19 June, 2026

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Domani, venerdì 3 gennaio, alle ore 19.30, il pubblico del Teatro Centrale di piazza Roma potrà assistere allo spettacolo di tribal fusion bellydance, prosa e musica, intitolato “Lunatiche”, con coreografie e direzione artistica di Alice Cardia e Benedetta Deriu, musiche di Matteo Leone e Fabrizio Lai e le letture a cura di Monica Porcedda.

L’evento è patrocinato dal comune di Carbonia e realizzato in collaborazione con “La Cernita Teatro”.
Il prezzo del biglietto di ingresso è di e 5 euro, ridotto a 4 euro in caso di acquisto nella fase di prevendita.

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La pesista Roberta Cossu miete successi portando i colori di Sennori sugli altari sportivi d’Italia e d’Europa. L’atleta sennorese, allenata da Peppino Tanti, olimpionico nel 1972 e 1976, dopo aver conquistato il titolo italiano under 13 ed il primato nazionale slancio, strappo e totale, il mese scorso ha partecipato ai campionati europei under 15 e youth che si sono disputati a Eilat, in Israele. Forte di questi risultati la giovane pesista sennorese è stata convocata nella rappresentativa nazionale dove avrà l’occasione di dimostrare le proprie capacità ed il proprio talento. In virtù del suo impegno e degli eccellenti traguardi fin qui raggiunti, promuovendo con lo sport l’immagine di Sennori, questa mattina il sindaco Nicola Sassu ed il consigliere delegato allo Sport Roberto Desini, hanno consegnato a Roberta Cossu una targa con cui l’Amministrazione si congratula con l’atleta.

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Un tavolo permanente tra Regione, sindacati e azienda per disegnare il futuro della Carbosulcis. Lo propone l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, che nel mese di gennaio iniziato oggi, convocherà un primo incontro per tracciare le linee del piano di rilancio.

Era il 2014 quando la Regione, unico azionista di riferimento della storica società mineraria, sottoscriveva con la Commissione europea un accordo per la chiusura dell’attività mineraria, la messa in sicurezza e la bonifica delle aree di pertinenza. Nel contempo il piano di chiusura ha gradualmente accompagnato ed incentivato verso l’esodo circa 350 lavoratori.

«A cinque anni dall’avvio del Piano di chiusura – afferma l’assessore Anita Pili – prima della pausa natalizia abbiamo verificato attraverso l’amministratore unico dell’azienda e le segreterie sindacali lo stato dell’arte sull’attuazione stessa del Piano e sulle reali prospettive delle iniziative parallele che in questi anni sono state avviate in forma sperimentale e di ricerca.»

«Oggi la necessità principale – dice l’assessore regionale dell’Industria – è quella di gettare solide basi per andare oltre al Piano di chiusura, riconvertire un’area industriale che ha diverse possibilità di utilizzo e valorizzare le professionalità ancora presenti in forza alla Carbosulcis. Abbiamo individuato i punti di forza oggi presenti che vanno dalle prospettive del progetto Aria alle potenzialità di sfruttamento dell’energia rinnovabile, per realizzare il progetto di una Sardegna sempre più verde ed ecosostenibile tracciato dal presidente Christian Solinas. Contiamo molto sul fatto che i progetti di sviluppo di energia verde e le riconversioni delle aree possano realizzarsi anche in diverse aree di proprietà regionale, accrescendo la produzione energetica interna da fonti rinnovabili.»

Nel corrente mese di gennaio, dunque, sarà realizzato il primo appuntamento di confronto e studio, per definire le strategie che getteranno le basi per la scrittura di un nuovo Piano Industriale da sottoporre alla Giunta.

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“Con l’approvazione delle nuove linee di indirizzo del programma “Ritornare a casa” la Giunta regionale ribadisce la propria attenzione per le persone in condizione di non autosufficienza, che necessitano di assistenza domiciliare, e le loro famiglie.»
Lo ha detto l’assessore dell’Igiene, della Sanità e dell’Assistenza sociale, Mario Nieddu, commentando il provvedimento varato dall’esecutivo regionale nel corso dell’ultima seduta.

