19 June, 2026

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«La riapertura di una strada, resa nuovamente percorribile dopo l’evento franoso che spinse la provincia di Nuoro a prevederne la chiusura, è una notizia positiva per tutta la Sardegna. La volontà dimostrata da tutti i soggetti interessati di andare incontro alle esigenze delle Comunità che a diverso titolo utilizzano questa importante arteria rappresenta sicuramente un esempio di buona pratica amministrativa.»

Lo ha detto l’assessore dei Lavori pubblici Roberto Frongia che oggi ha inaugurato il tratto Siniscola-Sant’Anna di Lodè sulla Strada Provinciale 3, riaperto al transito in senso alternato questa mattina alle 11,30. Alla riapertura della strada ha fatto seguito un incontro di carattere istituzionale nella sede della provincia di Nuoro, alla presenza del commissario straordinario Costantino Tidu e dei rappresentanti del comune di Siniscola e dell’Unione dei comuni del Montalbo.

«Abbiamo chiara l’esigenza di mettere definitivamente in sicurezza questa importante arteria che da Bitti arriva fino alla 125, con un intervento strutturale nella parte interessata da eventi franosi, ovvero tutto il costone dal km 38 al km 42 – ha aggiunto l’assessore regionale dei Lavori pubblici, evidenziando il ruolo dei Comuni e della stessa provincia di Nuoro nella riapertura del tratto Siniscola-Lodè –. La capacità di dialogo e la massima attenzione che le Istituzioni hanno saputo prestare sono la dimostrazione evidente della volontà di risolvere l’emergenza, adempiendo agli obblighi assunti in tempi rapidi. Il dialogo e la sintonia tra Istituzioni porta sempre a risultati importanti che vanno a beneficio delle Comunità.»

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Quattro consiglieri del M5S hanno presentato una proposta di legge su misure di contrasto del consumo di sostanze stupefacenti e di bevande alcoliche nei locali notturni.

Drink gratuito in discoteca solo se analcolico, ingresso scontato per chi si impegna a guidare (e a non bere alcolici!), sconti sulle tariffe dei taxi, etilometri finanziati dalla Regione nei locali notturni, promozione della campagna di sensibilizzazione “Mi diverto sicuro”. Sono soltanto alcune delle idee contenute nella proposta di legge del M5S volta al contrasto delle “stragi del sabato sera”.

Sono numeri allarmanti quelli che riguardano le sempre più frequenti “Stragi del sabato sera”. Un tema più che attuale come si evince dai dati presentati lo scorso 2 gennaio dal Compartimento Polizia stradale Sardegna che hanno evidenziato l’aumento degli ubriachi al voltante. Polizia stradale e carabinieri, nel 2018 in tutta Italia, hanno rilevato 2.696 incidenti e 109 vittime. I conducenti sottoposti ad alcol test sono stati 207.862, e di questi il 5,2% è risultato positivo. Le persone denunciate per guida sotto effetto di sostanze stupefacenti sono state invece 375.

Nel 2018 su 34.362 conducenti controllati da Polizia stradale e personale sanitario della Polizia il 6,5% (pari a 2.229) è risultato positivo all’alcol, mentre l’1,6% (pari a 537 conducenti) è risultato positivo a una o più sostanze stupefacenti.

In Sardegna – I numeri contenuti nella relazione annuale del 2019 della Direzione centrale per i servizi antidroga offrono un triste spaccato della Regione: i minori denunciati all’Autorità giudiziaria per reati sugli stupefacenti sono stati 71 (il 5,57 % dei minori segnalati a livello nazionale), con un incremento del 9,23% rispetto all’anno precedente.

Anche i casi di morte provocati dall’abuso di sostanze stupefacenti nella nostra Regione sono aumentati del 50 per cento in un anno, e corrispondono al 4,49% del totale nazionale.

Purtroppo, l’Italia è ai primi posti in Europa per le stragi del sabato sera, e lo Stato e le regioni non hanno fatto molto per frenare questa triste deriva.

Differenze con il resto d’Europa: Mentre nelle maggiori città europee il divertimento notturno nei fine settimana è garantito dal servizio di trasporto metropolitano 24 ore su 24, nelle maggiori città italiane il trasporto pubblico notturno non può in alcun modo competere.

La proposta di legge del M5S –  composta di 8 articoli – intende mettere in campo una serie di misure utili a contrastare il consumo di sostanze stupefacenti e il consumo eccessivo di bevande alcoliche nei locali notturni della Sardegna con il coinvolgimento delle prefetture, dei comuni, delle rappresentanze delle forze dell’ordine, degli imprenditori del settore, delle scuole e delle università, per poter orientare i giovani alla cultura della responsabilità e della legalità in tema di salvaguardia della salute e di sicurezza stradale.

