16 August, 2026

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La Cardiologia del Santissima Annunziata di Sassari ha ripreso già da ieri notte l’attività. Nel reparto fulcro dell’ospedale saranno attive anche l’Utic e l’Emodinamica. L’attività, così come avviene anche per le altre strutture dall’inizio dell’emergenza sanitaria, sarà dedicata ai soli casi di emergenza e urgenza. La riapertura, dopo una settimana dall’individuazione dei casi di positività al Covid-19 tra operatori sanitari e degenti, per la sua importanza rappresenta una vera e propria conquista per il territorio.

I ricoveri avverranno in Cardiochirurgia, grazie alla disponibilità di 5 camere singole destinate a un solo paziente per stanza.

«È stato fatto un lavoro importantissimofa sapere la direzione generale – che ha visto impegnati, senza interruzione, un gran numero di operatori. Grazie alla stretta collaborazione tra il direttore della Cardiochirurgia, Michele Portoghese, la Direzione di Presidio, la Direzione delle Professioni infermieristiche e la Direzione Aziendale riparte, oltre al reparto, anche l’Emodinamica, fondamentale per la prevenzione e cura delle malattie coronariche. Ed è stato ricostituito, inoltre, un “contingente” di personale sanitario in grado di dare una risposta assistenziale in reparto, quindi in Utic e in Emodinamica.»

Si tratta di una vera e propria riscossa per l’ospedale di via De Nicola. La ripartenza del reparto, infatti, dimostra come l’ospedale sassarese, nonostante la situazione di difficoltà, non si sia mai fermato e come l’orgoglio degli operatori sanitari di riavviare l’attività abbia prevalso sulle iniziali preoccupazione e sconforto.

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«In Sardegna alla catena di comando che serve per gestire l’emergenza Covid-19 mancano gli anelli essenziali. Per questo occorre che l’assessore Mario Nieddu si dimetta subito e non si occupi più del Coronavirus, e che di concerto con l’amministrazione regionale si nominino sia un commissario straordinario per l’emergenza in Sardegna sia un commissario speciale ad acta per gestire l’AOU di Sassari. La battaglia va affrontata con le forze giuste.»

È la richiesta che avanzano i parlamentari del Movimento 5 Stelle Pino Cabras, Emanuela Corda, Luciano Cadeddu, Paola Deiana, Gianni Marilotti, Elvira Evangelista, Emiliano Fenu, Ettore Licheri, Alberto Manca, Nardo Marino, Mario Perantoni, Lucia Scanu, e i consiglieri regionali Carla Cuccu, Alessandro Solinas, Michele Ciusa, Desirè Manca e Roberto Li Gioi.

In una lunga nota pubblicata nelle loro pagine Facebook, i quattordici esponenti del M5S affermano che «in Sardegna, dove ancora deve arrivare l’ondata epidemica più violenta del Coronavirus, la gestione dell’emergenza da parte dei decisori politici in loco è fra le più preoccupanti. I cinesi non hanno esitato ad esautorare le autorità di Wuhan e dell’Hubei, agli inizi del loro principale focolaio. Eppure non registravano un numero di operatori sanitari infetti da Coronavirus altrettanto sproporzionato quanto in Sardegna nella fase iniziale della progressione infettiva: gran parte dei nuovi contagi da noi è avvenuta all’interno dei presidi ospedalieri, un record che segnala un’anomalia acutissima.»

Ma le osservazioni che gli esponenti del Movimento 5 Stelle rivolgono all’amministrazione Christian Solinas sono incalzanti: «Nell’isola del ‘tutto sotto controllo’, cosa ha fatto l’assessorato regionale della Sanità tra il 21 febbraio (il primo caso a Codogno, in Lombardia) e l’8 marzo 2020 (con il Dpcm che ci ha fatto stare tutti a casa)? Era davvero tutto a posto, come diceva? I sindaci sardi dichiarano di essere stati lasciati soli: dal nord al sud dell’isola i primi cittadini denunciano gravi carenze nelle comunicazioni da parte dell’ATS in merito alla positività dei propri concittadini al virus».