«In particolare – ha precisato l’assessore regionale della Sanità – la nostra priorità è quella di dare continuità ai tanti progetti attivi, in particolare quelli a favore delle persone che necessitano di un livello assistenziale molto elevato, e rendere più semplice ed equa l’attivazione di nuovi interventi.»

Nell’arco del 2019 sono stati rinnovati oltre tremila progetti nell’ambito del programma “Ritornare a casa”, per un impegno finanziario di circa 50 milioni di euro. Tra le modifiche modifiche introdotte nelle linee di indirizzo 2020 la più importante riguarda la modalità di revisione dei progetti, che sarà richiesta ogni tre anni (due se l’accesso è avvenuto in seguito a dimissione dalle strutture residenziali).

«Stiamo realizzando una semplificazione amministrativa delle procedure, prevedendo in alcuni casi la sola presentazione di un certificato medico – ha sottolineato Mario Nieddu -. In passato la revisione era richiesta ogni anno, una burocrazia eccessiva e un peso per i beneficiari e le famiglie, soprattutto se si considera che le persone inserite nel programma Ritornare a casa si trovano in condizioni irreversibili già accertate.»

Il raggiungimento degli obiettivi specifici indicati nei singoli progetti personalizzati e l’assistenza dovranno essere verificati dai servizi sociali dei Comuni in cui risiedono i beneficiari.

«Le risorse per la gestione del programma “Ritornare a casa” – ha concluso l’assessore regionale della Sanità – saranno assegnate direttamente ai Comuni che potranno decidere di gestire la misura in maniera associata attraverso il PLUS (Piano Locale Unitario dei Servizi) del proprio ambito territoriale.»

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Nella clinica di Ginecologia e Ostetricia di Sassari la prima bimba del 2020 è nata alle 11,39 con parto cesareo. Ha pesato 3,15 kg e si chiama Rachele.

In sala parto, questa mattina, erano con la mamma le ostetriche Elisabetta Cocco, Margherita Salaris e la ginecologa Maria Paola Lullia.

Dall’Aou di Sassari sono arrivati i migliori auguri alla piccola e alla neo mamma.

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Il primo bambino dell’anno a Sassari si fa ancora attendere, mentre l’ultimo nato nel 2019 è un maschietto. È nato il 31 dicembre alle ore 16,50, ha pesato 3,640 kg, si chiama Diego ed è il primo figlio di una coppia dell’hinterland sassarese.

Il 2019 appena concluso è stato l’anno delle femminucce. Sono stati, infatti, 736 i fiocchi rosa registrati nella clinica di Ginecologia e Ostetricia dell’Aou di Sassari mentre sono stati 716 i fiocchetti azzurri.

Su 1.427 parti, 788 sono stati spontanei, 639 cesarei. Sul totale dei parti, 26 sono stati gemellari e 3 trigemini.

Cresce il numero dei piccoli stranieri nati a Sassari rispetto al 2018, confermandola così come città multietnica. Nell’anno appena chiuso sono nati 136 bimbi stranieri mentre l’anno prima il dato si era fermato a quota 92. I più numerosi sono quelli di nazionalità rumena che raggiungono quota 22, a seguire i piccoli di nazionalità nigeriana sono 16 quindi marocchina 10, cinese 8, senegalese 7, ucraina 6, brasiliana e tedesca 5, filippina 4, cubana, russa, moldava, bengalese e polacca 3. A quota 2 le mamme provenienti dalla Colombia, Belgio, Pakistan, Slovacchia, Ecuador, Svizzera, Serbia, Repubblica Ceca, Lettonia e Albania. A quota 1 neonato per le mamme da Bolivia, Panama, Sud Africa, Francia, Etiopia, El Salvador, Lituania, Argentina, Finlandia, Venezuela, Bosnia, Repubblica Dominicana, Cile, Bielorussia, Spagna e Ungheria.

I dati delle nascite, se raffrontati con quelli del 2018, fanno registrare nella clinica di Ginecologia e Ostetricia una crescita di 322 bambini. Un aumento, in parte, dovuto alla scelta delle mamme di partorire in una struttura dotata di una Neonatologia e Tin, e in parte, dalla chiusura del Policlinico sassarese che ha portato molte donne a preferire la struttura pubblica di viale San Pietro rispetto ad altre del Nord dell’Isola.

