16 August, 2026

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Nella giornata di ieri, i volontari mobilitati dall’Ordine Professioni Infermieristiche Carbonia Iglesias hanno iniziato la distribuzione gratuita delle mascherine protettive in polipropilene, prodotte dalle sarte di Calasetta e Sant’Antioco, tra i cittadini del Sulcis Iglesiente che ne hanno maggiormente bisogno e tra infermieri della sanità pubblica e privata, ospedaliera e territoriale.

Oggi il lavoro di confezionamento delle mascherine ha subito una brusca frenata, per la carenza degli accessori, fettucce ed elastici, introvabili sul mercato perché tutti gli esercizi commerciali che trattano questi articoli sono chiusi, in applicazione dei decreti approvati dal Consiglio dei ministri per contrastare e prevenire la diffusione del virus.

A lanciare l’allarme ed un accorato appello è Graziano Lebiu, presidente dell’OPI, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Carbonia Iglesias.

«Effettivamente abbiamo il polipropilene dell’Azienda “Nvolutia” che abbiamo importato da Valencia (Spagna) – spiega Graziano Lebiu -, ma ci mancano gli accessori, le fettucce e gli elastici. Rivolgiamo un appello ai negozi di mercerie che hanno in magazzino questi accessori, di metterceli a disposizione, ovviamente a pagamento, perché diversamente il lavoro delle nostre sarte rischia di interrompersi bruscamente, eventualità che, vista l’emergenza gravissima presente anche nel nostro territorio, non possiamo assolutamente permetterci.»

La situazione venutasi a determinare pone evidentemente il problema della chiusura dei negozi di mercerie che non sono stati considerati di prima necessità, probabilmente non tenendo in debita considerazione l’esigenza che è poi emersa con il proliferare dell’autoproduzione di mascherine, per porre rimedio alla gravissima carenza presente negli ospedali e nei centri di rifornimento.

Il problema, comunque, è superabile, perché, come spiega Graziano Lebiu, «tramite la Protezione civile, per una fornitura urgente ci danno la possibilità di approvvigionamento».

 

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E’ negativo il giudizio delle segreterie FIOM-FSM-UILM e CUB del Sulcis Iglesiente sulla “call-conference” svoltasi oggi, tra il Mise, Invitalia, l’assessorato del Lavoro, Sider Alloys e le parti sindacali.

«I livelli politici hanno relazionato, che rispetto al precedente incontro sono stati compiuti importanti passi avanti, che risultano essere essenzialmente due: 1) il costo energetico, che a causa della crisi contingente, si è ulteriormente abbassato; 2) l’individuazione di un soggetto che possa far fronte alle richieste legate alle “garanzie” richieste dall’Enel – si legge in una nota -. Gli stessi hanno ribadito che questi risultati sono frutto di continui confronti tra le parti, che necessitano ancora di qualche settimana per arrivare a conclusione. L’azienda Sider Alloys, pur riconoscendo l’impegno delle Istituzioni, ha confermato i propri dubbi sullo slittamento dei tempi e sino a quando non si raggiungerà l’accordo definitivo. L’assessorato del Lavoro, ha voluto confermare che la data di conclusione dell’iter burocratico per la firma degli ammortizzatori che impegna in questo momento la Corte dei Conti è fissata nel 28 marzo.»

«Le parti sindacali, hanno espresso un giudizio complessivamente negativo sulla riunione odierna – si legge ancora nella nota -. Ritengono che si sia perso ulteriore tempo prezioso e pur consapevoli delle gravi emergenze che sta affrontando il paese, chiedono il massimo impegno affinché si arrivi alla immediata conclusione della vertenza. Questione ammortizzatori sociali. Si rimane in attesa di conoscere entro domani, la disponibilità dell’azienda ad anticipare la cassa integrazione aperta a causa del “Covid-19”, per i circa 90 dipendenti della Sider Alloys e della GMS; mentre, per quanto riguarda il pagamento delle mobilità in deroga per le aree di crisi complessa, si è oramai giunti alla data entro la quale la Corte dei conti, dovrà rimandare il decreto al Ministero del Lavoro, per poi essere messo in pagamento da parte della regione e dell’INPS; FIOM-FSM-UILM e CUB hanno ribadito la gravità della situazione in cui si trovano i lavoratori in regime di mobilità, aggiungendo, che la mancata libera circolazione a causa del corona virus è per loro un ulteriore elemento di sconforto, che obbliga le politica a tutti livelli a soluzioni celeri.»