La proposta di legge prevede inoltre che la Regione promuova annualmente la campagna istituzionale di informazione e di sensibilizzazione “Mi diverto sicuro”, oltre alla promozione di un “codice etico” nel quale prevedere la promozione di diverse azioni di contrasto all’abuso di alcol: l’identificazione del “guidatore designato” che si impegna a non bere alcolici e che in cambio potrebbe beneficiare dell’ingresso gratuito o scontato nei locali; la riduzione del costo delle bevande analcoliche; il divieto di ingresso in discoteca o di somministrazione di ulteriori bevande alcoliche per le persone in stato di ebbrezza; installare e/o migliorare il sistema di video sorveglianza all’interno e nelle immediate vicinanze dei locali notturni. Ancora: pubblicizzare all’interno dei locali notturni le informazioni sui danni procurati dall’uso eccessivo di alcol e di sostanze stupefacenti e psicotrope.

L’articolo 4 della proposta di legge prevede il sostegno della Regione per migliorare la qualità dei locali notturni attraverso percorsi formativi per il personale in servizio, un piano per dotare questi esercizi di etilometri con il finanziamento della Regione, e per incentivare gli esercenti a farsi carico di servizi navetta fino alle fermate dei mezzi pubblici.

L’articolo 5 punta alla disincentivazione dell’utilizzo del mezzo di trasporto proprio: la Regione promuove accordi tra i comuni, le associazioni dei tassisti, le aziende pubbliche di trasporto e le associazioni dei locali notturni per elaborare piani per l’uso dei mezzi pubblici e per un Piano taxi a tariffe agevolate. Tra le diverse azioni si potrebbe pensare anche alla possibilità della consumazione gratuita per chi sceglie di bere bevande analcoliche.

L’articolo 6 istituisce il marchio di caratteristica “Mi diverto sicuro”: i locali notturni che aderiranno al codice etico e rispetteranno i parametri di sicurezza e qualità contenuti nel regolamento attuativo che sarà redatto dalla Regione otterranno tale riconoscimento. Lo stesso ente inserirà nelle proprie campagne di comunicazione e di marketing territoriale l’elenco dei locali dotati del marchio di caratteristica “Mi diverto sicuro”. L’articolo 7 detta la norma finanziaria. L’articolo 8 dispone l’entrata in vigore.

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Venerdì 10 gennaio, alle ore 18.00, presso la Libreria Bardamù Ubik a Tempio Pausania, la scrittrice sarda Silvia Piga presenterà il suo nuovo libro dal titolo “L’amica di mia figlia. Dal diario di un’anoressica”, pubblicato dalla CSA Editrice.
Dialogherà con l’autrice, Luana Scanu.

Il romanzo narra la storia di Amelia, una ragazza affetta da anoressia, e della sua idea per venirne fuori. La madre Angela è schiacciata dal dolore, ma trova la forza di mantenere la promessa di leggere il diario scritto da Amelia e scopre una figlia diversa da quella che conosceva: una combattente che ha trovato uno stratagemma per sconfiggere l’anoressia mentale, la prigione dorata, la gabbia del secolo. Angela unisce le parole della figlia al metodo di un noto esperto in materia, e apre un blog in cui condivide l’autoterapia di Amelia. I contatti sul sito aumentano di giorno in giorno e pazienti, genitori e familiari di anoressici trovano nello strumento una risorsa che aiuta. Fino a che qualcuno legato alle vecchie scuole di pensiero decide di attaccare Angela, le sue idee e quelle di Amelia.

La storia è ispirata a quella dell’autrice che è stata per anni afflitta dal problema e che ora può regalare agli altri la sua esperienza e la sua conoscenza.

Silvia Piga, classe ’88, è nata e vive in Sardegna. Laureata in Lettere Classiche e Scienze dell’Educazione, da anni insegna privatamente a studenti delle scuole elementari, medie, superiori e università. È l’autrice del saggio di successo “Tutti pronti per la maturità”, edito dalla CSA Editrice, e di diversi racconti brevi premiati in concorsi letterari nazionali e internazionali. Grazie alla professione in ambito educativo, ha a cuore tematiche importanti che riguardano i giovani, fra le quali il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare.