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Nonostante il considerevole ritardo, abbiamo provato ad andare a trovare Babbo Natale nel suo villaggio a Cannas di Sotto, alla periferia di Carbonia. Purtroppo, dopo le quattro giornate (8, 15, 21 e 22 dicembre) in cui il villaggio è stato letteralmente preso d’assalto da migliaia di visitatori arrivati da tutti i Comuni del Sulcis Iglesiente e non solo, era già partito ma abbiamo avuto la fortuna di trovare 3 simpaticissimi elfi dell’associazione culturale Sturmtruppen, che ha organizzato il tutto in collaborazione con la Pro Loco e con il patrocinio del comune di Carbonia, che hanno soddisfatto le nostre curiosità…

Vediamo un ricco album fotografico ed il video che ho realizzato e…appuntamento all’edizione 2020, sempre che…le stelle siano favorevoli…

Ciao Babbo Natale…

Nadia Pische

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E’ stato un finale d’anno decisamente diverso, per Sara Marrocu, assessore dei Servizi Sociali, Pubblica Istruzione, Cultura e Turismo del comune di Portoscuso, che alle 4.00 di ieri mattina è stata svegliata dall’incendio che ha mandato in fumo la sua utilitaria, una vecchia Fiat 500, parcheggiata nel parcheggio condominiale. I vigili del fuoco e i carabinieri intervenuti per spegnere le fiamme, che hanno distrutto completamente l’autovettura, non hanno riscontrato segnali in grado di portare alle cause, eventualmente dolose, dell’incendio, e Sara Marrocu, inevitabilmente scossa dall’accaduto, ha detto di non avere motivi per pensare che qualcuno abbia volontariamente agito dolosamente nei suoi confronti.

Venticinque minuti fa, Sara Marrocu ha pubblicato un post nel suo profilo Facebook, nel quale ritorna sull’accaduto, che riportiamo integralmente.

«Nell’augurare un felice nuovo anno a tutti, colgo l’occasione per ringraziare veramente di cuore le tante persone che in queste ore mi sono state vicine con una chiamata, un messaggio, un post, un pensiero o un abbraccio.
Ciò che è successo ieri ha scosso molto me e, soprattutto, la mia famiglia e sentire tanto affetto e tanta attenzione, mi ha veramente commosso e scaldato il cuore.
Ribadisco il mio pensiero rispetto all’accaduto, immagino e spero che la mia 500 (che mi mancherà moltissimo) sia andata a fuoco a causa di un problema elettrico o meccanico, non posso assolutamente pensare e concepire che qualcuno possa aver commesso un’azione dolosa così vile rivolta alla mia persona e alla mia attività amministrativa e politica.
Tuttavia, se mai fosse riscontrata una cosa del genere, vi assicuro che non riuscirà di certo a spaventarmi, né m’impedirà di continuare a lavorare, ad esprimere le mie opinioni e a combattere per ciò in cui credo e che ritengo giusto. Vado avanti serena.
Ringrazio veramente tutti di cuore perché, in questi momenti difficili, non mi sono mai sentita sola, come del resto non mi sono mai sentita sola in questi due anni e mezzo di mandato, tante persone mi hanno sempre dato la forza, l’entusiasmo e il coraggio di andare avanti e lavorare senza sosta: amici, familiari, colleghi amministratori, colleghi di lavoro, conoscenti e persino tanti che personalmente ancora non conosco ma che hanno trovato ugualmente il modo di incoraggiarmi.
Sono una persona molto fortunata per questo.
L’augurio che mi rivolgo è di poter continuare a lavorare e a migliorarmi, con tante persone straordinarie al mio fianco che rappresentano il motore delle mie azioni.
Benvenuto 2020.»

Sara Marrocu.

