16 August, 2026

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Primo caso di positività nel comune di Calasetta. A darne comunicazione alla popolazione è stata Claudia Mura, sindaco del paese. Il primo cittadino ha spiegato in un video pubblicato nella pagina Facebook del Comune, di averne avuto conferma questo pomeriggio dall’ATS Sardegna ed ha aggiunto che la persona che ha contratto il Coronavirus sta bene, è costantemente monitorata dai medici e dall’ATS, la situazione è sotto controllo, anche perché si trovava già in isolamento preventivo, in quanto proveniente da fuori Sardegna.

Claudia Mura ha ribadito che «oggi più di ieri dobbiamo attenerci alle regole emanate dal Governo e dalla Regione, dobbiamo stare a casa, uscire solo se proprio strettamente necessario ed utilizzare i dispositivi di protezione».

Claudia Mura ha annunciato di aver ricevuto ieri i nuovi elenchi delle persone che stanno arrivando a Calasetta e ha chiesto loro di stare attenti, di seguire rigorosamente l’isolamento preventivo, non solo nei confronti della collettività ma anche della propria famiglia. «Lo so che è difficile ma dobbiamo rinviare baci ed abbracci ad un altro momento, per uscire velocemente da questa situazione, dobbiamo eliminare i contagi», ha concluso il sindaco di Calasetta.

Allegato il video di Claudia Mura

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«Prestazioni non erogate ma che verranno in ogni caso pagate a carissimo prezzo alle più grandi cliniche private della Sardegna. È questo quello che sta accadendo nella nostra regione in piena emergenza epidemiologica ma, soprattutto, in piena crisi economica. Mentre migliaia di famiglie sarde sono già sul lastrico e faticano a racimolare i quattrini per fare la spesa, la Giunta regionale della Sardegna ha deciso arbitrariamente di pagare le tre cliniche private diventate interamente dedicate ai pazienti Covid-19 a prescindere dal numero dei ricoveri e dalle prestazioni effettivamente erogate. Che i letti restino vuoti o vengano occupati, per la giunta non fa alcuna differenza, le casse delle cliniche private hanno chiesto e ottenuto che la Regione paghi la disponibilità, il pieno per il vuoto. L’auspicio è ovviamente quello che i letti delle strutture Covid-19 restino vuoti, ma non possiamo tollerare che la popolazione venga privata di risorse finanziarie che potrebbero essere meglio impiegate a sostegno dell’economia e delle famiglie della nostra isola.»

Il consigliere regionale del M5S si accinge a presentare un’interrogazione per conoscere i criteri di scelta adottati dalla Giunta per le strutture Covid-dedicate.

«Ma l’aspetto che più fa indignare di questa vicenda sottolinea il consigliere regionale pentastellatoè che la Regione abbia scelto le strutture ospedaliere private accreditate, Mater Olbia, Policlinico di Sassari, e Policlinico Città di Quartu, quali strutture Covid-dedicate, senza aver nemmeno valutato la possibilità di utilizzare gli ospedali pubblici, né tantomeno aver avviato una procedura di confronto dei costi. Senza alcun metro di paragone si è deciso di pagare una diaria ospedaliera che va dai 250 ai 900 euro.»

«Non crediamo affatto che le cliniche private siano state scelte perché consentivano un notevole risparmio al sistema sanitario regionale – aggiunge Roberto Li Gioi -. La delibera di giunta, cliccabile e quindi consultabile soltanto da ieri, dice tutt’altro. Anche perché come abbiamo già avuto modo di notare in questi giorni convulsi, alcune di queste cliniche non sono affatto pronte a far fronte all’emergenza. Il Mater Oblia ha infatti addirittura avviato la ricerca del personale medico e infermieristico necessario. In particolare chiedo al Governatore la massima trasparenza su quanto sta avvenendo in Gallura. La popolazione ha il diritto di conoscere il numero dei pazienti ricoverati, sapere in quali strutture si trovano e in quali reparti. Se davvero la scelta della Regione prevede il risparmio, dobbiamo escludere la possibilità che gli ospedali Covid-19 stiano lavorando al dieci per cento delle loro possibilità mentre la sanità pubblica è costretta a farsi carico di una mole di lavoro triplicatasi da quando il Mater Olbia è diventata struttura Covid-19.»

