23 June, 2026

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«Il nostro Paese sta vivendo una delle più gravi crisi del dopoguerra e questo momento richiede a tutti,  alla classe politica per prima, responsabilità, moderazione e saggezza. Chi usa la crisi per soffiare sul fuoco delle tensioni compie un gesto scellerato. L’emergenza sanitaria che si vive in Sardegna, come in molte altre regioni, non ha bisogno di speculazioni politiche. Lo dico a chi, come Matteo Salvini, usa l’angoscia dei cittadini per fare solo becera propaganda.»
Il segretario regionale del Partito Democratico, Emanuele Cani, è molto duro nei confronti del leader della Lega.
«Considerato che la Giunta guidata da Christian Solinas è in piedi da oltre un anno, il segretario della Lega dovrebbe chiedere conto dell’operato al suo assessore regionale alla Sanità – conclude Emanuele Cani -. In una fase di emergenza come questa è necessario risolvere i problemi e non c’è spazio per annunci e chiacchiere a vuoto. È doveroso che chi ha un ruolo lo eserciti assumendosi tutte le responsabilità e si dia da fare per dare risposte ai cittadini che vivono ore drammatiche.»

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Il ministero dell’Interno, con una circolare del capo di gabinetto Matteo Piantedosi inviata ai prefetti, ha fornito alcuni chiarimenti in merito al profilo, di carattere generale, riguardante l’esecuzione delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza sanitaria e un secondo profilo riguardante l’accertamento e l’irrogazione di eventuali sanzioni amministrative.

La circolare richiama il comma 9 dell’articolo 4 del decreto-legge n. 19/2020, che rinnova l’attribuzione ai prefetti della funzione di assicurare l’esecuzione delle misure emergenziali avvalendosi delle Forze di polizia e, ove occorra, sentiti i competenti comandi territoriali, delle Forze armate, prevedendo l’attribuzione della qualifica di agente di pubblica sicurezza in favore del personale militare impiegato.

È segnalata l’esigenza di prevedere, nelle pianificazioni di impiego del personale da parte delle autorità provinciali di pubblica sicurezza, l’imprescindibile coinvolgimento delle polizie locali per garantire la sicurezza delle comunità e il rispetto delle misure emergenziali adottate per il contenimento del Covid-19.

Per quanto riguarda l’accertamento delle violazioni sanzionate, la circolare precisa che può essere effettuato da tutto il personale titolare della qualifica di pubblica sicurezza, ivi compreso dunque quello delle polizie locali.

Per il personale di queste ultime, presso il ministero dell’Interno, è stato istituito un fondo per contribuire all’erogazione dei compensi per le maggiori prestazioni di lavoro straordinario di coloro che sono impegnati direttamente nel contenimento del fenomeno epidemiologico.

Il testo integrale della circolare.

«Stanno pervenendo a quest’Ufficio, anche in via informale, numerosi quesiti in ordine alla possibilità, da parte del personale dei Corpi delle polizie municipali, di svolgere, al pari degli appartenenti alle Forze di polizia, atti di accertamento e di contestazione delle violazioni alle misure disposte dallo Stato con i provvedimenti di cui all’articolo 2, commi 1 e 3, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19.

Si ritiene, in proposito, di dover preliminarmente evidenziare come l’articolo 4 del menzionato provvedimento normativo contenga un primo profilo, di carattere generale, riguardante i compiti volti ad assicurare l’esecuzione delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza sanitaria in atto, ed un secondo profilo, di portata più limitata , riguardante l’accertamento e l’irrogazione di eventuali sanzioni amministrative.

Il primo profilo, come già evidenziato con direttiva del Ministro dell’8 marzo scorso, chiama in causa l’intero spettro delle funzioni e delle prerogative che la legge riserva al Prefetto , a partire dalla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica rispetto ad eventuali turbative che dovessero derivare sia dal mancato rispetto delle misure stabilite a salvaguardia della salute dei cittadini, sia dalla compromissione del buon funzionamento di tutte quelle attività e iniziative adottate dalle Istituzioni per il superamento della presente fase emergenziale.

In merito a ciò, con circolare pari numero del 26 corrente, è già stata richiamata l’attenzione sul comma 9 dell’articolo 4 del decreto-legge 19/2020, che rinnova l’attribuzione ai Prefetti della funzione di assicurare l’esecuzione delle misure emergenziali avvalendosi delle Forze di polizia e, ove occorra, sentiti i competenti comandi territoriali, delle Forze armate, prevedendo l’attribuzione della qualifica di agente di pubblica sicurezza in favore del personale militare impiegato.

