22 June, 2026

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Pizzerie, rosticcerie, paninoteche ed altre attività di ristorazione potranno regolarmente continuare il proprio servizio di asporto purché le consegne seguano le regole previste dal Governo e vengano utilizzati tutti i dispositivi di sicurezza e anti-contagio.

Dalla Cna Alimentare della Sardegna arriva la rassicurazione sulla regolarità di massima del servizio di asporto e consegna a domicilio dei prodotti alimentari alla luce del decreto del presidente del Consiglio dei ministri che il 21 marzo scorso ha sospeso tutte le attività produttive considerate non essenziali.

«Il decreto lascia alle imprese alimentari la possibilità di continuare ad effettuare l’asporto e la consegna a domicilio, così come già previsto nel Dpcm dell’11 marzo – spiega Maria Antonietta Dessì, responsabile regionale della Cna Alimentare -. Si tratta di un’apertura importantissima, sia per le nostre imprese, alle quali è data la possibilità di operare comunque in una fase difficilissima sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista sanitario. Ma in più si garantisce un servizio prezioso alla cittadinanza: privare chi oggi sta lavorando a pieno ritmo di un ulteriore supporto con la possibilità di acquistare cibi a domicilio sarebbe un grave problema

In questo periodo di emergenza, mentre la maggior parte dei cittadini è costretta a casa, c’è, infatti, chi lavora a ritmi serratissimi al servizio del Paese. Anche nel comparto agroalimentare si viaggia a doppia velocità e con enormi rischi per consentire l’approvvigionamento degli scaffali dei supermercati. Tante imprese – continuando a lavorare nonostante i rischi – hanno aumentato la produzione per soddisfare la grande richiesta di cibo, complice anche la diffusa paura (al momento del tutto ingiustificata) di una eventuale mancanza di cibo negli scaffali. Dall’altra ci sono imprese che hanno dovuto chiudere completamente i battenti e si trovano al momento in gravissime difficoltà per mancanza di liquidità. Tra queste, oltre alla ristorazione, ci sono quelle strettamente legate al mondo turistico e/o a quello della ristorazione, dei bar e simili.

Nel frattempo, per l’intero comparto agroalimentare sardo la Pasqua ormai alle porte si annuncia come una vera e propria Caporetto. Il periodo pasquale, che per molte aziende isolane è normalmente fondamentale per far quadrare il fatturato, sarà quest’anno il simbolo di un dramma finanziario e occupazionale, di cui non tarderanno a vedersi gli effetti. Saranno, infatti, cancellati migliaia di ordini: dalle pardule alla colomba pasquale, dalle uova di cioccolato alla pasticceria fresca. Ma anche tanti altri prodotti che solitamente finiscono sulle tavole durante le festività pasquali.

Tutto ciò è reso ancor più complicato da una normativa d’urgenza in continua evoluzione, dal timore del blocco della logistica e di tutti gli altri settori indirettamente legati e dalla necessità di operare a pieno ritmo in un momento di grande incertezza.

«Abbiamo l’onore di rappresentare imprese e lavoratori di grande coraggio e forte senso di responsabilità, che rischiano in prima linea per garantire i servizi minimi e rispondere alle necessità di aziende, famiglie e cittadini – aggiunge Alessandro Mattu, presidente della CNA Alimentare Sardegna -. A questi imprenditori e questi collaboratori va la nostra gratitudine e la garanzia che la CNA continua ad operare ad offrire il suo supporto. Vogliamo ringraziare i lavoratori della filiera agroalimentare, dei farmaci, dei trasporti, dei rifornimenti ospedalieri che pur nella difficoltà continuano ad offrire il servizio essenziale di approvvigionamento dei beni necessari a sostenere l’intera popolazione in questo momento di emergenza estrema in tutto il Paese

Le attività citate possono continuare ad operare a porte chiuse unicamente con la consegna del cibo a domicilio, che deve essere necessariamente effettuata dall’impresa produttrice o da personale che opera per suo conto. Non è invece permesso il ritiro del prodotto da parte del cliente, nella sede aziendale.

 

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Oltre ai controlli, disposti dal Questore della provincia di Cagliari, allo scopo di arginare o per lo meno contrastare la diffusione del “Coronavirus”, proseguono senza sosta anche i servizi di controllo del territorio da parte della Polizia di Stato per il contrasto della criminalità diffusa.

