18 August, 2026

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«Il DDL cosiddetto “Piano Casa”, proposto dalla Giunta Regionale, si presenta come un vero e proprio labirinto esplicativo apparentemente inestricabile con un obiettivo sostanziale: smontare sia la Legge Urbanistica 45/89 sia il Piano Paesaggistico Regionale. Infatti si riduce fortemente la portata del PPR nelle aree interne e si toglie qualsiasi valore paesaggistico ai paesaggi rurali, si permette di costruire in agro a chiunque e dovunque, si distribuiscono premi di volumetria importanti in tutta la fascia costiera compresa quella nei 300 metri.»

Lo scrive, in una nota, Legambiente Sardegna.

«Il DDL proposto dall’assessore regionale dell’Urbanistica, e presentato dalla Giunta regionale nello scorso dicembre 2019 – sostiene Legambiente Sardegna –, si prefigge di incentivare e migliorare la qualità architettonica e la sicurezza strutturale del patrimonio edilizio esistente, contraddetto palesemente dall’articolato. Infatti, nel contenuto delle disposizioni si legge compaiono la riduzione del valore paesaggistico delle aree interne, edificazioni a pioggia nelle zone rurali e naturali (anche di pregio), incrementi volumetrici (anche nella fascia costiera) con cessione dei crediti  e persino riapertura delle lottizzazioni convenzionate in zone F, l’utilizzo edilizio residenziale di seminterrati e pilotis, la permanenza in spiaggia di strutture per la balneazione durante tutto l’anno (anche se alterano la bellezza dei luoghi).  Il risultato dell’applicazione di tali misure sarebbe il progressivo degrado paesaggistico ambientale del territorio, l’incremento della pericolosità idrogeologica, la perdita di valore (anche turistico) del territorio costiero ed interno.»

Per queste ragioni Legambiente ritiene che il DDL in questione «sia assolutamente inadeguato nel metodo, poiché si propone come ennesima misura tampone nelle more di una futuribile nuova legge urbanistica, e soprattutto nel merito, in quanto la sua applicazione determinerebbe una pericolosa inversione di tendenza nella complessiva strategia di salvaguardia territoriale e ambientale, inaugurata e disegnata dal Piano Paesaggistico Regionale del 2006, certamente coerente con gli attuali orientamenti di tutela nazionali, comunitari ed internazionali».

Legambiente Sardegna conclude ribadendo che «riferimento indiscutibile per la pianificazione territoriale deve essere il Piano Paesaggistico Regionale, formato in ottemperanza a norma statale ed unico strumento valido di protezione del paesaggio, il cui livello di tutela non può in alcun modo essere ridotto unilateralmente, come inequivocabilmente chiarito da varie Sentenze della Corte Costituzionale». 

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Giovedì 30 gennaio 2020 alle ore 18.30 al Fuaié del Teatro Massimo di Cagliari, in Viale Trento 9, si svolgerà il primo appuntamento della rassegna di letteratura sociale Storie in Trasformazione 2020 “Non temiamo niente” con la presentazione del libro pubblicato da Rizzoli Credere disobbedire combattere di Marco Cappato in dialogo con la giornalista Anna Piras, caporedattrice e notista parlamentare di Rai Sardegna. La presentazione è organizzata con la collaborazione di Sardegna Teatro, Florio Fuaié e Libreria Edumondo.

Non cambi il mondo, e non difendi la democrazia, facendo sempre quello che ti dicono di fare. Occorre assumersi la responsabilità di contravvenire a leggi ingiuste senza aspettare che qualcuno gentilmente lo conceda. L’obiettivo non è violare le regole, ma cambiarle, la cosa giusta da fare quando la legge si scontra con il vissuto delle persone, trascurando diseguaglianze rese ancora più profonde dalle proibizioni.

È questo che ha fatto Marco Cappato accompagnando in Svizzera dj Fabo, aiutandolo a porre fine alla sua sofferenza a costo di essere perseguito penalmente nel nostro Paese. Ed è questo – ha dichiarato – che farà ancora, per difendere il diritto di tutti di essere “liberi di sorridere, fino alla fine“. Eutanasia e fine vita, dunque, ma anche droghe, sesso, internet, genetica, scienza e diritti umani: contro le molte norme che in diversi campi minacciano la libertà e criminalizzano comportamenti diffusi e realtà sociali ineliminabili.

