18 August, 2026

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Il Centro studi agricoli in collaborazione con la Copagri Nord Sardegna e l’ente di Formazione UNSIC propone di organizzare corsi di formazione per la sicurezza nella caccia collettiva al cinghiale nella Regione Sardegna, destinato alle compagnie di caccia al cinghiale, regolarmente censite e avente il referente designato della stessa compagnia (capo caccia).

«Spesso – afferma Tore Piana, presidente del Centro studi agricoli – solo dopo gli incidenti di caccia, i decessi e/o gravi lesioni arrecate a terzi o agli stessi componenti della compagnia di caccia al cinchiale, ci si rende conto di quali siano le responsabilità e le conseguenze del gesto e/o dell’errore e/o della disattenzione, durante la battuta di caccia al cinghiale.»

Quali responsabilità dal punto di vista penale per il cacciatore, per il capo caccia e per il responsabile referente della compagnia, e quali azioni tecniche da adottare per evitare l’accaduto saranno le tematiche di maggiore attenzione.

«Si tratterebbe  della prima iniziativa in Sardegna, che ci auguriamo venga finanziata dalla Regione Sardegna ed in particolare dalla Presidenza della Regione e dall’Assessorato all’Ambiente, cui inoltreremo la richiesta con un dettagliato progetto – aggiunge Tore Piana -. I corsi avranno una durata di 4 ore e saranno articolati sulle seguenti materie: disciplina normativa, responsabilità civile, penale e amministrativa del capo caccia e del cacciatore. Balistica applicata alla caccia collettiva. Elementi di gestione faunistica. Elementi di gestione e salvaguardia ambientale della flora. Elementi di  buona educazione del cacciatore nei confronti delle aziende agricole e dei fondi agricoli oggetto dei territori di caccia. Tecniche e sicurezza nella caccia collettiva e di primo soccorso. Tecnica dell’utilizzo degli ausili di alta visibilità obbligatori nella caccia collettiva al cinghiale. Riteniamo molto importante questa iniziativa – conclude Tore Piana – che darebbe veramente una maggiore sicurezza all’esercizio della caccia in Sardegna, che  rappresenta un importante attività di aggregazione. Ora nei prossimi giorni, presenteremo un articolato progetto all’Assessore all’Ambiente e alla Presidenza della Regione, con la speranza che la nostra proposta trovi accoglimento.»

 

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I Progressisti attaccano la maggioranza sulla proposta di legge per la gestione della posidonia e le modalità di discussione del testo che arriverà a breve in Consiglio regionale.

«Dopo un lungo periodo di pausa delle attività del Consiglio – sono scaduti i termini per la presentazione degli emendamenti in Commissione. Il testo della legge è inaccettabile e dovrebbe essere ritirato. Sarebbe stato necessario che la Commissione presieduta dall’on. Giuseppe Talanas approfondisse maggiormente il tema attraverso ulteriori audizioni dei comitati scientifici. Invece arriviamo a discutere il testo senza aver sentito il parere dell’Anci, dei Comuni costieri, e degli altri enti pubblici competenti. Tutto questo perché si preferisce che la posidonia sia rimossa dalle nostre spiagge il prima possibile e utilizzando mezzi meccanici, diversamente da quanto raccomandato da professionisti e studiosi che sottolineano, al contrario, quanto sia dannoso l’utilizzo di questi mezzi sui nostri litorali.»

«Per senso di responsabilità – sottolineano l’on. Maria Laura Orru e l’on. Antonio Piu, rappresentanti dei Progressisti in Commissione Ambiente – abbiamo presentato una cinquantina di emendamenti nel tentativo di migliorare la proposta, ma riteniamo assurdo che chi governa la Sardegna continui a pensare che la posidonia debba essere considerata alla stregua di un rifiuto e non una presenza importante per gli ambienti costieri. Non è una novità che l’attuale maggioranza non abbia alcuna sensibilità rispetto alla tutela delle coste. E’ importante che chi ha un ruolo di governo comprenda che l’unicità e la ricchezza della Sardegna sono proprio il suo territorio e il suo patrimonio costiero, unico, irripetibile e non rinnovabile. Il nostro ambiente e il nostro paesaggio sono una enorme risorsa economica, oltre che ecologica. Chi oggi governa la Sardegna deve comprendere che uno dei cardini dovrebbe essere la tutela delle coste e dovrebbe vedere i vincoli e il rispetto del territorio non come blocco, ma come risorsa.»

