22 June, 2026

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Il riconoscimento da parte dell’OMS della caratteristica di pandemia per l’infezione da Covid-19 e l’elevato numero di casi e l’alta letalità nel territorio italiano, configurano un’emergenza importante. Questa però, in Sardegna, ha assunto prerogative assolutamente peculiari che preoccupano ancora di più per la riuscita del contenimento della diffusione dell’infezione e del numero di morti: la percentuale dei sanitari colpiti è intorno al 50% del totale, contro un 8% delle altre aree.»

Lo scrive, in una nota, Antonello Murgia, presidente del Comitato provinciale ANPI.

«Inizialmente il problema è stato sottovalutato, ma questo è successo ad altri prima di noi, in Italia e all’estero, anche se l’esperienza altrui avrebbe potuto consentirci di ridurre gli errori – aggiunge Antonello Murgia -. Se inizialmente poteva esserci stata un po’ di sfortuna, è difficile pensare alla stessa quando, dichiarato lo stato di emergenza ed assunti i provvedimenti del caso, gli ospedali continuano ad essere un luogo privilegiato di diffusione della malattia: ai nosocomi di Sassari e Nuoro si sono anzi aggiunti in questi giorni quelli di Alghero ed Olbia, nel mentre che gli operatori gridavano, ben poco ascoltati, la necessità di adeguare con urgenza le dotazioni di protezione individuale e le misure igieniche. La metà dei colpiti dal virus è costituita da operatori della salute dipendenti pubblici: con questo triste record la Sardegna ha conquistato la ribalta nazionale e internazionale. E’ una tragedia che mette a nudo le carenze dell’Amministrazione e, mentre la stampa impietosamente evidenzia per sovrappiù i tagli dell’Amministrazione regionale sulla sicurezza ed il Presidente non trova di meglio che invocare la benevolenza di Sant’Antioco, Madonna di Bonaria e Sant’Efisio, l’assessore della Sanità cerca di bloccare le notizie sul fenomeno mettendo il bavaglio ai dipendenti del Servizio sanitario. E’ una vicenda dolorosa soprattutto per l’alto indice di letalità della malattia ed è un diritto fondamentale tutelato dalla Costituzione che diventa meno esigibile per cause che vengono certamente da lontano, ma che l’attuale amministrazione regionale sta acuendo con le sue negligenze. E’ necessaria una rapida e netta inversione di rotta: le istituzioni non devono combattere le cattive notizie adoperandosi affinché le stesse e le loro cause non arrivino alla consapevolezza dei cittadini, ma predisponendo quanto necessario perché si realizzino le buone pratiche. Ed è evidente a tutti – conclude Antonello Murgia – che un impegno corretto ed efficace delle istituzioni è indispensabile anche come esempio di quella correttezza e di quell’impegno nell’osservanza delle norme antivirus che vengono giustamente richiesti agli operatori sanitari e ad una popolazione impaurita e spaesata.»

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Il Parlamento europeo sta lavorando affinché l’UE possa acquistare ventilatori, mascherine e le altre attrezzature mediche necessarie da mettere a disposizione degli ospedali di tutta l’UE.

La settimana scorsa, la Commissione ha istituito un programma per raccogliere attrezzature mediche (attraverso rescEU) e garantire cosi che le forniture necessarie per combattere il Covid-19 arrivino rapidamente agli Stati membri che devono affrontare una carenza di attrezzature. Queste attrezzature sono necessarie per curare i pazienti, proteggere gli operatori sanitari e contribuire a rallentare la diffusione del virus.

Il Parlamento europeo sta lavorando con gli Stati membri per approvare rapidamente 40 dei 50 milioni di euro per le attrezzature mediche di terapia intensiva, come i ventilatori, e i dispositivi di protezione personale, come le mascherine riutilizzabili.

Gli Stati membri stanno unendo le forze nell’ambito dell’accordo sugli appalti congiunti per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, ventilatori, respiratori e articoli necessari per i test sul Coronavirus. In questo modo, l’UE avrà una posizione negoziale più forte sul mercato mondiale.

