23 June, 2026

[bing_translator]

«Bisogna semplificare la procedura di accesso alla cassa integrazione in deroga e ridurre quanto prima i tempi per l’erogazione della stessa.»

Lo ha dichiarato l’assessore regionale del Lavoro, Alessandra Zedda, commentando l’utilizzo del modello SR41 attraverso cui attivare la cassa integrazione dei lavoratori, emesso dal ministero del Lavoro.

«Gli uffici dell’assessorato – ha sottolineato Alessandra Zedda – stanno definendo le procedure telematiche per pubblicare l’Avviso e il modello di accesso alla Cig in deroga da parte dei datori di lavoro interessati o del loro delegato.»

A seguito dell’autorizzazione dell’INPS, il datore di lavoro può presentare i modelli individuali SR41, contenenti i dati anagrafici ed i riferimenti bancari dei lavoratori beneficiari, consentendo così la liquidazione del trattamento.

«Per il pagamento della cassa integrazione – ha precisato l’assessore regionale del Lavoro – è necessario superare lo schema del modello SR41 dell’Inps e quindi si propone un modello straordinario semplificato in modo tale che la Regione possa anche anticipare la cassa in deroga attraverso gli sportelli bancari.»

«Per ovviare alla oggettiva criticità delle imprese sull’anticipazione dell’indennità, l’unica soluzione percorribile – ha aggiunto Alessandra Zedda – è quella che il sistema bancario intervenga in tempi celeri per alleviare il problema della mancanza temporanea di reddito che colpirà i lavoratori destinatari dei trattamenti in deroga, erogando anticipi o prestiti.»

L’assessore regionale del Lavoro ha concluso assicurando che «anche le aziende più piccole possono mettere in protezione i propri dipendenti e collaboratori, comprese quelle che non hanno diritto alla cassa integrazione ordinaria. La Regione vuole in questo senso lavorare passo a passo con le parti sociali, con gli operatori economici e con le aziende, cercando di fare in modo che il sistema produttivo della nostra Isola non si fermi ma che anzi ci trovi preparati per una ripresa economica quando l’emergenza sanitaria finalmente sarà conclusa».

[bing_translator]

Questa mattina il sindaco di Iglesias, insieme agli assessori delle Politiche Sociali, Giovanili e dell’Inclusione Sociale, Politiche Abitative, Angela Scarpa e delle Attività Produttive, Bilancio e Partecipate, Arredo Urbano, Ubaldo Scanu, ha fatto il punto della situazione sulle risorse finanziarie da mettere in campo per fronteggiare l’emergenza.

«Le risorse stanziate dal governo Conte sono molto importanti ha scritto in un post pubblicato su Facebook il sindaco Mauro Usai. Ad Iglesias, infatti, sono già disponibili 196.000 euro. Ci tengo però a ricordare che il nostro Comune già da tempo, grazie ad una rete strutturata con le associazioni di volontariato, mette a disposizione un fondo di 30.000 euro per le estreme povertà. A questo fondo, si aggiungono altri 100.000 euro che la nostra Amministrazione da anni stanzia per la rete del volontariato: pasti caldi, spesa, tele soccorso per le persone anziane e protezione civile. Stiamo inoltre stanziando 260.000 euro di esenzione TARI per tutti coloro che hanno dovuto cessare la propria attività per via dei decreti del Governo. Un po’ come le formiche che lavorano d’estate per non avere problemi nei mesi invernali, anche noi non ci siano fatti trovare impreparati.»

«Questo messaggio – ha aggiunto il sindaco di Iglesias serve per rassicurare tutti coloro che adesso vivono una crisi che non avrebbero mai immaginato di dover subire: Cari concittadini, non lasceremo nessuno indietro! Faremo tutto ciò che in nostro potere per garantire dignità e aiuti a tutti coloro che ne avranno bisogno. Senza vergogna e con tutta la solidarietà che la nostra comunità è in grado di dimostrare. Entro la giornata di oggi, potremo comunicare come richiedere aiuto ai nostri Servizi sociali.»

«Seguirà una diretta Facebook dove comunicheremo con precisione tutte le misure adottate – ha concluso Mauro Usai -. Coraggio Iglesias!»

