16 August, 2026

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«Anche nell’attuale emergenza abbiamo lavorato per assicurare ai sardi il diritto alla mobilità non appena la situazione tornerà alla normalità.»

Lo afferma il presidente della Regione, Christian Solinas, commentando la proroga, avvenuta stasera, dei contratti con Alitalia che garantiscono, dal 17 aprile la vendita dei biglietti sulle rotte Cagliari-Roma, Cagliari-Milano e Alghero-Roma e Alghero-Milano.

A seguito dell’attivazione della procedura di emergenza sullo scalo di Olbia gli uffici dell’assessorato regionale dei Trasporti hanno anche provveduto ad aggiudicare le rotte ad Alitalia che potrà quindi dalla stessa data aprire alle vendite i biglietti sulle rotte Olbia-Roma e Olbia-Milano.

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Enel Cuore, la onlus di Enel, per affrontare l’emergenza sanitaria causata dal diffondersi del virus Covid-19 nel nostro Paese, ha approvato una serie di misure a sostegno delle principali realtà impegnate nell’assistenza sanitaria e sociale.

Enel Cuore ha individuato le aree di intervento nell’ambito delle quali valutare le iniziative attualmente in corso sul territorio nazionale. In particolare, la onlus di Enel si propone di:

  • Sostenere nell’immediato l’attività della Protezione Civile nel contrastare l’emergenza epidemiologica.
  • Supportare ospedali, strutture sanitarie ed enti nella creazione di nuovi posti letto e l’acquisto delle apparecchiature necessarie sia nelle aree maggiormente colpite del nord Italia che nel resto del Paese.
  • Supportare le organizzazioni del terzo settore italiano per garantirne la sicurezza e la continuità dell’operato.
  • Contribuire alle azioni delle amministrazioni locali volte a supportare coloro che più di altri sono messi in difficoltà dall’emergenza e, successivamente, a sostenere la ripresa delle attività cittadine.

«In questo momento così complesso per l’Italia, Enel, attraverso la sua onlus Enel Cuore, vuole dare un aiuto concreto per contribuire a sostenere le strutture ospedaliere, le associazioni sul territorio e potenziare la risposta del sistema Paese all’emergenza in corso – afferma Patrizia Grieco, presidente di Enel e di Enel Cuore -. Siamo una multinazionale italiana con forti radici nel territorio che fa della sostenibilità l’architrave della sua strategia. È’ quindi del tutto naturale, ma al contempo doveroso per la nostra società, aiutare i territori dove operiamo e le comunità con cui lavoriamo ogni giorno.»

Per la realizzazione di queste iniziative Enel Cuore ha stanziato oltre 23 milioni di euro sia per progetti già individuati, sia per altri in fase di individuazione che verranno definiti in tempi brevi grazie al dialogo e il continuo coordinamento con Protezione Civile e Autorità nazionali e regionali in prima linea contro la diffusione del virus.

Per far fronte all’emergenza anche E-Distribuzione, la più grande società in Italia nel settore della distribuzione di energia elettrica, è scesa in campo donando un collegamento alla propria rete elettrica (o aumenti di potenza) in favore di strutture sanitarie pubbliche o aree sanitarie, anche temporanee, attivate per la gestione della crisi legata al Covid-19 e sino al termine dello stato di emergenza.

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«Sono la prima frontiera davanti ai cittadini che, in questo momento, auspicano solo una parola di incoraggiamento e speranza. I sindaci sardi assicurano non solo la tutela della salute pubblica, ma anche la garanzia di un impegno dinamico nei confronti delle attività produttive che si ritagliano nel territorio.»
E’ quanto evidenzia il consigliere regionale del Partito sardo d’azione Gianfranco Nanni Lancioni, che auspica un intervento forte a supporto all’esercito delle fasce tricolori, in prima linea nell’emergenza Coronavirus.

