16 August, 2026

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«Lasciati soli. Abbandonati dalla Regione in piena emergenza. Privati delle comunicazioni ufficiali sui casi di positività che riguardano i loro concittadini e ostacolati nel lavoro di individuazione delle persone a rischio contagio perché entrate in contatto con le vittime. Questa è la situazione in cui stanno operando i sindaci della Sardegna. Da diversi post pubblicati dai primi cittadini sui social network, apprendiamo che l’emergenza riguarda la stessa Unità di crisi, in piena crisi, incapace persino di comunicare tempestivamente i nuovi casi di Covid-19 agli amministratori del territorio. L’Unità di crisi regionale della Sardegna si sta distinguendo in tutta Italia per inefficienza e per la diffusione di comunicazioni contraddittorieLe modalità di gestione dell’emergenza in Sardegna anziché rassicurare mettono i brividi. I dissidi interni alla maggioranza e il corto circuito informativo in cui la stessa continua a inciampare non possono ricadere sui sindaci che in questo drammatico momento devono poter dare certezze ai cittadini.»

La denuncia arriva dai consiglieri regionali del M5S Desirè Manca, Michele Ciusa, Roberto Li Gioi, Alessandro Solinas che condividono le preoccupazioni dei sindaci sardi, impegnati con estrema difficoltà nell’attivazione dei Centri operativi comunali (Coc).

«Il sindaco di Samassi – proseguono i consiglieri del M5S – ha dovuto apprendere dalla stampa che un suo concittadino era risultato positivo al Coronavirus, addirittura dopo averne già autorizzato la sepoltura. Perché il caso di Samassi non è stato incluso nel bollettino ufficiale della Regione? Perché il primo cittadino non ha ricevuto nemmeno una comunicazione ufficiale riguardo la positività della moglie della vittima, portata in ospedale senza che il sindaco lo sapesse. Si tratta di preoccupazioni che riguardano tutti i sindaci sardi, che da Nord a Sud dell’isola stanno attivando i Centri operativi comunali (Coc) per rafforzare i controlli. Ma senza la presenza della Regione tutti gli sforzi risultano vani.»

«L’Unità di crisi non appare affatto unità. Lo ribadiamo – concludono i consiglieri del M5S – i sindaci devono essere informati per poter attivare tempestivamente tutte le misure previste. Presidente Solinas cosa aspetta ad intervenire? I cittadini che l’hanno votata e che non la vedono da tempo, aspettano un suo intervento tempestivo. Abbandoni la latitanza presidente. È il momento di comunicazioni trasparenti, chiare, rassicuranti e univoche.»

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«Un segno tangibile e gradito di sensibilità, e di quell’amicizia che lega da tempo i nostri popoli, uniti da rapporti commerciali ed oggi, sempre più, da un forte legame di solidarietà.»
Così il presidente della Regione Christian Solinas ha commentato l’arrivo, annunciato nei giorni scorsi e oggi perfezionato con la consegna del materiale nel centro operativo della Protezione Civile Regionale, di un consistente carico di attrezzature medicali donato alla Sardegna da imprenditori cinesi che operano anche nella nostra isola in collaborazione con aziende sarde.
Sono state consegnate 18.000 mascherine ffp1, 3.500 mascherine ffp2, 15.000 mascherine chirurgiche, 430.000 guanti in lattice, 2.200 tute protettive.

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Il sindaco di Villamassargia, Debora Porrà, ha consegnato stamane alla dottoressa Ornella Pili, responsabile del Servizio 118 Iglesias Mike 70, un plico contenente 80 mascherine FFP2 e 70 mascherine FFP3, per complessivi 150 pezzi, quale donazione al personale sanitario, in presenza della nota difficoltà di approvvigionamento dei DPI.

