8 November, 2026

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La CISL Pensionati del Sulcis Iglesiente ha disposto con applicazione immediata, la chiusura di tutte le sedi FNP del Sulcis Iglesiente fino a nuove disposizioni.

«I responsabili RLS di tutti gli uffici del Territorio possono per le urgenze e lo stretto necessario, rendersi disponibili tramite contatti “telefonico”, “videochiamata” oltre che “telematico” o “digitale” per rimanere in campo nella nostra azione sociale a disposizione dei nostri associati e delle persone più fragili (anziani, disabili) – dice il segretario generale Angelo Caria -. Vi ringrazio anticipatamente per lo spirito e la forza con cui affronteremo questa emergenza, con la convinzione che riusciremo a sconfiggere questo contagio.»

La convocazione dell’assemblea congressuale FNP-CISL del Sulcis Iglesiente prevista per il 13 marzo 2020 presso la sala riunioni di via Mazzini, a Carbonia, ed il congresso straordinario della UST CISL del Sulcis Iglesiente previsto per il 18 marzo 2020, presso la Fabbrica del Cinema, alla Grande Miniera di Serbariu, per gli stessi motivi dell’emergenza “Coronavirus” sono rimandate a data da destinarsi.

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In ottemperanza di quanto disposto dal Governi Nazionale e Regionale in tema di contrasto alla diffusione del Covid-19, gli uffici del patronato della CGIL resteranno chiusi al pubblico ad eccezione delle urgenze non differibili, per le quali, in ogni caso saranno fissati appositi appuntamenti attraverso i numeri telefonici fissi di ciascuna sede. Chiediamo alla cittadinanza di evitare di recarsi negli uffici se non in possesso di un appuntamento.

Le Segreterie Territoriali di Categoria e Confederale, in ogni caso, rimarranno attive per fornire supporto a lavoratrici e lavoratori e stipulare, con i dovuti accorgimenti,  eventuali accordi necessari a garantire gli ammortizzatori sociali ordinari e straordinari che si dovessero rendere indispensabili alla luce della attuale situazione critica.

«L’evoluzione continua e, purtroppo, negativa dei fatti che connotano l’espansione del Coronavirus e le cautele necessarie al suo contrasto impongono di aggiornare continuamente la nostra organizzazione – dice Antonello Congiu, segretario generale della Camera del Lavoro -. Il nuovo scenario derivante dal DPCM emanato ieri sera dal Governo in materia è stato oggetto, stamane, di analisi attraverso una call conference coordinata dalla Ns Segreteria Regionale a cui hanno partecipato tutte le Camere del lavoro e le categorie regionali. Il nuovo DPCM non vieta di recarsi al lavoro ma, ciò nonostante, le preoccupazioni emerse sono forti e in ragione di un atteggiamento prudenziale necessario, riteniamo indispensabile:

– Che i nostri servizi vengano svolti interamente presso le sedi ministeriali, evitando per il momento le sedi periferiche nelle quali, peraltro, non dovrebbero esserci neppure i delegati sociali dello SPI ai quali abbiamo chiesto ieri di astenersi dal prestare il loro abituale servizio. A tal proposito ciascuno di Voi svolgerà interamente il proprio servizio presso la sede ministeriale assegnata;

– Al fine di ridurre al minimo i contatti con gli utenti, come già disposto ieri, si riceverà esclusivamente per appuntamento e saranno svolte solamente le pratiche urgenti. Intendendo per urgenti solo le pratiche non differibili o in scadenza (ad esempio non esaustivo, Naspi in scadenza, Disoccupazioni agricole, etc). In questa ipotesi, se possibile, bisogna chiedere agli utenti, di spedire quanto necessario attraverso mail o altri mezzi di trasmissione remota o, comunque, ridurre al massimo i contatti per la sicurezza delle persone.

– In questo periodo siete invitati a svolgere preferibilmente il Vs lavoro privilegiando tutte le incombenze che si possono svolgere attraverso il back office, con particolare priorità da attribuire per esempio alla statistica dell’anno 2019, agli arretrati delle pratiche INAIL, etc.

