8 November, 2026

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Il comune di Carbonia comunica ai cittadini alcune novità previste dal decreto legge del 17 marzo, n. 18/2020 (“Cura Italia”), nel settore dei “Servizi Demografici”.

Le nuove disposizioni sono volte a invitare i cittadini a restare a casa e a limitare il più possibile gli spostamenti e l’accesso agli uffici pubblici.

1. Le carte di identità o qualsiasi altro documento di riconoscimento o di identità scaduto o in scadenza in una data successiva alla data di entrata del decreto (il 17 marzo), saranno ancora validi fino al 31 agosto 2020, eccezion fatta per i documenti ai fini dell’espatrio, la cui validità resta limitata alla data di scadenza indicata nel documento;

2. Certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020 conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020.
La proroga riguarda anche alcuni documenti che sono presentati agli Uffici demografici: dai nulla‐osta per contrarre matrimonio (ai sensi dell’art. 116 del Codice civile) fino ad eventuali estratti richiesti nelle varie istruttorie dell’ufficiale dello Stato civile, ad esempio per le pubblicazioni di matrimonio o per gli accordi di separazione e divorzio tra i coniugi.

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Per garantire una sempre maggiore sicurezza sul territorio, il presidente della Regione Christian Solinas chiederà al Governo che vengano impiegati anche i militari della Brigata Sassari.
«Chiediamo al Governo – comunica il presidente della Regione -, che autorizzi in primo luogo la Brigata Sassari, autentico orgoglio dell’intera Sardegna e che già si è distinta nell’operazione strade sicure a livello nazionale in tanti anni, a scendere in campo per garantire sul territorio Regionale il rispetto delle misure di contenimento epidemiologico del CoViD-19 unitamente alle altre forze già operative. La presenza stessa dei nostri militari sulle strade dell’Isola rappresenta un presidio che garantisce serenità e sicurezza a tutti i cittadini, oltre che garantire un rigoroso rispetto delle norme, fondamentali in questo momento per il contenimento dell’emergenza.»
«Sul punto – conclude il presidente Christian Solinas -, lo Statuto Speciale consente esplicitamente al Governo di delegare al presidente della Regione le funzioni di tutela dell’ordine pubblico anche con l’impiego di tutte le altre forze armate ai sensi dell’articolo 49.»

 

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Questa mattina, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, hanno eseguito due fermi nei confronti di Joselito e Michael Marras, per l’omicidio dei fratelli Mirabello (Davide e Massimiliano), emessi dalla Procura della Repubblica di Cagliari per i gravi indizi di colpevolezza emersi a seguito delle indagini.

Gli inquirenti partivano dall’humus a presupposto del tragico evento avvenuto lo scorso 9 febbraio, verificando l’esistenza di gravi contrasti personali tra i Mirabello ed i Marras (padre e figlio) scaturiti da futili motivi.

I contrasti iniziavano da quando i Marras erano stati sospettati dai Mirabello di avere ucciso il proprio cane (impiccandolo) e di avere dato fuoco ad un motocarro ed un capanno di loro proprietà. A seguito di questi eventi, nel corso di una lite, Michael Marras veniva percosso dai Mirabello.

Joselito Marras era temuto nel paese di Dolianova per la sua indole violenta e prevaricatrice. Solo due giorni prima dell’assassinio dei Mirabello, aveva minacciato di morte un proprio familiare, solo perché amico dei Mirabello, avvicinandosi a lui brandendo un coltello e venendo fermato solo dall’intervento del figlio.

Venivano ricostruiti minuziosamente gli eventi, soprattutto di quella giornata, effettuando interrogatori di decine di persone, analizzando le immagini di telecamere comunali e private e svolgendo attività tecnica.

Il 9 febbraio Davide e Massimiliano Mirabello, con moglie e figli, si trovano in compagnia di amici per pranzare nella casa di campagna di Dolianova. Finito il pranzo Davide Mirabello accompagna il proprio nipote a casa di amici per poi rientrare presso la casa di campagna del fratello. Nell’ultimo tratto di strada incontra i Marras, che come sempre avevano portato il gregge a pascolare in quella località denominata “Funtana Pirastu” (la loro presenza  a bordo della propria autovettura Fiat Panda in quel luogo, data ed orario è confermata da testimoni), con cui ha un alterco a seguito dell’ennesima provocazione. Arriva a casa estremamente agitato, chiama il fratello ed i due ripartono immediatamente in auto (una VW Polo) verso il luogo ove troveranno la morte per mano dei Marras. 

