22 June, 2026

[bing_translator]

Sono 359 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 2.568 test, 168 dei quali in corso d’accertamento. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 94, di cui 18 in terapia intensiva, mentre 249 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende due pazienti guariti, più altri tre guariti clinicamente. Salgono a 11 i decessi.
Sul territorio, dei 359 casi positivi complessivamente accertati, 61 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+9 rispetto all’ultimo aggiornamento), 260 (+7) a Sassari, 7 (+3) a Oristano e 9 (+1) nel Sud Sardegna. Resta invariato il dato per Nuoro (22).

[bing_translator]

Un altro ospite, il secondo nel giro di tre giorni, della Casa di riposo ‘Nostra Segnora de su Meraculu’ di Bitti, è risultato positivo alle analisi sul Coronavirus. La notizia è giunta oggi dall’ospedale San Francesco di Nuoro dove da ieri si trova ricoverato il paziente.

«Stiamo gestendo l’emergenza in costante collaborazione con la direzione sanitaria della ASSL di Nuoro, con il Servizio igiene (coordinamento delle aree di Oristano, Olbia e Nuoro) e con l’Assistenza domiciliare integrata (ADI). Ai dirigenti che guidano queste strutture e a tutti i loro collaboratori va la mia gratitudine e il più sincero apprezzamento per aver organizzato una vera e propria task force all’interno del Nostra Segnora de su Meraculu», ha detto il sindaco di Bitti, Giuseppe Ciccolini, nel commentare la seconda positività rilevata nella Casa di riposo del paese dopo che ieri un paziente, con evidenti sintomi da Covid-19, era stato trasportato al San Francesco.

«Ci tengo a esprimere un ringraziamento speciale al personale – ha aggiunto il sindaco – che, con straordinario senso del dovere e forte sacrificio, sta assicurando il servizio di assistenza agli ospiti. Una prova encomiabile che ha visto gli operatori risiedere all’interno della struttura evitando così spostamenti, potenzialmente pericolosi sul piano del contagio del virus, nel centro abitato e presso le proprie famiglie. Domani – ha concluso Giuseppe Ciccolini – saranno sottoposti alla prova del tampone una quarantina di cittadini tra ospiti, operatori della Casa di riposo e personale medico che negli ultimi giorni ha avuto contatti con il Nostra Segnora de su Meraculu.»

[bing_translator]

La Fondazione Carlo Enrico Giulini ha effettuato la scorsa settimana una donazione dell’importo di 200.000 € per fronteggiare l’emergenza Covid-19. I fondi, depositati nel conto corrente che ATS Sardegna ha appositamente istituito, sono destinati agli ospedali sardi impegnati sul fronte della lotta contro il Coronavirus. In questo momento di emergenza sanitaria a livello mondiale, la Fondazione Carlo Enrico Giulini, che è presente da anni nell’Isola in diversi settori di intervento, ha ritenuto opportuno dare il suo contributo. Un gesto che vuole essere un segnale concreto a sostegno dell’ATS Sardegna per l’acquisto di presidi medicochirurgici, macchinari ed attrezzature a supporto dei reparti di terapia intensiva e subintensiva, ma anche un ringraziamento nei confronti di tutto il personale sanitario che combatte in prima linea.

[bing_translator]

«È inaccettabile che un sindaco, responsabile della salute pubblica dei suoi cittadini, sia all’oscuro del numero e dell’identità delle persone positive al Covid-19 tra le persone che amministra.»

Lo afferma Paola Secci, sindaco di Sestu, rivolgendosi al presidente della Regione, all’assessore della Sanità, al commissario dell’Ats Sardegna e all’Unità di crisi regionale.

«Come amministratori, siamo tenuti all’oscuro di quanto avviene, apprendiamo le notizie dai giornali o, peggio, dai social, dove si scatenano voci di ogni genere, la caccia alle streghe e all’untore e dove spesso siamo accusati di voler nascondere le informazioni ai nostri cittadini. È una situazione che non può andare avanti – insiste Paola Secci -. Stiamo facendo la nostra parte, abbiamo attivato il nostro Centro Operativo Comunale, effettuiamo i controlli delle quarantene obbligatorie e volontarie e giriamo il territorio comunale verificando personalmente che vengano rispettate le disposizioni nazionali e regionali, anche quando poco chiare e aperte a diverse interpretazioni. Pretendiamo rispetto, per noi ma soprattutto per chi è stato contagiato e si trova in ospedale o a casa. Lasciare che siano le chiacchiere di paese a mettere alla gogna queste persone è disumano. Noi sindaci possiamo rappresentare un filtro importante e una tutela per le famiglie dei pazienti e per tutta la nostra popolazione. Ma siamo tenuti fuori da questo sistema di informazioni che deve essere assolutamente rivisto – conclude Paola Secci -. Lo chiediamo a gran voce a tutti coloro che hanno ruoli di responsabilità nella gestione di questa terribile emergenza.»