Marco Cappato si batte da anni con gli strumenti della disobbedienza civile e della nonviolenza – che indica non una semplice assenza di violenza, ma la costante opera attiva per convertire la violenza nel suo opposto – seguendo le orme di illustri personalità come Gandhi e di compagni di viaggio come Marco Pannella. Intrecciando pratica e teoria, la sua storia radicale e le sue azioni – dall’arresto a Manchester per la campagna antiproibizionista alla difesa della ricerca sul genoma e le staminali, alla battaglia contro l’informazione manipolata e la limitazione della libertà digitale -, spiega oggi in questo libro perché disobbedire (civilmente) è lo strumento indispensabile per chi vuole migliorare il sistema e difendere la libertà di tutti, cominciando dai settori, la scienza in primis, dove la presenza dello Stato spesso non è soltanto inutile, ma controproducente. E perché occorre farlo in prima persona: «Assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, sperimentando alternative, creando conoscenza».

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Il consigliere regionale di Liberi e Uguali Sardigna, Eugenio Lai, ha presentato questa mattina un’interrogazione sullo stato dell’organizzazione complessiva del sistema di donazione, prelievo e trapianto di fegato e pancreas del Centro trapianti presso l’Azienda ospedaliera G. Brotzu di Cagliari. Secondo Eugenio Lai «è necessaria una rimodulazione dell’intero sistema per ridare certezze agli operatorie ed incoraggiare il più possibile la preziosa sensibilità dei donatori».

Nell’interrogazione Eugenio Lai chiede al presidente della Giunta regionale e l’assessore dell’Igiene e sanità di «promuovere campagne di sensibilizzazione e informazione sulla donazione degli organi sui trapianti».

«Inoltre – conclude Eugenio Lai – è necessario potenziare le strutture esistenti ed incrementare il numero di chirurghi e infermieri, sfruttando le risorse esistenti, con l’intento di accogliere un maggior numero di pazienti in lista da trapiantare.»

 

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La notizia è di quelle che porta in sé il seme della rivoluzione e dell’evoluzione, in questo caso dell’editoria. Da alcuni giorni è infatti disponibile sulla piattaforma Alexa, lo smart speaker di Amazon, la nuova skill “Giornali Locali” che permette la lettura vocale delle notizie pubblicate dalle testate associate ad USPI, già raccolte nell’aggregatore UspiNews.it .

L’idea

L’idea nasce dall’esigenza di estendere le possibilità di fruibilità del sito Uspinews.it , su cui sono già presenti in tempo reale le notizie degli Associati USPI, ampliandone la fruibilità anche sul nuovo sistema degli smart speaker.

Questo passaggio all’intelligenza artificiale permette oggi agli editori USPI, che grazie all’associazione possono essere gratuitamente presenti sulla principale piattaforma degli assistenti vocali, di allargare la propria offerta di pubblicazione, così da essere raggiunti con grande facilità dai propri lettori, ovunque nel mondo.

Come funziona

La skill “Giornali Locali” legge le notizie, presenti sul sito UspiNews.it, aggiornato in tempo reale mano a mano che i giornali USPI pubblicano le notizie del proprio territorio o categoria. Quando si avvia il comando vocale la skill legge le ultime notizie pubblicate in tempo reale da tutta Italia, oppure una selezione degli ultimi aggiornamenti scelti per regione o argomento.

La versione della skill, ancora in versione beta, è già scaricabile sui dispositivi predisposti o su smartphone, tramite la app Alexa.

La collaborazione

La realizzazione di questo innovativo strumento di divulgazione delle notizie attraverso i nuovi mezzi tecnologici è stata possibile grazie alla nuova collaborazione che USPI (Unione Stampa Periodica Italiana) ha avviato con la società di sviluppo digitale 22HBG.

22HBG
È una società di comunicazione specializzata nello sviluppo app, che si pone l’obiettivo di far comunicare diversi oggetti tra loro. La società è nata nel 2011 a Ferrara e ha come scopo quello di essere partner delle Media Company e dei Grandi Gruppi nei processi di diffusione di contenuti via etere e sul web.

USPI
USPI (Unione Stampa Periodica Italiana), costituita nel 1953, associa le testate periodiche italiane, edite o trasmesse con qualunque mezzo, e ha come scopo rappresentare la stampa periodica italiana nella tutela degli interessi professionali, morali e materiali dell’intera categoria.

L’USPI non persegue fini di lucro ma svolge prevalentemente attività di assistenza ai propri iscritti (circa 3.000 testate periodiche) e di loro rappresentanza in tutte le sedi pubbliche o private nelle quali tale rappresentanza è richiesta o prescritta.