«Purtroppoconclude conclude Roberto Li Gioiquanto ho denunciato in un’interrogazione presentata quattro giorni fa si è verificato: la riapertura dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Olbia è stata prematura. Oggi abbiamo infatti appreso che i tamponi eseguiti su due medici hanno dato esito positivo, e poiché si tratta di persone che hanno lavorato all’interno della struttura per ben tredici giorni, sia prima della sanificazione che dopo, il rischio contagio è nuovamente ai livelli di guardia. La Regione non può continuare a tenerci all’oscuro. Pretendiamo la massima trasparenza

 

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Nei 107 Comuni della provincia del Sud Sardegna i positivi al Covid-19 sono 63, il 7,64% del dato regionale. Nelle ultime 24 ore è stato riscontrato 1 caso, dopo i 4 di ieri, 5 negli ultimi quattro giorni.

La Provincia sarda più colpita, in emergenza, è quella di Sassari, che ad oggi registra 547 casi (19 più di ieri, una crescita fortunatamente in calo) il 66,3% del dato regionale, seguita dall’Area metropolitana di Cagliari, salita a 134, il 16,24% del dato regionale; la provincia di Nuoro ha riscontrato 62 casi di positività (uno in meno rispetto alla provincia del Sud Sardegna), il 7,52%; la Provincia finora meno colpita finora è quella di Oristano, con 19 casi, il 2,3%.

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Dal 14 marzo sono oltre 17.000 i controlli realizzati dal Corpo forestale della Regione Sardegna per vigilare sul rispetto delle regole stabilite per l’emergenza epidemiologica da Covid-2019.

Nella giornata di ieri sono stati effettuati 938 controlli: 313 nell’area di Cagliari, 66 Iglesias, 82 Oristano, 146 Sassari, 103 Tempio, 163 Nuoro, 65 Lanusei. Sono state sanzionate 11 persone (6 a Tempio, 3 a Cagliari, 2 ad Iglesias), per un totale (dal 14 marzo) di 245.

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Nel quadro delle attività di prevenzione e contenimento dell’infezione Covid-19, nella città di Iglesias, dopo gli interventi degli scorsi giorni, nelle giornate di lunedì 6, martedì 7, mercoledì 8 e giovedì 9 aprile, si procederà a svolgere il secondo degli interventi di sanificazione delle strade cittadine per mezzo di getto di vapore ad elevata temperatura e di disinfezione virus/batterica mediante umidificazione.
L’intervento di sanificazione, da effettuarsi con getto forzato di vapore verrà effettuato nelle strade cittadine come di seguito riportato:
– Lunedì 6 aprile, dalle ore 07:00 alle ore 14:00 in:
* Piazza Quintino Sella – tutti i quattro lati che costeggiano la piazza;
* Via Gramsci – dall’intersezione con la Piazza Q. Sella, all’intersezione con la Via Roma;
* Via Roma – dall’intersezione con la Via Gramsci all’intersezione con la Via Baudi di Vesme;
* Via Garibaldi – dall’intersezione con la Piazza Q. Sella all’intersezione con la Via Antas;
* Via Diana – dall’intersezione con la Via Oristano all’intersezione con la Via Gramsci;
* Via Baudi di Vesme;
* Via Valverde – dall’intersezione con la Piazza Quintino Sella all’intersezione con la Via Antas;
* Via Antas – dall’intersezione con la Via Garibaldi all’intersezione con la Via Valverde.