 

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Si preannuncia una grande stagione di prosa e danza a Carbonia nell’anno 2020. 9 appuntamenti da non perdere dal 18 gennaio al 24 aprile nella splendida cornice del Teatro Centrale di piazza Roma. Il primo spettacolo sarà di carattere prettamente musicale con “Il Lago dei Cigni” della Compagnia Raffaele Paganini – Almatanz, con le straordinarie musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Al fine di presentare nel dettaglio il cartellone delle performance teatrali, musicali e di danza che caratterizzeranno la nuova stagione 2020, venerdì 3 gennaio, alle ore 11.00, nella sala riunioni della Torre Civica si svolgerà una conferenza stampa organizzata dal comune di Carbonia e dal Cedac, il Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo Sardegna che si è recentemente aggiudicato la gara d’appalto indetta dall’Amministrazione comunale.

Alla conferenza saranno presenti per l’Amministrazione comunale il sindaco, Paola Massidda e l’assessore della Cultura Sabrina Sabiu. Il Cedac sarà rappresentato da Valeria Ciabattoni, direttore del Circuito Teatrale Regionale sardo.


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Il presidente Tarcisio Agus presenta il resoconto dell’attività svolta dal Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna nell’0anno che si chiude oggi.

Di seguito, il testo integrale.

Dopo 10 anni di commissariamento, il 18 maggio 2018 si insediava il nuovo Consiglio Direttivo.

Il 2019 è stato il primo anno completo di governo del Parco.

Nel corso di questo impegnativo e travagliato anno di gestione ci si è prodigati a riordinare, riordino in parte già compiuto nell’ultimo semestre del 2018, alcune inadempienze e ritardi amministrativi, indispensabili per affrontare i numerosi problemi aperti.

In particolare ricordo quelli che hanno sollecitato più attenzione: il tema della Collezione Manunta, il recupero della laveria La Marmora, le dimissioni di alcuni componenti il Consiglio Direttivo, i conflitti con le associazioni di “Miniere Rosas”, il “CICC” di Carbonia e non ultimo in ordine di tempo del “Cartellino Rosso”, che ha decretato la fuoriuscita del Parco dalla rete dei Geoparchi Unesco.

Fatto quest’ultimo che ha alimentato, a più riprese, con pressioni di diversa natura, la richiesta di dimissioni del Presidente dell’Ente.

In tutta onestà debbo dire che tale possibilità la ho accarezzata in più circostanze, poiché avverto il peso delle azioni poste in essere, nel rispetto delle norme, e degli obiettivi mancati, come l’espulsione dalla rete dei Geoparchi.

Le mie dimissioni avrebbero trascinato con se il Consiglio Direttivo (costituito in maggioranza da sardi, in numero di otto su dieci, con quattro sindaci, nomine regionali e ministeriali), con la riapertura all’ennesimo commissariamento. La nomina del Presidente è strettamente legata al Consiglio Direttivo, con un unico decreto ministeriale, dato dall’intesa Stato-Regione, con la Regione Sardegna e i quattro Ministeri rappresentati (Ministero dell’Ambiente, delle Attività Produttive, dell’Istruzione e dei Beni Culturali).

Pertanto la scelta di non dimettermi, non è un atto di presunzione o di arroganza, ma il dovere di adempiere, in sintonia con il Consiglio Direttivo in primis, quindi con la Regione Sardegna e con  il Ministero dell’Ambiente, all’impegno ricevuto per il quinquennio.

Non voglio in questa occasione portare argomenti a difesa, sono stati dati a più riprese con i comunicati stampa, ma comunicare, anche a nome del Consiglio Direttivo, che l’eredità di dieci anni di commissariamento pesano, pur riconoscendo che tante cose sono state fatte, ma molte ancora restano da fare, in particolare dotare il Parco di un adeguato organico e di una programmazione di lungo respiro.

Assegnare al Parco la gestione e la promozione degli oltre quattrocento geositi dell’isola, per dare risposta alla pressante richiesta delle rete dei Geoparchi che esige l’unità territoriale del Parco, ancora diviso in otto aree, stando all’ultimo e più eclatante fatto, era certamente una bellissima intuizione, pensare di far diventare la Sardegna il più grande Geoparco Unesco d’Europa, ma questo presupponeva, non credo si stenti a comprenderlo, un serio progetto disviluppo e di programmazione regionale, nonché un adeguato apporto organico per poterlo  realizzare e gestire. Purtroppo tutto questo non è avvenuto, ma noi ci abbiamo provato lo stesso, anche se non siamo riusciti a soddisfare le aspettative delle ispettrici della Rete Geoparks UNESCO che così si sono espresse nella loro relazione finale: »Non esiste un territorio unificato con un’identità comune, nessun approccio strategico sull’unificazione o la creazione di un’identità comune e un’organizzazione assolutamente non adeguatamente equipaggiata per quanto riguarda risorse umane…»