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Dopo il successo editoriale del volume “Il tempo dei Nuraghi” pubblicato lo scorso anno, è ora in libreria “Il Tempo dei Fenici. Incontri in Sardegna dall’VIII al III secolo a. C.“, secondo titolo della collana di archeologia edito dalla Ilisso. Ancora un’opera monumentale per la quale la casa editrice nuorese ha coinvolto 37 autori, specialisti in vari ambiti, che hanno redatto 78 testi, in oltre 440 pagine, con un grandioso apparato iconografico di 576 immagini a colori e vivaci tavole illustrate, in grado di guidare il lettore in un affascinante viaggio.

Un’avventura editoriale straordinaria, diretta anche per questa nuova edizione dall’antropologa e archeologa cagliaritana Tatiana Cossu, col coordinamento scientifico dei docenti Carla Del Vais, Michele Guirguis, Alfonso Stiglitz ed il coordinamento editoriale firmato dalla storica Anna Pau.

Un volume da sfogliare pagina per pagina, per meglio comprendere e assorbire l’apporto multidisciplinare delle diverse scienze d’indagine affrontate, da quelle botaniche e zoologiche, a quelle più specifiche come la bioarcheologia o la paleopatologia, discipline che grazie a rigidi protocolli di ricerca sui metodi di raccolta dei frammenti ossei consentono oggi un quadro più chiaro delle numerose sepolture. Tanti nuclei tematici che come le tessere di un mosaico restituiscono un affresco affascinante e complesso di un’epoca che ha visto i Sardi protagonisti nell’ampio scenario del Mediterraneo.

La storia e la cultura del popolo che inventò l’alfabeto sono state studiate grazie a una metodologia narrativa originale, in grado di elaborarne i molteplici ambiti: le merci e le rotte, la politica e la religiosità, le attività agricole e artigianali, la casa e la vita domestica, il trattamento dei defunti e le tombe infantili. E ancora: le divinità, l’alimentazione, la musica e la danza, la scrittura, i gioielli e gli amuleti, i templi, le tombe e la ricerca antiquaria nelle principali necropoli di Sardegna (Monte Sirai, Tharros, Othoca, Tuvixeddu, Villamar).

Il risultato, oggi presente in tutte le librerie – compreso il book-shop del nuovo Spazio Ilisso di via Brofferio a Nuoro – è un volume esaustivo, dall’apparato iconografico sorprendente, reso possibile oltre che dal contributo del Banco di Sardegna anche grazie alla collaborazione di quanti ogni giorno si occupano della tutela e della valorizzazione del nostro patrimonio storico: il Polo Museale di Cagliari, i Musei e le Soprintendenze archeologiche della Sardegna, i Musei Reali di Torino, il Museo del Vicino Oriente, Egitto e Mediterraneo di Roma, il Museo del Louvre di Parigi, il British Museum di Londra, i piccoli Comuni, l’Università di Cagliari e quella di Sassari, una rete preziosa di enti e istituzioni al lavoro per restituire l’affascinante civiltà dei sardi.

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Dopo il successo dello scorso anno, torna a Carbonia l’appuntamento in compagnia di storie fantastiche. Da domenica 19 gennaio c’è “Fiabe a merenda”: quattro date, una al mese, in quattro luoghi diversi del Sistema Museale di Carbonia. Le attività sono dedicate ai bambini da 5 a 10 anni insieme alle loro famiglie. L’iniziativa è a cura della Cooperativa Sistema Museo, gestore del circuito museale, in collaborazione con il comune di Carbonia.
Le altre date sono il 16 febbraio, il 15 marzo e, ultimo appuntamento, il 19 aprile.

Si comincia domenica 19 gennaio al Museo dei PaleoAmbienti Sulcitani con il laboratorio “C’era una volta Helmut”.
I piccoli partecipanti, attraverso il racconto e la costruzione di un pop-up, ripercorreranno la vita del mammut Helmut e conosceranno il mondo in cui viveva, fino ai primi incontri con l’uomo del Paleolitico.
Il laboratorio consentirà di far conoscere alle famiglie una recente acquisizione del museo: parte dello scheletro fossile di un grande mammut lanoso proveniente dalla Germania.
Un grande pop-up trasporterà i partecipanti nell’era glaciale e farà scoprire dove vivevano Helmut e i suoi amici. I bambini potranno, poi, costruire un piccolo pop-up personale con gli elementi narrati nella storia.

La quota di partecipazione ad ogni laboratorio è di 8 euro.
Tutti gli appuntamenti iniziano alle 15.00 con l’accoglienza dei partecipanti e proseguono alle 15.30 con le attività.

  

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Ieri mattina gli alunni delle scuole di Teulada hanno ricevuto le borracce in alluminio per limitare l’uso delle bottigliette in plastica e per ricordare che l’acqua di rete è potabile, più economica e a impatto zero. Il progetto è stato promosso e finanziato dall’Amministrazione comunale e condiviso dall’Istituto Comprensivo “Taddeo Cossu”.

