19 June, 2026

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L’on. Carla Cuccu (M5S) ha presentato una nuova interrogazione al presidente della Regione Christian Solinas e all’assessore alla Sanità Mario Nieddu, con la quale chiede se sia possibile trasferire il servizio di zooantropologia assistenziale presso l’unità operativa di chirurgia dell’ospedale C.T.O. di Iglesias. Nel testo dell’interrogazione – a cui non è stata ancora data risposta – la consigliera pentastellata Carla Cuccu spiega il motivo del perché considera necessario un urgente intervento in merito.
«E’ di fondamentale importanza individuare il prima possibile la sede definitiva di questo indispensabile servizio diventato un punto di riferimento per tante famiglie. Inoltre, è importante che si restituiscano agli animali gli adeguati spazi, ricordando che nell’attività di zooantropologia l’animale è coinvolto e non sfruttato.»
«Non resteremo – aggiunge Carla Cuccu – ad assistere come spettatori inermi al continuo sabotaggio della sanità iglesiente, da sempre eccellenza regionale e nazionale per cure primarie, specialistiche ed all’avanguardia.»
«Gli iglesienti – conclude Carla Cuccu – hanno diritto a prestazioni sanitarie efficienti da erogarsi in tempo reale ed immediato.»

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Nella notte fra il 6 e 7 gennaio che corrisponde alla notte fra il 24 e 25 dicembre del calendario giuliano (sostituito da Papa Gregorio XIII al fine di mettere rimedio alle differenze con il calendario astronomico) si festeggia il Natale Ortodosso e di Rito Orientale, che a seguito della presenza di una numerosa diaspora dai paesi dell’Europa Orientale, molto diffusa in tutta la Sardegna, con migliaia di persone provenienti dalle repubbliche ex URSS vede anche il consolidarsi nella nostra Isola di tradizioni del mondo cristiano ortodosso e di rito orientale dove la liturgia segue il vecchio Calendario Giuliano.

Si tratta di una comunità multinazionale proveniente dalle molteplici repubbliche nate dalle ceneri dell’Unione Sovietica, dove è grandemente maggioritaria la componente femminile, donne che svolgono un ruolo sociale molto importante, soprattutto nel settore della cura alla persona, tante di loro, infatti, sono lavoratrici badanti, e svolgono,  quindi, un importante ruolo sociale.

Quest’anno il 7 gennaio ricade di martedì giornata lavorativa, per garantire il massimo coinvolgimento, le celebrazioni liturgiche saranno, in particolare, concentrate nella giornata della vigilia del 6 gennaio che essendo festivo consente una maggiore partecipazione.

6 Ggennaio 2020 Chiesa di Nostra Signora della Speranza (Quartiere Castello)

La Chiesa Ortodossa del Patriarca di Mosca che raggruppa i fedeli della comunità immigrata provenienti da Ucraina, Bielorussia, Russia, Moldova ed altri paesi ex URSS celebrerà, la liturgia del Natale nella Chiesa di Nostra Signora della Speranza in Via Duomo a Castello (l’antica cappella gentilizia della nobile famiglia Aymerich) dove Padre Nikolay Volskyy di nazionalità ucraina e Parroco Ortodosso della Parrocchia di San Saba il Santificato celebrerà alle 9.30 la Messa Solenne mentre alle 12.00 ci saranno i saluti e gli auguri delle autorità, fra i quali quelli ormai tradizionali del  Console onorario bielorusso in Sardegna Giuseppe Carboni. Ma non mancherà la messa di mezzanotte particolarmente suggestiva con inizio alle ore 22.00 della sera del 6 gennaio sino alle 03:00 del 7 gennaio! E ancora la messa solenne del 7 mattino alle 9:30 che essendo giornata feriale non potrà essere seguita da molti fedeli.

Anche la Chiesa Greco-Cattolica celebra il Natale secondo il calendario giuliano con la messa celebrata dal religioso cattolico ucraino di rito bizantino don Vasyl Ersteniuk, la Chiesa Ortodossa Rumena del Patriarcato di Bucarest che officia le sue messe nella Chiesa del Santo Sepolcro con Padre Ioan Agape, per il Natale, invece,  segue il calendario Gregoriano e quindi festeggia il Natale il 25 dicembre insieme ai cattolici, mentre per la Pasqua segue il calendario giuliano insieme alle altre chiese ortodosse.

