16 August, 2026

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Con altri 4 casi riscontrati a Cagliari, salgono a 121 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. Sono quattordici in più rispetto alla giornata di ieri, 16 marzo. Il dato territoriale rileva 31 casi accertati Covid+ nella Città Metropolitana di Cagliari (+7 rispetto all’ultimo aggiornamento di ieri), 5 nel Sud Sardegna, 2 a Oristano, 2 (+1) a Nuoro e 63 (+6) a Sassari.

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Il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci ha emesso un’ordinanza (n° 12 del 17/03/2020, valida fino al 25/03/2020) con la quale si vietano le passeggiate e l’attività sportiva all’aria aperta, fatti salvi i casi di non rinviabile e certificata necessità terapeutica e sempre con il rispetto di una distanza interpersonale di almeno 1,5 metri.

Con decorrenza immediata e fino al 25/03/2020, su tutto il territorio comunale di Sant’Antioco, è fatto obbligo a tutti i cittadini di rimanere nelle proprie abitazioni. Sono consentiti esclusivamente spostamenti temporanei ed individuali, motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono considerate situazioni di necessità quelle correlate ad esigenze primarie delle persone (acquisto generi alimentari, medicinali, etc.), per il tempo strettamente indispensabile e comunque in aree contigue alla propria residenza, domicilio o dimora.

È consentita la presenza di un accompagnatore esclusivamente nei seguenti casi:

– Spostamento per motivi di salute, ove lo stato di salute del paziente ne imponga la necessità;

– Nel caso di spostamento per motivi di lavoro, purché si tratti di persone appartenenti allo stesso nucleo familiare e in relazione al tragitto da/per il luogo di lavoro di uno di essi.

È espressamente vietato praticare attività sportive e motorie all’aperto, fatti salvi i casi di non rinviabile, seria, rigorosa, comprovata e certificata necessità terapeutica e sempre con il rispetto di una distanza interpersonale di almeno 1,5 metri. È consentito spostarsi dalla propria residenza, dimora o domicilio per consentire agli animali domestici l’espletamento dei loro bisogni fisiologici ma sempre ad una distanza massima di mt. 200 dal portone di ingresso della propria abitazione o della struttura condominiale nella quale è inserita e, in ogni caso, con il rispetto di una distanza interpersonale di almeno 1,5 metri.

 

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«E’ indispensabile in questa delicatissima fase che la Regione Sardegna istituisca un tavolo permanente di concertazione con le parti sociali ed economiche. E’ questo il metodo adottato dallo stesso Governo nazionale prima dell’emanazione di ciascun provvedimento ed è pure il metodo adottato dalla quasi totalità  delle regioni italiane con le rispettive rappresentanze.»

Lo scrive, in una nota, Gavino Carta, segretario generale della CISL sarda.

«Nulla sappiamo dei provvedimenti che la Giunta regionale si appresterebbe ad adottare nella prossima riunione in programma, in base alle informazioni in nostro possesso, nelle prossime ore – aggiunge Gavino Carta -. Ferma restando l’esigenza di un confronto specifico con la Regione, che incida in termini significativi anche sulla recente manovra economico-finanziaria approvata dal Consiglio Regionale, è urgente e necessario intervenire su alcune direttrici:

  • Un sostegno specifico da parte della Regione Sardegna al settore economico e produttivo che si collochi anche al di fuori dei vincoli di stabilità definiti dall’Unione Europea, come peraltro indicato all’Italia dalla stessa presidente della Commissione, Ursula Von Der Layen. E’ indispensabile ragionare sugli interventi a favore delle imprese, anche attraverso accordi con istituti di credito per ricapitalizzazione e liquidità.
  • Velocizzare l’emissione di bandi regionali ed europei riferiti sia al quadro comunitario di sostegno, sia ad altri capitoli della programmazione unitaria, accelerando la spesa delle risorse e rendendola efficace e positiva per il rilancio di settori fondamentali:  il lavoro, l’istruzione, la formazione, la sanità, l’assistenza sociale, le infrastrutturazioni materiali ed immateriali a partire dagli ospedali e dalle scuole.
  • Confermare con stanziamenti opportuni da parte della Regione, risorse appropriate per garantire gli indispensabili interventi di assistenza alle famiglie anche nel corso dell’emergenza in atto, come l’assistenza domiciliare integrata e la disabilità.
  • Attivazione immediata della Regione, in misura sussidiaria rispetto allo Stato, per la ricerca ed acquisto sul mercato libero dei dispositivi di protezione individuale e strumenti di diagnosi virologica da affidare con urgenza all’intero sistema sanitario regionale: presidi, ambulatori, medici di base e sistema dell’emergenza-urgenza. Prioritaria anche l’attivazione di una campagna di reclutamento urgente e indifferibile delle professionalità sanitarie necessarie: medici, infermieri, Oss.»