Ieri sera, tramite linea 113, una donna segnalava la presenza, in via Dandolo, di un uomo vestito con abiti scuri intento a forzare la portiera di un’autovettura parcheggiata lungo la strada.

Immediatamente, un equipaggio della Squadra Volante, raggiunta la via, ha riconosciuto l’uomo sospetto che alla vista dell’autovettura istituzionale ha accelerato il passo cercando di eludere un possibile controllo di polizia.

Gli agenti, dopo averlo bloccato e identificato per S.R., 49enne cagliaritano, hanno notato che l’uomo era particolarmente nervoso e agitato. Anche grazie alla segnalazione ricevuta dalla cittadina, gli operatori hanno avuto il riscontro dell’azione malavitosa, ritrovando, nascosto in un vicolo adiacente a via Dandolo, un oggetto asportato dall’autovettura rovistata poco prima.

Proprio il riconoscimento di tale oggetto ritrovato da parte del proprietario dell’autovettura, contattato poco dopo dai poliziotti, ha incastrato l’uomo, il quale, alla luce dei fatti, è stato deferito all’Autorità giudiziaria non solo per il reato di tentato furto aggravato ma anche ai sensi dell’art. 650 CP, per non aver rispettato le disposizioni impartite dai D.P.C.M. sull’emergenza Covid-19.

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Il Punto Nascite resterà al CTO di Iglesias e l’eventuale struttura d’emergenza per trattare i casi di infezione Covid-19 verrà individuata a Iglesias, con ipotesi più probabile l’ospedale Santa Barbara. Lo ha annunciato questa mattina, nel corso confermato della trasmissione “Dentro il Sulcis Iglesiente”, su Radio Star, il consigliere regionale Fabio Usai (PSd’Az) e lo ha confermato poco fa in una nota, il sindaco di Iglesias, Mauro Usai.

«A seguito dell’approvazione da parte della Giunta regionale del Piano Strategico per l’emergenza Covid-19, nel quale era contemplata l’individuazione del P.O. CTO di Iglesias come struttura per l’eventuale gestione dell’emergenza sanitaria, con conseguente trasferimento del Punto Nascite da Iglesias all’Ospedale Brotzu di Cagliari – si legge nella nota del sindaco di Iglesias -, le istanze presentate dai Sindaci del Sulcis Iglesiente, che chiedevano l’individuazione del Santa Barbara di Iglesias come presidio ospedaliero di riferimento, sono state raccolte dai consiglieri regionali del territorio, ed in particolare dagli onorevoli Giorgio Oppi, Fabio Usai e Michele Ennas, che si son fatti carico della problematica, accogliendo quanto richiesto dai Sindaci.»
«Questa mattina, per il tramite dell’onorevole Giorgio Oppi, si è avuta conferma del fatto che non si procederà al trasferimento del Punto Nascite dal CTO di Iglesias e che, solo come ultima ipotesi e nel caso di emergenza, si individuerà ad Iglesias la struttura di riferimento per il trattamento dell’infezione Covid-19 . Solo in questa fase successiva si valuterà il luogo più idoneo, che, anche i consiglieri regionali concordano possa essere il Santa Barbara.
La presente comunicazione – ha spiegato il sindaco di Iglesias – vuole rassicurare i cittadini del territorio riguardo la presa in carico da parte dei consiglieri delle richieste presentate dai Sindaci e dagli Amministratori, per la tutela della salute pubblica.»
«L’Amministrazione comunale di Iglesias e tutti i Sindaci del Territorio, rimangono a disposizione per garantire la massima collaborazione a livello istituzionale, nell’ambito degli interventi in corso per la prevenzione e il contenimento dell’emergenza Covid-19.»

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Dopo l’approvazione del nuovo DPCM sull’emergenza Coronavirus, la Portovesme srl oggi ha iniziato la fermata di alcuni servizi non essenziali.

«Stamattina, dopo le dichiarazioni del Premier Giuseppe Conte che dichiarava che le produzioni industriali NON ESSENZIALI si dovevano interrompere, abbiamo incontrato l’azienda che ci ha presentato gli scenari che potrebbero presentarsi – si legge in una nota della RSU della Portovesme srl -. Alla luce di questi eventi con la società si è condiviso che, per motivi legati alla Prevenzione della salute dei lavoratori, si prenderanno le seguenti decisioni. Nel caso che le nostre attività possano continuare a svolgersi, si decide che, per la tutela e l’incolumità dei lavoratori, delle loro famiglie e di tutta la cittadinanza del Territorio di fermare servizi non essenziali ed alcuni reparti produttivi senza comprometterne la sicurezza.»