Alle celebrazioni religiose seguirà Domenica 12 gennaio 2020, il momento laico della festa grazie Gran Concerto del Natale e Capodanno Ortodosso e di Rito Orientale, in programma all’Auditorium del Conservatorio di Cagliari Piazza Porrino, alle ore 15.30, ingresso gratuito sino ad esaurimento posti (capienza oltre 800 posti) nel quale è previsto il saluto e gli auguri delle Autorità civili e religiose e l’esibizione del complesso artistico bielorusso “MAROU” che proviene dalla città di Brest che eseguirà musiche e canzoni della tradizione slava e la partecipazione straordinaria di un ensemble formato da musicisti docenti del Conservatorio di Cagliari.

Il Consolato onorario bielorusso rinnova gli auguri di un Sereno Natale a tutti i fedeli cristiano ortodossi e greco-cattolici residenti in Sardegna. E ringrazia la Chiesa sarda, in particolare l’arcidiocesi di Cagliari che con spirito fraterno concede ai religiosi delle comunità immigrate dell’Est Europa spazi dove poter compiere la propria missione pastorale.

 

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«Oggi abbiamo incontrato il sottosegretario al MiSE ing. Alessandra Todde che ci ha comunicato che Sider Alloys ed Invitalia hanno rivisto il Baget del Revamping ed hanno portato il bilancio d’investimento a 150 milioni di euro, mentre prima era di 120 milioni di euro. Sul contratto per la fornitura dell’energia allo stabilimento ritiene che sia solo una questione di giorni per la sua definizione.»

Lo scrive, in una nota, Renato Tocco, segretario territoriale della UILM UIL.

«Nel contempo – aggiunge Renato Tocco – abbiamo chiesto che convochi un tavolo al MISE per valutare e fare una disamina sulla richiesta di Sideralloy e GSM di aprire la Cig. Le OOSS avevano manifestato disappunto su questa richiesta di Cig da parte di Sider Alloys e GMS senza aver prima verificato il cronoprogramma ma soprattutto definire le condizioni di avvio e termine della Cig, tenuto conto che ad oggi dovevano essere quasi terminate le operazioni del revamping.»

«Il sottosegretario ci ha dato assicurazioni che a breve sarà convocato il tavolo al MiSE per tutti chiarimenti inerenti la Sider Alloys. Siamo convinti che oggi ci siano le condizioni per pretendere che inizi davvero il revamping e la ripartenza dello stabilimento – conclude Renato Tocco -. Abbiamo inoltre chiesto un suo interessamento in merito alla procedura degli ammortizzatori in deroga e al loro valore per ogni singolo lavoratore in mobilità.»

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Angelo Cremone (Sardegna pulita).

Le Associazioni Sardegna Pulita, Assemblea Permanente Villacidro e Cagliari Social Forum, lunedì 6 gennaio, alle ore 11.00, accompagneranno le 3 Befane che depositeranno all’ingresso del Palazzo della Giunta regionale di viale Trento a Cagliari, un grande sacco pieno di carbone dedicato al presidente Solinas e suoi assessori.
In una breve nota, il presidente della Giunta regionale Christian Solinas viene definito «l’uomo delle Centrali a Carbone, della Metanizzazione e del Rigassificatore a Giorgino, dei Fanghi Rossi e delle Industrie Inquinanti a Portoscuso», alla guida di una «Giunta Regionale delle Servitù Militari e della fabbrica di bombe Rwm di Domusnovas».

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Spett.le redazione.

sono un ragazzo di 28 anni e come tanti altri giovani, provenienti da tutta Italia, un giorno mi sono ritrovato vittima di un’ingiustizia che si è trasformata paradossalmente in un’ingiustizia alla pari. Essa rappresenta la violazione di un diritto che nega la possibilità di proseguire un iter volto alla realizzazione del mio sogno: indossare la divisa della Polizia di Stato. Fin da bambino il mio sogno è stato quello di indossare questa divisa, un lavoro al servizio degli altri. Da subito ho desiderato identificarmi in quella che per me rappresenta una vocazione, un’uniforme che protegga, che rassicuri, che difenda dalle ingiustizie ma soprattutto che si batta giorno e notte, momento dopo momento contro di esse.