Commentando la proposta della Commissione, il presidente della commissione parlamentare per l’ambiente, la salute pubblica e la sicurezza alimentare, Pascal Canfin (Renew, FR) ha detto: «La scorsa settimana, l’Europa ha preso diverse decisioni storiche per contrastare il Covid-19, compreso l’impatto sull’economia dell’UE. Non lo diciamo abbastanza e non lo diciamo abbastanza forte. L’Europa sta facendo tutto il possibile per salvare vite umane. Il meccanismo di protezione civile dell’UE ha già salvato i cittadini dell’Unione europea in passato, nel bel mezzo di terremoti, uragani, inondazioni e incendi boschivi. Ora, per la prima volta, stiamo usando i fondi dell’Unione europea per sostenere gli sforzi degli Stati membri per combattere il virus, assicurandoci di avere le attrezzature mediche e protettive di cui abbiamo bisogno. È la solidarietà dell’UE in azione».

«La crisi attuale dimostra anche che è importante disporre di mezzi sufficienti per soddisfare le esigenze del programma del meccanismo di protezione civile dell’UE dopo il 2020, come richiesto dal Parlamento», conclude Pascal Canfin.

RescEU fa parte del meccanismo di protezione civile dell’UE, che rafforza la cooperazione tra i paesi dell’UE nel campo della protezione civile. Dalla creazione di RescEU nel 2019, l’UE può assistere direttamente gli Stati membri colpiti da catastrofi, in caso di sovraccarico delle capacità nazionali. Grazie al meccanismo di protezione civile dell’UE, più di 1.800 cittadini sono stati rimpatriati da tutto il mondo in seguito allo scoppio del Covid-19.

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C’è un posto dove la musica suona ancora. Suona per unire e condividere. Suona per non far dimenticare le migliaia di artisti, tra musicisti e operatori dello spettacolo, che in questo momento di grave difficoltà per il Paese si trovano bloccati da una crisi senza precedenti.

Per questo motivo, ogni sera, a partire dalle 19.30, il Jazzino di via Carloforte a Cagliari, invita tutti gli amanti della musica e dello spettacolo a partecipare dalle loro case a #Jazzin’Home, i video-party registrati sulla piattaforma Facebook e fruibili sull’omonima pagina del club cagliaritano. Un modo per far girare sempre e senza sosta la musica, per sentirsi vicini anche a distanza e assaporare, con uno sguardo diverso, i concerti più spettacolari andati in scena sul palcoscenico dello storico club di via Carloforte a Cagliari.

Partita lo scorso 11 marzo, l’iniziativa è diventata nel giro di pochi giorni un appuntamento seguito in streaming da centinaia di spettatori. A Cagliari, ma simbolicamente in tutte le piazze virtuali dell’Isola. In questi difficili giorni in cui a tutti è richiesto uno sforzo in più per contribuire a contenere il contagio, anche i tanti musicisti con cui nei mesi scorsi abbiamo trascorso serate straordinarie hanno deciso di scendere in campo e venirci a salutare virtualmente inviando a tutti noi saluti e messaggi di speranza. È il caso del chitarrista Mark Lettieri, del batterista Gianrico Manca, del compositore elettronico e live performer Arrogalla, del sassofonista Enzo Favata, del batterista e direttore d’orchestra Paolo Nonnis, della cantante Francesca Corrias e del mago dell’armonica beatbox Moses Concas.

Per partecipare ai video-party, basta cliccare “registrati” sul post che sarà disponibile ogni sera a partire dalle 19.30 nella pagina Facebook del Jazzino e godersi comodamente da casa i grandi artisti che hanno animato le notti cagliaritane (i video trasmessi rimarranno visibili anche dopo la fine della trasmissione in diretta).

Pur preoccupati dalla situazione, anche noi del Jazzino #restiamoacasa ma vogliamo continuare a guardare al futuro con fiducia, nella speranza che anche dalle situazioni più difficili possa nascere qualcosa di nuovo, di buono, di autentico.

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L’Ordine Professioni Infermieristiche Carbonia Iglesias ha iniziato stamane la distribuzione delle mascherine protettive in polipropilene, prodotte inizialmente in 20.000 pezzi dalle sarte di Calasetta ed ora anche da quelle di Sant’Antioco, per la distribuzione tra i cittadini del Sulcis Iglesiente che ne hanno maggiormente bisogno e tra infermieri della sanità pubblica e privata, ospedaliera e territoriale.

«Nella lotta al Covid-19 – dice Graziano Lebiu, presidente dell’Ordine Professioni Infermieristiche Carbonia Iglesias –, ancora una volta abbiamo scelto l’ambito della fattibilità e non della lamentazione, producendo nel nostro territorio quanto utile. Agire adesso significa proteggere la salute di chi è in prima fila con senso di responsabilità e limitare la diffusione del virus tra la popolazione.»