I reparti interessati, sono i seguenti:

• lo stabilimento di San Gavino fermerà la marcia dal 3° turno da oggi;

• il reparto Waelz si inizierà la procedura di fermata da domani che coinvolgerà entrambi i forni;

• il reparto SX da domani inizierà la procedura della fermata;

• il reparto Fusione verrà interessato in questo modo:

  • polvere di zinco passerà da 3 a 2 turni;
  • la sgranellatura farà solo 1 turno.

Tutti i servizi saranno interessati da una diminuzione di lavoro, in base alle necessità dello stabilimento.

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«Il caso del contagio di Bitti è unico nel suo genere per quanto riguarda il quadro epidemiologico della provincia di Nuoro. Nel nostro Comune, infatti, abbiamo a che fare con una casa di riposo, con una quarantina di soggetti, tra ospiti e operatori, potenzialmente interessati dalla pandemia di Covid-19. Ecco perché è necessario intervenire quanto prima per mettere in sicurezza tutti. Istituzioni e portatori di interesse non spengano i riflettori sul caso Bitti, continuiamo a lavorare assieme per definire subito e al meglio tutte le strategie da percorrere per blindare il rischio di contagio verso la popolazione esterna al centro di cura.»
L’accorato appello arriva dal sindaco di Bitti, Giuseppe Ciccolini, a due giorni dall’individuazione di una positività al Coronavirus su un ospite della casa di riposo ‘Nostra segnora de su Meraculu’. Ad oggi le condizioni dell’ospite, subito ricoverato all’ospedale San Francesco di Nuoro, sono discrete e stabili.

«Auspico – ha aggiunto il sindaco di Bitti – che, appena possibile, arrivino i tamponi per i riscontri clinici e nuove indicazioni operative dalla struttura sanitaria regionale  e territoriale, con cui stiamo collaborando costantemente da giorni e a cui va tutto il mio apprezzamento per la particolare disponibilità. A Bitti, come da procedura richiesta da questi casi di emergenza, abbiamo già attivato il COC (Centro operativo comunale) per assicurare tutta la cooperazione con le istituzioni regionali, in primis l’Ats, e una velocità di risposta sugli interventi da mettere in campo: noi siamo pronti, aspettiamo di sapere cosa dobbiamo fare per mettere in sicurezza la nostra comunità.»

Giuseppe Ciccolini ha quindi ricordato che «gli operatori della struttura di cura, a cui vanno i più sinceri ringraziamenti, continuano a lavorare con grande professionalità e senso del dovere per assicurare la massima assistenza agli ospiti».

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In serata sono stati riscontrati altri 28 casi di positività al Covid-19 in Sardegna. Dagli ultimi esami pervenuti, sono emersi 2 casi di positività su 81 test effettuati negli ospedali di Cagliari e Oristano. 26 positivi sono stati accertati tra Olbia, Sassari, Nuoro ed Ozieri. Sale così a 35 il numero dei casi positivi riscontrati oggi in Sardegna ed esattamente a 367 dall’inizio dell’emergenza.

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Questa sera, con la pubblicazione del DPCM contenente nuove misure per contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19, è stato ufficializzato anche l’elenco definitivo delle attività essenziali che restano aperte, un centinaio, con l’indicazione dei relativi codici ATECO, che pubblichiamo sia in formato pdf sia in formato jpg.

All. 1.pdf.

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E’ stato pubblicato questa sera il nuovo decreto annunciato ieri sera dal presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, contenente nuove misure per contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19.

Alleghiamo il testo integrale sia in formato pdf sia in formato jpg e l’elenco definitivo delle attività essenziali che restano aperte, sia in formato pdf sia in formato jpg.

dpcm 22 marzo 2020.pdf.

All. 1.pdf.

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Niente è semplice, al tempo del Coronavirus, meno che mai l’attività degli autotrasportatori e degli autisti che quotidianamente, spesso in silenzio, montano sugli autocarri e partono, non senza timore, per la loro preziosa missione, quella di garantire il funzionamento dell’intera catena logistica e distributiva in Italia e nella nostra isola.