«Il progetto – spiega il sindaco Daniele Serra – rientra in una più ampia strategia di interventi e iniziative volte a sensibilizzare le nuove generazioni al riuso dei materiali, incentivare le buone pratiche sostenibili ed accrescere la consapevolezza e la cultura ambientale. Le borracce sono impreziosite dalle simpatiche rappresentazioni dei nostri abiti tradizionali create dal laboratorio artigiano di idee Labai di Teulada.»

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Enel, uno dei principali produttori di energia pulita operante nel settore dell’elettricità e del gas, a Gennaio 2020 ha aggiornato gli annunci di lavoro per la ricerca di diplomati da assumere su tutto il territorio nazionale oltre ad una ampia varietà di posizioni lavorative come addetti allo sviluppo aziendale, specialisti di controllo, etc., da inserire nelle sedi sia in Italia che all’estero. L’azienda, una multinazionale presente in 35 Paesi dove lavorano circa 70 mila persone, è alla ricerca di figure proattive, curiose, dinamiche, fortemente motivate con buone capacità organizzative e relazionali e sensibilità ai temi della sicurezza, con voglia di crescere sia dal punto di vista professionale che personale, disposte a lavorare per migliorare il mondo e rispondere alle sfide poste dai cambiamenti climatici e dal bisogno sempre crescente di energia pulita. Lavorare in Enel è sempre un’ottima opportunità per crescere, essere valorizzati, innovare e contribuire alla creazione di valore condiviso con le comunità e i cittadini e questo significa far parte di un grande Gruppo che ogni giorno fonde culture, esperienze e soluzioni. L’azienda…

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://suntini.it/diariolavoro_enel_sett_2019_2.html .

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Gli arrivi di Graziano Mannu sulla panchina del La Palma Monte Urpinu (Eccellenza regionale), subito dopo Natale, e di Fabio Piras su quella della Monteponi (Promozione regionale), ufficializzata stamane, rafforzano la presenza di tecnici di Carbonia sulle panchine dei due principali campionati regionali. Graziano Mannu, uno dei tecnici di più lunga e brillante esperienza nel campionato di Eccellenza, è tornato sulla scena dopo un anno e mezzo, al capezzale di una squadra “malata”, con l’obiettivo di ripetere l’impresa compiuta nel campionato 2017/2018 alla guida della Kosmoto Monastir. In precedenza ha guidato per sette stagioni consecutive il Carbonia, tra Eccellenza e Promozione, il Sanluri, il Ghilarza (con il quale ha vinto Coppa Italia e Super Coppa) e Castiadas. Ha iniziato la nuova esperienza nel campionato che ha avuto fin qui grande protagonista, capolista con Castiadas ed Ossese in campionato e finalista con l’Atletico Uri in Coppa Italia, la sua ex squadra, il Carbonia, guidata brillantemente da Andrea Marongiu, tecnico originario di Gonnesa ma ormai veterano al Carbonia, alla quarta stagione non consecutiva in panchina, dopo l’esperienza avuta da calciatore. Fabio Piras è tornato in panchina oggi, dopo l’esperienza avuta nella passata stagione alla guida del Carbonia, conclusa con un terzo posto, ed alcuni mesi di pausa, i primi dopo i tanti anni vissuti prima da calciatore, poi da allenatore nel settore giovanile, con l’obiettivo di rilanciare un’altra squadra “malata”, la Monteponi, costruita per vincere in estate e ricostruita quasi interamente prima di Natale, oggi ancora lontana dal vertice della classifica.

Nel girone A del campionato di Promozione, allena un altro tecnico di Carbonia, Titti Podda, una lunga carriera alle spalle (le esperienze più lunghe le ha vissute con la Gialeto ed il Siliqua, brevi quelle con Carbonia e Monteponi), quest’anno alla guida del Villamassargia. Marco Farci, originario di Paringianu, è protagonista con il Cortoghiana dei miracoli, secondo un anno fa in Prima Categoria, ripescato a seguito della fusione del Carbonia con il Samassi ed ora quarto in classifica al termine del girone d’andata e semifinalista in Coppa Italia con la Macomerese.

La pattuglia dei tecnici di Carbonia è forte anche nel girone B del campionato di Prima Categoria. Due delle quattro squadre sulcitane, infatti, sono guidate da un paio di stagioni da tecnici della città mineraria: la Fermassenti da Roberto Concas, l’Atletico Villaperuccio da Gian Marco Manca.