Crescendo il desiderio è maturato e finalmente, dopo tante attese, nel maggio del 2017 si è presentata l’opportunità di partecipare al concorso Allievi Agenti della Polizia di Stato con graduatoria a valenza triennale, il primo aperto ai civili dal 1996.

Il 26 maggio 2017 viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando di concorso per assumere 1.148 Allievi Agenti della Polizia di Stato di cui 893 posti riservati a candidati che provengono dalla vita civile, i cui parametri determinanti prevedevano un’età non superiore a 30 anni e la licenza media; nel maggio 2018 vengono pubblicate le graduatorie e come avviene per ogni concorso, in una prima tornata, vengono visitati i primi 3443 candidati, mentre gli altri restano in attesa di uno scorrimento che era stato previsto a seguito di ulteriori fondi per l’assunzione di 1851 posti aggiuntivi.

Il problema sorge a causa dell’applicazione del “Decreto Semplificazioni” che prevede l’abbassamento dell’età anagrafica a 26 anni ed il possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado per la partecipazione ai futuri concorsi, impiegato ingiustamente al concorso già in atto e escludendo molti candidati tra cui me.

Si iniziano quindi, ad intraprendere le vie legali attraverso le quali, in seguito ad un ricorso presentato presso il TAR del Lazio ed avendo ottenuto un parere favorevole, una parte dei candidati del primo scorrimento con punteggio compreso tra 9,500 e 8,875 nonostante l’essere over 26 è riuscita a sostenere le prove psico-fisiche-attitudinali e quindi ad ottenere lo “status di idoneo con riserva” attendendo la sola chiamata per il corso di formazione. Un ulteriore gruppo di ragazzi, di cui faccio parte, in seguito ad ulteriore scorrimento avvenuto il 7 giugno 2019, comprendente un punteggio tra 8,750 e 8,250, insieme ad altri del primo scorrimento ancora in attesa, pur avendo ottenuto numerosi esiti favorevoli dal TAR del Lazio e dal Consiglio di Stato, ad oggi sta ancora aspettando una chiamata per sostenere le stesse prove.

Sono giovane e nonostante la mia età, voglio ancora credere nella giustizia italiana, per la quale molti si sono battuti e per la quale anche io desidero avere l’onore di battermi e vedere un mio diritto realizzato se pure momentaneamente ostacolato per un esito giusto a fronte di un atteggiamento del tutto ingiusto, senza discriminazioni, senza disparità,  augurandomi: PER ASPERA AD ASTRA (attraverso le asperità sino alle stelle).

Cordialmente,

un aspirante Allievo Agente.

Davide Tancredi

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Venerdì 13 dicembre, nell’Auditorium “G. Lilliu” di Nuoro, si è svolta la serata di premiazione del concorso di poesia “Sardegna: Terra da abitare/Bellezza da custodire”. L’iniziativa, promossa dalla Conferenza Episcopale Sarda tramite il Coordinamento regionale per il Progetto Culturale, ha fatto segnare numeri importanti: in totale sono pervenuti 100 elaborati ripartiti nelle tre sezioni (poesia in lingua sarda e sue varianti, poesia in ottava rima, poesia in lingua italiana). La serata di premiazione ha visto la partecipazione di un pubblico attento e numeroso. Dopo i saluti istituzionali hanno preso la parola Salvatore Tola, presidente della giuria, don Lucio Casula, coordinatore regionale per il Progetto culturale e S.E. mons. Antonello Mura, vescovo delegato per il Progetto Culturale. Nei vari interventi è stata sottolineata la validità degli elaborati e la sensibilità di tutti i partecipanti nei confronti dei temi proposti. E’ stato anche rimarcato il grande lavoro svolto negli ultimi mesi da parte della giuria presieduta da Salvatore Tola e composta dai poeti Bruno Agus, Antonello Bazzu, Giovanni Piga, Anna Cristina Serra e Giuseppe Tirotto.

Di seguito i nomi dei poeti vincitori e segnalati.

