18 June, 2026

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Si è svolta sabato 14 dicembre, all’Istituto di Istruzione Superiore “G.M. Angioy”, Biotecnologie, Liceo Scienze Applicate, Grafica e Comunicazione, Informatica e Telecomunicazioni, Costruzione, Ambiente e Territorio, la prima giornata dell’Open Day, evento organizzato per far conoscere la realtà dell’Istituto, soprattutto ai ragazzi del terzo anno della scuola media inferiore che sono alle prese con la scelta dell’Istituto di istruzione superiore nel quale proseguire il loro ciclo di studi.

Oggi l’Istituto Angioy si presenta come un istituto moderno, in grado di dare risposte ai giovani che scelgono di frequentarlo, non solo per acquisire l’istruzione tradizionale, sia per avviare il processo di formazione necessario ed indispensabile per l’ingresso nel mondo del lavoro, una volta raggiunto e superato il traguardo del diploma di maturità.

Sabato pomeriggio abbiamo visitato l’Istituto Angioy durante questa prima tappa dell’“Open Day” (la seconda è prevista il 18 gennaio 2020), realizzato l’album fotografico allegato ed un’intervista con la dirigente Teresa Florio.

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10221243335980881/

   

 

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Domani, martedì 17 dicembre, alle 10.30, nell’Auditorium del Convitto Nazionale Statale “Vittorio Emanuele II”, in via Pintus, in località “Terramaini”, a Cagliari, verrà presentato il “CalendEsercito 2020” in Sardegna.

L’edizione 2020 dell’opera editoriale, realizzata anche grazie alla collaborazione con la Società Leonardo, sarà illustrata dal Generale di Brigata Francesco OLLA, comandante del Comando Militare Esercito Sardegna.

Verrà illustrato il significato del calendario il cui tema è l’identità del Soldato italiano quale fondamentale pilastro dell’Esercito Italiano: essere Soldati vuol dire servire in armi la Patria con lealtà e orgoglio, onorare e rafforzare i valori, le tradizioni e le virtù militari, essere fedeli sempre al proprio giuramento, dimostrare coraggio ed altruismo, essere pronti a sacrificare la vita per la difesa del nostro Paese e il bene della collettività.

 

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«Ancora promesse vuote e prive di ogni fondamento. Il presidente Solinas garantisce ai cittadini olbiesi che entro gennaio la Giunta inizierà a lavorare alla definizione del piano anti alluvione della città di Olbia. Per fortuna ha parlato di gennaio e non di maggio, perché altrimenti sarebbe stato naturale dire “A Maggiu mai’.»

Lo ha detto Roberto Li Gioi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle.

«Una promessa che ha tutta l’aria di una presa in giro – ha aggiunto Roberto Li Gioi -. Prima dovremmo aspettare gennaio,  poi la nomina di un sub commissario, in seguito dotarlo persino di una struttura che sia in grado di assisterlo. In tempi brevi dovrà accadere tutto questo. E noi dovremmo affidare le vite degli olbiesi a queste parole al vento? Solinas, in qualità di Commissario di governo contro il dissesto idrogeologico, dal suo insediamento non ha mai sollecitato  il completamento del piano anti alluvione, un progetto che attualmente sta facendo la muffa negli uffici regionali in attesa della Valutazione di impatto ambientale. L’inerzia della Regione prosegue senza vergogna nonostante sia arrivata persino la bacchettata da parte della Corte dei conti, a ricordarci che gli interventi anti alluvione finanziati dallo Stato per oltre 125 milioni di euro sono a rischio. Se le opere non verranno appaltate entro un anno, Olbia perderà il finanziamento.»

«La Via al progetto che potrebbe evitare nuove vittime stenta ad arrivare; eppure manca soltanto il sì della Giunta su proposta dell’assessore Gianni Lampis – ha rimarcato Roberto Li Gioi -. L’assessore dell’Ambiente ed il presidente Christian Solinas stanno deliberatamente prendendo tempo. Dobbiamo supporre che vogliano ricorrere a procedure in deroga rispetto alle normative? Il presidente  venga al più presto in aula per esporre quelle che sono le sue intenzioni circa la messa in sicurezza della città di Olbia, in quanto sono passati già più sei anni dall’evento che ha segnato per sempre le nostre vite”.