Da diversi anni non si ricorda una presenza così numerosa e qualificata di tecnici di Carbonia nei campionati regionali, a conferma della crescita del movimento che sicuramente potrà avere un’ulteriore spinta dai risultati delle squadre più attrezzate, Carbonia in testa. E ad alimentare la fiducia è sicuramente l’età media ancora giovane dei tecnici oggi protagonisti.

Giampaolo Cirronis

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Oggi, presso l’Aula Benedetto XVI della Curia Arcivescovile, a Cagliari, si è tenuta la prima conferenza stampa del nuovo arcivescovo di Cagliari, mons. Giuseppe Baturi.
Nato a Catania cinquantacinque anni fa, mons. Giuseppe Baturi prende il posto di Arrigo Miglio, arrivato al termine del suo mandato per raggiunti limiti d’età, per i prossimi anni.
«Sono due le isole che si incontrano, Sicilia e Sardegna, che per certi versi hanno aspetti simili ma – ha detto l’arcivescovo Giuseppe Baturi – sarà per me fondamentale conoscere meglio la vostra isola per fare un accostamento ma devo fare un plauso a questa meravigliosa isola per la ricchezza  e valorizzazione delle radici sarde che sono state sempre presenti e fattive in una concreta disponibilità tra comunità.»
Nel prosieguo, mons. Giuseppe Baturi non ha mancato di volgere il suo pensiero sui venti di guerra che si prospettano in Iran e ha aggiunto che «è esiziale la frase che dice: “La pace non si costruisce scambiandosi missili”».
Il nuovo arcivescovo di Cagliari non ha mancato di evidenziare il fattore immigrazione che deve essere affrontato con razionalità e disponibilità per una giusta integrazione, aspetto fondamentale per assicurare una piena e giusta dignità.
Mons. Giuseppe Baturi ha espresso la sua preoccupazione per la disoccupazione che attanaglia ancora l’Isola Sarda ma al contempo ha sottolineato che è necessario che il profitto individuale non vada a discapito delle dignità dell’uomo, valore fondamentale che necessita di ulteriori iniziative finalizzate ad un nuovo sviluppo dove ancora una volta e con fermezza, “L’Uomo” deve essere il centro della società, attore principale per uno sviluppo concreto, dove la famiglia riveste un ruolo determinante nella società.
Armando Cusa

Mons. Giuseppe Baturi, nuovo arcivescovo di Cagliari.

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“Il futuro dell’ambiente è futuro per tutti” è il tema di una ricerca promossa dal Csv Sardegna Solidale e realizzata dalla Fondazione Zancan. L’obiettivo è quello comprendere in che modo le associazioni possono affrontare la sfida ambientale. Partita nello scorso mese di novembre, la ricerca è ora nella sua fase finale che prevede la compilazione da parte dei volontari dei questionari online predisposti dai ricercatori. Perché il campione sia il più rappresentativo possibile e per raccogliere idee e proposte per affrontare in modo solidale la sfida ambientale è dunque necessaria la collaborazione delle associazioni.

Per partecipare allo studio è sufficiente richiedere il link di accesso al questionario inviando una mail a csvsardegna@tiscali.it oppure chiamando il Numero Verde 800 150440.

Ogni contributo resterà anonimo. Non verranno infatti raccolte e memorizzate informazioni, cookies o altri elementi che permettano l’identificazione dei partecipanti attraverso i dispositivi informatici utilizzati, e le risposte verranno analizzate in forma aggregata cioè insieme con quelle di tutte le altre persone che in Sardegna partecipano alla ricerca.

«I giovani ci chiedono di affrontare con loro l’emergenza ambientale perché l’ambiente è futuro per tutti – spiega il presidente di Sardegna Solidale Giampiero Farru -. Per questo serve l’impegno delle istituzioni, delle imprese, dei produttori, del commercio, delle associazioni. È importante dialogare con le comunità locali e con lo sforzo prezioso di tutto il volontariato sardo: ambientale, culturale, sociale, sanitario, nei diversi ambiti di impegno dove i volontari contribuiscono ogni giorno alla promozione umana e ambientale a vantaggio di tutti.»

«Quello che chiediamo ai volontari è di dirci come affrontare i problemi che nascono dai modi sbagliati di pensare e di fare – conclude Giampiero Farru -, ma chiediamo anche di ripensare gli stili di vita, per non sottovalutare i rischi a cui andiamo incontro. Le domande, in particolare quelle finali, chiedono cosa si può fare insieme, per valorizzare le bellezze e le potenzialità dei territori della Sardegna.»