«Vogliamo ringraziare l’Autotrasporto merci, che pur in difficoltà continua ad offrire il servizio essenziale di approvvigionamento dei beni, siano essi primari come quelli della filiera agroalimentare, dei farmaci, dei rifornimenti ospedalieri, siano essi necessari a sostenere l’intera popolazione in questo momento di emergenza estrema in tutto il Paese», afferma Valentina Codonesu, responsabile regionale CNA FITA, l’Unione dei Trasporti che monitora le attività delle imprese del comparto anche in questa emergenza Covid-19.

Numerose le crescenti criticità per gli autotrasportatori e per i loro autisti riscontrate dall’Associazione da quando ha avuto inizio l’incubo Coronavirus.

Tra queste: il blocco dell’attività per alcune tipologie di trasporto, legate a beni o attività sospese dai provvedimenti governativi; il caos nei porti e le difficoltà organizzative dei viaggi e degli imbarchi, prima del chiarimento sulla libera circolazione delle merci richiesto e ottenuto da CNA FITA alle ordinanze del presidente Christian Solinas n. 4 e 9/2020, nonché derivanti dalla riduzione delle tratte marittime passeggeri-merci; la difficoltà a trovare aree di servizio aperte, spazi di sosta dove potersi rifocillare e addirittura dove poter espletare i propri bisogni fisiologici lungo strade e autostrade, a seguito delle restrizioni governative sull’apertura delle attività di bar e ristorazione; i blocchi e rallentamenti da incubo lungo frontiera (es. Austria, Slovenia); le attese interminabili e pregiudizievoli nelle aziende committenti per carico e scarico delle merci; il rallentamento delle attività pubbliche funzionali allo svolgimento dell’attività di autotrasporto su strada (Motorizzazioni, CCIAA); la necessità di maggiori garanzie e sicurezze contro il rischio di contagio, tra cui quelle riguardanti la necessaria distanza sociale, nonché il reperimento di mascherine FPP2/3 – tutt’ora merce rara – come obbligatoriamente richiesto da alcuni depositi di smistamento delle merci.

A quest’ultimo proposito è stato finalmente emanato dal MIT nella serata di venerdì 20 marzo, il “Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid-19 nel settore del trasporto e della logistica”, un testo sollecitato da settimane da CNA FITA a tutela della sicurezza dei tanti autotrasportatori impegnati in prima linea a far andare avanti il Paese in questa emergenza. Il testo è stato condiviso dal ministro Paola De Micheli e le associazioni di committenti, del Trasporto e della Logistica, e dei Sindacati dei Lavoratori.

«Rappresentiamo uomini e donne coraggiosi, che rischiano in prima linea per garantire i servizi minimi e supportare i bisogni di aziende, famiglie e cittadini. Per questo è imprescindibile il senso di responsabilità e il rispetto delle norme di sicurezza da parte dell’intera filiera del Trasporto e della Logistica a tutela degli autistiafferma Franco Pinna, presidente regionale e vicepresidente nazionale CNA FITA –. Ci impegneremo perché gli sforzi di questa categoria non vengano dimenticati dai Governi e dalle Istituzioni nei futuri provvedimenti che dovranno sostenere la ripresa economica.»

 

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«Sono finalmente in Sardegna i lavoratori sardi che da alcuni giorni si trovavano in Corsica in attesa di ricongiungersi con le loro famiglie. Desidero perciò esprimere il più vivo apprezzamento e la mia riconoscenza nei confronti del presidente della Corsica Gilles Simeoni e del responsabile delle Relazioni Istituzionali della Regione francese e dei rapporti Sardegna-Corsica, Denis Luciani per aver lavorato incessantemente – in una situazione complessa e di oggettiva difficoltà – per creare le condizioni per il rientro a casa dei nostri concittadini. »

Lo ha detto questa sera il presidente della Regione, Christian Solinas.

«La collaborazione tra le strutture della Regione e la Corsica ha rafforzato ancora più la reciproca solidarietà e i comuni ideali e valori di amicizia tra i popoli, ancor più in questa situazione di emergenza», ha concluso Christian Solinas commentando il rientro in Sardegna dei lavoratori sardi appena sbarcati a Porto Torres.