Circa un’ora dopo, la moglie di Joselito e madre di Michael Marras si reca in un distributore di benzina ed acquista carburante, che immette in una tanica, che verosimilmente servirà per incendiare l’autovettura dei Mirabello.

A confermare in maniera certa ed inequivocabile la colpevolezza dei Marras, è intervenuto il prezioso e decisivo intervento del Reparto Investigazioni Scientifiche (R.I.S.) dei carabinieri di Cagliari. A seguito dell’analisi effettuata sull’autovettura Fiat Panda in uso ai Marras veniva rinvenuta, sulla portiera lato guidatore, una traccia di sangue che appartiene a Davide Mirabello.

Probabilmente, negli attimi immediatamente successivi, i Marras caricavano i corpi esanimi sulla Polo degli stessi Mirabello e si allontanavano repentinamente. Occultavano i cadaveri e poi, poco prima delle ore 19.00, davano alle fiamme l’autovettura.

Indagini sono tuttora in corso per identificare i soggetti che hanno favorito ed aiutato i Marras per occultare i cadaveri dei Mirabello.

Continuano inoltre le ricerche dei corpi dei fratelli Mirabello. Per un mese consecutivo sono state effettuate quotidianamente battute nelle campagne di Dolianova, oltre che dai militari del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Dolianova, anche con l’ausilio dei Cacciatori di Sardegna, del IX Battaglione CC, di unità cinofile, e dei Vigili del Fuoco di Cagliari. Allo stato le ricerche continuano controllando luoghi mirati e selezionati.

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Il sindaco di Samassi ha annunciato sulla pagina facebook del Comune un caso di positività al Coronavirus in paese.

«E’ stato riscontrato un caso di POSITIVITÀ al CORONAVIRUS a Samassi – ha scritto il sindaco –. In attesa degli accertamenti in corso, la popolazione è ASSOLUTAMENTE tenuta a non uscire di casa per NESSUN MOTIVO. E’ stato convocato il Centro Operativo Comunale di Protezione civile. Entro le ore 07.30 saranno comunicate le modalità di gestione dell’emergenza e il protocollo da seguire per la popolazione e le attività produttive.»
«Non possono interrompersi i servizi essenziali. In ogni caso tutta la popolazione non coinvolta in attività di pubblica utilità è tenuta ad osservare rigorosamente l’invito a restare a casa – ha concluso il sindaco di Samassi -. Nelle prossime ore verranno rese note le prescrizioni da tenere nei giorni a seguire.»

 

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Nel comune di Nembro (provincia di Bergamo, 11.522 abitanti), il Coronavirus ha fatto 70 vittime in 12 giorni, a fronte di una media di decessi di 120 in un anno… Poco fa, a Piazzapulita, su La7, il giornalista Mario Calabresi, ex direttore de La Stampa e Repubblica, ha detto che il parroco di Nembro gli ha detto che i funerali, negli stessi giorni, in realtà sono stati molti di più di 70… E’ la conferma delle voci ricorrenti che parlano di un dramma ancora superiore rispetto a quello già enorme che emerge dai dati ufficiali diramati dal Dipartimento della Protezione Civile sulle centinaia di persone che muoiono tutti i giorni (complessivamente, alle 18.00 di oggi, le vittime erano 3.405, 41.035 i positivi, 4.400 i guariti)… La Lombardia, in primis, ma anche le altre regioni del Nord Italia, stanno vivendo una tragedia di dimensioni gigantesche, purtroppo, ancora in crescita, ed il timore è grande che possa spostarsi con numeri assai più preoccupanti di quelli attuali, anche alle altre regioni che, peraltro, in molti casi, soprattutto al Sud e nelle Isole, hanno un sistema sanitario assai meno attrezzato… Se ce ne fosse ancora bisogno, va ribadito a tutti che, al di là di tutti gli sforzi che compiono, spesso con mezzi inadeguati, medici, infermieri, forze dell’ordine e tutti gli altri addetti ai lavori, mettendo a repentaglio la loro incolumità (tra le vittime sono tanti i medici, gli infermieri, anche gli amministratori locali impegnati in prima linea), la miglior difesa è evitare i contatti tra persone e, se non siamo obbligati per lavoro, esigenze sanitarie o di approvvigionamento di generi alimentari: RESTIAMO A CASA!!!