«Lo scorso 13 settembre ho presentato un’interrogazione per sollecitare la messa in sicurezza della città, che tutt’ora è senza risposta. Ci troviamo di fronte a una situazione gravissima – ha concluso Roberto Li Gioi -. La Giunta sta mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini olbiesi.»

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E’ stato “inaugurato” virtualmente ieri lo shop online: www.simoelecreazioni.it , uno spazio in cui il sito, un blog e l’area shopping s’incontrano.

«Quando 5 anni fa siamo nati non pensavamo di arrivare in un’epoca in cui il rispetto per l’ambiente fosse così sentito, considerando che appena nati ci dicevano che lavoravamo con l’immondizia! – si legge in una nota -. Malgrado tutto siamo ancora qui prima come hobbisti, ora come professionisti, nel Sulcis credendo in un progetto di eco-sostenibilità a tal punto da investire importanti risorse in questo laboratorio.»

«Il nostro lavoro è basato sul riciclo, ma diversamente dal mero recupero di piccoli oggetti ludici per bambini, cerchiamo di osare creando delle vere e proprie opere d’arte, in particolare però, arte non solo visiva ma anche d’arredo e di uso quotidiano, uniamo insomma l’utile al dilettevole! La nostra vera specialità è provare a sedurre il nostro pubblico con un oggetto che nasconde un’infinità di colori e luci, che cela nel suo interno l’anima di un materiale recuperato, anche di pregio, ma pur sempre di riciclo. Non cerchiamo mera visibilità giornalistica – conclude la nota dei promotori -, ci piacerebbe però insinuare un briciolo di curiosità verso il nostro progetto artistico, che in questa particolare zona della Sardegna cerca di mettere basi per il nostro futuro.»

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«L’enoturismo è una delle tante esperienze turistiche possibili in Sardegna. Vogliamo valorizzarlo per rafforzare l’offerta turistica, guardando con attenzione al percorso finora svolto dai viticultori che hanno contribuito ad affermare in tutto il mondo il nome della Sardegna, conosciuta come terra di eccellenze.»

Lo ha detto il presidente della Giunta regionale, Christian Solinas, questa mattina nel Business center dell’aeroporto di Cagliari, durante l’incontro “Enoturismo: in Sardegna quali prospettive?” organizzato dall’assessorato regionale del Turismo, in collaborazione con l’agenzia Laore, al quale sono state invitate le aziende del settore vitivinicolo.

«La Sardegna ha le carte in regola per candidarsi a diventare una meta ricercata dagli appassionati, dove vivere questa esperienza turistica – ha aggiunto Solinas -. Il vino è un elemento forte della nostra cultura, perciò sosterremo concretamente il percorso di crescita fatto in questi anni dalle cantine sarde.»

«La Regione intende svolgere un ruolo di regia e di coordinamento tra gli operatori del settore, individuando alcuni obiettivi indispensabili affinché l’enoturismo porti benefici al turismo, soprattutto nella prospettiva di un’effettiva destagionalizzazione dei flussi – ha sottolineato l’assessore regionale del Turismo, Gianni Chessa -. Vino e turismo sono un binomio vincente, ricco di cultura e di tradizione, ed è necessario valorizzare cantine, vitigni e territori, creando una filiera con altre attività produttive. L’attenzione della Regione si focalizzerà su formazione, accoglienza e marketing, pilastri fondamentali per una crescita reale ed un concreto salto di qualità dell’enoturismo, che rappresenta una buona occasione di sviluppo economico e occupazionale.»

Sono intervenuti anche gli assessori regionali dell’Agricoltura, Gabriella Murgia, dell’Industria, Anita Pili, del Lavoro, Alessandra Zedda, dei Trasporti, Giorgio Todde, e dell’Urbanistica, Quirico Sanna.

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E’ in programma lunedì 6 gennaio 2020 l’evento “La Befana in Miniera”, dalle ore 15.00, presso la Lampisteria del Museo del Carbone. Ci sarà animazione con musica e truccabimbi in compagnia delle mascotte Disney, in attesa della Befana, che porterà un grande sacco pieno di dolci per i bambini! L’ingresso è gratuito.