[bing_translator]

Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile. Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 50.418 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 63.927 i casi totali.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 18.910 in Lombardia, 7.220 in Emilia-Romagna, 4.986 in Veneto, 4.529 in Piemonte, 2.358 nelle Marche, 2.301 in Toscana, 1.553 in Liguria, 1.414 nel Lazio, 929 in Campania, 771 in Friuli Venezia Giulia, 914 nella Provincia autonoma di Trento, 688 nella Provincia autonoma di Bolzano, 862 in Puglia, 681 in Sicilia, 605 in Abruzzo, 556 in Umbria, 379 in Valle d’Aosta, 343 in Sardegna, 280 in Calabria, 89 in Basilicata e 50 in Molise.

Sono 7.432 le persone guarite. I deceduti sono 6.077 (601 oggi), ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

[bing_translator]

Prosegue incessante l’azione di controllo da parte del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna per vigilare sul rispetto delle regole stabilite per l’emergenza epidemiologica da Covid-2019.
Oggi sono stati effettuati 723 controlli: 211 nell’area di Cagliari, 29 Iglesias, 77 Oristano, 151 Sassari, 124 Tempio, 59 Nuoro, 72 Lanusei.
Sono state sanzionate 11 persone (5 Sassari, 3 Oristano, 2 Tempio, 1 Cagliari), segnalate alla Magistratura.
Inoltre, durante la giornata sono stati controllati, nello scalo marittimo di Porto Torres,  anche 92 passeggeri sbarcati con 53 auto, provenienti dalla Corsica.
L’inosservanza delle Ordinanze del Presidente della Regione comporta le conseguenze previste dall’art. 650 del cp, con arresto fino a 3 mesi e sanzione.

[bing_translator]

«L’emergenza ha cambiato e sta cambiando radicalmente la vita di tutti i Sardi. Sin dall’inizio la Regione è impegnata al massimo per tutelare la salute dei cittadini e dare sostegno alle imprese e ai lavoratori della nostra Isola. In questi giorni assistiamo a violenti attacchi verso la Giunta e verso l’assessore della Sanità, Mario Nieddu, in particolar modo da forze politiche che sono il riflesso di un governo nazionale che ben poco sta facendo per il nostro territorio e che, in generale, sta gestendo questa crisi in modo discutibile. Nonostante questo la Regione ha scelto la strada della responsabilità e della massima collaborazione istituzionale.»

I consiglieri regionali del gruppo della Lega difendono l’operato dell’assessore della Sanità Mario Nieddu.

«Difficile però tacere quando da Roma arrivano forniture scadenti, come le ormai tristemente note ‘mascherine’, che sono poco più di un panno di garza, inadeguate a tutelare i nostri operatori sanitari strenuamente impegnati in prima linea nella lotta contro il contagio. Non si può, per questo, puntare il dito sulla Regione, né sull’assessore Mario Nieddu, né sul presidente Christian Solinas, che ricordiamo sono stati anche i primi a richiedere al governo, ripetutamente e disperatamente il blocco dei collegamenti, già nelle settimane prima che l’epidemia si facesse strada sul nostro territorio. Su questa linea, da Roma, un ‘no’ secco, ripetuto, e poi un cambio di rotta arrivato comunque tardi – aggiungono Dario Giagoni, Pierluigi Saiu, Sara Canu, Michele Ennas, Ignazio Manca, Annalisa Mele, Michele Pais ed Andrea Piras. Il Governo in tutte le sue mosse ha dimostrato di inseguire la diffusione del virus anziché prevenirla, cosa che si sarebbe potuta fare se le richieste della Regione fossero state ascoltate.Inoltre, si può forse incolpare la Regione per i ritardi nella fornitura dei reagenti necessari per i tamponi? Lo stesso assessore Mario Nieddu ha concordato sull’utilità di eseguire i test sul personale medico in servizio e lui stesso si è impegnato a trovare soluzioni alternative per consentire il monitoraggio e superare il problema di approvvigionamenti che arrivano col contagocce. Un problema che, tra l’altro, investe tutte le Regioni, alcune delle quali vivono un momento drammatico.»
«Grazie all’intervento dell’assessore della Sanità la Sardegna ha anche ottenuto l’impiego dei medici dell’esercito, che daranno un prezioso contributo nel recuperare la piena funzionalità degli ospedali di Olbia e Sassari, duramente colpiti dal propagarsi dell’infezione. Oggi come non mai la Lega è vicina a chi lotta in prima linea e a tutti i cittadini. Lo siamo come politici che lavorano nelle istituzioni e come Sardi, che vivono sul territorio. Serve unità, collaborazione e consapevolezza che questa battaglia riguarda tutti – concludono Dario Giagoni, Pierluigi Saiu, Sara Canu, Michele Ennas, Ignazio Manca, Annalisa Mele, Michele Pais ed Andrea Piras -. Facciamo nostro il grido di dolore di chi lotta in corsia, non lasceremo da solo nessuno, ma respingiamo ogni attacco politico rivolto a destabilizzare chi invece, nelle istituzioni, sta combattendo una lotta senza tregua.»