«Confidiamo che ci diano ascolto e cambino al più presto rotta. Vogliamo che la sostenibilità – declinata nei tre ambiti sociale, economico e ambientale – diventi il cardine dell’azione di governo e che vengano potenziate le risorse per il monitoraggio delle nostre coste, per gli enti di ricerca e i progetti ambientali, oltre che per sensibilizzare gli enti locali e i cittadini sull’importanza della posidonia per i nostri mari e per il contrasto ai fenomeni di erosione. Esistono degli importanti esempi nell’isola, come i comuni di Palau o quelli di Cagliari e Quartu, che hanno firmato un importante protocollo con l’Università di Cagliari per lo studio e il monitoraggio della spiaggia del Poetto – concludono i consiglieri regionali del gruppo dei Progressisti –, e che potrebbero essere assunti quali modelli virtuosi di gestione sostenibile del territorio.»

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«La Giunta interviene per affrontare condizioni di eccezionalità e urgenza che non possono più essere ignorate. In attesa di una nuova infrastruttura, mettiamo in atto una soluzione alternativa in grado, nell’immediato, di dare risposte alle Comunità.»

Con queste parole il presidente della Regione, Christian Solinas, annuncia il via libera della Giunta alla realizzazione di un ponte provvisorio in località Pappalope, per consentire il collegamento delle zone penalizzate dalla chiusura del ponte di Oloè.

«In attesa che il ponte torni ad essere un collegamento sicuro – dice il presidente della Regione – abbiamo tenuto fede agli impegni presi con i territori con l’obiettivo di ridurre quanto più possibile i pesanti disagi nei collegamenti che ormai da anni gravano sulla popolazione residente e sull’intero comprensorio agricolo del comune di Oliena.»
Un’opera a carattere temporaneo richiesta del comune di Oliena: si tratta di un ponte provvisorio militare del tipo Bailey, che sarà posizionato immediatamente a valle di quello romano e che limiterà i disagi causati dalla chiusura del ponte di Oloè, ancora sotto sequestro.

«La Regione, in stretta collaborazione con gli Enti locali, ha affrontato l’emergenza e trovato una soluzione alternativa nel minor tempo possibile – spiega l’assessore dei Lavori pubblici Roberto Frongia – venendo incontro alle esigenze dei territori, in particolare di Oliena e Dorgali, le due Comunità più penalizzate dall’interruzione della strada provinciale Oliena-Dorgali. In questi mesi non è mai mancato il sostegno, forte e deciso, ai Comuni interessati. Grazie a una interlocuzione costante e proficua, sarà ora possibile attendere con maggior fiducia la soluzione definitiva del problema.»

Nella zona interessata gravitano circa 370 aziende agricole, di allevamento ovicaprino e di coltivazione viticola e olivicole. A seguito della chiusura del ponte di Oloè, che costituiva la principale connessione viaria per la popolazione residente e per l’intero comprensorio agricolo del comune di Oliena, il flusso di traffico era stato trasferito sul ponte di epoca romana, in località Pappalope, che però, a seguito del notevole aumento di traffico, ha mostrato segni di criticità strutturale che ne hanno reso necessaria la chiusura. Da qui la richiesta di intervento rivolta alla Regione da parte del comune di Oliena, che ha presentato un progetto alternativo alla soluzione individuata qualche mese fa e non più praticabile (utilizzo di un ponte romano in alternativa al ponte di Oloè).

Sul ponte militare a struttura in acciaio speciale reticolare e con impalcato di usura ecologico in legno, potrà transitare una tipologia di traffico limitata alle 30 tonnellate, con un’unica corsia, e quindi a senso unico alternato. Il periodo massimo di utilizzo del ponte è fissato in base al tempo necessario per la riapertura del ponte di Oloè (o, eventualmente, nella realizzazione di un nuovo ponte) e non dovrà superare i due anni.

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Sardegna e India unite in difesa dell’ambiente e dei diritti umani. Un legame che nasce grazie all’esperienza di Life After Oil, festival internazionale nel nome e nella vocazione ma radicato nell’isola con la quale il fondatore e direttore Massimiliano Mazzotta ha un rapporto stretto. Documentarista di origini pugliesi, in Sardegna ha girato una decina di anni fa il film-inchiesta “Oil” sulla Saras a Sarroch e poi ideato questo festival cinematografico unico nel suo genere, incentrato sul tema dell’ecologia e della sostenibilità. Un percorso del quale è stato invitato a parlare a Goa, al forum internazionale Difficult Dialogues che si svolgerà dal 14 al 16 febbraio. Un’occasione per parlare dell’isola e del concorso Life After Oil che dopo due anni a Martis e uno a Stintino dal 2017 è approdato a Santa Teresa Gallura, facendo tappa nell’ultima edizione itinerante anche a Cagliari ed Ottana. Un’edizione che ha avuto tra gli ospiti Marilù Mastrogiovanni, giornalista salentina nota per le sue inchieste sulla Sacra Corona Unita, che accompagnerà Mazzotta nel viaggio in India.
L’invito arriva direttamente da Surina Narula, fondatrice di Difficult Dialogues. Un forum internazionale annuale che si impegna a esaminare questioni urgenti e di attualità nell’Asia meridionale, ma non solo. In passato sono stati affrontati temi come la finanza globale, l’assistenza sanitaria, l’uguaglianza di genere, l’istruzione. Quest’anno l’argomento centrale è lo Stato di diritto e la presenza di Mazzotta e Mastrogiovanni va inquadrata anche tenendo conto delle loro esperienze: entrambi per le loro coraggiose inchieste hanno subito minacce e cause. Alla conferenza parteciperanno esperti, giornalisti e attivisti provenienti da diverse parti del mondo.
La partecipazione a Difficult Dialogues non sarà l’unico impegno in India di Massimiliano Mazzotta. Grazie al prezioso lavoro di Marianne Borgo, attrice francese che vive in Asia e da qualche anno collabora con Life After Oil, porterà il festival sardo cresciuto molto anche grazie alla collaborazione con la Fondazione Sardegna Film Commission in diverse scuole di Hyderabad, Dhaward e Goa con una selezione di cortometraggi già proposti nell’isola. Inoltre Mazzotta terrà un workshop al festival di Pune.