Il tessuto spundbond-polipropilene dell’Azienda “Nvolutia” è arrivato da Valencia (Spagna).

«La pandemia è esplosa anche in Spagna – spiega Graziano Lebiu – ed il Governo spagnolo ha cercato di bloccare il nostro acquisto ma non ci sono riusciti perché avevano già caricato tutto su un camion. Al momento del confezionamento hanno bloccato solo 50 dei 500 metri di tessuto che avevamo acquistato.»

«Abbiamo iniziato la distribuzione ai cittadini che ne hanno bisogno: immunodepressi, sclerosi multipla, trapiantati, con demenza senile e malati di Alzheimer. Stiamo dando la priorità a tre categorie: infermieri, forze dell’ordine che a loro volta le distribuiscono, ai carabinieri di Sant’Antioco e a quelli del Comando di Villasor, ad una pattuglia della Polizia municipale di Calasetta e al Comando della Polizia locale di Carbonia – conclude Graziano Lebiu -. Abbiamo iniziato la nostra missione.»

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«Numerosi Comuni hanno nei propri bilanci residui di fondi REIS relativi alle annualità 2018-2019, che giacciono senza poter essere utilizzati. Tali risorse, se svincolate, potrebbero costituire un validissimo strumento per arginare le situazioni di disagio economico-sociale determinato dalla straordinaria situazione di emergenza, che sta affliggendo le fasce più deboli e bisognose della popolazione delle nostre comunità.»

La proposta arriva da Fabio Usai, consigliere regionale del PSd’Az.

«L’idea di utilizzare questi residui potrebbe contribuire a far sì che alcuni comuni (solo quelli che hanno residui di fondi REIS 2018-2019) possano fare interventi anche immediati per fronteggiare una crescente situazione di emergenza economicaaggiunge Fabio Usai -. Ho sottoposto questa proposta al presidente della Giunta regionale che sta verificando in queste ore tutte le procedure necessarie per rendere utilizzabili queste risorse.
Questo è un momento molto difficile e particolarmente delicatoconclude Fabio Usai -, nel quale la collaborazione tra Enti ed Istituzioni è fondamentale per meglio affrontare questa crisi sanitaria che sta diventando sempre più anche economico-sociale.»

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Il consigliere regionale e capogruppo del PSd’Az, on. Franco Mula ed i consiglieri regionali del gruppo PSd’AZ Piero Maieli, Nanni Lancioni, Giovanni Satta, Stefano Schirru e Fabio Usai, a seguito della possibilità che si è paventata in queste ultime ore di vietare la conduzione hobbistica di orti, vigneti ed ortofrutticole in genere, hanno diffuso una nota nella quale ringraziano il presidente della Regione, Christian Solinas, il comandante del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, Antonio Casula, il direttore generale della Protezione civile, Antonio Belloi e l’assessore della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis, per la sensibilità dimostrata al fine di risolvere la situazione suesposta. L’attività che viene svolta nelle campagne, infatti, non è assolutamente in contrasto con il recente D.P.C.M. adottato il 22 ultimo scorso che consente le coltivazioni agricole; non solo, i terreni non possono essere abbandonati in quanto si determinerebbe una grave perdita per chi con costanza e passione svolge il proprio lavoro curando la terra ed impedendo che si creino situazioni di degrado. In più non verrebbero violate le disposizioni riguardanti l’obbligo della distanza sociale in quanto i lavoratori si recano singolarmente presso i propri terreni non determinando alcuna situazione di assembramento.

«Restiamo in attesa della nota ufficiale che a breve verrà comunicata dal Presidente della Regione al fine di fugare qualsiasi dubbio sull’argomento», concludono i consiglieri regionali del gruppo sardista.

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Il presidente della Regione, Christian Solinas, ha firmato oggi l’ordinanza sul «Coordinamento delle strutture e delle componenti di protezione civile e attuazione degli interventi urgenti e di soccorso in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili».

Art. 1) Il Direttore generale della protezione civile della Regione Autonoma della Sardegna è delegato al coordinamento delle componenti e strutture operative regionali di protezione civile, per fronteggiare l’emergenza derivante dagli eventi citati in premessa e assicurare la più efficace attuazione delle attività di protezione civile a supporto della sanità.