– Naturalmente, allo stesso modo va privilegiato tutto ciò che può essere svolto attraverso il telefono sia per quanto riguarda gli appuntamenti che per quanto attiene le consulenze che non abbisognano della presenza fisica degli utenti. A tal fine, a differenza di quanto disposto ieri, è necessario che ciascuno risponda al telefono durante TUTTO il tempo di servizio;

Tutti coloro che vorranno potranno concordare un piano di ferie da usufruire in questo periodo.

Naturalmente le suddette disposizioni – conclude Antonello Congiu – saranno trasmesse a tutti i Segretari Generali di Categoria per l’opportuna informazione e conoscenza e perché possano collaborare a questa nuova organizzazione e ridurre al minimo anche i contatti con le persone».

 

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«Possiamo intervenire con una dotazione economica efficace per combattere l’emergenza in corso, che è prima di tutto sanitaria ma anche economica, e che incide profondamente sulle imprese e sul lavoro.»

Così il presidente della Regione Christian Solinas annuncia l’approvazione dell’emendamento della Giunta, con il quale vengono resi subito disponibili 60 milioni di euro.

«Danaro che utilizzeremo per affrontare l’emergenza – aggiunge il presidente della Regione -, mantenendo lo sguardo sui grandi obiettivi di prospettiva della legislatura. Uniti possiamo uscire da questo periodo buio, uniti possiamo raggiungere grandi obiettivi. Ringrazio ancora il Consiglio regionale per l’alto senso di responsabilità e di collaborazione dimostrato oggi.»

«La procedura adottata – dice l’assessore alla Programmazione e Bilancio Giuseppe Fasolino – consente alla Sardegna di avere tutte le proprie finanze a disposizione durante un momento cruciale per la nostra economia e la macchina amministrativa pienamente operativa. Non perdiamo di vista gli obiettivi già individuati: dal sostegno alle famiglie alle misure per le imprese, dall’istruzione alle politiche sociali, senza dimenticare tutti i settori strategici come il turismo e l’agricoltura. Anzi – conclude Giuseppe Fasolino – lo scenario determinato dall’emergenza rinforzerà questa linea.»

 

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«Quest’oggi abbiamo potuto leggere il testo della Finanziaria depositato sul sito del Consiglio regionale e, in maniera molto sommessa, ci dispiace dover dire che mancano le misure annunciate per il rilancio degli Enti locali e contro lo spopolamento dei piccoli Comuni della Sardegna. L’assenza di questi strumenti non è una buona notizia. Nessuna situazione emergenziale può impedire al legislatore regionale di comprendere che queste due misure avevamo la prospettiva di rilanciare gli Enti locali: si tratta di azioni che non possono essere rimandate a giugno, luglio, agosto o, ancora peggio, a settembre. Ciò significherebbe mettere gli Enti locali nelle nefaste condizioni di non poter programmare le risorse: in sostanza, si potrebbe spendere solo dopo i consuntivi 2020.»

La denuncia arriva da Ignazio Locci, sindaco di Sant’Antioco, ex vicepresidente del Consiglio regionale nella XV legislatura.

«Di fatto le procedure d’urgenza che il Consiglio regionale intende adottare per l’approvazione della Finanziaria, depurando il testo da queste importanti proposte del governo regionale, rischiano di vanificare gli effetti della stessa Finanziaria. Soprattutto, in una previsione come quella attuale, dato che nei prossimi mesi, superata l’emergenza Coronavirus, ci troveremo in piena recessione. Allo stato attuale, fatta eccezione per alcune buone decisioni, come quelle previste per il settore dell’Artigianato, la proposta così come è stata concepita non va bene. Il centrodestra, in questo momento, non cada nel tranello del Partito Democratico. Faccio un appello personale al presidente Christian Solinas – conclude Ignazio Locci -, affinché dia una risposta forte a questo momento di crisi.»

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«Ha prevalso il senso di responsabilità e comprensione del delicato momento che anche la nostra Regione sta affrontando. Desidero perciò ringraziare il Consiglio regionale e in particolare consiglieri d’opposizione per aver consentito l’approvazione incondizionata della legge Finanziaria attraverso una procedura d’urgenza mai avvenuta nella storia autonomistica della Sardegna.»

A dirlo è il presidente della Regione, Christian Solinas.