 

[bing_translator]

Il presidente della Regione Christian Solinas parteciperà domani alla Conferenza dei Capigruppo del Consiglio regionale che si riunirà alle 17,30.
L’incontro – che sarà presieduto dal presidente del Consiglio regionale Michele Pais – è stato fissato per decidere la programmazione dei lavori del Consiglio e delle Commissioni nei prossimi mesi. Il presidente della Regione ha chiesto espressamente di poter intervenire in videoconferenza alla riunione per illustrare direttamente la situazione sanitaria e le azioni relative all’emergenza e per programmare con l’Assemblea le azioni più immediate da intraprendere nel futuro.

[bing_translator]

Luca Santarossa     Membro Esecutivo Nazionale dell’Italia dei Valori

Smart working

«In momenti come questi, dove ci viene chiesto di operare con lo smart working come soluzione per poter comunque lavorare da casa, è forse giunta l’occasione per farla diventare realtà quotidiana e un modo lavorativo concreto per cambiare le nostre abitudini e fare fattivamente operare le persone da casa, anche dopo l’emergenza.»

Lo sostiene Luca Santarossa, membro dell’Esecutivo Nazionale dell’Italia dei Valori.

«In questi giorni le aziende hanno moltiplicato gli accessi a server dall’esterno, scaricato programmi e attivato video chat per poter comunicare con dipendenti e fornitori, ieri queste soluzioni venivano adottate poco e solo per permettere di lavorare da casa a chi aveva problemi fisici, raramente veniva adottata per dipendenti normodotati o semplicemente usato per completare il lavoro da casa quando c’erano le condizioni e necessità – aggiunge Luca Santarossa -. Se pensiamo realmente e cogliamo l’occasione per sfruttare questo modo di operare dobbiamo fare dei passi avanti e trovare la quadra giusta. Le motivazioni sono molteplici, meno spese di trasferimento per gli operatori (alle volte incido il 30% dello stipendio), meno inquinamento nei trasporti, meno impatto sulle imprese perché ogni operatore occupa uno spazio in azienda, mense, ecc., se ci aggiungiamo più tempo per noi stessi e famiglia oltre al lavoro colmiamo un gap che tanto questa società ha bisogno.»

«E’ necessario però normare e legiferare, è questo il momento, in modo tale che questo sistema sia conveniente a tutti intervenendo (è un esempio non esaustivo) nel seguente modo:

1. Incentivare le aziende rendendo il contratto smart working conveniente rispetto al contratto attuale (sgravi fiscali);

2. Dare a carico delle aziende la fornitura della tecnologia PC, ma solo per uso aziendale e non privato dell’utente (trovare il modo per l’utilizzo non personale della tecnologia);

3. Dare modo al datore di lavoro di controllare l’operato e l’effettiva presenza e operosità dell’operatore sul posto di lavoro (il pc connesso non è sintomo di operosità);

4. Demandare all’operatore l’attivazione presso la propria abitazione di internet veloce e affidabile, perché lo utilizzerebbe per lavoro ma anche per scopi personali;

5. Trovare il modo perché il datore di lavoro non sia responsabile della sicurezza dell’operatore presso il posto di lavoro casalingo, perché una volta fornita l’attrezzatura idonea il datore di lavoro non ha possibilità di vigilare e intervenire sul modo operativo del lavoratore (io datore di lavoro non posso applicare il Testo Unico sulla Sicurezza a casa altrui);

6. Gestione della privacy dell’operatore e aziendale, anche qui l’azienda non può intervenire ed essere responsabile direttamente su comportamenti errati dell’operatore non monitorabili.»

 

[bing_translator]

«La Regione Sardegna ha istituito le U.S.C.A. (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) come previsto nel decreto legge n. 14 del 9 marzo 2020 per la gestione domiciliare dei pazienti affetti dal virus che non necessitano di ricovero?»

Lo chiede la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Carla Cuccu, in un’interrogazione rivolta all’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu ed al governatore, Christian Solinas.