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L’assessorato regionale alla Sanità ha recepito le pressanti richieste congiunte del Presidente di Federfarma regionale, dott. Giorgio Congiu, e dell’associazione regionale dei trapiantati di organo Prometeo AITF ODV affinché anche le prescrizioni dei medici di medicina generale (comunemente chiamati “medici di base” o “medici di famiglia”) relative ai farmaci distribuiti dalle farmacie territoriali per conto del Sistema sanitario regionale (cosiddetto canale DPC), ossia le “ricette rosse”, potessero essere inviate in modalità “dematerializzata”.

Una decisione che permetterà ai pazienti di non doversi necessariamente recare in ambulatorio e che è stata comunicata con la nota prot. N. 7176 del 24/03/2020 del dott. Marcello Tidore, Direttore generale della Sanità dell’Assessorato regionale alla Sanità, contenente “Misure eccezionali per il contenimento e la gestione dell’emergenza CoViD-19 – Prescrizione di farmaci appartenenti alla fascia A-PHT su ricetta dematerializzata”. La nota spiega che il provvedimento è stato adottato alla luce delle ulteriori limitazioni agli spostamenti disposte a livello nazionale e allo scopo di «limitare gli accessi dei pazienti alle strutture sanitarie e agli studi professionali dei medici e agevolare l’accesso al farmaco da parte dei cittadini».

I medici di medicina generale potranno, dunque, inviare il promemoria o numero di ricetta elettronico (NRE) al paziente con le modalità già previste per le “ricette bianche”: via e-mail, Whatsapp o altro strumento informatico richiesto dal paziente stesso. Quest’ultimo dovrà stampare il promemoria prima di andare in farmacia o, nel caso non abbia modo di stamparlo, andare in farmacia con la tessera sanitaria per poter stampare lì il promemoria, necessario al medico per adempiere agli obblighi amministrativo-contabili.

La Prometeo in una nota ringrazia l’Assessorato, in particolare alla dott.ssa Donatella Garau, dirigente del servizio competente per la fornitura dei farmaci, per aver preso questo provvedimento in tempi rapidi, consentendo ai circa 2.000 trapiantati di organi che vivono nella nostra Isola di poter richiedere i farmaci direttamente da casa e curarsi nella massima sicurezza. Grazie, inoltre, all’impegno di tante farmacie private associate a Federfarma e di numerose associazioni tanti pazienti, soprattutto quelli più fragili e più esposti al rischio di infezione, potranno ricevere i farmaci direttamente a casa, con il servizio di consegna a domicilio.

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Anche oggi è proseguita l’azione di controllo da parte del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna per vigilare sul rispetto delle regole stabilite per l’emergenza epidemiologica da Covid-2019.

Oggi sono stati effettuati 614 controlli: 117 nell’area di Cagliari, 54 Iglesias, 48 Oristano, 120 Sassari, 97 Tempio, 88 Nuoro, 90 Lanusei. Sono state comminate 4 sanzioni (2 ad Iglesias e 1 ciascuna a Sassari e Cagliari), con segnalazione alla Magistratura.

L’inosservanza delle ordinanze del presidente della Regione comporta le conseguenze previste dall’art. 650 del cp, con arresto fino a 3 mesi e sanzione.

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«Il Servizio di Igiene Pubblica dell’ATS ci ha confermato due nuovi casi di Covid-19 a Sant’Antioco: stanno bene, sono asintomatici e si trovano in isolamento sociale. A loro va la vicinanza di tutta la comunità, in modo univoco e sincero.»

Lo ha annunciato questo pomeriggio il sindaco di Sant’Antioco, in un post pubblicato sulla pagina Facebook del Comune.

«L’ATS ed il Comune stanno mettendo in pratica tutti i protocolli previsti dal caso – ha aggiunto Ignazio Locci –. Diciamo basta alle comunicazioni fornite da taluni a mezzo social, in maniera ignobile: non facciamoci prendere dal panico o ancora peggio dalla corsa ai messaggini o alle catene su Facebook. Restiamo a casa e presto sarà tutto finito. E’ necessario concentrarci sul restare a casa, occorre avere la mente libera, ferma e lucida, per continuare tutti quanti noi l’isolamento sociale. Non si esce da casa per motivi inutili ma solo per comprovate necessità. Tutto, prima o poi, speriamo nel più breve tempo possibile, andrà bene. Torneremo tutti a festeggiare le nostre giornate, nel mondo del lavoro, dello sport, nelle nostre uscite quotidiane, arriverà quel tempo, Ora è ancora il momento di stare a casa, di difenderci da questo virus e di stare uniti in un momento davvero delicato per la nostra Nazione».