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«Il problema della continuità territoriale in Sardegna si fa sempre più grosso, e a risentirne è, soprattutto, Cagliari, che rischia ogni giorno che passa di restare sempre più isolata.»

Lo afferma Edoardo Tocco, presidente del Consiglio comunale di Cagliari, che prosegue la sua battaglia in difesa dei passeggeri penalizzati.
«Il capoluogo ormai è a terra – prosegue Edoardo Tocco -. Dopo il disastro delle festività appena trascorse, la situazione non è ancora stata risolta.»

Il presidente dell’Assemblea cittadina lancia un appello alla Giunta regionale: «Sono certo che il presidente Christian Solinas riuscirà a trovare una soluzione a questa vicenda e saprà risolverla al meglio, ma bisogna agire presto, ormai non c’è più tempo. Cagliari e l’intera Sardegna rischiano di restare fortemente penalizzate, la stagione turistica è alle porte e non possiamo permetterci di farci trovare in queste condizioni».

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«Il fondo è stato toccato oggi, con una vergognosa assenza che vale più di mille parole. Davanti all’imminente catastrofe che sta per piombare addosso alla nostra Isola, dal 16 aprile privata della continuità territoriale aerea, il presidente Christian Solinas e l’assessore dei Trasporti Giorgio Todde hanno disertato la riunione di Consiglio in cui al primo punto all’ordine del giorno era prevista la proprio questa discussione. I diretti i responsabili di questo disastro amministrativo non si sono nemmeno presentati.»

Questa l’amara denuncia dei consiglieri regionali del M5S Desirè Manca, Roberto Li Gioi, Michele Ciusa, Alessandro Solinas, alla luce di quando accaduto oggi in Consiglio regionale.

«Oggi, assieme a tutti i consiglieri di opposizione, abbiamo occupato i banchi della giunta. Un segnale forte per prendere le distanze dall’immobilismo, dall’incuria e dall’incapacità che contraddistingue questo governo regionale, orientato ad accontentare le lobby del potere, a moltiplicare le poltrone e che in dieci mesi non è stato in grado di compiere un solo passo verso il futuro, un solo passo per il bene dei sardi e della Sardegna – hanno aggiunto i quattro consiglieri regionali del M5S -. Le prenotazioni da e per l’Isola sono congelate, la stagione turistica rischia il peggior record negativo di sempre e l’economia della Sardegna ha già subito i primi durissimi colpi. Abbiamo chiesto – spiega Roberto Li Gioi, vice presidente della Commissione Trasportiche il Consiglio fosse convocato con urgenza, quantomeno per poter conoscere quali sono i piani della Giunta. Ma la nostra richiesta è caduta nel vuoto. Stiamo rischiando danni economici enormi e la giunta con oggi ha dimostrato una volta di più la mancanza di volontà nel risolvere il problema. Questa è pura irresponsabilità.»

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Il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, è intervenuto stamane in Aula (dove è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare le vittime dell’Olocausto) sulla Giornata della Memoria.

Il testo integrale.

Sono passati settantacinque anni quando le truppe sovietiche varcarono i cancelli di Auschwitz e rivelarono al mondo l’orrore del genocidio del popolo ebraico. A partire da quel giorno, nessuno poté più dire di non sapere o di non aver compreso.

Eppure, malgrado il tanto tempo trascorso, l’orrore che si aprì davanti al mondo rimane immutato anche davanti a noi, con tutto il suo terrificante effetto.

Questa data simbolo è stata scelta dal Parlamento italiano non solo per ricordare quanti furono deportati e massacrati, ma anche per non dimenticare quelle persone che anche a rischio della loro stessa esistenza, aiutarono tanti ebrei a salvarsi. Tra questi voglio ricordare i sardi tra i Giusti delle Nazioni: Salvatore Corrias, Vittorio Tredici, Giovanni Gavino Tolis, Girolamo Sotgiu e sua moglie Bianca Ripepi.

Anche in Italia, il regime fascista collaborò attivamente alla deportazione e allo sterminio degli ebrei italiani. Le leggi razziali segnarono il più grave rinnegamento degli ideali risorgimentali e dell’idea stessa della Nazione italiana e restano una ferita profonda per il nostro Paese.

La memoria di Auschwitz, ci rivela il lato più oscuro dell’uomo, il mistero del male, il tradimento delle coscienze e la perdita dei sentimenti di umana pietà e solidarietà. Davanti alla tragedia dello sterminio degli ebrei, a nessuno è lecito dimenticare o passare oltre.