»Dopo una prima fase di sperimentazione che ha dato risultati positivi – spiega Carla Cuccu – l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha autorizzato la somministrazione domiciliare di clorochina, efficace nei primi stadi della malattia, a pazienti Covid-19 nelle fasi iniziali di contagio. E’ necessario somministrarla già in assistenza domiciliare, per ottenere anche l’effetto di decongestionare i nostri ospedali, molti dei quali già saturi o vicini alla saturazione. Una procedura che è già attiva in Veneto e che chiediamo attivarsi pure in Sardegna. Il virus corre veloce e non si può più attendere. Anche i nostri contagiati devono essere curati a domicilio predisponendo equipes di medici ed infermieri che operano in strutture dove il lavoro è rallentato o cessato per effetto della sospensione di molte attività, a cominciare dalle attività ambulatoriali, scongiurandone la messa in cassa integrazione.»

«Assistere a domicilio i pazienti – aggiunge Carla Cuccu – consente di agire in maniera efficace, monitorando la malattia e ricorrendo al ricovero quando è necessario non attendendo che le condizioni del paziente siano compromesse. In una fase di emergenza sanitaria che non ha eguali, siamo tutti coinvolti. Non si può trascurare la voce delle opposizioni. Bisogna fare squadra – conclude Carla Cuccu -, condividere idee e risorse, con la consapevolezza che soltanto uniti usciamo da questa emergenza.»

[bing_translator]

Sette consiglieri di minoranza, Daniela Garau, Eleonora Cera, Ugo Piano, Maurizio Soddu, Nino Spanu, Michele Stivaletta e Massimo Usai, hanno chiesto la convocazione urgente del Consiglio comunale di Carbonia, in seduta straordinaria ed urgente ex art. 24 e ss. del Regolamento comunale o, in difetto di accoglimento, hanno chiesto che documento con la richiesta di convocazione sia da considerarsi come “Ordine del giorno urgente” da discutersi nella prossima seduta del Consiglio comunale che chiedono sia fissata con estrema urgenza.

«Vista l’urgenza legata all’adozione delle misure per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, i sette consiglieri di minoranza fanno istanza affinché il presidente del Consiglio comunale voglia convocare in via d’urgenza e straordinaria l’Assemblea, al fine di discutere e/o deliberare i punti qui di seguito indicati – si legge nella richiesta di convocazione -; considerato che dalla situazione di emergenza epidemiologica in atto derivano gravi ripercussioni sotto il profilo sanitario, economico e sociale dell’intera comunità locale, tali da richiedere ogni azione e supporto che possa essere ulteriormente utile a sostegno dell’intero tessuto sociale ed economico cittadino, si ritene opportuno richiedere informativa specifica e/o deliberazione in merito alle questioni qui sotto emarginate:

1) Relazionare in merito ai dati numerici riguardanti il numero dei soggetti positivi al virus Covid-19 ricoverati in terapia intensiva e/o semi intensiva, ricoverati risultati positivi ospedalizzati in altri reparti ospedalieri, positivi domiciliati e soggetti in c.d. “quarantena”.

2) Relazionare in merito a quali siano gli Organi comunali e/o istituzionali che svolgano attività di monitoraggio e attività operativa, nonché supporto, alle situazioni sanitarie, economiche e sociali connesse alla  predetta emergenza e quali siano le azioni adottate e/o che si intenda adottare.

3) Relazionare secondo quale tempistica l’Amministrazione comunale intenda adempiere all’obbligo di cui all’ordinanza regionale che impone la sanificazione degli edifici pubblici, strade, arredo urbano, aree limitrofe supermercati e centri commerciali, in considerazione anche dell’aggravio di oneri a carico della Regione Sardegna;

4) Relazionare in merito ad eventuali richieste legate alla carenza di dispositivi di protezione individuali di cui risultano essere sprovvisti attualmente il personale medico, paramedico e ausiliario delle Aziende sanitarie regionali, della medicina generale di base, guardie mediche, nonché delle strutture assistenziali pubbliche e private, del personale in servizio, pubblico e privato, che svolge attività di lavoro nei servizi pubblici essenziali o, comunque, operanti nel territorio cittadino (operatori commerciali e addetti) e quali azioni abbia intrapreso al fine del monitoraggio, acquisizione dati e relative azioni. In difetto adottare, anche previa deliberazione dell’Organo consiliare, ogni opportuna e conseguente, necessaria azione.