Ricordiamo che fino al 6 gennaio, è possibile visitare la mostra “In miniera tra i presepi”. Durante la manifestazione, “La Befana in miniera”, saranno premiati gli autori delle opere più votate.

E’ possibile votare fino al 4 gennaio. La mostra è visitabile negli orari di apertura del Museo: tutti i giorni 10.00-17.00, 24 e 31 dicembre 10.00-13.00 (chiuso i lunedì non festivi, il 25 dicembre ed il 1 gennaio).

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L’amministratore straordinario della provincia di Sassari, Pietro Fois, alla presenza del sindaco di Mores e degli amministratori locali ha consegnato i lavori della “strada a scorrimento e del 2° lotto della circonvallazione Mores”.

Con la consegna dei lavori alla ditta S.P.E.A. Srl, capofila nell’associazione di imprese che si sono aggiudicate l’appalto, parte la fase operativa per la realizzazione di un intervento atteso da tempo dalla comunità di Mores, soprattutto per la sua valenza in termini di sicurezza sul tratto che porta al bivio per la provinciale verso Ardara.

I lavori sono stati appaltati mediante procedura aperta con il metodo dell’Offerta economicamente più vantaggiosa alla R.T.I. S.P.E.A. Srl (capogruppo) – Industriale Monte Rosè Srl e Loriga Srl (Imprese mandanti) che ha offerto il prezzo globale al netto degli oneri della sicurezza di € 1.951.736,80, che secondo il cronoprogramma avranno un anno per concludere i lavori.

La costruzione della strada di scorrimento e circonvallazione di Mores 2° lotto, risultano il completamento dell’itinerario fondamentale di collegamento tra l’innesto alla SS 131 e l’attuale 1° lotto della circonvallazione di Mores concluso nell’anno 2005, già realizzato con fondi di Bilancio regionale per un importo di circa € 6.000.000,00.

L’intervento relativo al 2° lotto, riguarda l’ultimazione dello scavalco della SP 20 Ardara – Mores, ove termina il 1° lotto, e la realizzazione, in nuova sede, del tracciato stradale, fino ad una nuova intersezione di svincolo sulla SS 128 bis organizzata mediante una rotatoria, nella direttrice di collegamento con la SS 131, in prossimità delle cave silicee esistenti ed ad una distanza di circa 1,7 km dallo svincolo della SS 131.

Il progetto definitivo/esecutivo dei lavori è stato approvato con deliberazione dell’amministratore straordinario assunta con i poteri della Giunta Provinciale n. 149 del 27/12/2017, per l’importo complessivo di € 4.000.000,00, di cui € 2.680.000,00 per lavori ed € 85.000,00 per oneri sicurezza.

L’infrastruttura stradale da realizzare assume una rilevanza strategica regionale, mettendo in collegamento la rete tradale rappresentata dalla SS 131 “Cagliari – Sassari” e la SS 729 (SS 597/199) Sassari-Olbia. Le risultanze di uno studio del traffico redatto dal CIREM – Centro Interuniversitario di Ricerche Economiche e Mobilità su incarico RAS hanno evidenziato la strategicità dell’itinerario SS 128 bis  SP 63 (che include la Circonvallazione di Mores in argomento) nei collegamenti Nord-Sud da Olbia verso Cagliari e viceversa.

L’appalto prevede la realizzazione della strada di completamento della SP 63, classificata strada Extraurbana Secondaria di tipo C, con due corsie di larghezza pari a 3,75 m e due banchine laterali bitumate da 1,50 m; la strada da costruire è lunga 1500,00 m circa, ed ha una pendenza massima del 1,93%, ottimale per il traffico pesante previsto sulla strada stessa. Da ciò ne deriva un immediato e sicuro abbattimento dei costi di trasporto, alla luce anche dell’avanzato corso dei cantieri della Olbia-Sassari.

A fianco della banchina si collocano gli elementi marginali che hanno la funzione di raccordo con le scarpate e il compito di ospitare barriere di sicurezza e segnaletica. Questi elementi “arginelli” sono realizzati in terra con inerbimento e saranno a raso, nel progetto si è adottata la larghezza di m 1.00.

