di sensibilità ed umanità verso i territori in cui operano».

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«Subito l’attivazione dell’assicurazione per i dipendenti lavoratori esposti al rischio di contagio da Covid-19.»

«E’ quanto, come organizzazioni sindacali della Sardegna sud occidentale, chiediamo alle aziende che in questo periodo continuano l’attività produttiva – scrivono in una nota, i segretari di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Tonio Melis -. E per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori e dei loro familiari, chiediamo l’applicazione fedele del protocollo aziendale per la gestione dell’emergenza Covid-19. L’ultimo provvedimento emanato in ordine di tempo, il DPCM del 22.03.20 e le successive modificazioni del 25.03.2020, ha sancito quali attività e lavorazioni devono proseguire, comprese quelle in deroga. Un atto importante che ci obbliga a creare ulteriori tutele verso le lavoratrici ed i lavoratori “potenzialmente”  esposte a maggiori rischi. Per questo motivo chiediamo di valutare l’ipotesi di stipulare assicurazioni per dipendenti esposti al rischio contagio da Covid-19, ovviamente con la speranza che nessuno debba beneficiarne. Appare utile ricordare che questa “buona  pratica” è già stata messa in atto da altre importanti società del territorio come la Portovesme srl, l’Enel e la Sarmed.»

«La drammatica situazione del momento impegna tutti a tutelare il più possibile le lavoratrici ed i lavoratori in un momento così difficile e la stipula di questa assicurazione va proprio in questa direzione – concludono Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Tonio Melis -. È il momento di serrare i ranghi, di fare tutto ciò che è possibile per uscire rapidamente dall’emergenza, per poi ripartire con forza e determinazione, non appena le condizioni lo consentiranno.»

 

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La fame unità alla disperazione, questo è il connubio tragico a cui stiamo assistendo in questi giorni.
Il Coronavirus, oltre che aver già mietuto molte vittime, piano piano sta attirando a sé anche altre vittime che non sono persone decedute, ma sono vittime che potranno concretamente aggiungersi al conto globale se il Governo non riuscirà a mettere in campo iniziative mirate per dare certezze ad una Nazione già duramente colpita e provata.
In questi giorni è, soprattutto, il Meridione che comincia a fare sentire la sua voce, una voce che parla di fame e disperazione.
I supermercati che vengono presi d’assalto con violenza ed iniziative che non lasciano intravedere nulla di buono.
La disperazione viene cavalcata dalle organizzazioni malavitose che certamente stanno sfruttando la situazione di malessere conseguente alla mancanza di soldi e di cibo.
Per certi versi, sembra di essere tornati indietro nel tempo, ai “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, quando nel Milanese del ‘600, aggredito dalla peste, il sommovimento popolare lasciò spazio alla fame con la guerra del pane e, soprattutto, era il Governo di allora che venne messo alla berlina. In quel frangente, la massa venne facilmente manipolata da chi voleva che il malcontento ed il dissenso trovassero terreno fertile per la delinquenza asservita ai padroni senza scrupoli.
Quello che sta accadendo oggi, è come la cartina di tornasole che ripropone un copione già visto.
Il campanello d’allarme certamente non è sfuggito al Viminale che ha attivato immediatamente le contromisure del caso, senza tralasciare nulla, anche perché questi fenomeni di sciacallaggio devono essere fermati.
Una sottolineatura credo sia necessaria: ciò che sta accadendo, ripropone fortemente sempre la questione Meridionale che induce ancora una volta a riflettere sul come intervenire in un’area del Paese che quasi sempre è stata emarginata, con la creazione di discriminazioni sociali che possono sfociare in una forte contestazione popolare, con conseguenze drammatiche.
Tutti ci auguriamo che questo periodo che stiamo attraversando a causa del Coronavirus, con restrizioni giustissime e mirate, sfoci presto in una conclusione positiva, nella speranza che si possa giungere ad un vaccino che possa arginare la diffusione dei contagi e, soprattutto, alla sconfitta definitiva di questo virus che ha già mietuto tante vittime e per il quale l’umanità sta pagando un prezzo altissimo.
Armando Cusa