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Sono 421 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 2.859 test, 22 dei quali in corso d’accertamento. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 99, di cui 19 in terapia intensiva, mentre 296 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 5 pazienti guariti, più altri 6 guariti clinicamente. Salgono a 15 i decessi. I pazienti attualmente positivi sono quindi 395.
Sul territorio, dei 421 casi positivi complessivamente accertati, 64 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+3 rispetto all’ultimo aggiornamento), 15 (+6) nel Sud Sardegna, 7 a Oristano, 26 (+4) a Nuoro, 309 (+49) a Sassari.

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«A distanza di circa due mesi – l’ultimo incontro al ministero dello Sviluppo economico si era tenuto il 23 gennaio scorso – si è svolto oggi in videconferenza un aggiornamento per quanto riguarda il sito di Portovesme. Come sindacato, abbiamo chiesto al Governo, anche in questa fase di emergenza, di porre una forte attenzione ad una realtà industriale ed un territorio, il Sulcis, che vive da anni una situazione difficile dal punto di vista lavorativo e del reddito.»

Lo ha scritto, in una nota, Mirco Rota, responsabile della FIOM-CGIL per la vertenza Sider Alloys, al termine della Call Conference tenuta al Mise.

«Sia da parte del Governo che di Invitalia – aggiunge Mirco Rota -, è stata ribadita la presenza di un confronto continuo e costante con Enel che ha portato a notevoli passi in avanti rispetto alle ultime settimane. Inoltre, è stato individuato un soggetto in grado di far fronte al problema delle garanzie, ancora irrisolto.»

«Da parte nostra, abbiamo avanzato la necessità di porre una scadenza a questa negoziazione per arrivare alla firma del contratto, condizione necessaria alla ripartenza dello smelter. Infine, abbiamo posto la delicata questione degli ammortizzatori sociali – ha concluso Mirco Rota -, in attesa che la Corte dei Conti apponga quanto prima la firma necessaria al provvedimento.»

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Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile. Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 54.030 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 69.176 i casi totali.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 19.868 in Lombardia, 7.711 in Emilia-Romagna, 5.351 in Veneto, 5.124 in Piemonte, 2.497 nelle Marche, 2.519 in Toscana, 1.692 in Liguria, 1.545 nel Lazio, 992 in Campania, 848 in Friuli Venezia Giulia, 975 nella Provincia autonoma di Trento, 699 nella Provincia autonoma di Bolzano, 940 in Puglia, 799 in Sicilia, 622 in Abruzzo, 624 in Umbria, 379 in Valle d’Aosta, 395 in Sardegna (52 in più rispetto a ieri), 304 in Calabria, 91 in Basilicata e 55 in Molise.

Sono 8.326 le persone guarite. I deceduti sono 6.820 (743 oggi), ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

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«Il gruppo del Partito Democratico, preso atto della nomina a Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, nella figura del Direttore Regionale della protezione Civile, da parte del presidente della Regione in data 23 marzo 2020, ritiene tale soluzione inadeguata alle attuali esigenze poste dall’emergenza sanitaria in atto.»

E’ molto severo il giudizio dell’on. Gianfranco Ganau, presidente del gruppo consiliare del Partito Democratico.

«Il gruppo consiliare del PD propone, come fatto sin dal 17 marzo – aggiunge Gianfranco Ganau – la costituzione di un organismo di coordinamento composto da tre figure di alto livello che comprendano un epidemiologo, un virologo ed un esperto di medicina di emergenza e delle catastrofi, in grado di supportare e dirigere le scelte decisionali in campo sanitario in modo univoco ed unitario. Tale soluzione appare la più appropriata a colmare le gravi lacune sin qui evidenziate nella gestione, che vedono la nostra regione al primo posto per contagi all’interno delle strutture ospedaliere di personale medico ed infermieristico.»