Poesia in lingua sarda e sue varianti: Custa terra est bia di Franco Piga, Romana, 1° Premio; La nàccara di Gianfranco Garrucciu, Tempio, 2° Premio; E non at abbarrai di Rosanna Podda, Cagliari, 3° Premio; “Sa domo” no se tocca di Cinzia Paolucci, Alghero, Menzione; Terra di Vincenzo Pisanu, Assemini, Menzione; Peràula pro te di Maria Sale, Chiaramonti, Menzione; Terra mia di Giangavino Vasco, Bortigali, Menzione.

Poesia in ottava rima: Su connottu contra Su progressu di Ignazio Porcheddu e Giovanni Boccoli, 1° Premio; Su connottu contra Su progressu di Vittorio Sini e Luca Meledina, 2° Premio; 3° premio, non assegnato.

Poesia in lingua italiana: L’isola nell’isola di Roberto Demontis, Sassari, 1° Premio; Sardegna dipinta di Mirella De Cortes, Cagliari, 2° Premio; Testimoni d’accusa di Maria Giovanna Campanelli, Palmas Arborea, 3° Premio; Una terra, la mia di Marcella Doro, Sassari, Menzione; Rana ossidiana di Massimiliano Fois, Alghero, Menzione; D’estate di Carmela Salis, Cagliari, Menzione; Isola di Bingia Solinas, Ploaghe, Menzione.

L’evento è stato realizzato in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana.

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sussidio liturgia ordinazione episcopale giuseppe baturi_compressed

L’ordinazione episcopale del nuovo arcivescovo di Cagliari si terrà domenica 5 gennaio, alle ore 15.00, presso la Basilica di N.S. di Bonaria. La durata del rito è di circa tre ore. Il vescovo consacrante sarà il Cardinale Gualterio Bassetti, Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e Pre-sidente della Conferenza Episcopale Italiana. I vescovi conconsacranti saranno Arrigo Miglio, Amministratore apostolico di Cagliari, e Salvatore Gristina, Arcivescovo di Catania. Si prevede la presenza di circa trenta vescovi concelebranti. I presbiteri assistenti (che affiancano mons. Baturi durante il rito) saranno don Franco Puddu, Vicario generale della diocesi di Cagliari, e don Ivan Maffeis, Sottosegretario e Portavoce della Conferenza Episcopale Italiana. Coordinano la celebrazione e il servizio liturgico don Davide Collu e don Andrea Secci. Il servizio liturgico è reso dagli alunni del Seminario maggiore di Cagliari. L’animazione del canto è affidata al coro costituito dalla Polifonica Kalaritana (Cappella musicale del Duo-mo) e dal coro del Co.li.mus (Corso di formazione liturgico musicale promosso dal Conservatorio di Cagliari e dall’Ufficio liturgico diocesano), sotto la direzione del maestro mons. Fabio Trudu. All’organo il maestro Andrea Sarigu. Interverrà anche la violinista Paola Tabacco. Guiderà l’assemblea liturgica don Mario Pili. I sacerdoti concelebranti indosseranno i paramenti liturgici presso il teatro della parrocchia N.S. di Bonaria (ingresso dal passo carrabile del convento dei mercedari) a partire dalle ore 13.45. I sacerdoti dovranno es-sere in Basilica entro le 14.30. Alle 14.50 mons. Mons. Giuseppe Baturi farà il suo ingresso nella Basilica. Giunto ai piedi del presbiterio accoglierà il saluto del sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu. Seguirà la processione liturgica di ingresso. Durante la celebrazione sono previsti i seguenti interventi: 1. Mons. Arrigo Miglio, all’inizio della celebrazione 2. Card. Gualtiero Bassetti, all’omelia 3. Mons. Giuseppe Baturi, al termine della celebrazione I testi saranno messi a disposizione nel sito www.chiesadicagliari.it immediatamente dopo l’esposizione di ciascuno. Dopo la distribuzione della comunione eucaristica, prima dei riti conclusivi, si procederà all’esibizione della Lettera Apostolica al collegio dei consultori, alla presenza del cancelliere della curia, e si firmerà il relativo verbale. Con questo atto ufficiale Mons. Baturi prenderà possesso canonico della Diocesi di Cagliari. La diretta radiofonica sarà a cura di Radio Kalaritana (95.000 Mhz: Provincia di Cagliari, Medio Campidano, Sulcis Iglesiente / 97.500 Mhz: Cagliari e hinterland / 99.900 Mhz: Medio campidano, Marmilla e Oristanese / 102.200 Mhz: Trexenta, Marmilla e Oristanese / 104.000 Mhz: Sarcidano e Basso nuorese). Può essere se-guita anche sul sito www.radiokalaritana.it e sulla App per gli smartphone. La diretta televisiva sarà a cura di Videolina (canale 819 di Sky e Tivùsat). Può essere seguita anche sul sito www.videolina.it e sulla App per gli smartphone.