Sul punto, peraltro, la richiamata circolare ha precisato come il comma 9 s’inquadri nel contesto delle prerogative riservate dalla legge al Prefetto quale autorità provinciale di pubblica sicurezza, cui compete la funzione di coordinamento dei compiti e delle attività degli ufficiali e degli agenti di pubblica sicurezza di cui all’articolo 13, comma 3, della legge 1 aprile 1981, n. 121.

In proposito, con particolare riferimento all’impiego del personale delle polizie locali, vanno necessariamente tenuti in considerazione gli articoli 3 e 5 della legge 7 marzo 1986, n. 65, in base ai quali, come noto, gli addetti al servizio di Polizia municipale, cui il Prefetto può conferire la qualifica di agente di pubblica sicurezza, collaborano, nel territorio di loro competenza, con le Forze di polizia dello Stato a garanzia dell’ordine e della sicurezza pubblica.

In considerazione di ciò, dunque, le Autorità provinciali di Pubblica sicurezza potranno legittimamente prevedere nelle relative pianificazioni di impiego del personale, come già evidenziato con la citata direttiva del Ministro dell’8 marzo scorso, tutte le “componenti” della stessa Amministrazione della pubblica sicurezza, con l’imprescindibile coinvolgimento delle Polizie municipali.

Infatti, come rappresentato dal Capo della Polizia con direttiva dello scorso 13 marzo, la diffusa azione di verifica necessaria in questa fase emergenziale impegna, non solo le Forze di polizia, ma anche i Comuni, per il tramite dei Corpi e Servizi di polizia locale, in un momento delicato per la vita del Paese in cui tutte le polizie, ivi comprese quelle locali, costituiscono risorse essenziali per garantire la sicurezza delle relative comunità, contribuendo altresì alla sorveglianza sul rispetto delle misure emergenziali adottate.

Relativamente al profilo dell’accertamento e dell’irrogazione di sanzioni di natura amministrativa, nel richiamare quanto rappresentato con direttiva dello scorso 26 marzo, si osserva che l’articolo 4 opera, inoltre, una chiara distinzione di ruoli affidando al Prefetto la competenza ad applicare le sanzioni per le violazioni delle misure disposte dalle Autorità statali nonché alle Regioni e ai Comuni quella di gestire i procedimenti sanzionatori per le violazioni dei rispettivi provvedimenti di cui all’articolo 3.

Per quanto riguarda, più specificamente, il potere di accertamento, il citato articolo 4, al comma 3, effettua un rinvio alla legge 24 novembre 1981 n. 689 che, all’articolo 13, attribuisce tale competenza agli «organi addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa».

In ragione di quest’ultima disposizione, tutto il personale titolare della qualifica di agente di pubblica sicurezza, ivi compreso dunque il personale delle Polizie municipali, coinvolto dai Prefetti nel controllo del territorio per l’osservanza delle misure disposte dalle Autorità statali per il contenimento ed il contrasto dell’attuale fase emergenziale, potrà al contempo procedere all’accertamento delle violazioni sanzionate ai sensi dell’articolo 4, comma 1.

Il coinvolgimento dei Corpi delle polizie municipali è, altresì, consequenziale a quanto stabilito dal comma 4 dell’articolo 13 della menzionata legge 24 novembre 1981, n. 689, secondo cui all’atto dell’accertamento delle violazioni punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono procedere anche gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria, fra i quali, ai sensi dell’articolo 57 del codice di procedura penale, è ricompreso anche il personale delle polizie locali.

Giova, infine, richiamare l’attenzione sull’articolo 115 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, che ha previsto l’istituzione, presso questo Ministero, di un fondo finalizzato a contribuire , fra l’altro, proprio all’erogazione dei compensi per le maggiori prestazioni di lavoro straordinario del personale delle polizie locali direttamente impegnato per le esigenze conseguenti ai provvedimenti, anche di derivazione statale, di contenimento del fenomeno epidemiologico.

Ciò premesso, le SS.LL., nell’ambito dell’attività di coordinamento e pianificazione dei servizi finalizzati a garantire un’attenta vigilanza sull’attuazione delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza da COVID-19, vorranno continuare a garantire il più ampio coinvolgimento, unitamente alle Forze di polizia a competenza generale, di tutti gli altri Corpi i cui appartenenti siano titolari della qualifica di agente di pubblica sicurezza, ivi compresi quelli delle polizie locali.