In molti hanno urlato che l’estromissione dalla rete, patrocinata dall’Unesco, è stato «un grande danno alla Sardegna», forse, non ne sono certo, comunque il Consiglio Direttivo ha datodisposizioni per la valutazione di una nuova candidatura, ma con i presupposti e condizioni suesposte, affermando inoltre che: «Bisogna riprendere il cammino per l’iscrizione del Parco, non sotto il patrocinio, ma nel registro del Patrimonio Materiale e Immateriale dell’Umanità, dell’Unesco».

Il 2019, pur con le suddette problematiche che certamente ne hanno minato l’immagine ma non la funzione del Parco, non ci ha visti inerti, ma quest’ultimo ha contribuito a dare speranze a cento lavoratori ex Ati-Ifras; ha rimesso in ordine i bilanci, in particolare i due conti consuntivi2016 e 2017, grazie ai quali oggi possiamo spendere il famoso tesoretto, ereditato, su tutte le aree del Parco; ha chiarito i rapporti con le Associazioni, in particolare con “Miniere Rosas” ed il “CICC” di Carbonia, con il prossimo adeguamento degli statuti e le modalità di finanziamento; ha contribuito alla riapertura delle visite a “Funtana Raminosa”, con uno stabile programma peril 2020; ha deliberato l’apertura di Infopoint e Centri Visite nelle aree già oggetto di fruizione turistica e non solo, nell’ottica di costruire la rete del Parco e la sua promozione, in parte già avviata con i pannelli sulle strade statali e su i tre aeroporti dell’Isola; con la Fondazione Giuseppe Dessì ha concorso alla nascita del secondo Parco Letterario della Sardegna, un modo diverso per far conoscere e scoprire il territorio del Parco; ha stretto intese di collaborazione con le Università dell’Isola per supportare il Parco nella programmazione, catalogazione e valorizzazione dei geositi, nella pianificazione e programmazione della rete sentieristica, escursionistica e ciclabile entro le otto aree e non solo, in stretto rapporto con la rete dei mezzi pubblici e del Trenino Verde; di  quest’ultima azione verrà presentato a breve il Piano di Sviluppo, così pure è avviato il lavoro per l’istituzione in Sardegna della cattedra Unesco, con il dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali, non ultimo il Progetto di Sviluppo “TouRemine”, realizzato con l’università di Cagliari ed oggi all’attenzione di Invitalia (Agenzia di Sviluppo per il Sud) che mira a favorire lo sviluppo territoriale delle aree individuate attraverso l’infrastrutturazione per la crescita delle imprese esistenti e per la creazione di nuove attività economiche. Il progetto pilota ha coinvolto 18 comuni per un investimento stimato in 67.462.500, di euro.

Ripartendo dunque dall’idea originaria e soprattutto dalla “Carta di Cagliari”, che ha segnato la via maestra per la sua istituzione e prospettiva, comprese le bonifiche ambientali, già all’attenzione del Comitato Tecnico Scientifico, non possiamo prescindere dal riconoscimento del Parco, così come è stato fondato, da un adeguato apporto organico, da una seria programmazione di sviluppo e da una organica gestione dei siti fruibili, diversi dei quali per potersi sviluppare hanno bisogno di infrastrutture primarie di assoluta necessità, come viabilità, sale di accoglienza e intrattenimento, caffetterie e infoshopping.

Per questo si sta programmando per il 2020, il Piano di Sviluppo Socio Economico, mai previsto in questi diciotto anni di vita del Parco; il Piano per la fruizione “Dolce” delle otto aree e non solo; una adeguata promozione su più livelli per far conoscere i siti fruibili e le potenzialità del Parco. Il lavoro non è facile, ma noi ci proveremo sino a che saremmo investiti di questa responsabilità.

Il Presidente

Prof. Tarcisio Agus