BIOGRAFIA DI S.E. MONS. GIUSEPPE BATURI ARCIVESCOVO DI CAGLIARI

Il Rev.do Mons. Giuseppe Baturi è nato il 21 marzo 1964 a Catania, nell’omonima provincia ed arcidiocesi. Ha ricevuto il battesimo e gli altri sacramenti dell’iniziazione cristiana nella Parrocchia SS. Sacramento Ritrovato di Catania, retta dai Padri Vincenziani (Congregazione della Missione). Dopo la maturità scientifica, ha ottenuto la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Catania. Come alunno del Seminario Arcivescovile ha frequentato lo Studio Teologico San Paolo di Catania, conseguendo il Baccalaureato in Teologia. Successivamente, presso la Pontificia Università Gregoriana, ha ottenuto la Licenza in Diritto Canonico. È stato ordinato sacerdote il 2 gennaio 1993, per il clero di Catania.

Dopo l’ordinazione è stato Parroco della parrocchia di Valcorrente, frazione di Belpasso (1993-2002) ed E-conomo Diocesano (1999-2008). È stato, inoltre, Vicario Episcopale per gli Affari Economici, Membro del Consiglio Presbiterale, Procuratore Generale dell’Arcivescovo, vicepresidente dell’Opera Catanese per il Culto e la Religione, Membro dei Consigli di Amministrazione dell’Opera Pia dei Chierici Poveri, del Pio Istituto Educativo San Benedetto e dell’Associazione Comitato Regina Pacis di Belpasso, Membro del Comitato Direttivo della Fondazione Michelangelo Virgilito di Paternò. È stato anche Responsabile di Comunione e Liberazione per la Sicilia. È stato membro del Consiglio di Amministrazione dell’Opera Diocesana Assistenza (che gestisce centri so-cio-assistenziali e riabilitativi), dell’Istituto per Ciechi “Ardizzone Gioeni” e dell’Opera Pia Casa di Riposo Mons. Ventimiglia e Istituto San Benedetto. Ha insegnato religione presso l’Istituto Sant’Orsola di Catania. È Cappellano di Sua Santità dal 2006 e Canonico Maggiore del Capitolo Cattedrale di Catania dal 2012. Dal 2012 all’aprile 2019 è stato Direttore dell’Ufficio Nazionale per i Problemi Giuridici e Segretario del Con-siglio per gli Affari Giuridici della Conferenza Episcopale Italiana. Dal 2015 è Sotto-Segretario della medesima Conferenza. Alle ore 12 di sabato 16 novembre 2019 viene annunciata la sua nomina ad Arcivescovo in concomitanza a Catania e a Cagliari.

STEMMA EPISCOPALE DI S.E. MONS. GIUSEPPE BATURI ARCIVESCOVO DI CAGLIARI

A) Descrizione

Lo scudo, dalla forma “inglese”, è cosi araldicamente descritto: partito d’azzurro e di rosso, alla Croce Armena, caricata in cuore dal monogramma di Cristo (Chrismon): il tutto d’oro, attraversante sulla partizione; accompa-gnata nel cantone destro della punta da un crescente volto, recante al cen-tro una stella (8): il tutto d’argento e, nel cantone sinistro, da due palme decussate, attraversanti una corona all’antica di dodici punte, sette visibili: il tutto d’oro.

Il motto: GRATIA MISERICORDIA PAX, che è in lettere maiuscole lapidarie romane di nero, è caricato su di un cartiglio svolazzante al naturale e fodera-to di rosso. Lo scudo, accollato ad una croce doppia trilobata d’oro, è timbrato da un cappello prelatizio (galero) di co-lore verde, dal quale pendono venti fiocchi, (dieci per lato), dello stesso colore, disposti 1, 2, 3, 4. Gli orna-menti esteriori su descritti, in araldica indicano la Dignità Arcivescovile.