Per questo il Giorno della memoria rappresenta un monito costante contro ogni forma di discriminazione e offesa alla dignità umana.

Agli orrori del secondo conflitto mondiale, i Padri costituenti seppero reagire affermando quei principi di libertà, solidarietà ed eguaglianza indelebilmente sanciti nella Costituzione. Anche il Consiglio Regionale della Sardegna resta assolutamente in prima linea nella commemorazione di quanti hanno subito la persecuzione e la deportazione, ma anche nella conoscenza della storia e della memoria di quegli anni.

Questa giornata ha uno scopo preciso: serve a rafforzare in tutti i cittadini – e, soprattutto, nelle giovani generazioni – non solo la memoria della tragedia, ma anche la consapevolezza profonda delle cause storiche che ad essa condussero e la consapevolezza che alta deve restare la vigilanza perché aberrazioni ed orrori come quelli del passato non si ripetano mai più. Se così non fosse, tale celebrazione altro non avrebbe se non una mera funzione retorica destinata a cadere nel vuoto.

Concludendo, desidero ricordare le parole di Primo Levi «nell’odio non vi è nulla di razionale, ma se comprenderlo è impossibile, conoscerlo è necessario, poiché ciò che è successo può ricominciare».

Questo è il compito difficile che tutti noi siamo chiamati a compiere insegnando soprattutto ai giovani i livelli di vergogna e disprezzo a cui può giungere un essere umano.

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La Commissione speciale sull’insularità ha concluso in mattinata il primo ciclo di audizioni con i parlamentari sardi e gli ex presidenti della Regione Sardegna. Oggi è stato il turno di Ugo Cappellacci che, nella doppia veste di deputato ed ex presidente della giunta regionale ha illustrato alla Commissione le iniziative portate avanti nel corso della sua esperienza alla guida della Regione e le proposte che potrebbero essere messe in campo a livello nazionale ed europeo.

«L’insularità è il tema dei temi, assorbe tutte le problematiche che frenano lo sviluppo economico e sociale della Sardegna – ha detto Ugo Cappellacci – in passato si sono portate avanti battaglie storiche che purtroppo non hanno dato risultati concreti. Bene fa oggi la Commissione a lavorare su due fronti: il sostegno alla proposta di legge per l’inserimento del principio di insularità in Costituzione e le iniziative per cambiare le regole europee sugli aiuti di Stato.»

Sollecitato dagli interventi del presidente della Commissione Michele Cossa e dei consiglieri regionali Giuseppe Meloni (Pd), Roberto Li Gioi (M5S), Antonello Peru (Udc-Cambiamo), Roberto Caredda (Misto) Angelo Cocciu (Forza Italia) e Giovanni Satta (Psd’Az), l’ex presidente Ugo Cappellacci ha indicato alcune soluzioni possibili: «Per vincere la battaglia sugli aiuti di Stato occorre fare rete con tutte le isole d’Europa. Durante la mia esperienza alla guida della Regione abbiamo partecipato e presieduto la Commissione Isole della Conferenza delle regioni periferiche e marittime e la Commissione Enve del comitato delle regioni europee. In tutte le occasioni d’incontro si è cercato di portare all’attenzione delle istituzioni europee la necessità di attuare politiche differenziate che favorissero la coesione, oltre che economica e sociale, anche territoriale delle Isole. Grazie a quelle alleanze la Sardegna è riuscita ad ottenere il riconoscimento dello status di Regione “in transizione” che hanno permesso di incamerare 400 milioni di euro aggiuntivi per lo sviluppo rispetto ai tagli che si prospettavano per l’uscita dall’Obiettivo 1».

Ugo Cappellacci si è detto d’accordo anche sulla proposta di stringere un patto con la Sicilia per sostenere la proposta di legge in Parlamento: «Siamo pochi e i numeri sono decisivi, ben venga un’alleanza che rafforzi le nostre istanze».

Nel corso dell’audizione si è parlato inevitabilmente anche di continuità territoriale aerea e marittima. «Sulla prima, purtroppo, siamo fermi al modello disegnato dalla mia Giunta – ha detto Ugo Cappellacci – oggi il rischio è che si giochi al ribasso. In altre Regioni europee come la Corsica funziona in modo diverso con importanti risorse messe a disposizioni per garantire il diritto alla mobilità (circa 70 milioni di euro per 350mila abitanti). L’Europa deve rispettare le sue leggi come il Regolamento 1008/2008 che legittima gli oneri di servizio imposti dagli Stati membri alle compagnie per garantire collegamenti essenziali allo sviluppo economico e sociale dei territori».

