Emanuele Cani (PD): «Siamo preoccupati per i 5 casi di Coronavirus al Call center Comdata di Cagliari»
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Lo scorso 26 marzo la Giunta regionale ha pubblicato una delibera sul funzionamento dei Centri antiviolenza e delle Case di accoglienza durante l’emergenza Covid-19. Il documento stabilisce che gli accessi nei Centri antiviolenza dovranno essere contingentati, consentendo lo svolgimento di consulenze in sede solo nei casi di estrema urgenza, mentre le attività in loco delle sedi operative e degli sportelli dei Centri antiviolenza sono sospese.
Su questo tema è stata presentata oggi una mozione firmata dalle consigliere e dai consiglieri del gruppo dei Progressisti.
«È fondamentale che tutti gli sportelli d’ascolto e le sedi operative rimangano aperti, riorganizzando le loro attività nel rispetto degli standard sanitari necessari – scrivono i Progressisti – questa delibera è lacunosa e dannosa per la sicurezza delle donne vittime di violenza domestica, costrette, in queste settimane, ad una convivenza forzata con i loro aguzzini».
Come riferito dagli stessi Centri antiviolenza, nelle prime due settimane di marzo, le chiamate arrivate al numero verde 1522 sono diminuite di circa il 50%.
«Il dato è allarmante ed è evidente che le donne fatichino a inviare un messaggio di aiuto dalle loro abitazioni – dichiara Maria Laura Orrù, prima firmataria. – Esiste poi la delicatissima questione delle autocertificazioni. Le donne che riescono a uscire di casa, per chiedere aiuto, devono dichiarare il luogo in cui stanno andando e il motivo per cui si stanno allontanando dalla loro abitazione. Come possiamo pretendere da loro una cosa del genere? Non tutte lo vogliono fare, per paura di essere scoperte dal loro maltrattante o per timore che l’agente che effettua il controllo le possa conoscere, soprattutto nei piccoli comuni.»
Conclude Laura Caddeo, consigliera dei Progressisti: «Temiamo fortemente che siano molte le donne che, in questo momento di forzato isolamento, vivono in un clima di paura per se stesse e per i propri figli, spesso minori, per i quali la violenza assistita comporterà danni psicologici gravi e spesso insanabili».
I Progressisti chiedono chiarezza al presidente Christian Solinas ed alla commissione regionale per le Pari opportunità, su una posizione che è difforme e più restrittiva rispetto alla normativa nazionale.
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L’ATS Sardegna prosegue la sua attività di supporto psicologico ed informativo rivolto a tutta la popolazione.
Considerato l’elevato numero di chiamate ricevute e la disponibilità degli psicologi e degli educatori direttamente impegnati, il servizio di assistenza psicologica garantito dal numero verde 800.630.622 – prima operativo solo dal lunedì al venerdì – è stato esteso al sabato e alla domenica, sempre dalle ore 9.00 alle ore 19.00, per tutto il mese di aprile.
Il numero verde fornisce un servizio gratuito di ascolto e supporto psicologico rivolto alla popolazione dell’intero territorio regionale in un momento emergenziale caratterizzato dalla diffusione del Covid-19.
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I Progressisti del Consiglio regionale sono al lavoro per l’elaborazione delle proposte di contrasto alla grave crisi economico-sociale che si sta registrando in Sardegna a causa della pandemia da Coronavirus.
«Abbiamo costituito un gruppo di lavoro permanente coordinato da Gian Franco Satta, vicepresidente della V Commissione, per elaborare proposte da attuare urgentemente per contrastare la grave crisi che incombe nell’isola. I lavori sono aggiornati quotidianamente, sia sul fronte degli interventi immediati da attuare con la crisi epidemiologica in corso, sia con sguardo rivolto alle prossime pesanti conseguenze economico-sociali causate dal lockdown in Sardegna.»
Tra i primi punti all’ordine del giorno dei lavori ci sono le misure economiche di sostegno alle categorie di lavoratori non coperte dalle misure nazionali (colf e badanti, imprenditore agricolo a titolo principale, lavoratori stagionali).