– Martedì 7 aprile dalle ore 7.00 alle ore 14.00 in:
* Via Isonzo – dall’intersezione con la Via Asproni all’intersezione con la via Indipendenza;
* Via Gorizia – dall’intersezione con la Via Asproni all’intersezione con la Via Piave;
* Parcheggio comunale via Isonzo; Piazza d’Armi;
* Via XX Settembre – dall’intersezione con la Via Roma all’intersezione con la Via Fiume;
* Via Oristano – dall’intersezione con la Via XX Settembre all’intersezione con la Via Diana
* Ingresso Rosa del Marganai.

– Mercoledì 8 aprile, dalle ore 7.00 alle ore 14.00 in:
* Via Gioia – dall’intersezione con il Corso Colombo alla rotonda della via Pacinotti
* Piazza San Pio X;
* Sagrati delle Chiese.
Al fine di consentire gli interventi, nelle date e negli orari indicati, è istituito il divieto di sosta con rimozione forzata.

L’intervento di disinfezione virus/batterica, mediante umidificazione, verrà effettuato la notte tra mercoledì 8 e giovedì 9 aprile, come di seguito riportato:

– Via San Leonardo – dall’intersezione con la via Marghine all’intersezione con la Via della Regione;
– Via Cattaneo – dall’intersezione con la Via Pintus all’ingresso con il negozio Bricofer;
– Corso Colombo – dall’intersezione con la Via Gioia all’intersezione con la Via Pacinotti;
– Piazza Quintino Sella – tutti i quattro lati che costeggiano la piazza;
– Via Gramsci – dall’intersezione con la Piazza Quintino Sella all’intersezione con la Via Roma;
– Via Roma – dall’intersezione con la Via Gramsci all’intersezione con la Via Baudi di Vesme;
– Via Garibaldi – dall’intersezione con la Piazza Quintino Sella all’intersezione con la Via Antas;
– Via Veneto – dall’intersezione con la Piazza Mercato all’intersezione con la Via XX Settembre;
– Via XX Settembre – dall’intersezione con la Via Roma all’intersezione con la Via Garibaldi;
– Via Oristano – dall’intersezione con la Via XX Settembre all’intersezione con la Via Diana;
– Via Diana – dall’intersezione con la Via Oristano all’intersezione con la Via Gramsci;
– Via Isonzo – dall’intersezione con la Via Asproni all’intersezione con la Via Indipendenza;
– Via Asproni – dall’intersezione con la Via Roma all’intersezione con la Via Gorizia;
– Via Gorizia – dall’intersezione con la Via Asproni all’intersezione con la Via Piave;
– Via Antas – dall’intersezione con la Via Garibaldi all’intersezione con la Via Valverde;
– Via Valverde – dall’intersezione con la Piazza Quintino Sella all’intersezione con la Via Antas;
– Via Indipendenza – dall’intersezione con la Via Veneto all’intersezione con la Via Isonzo;
– Via Argentaria – parcheggi uffici comunali e provinciali;
– Via Pacinotti – dall’intersezione con la Via Metalla all’intersezione con la Via Di Vittorio;
– Via Pintus – dall’intersezione con la Via Cattaneo all’intersezione con la Via Goldoni;
– Via Modena – dall’intersezione con la Via Cremona all’intersezione con la Via Fiume;
– Via Venezia – dall’intersezione con la Via Genova all’intersezione con la Via Argentaria;

Per la disinfezione virus/batterica delle strade cittadine mediante umidificazione, si rende necessario istituire il divieto di sosta con rimozione forzata, dalle ore 22.00 di mercoledì 8 aprile alle ore 22.00 di giovedì 9 aprile, ed inoltre si chiede ai cittadini di non sostare nei pressi della macchina operativa, di non aprire le finestre delle abitazioni, di non lasciare i panni stesi all’aperto, di non accompagnare gli animali domestici per i bisogni fisiologici e di lavare accuratamente frutta e verdura prima della consumazione.

Nelle settimane successive verranno inserite ulteriori vie cittadine nelle quali eseguire le attività di sanificazione e disinfezione, al fine di garantire la massima copertura per gli interventi.