«A questo si aggiunge l’imbarazzante caso dei test rapidi per scoprire la positività al virus, che l’assessore Mario Nieddu ha confermato di aver ordinato alla società Tema Ricerca srl, prenotazione che in realtà non sarebbe mai arrivata, secondo quanto spiegato dalla nota della legale rappresentante dell’azienda di Bologna – proseguono parlamentari e consiglieri regionali del M5S -. Arrivano dai medici fortissime proteste verso il bavaglio imposto al personale sanitario dall’assessorato regionale rispetto ai loro contatti con i giornalisti. Alla propria catena di disastri comunicativi cui dovrebbe rimediare con una squadra di esperti di comunicazione nelle catastrofi, l’amministrazione regionale rimedia invece con la censura. Ma i cittadini hanno il diritto dei cittadini di essere informati su quanto accade all’interno degli ospedali sardi. Serve trasparenza.»

«A che punto siamo con l’apertura di nuovi posti letto prevista dal Piano di Emergenza Regionale? Il sistema sanitario ereditato dai tempi sonnolenti delle ‘normali’ spartizioni fra partiti deve cedere il passo a un sistema che non ammette più distrazioni né opacità, ora che la salute è in gioco nel modo più drammatico. Con questa epidemia bastano pochi giorni di ritardo e si rischia di pagare errori e indecisioni con un rapidissimo aumento del prezzo peggiore, quello in vite umane. Occorre agire subito concludono parlamentari e consiglieri regionali del M5S -. Per questo occorre che l’assessore Mario Nieddu si faccia da parte e che di concerto con l’amministrazione regionale si nominino sia un commissario straordinario per l’emergenza in Sardegna sia un commissario speciale ad acta per gestire l’AOU di Sassari.»

 

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«Apprendiamo con soddisfazione del comunicato del comunicato del sindaco Mauro Usai e le dichiarazioni di alcuni consiglieri regionali in cui si afferma che il Punto Nascite del Presidio Ospedaliero CTO non verrà trasferito al Brotzu di Cagliari.»

Inizia così un comunicato diffuso poco fa da Antonio Achenza, presidente della ConsultAnzianIglesias.

«Resta invece ancora incerta la possibilità che il reparto di Terapia Intensiva sia individuato nel Presidio Ospedaliero Santa Barbara – aggiunge Antonio Achenza -. Sarebbe tuttavia importante che la decisione di attivare il reparto di Terapia Intensiva per il Covid-19 del Sud Sardegna venisse presa al più presto, per non arrivare impreparati a fronteggiare l’emergenza dovuta al superamento della capacità di presa in carico delle strutture ospedaliere individuate per garantire l’operatività ordinaria.»

«I reparti di Terapia Intensiva con tutte le attrezzature ed il personale sanitario idoneo hanno bisogno di essere organizzati in tempo utile per essere pienamente operativi quando si dovesse presentare l’urgenza. Noi, comunque, resteremo vigili ed attenti e non abbasseremo la guardia, fino a quando non verranno adottati i provvedimenti necessari – conclude Antonio Achenza -, così come abbiamo fatti quando ci siamo uniti intorno al sindaco Mauro Usai per contestare il provvedimento sbagliato adottato dal presidente della Giunta regionale.»

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ll presidente della Regione, Christian Solinas, ha chiesto urgentemente al Governo, anche attraverso prefetti, un chiarimento sulla disposizione dell’ultimo DPCM che sta bloccando il rientro di decine di sardi in transito verso l’Isola. L’ultimo decreto Conte ha, infatti, generato il blocco delle autorizzazioni alla partenza ed all’arrivo giustificati dal “rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione“.
«Questo provvedimento governativo – ha chiarito il presidente Christian Solinas – sta creando forti disagi su chi sta facendo rientro dall’estero anche con voli organizzati dalla stessa Farnesina ma soprattutto crea situazioni di grande preoccupazione per quei minori che facevano rientro da programmi scolastici internazionali e si ritrovano da soli negli scali portuali ed aeroportuali nazionali dopo lunghi e difficoltosi viaggi dall’estero. Chiediamo con forza e con tutta l’urgenza del caso – ha concluso il presidente della Regione – che ci venga data immediatamente la possibilità di autorizzare il loro rientro a casa.»