In corso di elaborazione anche misure specifiche per il sostegno alle imprese sarde:
Sulla necessità di intervenire quanto prima nei settori produttivi Gian Franco Satta sottolinea, inoltre, i ritardi accumulati finora nei lavori delle commissioni consiliari: «In questo momento di grave crisi è difficile comprendere come mai una commissione del Consiglio regionale così importante come la V, istituita in maniera permanente per occuparsi di attività produttive e quindi di economia reale, viva in uno stato molto simile a quello dell’ibernazione. Come componente e vice-Presidente chiedo che la Commissione, guidata a rilento dalla maggioranza consiliare, torni immediatamente operativa e si impegni ad essere, rispettando il proprio ruolo e i propri compiti, perno politico dell’azione propulsiva di idee e strategie utili per affrontare la ripresa economica. In attesa di discutere più compiutamente e organicamente i temi in quella sede, abbiamo comunque pensato di far emergere alcuni aspetti che riteniamo non più rinviabili. Un primo pensiero, va alle categorie in emergenza economico-sociale e non coperte dalle misure di sostegno nazionali. Se c’è qualcosa che dobbiamo assolutamente scongiurare e lasciare indietro qualcuno. Dobbiamo tutelare tutti. Questo dev’essere un principio inderogabile. Riteniamo che gli operatori debbano essere sostenuti sulle spese fisse relative periodo di chiusura, come ad esempio gli affitti. Inoltre, vogliamo che le imprese possano usufruire da subito, tramite la Sfirs – conclude Gian Franco Satta -, della liquidità necessaria per fronteggiare i prossimi mesi sapendo che nelle casse mancano inevitabilmente gli introiti dei mesi di chiusura obbligatoria».
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L’allarme è suonato da tempo e gli interventi possibili per evitare la paralisi hanno le ore contate. Il sistema formativo professionale, in particolare le Agenzie formative accreditate in Sardegna, è in grave affanno in seguito alla diffusione epidemiologica da Covid-19. Dai banchi dell’opposizione è arrivata una richiesta di intervento urgente indirizzata al presidente Christian Solinas, che mette in risalto la criticità della situazione.
«E’ importante sottolineare come la sospensione di tutte le attività in affidamento al sistema della formazione professionale, in questo contesto di complessa emergenza per la Regione, ha determinato l’interruzione di tutte le attività formative, con conseguenti ripercussioni sulle relazioni educative tra i giovani utenti dei corsi professionali e i docenti – scrivono i consiglieri del Partito democratico, primo firmatario Gianfranco Ganau, in una lettera rivolta al presidente Christian Solinas -. Inoltre, il blocco delle attività crea un grave danno economico per le Agenzie formative, in quanto ciò non consente alle stesse di poter rendicontare i costi fissi dei progetti in essere al momento della sospensione, aggiungendosi alle difficoltà già esistenti sia di carattere finanziario, quali il ritardo delle liquidazioni da parte dell’amministrazione regionale, sia di carenza nella programmazione delle attività di formazione destinate a soddisfare al fabbisogno formativo individuato nel territorio isolano.»
La soluzione individuata dal gruppo Pd, per non compromettere il conseguimento degli obiettivi del progetto formativo sardo, è quella di procedere con urgenza all’erogazione del servizio attivando tutte le misure necessarie per l’avvio della formazione a distanza. Ma non solo: al fine di garantire la piena operatività delle Agenzie formative accreditate e consentire che le stesse possano assicurare il loro importante ruolo in questo momento di emergenza, i consiglieri del Partito democratico chiedono al presidente Christian Solinas che «l’Amministrazione regionale si adoperi, al pari di quanto sta avvenendo per le aziende di altri settori produttivi, per individuare tutte le soluzioni organizzative e procedurali, in modo da non indebolire la capacità del sistema di formazione professionale e delle politiche attive del lavoro in Sardegna di sostenere adeguatamente gli investimenti immateriali strategici nel capitale umano necessari a superare la fase di crisi che la regione sta attraversando».
Per il momento, però, dalla Regione non è arrivato un riscontro adeguato alla drammaticità della situazione del settore e alle proposte presentate dalle associazioni rappresentative delle Agenzie formative. «E’ importante invece che, data la rilevanza sociale, culturale ed economica della funzione svolta dalle Agenzie, la Regione si faccia carico di sostenere il ruolo della formazione, ancora di più in un momento così difficile per la Sardegna e per il mondo del lavoro in generale», concludono i consiglieri regionali del Partito democratico.
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«Un infermiere di Carbonia, cittadino del Sulcis Iglesiente parte dall’oggi per domani per il fronte del CoViD in Emilia Romagna, a sostegno di assistiti e sanitari. E l’ATS di appartenenza, sempre matrigna verso i propri dipendenti, non si smentisce nemmeno questa volta e non una telefonata, non una e-mail, non un comunicato di stima, orgoglio e riconoscimento per la scelta professionale.»
Sono dure le parole di Graziano Lebiu, presidente dell’OPI di Carbonia Iglesias, nei confronti della dirigenza dell’ATS Sardegna, ritenuta insensibile dinanzi alla scelta professionale fatta da un suo dipendente, l’infermiere Renato Loddo,
«Ci chiediamo: se non ora, quando gratificare chi invece da lustro alla stessa azienda che lo ignora? Non ci sono nullaosta da richiedere e/o conferire preventivamente, nessun atto di lesa maestà, nessun abbandono di posto di lavoro. Il collega meritava un piccolo gesto di attenzione e sostegno. Non lo ha ricevuto non perché non gli fosse dovuto, ma perché non hanno rotto il vetro delle finestre per sentire quello che succede fuori», conclude Graziano Lebiu.