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Le commissioni Lavoro e Bilancio, riunite in seduta congiunta, hanno dato il via libera alla delibera della Giunta sugli strumenti finanziari per favorire l’accesso al credito alle piccole e medie imprese che operano nel settore turistico. Il provvedimento è passato con i voti della maggioranza e l’astensione dei consiglieri d’opposizione.

Sarà quindi rimodulato il fondo da 15 milioni di euro già a disposizione della Sfirs: una decisione che consentirà alle imprese in crisi, a causa dell’emergenza Covid-19, di ottenere un prestito dalle banche.

«Metteremo a disposizione fino a un massimo di 70mila euro per ogni azienda – ha dichiarato l’assessore del Lavoro Alessandra Zedda – il fondo sarà gestito dalle banche che assicurano la presenza di loro sportelli nei principali centri della Sardegna. In questo modo, proveremo a dare un aiuto concreto e rapido alle imprese che operano nella filiera turistica e oggi si trovano in grande difficoltà.»

L’assessore ha evidenziato alcune criticità che impediscono di mettere immediatamente a disposizione i fondi: «Abbiamo necessità prima di tutto di armonizzare la nostra delibera con le disposizioni contenute nel decreto legge del governo dello scorso 17 marzo – ha aggiunto Alessandra Zedda – l’altro aspetto riguarda l’individuazione delle imprese. Nella recente legge approvata dal Consiglio regionale, e in particolare nella Tabella A, mancano alcuni codici aziendali che escluderebbero in questo momento alcune categorie di imprese dai benefici. Quella tabella dovrà essere necessariamente integrata».

E’ stato invece rinviato ad altra data l’esame della delibera di Giunta che individua misure urgenti per il sostegno all’intero sistema economico regionale. Causa del rinvio, la mancata trasmissione alla Commissione del documento da parte dell’esecutivo. Un fatto stigmatizzato dai consiglieri di opposizione Massimo Zedda, Cesare Moriconi, Piero Comandini e Walter Piscedda che hanno sollecitato la Giunta a presentare al più presto al Consiglio un piano per lo stanziamento dei 60 milioni inseriti, con la recente Legge di Stabilità, in un fondo per “l’emergenza Coronavirus”. «Finora abbiamo parlato dei soldi già stanziati e presenti nella disponibilità della Sfirs – hanno detto i rappresentanti della minoranza – attendiamo notizie sui fondi freschi che sono stati messi a disposizione con la Finanziaria approvata recentemente dal Consiglio grazie anche al grande senso di responsabilità dell’opposizione». I rappresentanti del centrosinistra hanno sollecitato inoltre una collaborazione più stretta tra Giunta e Consiglio: «E’ un’emergenza che riguarda tutta la Sardegna, siamo tutti sulla stessa barca». Sollecitazione condivisa anche dai consiglieri d’opposizione Michele Cossa e Giovanni Satta che hanno chiesto alla Giunta la presentazione della documentazione completa sui provvedimenti a sostegno del sistema produttivo isolano e uno scambio di notizie più puntuale per poter dare risposte alle continue richieste dei cittadini sardi.

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Si intensifica l’opera di controllo nelle zone costiere da parte della Regione, tramite gli agenti del Corpo forestale, per vigilare sul rispetto delle regole di isolamento e di autodenuncia da parte delle persone che occupano le case al mare.
L’inosservanza delle ordinanze del presidente della Regione comporta le conseguenze previste dall’art. 650 del cp, con arresto fino a 3 mesi e sanzione.
Oggi sono stati effettuati 783 controlli, oltre 200 più di ieri, 151 in area Cagliari, 27 Iglesias, 59 Oristano, 184 Sassari, 172 Tempio, 141 Nuoro, 49 Lanusei.
Sono state sanzionate 9 persone, segnalate alla Magistratura.