«E’ una battaglia che i primi cittadini affrontano in trincea. Nei paesi isolani sono stati attivati i Centri operativi comunali, che prevedono il decollo della macchina di protezione civile per i rischi derivanti dai casi sanitari presenti nei diversi angoli della Sardegna – spiega Nanni Lancioni -. E il primo argine è rappresentato dalle misure intraprese dai sindaci per garantire lo svolgimento delle funzioni pubbliche e private essenziali e delle istituzioni. Non devono sentirsi abbandonati, da soli, in questa guerra.»
«Ecco perché l’assemblea regionale deve salvaguardare – aggiunge il consigliere regionale dei 4 Mori – il ruolo svolto dai primi cittadini attraverso maggiori risorse per le emergenze. Sono necessari toni forti per invocare i cittadini a non uscire, poi una serie di misure per le situazioni che possano avere ricadute negative sulla salute pubblica. Un compito non facile – conclude Nanni Lancioni – che si traduce in un esempio virtuoso per uscire dalle difficoltà e superare questa emergenza determinata dall’epidemia.»

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Il riconoscimento da parte dell’OMS della caratteristica di pandemia per l’infezione da Covid-19 e l’elevato numero di casi e l’alta letalità nel territorio italiano, configurano un’emergenza importante. Questa però, in Sardegna, ha assunto prerogative assolutamente peculiari che preoccupano ancora di più per la riuscita del contenimento della diffusione dell’infezione e del numero di morti: la percentuale dei sanitari colpiti è intorno al 50% del totale, contro un 8% delle altre aree.»

Lo scrive, in una nota, Antonello Murgia, presidente del Comitato provinciale ANPI.

«Inizialmente il problema è stato sottovalutato, ma questo è successo ad altri prima di noi, in Italia e all’estero, anche se l’esperienza altrui avrebbe potuto consentirci di ridurre gli errori – aggiunge Antonello Murgia -. Se inizialmente poteva esserci stata un po’ di sfortuna, è difficile pensare alla stessa quando, dichiarato lo stato di emergenza ed assunti i provvedimenti del caso, gli ospedali continuano ad essere un luogo privilegiato di diffusione della malattia: ai nosocomi di Sassari e Nuoro si sono anzi aggiunti in questi giorni quelli di Alghero ed Olbia, nel mentre che gli operatori gridavano, ben poco ascoltati, la necessità di adeguare con urgenza le dotazioni di protezione individuale e le misure igieniche. La metà dei colpiti dal virus è costituita da operatori della salute dipendenti pubblici: con questo triste record la Sardegna ha conquistato la ribalta nazionale e internazionale. E’ una tragedia che mette a nudo le carenze dell’Amministrazione e, mentre la stampa impietosamente evidenzia per sovrappiù i tagli dell’Amministrazione regionale sulla sicurezza ed il Presidente non trova di meglio che invocare la benevolenza di Sant’Antioco, Madonna di Bonaria e Sant’Efisio, l’assessore della Sanità cerca di bloccare le notizie sul fenomeno mettendo il bavaglio ai dipendenti del Servizio sanitario. E’ una vicenda dolorosa soprattutto per l’alto indice di letalità della malattia ed è un diritto fondamentale tutelato dalla Costituzione che diventa meno esigibile per cause che vengono certamente da lontano, ma che l’attuale amministrazione regionale sta acuendo con le sue negligenze. E’ necessaria una rapida e netta inversione di rotta: le istituzioni non devono combattere le cattive notizie adoperandosi affinché le stesse e le loro cause non arrivino alla consapevolezza dei cittadini, ma predisponendo quanto necessario perché si realizzino le buone pratiche. Ed è evidente a tutti – conclude Antonello Murgia – che un impegno corretto ed efficace delle istituzioni è indispensabile anche come esempio di quella correttezza e di quell’impegno nell’osservanza delle norme antivirus che vengono giustamente richiesti agli operatori sanitari e ad una popolazione impaurita e spaesata.»

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Il Parlamento europeo sta lavorando affinché l’UE possa acquistare ventilatori, mascherine e le altre attrezzature mediche necessarie da mettere a disposizione degli ospedali di tutta l’UE.

La settimana scorsa, la Commissione ha istituito un programma per raccogliere attrezzature mediche (attraverso rescEU) e garantire cosi che le forniture necessarie per combattere il Covid-19 arrivino rapidamente agli Stati membri che devono affrontare una carenza di attrezzature. Queste attrezzature sono necessarie per curare i pazienti, proteggere gli operatori sanitari e contribuire a rallentare la diffusione del virus.

Il Parlamento europeo sta lavorando con gli Stati membri per approvare rapidamente 40 dei 50 milioni di euro per le attrezzature mediche di terapia intensiva, come i ventilatori, e i dispositivi di protezione personale, come le mascherine riutilizzabili.