Art. 2) Per le attività intraprese dal Presidente della Regione Sardegna in qualità di soggetto attuatore ai sensi del comma 1, art. 1 dell’OCDPC 630/2020 e per quelle di cui alle ordinanze ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge n. 833/1978, in materia di igiene e sanità pubblica, il Direttore generale della protezione civile è altresì delegato: • al coordinamento degli interventi di protezione civile a supporto delle attività poste in essere dalla sanità per fronteggiare l’emergenza in corso; • alla gestione delle risorse appositamente stanziate per l’emergenza in questione e funzionali alle attività di protezione civile; • alla gestione della contabilità speciale intestata al Presidente della Regione Sardegna, per la realizzazione delle attività relative alla gestione dell’emergenza in attuazione del combinato disposto di cui a l’OCDPC 630/2020, il DCDPC 627/2020 e l’OCDPC 639/2020 art. 3.

Art. 3) Il Direttore generale della protezione civile, sentito il Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, convoca il Comitato operativo regionale (COR) e ne stabilisce l’ordine del giorno per assicurare il coordinamento degli interventi nei settori della protezione civile e della sanità.

Art. 4) Il Direttore generale della protezione civile, per la realizzazione delle attività di cui alla presente ordinanza, si avvale del personale dipendente dell’Amministrazione Regionale, degli Enti, degli Istituti, delle Aziende e delle Agenzie regionali, delle società in house controllate dalla Regione, compreso il personale individuato per la gestione di altre emergenze, per prestare servizio per la Direzione generale della protezione civile, anche nella modalità di lavoro agile e per il tempo indicato nel provvedimento di avvalimento e nei limiti massimi di durata dello stato di emergenza regionale.

Art. 5) Al personale di cui all’articolo 4, compreso quello appartenente ad altre Direzioni generali, coinvolto nelle attività di protezione civile per la gestione dell’emergenza in rassegna, è riconosciuto, a decorrere dal 31 gennaio 2020, il compenso per prestazioni di lavoro straordinario effettivamente rese e secondo le modalità previste all’art. 13 della legge regionale 23.12.2015, n. 35.

Art. 6) Al fine di garantire la piena gestione e prosecuzione della emergenza e della fase post emergenziale, al personale di cui agli articoli 4 e 5, impegnato in turni di lavoro presso le sale operative o le strutture appositamente istituite per la gestione dell’emergenza in argomento, si applica l’art. 3 c. 1 dell’“Accordo per i dipendenti della protezione civile” siglato dal CORAN in data 9 giugno 2016, l’attività prestata da ciascun dipendente nell’ambito dei turni non può superare 15 giornate in un mese.

Art. 7) Il personale di cui agli articoli 4 e 5 della presente ordinanza, impegnato nell’ambito del servizio di protezione civile di cui all’art. 26, comma 1, lett. d) del CCRL del 15.05.01 vigente e in deroga al limite stabilito dall’art. 36 dello stesso CCRL non potrà comunque superare 15 giornate al mese.

Art. 8) In esecuzione della presente ordinanza, il Direttore generale della protezione civile, provvederà nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico e delle norme dell’Unione europea, e nel rispetto dei principi fondamentali della legislazione statale nelle materie di legislazione concorrente, anche mediante ordinanze di protezione civile in deroga alla normativa regionale vigente.

La presente ordinanza è immediatamente efficace ed è pubblicata sul sito istituzionale della Regione. La pubblicazione ha valore di notifica individuale, a tutti gli effetti di legge, nei confronti di tutti i soggetti coinvolti. Avverso la presente ordinanza è ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione, ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato entro il termine di giorni centoventi.

Giovedì il Parlamento europeo terrà una sessione plenaria straordinaria a Bruxelles. I deputati saranno chiamati a discutere e votare le prime tre proposte della Commissione europea volte a combattere gli effetti della pandemia di Covid-19 negli Stati membri: l’Iniziativa di investimento per la risposta al Coronavirus, la legislazione che estende il campo di applicazione del Fondo di solidarietà dell’UE per coprire le emergenze di sanità pubblica e la legge che dovrebbe porre fine ai voli “fantasma” causati dall’epidemia. Per questa sessione saranno adottate misure che garantiranno ai deputati la possibilità di votare a distanza.

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«Esprimo tutta la mia solidarietà all’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu, che in questi giorni è oggetto di attacchi mediatici e critiche politiche di ogni sorta.»

Lo ha detto stamane il presidente del Consiglio regionale Michele Pais.