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«La decisione dell’Assessorato degli Affari generali di non costituirsi in giudizio davanti al Tar nella vertenza ARAS, ove fosse confermata, sarebbe inaccettabile.»

Il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa, definisce la situazione “grave e paradossale” e sollecita un intervento, se non un ripensamento, da parte dell’Assessorato rispetto alle indiscrezioni di queste ore. Michele Cossa ripercorre le tappe fondamentali della vicenda, puntando il dito sugli impegni presi e sulle responsabilità “chiare” dell’apparato regionale.

«La serietà, unita al senso del dovere e della giustizia impongono scelte precise e una importante assunzione di responsabilità. La legge sulla stabilizzazione dei lavoratori ARAS ha avuto un percorso accidentato, che ha visto molte opposizioni e tentativi di bloccarne l’approvazione, ma è una legge della Regione – conclude Michele Cossa – che la Regione non si deve vergognare di difendere. A meno che non pensi che applicare le sue stesse leggi rappresenti un optional, nemmeno un diritto, tantomeno un dovere.»

 

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Venerdì prossimo, 10 gennaio, alle ore 9.00, presso l’oratorio San Giovanni Bosco, nella parrocchia di San Ponziano, a Carbonia, si terrà l’assemblea generale dei lavoratori ex Alcoa, organizzata dalle segreterie FSM FIOM UILM CUB. L’assemblea arriva in un momento particolarmente delicato della lunga vertenza per la realizzazione del progetto di rilancio produttivo dello stabilimento della Sider Alloys.

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Questa mattina l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis, si è recato a Sant’Antioco per un sopralluogo dove, lo scorso 21 dicembre, si è incagliata la nave mercantile ”Cdry blue”. Ha poi partecipato ad un incontro in Municipio, con il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci ed i rappresentanti della Capitaneria, dell’Arpas, del Corpo forestale e della Protezione civile.

«Nessun danno ambientale: i campionamenti effettuati, anche ieri, dai tecnici dell’Arpas escludono la presenza di idrocarburi sul fondale e nell’acqua di superficie. Ovviamente, i controlli proseguiranno fino al termine delle operazioni di recupero», ha detto l’assessore regionale dell’ambiente, Gianni Lampis.

«Dopo l’incidente – ha sottolineato l’assessore Gianni Lampis – la Giunta regionale ha monitorato immediatamente la situazione, al fianco dell’Amministrazione comunale, tenendosi informata sulle operazioni realizzate per tutelare l’integrità ambientale, che finora hanno consentito di ridimensionare i rischi di inquinamento.»

«Un meritato riconoscimento va a chi, in questi giorni, si è prodigato, in perfetta collaborazione, per evitare gravi danni ambientali: gli uomini della Capitaneria e degli organismi regionali Arpas, Forestale e Protezione civile. Ora puntiamo alla chiusura in tempi brevi di un’emergenza che è stata affrontata nel migliore dei modi e con capacità professionale», ha concluso l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente.

 

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Fabio Piras, 43 anni, è il nuovo allenatore della Monteponi. La nuova “rivoluzione” tecnica è maturata a seguito delle dimissioni di Nicola Agus, a sua volta subentrato ad inizio ottobre al dimissionario Alessandro Cuccu. Nicola Agus ha chiuso la sua breve esperienza alla guida della Monteponi con un bilancio di 16 punti, frutto di 4 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte.
Il nuovo tecnico della Monteponi nella passata stagione, dopo diverse esperienze significative nel settore giovanile, ha guidato il Carbonia, portandolo al terzo posto ed alla sfortunata partecipazione alla Coppa Primavera valida per i ripescaggi in promozione, conclusa con un pareggio senza goal a Li Punti (poi ripescato) ed una sconfitta di misura, 4 a 3, ai tempi supplementari, nell’ormai inutile finalina per il 3° e 4° posto con il Thiesi. Fabio Piras potrà avvalersi della collaborazione, in qualità di assistente, del 47enne Fabio Cau, una figura molto conosciuta ed apprezzata dagli sportivi di Iglesias.
Per Fabio Cau si tratta di un ritorno a casa dopo l’esperienza maturata alla guida tecnica della Juniores del Villamassargia e dopo quella, proprio insieme a Fabio Piras, di alcuni anni fa, alla guida della rappresentativa giovanile provinciale.