Gli Stati membri stanno unendo le forze nell’ambito dell’accordo sugli appalti congiunti per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, ventilatori, respiratori e articoli necessari per i test sul Coronavirus. In questo modo, l’UE avrà una posizione negoziale più forte sul mercato mondiale.

Commentando la proposta della Commissione, il presidente della commissione parlamentare per l’ambiente, la salute pubblica e la sicurezza alimentare, Pascal Canfin (Renew, FR) ha detto: «La scorsa settimana, l’Europa ha preso diverse decisioni storiche per contrastare il Covid-19, compreso l’impatto sull’economia dell’UE. Non lo diciamo abbastanza e non lo diciamo abbastanza forte. L’Europa sta facendo tutto il possibile per salvare vite umane. Il meccanismo di protezione civile dell’UE ha già salvato i cittadini dell’Unione europea in passato, nel bel mezzo di terremoti, uragani, inondazioni e incendi boschivi. Ora, per la prima volta, stiamo usando i fondi dell’Unione europea per sostenere gli sforzi degli Stati membri per combattere il virus, assicurandoci di avere le attrezzature mediche e protettive di cui abbiamo bisogno. È la solidarietà dell’UE in azione».

«La crisi attuale dimostra anche che è importante disporre di mezzi sufficienti per soddisfare le esigenze del programma del meccanismo di protezione civile dell’UE dopo il 2020, come richiesto dal Parlamento», conclude Pascal Canfin.

RescEU fa parte del meccanismo di protezione civile dell’UE, che rafforza la cooperazione tra i paesi dell’UE nel campo della protezione civile. Dalla creazione di RescEU nel 2019, l’UE può assistere direttamente gli Stati membri colpiti da catastrofi, in caso di sovraccarico delle capacità nazionali. Grazie al meccanismo di protezione civile dell’UE, più di 1.800 cittadini sono stati rimpatriati da tutto il mondo in seguito allo scoppio del Covid-19.

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C’è un posto dove la musica suona ancora. Suona per unire e condividere. Suona per non far dimenticare le migliaia di artisti, tra musicisti e operatori dello spettacolo, che in questo momento di grave difficoltà per il Paese si trovano bloccati da una crisi senza precedenti.

Per questo motivo, ogni sera, a partire dalle 19.30, il Jazzino di via Carloforte a Cagliari, invita tutti gli amanti della musica e dello spettacolo a partecipare dalle loro case a #Jazzin’Home, i video-party registrati sulla piattaforma Facebook e fruibili sull’omonima pagina del club cagliaritano. Un modo per far girare sempre e senza sosta la musica, per sentirsi vicini anche a distanza e assaporare, con uno sguardo diverso, i concerti più spettacolari andati in scena sul palcoscenico dello storico club di via Carloforte a Cagliari.

Partita lo scorso 11 marzo, l’iniziativa è diventata nel giro di pochi giorni un appuntamento seguito in streaming da centinaia di spettatori. A Cagliari, ma simbolicamente in tutte le piazze virtuali dell’Isola. In questi difficili giorni in cui a tutti è richiesto uno sforzo in più per contribuire a contenere il contagio, anche i tanti musicisti con cui nei mesi scorsi abbiamo trascorso serate straordinarie hanno deciso di scendere in campo e venirci a salutare virtualmente inviando a tutti noi saluti e messaggi di speranza. È il caso del chitarrista Mark Lettieri, del batterista Gianrico Manca, del compositore elettronico e live performer Arrogalla, del sassofonista Enzo Favata, del batterista e direttore d’orchestra Paolo Nonnis, della cantante Francesca Corrias e del mago dell’armonica beatbox Moses Concas.

Per partecipare ai video-party, basta cliccare “registrati” sul post che sarà disponibile ogni sera a partire dalle 19.30 nella pagina Facebook del Jazzino e godersi comodamente da casa i grandi artisti che hanno animato le notti cagliaritane (i video trasmessi rimarranno visibili anche dopo la fine della trasmissione in diretta).

Pur preoccupati dalla situazione, anche noi del Jazzino #restiamoacasa ma vogliamo continuare a guardare al futuro con fiducia, nella speranza che anche dalle situazioni più difficili possa nascere qualcosa di nuovo, di buono, di autentico.