«La Giunta comunale di Villamassargia ha approvato la delibera n. 37 il 24 marzo 2020 – spiega Debora Porrà -, in conformità con la nota del ministero dell’Interno del 20 marzo 2020, secondo cui ospedali/reparti terapia intensiva ed infettologia, soccorritori 118, croce verde, croce rossa o assimilati DEVONO avere le mascherine FFP2 e FFP3 con valvola, perché avranno contatti con persone o pazienti certamente contagiati, e che invece, tutta la popolazione circolante, tutte le persone che lavorano, le stesse forze dell’ordine, gli uffici aperti al pubblico, gli addetti alla vendita di alimentari e, in ogni caso, tutte le persone o lavoratori in circolazione DEVONO usare mascherine chirurgiche o fatte in casa.»

«Nelle ultime settimane, come testimoniano i quotidiani locali e le testate nazionali – conclude Debora Porrà -, in Sardegna si è registrato un boom di contagi tra medici e infermieri, che sul totale dei positivi della nostra Isola, risulta essere una percentuale che supera il 50%. L’Amministrazione comunale di Villamassargia, ritiene doveroso, essendo in SUO possesso le mascherine FFP2 e FFP3, dare il proprio contributo concreto al sostegno del personale sanitario impegnato in prima linea e che mette gravemente a rischio la proprio incolumità per garantire la salute di tutti noi.»

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In tempi di emergenza sanitaria come questi, è fondamentale innescare il circolo virtuoso della solidarietà. Così come è stato fatto dal signor Luigi Bardi che, in qualità di imprenditore nel mondo della saldatura e verniciatura dei metalli, ha regalato 100 tute protettive ospedaliere al Centro Operativo Comunale di Protezione Civile che, a sua volta, ha ritenuto opportuno e doveroso donare il materiale al personale sanitario del Presidio Ospedaliero Sirai, ringraziandolo per il grande lavoro, la professionalità, lo spirito di sacrificio e l’abnegazione messi in campo per fronteggiare l’epidemia da Coronavirus.

Ieri mattina il sindaco Paola Massidda e il comandante della Polizia Locale Gioni Biagioni, accompagnati dal referente per le associazioni di Protezione civile Giampiero Atzei, si sono recati nel Presidio ospedaliero Sirai per consegnare il materiale al direttore dell’Area sociosanitaria locale di Carbonia dott. Ferdinando Angelantoni e alla direttrice dei Presidi ospedalieri Sirai di Carbonia e Santa Barbara di Iglesias dottoressa Giovanna Gregu.

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Le squadre del pronto intervento di Abbanoa hanno terminato a Piscinas l’intervento di riparazione di un improvviso guasto che si è verificato questa mattina sulla condotta di attraversamento della strada provinciale che alimenta la parte bassa del centro abitato. Sono in corso le manovre in rete per riportare a piano regime l’erogazione.

Qualsiasi anomalia potrà essere segnalata al servizio di segnalazione guasti di Abbanoa tramite il numero verde 800.022.040 attivo 24 ore su 24. Abbanoa segnala che alla ripresa dell’erogazione l’acqua potrebbe essere transitoriamente torbida a causa dello svuotamento e successivo riempimento delle tubazioni.