Sono 825 i casi di positività al Covid-19 riscontrati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. I ricoverati con sintomi sono 122, i pazienti in terapia intensiva 24, gli ospedalizzati complessivamente 146, 598 i pazienti in isolamento domiciliare.

Le persone attualmente positive sono 744, 26 i nuovi attualmente positivi, 40 i dimessi (in attesa di conferma dall’Istituto Superiore di Sanità). I deceduti sono saliti a 41. I tamponi effettuati sono 6.478. 

Sul territorio, dei 825 casi positivi complessivamente accertati, 134 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+8 rispetto all’ultimo aggiornamento), 63 nel Sud Sardegna (+1), 19 a Oristano (+1), 62 a Nuoro (+2), 547 (+19) a Sassari.

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Sono stati ritrovati nelle campagne di Dolianova i corpi dei fratelli Davide e Massimiliano Mirabello (40 e 35 anni) che, come da ipotesi investigativa del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Cagliari, si ritiene siano stati uccisi il giorno della loro scomparsa e che ha portato al fermo di indiziato di delitto di Joselito Marras e il figlio Michael da parte della competente Autorità giudiziaria.
E’ in corso attività di sopralluogo da parte de citato nucleo Investigativo con ausilio del Ris, il cui contributo tecnico è stato importantissimo nella non facile ricostruzione investigativa.

 

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«In un periodo come quello attuale, dove tutti stiamo condividendo il dramma provocato dal Covid-19, che nell’Isola conta allo stato attuale circa 800 contagiati e 40 deceduti, ci sembra opportuno fare una riflessione. Tutti da anni stiamo lamentando lo stato di salute della sanità sarda, indistintamente da tutte le parti. Tutti ci stiamo dicendo che dovrebbero essere fatti nuovi e cospicui investimenti. E allora, perché, ci chiediamo noi, in un momento come questo, il presidente Christian Solinas e la maggioranza che lo sostiene ha deciso di dare manforte alle strutture sanitarie private dell’isola, promuovendone ben 3 al ruolo di ospedale Covid: il Mater Olbia, il Policlinico Sassarese e la clinica Città di Quartu?»

E’ molto duro l’intervento del segretario regionale di Articolo UNO Luca Pizzuto, sulla gestione delle risorse regionali in campo sanitario.

«Non ci sono forse strutture pubbliche pronte ad esercitare lo stesso servizio? Siamo addirittura a conoscenza di reparti pubblici già pronti a partire per affrontare questa incredibile crisi aggiunge Luca Pizzuto. Gli ultimi provvedimenti della Regione confermano un’idea che noi abbiamo da tempo: il governatore della Regione ha in testa un progetto ben chiaro di privatizzazione della sanità, in parte già applicato da alcuni suoi colleghi di marchio leghista (vedi Lombardia e Veneto per esempio), rendendo sempre più costosa e gravosa ai cittadini sardi la possibilità di curarsi. Sappiamo che questo non è il tempo delle polemiche, ma sarebbe da ignavi far finta di niente e lasciar cadere le cose come se niente fosse.»

«Noi ci permettiamo di suggerire al Presidente di sostenere e promuovere le professionalità delle tante persone impegnate nelle strutture pubbliche, di investire tutte le risorse possibili nella sanità Pubblica, apprendo nuovi reparti nelle realtà già esistenti e sfruttando tutte le strutture esistenti comprese quelle periferiche. Non è tempo conflitti ma di operare tutti per una soluzione comuneconclude il segretario regionale di Articolo UNO -. Noi siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità. Speriamo che lo sia anche il presidente Christian Solinas e la maggioranza consiliare.»

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L’editoria libraria sarda è in ginocchio a causa dell’emergenza sanitaria, i cui effetti si riverberano pesantemente sul mondo del libro da circa un mese e non accennano a diminuire. Sono ferme la produzione, la promozione, la distribuzione e la vendita dei libri con la chiusura totale delle librerie, come il rischio crediti finora maturati appare un’incognita insostenibile: il calo del fatturato è stimato oltre l’80 per cento per il solo mese di marzo, mentre la produzione è pressoché bloccata (ad oggi la totalità del comparto è ricorsa al sistema della cassa integrazione ordinaria), senza considerare la perdita di immagine sul mercato.