La Direzione dei lavori sarà curata dai tecnici dell’Amministrazione Provinciale, ed in particolare:

– responsabile unico del procedimento in fase di esecuzione: ing. Giovanni Mignano, direttore dei lavori: ing. Salvatore Bosinco, coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione: geom. Mario Fraghì, direttore operativo: geom. Salvatore Franco Mattu.

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Il viaggio della Corte Costituzionale nelle carceri, nella testimonianza toccante del docufilm di Fabio Cavalli, ha chiuso la prima edizione dell’International Gramsci Festival, suggellando la declinazione di un tema, quello del “carcere”, che per tre giornate ha suscitato profondo interesse e attenzione a Ghilarza.

E in effetti il lavoro di Fabio Cavalli ha immortalato con grande maestria un momento storico: nel 2018 un gruppo di giudici della Corte Costituzionale ha deciso di visitare per la prima volta gli istituti di pena.

Da Marassi a Genova per proseguire con San Vittore a Milano, da Firenze a Napoli, sette magistrati sono entrati in altrettanti penitenziari, e il regista ne ha documentato il percorso dal nord al sud dello Stivale.

Fra gli aderenti all’iniziativa c’è anche la prima presidente donna della Corte, Marta Cartabria.

Il film sfiora nel profondo le coscienze di tutti. Si vede anche un ramo del carcere in cui sono alloggiati i transgender e una sezione in cui le mamme recluse vivono con i loro figli.

«La sorpresa è stata nel vedere la reazione dei giudici in questo momento di incontro e constatare che anche i detenuti lo considerassero importante per il loro percorso. Sia negli occhi dei primi che dei secondi, ma anche in quelli delle persone che vedono il filmato, ho visto l’umanità – ha affermato il regista – forse sono riuscito a far cadere il velo, la nebbia del pregiudizio, per un attimo, mostrando i cuori, le anime e le menti degli uni e degli altri.»
Rapito dai contenuti, il pubblico del festival è intervenuto con domande e testimonianze. Qualcuno ha anche parlato dei suoi ricordi della Torre Aragonese, quando era adibita a carcere.

Il punto di vista dall’altra parte delle sbarre è arrivato a inizio serata, nell’intervento dell’ergastolano nuorese Sebastiano Prino, che ha interloquito con il sociologo Gianfranco Oppo ed i giornalisti Luciano Piras e Piera Serusi.

«Quando sono entrato in carcere ero quasi analfabeta, poi ho ricominciato a leggere e piano piano mi è venuta la passione per la scrittura», ha detto Sebastiano Prino, che ora ha al suo attivo due pubblicazioni ed è conosciuto come il “detenuto-scrittore”.

«Sono qui per portare questa mia piccola testimonianza che spero possa servire non solo ad altri che vanno a finire in prigione, ma anche a chi le prigioni le governa – ha affermato – per dare veramente un cambiamento dentro quei posti perché da quei posti possono uscire delle persone migliori. Bisogna volerlo, soprattutto da chi sta in alto». Sebastiano Prino, che fu condannato alla massima pena per la partecipazione alla strage di Chilivani, oggi è considerato un esempio e vive in regime di libertà vigilata. Finirà di scontare la pena nel 2023.

Il ciclo virtuoso inaugurato dal neonato festival intorno a temi di così profonda sensibilità, in questi giorni ha permesso alla cittadina del Guilcer di essere al centro dell’attenzione a livello internazionale, ospitando personaggi di spicco che hanno manifestato profonda commozione per il loro arrivo in un luogo così altamente simbolico, in occasione peraltro della riapertura dell’edificio museale che fu dimora del giovane Antonio Gramsci.

Come ha ribadito più volte nel corso della kermesse il presidente della Fondazione, Giorgio Macciotta, «non vogliamo un museo imbalsamato, ma capace di permettere alle tematiche gramsciane di interagire con mondo. Finora si è fin troppo sottovalutato il forte richiamo internazionale che Gramsci può esercitare, non solo come risorsa di pensiero civile ma anche come risorsa economica per tutto il territorio».