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Ieri mattina, le Volanti del Commissariato di Quartu Sant’Elena, impegnate nei quotidiani servizi di controllo del territorio, sono intervenute urgentemente per una segnalazione di una furiosa lite in famiglia. Gli Agenti, sul posto, hanno trovato un uomo, S.A., 46enne, pregiudicato e sottoposto agli arresti domiciliari, che inveiva pesantemente verso la madre e la sorella. Subito le due donne sono state messe al sicuro dai poliziotti. L’episodio in cui sono intervenuti gli agenti non era altro che l’ennesimo di un’escalation di maltrattamenti da parte dell’uomo, consistenti in minacce di morte, fino ad arrivare alle percosse, utilizzando anche un bastone di scopa.
Le donne, dopo aver ricevuto le cure da parte del personale del 118, sono rientrate in casa, mentre il S.A., è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e, dopo gli atti di rito, condotto presso la Casa Circondariale “Ettore Scalas” di Uta.
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Nella serata di mercoledì scorso è arrivata al 113 una richiesta di aiuto da parte di una donna che aveva appena subito una rapina nell’area di un distributore di carburante nella zona del Margine Rosso.
Un equipaggio della Squadra Volante del Commissariato di P.S. Quartu Sant’Elena, che in quel momento si trovava già impegnato nei controlli finalizzati a garantire l’osservanza delle disposizioni per contrastare anche nell’area della Città Metropolitana la diffusione del Coronavirus, si è precipitato sul posto, trovando la donna particolarmente spaventata e sotto shock. Una volta tranquillizzata, la donna, titolare dell’impianto, ha raccontato agli Agenti di essere stata minacciata da un uomo, il quale le ha intimato di consegnargli l’intero incasso, tenendo tutto il tempo entrambe le mani nelle tasche del giubbotto. La donna, temendo che l’uomo potesse occultare un’arma all’interno delle tasche, ha consegnato l’importo di 300 euro senza alcuna esitazione. Una volta avuto il denaro, il malvivente si è dileguato.
Grazie alla descrizione dettagliata fornita dalla vittima, nonché all’acquisizione delle immagini delle telecamere dell’esercizio, gli Agenti delle Volanti in un’azione sinergica con gli investigatori della Sezione Anticrimine del Commissariato, hanno riconosciuto il rapinatore, identificandolo per A.A., 43enne tossicodipendente e pluripregiudicato.
Ieri mattina sono scattate le ricerche dell’uomo, residente a Selargius, ma di fatto senza fissa dimora, trovandolo nascosto in una roulotte parcheggiata all’interno di un campeggio nei pressi di Margine Rosso.
L’uomo, messo alle strette, ha ammesso subito la sua colpevolezza ed è stato sottoposto al provvedimento di fermo. Una volta terminati gli atti di rito, è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Uta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Inoltre, all’uomo è stata comminata la sanzione amministrativa per non aver rispettato le disposizioni impartite dai D.P.C.M. sull’emergenza Covid-19.
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Renato Loddo, infermiere del reparto Dialisi dell’ospedale Sirai di Carbonia, è partito stamane dall’aeroporto di Cagliari Elmas, alla volta dell’Emilia Romagna, dove presterà la sua opera professionale in soccorso alle popolazioni e ai sanitari così pesantemente provati dall’emergenza Covid-19. Il presidente dell’OPI di Carbonia Iglesias, Graziano Lebiu, lo ha salutato, donandogli – a nome della comunità infermieristica – una mascherina protettiva chirurgica confezionata dalle sarte volontarie di Sant’Antioco.
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Sono ormai alcune settimane che l’epidemia è diventata pandemia ed il Coronavirus sta mettendo in severa emergenza ormai quasi tutti i Paesi di tutti i Continenti.
Dai numeri resi noti ieri sera dall’ufficio stampa della Regione Sardegna, emerge una situazione drammatica, purtroppo, in continua espansione.
I casi totali nel Mondo sono saliti a 827.419, 115,242 in Italia (il 13,93%); i decessi nel Mondo sono 40.777, 13.915 in Italia (il 34,12%); i casi totali in Europa sono 464.859 (il 24,79% in Italia); i decessi in Europa 30.098 (il 46,23% in Italia); i casi in Sardegna sono 794 (lo 0,69% dei casi riscontrati in Italia); i casi di pazienti guariti in Italia sono 18.278 (36 in Sardegna, l’1,97 per mille); i pazienti in isolamento domiciliare in Italia sono 50.456 (577 in Sardegna, l’1,14%); i ricoverati con sintomi in Italia sono 28.540 (117 in Sardegna, il 4,1 per mille); i pazienti in terapia intensiva sono 4.053 in Italia (24 in Sardegna, il 5,9 per mille); i decessi in Sardegna sono 40 (il 2,8 per mille dei decessi totali in Italia).