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«C’è un dramma nel dramma che stiamo vivendo in Italia e nella nostra Isola, c’è una categoria di persone particolarmente a rischio e per le quali esprimiamo la più viva preoccupazione e lanciamo un appello: sono gli ex lavoratori delle industrie chimiche sarde e non solo», ha dichiarato Sabina Contu, avvocato, segretaria nazionale AIEA, Associazione Italiana Esposti Amianto e presidente AIEA Sardegna- Si tratta di persone colpite da asbestosi e placche pleuriche, che presentano delle interstiziopatie polmonari che aumentano il rischio di mortalità in caso di contatto con il Covid 19″.
Sono complessivamente circa 3.000 gli ex lavoratori delle industrie chimiche sarde,e non solo, iscritti al Registro Esposti Amianto, sparsi  un po’ in tutta la regione, di cui 1.000 nella sola provincia di Nuoro, prevalentemente legati  all’industria chimica di Ottana.
«Siamo fortemente preoccupati – ha aggiunto Sabina Contu – per la loro particolare condizione  per il pericolo incombente relativo all’epidemia: chiediamo che venga attivato con urgenza un protocollo specifico, che ne consenta lo screening per il Coronavirus Covid-19 in tempi rapidi, affinché vengano individuati le eventuali positività e presi i necessari provvedimenti, per limitare  il più possibile le ulteriori gravi conseguenze.»
Si tratta di persone  che hanno già pagato duramente per aver lavorato nelle industrie chimiche e petrolchimiche sarde, ma anche nell’edilizia e in altre attività, in presenza di amianto, senza le necessarie tutele e precauzioni. Come è noto, ci sono  voluti anni di lotte e iniziative, promosse da AIEA, CGIL, ANMIL per imporre all’attenzione della Regione e delle Istituzioni nazionali il caso ex Enichem Ottana, in cui si negava la presenza di amianto in quantità pericolose per la salute.
«Migliaia di lavoratori – ha dichiarato Saverio Ara, ex tecnico Enichem Ottana, Direttivo AIEA – hanno subito nei decenni passati la grave ingiustizia  di non poter accedere ai provvedimenti di legge, in termini di prevenzione, tutele e sorveglianza sanitaria specifica. In troppi si sono ammalati di gravi patologie, con sofferenze e lutti dolorosi, che hanno portato via uomini ancora nel vigore degli anni agli affetti delle famiglie e della comunità.»
Sono oltre 200 i morti per mesotelioma, carcinomi polmonari e patologie amianto correlate, che è stato possibile “catalogare” riferiti alla sola fabbrica di Ottana, ma sono troppi i casi che sfuggono al controllo, non essendo operativo a tutti gli effetti il Registro Regionale Tumori.
«Da tempo – ha detto Francesco Tolu, Direttivo AIEA, ex lavoratore Ottana – chiediamo una maggiore collaborazione tra l’INAIL,  i medici del lavoro e gli specialisti  che si occupano degli ex lavoratori iscritti nel Registro Esposti Amianto, ai sensi della legge regionale 22 del 2005,  al fine di scambiare le informazioni utili alla sorveglianza sanitaria e alla tutela delle malattie professionali degli ex lavoratori delle industrie sarde, una collaborazione che però stenta a decollare e a produrre gli effetti necessari, nonostante gli impegni sottoscritti.»
«Stiamo vivendo una emergenza eccezionale – ha aggiunto Sabina Contu – che ha sconvolto la nostra esistenza, e in cui alcuni rischiano di pagare un prezzo troppo alto. Esprimiamo, per questo, il nostro più profondo cordoglio e  vicinanza ai familiari dei medici,  deceduti per l’epidemia del Coronavirus Covid-19 , 24 ad oggi,  il cui conto rischia di crescere e toccarci purtroppo da vicino. Si tratta di vittime del lavoro: è una strage, che rischia di mietere vittime anche nella nostra isola fra il personale sanitario e che occorre fermare in tutti i modi.»
Siamo di fronte, infatti, a una situazione sconcertante, perché se è  vero che in campo nazionale è salito ormai al 10% il numero degli operatori sanitari  sul totale dei  54.030 casi positivi, in Sardegna il contagio per i medici e il personale paramedico è oltre il 50%.
«A loro va la nostra solidarietà e la più profonda riconoscenza per quanto hanno fatto – ha detto Sabina Contu -. Come AIEA Sardegna  lanciamo un forte appello e una mobilitazione affinché questa immane tragedia  sia l’occasione per imprimere una svolta decisiva nella gestione della salute in Sardegna, su cui occorrerà aprire un confronto fra Regione e tutti gli attori coinvolti: Non molleremo su nulla. La tutela della salute delle persone non si può mediare.»
Per  fronteggiare la grave situazione di criticità, AIEA Sardegna ha sospeso gli incontri settimanali con gli iscritti per le consulenze nelle sezioni di Cagliari, Nuoro e Sassari e ha provveduto ad attivare la consulenza telefonica sul numero 331 17 18 095, a partire da giovedì 26 sine die, dalle ore 10.00 alle ore 12.00.