L’Associazione editori sardi lancia l’allarme: se non saranno prese immediate misure di sostegno del settore (escluso dalle misure del decreto “Cura Italia”), il rischio di un collasso per l’intero comparto sarà forse inevitabile.

«Sono numeri agghiaccianti con i quali bisognerà fare i conti e sui quali vorremmo confrontarci anche con la Regione Sardegna, cui abbiamo indirizzato, in tempi diversi, una richiesta d’intervento straordinario a favore del comparto, senza avere ancora risposta», afferma Simonetta Castia, presidente dell’AES, che riunisce 26 editori, corrispondenti al 90 per cento della produzione libraria dell’isola.

«Se non si interviene subito per programmare in anticipo il riavvio dell’attività – spiega Simonetta Castia – è molto probabile che sarà inutile farlo dopo, in assenza di imprese. Chiediamo lungimiranza, attenzione e consapevolezza del ruolo che riveste il libro per la nostra isola e per la cultura in genere, così come per le numerosissime professionalità coinvolte.»

Le aziende editrici proseguono laddove possibile la propria attività, ma è evidente che la produzione sia ferma e che per i lavori già andati in stampa non ci sarà la possibilità di fare alcuna promozione, sia diretta che indiretta, data la sospensione degli eventi culturali e la cancellazione progressiva delle più importanti fiere di settore.

Le istanze presentate alla RAS arrivano in concomitanza con l’appello rivolto all’ADEI (Associazione degli editori indipendenti) da parte delle associazioni regionali (firmataria l’AES), per promuovere le esigenze dei comparti territoriali a livello nazionale.

A fronte dei disagi che rischiano di compromettere la prosecuzione dell’attività per molte imprese locali nel 2020, la richiesta è quella di mettere urgentemente in atto delle misure di carattere eccezionale, anche in deroga alla legge regionale 22 del 1998, così come di porre in pagamento immediato i contributi del settore.

«Più in particolare – specifica Simonetta Castia – ci attendiamo una dotazione straordinaria di risorse aggiuntive rispetto al magrissimo capitolo di spesa di bilancio e il ripristino, dopo tanti anni di sospensione, di un fondo per l’acquisto copie, ai sensi dell’articolo 4, da destinarsi alle biblioteche sarde.»

È richiesto, inoltre, il potenziamento delle risorse destinate a riconoscere incentivi per l’acquisto di beni e servizi (articolo 5), abolendo le limitazioni di legge, che fissano paletti fuori mercato e impongono le restrizioni del regime de minimis, di cui si chiede l’abbattimento o l’ampliamento nella misura di 500mila euro.

Sarebbe questa l’occasione, tra l’altro, per giungere a una semplificazione, attesa da troppi anni, della normativa di legge, vincolata nel testo e nei criteri al rispetto di prassi incostituzionali. L’aspettativa è che la Regione Sardegna, in virtù anche della sua specialità, favorisca l’introduzione, ove non considerato dal DCPM, del tax credit; l’individuazione di un bonus per i dipendenti o collaboratori esterni delle case editrici e delle librerie; l’estensione alla nostra categoria delle misure adottate per tutto il settore della Cultura, al fine di colmare questo grave squilibrio.

Infine, se nel 2020 dovesse saltare l’intera agenda di promozione garantita dagli eventi su scala nazionale e internazionale, è chiesta con effetto immediato la riconversione delle spese sul fondo emergenze a supporto dell’editoria libraria locale.

A questo, si aggiunge la proposta di finanziamento di una campagna di promozione o pubblicità su vasta scala del libro sardo, da svolgersi in collaborazione e in coordinamento con le associazioni di categoria ed i soggetti della filiera.