22 June, 2026

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Anche oggi è proseguita l’azione di controllo da parte del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna per vigilare sul rispetto delle regole stabilite per l’emergenza epidemiologica da Covid-2019.

Oggi sono stati effettuati 614 controlli: 117 nell’area di Cagliari, 54 Iglesias, 48 Oristano, 120 Sassari, 97 Tempio, 88 Nuoro, 90 Lanusei. Sono state comminate 4 sanzioni (2 ad Iglesias e 1 ciascuna a Sassari e Cagliari), con segnalazione alla Magistratura.

L’inosservanza delle ordinanze del presidente della Regione comporta le conseguenze previste dall’art. 650 del cp, con arresto fino a 3 mesi e sanzione.

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«Il Servizio di Igiene Pubblica dell’ATS ci ha confermato due nuovi casi di Covid-19 a Sant’Antioco: stanno bene, sono asintomatici e si trovano in isolamento sociale. A loro va la vicinanza di tutta la comunità, in modo univoco e sincero.»

Lo ha annunciato questo pomeriggio il sindaco di Sant’Antioco, in un post pubblicato sulla pagina Facebook del Comune.

«L’ATS ed il Comune stanno mettendo in pratica tutti i protocolli previsti dal caso – ha aggiunto Ignazio Locci –. Diciamo basta alle comunicazioni fornite da taluni a mezzo social, in maniera ignobile: non facciamoci prendere dal panico o ancora peggio dalla corsa ai messaggini o alle catene su Facebook. Restiamo a casa e presto sarà tutto finito. E’ necessario concentrarci sul restare a casa, occorre avere la mente libera, ferma e lucida, per continuare tutti quanti noi l’isolamento sociale. Non si esce da casa per motivi inutili ma solo per comprovate necessità. Tutto, prima o poi, speriamo nel più breve tempo possibile, andrà bene. Torneremo tutti a festeggiare le nostre giornate, nel mondo del lavoro, dello sport, nelle nostre uscite quotidiane, arriverà quel tempo, Ora è ancora il momento di stare a casa, di difenderci da questo virus e di stare uniti in un momento davvero delicato per la nostra Nazione».

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Sono 421 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 2.859 test, 22 dei quali in corso d’accertamento. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 99, di cui 19 in terapia intensiva, mentre 296 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 5 pazienti guariti, più altri 6 guariti clinicamente. Salgono a 15 i decessi. I pazienti attualmente positivi sono quindi 395.
Sul territorio, dei 421 casi positivi complessivamente accertati, 64 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+3 rispetto all’ultimo aggiornamento), 15 (+6) nel Sud Sardegna, 7 a Oristano, 26 (+4) a Nuoro, 309 (+49) a Sassari.

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«A distanza di circa due mesi – l’ultimo incontro al ministero dello Sviluppo economico si era tenuto il 23 gennaio scorso – si è svolto oggi in videconferenza un aggiornamento per quanto riguarda il sito di Portovesme. Come sindacato, abbiamo chiesto al Governo, anche in questa fase di emergenza, di porre una forte attenzione ad una realtà industriale ed un territorio, il Sulcis, che vive da anni una situazione difficile dal punto di vista lavorativo e del reddito.»

Lo ha scritto, in una nota, Mirco Rota, responsabile della FIOM-CGIL per la vertenza Sider Alloys, al termine della Call Conference tenuta al Mise.

«Sia da parte del Governo che di Invitalia – aggiunge Mirco Rota -, è stata ribadita la presenza di un confronto continuo e costante con Enel che ha portato a notevoli passi in avanti rispetto alle ultime settimane. Inoltre, è stato individuato un soggetto in grado di far fronte al problema delle garanzie, ancora irrisolto.»

«Da parte nostra, abbiamo avanzato la necessità di porre una scadenza a questa negoziazione per arrivare alla firma del contratto, condizione necessaria alla ripartenza dello smelter. Infine, abbiamo posto la delicata questione degli ammortizzatori sociali – ha concluso Mirco Rota -, in attesa che la Corte dei Conti apponga quanto prima la firma necessaria al provvedimento.»