«Il provvedimento approvato oggi grazie alla sensibilità dell’Aula consente alla Sardegna di poter disporre di tutte le risorse in un momento critico per la nostra economia e permette la piena operatività della macchina amministrativa», ha concluso il presidente della Regione, Christian Solinas, in relazione all’approvazione odierna della legge Finanziaria da parte del Consiglio regionale.

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«In ottemperanza a quanto disposto dal Commissario straordinario del “G. Brotzu” come contrasto al Corona Virus, sono sospese tutte le attività ordinarie di prelievi e visite di controllo dei trapiantati che sono seguiti nel Day Hospital del 7° piano della Chirurgia generale.»

Ne dà comunicazione, con una nota, Giuseppe Argiolas, presidente dell’associazione Prometeo AITF ODV.

«Nessun trapiantato può entrare al “G. Brotzu” con decisione autonoma, sarà cura dei medici del Day Hospital stabilire quali siano, invece, i pazienti URGENTI che potranno essere seguiti anche in questo periodo con visite e prelievi – aggiunge Giuseppe Argiolas -. Ribadiamo, quindi, che il Day Hospital è chiuso al pubblico e saranno presenti, secondo specifici piani turno, solo medici e infermieri che risponderanno ai trapiantati al telefono.»

«Vi comunichiamo, inoltre, che dal 10 marzo, per motivi di sicurezza, non potrà più essere fisicamente presente al Day Hospital la nostra volontaria Giusy Melis, che può comunque essere contattata al numero 392 90 99 472. Giusy è comunque costantemente in contatto con i medici e gli infermieri nonché con gli ambulatori di riferimento e con lo studio Casciu – conclude Giuseppe Argiolas -. Ricordiamo, infine, che la Prometeo AITF ODV ha messo a disposizione del Day Hospital un cellulare con il numero 392 91 91 846, al quale risponde, dalle ore 9.00 alle 13.00, un medico del Day Hospital.»

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L’ultima trovata del Governo Conte è il trasferimento coatto di detenuti dalle zone più esposte direttamente al carcere di Bancali, Sassari. Secondo quanto riportato dai media, il ministro pentastellato Bonafede ha, infatti, attivato le  procedure per il trasferimento nel carcere di Sassari di 15 detenuti i quali, nel caso risultassero positivi al Coronavirus, metterebbero a rischio contagio non solo gli altri detenuti ma anche gli agenti di polizia penitenziaria.

«Sono ben felice di riscontrare che il ministro Bonafede si sia finalmente ricordato di noi – commenta causticamente il capogruppo Lega in Consiglio regionale, Dario Giagoni -. Dopo i numerosi solleciti mossi dalla Regione per la messa in sicurezza del carcere di Bancali, tutti caduti nel vuoto, miracolosamente sembra destarsi e piuttosto che decidere per un intervento a favore del penitenziario decide di approfittarne nel modo peggiore e più pericoloso! Un ministro con delega alla Giustizia più di chiunque altro dovrebbe rispettare il prezioso lavoro svolto con spirito di abnegazione e senso di responsabilità in un clima di forte stress dagli agenti di polizia, avrebbe il dovere di migliorarne le condizioni lavorative e non intraprendere azioni che mettono a rischio la loro salute e il corretto svolgimento delle funzioni! Siamo veramente al paradosso, se a Bonafede rimane ancora un briciolo di consapevolezza l’unica cosa utile da fare sarebbe quella di firmare le sue dimissioni. La Lega sta con le forze dell’ordine ora e sempre e faremo quanto in nostro potere per tutelare i nostri agenti”.»

In totale accordo con il collega di partito, il consigliere Michele Ennas: «E’ incredibile, oggi il capogruppo in Regione dei 5 Stelle, Desirè Manca, al posto di sostenere la posizione del governatore Christian Solinas nel chiedere al governo la chiusura degli scali sardi, denuncia misure insufficienti e falle nella sicurezza nel controllo sui passeggeri. Nello stesso momento il suo collega di partito si stava attrezzando per spedire detenuti esposti al contagio direttamente dalle zone critiche verso la Sardegna».

Dello stesso avviso il collega on. Ignazio Manca: «Decisioni sbagliate una dopo l’altra. Se si prosegue con queste scelte scellerate, ci ritroveremo il contagio negli istituti penitenziari sardi. Sono atti che potrebbe potenzialmente mettere in crisi gli sforzi sovraumani che la Regione Sardegna sta facendo per contrastare il diffondersi del virus. Non ho capito se il governo nazionale vuole trasformare la Sardegna in un lazzaretto ma noi non ci stiamo».