Nel rinviare, per gli ulteriori aspetti tecnici, alle circolari del Dipartimento della Pubblica sicurezza, si confida nella consueta collaborazione delle SS.LL., con riserva di ulteriori chiarimenti ove necessari.»

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«Ieri il Governo ha messo in campo risorse destinate ai Comuni al fine di offrire alcune prime risposte d’emergenze ai cittadini maggiormente in difficoltà. Ne siamo felici. Devo tuttavia fare due precisazioni. Una buona, l’altra cattiva.»

Lo scrive, in una nota diffusa questa sera, Tore Puggioni, sindaco di Carloforte.

«Inizio da quella buona – dice Tore Puggioni -: salvo modifiche dell’ultim’ora, stando alle bozze che stanno circolando, il comune di Carloforte è destinatario di circa 43.000 euro che gestiremo al fine di dare un primo ristoro all’emergenza alimentare che sta colpendo alcuni nostri concittadini costretti a non lavorare. Si tratta della quota a nostro favore dei 400 milioni annunciati ieri dal Presidente del Consiglio.
La precisazione cattiva è, invece, legata al Fondo di Solidarietà Comunale (FSC). Il cui principio è il seguente: i Comuni ritenuti più ricchi rimpinguano le finanze dei Comuni ritenuti più poveri. Il nostro Comune rientra tra i contributori netti dell’FSC. Cosa vuol dire? Vuol dire che quel che dà è molto, molto di più di quel che prende. Per il 2020 si prevede, tra dare e avere, una perdita per le nostre casse di circa 840.000 euro.»

«Quali conseguenze ha questa circostanza che condividiamo con altri 531 comuni italiani? Molto semplice: il nostro Comune non vedrà mezzo euro dei 4,3 miliardi annunciati ieri sera. In questa situazione ci sono altri 38 Comuni sardi (su 377). Carloforte è al 107° posto per importo prelevato a livello nazionale, al nono posto a livello regionale ed al primo posto in tutta la provincia del Sud Sardegna – aggiunge Tore Puggioni –. Potrei dilungarmi nel contestare i criteri, ma non voglio farlo in questa sede: ci penseranno i tribunali.»

«In questo momento voglio chiedere al nostro Governo di pensare anche a noi, di trattarci alla stregua di tutti gli altri e di ragionare su finanziamenti ad hoc per i Comuni che contribuiscono, senza avere nulla in cambio, al Fondo di Solidarietà. Trovate voi la forma (compensazioni, erogazioni una tantum, ecc.), ma fate in fretta – conclude Tore Puggioni -. Non vi chiediamo di smettere di aiutare i Comuni che stanno peggio, ma di lavorare per uno sforzo che preservi tutti.»

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Appello di 113 professionisti, medici e docenti universitari, al Governo e alle forze politiche, per l’avvio della 2ª fase contrasto a Covid-19.

La Corea del Sud ha contenuto il virus Covid-19 senza bloccare l’intero Paese. Da seconda Nazione al mondo con più contagi ha ora poco più di un decimo di quelli accertati in Italia. La diffusione del virus è tenuta sotto controllo con un grande numero di test mirati, isolamento dei soggetti positivi e loro tracciamento attraverso la geolocalizzazione. Il contenimento attivo della progressione del contagio ha evitato la saturazione degli ospedali limitando la mortalità dei contagiati, con misure solo localizzate di quarantena generalizzata.
È evidente, a questo punto, che anche noi dobbiamo rapidamente elaborare una fase due. Le attuali misure di contenimento sono senz’altro importanti, e vanno fatte rispettare rigorosamente, ma non è pensabile tenere bloccato un paese ancora per diversi mesi, avrebbe conseguenze economiche e sociali devastanti. Per rimettere in moto la Nazione, evitando il riaccendersi virulento della pandemia, occorre tuttavia una politica simile a quella coreana. La proposta che più si avvicina è quella del prof. Andrea Crisanti. Occorrono, pertanto, tamponi e test sierologici – che sono la risposta più rapida e sono fattibili in qualsiasi laboratorio, anche privato – generalizzati per quelle categorie professionali che operano a contatto con i pazienti ovvero che hanno più contatti con il pubblico. Inoltre tamponi e test sierologici per per tutti coloro che manifestano sintomi e da questi allargamento a raggio dei tamponi e dei test, coinvolgendo cioè parenti e persone incontrate negli ultimi giorni.
Le App di tracciamento sono sotto questo profilo decisive, è dunque necessario l’avvio di una politica di geolocalizzazione che deroghi temporaneamente alle norme sulla privacy. Infine, obbligo delle mascherine per chi frequenta luoghi pubblici dove non si possono mantenere distanze opportune: uffici, mezzi di trasporto, etc. Occorre altresì prevedere forme di isolamento e monitoraggio con adeguata quarantena dei positivi per evitare il contagio dei conviventi e dei loro contatti stretti. Queste misure potrebbero anche sfruttare hotel e case vacanze, che al momento sono praticamente vuote, per mettere in quarantena centralizzata tutte le persone a rischio, opportunamente identificate.
Tali strutture renderebbero anche più facili l’osservazione e l’assistenza tempestiva e sarebbero meno onerose per il servizio sanitario quando i sintomi diventassero severi.
Inoltre, si deve prevedere la creazione di reparti ad hoc negli ospedali, per evitare la paralisi dell’assistenza ospedaliera.
Il tempo stringe, occorre agire rapidamente.