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Le squadre del pronto intervento di Abbanoa sono al lavoro, a Piscinas, per riparare un improvviso guasto sulla condotta di attraversamento della strada provinciale che alimenta la parte bassa del centro abitato. La rottura sta causando cali di pressione e temporanee interruzioni. A lavori completati, l’erogazione riprenderà regolarmente.

Qualsiasi anomalia potrà essere segnalata al servizio di segnalazione guasti di Abbanoa tramite il numero verde 800.022.040 attivo 24 ore su 24. Abbanoa segnala che alla ripresa dell’erogazione l’acqua potrebbe essere transitoriamente torbida a causa dello svuotamento e successivo riempimento delle tubazioni.

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«Inizia oggi la collaborazione del team medico della Difesa con i dirigenti della ASL ed il personale sanitario di Sassari. In giornata, infatti, due medici del Dipartimento Scientifico del Policlinico Militare CELIO e un medico del Dipartimento Militare di Medicina Legale di Cagliari incontreranno a Sassari il direttore del Dipartimento Militare di Medicina Legale di Cagliari, Col. Ciancia, il personale sanitario della Brigata Sassari e alcuni dirigenti del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica della ASL di Sassari per iniziare la collaborazione e supportate le richieste emerse lunedì scorso, nel corso dell’incontro tra il Comandante di Sanità e Veterinaria dell’Esercito, Generale medico Battistini ed il Prefetto di Sassari, D’Alessandro.»

Lo ha reso noto stamane il sottosegretario di Stato alla Difesa, Giulio Calvisi.

«In particolare, il team sanitario militare inizierà un’attività di campionamento per la ricerca del nuovo coronavirus in strutture residenziali assistite, indicate dalla ASL sassarese, già interessate da focolai di epidemia. I campioni saranno analizzati presso il laboratorio del Dipartimento scientifico del Policlinico Militare CELIO. I kit diagnostici messi a disposizione sono circa 200», ha aggiunto Giulio Calvisi.

«Questo campionamento è prioritario per alleggerire l’attività del laboratorio dell’ospedale di Sassari e contribuirà ad arginare il diffondersi del virus nella provincia. La Sanità Militare e la Regione Sardegna sono in costante contatto per condividere e definire ulteriori concorsi urgenti», ha concluso Giulio Calvisi.

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Il presidente della Giunta regionale ha firmato questa sera una nuova ordinanza (n. 11 del 24 marzo 2020) contenente «Ulteriori misure straordinarie urgenti di contrasto e prevenzione della diffusione epidemiologica da Covid-2019 nel territorio regionale della Sardegna. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica. Disposizioni per il contrasto dell’assembramento di persone».

Di seguito il testo integrale

Art. 1) I parchi e giardini pubblici o aperti al pubblico o analoghi ambiti che si prestino all’intrattenimento di persone per attività motoria di qualsiasi natura, siti nel territorio regionale, sono chiusi e interdetti all’accesso di persone al fine di evitare assembramenti idonei a determinare la diffusione del contagio epidemiologico da CoViD-19.

Art. 2) L’uso della bicicletta, anche a pedalata assistita, o di analogo o altro mezzo di locomozione e lo spostamento a piedi, nei centri urbani e in aree extraurbane dell’intero territorio regionale, sono soggetti alle limitazioni previste per gli spostamenti dal combinato disposto dell’art. 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020 e dell’art. 1, comma 1, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020 concernenti lo spostamento delle persone fisiche all’interno di tutto il territorio nazionale.