 

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Sono 206 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 1.334 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 52, di cui 9 in terapia intensiva, mentre 152 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato dei casi positivi comprende i due decessi finora registrati in Sardegna. Sul territorio sono stati rilevati complessivamente 41 casi accertati Covid+ nella Città Metropolitana di Cagliari (+9 rispetto all’ultimo aggiornamento), 7 (+2) nel Sud Sardegna, 3 a Oristano, 21 (+1) a Nuoro e 134 (+60) a Sassari.

 

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Carissimi

stiamo vivendo un momento veramente molto difficile causato dall’emergenza sanitaria in corso e sento la necessità di esprimere a tutti voi la mia personale vicinanza, unitamente a quella del Consiglio Direttivo, dei delegati provinciali, dei dipendenti e di tutti i collaboratori della grande famiglia del C.R. Sardegna.

Fin dal principio, e ancor prima dei provvedimenti imposti dal Presidente del Consiglio dei Ministri e successivamente dal Governatore della Regione Autonoma della Sardegna, la nostra azione è stata quella di sospendere tutti i campionati a garanzia e tutela della salute dei nostri tesserati e dei loro cari.

In questo particolare momento il nostro impegno deve essere quello di fare SQUADRA e dare anche noi, tutti insieme, quell’importantissimo contributo che aiuterà a superare quanto prima questa emergenza e, per farlo, dobbiamo ascoltare e mettere in pratica quanto richiesto e ordinato dalle Istituzioni e, in particolare: RESTARE A CASA!!!

Solo quando la situazione sanitaria nazionale lo permetterà e avremo quindi il via libera per riprendere la nostra attività potremo pensare su come intervenire, ma posso fin d’ora garantire che la mia volontà e quella del mio Consiglio Direttivo sarà quella di portare a termine i campionati per garantire le posizioni acquisite e ogni titolo sportivo che verrà conquistato sul campo.

Sono certo che tutti i nostri tesserati, ed in particolare i dirigenti delle nostre Società, sapranno essere veramente uniti in questo importante momento della nostra vita e quindi, a loro, mi affido orgoglioso affinché nella loro missione sportiva e soprattutto sociale trasmettano ai loro tesserati e tesserate i giusti suggerimenti per affrontare con forza e spirito di sacrificio anche questa difficile prova.

Con coraggio e tutti insieme, facendo nostro il “IO RESTO A CASA”, potremo presto riassaporare il profumo dei nostri campi di gioco e vedere rotolare il pallone.

Comitato Regionale Sardegna

Il Presidente Gianni Cadoni

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La Regione accelera i pagamenti della Pubblica Amministrazione per sostenere la liquidità delle imprese. La disposizione è contenuta nella direttiva appena adottata come ulteriore misura di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

«Invitiamo le amministrazioni a dare impulso immediato ai pagamenti per stati di avanzamento – chiarisce il presidente Christian Solinas – in favore degli operatori economici che stanno eseguendo i lavori per conto della pubblica amministrazione, per attenuare l’impatto dell’emergenza sul tessuto produttivo sardo.  Anche in presenza di attività ancora in essere, si dà il diritto alle imprese che hanno assunto obbligazioni giuridicamente vincolanti con gli Enti del sistema dell’Amministrazione pubblica di vedersi saldato il compenso per l’attività fin qui svolta, senza attendere il fine lavori.»

La direttiva si rivolge a tutti i Comuni della Sardegna, alla Città metropolitana di Cagliari, alle Province, agli Enti appaltanti dell’Amministrazione Pubblica, che dovranno quindi provvedere al pagamento per gli importi maturati al momento della presentazione della domanda.

«Si tratta – spiega l’assessore dei Lavori pubblici Roberto Frongia – di una ulteriore misura di semplificazione adottata per andare incontro alle imprese. Abbiamo invitato le Amministrazioni pubbliche ad accelerare il pagamento senza dover attendere la conclusione dei lavori, ma canalizzando il saldo per stati di avanzamento evitando così il rischio per le imprese di rimanere imbrogliate nel sistema degli adempimenti amministrativi. L’obiettivo è quello di andare incontro alle imprese nei crediti vantati con la PA facendo loro arrivare quella liquidità necessaria per far fronte alle spese e ai costi legati al blocco o al rallentamento dell’attività lavorativa causata dall’emergenza, in primis a quelle relative a dipendenti, fornitori, subappaltatori. Le imprese – conclude Roberto Frongia – devono essere messe nelle condizioni di proseguire la propria attività.»