5) Conoscere se i dispositivi di protezione individuale, nello specifico mascherine, donati da soggetti privati ai cittadini di Carbonia fossero omologati dalle autorità competenti per essere distribuiti alla popolazione e se questa amministrazione abbia posto in essere azioni di controllo preventivo e successivo al fine di evitare i pericoli sanitari connessi ad una distribuzione non autorizzata.

6) Quali azioni di supporto l’Amministrazione comunale ha attuato nei confronti dei cittadini in difficoltà economica, quali cassa integrati, lavoratori in mobilità che, nelle more dell’erogazione della relativa indennità, ad oggi, non hanno alcun presidio di sostentamento, nonché quali azioni di sostegno ha predisposto nei confronti di disoccupati e/o inoccupati, artigiani, commercianti, agricoltori, pescatori, lavoratori autonomi e in generale partite iva con redditi al di sotto della soglia di sussistenza. In difetto di qualsivoglia azione, si chiede che l’Amministrazione comunale deliberi la liquidazione immediata, previo accertamento dei requisiti di accesso, della dotazione economica del fondo di solidarietà, nonché provveda ad annullare per tutto l’anno 2020/2021 qualsivoglia tributo comunale (IMU, Tasi, Tari, ecc.), compresa tassa di occupazione suolo pubblico e pubblicità, solleciti con urgenza il Governo e la Regione Sardegna, ciascuno per le proprie competenze, all’erogazione immediata ai Comuni della dotazione finanziaria del fondo unico e delle somme disponibili di cui al decreto “Cura Italia.

7) Riferire quale azione questa Amministrazione ha intrapreso al fine di dare attuazione alla mozione anzitempo presentata sulla rimodulazione dei fondi di cui al Piano Sulcis per la “Zona franca urbana” approvata dal Consiglio comunale che qui si ripropone a debita memoria. In difetto di pregressa azione provvedere immediatamente a richiedere al Governo la rimodulazione delle somme per la ZFU per i 23 comuni del Sulcis Iglesiente.

8) Attivare, previa deliberazione, una campagna di donazioni da parte dei cittadini di generi alimentari e di prima necessità da distribuire, attraverso l’azione di soggetti pubblici e privati, previamente individuati, compresi soggetti istituzionali che si rendessero disponibili, ai cittadini in gravi difficoltà per carenza di detti beni, oppure, in alternativa, consegnare, con oneri a carico dell’amministrazione, delle tessere che consentano ai soggetti che si trovino in detta situazione di carenza, di acquistare beni alimentari o di prima necessità, previa compilazione on line da parte degli stessi di un modulo che l amministrazione predisporrà e divulgherà al fine di tutelare la privacy di detti nuclei familiari;

9) Riferire se risulta attivo un sportello, anche in modalità da remoto, al fine di dare supporto anche psicologico alle vittime e/o potenziali vittime di violenze fisica e morale in ambito familiare e, in ipotesi di inerzia, deliberare una immediata attivazione.

10) La chiusura delle scuole e l’adozione di modalità di “didattica a distanza” pone in luce situazioni di grave difficoltà delle famiglie per l’assenza di strumenti informatici (pc, smartphone, adeguata connettività, ecc.) adeguati al fine di una regolare fruizione da parte degli allievi dei relativi servizi.

Si chiede, pertanto, se Codesta Amministrazione abbia, in raccordo con i dirigenti scolastici, monitorato detta situazione, se sia in grado di riferire una stima numerica di eventuali carenze e quali azioni abbia adottato.

In difetto, i sette consiglieri di minoranza chiedono che il Consiglio comunale deliberi l’immediata attivazione da parte dell’Amministrazione di qualsivoglia opportuna azione volta a derogare somme necessarie agli allievi più bisogni per l’acquisto di strumenti informatici, oltreché sollecitare il Governo nazionale, anche per il tramite dei dirigenti scolastici, alla erogazione immediata delle somme previste per colmare il divario digitale degli studenti bisognosi. Ritenuto che, per quanto sopra richiesto, non risultano stanziate nel bilancio di previsione 2020-2022 risorse economiche utili all’assolvimento di siffatti impegni economici, impegnare l’Amministrazione comunale ad ogni adempimento conseguente, anche con deliberazione di varianti di bilancio; ritenuta l’importanza di dare immediato adempimento ai punti sopra elencati, i sette consiglieri comunali di minoranza, infine, chiedono l’immediata convocazione del Consiglio comunale affinché gli organi istituzionali preposti riferiscano in aula, con urgenza, e adottino ogni opportuna deliberazione al fine di dare seguito alle richieste sopra avanzate.»