«In attesa di una urgente convocazione di un tavolo specifico sull’emergenza in atto, riteniamo indispensabile che la Giunta regionale adotti in via propedeutica ed autonoma rispetto ai provvedimenti attesi da parte del Governo decisioni opportune sui temi richiamati – conclude Gavino Carta –. Il contributo e la partecipazione del sindacato in questa fase complicata e inedita sta favorendo le migliori sintesi nelle azioni e nei provvedimenti. La Regione decida piuttosto che procedere da sola di aprire al dialogo necessario e utile nell’interesse della collettività.»

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Sono 117 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. Dieci in più rispetto alla giornata di ieri, 16 marzo. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale sono stati 1.003 i test eseguiti nell’isola, 771 dei quali negativi e 114 ancora in corso d’accertamento. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 40, di cui 4 in terapia intensiva, mentre 75 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato dei casi positivi rilevati comprende i due decessi registrati nell’Isola. Il dato territoriale rileva 27 casi accertati Covid+ nella Città Metropolitana di Cagliari (+3 rispetto all’ultimo aggiornamento), 5 nel Sud Sardegna, 2 a Oristano, 2 (+1) a Nuoro e 63 (+6) a Sassari.

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L’Ordine dei giornalisti della Sardegna e l’Associazione della stampa sarda hanno diffuso una nota nella quale segnalano che apprendono che l’assessore della Sanità della Regione Sardegna ha emanato una direttiva sull’attività di comunicazione istituzionale verso la popolazione indirizzata alle Direzioni generali delle Aziende sanitarie, ai direttori dei presidi ospedalieri e ai direttori dei reparti di malattie infettive nella quale «si chiede di avviare senza indugio opportuni provvedimenti disciplinari verso chiunque non si attiene strettamente a tale disposizione, ribadendo che qualunque attività comunicativa di codeste aziende deve essere autorizzate da questa Regione».

Ordine dei giornalisti della Sardegna e Associazione della stampa sarda – aggiungono nella nota – ritengono il provvedimento un tentativo di limitare la libera manifestazione del proprio pensiero. L’art. 21 della Costituzione non può essere messo in discussione da nessuno, tanto meno in momenti delicatissimi della vita del Paese come quello che siamo attraversando.

Il tentativo di introdurre la “fonte unica” è grave e pericoloso. I giornalisti della Sardegna da sempre impegnati a respingere ogni tentativo di bavaglio all’informazione, rassicurano i propri lettori e i teleradioascoltatori che continueranno, come sempre, a consultare le fonti che ritengono più autorevoli per fornire un’informazione sempre più completa ed aggiornata – concludono l’Ordine dei giornalisti della Sardegna e l’Associazione della stampa sarda -. I medici e gli operatori della sanità, protagonisti in questo momento di un impegno professionale apprezzato e pesantissimo, hanno piena solidarietà da parte della popolazione che nei loro confronti continua a conservare il massimo della fiducia e della stima.

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Il Servizio sociale del comune di Sant’Antioco, grazie alla preziosa collaborazione della Protezione civile antiochense e dell’associazione carabinieri in pensione, nonché del Centro d’ascolto Caritas di Sant’Antioco, istituisce una “Rete Solidale” tesa a supportare le situazioni di emergenza e di necessità a favore di persone sole che, considerata la propria condizione, non possono raggiungere il negozio di alimentari o la farmacia. Il servizio, che sarà operativo da domani mattina (18/03/2020) è attivabile contattando il numero mobile 351.1224013, tutti i giorni (sabati e domeniche compresi) dalle 8.30 alle 14.00. L’operatore che riceverà le chiamate realizzerà un primo filtro, indispensabile per capire se si tratta di persone che ne hanno reale necessità. Valutata l’esigenza, le richieste verranno gestite dalle due associazioni che hanno offerto la collaborazione.