Sulla continuità marittima, l’ex presidente della Regione è andato oltre: «Dobbiamo pretendere una riforma che trasferisca alla Sardegna la competenza primaria con le relative risorse. Grazie ai nostri ricorsi, la Corte Costituzionale ha stabilito che la Regione partecipi a pieno titolo alla firma della convenzione con le compagnie navali, è il momento di fare un passo in avanti e chiedere il trasferimento delle funzioni sulla continuità marittima».

Rispondendo alle domande dei consiglieri, Ugo Cappellacci è tornato sull’esperienza della flotta sarda: «Fu un’operazione dovuta – ha detto – fatta per ripristinare le regole del libero mercato. Oggi sarebbe più difficile ripeterla perché le imprese operano su mercati di vasta scala»

Ugo Cappellacci, infine, ha parlato anche di fiscalità e infrastrutture: «Da tempo mi batto per la zona franca integrale – ha concluso – la leva fiscale consentirebbe di ottenere risultati immediati rispetto agli altri interventi da mettere in campo per ridurre il gap dell’insularità. Sulle infrastrutture, credo invece che fino a quando non eserciteremmo la nostra competenza primaria sul paesaggio poco si potrà fare per migliorare la situazione. I nostri progetti, come quello del porto canale di Cagliari, vedono la Regione ostaggio del Mibact. E’ arrivato il momento di affermare la nostra autonomia».

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«È fondamentale diffondere nel Paese una moderna cultura della Difesa spiegando, al tempo stesso, l’importanza della tecnologia e dell’innovazione applicata al mondo militare e le sue ricadute positive sulla società civile.»

Lo ha dichiarato il sottosegretario di Stato alla Difesa, Giulio Calvisi, intervenendo oggi al convegno organizzato dal Centro Studi Esercito, tenutosi presso il Segretariato Generale della Difesa. All’evento hanno partecipato il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Farina, il presidente del Centro Studi Esercito, Generale Stefanini, insieme a rappresentanti dell’industria, del mondo accademico e della ricerca.

«Oggi siamo di fronte – ha aggiunto il sottosegretario della Difesa – ad un grande elemento di novità sul piano culturale e nel dibattito politico: l’esigenza di un nuovo protagonismo dello Stato e di politiche pubbliche più incisive, non solo nell’ambito della Difesa, ma su un piano generale e strategico, che individui precisi obiettivi e priorità di investimento. Inoltre, emerge con chiarezza la necessità di assicurare adeguati livelli di finanziamento e di investimenti nel settore della Difesa e in particolar modo a favore dell’Esercito che negli ultimi anni sconta un non adeguato livello di finanziamento. Le Forze Armate – ha concluso Giulio Calvisi – svolgono un lavoro costante a tutela della pace e della sicurezza del nostro Paese. Un ruolo che, in un mondo dove esistono molteplici focolai di tensione, deve essere rafforzato e reso sempre più adeguato ed efficiente. Ecco perché dobbiamo investire nella ricerca e dobbiamo sviluppare tutte quelle tecnologie e quelle capacità industriali strategiche, che ci consentono di essere competitivi in uno scenario globale.»

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La nota catena di supermercati Lidl assumerà nel  2020 oltre 160 nuove figure, che riguarderanno, soprattutto, Addetti Vendita, i quali dovranno offrire assistenza ai clienti, gestire la cassa, sistemare e pulire i locali; Operatori di Filiale, che dovranno preparare e gestire i nuovi articoli in promozione, collaborare con il team per la gestione del punto vendita e rifornire i prodotti sui bancali; Commessi Specializzati, che dovranno verificare i prezzi e l’assortimento dei prodotti esposti, assicurare il rispetto delle normative di legge sulla sicurezza del personale e quelle alimentari e svolgere mansioni operative; Addetti Manutenzione Logistica, che dovranno eseguire interventi di manutenzione e riparazione su impianti, strutture, attrezzature e mezzi presenti all’interno dei magazzini, ispezionare gli impianti esterni e le attrezzature tecniche e verificare il funzionamento degli impianti di sicurezza etc. Oltre al possesso del diploma (o della laurea per le figure più specializzate), i candidati dovranno avere …

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://suntini.it/diariolavoro_lidl_1_20.html .