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Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile. Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 54.030 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 69.176 i casi totali.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 19.868 in Lombardia, 7.711 in Emilia-Romagna, 5.351 in Veneto, 5.124 in Piemonte, 2.497 nelle Marche, 2.519 in Toscana, 1.692 in Liguria, 1.545 nel Lazio, 992 in Campania, 848 in Friuli Venezia Giulia, 975 nella Provincia autonoma di Trento, 699 nella Provincia autonoma di Bolzano, 940 in Puglia, 799 in Sicilia, 622 in Abruzzo, 624 in Umbria, 379 in Valle d’Aosta, 395 in Sardegna (52 in più rispetto a ieri), 304 in Calabria, 91 in Basilicata e 55 in Molise.

Sono 8.326 le persone guarite. I deceduti sono 6.820 (743 oggi), ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

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«Il gruppo del Partito Democratico, preso atto della nomina a Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, nella figura del Direttore Regionale della protezione Civile, da parte del presidente della Regione in data 23 marzo 2020, ritiene tale soluzione inadeguata alle attuali esigenze poste dall’emergenza sanitaria in atto.»

E’ molto severo il giudizio dell’on. Gianfranco Ganau, presidente del gruppo consiliare del Partito Democratico.

«Il gruppo consiliare del PD propone, come fatto sin dal 17 marzo – aggiunge Gianfranco Ganau – la costituzione di un organismo di coordinamento composto da tre figure di alto livello che comprendano un epidemiologo, un virologo ed un esperto di medicina di emergenza e delle catastrofi, in grado di supportare e dirigere le scelte decisionali in campo sanitario in modo univoco ed unitario. Tale soluzione appare la più appropriata a colmare le gravi lacune sin qui evidenziate nella gestione, che vedono la nostra regione al primo posto per contagi all’interno delle strutture ospedaliere di personale medico ed infermieristico.»

«Il gruppo consiliare esprime piena solidarietà ed un vivo ringraziamento a tutto il personale sanitario impegnato, in carenza di risorse, in questi durissimi giorni a fronteggiare l’epidemia ed ai sindaci quotidianamente impegnati in prima linea con scarsissimi supporti ad affrontare le complessità del momento – aggiunge Gianfranco Ganau -. Con spirito di responsabilità, oggi più che mai necessaria, si richiama il presidente della Regione ad una attenta valutazione delle proposte formulate nello specifico per la gestione dell’emergenza sanitaria e di quella conseguente socio economica, oggetto di precedenti comunicazioni.»

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Si allarga il fronte dei sostenitori della nomina di un commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus.

«Proponiamo la nomina di un Commissario  che affianchi la Regione in questa fase, una persona d’esperienza che sia in grado di colmare le lacune organizzative e operative emerse sino ad ora. Tanti altri Presidenti di Regione hanno sentito il bisogno di essere affiancati da persone esperte e competenti. In Sardegna questo non è avvenuto, ed è sotto gli occhi di tutti l’inadeguatezza del Presidente e delle persone da lui nominate che avrebbero dovuto gestire l’attuazione delle misure di contenimento del contagio.»

A sostenere questa richiesta sono oggi, in un fronte compatto, 15 consiglieri di 3 gruppi di minoranza in Consiglio regionale:

 – Progressisti (Francesco Agus – Laura Caddeo – Diego Loi – Maria Laura Orrù – Antonio Piu – Gian Franco Satta – Franco Stara (Italia Viva) – Massimo Zedda);

 – Movimento 5 Stelle (Desirè Manca – Michele Ciusa – Carla Cuccu – Roberto Li Gioi – Alessandro Solinas)

 – LeU (Daniele Cocco – Eugenio Lai)