La conferenza dei capigruppo, intanto, è stata convocata per mercoledì 1 aprile 2020, alle 12.00. Al termine si conoscerà l’eventuale data di convocazione del Consiglio comunale.

[bing_translator]

Il bando per la chiamata di 500 infermieri da inviare negli ospedali delle città più colpite dall’epidemia è rimasto online 48 ore. Alla sua scadenza, 28 marzo alle 20.00,  sono state registrate 9.448 candidature.
La costituzione di un’unità tecnico infermieristica è prevista dall’Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n. 656 del 26 marzo. Il provvedimento stabilisce che la selezione sarà fatta dal Dipartimento stesso sulla base delle esperienze professionali delle seguenti categorie di operatori: infermieri dipendenti del Servizio sanitario nazionale; infermieri dipendenti da strutture sanitarie anche non accreditate con il Servizio sanitario nazionale; infermieri libero professionisti anche con rapporto di somministrazione di lavoro.

Anche in questo caso, come per la selezione Medici per Covid, la solidarietà dimostrata è andata oltre le attese. Grazie infinite​ anche agli infermieri che, su base volontaria, hanno aderito all’iniziativa.​

[bing_translator]

Prodotti del campo regalati in aiuto alle persone in difficoltà e mercato online con consegna a domicilio per agevolare le famiglie sarde nella spesa alimentare, garantendo un’offerta di qualità. Sono le iniziative adottate dalla Cia Sardegna e dagli agricoltori del Medio Campidano per far fronte a questo momento di grande difficoltà causato dall’emergenza Covid-19.

«Gli agricoltori e allevatori sardi sono impegnati in numerose iniziative di solidarietà; un esempio fra i tanti è quello degli agricoltori del Medio Campidano, che, seppur vivendo in uno dei territori col reddito medio pro capite tra i più bassi in Italia, anziché buttare o lasciare nei campi i prodotti che il mercato non è in grado di assorbire, come ad esempio i carciofi, stanno contribuendo con gli stessi prodotti all’approvvigionamento alimentare in favore dei soggetti più deboli del territorio», spiega il direttore della Confederazione Italiana Agricoltori Sardegna, Alessandro Vacca. Numerose le aziende che hanno deciso di donare i loro prodotti, fra queste, Cooperativa La Collettiva, Giancarlo Secci, Stefano Setzu, Società Agricola Fratelli Murru, Ortosarda 2000. Le donazioni sono diretta alle associazioni: Comunità alloggio per anziani Samassi, Caritas Cagliari, Guspini, Terralba e Villacidro, San Saturnino Onlus.

«Cia Sardegna sostiene questa iniziativa con tutti i suoi mezzi e allo stesso tempo promuove il progetto “I prodotti dal campo alla tavola”, lanciato anche a livello nazionale dalla Confederazione per consentire a tutti di acquistare comodamente on line, con un semplice click, i prodotti genuini venduti dalle aziende agricole sarde», continua Alessandro Vacca. Gli acquisti online possono essere fatti sul nuovo portale della Cia, al sito https://iprodottidalcampoallatavola.cia.it/home-page/sardegna, dove si può trovare l’elenco delle aziende che hanno aderito all’iniziativa, e la lista dei prodotti che possono essere comprati.

Bastano pochi secondi per individuare l’azienda più vicina e scegliere le materie prime di stagione o i prodotti che gli agricoltori consegneranno a domicilio nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie previste dal governo per contenere la diffusione del Coronavirus.

Infine, per garantire i consumatori ed evitare le truffe, al momento dell’acquisto, sarà consegnata una parola d’ordine da utilizzare al ricevimento della spesa.  Cia – Agricoltori Italiani offre questo servizio grazie alla collaborazione delle sue associazioni: al femminile (Donne in Campo), giovani (Agia), pensionati (Anp), per la vendita diretta (la Spesa in Campagna) e agrituristica (Turismo Verde).