B) Significato del motto e degli elementi simbolici

Il motto Gratia, misericordia, pax – è la benedizione augurale che San Paolo rivolge a Timoteo, suo «vero figlio nella fede», che egli stesso ha incaricato di presiedere alla Chiesa di Efeso (cf. 1Tm 1, 2; 2Tm 1, 2). La grazia evoca l’opera redentiva del Cristo, la pace è la pienezza del dono del Risorto, la misericordia – che si svela pienamente nel volto di Gesù Cristo – è posta al centro come sorgente di quella grazia e pace. La Croce Armena è una croce latina, che porta su ciascuno dei suoi lati un trifoglio, simbolo della Trinità. È conosciuta anche come croce fiorita che richiama a Cristo risorto: «Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me» (Gal 2, 19-20). La luna è un antico simbolo della Chiesa: «Veramente come la luna è la Chiesa che ha diffuso la sua luce in tutto il mondo e, illuminando le tenebre di questo secolo, dice: “La notte è avanzata, il giorno è vicino” (Rm 13, 12). La Chiesa rifulge non della propria luce, ma di quella di Cristo» (S. Ambrogio). La stella richiama la Beata Vergine Maria, «riconosciuta quale sovreminente e del tutto singolare membro della Chiesa, figura ed eccellentissimo modello per essa nella fede e nella carità; e la Chiesa cattolica, istruita dallo Spirito Santo, con affetto di pietà filiale la venera come madre amatissima» (Lumen gentium). Le palme ricordano che sia la Chiesa di Catania che quella di Cagliari sono nate dall’amore “più grande” dei martiri – tra i quali S. Agata e S. Efisio, S. Euplio e S. Saturnino – che «hanno donato la loro vita come atto di amore verso Dio e verso gli uomini» (Benedetto XVI). La memoria dei martiri invita «a chiedere la grazia di vivere e morire con il nome di Gesù nel cuore e sulle labbra» (Francesco). 4

ALTRI EVENTI NEI GIORNI SUCCESSIVI L’ORDINAZIONE EPISCOPALE

Prima santa messa pontificale nella Cattedrale di Cagliari Lunedì 6 gennaio, solennità dell’Epifania del Signore, alle ore 10.30 Incontro con i giovani della diocesi Lunedì 6 gennaio dalle 15.30 alle 19.30, presso la multisala “Mediterraneo” della Fiera della Sardegna Incontro con la stampa locale Mercoledì 8 gennaio alle 10, presso l’Aula Benedetto XVI della curia arcivescovile (via Mons. G. Cogoni 9) Ritiro del clero Giovedì 9 gennaio alle 9.30, presso il Seminario diocesano (via Mons. G. Cogoni 9)

 

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Domenica 23 febbraio, a Carbonia, si svolgerà la tradizionale sfilata di Carnevale, caratterizzata dalla presenza di carri allegorici e gruppi mascherati. Un evento all’insegna dell’allegria e della spensieratezza, capace di coinvolgere giovani e meno giovani. In occasione del “Carnevale di Carbonia”, la città sarà un tripudio di colori, suoni, folklore e animazione. A breve verranno resi noti tutti i dettagli organizzativi, le modalità di adesione e partecipazione all’iniziativa.

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PROFUMO DELLA STORIA

Sabato 21 dicembre presso la sala consiliare del comune di Sant’ Antioco è stato presentato il libro “Il profumo della storia”, edito CTE di Iglesias, grazie ai fondi stanziati dalla Fondazione Banco di Sardegna, che l’associazione Agorà ringrazia sentitamente per aver permesso la realizzazione di tale progetto.

La serata, coordinata e moderata dal giornalista e scrittore Giacomo Mameli si è rivelata molto partecipata ed interessante, tanto d’attirare l’attenzione del numeroso pubblico presente in sala sino alla fine, senza mai veder calato l’interesse.

Il libro narra le circostanze storiche della nascente comunità isolana di Sant’Antioco e prende vita in seguito alla lettura, da parte dell’associazione Agorà, del romanzo storico “Il profumo del ginepro” scritto da Paolo Balia, giunto, come seconda pubblicazione, dopo una raccolta di storie per bambini intitolata “Il bosco delle fiabe”.