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L’Ordine Professioni Infermieristiche Carbonia Iglesias ha iniziato stamane la distribuzione delle mascherine protettive in polipropilene, prodotte inizialmente in 20.000 pezzi dalle sarte di Calasetta ed ora anche da quelle di Sant’Antioco, per la distribuzione tra i cittadini del Sulcis Iglesiente che ne hanno maggiormente bisogno e tra infermieri della sanità pubblica e privata, ospedaliera e territoriale.

«Nella lotta al Covid-19 – dice Graziano Lebiu, presidente dell’Ordine Professioni Infermieristiche Carbonia Iglesias –, ancora una volta abbiamo scelto l’ambito della fattibilità e non della lamentazione, producendo nel nostro territorio quanto utile. Agire adesso significa proteggere la salute di chi è in prima fila con senso di responsabilità e limitare la diffusione del virus tra la popolazione.»

Il tessuto spundbond-polipropilene dell’Azienda “Nvolutia” è arrivato da Valencia (Spagna).

«La pandemia è esplosa anche in Spagna – spiega Graziano Lebiu – ed il Governo spagnolo ha cercato di bloccare il nostro acquisto ma non ci sono riusciti perché avevano già caricato tutto su un camion. Al momento del confezionamento hanno bloccato solo 50 dei 500 metri di tessuto che avevamo acquistato.»

«Abbiamo iniziato la distribuzione ai cittadini che ne hanno bisogno: immunodepressi, sclerosi multipla, trapiantati, con demenza senile e malati di Alzheimer. Stiamo dando la priorità a tre categorie: infermieri, forze dell’ordine che a loro volta le distribuiscono, ai carabinieri di Sant’Antioco e a quelli del Comando di Villasor, ad una pattuglia della Polizia municipale di Calasetta e al Comando della Polizia locale di Carbonia – conclude Graziano Lebiu -. Abbiamo iniziato la nostra missione.»

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«Numerosi Comuni hanno nei propri bilanci residui di fondi REIS relativi alle annualità 2018-2019, che giacciono senza poter essere utilizzati. Tali risorse, se svincolate, potrebbero costituire un validissimo strumento per arginare le situazioni di disagio economico-sociale determinato dalla straordinaria situazione di emergenza, che sta affliggendo le fasce più deboli e bisognose della popolazione delle nostre comunità.»

La proposta arriva da Fabio Usai, consigliere regionale del PSd’Az.

«L’idea di utilizzare questi residui potrebbe contribuire a far sì che alcuni comuni (solo quelli che hanno residui di fondi REIS 2018-2019) possano fare interventi anche immediati per fronteggiare una crescente situazione di emergenza economicaaggiunge Fabio Usai -. Ho sottoposto questa proposta al presidente della Giunta regionale che sta verificando in queste ore tutte le procedure necessarie per rendere utilizzabili queste risorse.
Questo è un momento molto difficile e particolarmente delicatoconclude Fabio Usai -, nel quale la collaborazione tra Enti ed Istituzioni è fondamentale per meglio affrontare questa crisi sanitaria che sta diventando sempre più anche economico-sociale.»

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Il consigliere regionale e capogruppo del PSd’Az, on. Franco Mula ed i consiglieri regionali del gruppo PSd’AZ Piero Maieli, Nanni Lancioni, Giovanni Satta, Stefano Schirru e Fabio Usai, a seguito della possibilità che si è paventata in queste ultime ore di vietare la conduzione hobbistica di orti, vigneti ed ortofrutticole in genere, hanno diffuso una nota nella quale ringraziano il presidente della Regione, Christian Solinas, il comandante del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, Antonio Casula, il direttore generale della Protezione civile, Antonio Belloi e l’assessore della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis, per la sensibilità dimostrata al fine di risolvere la situazione suesposta. L’attività che viene svolta nelle campagne, infatti, non è assolutamente in contrasto con il recente D.P.C.M. adottato il 22 ultimo scorso che consente le coltivazioni agricole; non solo, i terreni non possono essere abbandonati in quanto si determinerebbe una grave perdita per chi con costanza e passione svolge il proprio lavoro curando la terra ed impedendo che si creino situazioni di degrado. In più non verrebbero violate le disposizioni riguardanti l’obbligo della distanza sociale in quanto i lavoratori si recano singolarmente presso i propri terreni non determinando alcuna situazione di assembramento.