«Il gruppo consiliare esprime piena solidarietà ed un vivo ringraziamento a tutto il personale sanitario impegnato, in carenza di risorse, in questi durissimi giorni a fronteggiare l’epidemia ed ai sindaci quotidianamente impegnati in prima linea con scarsissimi supporti ad affrontare le complessità del momento – aggiunge Gianfranco Ganau -. Con spirito di responsabilità, oggi più che mai necessaria, si richiama il presidente della Regione ad una attenta valutazione delle proposte formulate nello specifico per la gestione dell’emergenza sanitaria e di quella conseguente socio economica, oggetto di precedenti comunicazioni.»

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Si allarga il fronte dei sostenitori della nomina di un commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus.

«Proponiamo la nomina di un Commissario  che affianchi la Regione in questa fase, una persona d’esperienza che sia in grado di colmare le lacune organizzative e operative emerse sino ad ora. Tanti altri Presidenti di Regione hanno sentito il bisogno di essere affiancati da persone esperte e competenti. In Sardegna questo non è avvenuto, ed è sotto gli occhi di tutti l’inadeguatezza del Presidente e delle persone da lui nominate che avrebbero dovuto gestire l’attuazione delle misure di contenimento del contagio.»

A sostenere questa richiesta sono oggi, in un fronte compatto, 15 consiglieri di 3 gruppi di minoranza in Consiglio regionale:

 – Progressisti (Francesco Agus – Laura Caddeo – Diego Loi – Maria Laura Orrù – Antonio Piu – Gian Franco Satta – Franco Stara (Italia Viva) – Massimo Zedda);

 – Movimento 5 Stelle (Desirè Manca – Michele Ciusa – Carla Cuccu – Roberto Li Gioi – Alessandro Solinas)

 – LeU (Daniele Cocco – Eugenio Lai)

«La Sardegna si appresta a entrare nella quarta settimana dall’inizio dell’emergenza – aggiungono i proponenti -. Il nostro ringraziamento va al personale sanitario che ogni giorno opera con dedizione e serietà all’interno degli ospedali della Sardegna, in un contesto in cui la disorganizzazione e l’assenza dei dispositivi di protezione denunciata anche da sindacati e ordine dei medici ha reso le strutture di cura il principale luogo di contagio dell’Isola. Allo stesso modo ringraziamo i Sindaci dei comuni della Sardegna per il loro impagabile lavoro svolto al servizio delle comunità. Un ruolo portato avanti però senza gli strumenti necessari e senza collaborazione e coinvolgimento da parte della Regione. Ringraziamo poi tutti i sardi. Per la serietà con cui stanno affrontando il momento drammatico e per la rapidità con cui sono stati in grado di mutare le abitudini consolidate della vita di tutti i giorni. Su troppi temi cruciali emergono differenze sostanziali tra la verità raccontata dalla Giunta regionale e quella vissuta all’interno degli ospedali e nei territori. La distribuzione dei dispositivi di protezione individuale, l’andamento delle analisi sui tamponi, le misure di protezione civile e persino il numero quotidiano dei contagiati appare gestito in maniera poco trasparente. Tutto questo è figlio di una disorganizzazione che ormai nessuno può più mettere in dubbio.»

«La Sardegna ha condizioni geografiche e demografiche tali da poter uscire dall’emergenza prima del resto del Paese ma serve un immediato cambio di passo.

Sollecitiamo:

  1. la costituzione di un’unità di crisi multidisciplinare, composta da persone con competenze sanitarie (con la partecipazione di epidemiologi e virologi) e con esperienze organizzative, che svolga funzioni di collegamento con la rete nazionale e internazionale impegnata nella gestione dell’epidemia.
  2. Una gestione seria del materiale disponibile e delle forniture dei dispositivi di protezione individuale e la messa in sicurezza dei presidi sanitari e degli operatori.
  3. la verifica puntuale e imparziale dei dati sulla diffusione del virus, in stretta collaborazione con i medici di famiglia e ospedalieri, la rete del 118, prefetti, forze dell’ordine e i sindaci.
  4. il coinvolgimento della Commissione sanità del Consiglio regionale, che ha il dovere e il diritto di ascoltare tutti, ma, soprattutto, di dare risposte agli operatori sanitari sul campo.
  5. La creazione di un ulteriore gruppo di lavoro, composto dai rappresentanti dei settori produttivi, sindacali e delle forze politiche, per coordinare le azioni, volte all’intervento economico per la salvaguardia dei luoghi e dei posti di lavoro, collegando queste azioni a quelle messe in atto dal governo.
  6. la sostituzione dell’assessore della Sanità con una figura all’altezza della responsabilità e della fase emergenziale.»