«La Sardegna si appresta a entrare nella quarta settimana dall’inizio dell’emergenza – aggiungono i proponenti -. Il nostro ringraziamento va al personale sanitario che ogni giorno opera con dedizione e serietà all’interno degli ospedali della Sardegna, in un contesto in cui la disorganizzazione e l’assenza dei dispositivi di protezione denunciata anche da sindacati e ordine dei medici ha reso le strutture di cura il principale luogo di contagio dell’Isola. Allo stesso modo ringraziamo i Sindaci dei comuni della Sardegna per il loro impagabile lavoro svolto al servizio delle comunità. Un ruolo portato avanti però senza gli strumenti necessari e senza collaborazione e coinvolgimento da parte della Regione. Ringraziamo poi tutti i sardi. Per la serietà con cui stanno affrontando il momento drammatico e per la rapidità con cui sono stati in grado di mutare le abitudini consolidate della vita di tutti i giorni. Su troppi temi cruciali emergono differenze sostanziali tra la verità raccontata dalla Giunta regionale e quella vissuta all’interno degli ospedali e nei territori. La distribuzione dei dispositivi di protezione individuale, l’andamento delle analisi sui tamponi, le misure di protezione civile e persino il numero quotidiano dei contagiati appare gestito in maniera poco trasparente. Tutto questo è figlio di una disorganizzazione che ormai nessuno può più mettere in dubbio.»

«La Sardegna ha condizioni geografiche e demografiche tali da poter uscire dall’emergenza prima del resto del Paese ma serve un immediato cambio di passo.

Sollecitiamo:

  1. la costituzione di un’unità di crisi multidisciplinare, composta da persone con competenze sanitarie (con la partecipazione di epidemiologi e virologi) e con esperienze organizzative, che svolga funzioni di collegamento con la rete nazionale e internazionale impegnata nella gestione dell’epidemia.
  2. Una gestione seria del materiale disponibile e delle forniture dei dispositivi di protezione individuale e la messa in sicurezza dei presidi sanitari e degli operatori.
  3. la verifica puntuale e imparziale dei dati sulla diffusione del virus, in stretta collaborazione con i medici di famiglia e ospedalieri, la rete del 118, prefetti, forze dell’ordine e i sindaci.
  4. il coinvolgimento della Commissione sanità del Consiglio regionale, che ha il dovere e il diritto di ascoltare tutti, ma, soprattutto, di dare risposte agli operatori sanitari sul campo.
  5. La creazione di un ulteriore gruppo di lavoro, composto dai rappresentanti dei settori produttivi, sindacali e delle forze politiche, per coordinare le azioni, volte all’intervento economico per la salvaguardia dei luoghi e dei posti di lavoro, collegando queste azioni a quelle messe in atto dal governo.
  6. la sostituzione dell’assessore della Sanità con una figura all’altezza della responsabilità e della fase emergenziale.»

 

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Il segretario nazionale UGL Trasporto Aereo, Francesco Alfonsi, interviene oggi sul decreto 18/2020 pubblicato in Gazzetta ufficiale il 17 marzo che, oltre alle misure per sostenere la sanità e aiutare i lavoratori, le imprese e le famiglie, prevede anche una serie di disposizioni per i trasporti.

«Abbiamo espresso parere favorevole alla costituzione della NEWCO che deve assurgere a divenire un’azienda che funga da catalizzatore, con l’ambizione di riconquistare quote di mercato non più a suo appannaggio e che possa candidarsi a divenire primario soggetto del Trasporto Aereo; per questo abbiamo necessità di una società che abbia una dimensione pari, almeno, all’attuale – dice Francesco Alfonsi -. La NEWCO dovrà essere incentrata su quattro aree di business, Volo, Ground Hadling, Manutenzione e Training ed in questo contesto, al fine di perseguire un progetto nazionale, riteniamo che i lavoratori di Air Italy vadano collocati al suo interno; invitiamo la Regione Sardegna a partecipare facendosi parte attiva sui tavoli che si apriranno a breve.»

Francesco Alfonsi, prosegue affermando che inoltre: «E’ necessaria un’azione emendativa per destinare, alla stessa stregua di quanto fatto per le compagnie aeree, poste di spesa finalizzate al sostentamento di tutte le aziende della filiera del Trasporto Aereo (Gestori, Handling, Catering e Manutenzione)».

Sul Fondo di Solidarietà, il segretario nazionale UGL Trasporto Aereo conclude: «Riteniamo un passo in avanti la somma di 200 MLN assegnata dal Governo e destinata per il 2020, ma abbiamo evidenziato alle Istituzioni preposte, l’insufficienza di questa dotazione economica, ribadendo che l’unica strada percorribile è quella di ripristinare in favore del Fondo, l’assegnazione delle addizionali comunali sui diritti d’imbarco, impropriamente sottratti e destinati all’INPS».