L’autore racconta uno spaccato di storia lungo circa 70 anni, durante i quali un popolo sofferente cerca con grande coraggio di riappropriarsi di una terra in passato appartenente ai loro padri, terra che per tanto tempo ha custodito radici profonde da cui dar vita a “nuove piante”, linfa rigenerante per una nuova comunità. Il ripopolamento di Sant’Antioco iniziato nel 1700, dopo che per circa 1.000 anni gli abitanti, che prima popolavano le coste, e che non si sentivano più sicuri a causa delle incursioni dei predatori provenienti dal mare, si erano ritirati a vivere nell’entroterra. Un popolo fiero delle proprie origini, che con l’aiuto del suo santo protettore Antioco, ricominciò a vivere e a ripopolarsi sino a giungere, tra mille difficoltà socio-economiche e di salute, al momento che portò finalmente a dire a don Pintus, nell’omelia del 1° maggio 1954, «Ora siamo un bel paese». Oggi questo paese ha voluto rendere omaggio, a quelle lotte per la sopravvivenza, in vista di un futuro migliore che miri alla salvezza della propria identità storico-culturale, come simbolo di appartenenza alla propria terra nativa, pubblicando questo libro, importante testimone del passato.

Hanno curato la stesura degli argomenti trattati:

L’associazione Agorà

Maria Cossu: presidente della sopracitata associazione

Dario Siddi: letterato, regista, archeologo

Mario Marrocu: chirurgo e studioso di storia locale

Onorino Strina: letterato scrittore

Giuseppe Mura: scrittore, studioso di storia medievale del Sulcis Iglesiente

Giovanni Sedda: studioso di storia sarda

Marco Massa: direttore dell’archivio storico di Sant’Antioco.

Un grande lavoro svolto con attenzione, puntualità, precisione e professionalità, un lavoro nato inizialmente come una serie di conferenze in cui venivano sviscerati i vari argomenti che, sono poi sfociati nella stesura del libro.

L’Amministrazione comunale, nella persona del sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci e dell’assessora della Cultura Rosalba Cossu, presenti all’evento, ha espresso grande stima per gli autori dell’opera di promozione culturale ed ha invitato alla lettura del romanzo storico di Paolo Balia, scomparso poco dopo la pubblicazione del suo secondo libro, e del testo di ricerca storica allegato.

Buona lettura a tutti!

Nadia Pische

 

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«Stabilizzazione immediata dei lavoratori a tempo determinato dell’Agenzia Forestas.» E’ quanto chiede la UILA Uil che ha indetto per domani, venerdì 3 gennaio, alle 10.00, un sit-in dei lavoratori a tempo determinato presso la sede dell’Agenzia Forestas di viale Merello 86.

Nelle scorse settimane il sindacato ha chiesto un reale miglioramento delle condizioni di lavoro per i dipendenti dell’Agenzia attraverso uno stanziamento di risorse aggiuntive per l’applicazione delle leggi regionali n. 43/2018 e n. 6/2019. La priorità assoluta resta la stabilizzazione immediata degli operai a tempo determinato, ma occorrono anche le risorse aggiuntive per il passaggio al ruolo unico regionale di questi lavoratori, esclusi dalla L.R. 6/2019, che ha previsto il nuovo contratto e le relative risorse, solo per i lavoratori a tempo indeterminato.

«Negli anni passati, nel mese di dicembre, i lavoratori del primo turno avevano già firmato la loro assunzione che avveniva già dai primi giorni dell’anno. Quest’anno purtroppo non è andata così e queste famiglie hanno trascorso le festività con molta apprensione», dichiara la segretaria generale della UILA UIL, Gaia Garau.

«Nelle scorse settimane gli assessori competenti ci hanno promesso la stabilizzazione a partire dal mese di gennaio, le risorse aggiuntive e la nomina immediata del commissario. Accogliamo con favore la nomina del commissario – conclude Gaia Garau -, ora però è necessario agire con urgenza al fine di dare garanzie ai lavoratori a tempo determinato, che non possono essere esclusi dalla attuale contrattazione per il transito al ruolo unico regionale.»