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Sono iniziati i lavori per l’installazione della fibra a banda ultralarga di Open Fiber nel centro abitato di Sestu. «Il nostro Comune – sottolinea la sindaca Paola Secci – è tra i cinque scelti in Sardegna per la realizzazione della nuova rete. Abbiamo colto questa opportunità che, seppure potrà creare qualche disagio nel breve periodo per la sua realizzazione, offre innegabili vantaggi e opportunità di sviluppo del nostro territorio nel lungo periodo.»

La rete sarà realizzata utilizzando anche cavidotti esistenti, per attenuare l’impatto sulle strade. Il progetto prevede la predisposizione a bordo lotto per tutte le case. Il servizio si potrà attivare con qualsiasi gestore.

«Se si pensa che appena tre anni fa il nostro Comune aveva come unica possibilità la connessione ADSL fino a 20Mb e che in questo breve lasso di tempo siamo passati alla banda larga fino a 300 Mb, e tra pochi mesi si potrà usufruire della banda ultralarga fino a 1GB, mi sembra che sia stato compiuto un gigantesco passo avanti – conclude Paola Secci -. Questa è una delle precondizioni più importanti per lo sviluppo economico locale.»

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Il presidente della Regione, Christian Solinas, che segue senza sosta tutte le attività svolte sul campo dalla macchina regionale, con il suo personale sanitario ed i mille uomini della protezione civile impegnati sul campo, ha rivolto un saluto ed un accorato appello a tutti i Sardi, affinché ciascun cittadino collabori con tutto il suo impegno al contrasto alla diffusione del virus.

«Stiamo vivendo – dice il presidente della Regione – una grande emergenza sanitaria di natura globale che sta investendo tanti paesi. Un momento complesso nel quale desidero rivolgermi a tutti non solo come presidente della Regione e responsabile della salute pubblica, ma come uomo, come farebbe ogni buon padre di famiglia.

Ci sono state imposte, perché assolutamente necessarie, misure severe, che incidono pesantemente sullo stile di vita che abbiamo conquistato negli anni, e che ha portato alla libera circolazione delle persone, delle merci, dei rapporti umani. Oggi però abbiamo bisogno di mettere in sicurezza la salute di tutti noi. Dobbiamo farlo seguendo alla lettera le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e quelle contenute nelle Ordinanze da me emesse. Fino al 3 di aprile dobbiamo evitare qualsiasi tipo di contatto ravvicinato tra le persone, qualsiasi viaggio e qualsiasi situazione di pericolo, perché il Coronavirus si espande e viaggia sulla gambe degli uomini. Limitare i contatti significa limitare il contagio e l’espandersi di questa sciagura.»

«Osservando delle buone regole di condotta e le prescrizioni emesse dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dalla Presidenza della Regione – prosegue il presidente della Regione – siamo ancora nelle condizioni e nei tempi perché si possa arginare questa espansione e riportare la nostra vita e i nostri rapporti alla normalità. Possono sembrare sacrifici eccessivi, ma sono necessari. Tutto questo avrà un costo per le partite iva, gli artigiani, le imprese turistiche. Ma la Regione e lo Stato interverranno per restituire quello che questa emergenza sta oggi togliendo.»

«Ora – ribadisce Christian Solinas – la preoccupazione è sanitaria: occorre evitare il contagio. Non c’è alcun bisogno di fare ressa nei supermercati, perché non è in discussione il normale approvvigionamento delle merci. Occorre comportarsi in maniera ordinata; possiamo fare normalmente la spesa evitando distanze ravvicinate e restando possibilmente a 2 metri dagli altri clienti; evitando di uscire di casa più volte, evitando compere non necessarie e soprattutto assembramenti di ogni genere in luoghi pubblici o privati.»

«Siamo un popolo generoso e forte, con grande storia – conclude il presidente Christian Solinas -. Se sapremo affrontare al meglio questa emergenza e se tutti collaboreremo attuando le misure di sicurezza, garantiremo ai nostri figli e a noi un futuro sereno·»