Fabio Piras trova a Iglesias una squadra rivoluzionata al mercato di dicembre, con tanti ex Carbonia, guidati dal bomber Samuele Curreli. Il compito che l’attende non è facile, perché la società guidata dal presidente Giorgio Ciccu e dal direttore sportivo Carlo Maramarco, conserva l’ambizione di rientrare in corsa per le prime posizioni, pur consapevole del forte ritardo accumulato nel girone d’andata. La Monteponi è 11ª con 17 punti, a 12 lunghezze dalle due capolista Idolo e Gonnosfanadiga e a 11 dal Sant’Elena, che occupa il terzo posto.
Dopo aver ingraziato Nicola Agus per il lavoro svolto nei tre mesi maturati alla guida della squadra, la società rossoblu ha augurato al nuovo tecnico ed al suo staff, un sereno e proficuo girone di ritorno che inizierà domenica prossima con il derby di Cortoghiana.

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Il “Museo diffuso”, finanziato dalla Fondazione di Sardegna e dal comune di Sant’Antioco e realizzato grazie alla fattiva collaborazione degli Uffici Comunali e dei volontari del Servizio Civile (progetto “Isola dei Tesori”), muove i primi passi concreti. Uno degli obiettivi principali dell’ambizioso progetto varato dalla Giunta nel maggio scorso, è quello di realizzare itinerari turistico culturali riconoscibili ed integrabili, attraverso l’allestimento di installazioni permanenti relative a segnaletica e supporti didattici. Per assolvere a questa finalità, dunque, il Comune, che per questa specifica azione può contare su uno stanziamento di circa 60mila euro, si doterà di un’apposita cartellonistica moderna e funzionale, smart e sostenibile, comprensiva di 12 totem bifacciali con sistema fotovoltaico di retro illuminazione notturna; 4 totem monofacciali con sistema fotovoltaico di retro illuminazione notturna; 68 cartelli direzionali e 8 totem bifacciali per segnaletica extraurbana.

Per dare seguito a questa prima fase di affidamento lavori, è stato pubblicato l’avviso esplorativo per l’acquisizione di manifestazioni di interesse, la cui documentazione è reperibile nel sito del comune di Sant’Antioco, nella sezione “Bandi e Gare”.

La nuova cartellonistica, inoltre, verrà integrata con un’apposita App per smartphone e tablet che consentirà al visitatore di reperire comodamente ulteriori informazioni sui vari siti culturali rientranti nell’ambito del Museo Diffuso. I Totem verranno posizionati in diversi punti strategici del centro abitato, dal Lungomare al Centro Storico al Polo Museale, passando per Piazza Italia e via Nazionale. E naturalmente saranno presenti anche nei siti archeologici extra-urbani (principalmente negli insediamenti nuragici di maggiore interesse), attualmente al centro di importanti lavori di sistemazione e pulizia proiettati verso la loro fruibilità a fini turistici.

La pannellistica informativa, che segna il passo a percorsi e itinerari integrati, è una delle diverse azioni già attivate nell’ambito del Museo Diffuso. Tra queste, l’affidamento della direzione artistica del progetto “Street Art e riqualificazione Urbana” a Giorgio Casu; l’assegnazione del piano di marketing territoriale a un’importante società leader del settore, guidata da Josep Ejarque; e una serie di opere sui siti archeologici-culturali messe in atto per garantirne l’accessibilità.

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I tenores diventano sempre più interattivi grazie al progetto per il rinnovamento del Museo Multimediale del canto a tenore di Bitti, che sarà presentato durante una conferenza stampa dedicata, venerdì 10 gennaio 2020, alle ore 10.30, nella sala del secondo piano dell’assessorato regionale della Pubblica Istruzione, Viale Trieste 186.
Alla conferenza stampa saranno presenti l’assessore regionale
Andrea Biancareddu, o un suo rappresentante istituzionale, il sindaco di Bitti Giuseppe Ciccolini, il direttore artistico del progetto Francesco Casu, il responsabile scientifico Marco Lutzu, e i tre partners del progetto, realizzato grazie al bando regionale “Domos de sa Cultura”: Mommotty srl, Istelai Società Cooperativa e Produzioni Sardegna di Nicole Nieddu.