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«Abbiamo chiesto nuovamente tempi stretti per la conclusione dell’accordo per il contratto per la fornitura dell’energia per lo smelter Sider Alloys di Portovesme perché i lavoratori in mobilità non possono più sopravvivere con il modesto sostegno economico della mobilità in deroga decurtato e pagato ogni anno con infiniti ritardi.»

Lo dichiara Guglielmo Gambardella, coordinatore nazionale Uilm del settore metallurgico, al termine dell’incontro tenutosi in videoconferenza, al quale hanno partecipato la sottosegretaria Alessandra Todde e Giorgio Sorial per il MiSE, i rappresentanti di Invitalia, Regione Sardegna e SiderAlloys.

«Abbiamo avuto conferma dell’impegno di tutti i soggetti interessati – aggiunge Guglielmo Gambardella – nel voler raggiungere una soluzione per far ripartire la fabbrica di alluminio del Sulcis. In questo momento il prezzo dell’energia è molto favorevole e la conclusione del contratto con Enel renderebbe ancora più sostenibile il business plan di SiderAlloys.»

«Auspichiamo che le interlocuzioni con l’operatore finanziario-assicurativo, coinvolto nell’operazione per prestare ulteriori garanzie per riavvio della produzione di alluminio, possano portare ad una soluzione positiva, alla luce della maggiore disponibilità di Enel a raggiungere un’intesa. Ci associamo all’invito fatto dalla sottosegretaria Alessandra Todde a Invitalia, SiderAlloys ed Istituzioni conclude Guglielmo Gambardella – ad impegnarsi ulteriormente ognuno per la propria parte per raggiungere l’obiettivo della ripartenza dello smelter che rappresenterebbe anche quella di un intero territorio.»

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L’on. Carla Cuccu (M5S) ha presentato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta, «sulle non più tollerabili criticità in cui versano i reparti di Medicina e di Ortopedia del Presidio ospedaliero Paolo Dettori di Tempio Pausania e gli altri Presidi ospedalieri sardi in periodo di emergenza epidemiologica da Covid-19 ».

Carla Cuccu, dopo aver ricostruito le varie criticità presenti e citato la denuncia dei Sindaci del territorio «che giustamente chiedono di sottoporre a tampone tutto il personale che ha operato e che opera nei reparti di Ortopedia e di Medicina del P.O. di Tempio Pausania, di adottare i protocolli di sicurezza previsti dalla legge e di vigilarne l’osservanza, di ricevere dispositivi di protezione individuale, nonché lamentano di apprendere le notizie ufficiosamente e non da chi di dovere; ritenuto necessario ed urgente dare risposte concrete a chi da troppo tempo le attende, posto che non può essere messa a repentaglio la vita delle persone e che occorre intervenire tempestivamente», chiede di interrogare il presidente della Regione Christian Solinas e l’assessore regionale dell’Igiene e sanità e dell’assistenza sociale, Mario Nieddu, «per sapere: 1) se siano a conoscenza della situazione; 2) quali ulteriori misure intendano adottare nell’immediatezza al fine di tutelare la salute degli operatori sanitari coinvolti e dell’intera popolazione sarda».

In una seconda interrogazione con richiesta di risposta scritta, Carla Cuccu si sofferma «sulle non più tollerabili criticità in cui versano il reparto di Cardiologia-UTIC-Emodinamica del P.O. Giovanni Paolo II di Olbia e gli altri Presidi ospedalieri sardi in periodo di emergenza epidemiologica da Covid-19».

Anche in questo caso, dopo aver ricostruito le varie criticità emerse in questi giorni di emergenza Covid-19, Carla Cuccu chiede di interrogare il presidente della Regione, Christian Solinas, e l’assessore regionale dell’Igiene e sanità e dell’assistenza sociale, Mario Nieddu, «per sapere: 1) se siano a conoscenza della situazione descritta; 2) quali ulteriori misure intendano adottare nell’immediatezza al fine di tutelare la salute deglioperatori sanitari coinvolti e dell’intera popolazione sarda».