Art. 3) È sospesa l’apertura degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e di rifornimento carburante sull’intero territorio regionale al fine di ulteriormente contrastare le forme di assembramento di persone a tutela della salute pubblica.

Art. 4) Fatte salve le farmacie e le parafarmacie, è vietata l’apertura nella giornata di domenica di ciascuna settimana di vigenza della presente ordinanza degli esercizi commerciali di qualsiasi dimensione per la vendita di generi alimentari esentate dalla sospensione disposta con l’art. 1 del DPCM 11.3.2020, compresi gli esercizi minori interni ai centri commerciali, ferme restando le altre restrizioni relative alla vendita al dettaglio di cui all’anzidetto DPCM dell’11.3.2020.

Art. 5) È consentito ad un solo componente di ciascun nucleo familiare uscire, una sola volta al giorno, dalla propria abitazione per provvedere all’acquisto di beni necessari ed essenziali. La limitazione sul numero delle uscite non si applica all’acquisto di farmaci. Per l’espletamento delle esigenze fisiologiche degli animali d’affezione sono consentiti gli spostamenti strettamente necessari ed esclusivamente entro i 200 metri dalla propria abitazione principale. È consentita, altresì, limitatamente ad una sola volta al giorno e ad un solo componente del nucleo familiare, l’uscita per la conduzione hobbistica di poderi, orti, vigneti ed ortofrutticole in genere, finalizzati al sostentamento familiare.

Art. 6) È fatto obbligo ai Comuni, qualora non ancora disposto, di provvedere alla sanificazione degli edifici pubblici e dell’arredo urbano del proprio territorio.

I Comuni che abbiano disposto la sanificazione delle strade dei propri centri abitati sono tenuti ad effettuarla in conformità al Parere reso dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) del 18 marzo 2020, recante “Disinfezione degli ambienti esterni e utilizzo di disinfettanti (ipoclorito di sodio) su superfici stradali e pavimentazione urbana per la prevenzione della trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2 del 17 marzo 2020” nonché alle “Indicazioni tecniche del Consiglio del Sistema Nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (SNPA) relativamente agli aspetti ambientali della pulizia degli ambienti esterni e dell’utilizzo di disinfettanti nel quadro dell’emergenza CoViD-19 e sue evoluzioni”, approvate dal Consiglio del SNPA il 18 marzo 2020 nell’ambito dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). La sanificazione deve essere prioritariamente rivolta alle aree prospicienti ospedali, ambulatori, centri commerciali, mercati ed ipermercati, punti vendita di generi alimentari, farmacie, parafarmacie, banche ed uffici pubblici.

La Regione contribuirà alle spese di esecuzione di tale servizio attingendo alle risorse di cui allo speciale fondo stanziato dall’art. 6 della legge regionale 12 marzo 2020, n. 10 (legge di stabilità 2020).

Art. 7) Nei mezzi del trasporto pubblico locale, fatti salvi i casi di urgenza o forza maggiore per i traghetti di collegamento con le Isole di San Pietro, La Maddalena e L’Asinara comunque nel rispetto delle misure di distanziamento personale in vigore, è consentito l’accesso ai passeggeri nella misura massima del 40% dei posti omologati e, comunque, garantendo il rispetto della distanza minima di un metro tra gli stessi. Lo spazio riservato ai conducenti dei mezzi deve essere opportunamente delimitato per prevenire contatti con i passeggeri e rischi di contagio.

Art. 8) Negli esercizi commerciali, inclusi i tabacchini, che ai sensi delle norme nazionali e regionali possano restare legittimamente aperti al pubblico è vietato l’uso di apparecchi da intrattenimento e per il gioco.

Art. 9) E’ istituita presso la Presidenza della Regione una linea telefonica dedicata ad uso esclusivo e personale dei Sindaci dell’Isola per le comunicazioni relative alla gestione dell’emergenza in corso. Il numero di telefono è notificato con separata comunicazione del Direttore Generale della Presidenza.