«L’assessore Mario Niedduha aggiunto il presidente Michele Paisunitamente al presidente Christian Solinas, alla Giunta regionale ed alla Protezione civile, sta affrontando con caparbietà, e senza sosta, questa drammatica situazione dettata dall’emergenza pandemica del Coronavirus, che senza precedenti sta colpendo la nostra isola. La situazione più importante si presenta nel nord Sardegna, dove si registra il dato di 253 casi di positivi al Covid-19, sebbene il personale medico, infermieristico, OSS ed ausiliari stiano dando il massimo, e a loro va tutto il mio ringraziamento a nome dei sardi.»

«Oggi si è tenuto un incontro a Sassari tra il prefetto Maria Luisa D’Alessandro, l’assessore Mario Nieddu, il generale Antonio Battistini ed il Generale della Brigata Sassari Andrea Di Stasio ha sottolineato il presidente Michele Paisper fornire tutto il supporto necessario ad affrontare l’emergenza nel territorio del nordovest Sardegna, a dimostrazione che l’operato della Giunta regionale guidata da Christian Solinas si sta adoperando al meglio per affrontare la situazione critica in cui versa il sassarese a causa del Covid-19. Nel frattempo si stanno reperendo il maggior numero di DPI (dispositivi di protezione individuale) a tutela degli operatori sanitari ed i tamponi necessari per effettuare uno screening ad ampio spettro, e si stanno rafforzando le misure di sicurezza per tutelare la salute degli operatori e dei pazienti.»

«Per fronteggiare la situazione ha rimarcato Michele Paisè stata potenziata l’Unità di crisi locale, integrata con nuove figure, in previsione della realizzazione dell’ospedale Covid+ nella città di Sassari, individuato nella Struttura Casa di Cura Policlinico Sassarese e si sta lavorando perché  sia pronto e operativo già da questa settimana.Le istituzioni regionali ce la stanno mettendo tutta e, soprattutto in questo momento, faccio un appello all’unità di tutte le forze politiche, sociali, economiche e a tutti i Sindaci della Sardegnaha concluso il presidente del Consiglio regionale -, affinché si collabori congiuntamente nella sfida e battaglia comune contro il Coronavirus, nell’esclusivo interesse della salute di tutto il Popolo Sardo

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La RSU/RLSA Portovesme SRL e le segreterie territoriali Filctem-CGIL Femca-CISL Uiltec-UIL hanno diffuso una nota congiunta sulla situazione d’emergenza venutasi a determinare a seguito dell’entrata in vigore del nuovo DPCM contenente misure di contrasto e contenimento del Coronavirus.

«La drammatica situazione legata alla diffusione del virus Covid-19, gli interventi normativi di contrasto obbliga tutti noi a rivedere in modo importante il sistema di comunicazione. Per cui quello che sino a poco tempo fa sarebbe stato naturale, ovvero un’assemblea dove discutere del difficile momento, assumere decisioni, seppur difficili, ci obbliga invece a farlo attraverso il presente comunicato – si legge nella nota -. La sicurezza delle persone, la conseguente tutela verso i nostri familiari sono condizioni irrinunciabili e non soggette a contrattazione, il proseguo delle produzioni devono essere in linea con il protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento del del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro ed il recepimento dei diversi DPCM emanati in questo periodo. Questa è stata la filosofia ed il comportamento messo in atto dalla RSU e dalle OO.SS. territoriali, concretizzato con l’accordo siglato nel protocollo dello scorso 13 marzo. Nella giornata di ieri l’imminente uscita di un nuovo DPCM ha imposto ad ognuno di noi di fare ancor di più, addirittura prima dell’uscita del testo ufficiale. Per questo motivo, nella giornata di ieri abbiamo convenuto con la Società, al netto del nuovo decreto, di sospendere o rimodulare gran parte delle attività dentro lo stabilimento compreso San Gavino. Questo a maggior tutela e garanzia dei lavoratori e per non appesantire, in caso di possibili incidenti, il già precario sistema sanitario del territorio e dell’intera regione.»

«Il periodo, a oggi tutto sommato breve, ci consente di gestire la situazione attraverso l’utilizzo di ferie e/o ROL, e di star maggiormente con le proprie famiglie. Stiamo affrontando un periodo difficile, unico dal dopoguerra ad oggi, il rispetto delle norme emanate, dei protocolli rappresenta il viatico per uscire da questa situazione – conclude la nota –. Le OO.SS. e la RSU rimangono a disposizione di tutti i lavoratori per qualsiasi informazione e chiarimento. INSIEME CE LA FAREMO