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La premiazione di Cristiana Verardo - foto di Giorgio Bulgarelli

Il Premio Bianca d’Aponte, il contest italiano per cantautrici, sarà a Roma il 18 dicembre per un evento speciale, in programma alle 20.30 al Teatro Eduardo De Filippo dell’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. Una serata che vedrà alternarsi sul palco molti ospiti e le finaliste dell’ultima edizione del contest, ma durante la quale verrà anche annunciato il nome della nuova madrina. Una artista di grande rilievo a cui spetterà il compito di presiedere la giuria nella prossima edizione del concorso, prevista al teatro Cimarosa di Aversa il 23 e 24 ottobre 2020, e di cantare e incidere un brano di Bianca d’Aponte, la cantautrice a cui è dedicato il Premio.

A Roma saliranno sul palco la vincitrice assoluta del 2019 Cristiana Verardo, quella del premio della critica “Fausto Mesolella”, Lamine, e le altre finaliste di quest’anno Chiara Bruno, Eleonora Betti, La Tarma, Martina Jozwiak, Rebecca Fornelli, Giulia Ventisette e ChiaraBlue. In veste di ospiti, si esibiranno Tosca, Musica Nuda, Mariella Nava, Joe Barbieri, Giuseppe Anastasi, Alessio Bonomo, Giuseppe Barbera e Luigi Salerno. Nella serata, che sarà condotta da Carlotta Scarlatto, verrà anche presentato il bando del concorso per l’edizione 2020.

L’evento rientra nella programmazione di dicembre dell’HUB culturale di Officina Pasolini Regione Lazio, il laboratorio creativo di alta formazione coordinato da Tosca, Massimo Venturiello e Simona Banchi. La stessa Tosca è stata, fra l’altro, madrina della recente edizione del dAponte, che si è tenuta a fine ottobre ad Aversa.

L’entrata del Teatro Eduardo De Filippo è da viale Antonino di San Giuliano/angolo via Mario Toscano. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti. Per riservare dei posti occorre mandare un messaggio sulla pagina Facebook di Officina Pasolini, qui: www.facebook.com/OfficinaPasolini .

Intanto, su Sardegna 1 TV ogni sabato alle ore 21.15 fino al 28 dicembre stanno andando in onda quattro speciali dedicati all’ultima edizione del Premio, curati da Ottavio Nieddu, con la realizzazione televisiva e la regia di Nino Gravino. Le trasmissioni sono fruibili in Sardegna sul canale 19 del digitale terrestre e ovunque in streaming sul sito www.sardegna1.it .

Il Premio Bianca d’Aponte, che si avvale della direzione artistica di Ferruccio Spinetti, arriverà nel 2020 alla sua 16a edizione. Il bando di concorso e la scheda di iscrizione saranno disponibili dal 18 dicembre su: www.premiobiancadaponte.it . La partecipazione è come sempre gratuita.

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore della Pubblica istruzione e Beni culturali, Andrea Biancareddu, ha stanziato complessivo di 700mila euro a valere sull’esercizio finanziario 2019, a sostegno delle attività musicali istituzionali delle associazioni che si occupano di attività musicali popolari. L’assessore, nel richiamare la legge regionale che riconosce la funzione di promozione sociale e culturale della musica popolare e tradizionale sarda e della sua diffusione nel territorio regionale, ricorda che la stessa legge prevede due linee di intervento per sostenere le associazioni che si occupano di attività musicali popolari.

Con la prima linea, la Regione disciplina gli «Interventi regionali per lo sviluppo delle attività musicali popolari istituzionali a favore delle associazioni e dei complessi musicali bandistici, dei gruppi strumentali di musica sarda, dei gruppi corali polifonici, dei gruppi folcloristici isolani, regolarmente costituiti, senza fine di lucro ed operanti in modo continuativo da almeno un anno», mentre gli interventi della seconda linea disciplinano gli interventi a sostegno dell’attività corsuale di preparazione musicale. Al fine di promuovere e sostenere le attività, sono assegnati contributi secondo una percentuale non superiore al 70% delle spese ammissibili sostenute per lo svolgimento delle attività musicali istituzionali.