[bing_translator]

«Anche nell’attuale emergenza abbiamo lavorato per assicurare ai sardi il diritto alla mobilità non appena la situazione tornerà alla normalità.»

Lo afferma il presidente della Regione, Christian Solinas, commentando la proroga, avvenuta stasera, dei contratti con Alitalia che garantiscono, dal 17 aprile la vendita dei biglietti sulle rotte Cagliari-Roma, Cagliari-Milano e Alghero-Roma e Alghero-Milano.

A seguito dell’attivazione della procedura di emergenza sullo scalo di Olbia gli uffici dell’assessorato regionale dei Trasporti hanno anche provveduto ad aggiudicare le rotte ad Alitalia che potrà quindi dalla stessa data aprire alle vendite i biglietti sulle rotte Olbia-Roma e Olbia-Milano.

[bing_translator]

Enel Cuore, la onlus di Enel, per affrontare l’emergenza sanitaria causata dal diffondersi del virus Covid-19 nel nostro Paese, ha approvato una serie di misure a sostegno delle principali realtà impegnate nell’assistenza sanitaria e sociale.

Enel Cuore ha individuato le aree di intervento nell’ambito delle quali valutare le iniziative attualmente in corso sul territorio nazionale. In particolare, la onlus di Enel si propone di:

  • Sostenere nell’immediato l’attività della Protezione Civile nel contrastare l’emergenza epidemiologica.
  • Supportare ospedali, strutture sanitarie ed enti nella creazione di nuovi posti letto e l’acquisto delle apparecchiature necessarie sia nelle aree maggiormente colpite del nord Italia che nel resto del Paese.
  • Supportare le organizzazioni del terzo settore italiano per garantirne la sicurezza e la continuità dell’operato.
  • Contribuire alle azioni delle amministrazioni locali volte a supportare coloro che più di altri sono messi in difficoltà dall’emergenza e, successivamente, a sostenere la ripresa delle attività cittadine.

«In questo momento così complesso per l’Italia, Enel, attraverso la sua onlus Enel Cuore, vuole dare un aiuto concreto per contribuire a sostenere le strutture ospedaliere, le associazioni sul territorio e potenziare la risposta del sistema Paese all’emergenza in corso – afferma Patrizia Grieco, presidente di Enel e di Enel Cuore -. Siamo una multinazionale italiana con forti radici nel territorio che fa della sostenibilità l’architrave della sua strategia. È’ quindi del tutto naturale, ma al contempo doveroso per la nostra società, aiutare i territori dove operiamo e le comunità con cui lavoriamo ogni giorno.»

Per la realizzazione di queste iniziative Enel Cuore ha stanziato oltre 23 milioni di euro sia per progetti già individuati, sia per altri in fase di individuazione che verranno definiti in tempi brevi grazie al dialogo e il continuo coordinamento con Protezione Civile e Autorità nazionali e regionali in prima linea contro la diffusione del virus.

Per far fronte all’emergenza anche E-Distribuzione, la più grande società in Italia nel settore della distribuzione di energia elettrica, è scesa in campo donando un collegamento alla propria rete elettrica (o aumenti di potenza) in favore di strutture sanitarie pubbliche o aree sanitarie, anche temporanee, attivate per la gestione della crisi legata al Covid-19 e sino al termine dello stato di emergenza.

[bing_translator]

«Sono la prima frontiera davanti ai cittadini che, in questo momento, auspicano solo una parola di incoraggiamento e speranza. I sindaci sardi assicurano non solo la tutela della salute pubblica, ma anche la garanzia di un impegno dinamico nei confronti delle attività produttive che si ritagliano nel territorio.»
E’ quanto evidenzia il consigliere regionale del Partito sardo d’azione Gianfranco Nanni Lancioni, che auspica un intervento forte a supporto all’esercito delle fasce tricolori, in prima linea nell’emergenza Coronavirus.

«E’ una battaglia che i primi cittadini affrontano in trincea. Nei paesi isolani sono stati attivati i Centri operativi comunali, che prevedono il decollo della macchina di protezione civile per i rischi derivanti dai casi sanitari presenti nei diversi angoli della Sardegna – spiega Nanni Lancioni -. E il primo argine è rappresentato dalle misure intraprese dai sindaci per garantire lo svolgimento delle funzioni pubbliche e private essenziali e delle istituzioni. Non devono sentirsi abbandonati, da soli, in questa guerra.»
«Ecco perché l’assemblea regionale deve salvaguardare – aggiunge il consigliere regionale dei 4 Mori – il ruolo svolto dai primi cittadini attraverso maggiori risorse per le emergenze. Sono necessari toni forti per invocare i cittadini a non uscire, poi una serie di misure per le situazioni che possano avere ricadute negative sulla salute pubblica. Un compito non facile – conclude Nanni Lancioni – che si traduce in un esempio virtuoso per uscire dalle difficoltà e superare questa emergenza determinata dall’epidemia.»