[bing_translator]

A causa dell’esecuzione dei lavori di sostituzione di un’apparecchiatura componente degli impianti Enel Distribuzione di Via Coghinas, nella giornata di giovedì 2 aprile, nella fascia oraria dalle 14.30 alle 18.30, è prevista l’interruzione dell’energia elettrica per le abitazioni, gli uffici e le attività ubicate nelle seguenti vie: Tirso, Piolanas, Sardegna, Coghinas, Tanas, Puglie, Bacu Abis, Caput Acquas, Cagliari, Sarrabus, Nuoro, Sicilia, Marche, Milano e località Rosmarino.

L’elenco completo delle vie e dei numeri civici soggetti a interruzione dell’erogazione elettrica è riportato nel file allegato.

[bing_translator]

La Confesercenti Provinciale di Cagliari esprime grande preoccupazione per i segnali sempre più forti che arrivano dal tessuto economico e sociale del territorio.

«La chiusura di intere filiere produttive, sta determinando una serie di danni per i quali saranno necessarie cure finanziarie fortissime, che dovranno impegnare il sistema bancario in modo determinante – si legge on una nota -. Pensiamo a ciò che succede, ad esempio, nel settore dei mercati su area pubblica, che impegna oltre 7.000 imprese più tutto l’indotto, (piccoli produttori agricoli, piccola pesca), oppure il mondo dei servizi alle imprese (come ad esempio, liberi professionisti, commercialisti e consulenti del lavoro) che sono costretti a lavorare per delle aziende che probabilmente non pagheranno i loro servizi, lasciandoli senza reddito. Oppure i danni incalcolabili che hanno subito le agenzie di viaggio che si sono ritrovate ad aver perso il lavoro fatto nei mesi passati, a non avere certezza per i mesi a venire e spesso a dover rimborsare di tasca loro quanto anticipato dai clienti per i viaggi già prenotati: un disastro economico difficile da prevedere. Di certo, senza un intervento aggiuntivo della Regione, per integrare il bonus di 600 euro previsto dallo Stato, per un reddito di sussistenza, sarà davvero difficile trattenere le tensioni.»

«Sono di questi ultimi due giorni le notizie che in alcune città d’Italia ci sono già segnali forti di insofferenza sociale per una situazione difficile -commenta preoccupato Marco Medda, presidente della Confesercenti provinciale di Cagliari -. I primi segnali di tal tipo li stiamo registrando anche noi ed è un aspetto che abbiamo segnalato già alle autorità competenti. I telefoni della nostra associazione sono in questo momento storico subissati di telefonate per informazioni sulle linee poste in essere dal Governo nel decreto del 17 marzo: segnale che tutti hanno sempre più necessità di accedere a questi fondi.»

«Considerando che la Sardegna è una regione colpita per gran parte in maniera lieve dall’emergenza sanitaria (se si esclude la zona di Sassari) -prosegue Marco Medda -, siamo dell’opinione che si possa ragionare per una strategia per un rientro scaglionato (e in sicurezza) dell’operatività di alcune aziende, ad esempio quelle operanti su area pubblica, ovviamente sempre nel rispetto pieno delle regole di sicurezza che, necessariamente, occorre osservare per fare fronte al blocco dei contagi, e allo stesso tempo riteniamo che sia urgentissimo accogliere gli ammodernamenti normativi già segnalati al nostro assessorato regionale competente, che però ci pare ancora abbastanza distante, pur essendo uno degli attori principali. Inizialmente si potrebbero riaprire in forma ridotta alcuni mercati solo per il settore alimentare così da poter allentare gradatamente la tensione sociale. Sarà questo argomento di confronto con gli organi Statali preposti a prendere queste decisioni. Interverremo anche con il Prefetto per una interlocuzione con il solo fine di trovare una soluzione condivisa. Riteniamo che la coesione della nostra società sia un patrimonio di primario interesse da salvaguardare in questo momento terribile – conclude Marco Medda -, anche attraverso soluzioni ad hoc e di basso impatto, garantendo tutte le misure di sicurezza del caso.»