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Il comune di Carbonia ha pubblicato oggi l’elenco degli uffici di “Poste Italiane” di Carbonia e frazioni ed i relativi orari di apertura al fine di consentire la corretta erogazione del pagamento delle pensioni.

Gli uffici aperti per il pagamento delle pensioni sono i seguenti:

 CARBONIA CENTRO (piazza Rinascita): dal 26 marzo al 1° aprile dalle ore 8.20 alle ore 19.05. Il sabato dalle ore 8.20 alle ore 12.35

 SERBARIU: dal 26 marzo al 1° aprile dalle ore 8.20 alle ore 13.35. Il sabato dalle ore 8.20 alle ore 12.35.

 CORTOGHIANA: giorni 26-27-28-31 marzo dalle ore 8.20 alle ore 13.35. Sabato dalle ore 8.20 alle ore 12.35.

È importante che tutti i pensionati – sia coloro che ritirano la pensione allo sportello, sia coloro che hanno l’accredito su Libretti, Conti Correnti o Postepay – si attengano scrupolosamente al calendario di pagamento stabilito da Poste Italiane, al fine di evitare inutili e pericolosi assembramenti.

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«Il Parlamento della Sardegna non può permettersi il lusso di rimanere chiuso proprio nel momento in cui c’è il massimo bisogno della sua azione. La Giunta regionale, che ha affrontato con capacità e prontezza la primissima fase dell’emergenza, deve avere il sostegno del Consiglio regionale per approntare nuove misure economiche, indispensabili e non differibili.»
La proposta arriva da cinque consiglieri regionali del PSd’Az: Stefano Schirru, Franco Mula, Nanni Lancioni, Piero Maieli e Fabio Usai.
«La crisi che ha paralizzato il nostro già debole sistema produttivo provocherà, secondo il Rapporto Cerved, un calo del 53% dei fatturati delle imprese e avrà effetti anche nel 2021 e si trascinerà al 2022aggiunge Stefano Schirru. Uno sfacelo al quale dobbiamo prontamente porre un argine. Il Consiglio regionale deve essere pronto a reagire ed immediatamente. I settori produttivi sono in ginocchio, dal turismo al commercio al comparto edile. Il disegno di legge c.d. Piano Casa è pronto, giusto per fare un primo esempio. Dobbiamo approvarlo immediatamente e cominciare a dar fiato ad un comparto da sempre trainante per la Sardegna. Così come vanno immediatamente studiate misure di largo respiro, che vedano oltre le poche settimane di blocco totale  e offrano aiuti concreti e straordinari. Il rischio che il 70% delle piccole  e medie imprese sarde fallisca è concreto.»
«Chiediamo con forza che il Consiglio regionale, con tutte le misure di protezione individuale e di precauzione sanitaria del caso, sia da subito riunito in permanenza e avvii una sessione straordinaria per l’economia sarda – concludono Franco Mula, Nanni Lancioni, Piero Maieli e Fabio Usai -. Non c’è tempo da perdere.»

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Il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci ha prorogato fino al 3 aprile 2020 la validità dell’ordinanza del 17/03/2020 con la quale si vietano le passeggiate e l’attività sportiva all’aria aperta, fatti salvi i casi di non rinviabile e certificata necessità terapeutica e sempre con il rispetto di una distanza interpersonale di almeno 1,5 metri. La precedente ordinanza, infatti, aveva validità fino al 25 marzo 2020.

Fino al 3/04/2020, dunque, su tutto il territorio comunale di Sant’Antioco, è fatto obbligo a tutti i cittadini di rimanere nelle proprie abitazioni. Sono consentiti esclusivamente spostamenti temporanei ed individuali, motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono considerate situazioni di necessità quelle correlate ad esigenze primarie delle persone (acquisto generi alimentari, medicinali), per il tempo strettamente indispensabile e comunque in aree contigue alla propria residenza, domicilio o dimora.