Alberto Aloisio – Università Federico II di Napoli
Alessandro Antonelli – Università di Pisa
Giampaolo Azzoni – Università di Pavia
Pierluigi Barrotta – Università di Pisa
Sergio Basile – già Corte dei Conti
Stefano Bastianello – Università di Pavia
Giuseppe Bertagna – Università di Bergamo
Emanuele Bilotti – Università Europea di Roma
Guido Biscontini – Università di Camerino
Fernando Bocchini – Università Federico II Napoli
Giampio Bracchi – Politecnico di Milano
Marina Brambilla – Università Statale di Milano
Paolo Branchini – INFN
Luigi Brugnano – Università di Firenze
Giacomo Büchi – Università di Torino
Vito Valerio Cantisani – Università La Sapienza Roma
Alba Cappellieri – Politecnico di Milano
Nicola Casagli – Università di Firenze
Raffaele Caterina – Università di Torino
Enrico Caterini – Università della Calabria
Francesco Cavalla – Università di Padova
Mauro Ceroni – Università di Pavia
Paola Cogo – Università di Udine
Giorgio Colombo – Università di Pavia
Valentina Colombo – Università Europea di Roma
Mario Comba – Università di Torino
Pierluigi Contucci – Università di Bologna
Marco Massimo Corsi Romanelli – Università Statale di Milano
Alfredo Costa – Università di Pavia
Franco Cotana – Università di Perugia
Renato Cristin – Università di Trieste
Raimondo Cubeddu – Università di Pisa
Francesco Curcio – Università di Udine

Vito D’Andrea – Università La Sapienza Roma
Enrico Del Prato – Università La Sapienza Roma
Andrea Di Porto – Università La Sapienza Roma
Paolo Duvia – Università dell’Insubria
Adriano Fabris – Università di Pisa
Claudio Fazzini – Politecnico di Milano
Silvia Ferrara – Università di Bologna
Raffaele Fiume – Università Parthenope Napoli
Emanuela Andreoni Fontecedro – Università RomaTre
Pietro Formisano – Università Federico II Napoli
Lorenzo Franchini – Università Europea di Roma
Antonio Fuccillo – Università della Campania Vanvitelli
Michele Galeotti – Università La Sapienza Roma
Paolo Gasparini – Università di Trieste
Carlo Gaudio – Università La Sapienza Roma
Gino Gerosa – Università di Padova
Giuseppe Ghini – Università di Urbino
Felice Giuffré – Università di Catania
Paolo Gontero – Università di Torino
Marco Grasso – Ospedale San Gerardo Monza
Andrea Graziosi – Università Federico II Napoli
Marco Guazzi – Università Statale di Milano
Gabriele Iannelli – Università Napoli Federico II
Umberto Izzo – Università di Trento
Antonella Lamazza – Università La Sapienza Roma
Rosa Lombardi – Università La Sapienza Roma
Alberto Lusiani – Scuola Normale Superiore di Pisa