«Restiamo in attesa della nota ufficiale che a breve verrà comunicata dal Presidente della Regione al fine di fugare qualsiasi dubbio sull’argomento», concludono i consiglieri regionali del gruppo sardista.

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Il presidente della Regione, Christian Solinas, ha firmato oggi l’ordinanza sul «Coordinamento delle strutture e delle componenti di protezione civile e attuazione degli interventi urgenti e di soccorso in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili».

Art. 1) Il Direttore generale della protezione civile della Regione Autonoma della Sardegna è delegato al coordinamento delle componenti e strutture operative regionali di protezione civile, per fronteggiare l’emergenza derivante dagli eventi citati in premessa e assicurare la più efficace attuazione delle attività di protezione civile a supporto della sanità.

Art. 2) Per le attività intraprese dal Presidente della Regione Sardegna in qualità di soggetto attuatore ai sensi del comma 1, art. 1 dell’OCDPC 630/2020 e per quelle di cui alle ordinanze ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge n. 833/1978, in materia di igiene e sanità pubblica, il Direttore generale della protezione civile è altresì delegato: • al coordinamento degli interventi di protezione civile a supporto delle attività poste in essere dalla sanità per fronteggiare l’emergenza in corso; • alla gestione delle risorse appositamente stanziate per l’emergenza in questione e funzionali alle attività di protezione civile; • alla gestione della contabilità speciale intestata al Presidente della Regione Sardegna, per la realizzazione delle attività relative alla gestione dell’emergenza in attuazione del combinato disposto di cui a l’OCDPC 630/2020, il DCDPC 627/2020 e l’OCDPC 639/2020 art. 3.

Art. 3) Il Direttore generale della protezione civile, sentito il Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, convoca il Comitato operativo regionale (COR) e ne stabilisce l’ordine del giorno per assicurare il coordinamento degli interventi nei settori della protezione civile e della sanità.

Art. 4) Il Direttore generale della protezione civile, per la realizzazione delle attività di cui alla presente ordinanza, si avvale del personale dipendente dell’Amministrazione Regionale, degli Enti, degli Istituti, delle Aziende e delle Agenzie regionali, delle società in house controllate dalla Regione, compreso il personale individuato per la gestione di altre emergenze, per prestare servizio per la Direzione generale della protezione civile, anche nella modalità di lavoro agile e per il tempo indicato nel provvedimento di avvalimento e nei limiti massimi di durata dello stato di emergenza regionale.

Art. 5) Al personale di cui all’articolo 4, compreso quello appartenente ad altre Direzioni generali, coinvolto nelle attività di protezione civile per la gestione dell’emergenza in rassegna, è riconosciuto, a decorrere dal 31 gennaio 2020, il compenso per prestazioni di lavoro straordinario effettivamente rese e secondo le modalità previste all’art. 13 della legge regionale 23.12.2015, n. 35.

Art. 6) Al fine di garantire la piena gestione e prosecuzione della emergenza e della fase post emergenziale, al personale di cui agli articoli 4 e 5, impegnato in turni di lavoro presso le sale operative o le strutture appositamente istituite per la gestione dell’emergenza in argomento, si applica l’art. 3 c. 1 dell’“Accordo per i dipendenti della protezione civile” siglato dal CORAN in data 9 giugno 2016, l’attività prestata da ciascun dipendente nell’ambito dei turni non può superare 15 giornate in un mese.

Art. 7) Il personale di cui agli articoli 4 e 5 della presente ordinanza, impegnato nell’ambito del servizio di protezione civile di cui all’art. 26, comma 1, lett. d) del CCRL del 15.05.01 vigente e in deroga al limite stabilito dall’art. 36 dello stesso CCRL non potrà comunque superare 15 giornate al mese.

Art. 8) In esecuzione della presente ordinanza, il Direttore generale della protezione civile, provvederà nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico e delle norme dell’Unione europea, e nel rispetto dei principi fondamentali della legislazione statale nelle materie di legislazione concorrente, anche mediante ordinanze di protezione civile in deroga alla normativa regionale vigente.

La presente ordinanza è immediatamente efficace ed è pubblicata sul sito istituzionale della Regione. La pubblicazione ha valore di notifica individuale, a tutti gli effetti di legge, nei confronti di tutti i soggetti coinvolti. Avverso la presente ordinanza è ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione, ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato entro il termine di giorni centoventi.