Art. 10) In attuazione dell’art. 1, primo comma, lett. b) del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Conseguentemente, la previsione di assenso agli spostamenti per “il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”, nelle precedenti ordinanze contingibili e urgenti del Presidente della Regione Sardegna n. 5 del 09.03.2020 e relativa nota esplicativa n. 2593 del 13.03.2020 e n. 9 del 14.03.2020 e relativa nota esplicativa n. 3 EM del 16.03.2020 è da intendersi ovunque soppressa.

Art. 11) La presente ordinanza:

– ha validità sino al 3 aprile 2020, salvo proroga esplicita;

– è immediatamente efficace ed è pubblicata sul sito istituzionale della Regione. La pubblicazione ha valore di notifica individuale, a tutti gli effetti di legge, nei confronti di tutti i soggetti coinvolti;

– viene trasmessa secondo le rispettive competenze al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministro della Salute, agli amministratori delle province del territorio regionale, al Sindaco Metropolitano di Cagliari, ai Sindaci dei Comuni della Sardegna, ai Prefetti degli Uffici territoriali di governo della Sardegna, agli Assessori regionali ed agli altri soggetti interessati.

Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, la mancata osservanza degli obblighi di cui alla presente ordinanza è sanzionata come per legge (art. 650 c.p.).

Avverso la presente ordinanza è ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale nel termine di 60 giorni dalla comunicazione, ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato, entro il termine di giorni 120.

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«Il 12 marzo il presidente Christian Solinas e la sua Giunta hanno predisposto il piano d’emergenza per contenere l’effetto disastroso del Covid-19. Condividiamo la finalità del provvedimento ma non l’applicazione nella parte in cui si vuole realizzare nel CTO di Iglesias 33 posti letto per la terapia intensiva, pneumologia e infettivi e il trasferimento del reparto nascite al Brotzu di Cagliari. La protesta formale del sindaco di Iglesias e dei sindaci dei comuni del territorio ha ottenuto la revoca del trasferimento del punto nascite al Brotzu, ma si deve evitare la realizzazione dei 33 posti letto di terapia intensiva al CTO. Questo significherebbe esporre tutto il CTO al massimo rischio di contagio da Covid-19 e, a nostro parere, si configurerebbe anche il mascherato intento di chiudere definitivamente il CTO.»

Il direttivo SPI CGIL Iglesias ha preso posizione oggi sulla vicenda sviluppatasi nei giorni scorsi intorno ai programmi della Giunta regionale per contrastare e prevenire la diffusione del Coronavirus.

«Siamo esattamente in linea con la decisa presa di posizione del sindaco di Iglesias Mauro Usai e dei sindaci del territorio che definisce assurda la scelta della Giunta Solinas. Riteniamo risolutiva la proposta del sindaco di servirsi della struttura dell’ospedale Santa Barbara piuttosto che del CTO e non esiste una spiegazione logica al silenzio della Giunta Solinas – ha aggiunto il direttivo SPI CGIL di Iglesias -. Faremo tutto ciò che rientra nelle nostre competenze e possibilità per evitare quest’infelice scelta e abuso della volontà di decine di migliaia di cittadini dei diversi comuni vicini. Inoltre, con l’eccezionale evento Covid-19 si sta progressivamente indebolendo la struttura produttiva Sarda, il rischio di una difficile e non prossima ripresa economica sta aumentando, la perdita di tanti posti di lavoro e la rilevante riduzione reddituale di tanti si sta consolidando. Siamo convinti che in questo contesto, chi può, deve contribuire al superamento della crisi sanitaria/economica. A tal fine – ha concluso il direttivo SPI CGIL di Iglesias – serve il serrato dialogo costruttivo fra politica e parti sociali, e non serve fra qualche giorno, serve immediatamente, perché fra qualche giorno il Covid-19 potrebbe essere più devastante, la nostra economia distrutta, e allora si, che saremo tutti nella stessa barca, ma in quella della disperazione.»