Francesco Manfredi – Università Jean Monnet Bari
Vincenzo Mannino – Università RomaTre
Stefano Marasca – Università Politecnica delle Marche
Carla Masi – Università Federico II Napoli
Maurizio Masi – Politecnico di Milano
Ludovico Mazzarolli – Università di Udine
Francesco Menichini – Università della Calabria
Felice Mercogliano – Università di Camerino
Mariella Miceli – Università di Palermo
Paolo Miccoli – Università di Pisa
Leo Miglio – Università Bicocca Milano
Giovanni Nano – Università Statale di Milano
Matteo Negro – Università di Catania
Paolo Nesi – Università di Firenze
Ida Nicotra – Università di Catania
Alessandra Nivoli – Università di Sassari
Vincenzo Pacillo – Università di Modena e Reggio Emilia
Davide Pacini – Università di Bologna
Pietro Paganini – Temple University of Philadelphia / John Cabot University Roma
Marco Paolino – Università della Tuscia
Mauro Paoloni – Università RomaTre
Alessandro Parolari – Università Statale di Milano
Cristina Pedicchio – Università di Trieste
Dario Peirone – Università di Torino
Raffele Picaro – Università della Campania Vanvitelli
Luciano Pietronero – Università La Sapienza Roma
Anna Poggi – Università di Torino

Patrizia Polliotto – Istituto Ospedaliero Galeazzi Milano
Gennaro Quarto – Università Federico II Napoli
Giovanna Riccardi – Università di Pavia
Marco Ricotti – Politecnico di Milano
Raffaele Rodio – Università di Bari
Michele Rosboch – Università di Torino
Francesco Rotondi – Università IULM Milano
Stefano Ruffo – Sissa
Noemi Sanna – Università di Sassari
Francesco Santini – Università di Genova
Livia Saporito – Università della Campania Vanvitelli
Vincenzo Maria Saraceni – Università La Sapienza Roma
Leonardo Sechi – Università di Udine
Salvatore Sfrecola – già Corte dei Conti
Laura Solidoro – Università di Salerno
Sebastiano Tafaro – Università di Bari
Chiara Tenella – Università Statale di Milano
Mario Testini – Università di Bari
Raffaele Trequattrini – Università di Cassino
Renato Troncon – Università di Trento
Giuseppe Valditara – Università di Torino
Teodoro Valente – Università La Sapienza Roma
Alessandra Veronese – Università di Pisa
Vincenzo Vespri – Università di Firenze
Antonio Vicino – Università di Siena
Piero Volpe – Ospedale Reggio Calabria

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Sono giorni di grande apprensione e impegno globale, dalle Istituzioni a tutti i cittadini, ed è doveroso mantenere la prudenza, con la massima attenzione e rispetto delle prescrizioni severe imposte per contrastare e prevenire la diffusione del Coronavirus, ma indubbiamente i dati appena ufficializzati, che evidenziano “solo” 14 nuovi casi di positività in Sardegna, sono incoraggianti e rappresentano un segnale evidente che i sacrifici di tutti iniziano a dare i frutti tanto attesi…

RESTIAMO A CASA!!!

Giampaolo Cirronis

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Sono 638 i casi di positività al Covid-19 riscontrati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. I ricoverati con sintomi sono 105, i pazienti in terapia intensiva 23, gli ospedalizzati complessivamente 128, 454 i pazienti in isolamento domiciliare.

Le persone attualmente positive sono 582, 13 i nuovi attualmente positivi, 29 i dimessi (in attesa di conferma dall’Istituto Superiore di Sanità). I deceduti sono saliti a 27.

I tamponi effettuati sono 4.598. 

Sul territorio, dei 638 casi positivi complessivamente accertati, 102 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+5 rispetto all’ultimo aggiornamento), 55 nel Sud Sardegna, 9 a Oristano, 57 a Nuoro (+1), 415 (+8) a Sassari.

   

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Dal 14 marzo sono oltre 12.200 i controlli realizzati dal Corpo forestale della Regione Sardegna per vigilare sul rispetto delle regole stabilite per l’emergenza epidemiologica da Covid-2019.

Nella giornata di ieri sono stati effettuati 904 controlli: 238 nell’area di Cagliari, 79 Iglesias, 39 Oristano, 199 Sassari, 74 Tempio, 183 Nuoro, 94 Lanusei. Sono state sanzionate 14 persone (8 a Sassari, 5 a Cagliari, 1 ad Iglesias), segnalate alla Magistratura

L’inosservanza delle ordinanze del presidente della Regione comporta le conseguenze previste dall’articolo 650 del Codice penale, con arresto fino a 3 mesi e sanzione.