È consentita la presenza di un accompagnatore esclusivamente nei seguenti casi:

– Spostamento per motivi di salute, ove lo stato di salute del paziente ne imponga la necessità;

– Nel caso di spostamento per motivi di lavoro, purché si tratti di persone appartenenti allo stesso nucleo familiare e in relazione al tragitto da/per il luogo di lavoro di uno di essi.

È espressamente vietato praticare attività sportive e motorie all’aperto, fatti salvi i casi di non rinviabile, seria, rigorosa, comprovata e certificata necessità terapeutica e sempre con il rispetto di una distanza interpersonale di almeno 1,5 metri. È consentito spostarsi dalla propria residenza, dimora o domicilio per consentire agli animali domestici l’espletamento dei loro bisogni fisiologici ma sempre ad una distanza massima di mt. 200 dal portone di ingresso della propria abitazione o della struttura condominiale nella quale è inserita e, in ogni caso, con il rispetto di una distanza interpersonale di almeno 1,5 metri.

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Primo caso di positività al Covid-19 a Carbonia, un uomo ora ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Santissima Trinità di Cagliari. Si trovava in quarantena dopo aver segnalato di aver avvertito dei sintomi che lo hanno portato a farsi visitare e, dopo un primo tampone negativo, al secondo è risultato positivo al Covid-19. Si tratta del terzo caso di positività nel Sulcis Iglesiente, dopo quelli riscontrati prima al CTO di Iglesias, poi a Sant’Antioco. Sono 9 in tutta la provincia del Sud Sardegna.

All’ospedale Sirai di Carbonia, così come in tutti gli altri presidi ospedalieri dell’Isola, si vive una situazione di grave emergenza.

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L’on. Gian Franco Satta (Progressisti) ha chiesto un immediato intervento degli assessori dell’Agricoltura Gabriella Murgia e della Difesa dell’Ambiente Gianni Lampis, sulle nuove disposizioni operative impartite dal Comandante del Corpo forestale e di vigilanza ambientale in relazione allo svolgimento dei servizi di contrasto all’emergenza epidemiologica da Covid-2019.

«Tali disposizioni – scrive Gian Franco Satta – emanate attraverso una nota a seguito della comunicazione del presidente del Consiglio dei ministri della serata del 21.03.2020, intervengono a parziale modifica delle correlate disposizioni operative prot. n. 19860 del 20.03.2020 prescrivendo quanto segue: le attività legate alla conduzione hobbistica di orti, vigneti ed ortofrutticole in generale, in attualità di coltura e per interventi agronomici non rinviabili, devono immediatamente intendersi vietate.»

«Questa disposizione – aggiunge Gian Franco Satta – non pare tener conto delle peculiarità agro-ambientali della nostra Isola, dove lasciare incolte alcune aree rischierebbe di essere altamente problematico in vista della stagione antincendio alle porte e abbandonare oggi le coltivazioni significherebbe distruggere i raccolti, nonché delle modalità di contagio e diffusione del Covid-19 in Sardegna, avvenuto perlopiù negli ambienti ospedalieri.»

«Per tali ragioni – conclude il consigliere regionale dei Progressisti -, chiedo la revoca immediata delle disposizioni impartite del Comandante del Corpo forestale e di vigilanza ambientale con nota prot. n. 19964 del 23/03/2020.»

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Nell’ambito del potenziamento dei servizi di prevenzione funzionali a contenere la propagazione del Covid-19, il nucleo investigativo dell’Ispettorato forestale di Cagliari ha sorpreso stamattina un soggetto di nazionalità francese proveniente da Tolone ed arrivato in Sardegna il 9.03.2020.

L’uomo, 60 anni, si aggirava a Chia, nel comune di Domus de Maria, a bordo di un minivan. E’ ora domiciliato presso la propria barca ormeggiata a Teulada.

Il turista è indagato per la violazione del DPCM 8/03/ 2020 che vieta movimenti a scopo turistico, nonché dell’obbligo di quarantena obbligatoria imposto dall’ordinanza del presidente della Regione del 9/03/2020.

Sono in corso ulteriori accertamenti sulla liceità degli spostamenti del turista francese.