Ogni richiedente dovrà fornire alle associazioni i soldi per gli acquisti dei beni necessari, salvo specifiche richieste che saranno vagliate di volta in volta ed eventualmente, se necessario, affrontate dal Servizio sociale, in quanto nessuno verrà lasciato solo.

 

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«In questi giorni effettueremo, grazie agli elenchi in nostro possesso, i controlli sulle seconde case di Iglesias dei cittadini residenti fuori dalla Sardegna. Verificheremo chi effettivamente è arrivato nella nostra città nei giorni scorsi, se si sono autodenunciati alle autorità competenti (se non l’hanno fatto lo faremo noi), e se stanno rispettando l’obbligo di quarantena.»

Lo ha scritto in un post pubblicato su Facebook, Mauro Usai, sindaco di Iglesias.

«Oltre questo i prossimi giorni effettueremo la sanificazione delle strade, in modo particolare nei luoghi in prossimità delle attività ancora aperte come farmacie e super mercati – ha aggiunto Mauro Usai -. L’invito è quello di stare a casa e di sospendere (non muore nessuno) le attività motorie all’aperto se non per chi le svolge in ragione di una patologia.»

«Infine, un grazie a tutti i miei concittadini che con grande pazienza e disciplina si stanno attenendo alle disposizioni del governo e dell’amministrazione – ha concluso il sindaco di Iglesias -. Coraggio, se continuiamo così, presto tutto passerà.»

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Il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, ha annunciato il primo caso di positività al Covid-19 nella cittadina lagunare.

«Abbiamo avuto comunicazione dal servizio di Igiene pubblica dell’ATS territoriale che a Sant’Antioco c’è un caso di contagiato da Coronavirus – ha detto Ignazio Locci in un post pubblicato nella pagina Facebook del comune di Sant’Antioco – pertanto, sono state attivate tutte le procedure necessarie per arginare l’eventuale fenomeno di ulteriori contagi. Siamo chiamati, comunque, a stare a casa. Questa è l’ennesima conferma che questo è necessario, bisogna quindi rispettare anche l’ultima ordinanza. Non è il caso quindi che ci facciamo prendere dal panico. Capisco che è una notizia che può pure scioccare ma è necessario tenere i nervi saldi, fare per bene tutto ciò che dobbiamo fare, quindi se sarà necessario chiuderemo anche alcune attività commerciali e chiederemo appunto di fermare le eventuali attività connesse. Quindi  tutti tranquilli, state a casa, stiamo a casa, perché così combattiamo questo fenomeno – ha concluso Ignazio Locci -. Mi raccomando, niente panico, usiamo il cervello. Grazie.»

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La direzione della ASSL di Carbonia chiarisce il caso del furto delle mascherine subito durante il trasporto.

«In riferimento alla notizia relativa al furto delle mascherine dal PO Sirai di Carbonia – si legge in una nota -, si precisa che nella giornata di ieri è arrivato un collo contenente dispositivi di sicurezza che sebbene incellophanato era visibilmente deteriorato. Era inoltre privo di documento di trasporto. Il servizio di Farmacia, d’accordo col trasportatore, ha pertanto accettato la merce con riserva e solo a seguito del conteggio della merce ha potuto constatare che le mascherine erano in numero assai inferiore al quelle ordinate, da qui la denuncia. La ditta si è peraltro resa disponibile al reintegro della merce mancante – conclude la nota della direzione della ASSL di Carbonia -. Nessuna intromissione di ignoti o furto notturno all’Ospedale né nei locali della Farmacia.»

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Considerata l’emergenza sanitaria in atto correlata al cosiddetto “Coronavirus-Covid 19”, il sindaco di Carbonia, Paola Massidda, ha emesso un’ordinanza, la n. 36 del 17 marzo 2020, con la quale dispone la chiusura ed il divieto di accesso al pubblico per l’intero arco delle 24 ore nei due parchi cittadini di “Colle Rosmarino” e “Villa Sulcis” fino al 3 aprile 2020.

Il provvedimento, in linea con le norme di prevenzione contenute nei DPCM dell’8 e 9 marzo 2020, si è reso necessario allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19, impedendo che si possano ingenerare situazioni nelle quali non è possibile mantenere la distanza di almeno 1 metro tra le persone, ritenuta cautela minima per evitare il contagio da Coronavirus.