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Confartigianato Imprese Sardegna plaude all’iniziativa del Governo di destinare 400 milioni di euro ai Comuni italiani, per l’acquisto di generi alimentari per chi non ha da mangiare. Nel contempo chiede ai Sindaci sardi di comprare prodotti sardi con i fondi in arrivo.
«Prima di tutto speriamo che i fondi stanziati possano arrivare nel più breve tempo possibile nella casse dei Comunicommenta Antonio Matzutzi, presidente di Confartigianato Imprese Sardegnapoi auspichiamo che i Sindaci possano utilizzarli per comprare direttamente prodotti sardi, in modo da sostenere anche le imprese isolane dell’alimentare, in seria difficoltà in questo momento. In alternativa, se ci fosse il vincolo di erogarli sotto forma di voucher o di buoni chiediamo ai Primi Cittadini di invitare i fruitori a effettuare l’acquisto di derrate isolane.»
Pane, pasta, carni, salumi, formaggi, verdure, ortaggi, frutta e, soprattutto, dolci e vini, distillati e bevande, tutti prodotti dell’immenso “giacimento” della food economy della Sardegna. Un settore, quello dell’agroalimentare artigiano, rappresentato in Sardegna da 3.579 imprese che danno lavoro a 5.733 addetti. In totale, nell’Isola sono 10.544 i lavoratori del settore alimentare e delle bevande.
«Sappiamo bene come questa cifra servirà solo a coprire le prime necessità di chi non ha di che campare ma siamo certi si tratti solo del primo passo verso chi soffre anche se auspichiamo la più rapida ripresa delle attività produttive. Purtroppo, tra le tante persone in difficoltàconclude il presidente di Confartigianato Imprese Sardegnaci sono anche  tanti piccoli artigiani che con il loro sacrificio quotidiano riuscivano a mettere insieme il pranzo con la cena. E’ una situazione veramente drammatica e nei prossimi mesi ci sarà tantissimo da fare per la ricostruzione.»

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La Protezione civile ha emanato l’ordinanza annunciata ieri in conferenza stampa dal Premer Giuseppe Conte, che prevede lo stanziamento di 400 milioni di euro per i Comuni italiani.

INTEGRAZIONE FONDO DI SOLIDARIETÀ COMUNALE 300.000.000,00 di euro

AI COMUNI CON POPOLAZIONE SINO A 5MILA ABITANTI È RICONOSCIUTO UN CONTRIBUTO NON INFERIORE A 20.000,00 euro

AI COMUNI CON POPOLAZIONE DA 5MILA A 30MILA ABITANTI È RICONOSCIUTO UN CONTRIBUTO DI 50.000,00 euro

AI COMUNI CON POPOLAZIONE DA 30 MILA ABITANTI A 69MILA ABITANTI È RICONOSCIUTO UN CONTRIBUTO DI 80.000,00 euro

 AI COMUNI CAPOLUOGO DI PROVINCIA E DI REGIONE È RICONOSCIUTO UN CONTRIBUTO DI 150.000,00 euro

CIASCUN COMUNE È AUTORIZZATO ALL’ACQUISIZIONE, IN DEROGA AL DECRETO LEGISLATIVO 18 APRILE 2016, N. 50, DI BUONI SPESA UTILIZZABILI PER L’ACQUISTO DI GENERI ALIMENTARI PRESSO GLI ESERCIZI COMMERCIALI CONTENUTI NELL’ELENCO PUBBLICATO DA CIASCUN COMUNE NEL PROPRIO SITO ISTITUZIONALE.

I SINDACI DEI COMUNI PROVVEDONO AD INDIVIDUARE LA PLATEA DEI BENEFICIARI DEL CONTRIBUTO TRA I NUCLEI FAMILIARI PIÙ ESPOSTI AI RISCHI DERIVANTI DALL’EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA VIRUS COVID-19 PRIORITÀ PER QUELLI NON GIÀ ASSEGNATARI DI SOSTEGNO PUBBLICO.

IL RIPARTO PER NUCLEO FAMILIARE DEL BUONO SPESA È ASSEGNATO UNA TANTUM PARI A 300 EURO.

AI COMUNI È EROGATA LA COMPENSAZIONE PER LA SPESA SOSTENUTA ENTRO IL 15 APRILE 2020.