22 June, 2026

[bing_translator]

Giovedì 5 settembre, dopo 30 giorni dall’ennesimo accesso agli atti presso gli uffici comunali di Sant’Antioco, il comitato Porto Solky ha ricevuto l’intera documentazione aggiornata sulla variante al Piano Regolatore Portuale di Sant’Antioco che definisce come dovrà essere realizzato il nuovo porto, la viabilità di accesso al paese e il destino delle aree dell’ex Sardamag.

Purtroppo, le carte parlano chiaro: nonostante tutte le denunce circostanziate fatte durante quasi quattro anni di meticolosa analisi degli atti, delibere e progetti da parte del Comitato, SI STA PORTANDO AVANTI la realizzazione di un inutile e dannoso NUOVO PONTE e, soprattutto, un progetto portuale pensato negli anni ’60 per un porto industriale mai realizzato.

Si progettano pertanto opere anacronistiche che anziché pensare al futuro sono un ritorno al passato oramai morto e sepolto e quindi in controtendenza allo sviluppo della nautica e della ricettività e ancor di più distaccano nettamente il porto dal paese per lasciare spazio al nuovo ponte – in realtà un LUNGO VIADOTTO DI 2 km – che come si può vedere dall’immagine decreterebbe la morte definitiva delle aree dell’ex Sardamag, impedendo la realizzazione dei nuovi alberghi, della  darsena turistica, dei cantieri e dei servizi, ovvero lo sviluppo della nautica d’eccellenza.

In definitiva tutto quello che attendiamo da decenni per la rinascita dell’intero territorio del Sulcis verrà impedito da due opere imposte prepotentemente dallo sciagurato Piano Sulcis.

Venerdì 6 settembre, presso la sede della Regione Sardegna a Cagliari, Rolando Marroccu in rappresentanza del comitato Porto Solky è stato ricevuto dall’assessore regionale dei Lavori pubblici Roberto Frongia e dal Direttore generale dell’assessorato dei Lavori pubblici Piero Dau.

Durante il lungo incontro si è potuto circostanziare la storia delle varie vicende che affliggono il territorio anche a causa delle contestate opere del Piano Sulcis, soprattutto entrando nel dettaglio delle  istanze che il comitato ha presentato ufficialmente sia presso la Regione Sardegna che presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti – MIT ed il ministero per lo Sviluppo Economico – MISE.

Si ha avuto inoltre conferma dell’inefficacia della delibera del 6 marzo 2018 del Consiglio Comunale di Sant’Antioco in quanto esprime un mera richiesta di DESIDERIO di rimodulazione delle opere invece di produrre un VERO e proprio ATTO AMMINISTRATIVO che vada a modificare la delibera emessa dalla precedente giunta comunale.

Di conseguenza da una parte c’è l’ANAS che sta andando avanti sul progetto del nuovo ponte in quanto ad oggi non ha ancora ricevuto nessuna indicazione di revoca in merito all’appalto che – precisiamo – è ancora all’inizio della fase autorizzativa, e dall’altra parte c’è un intero territorio che in tutti questi anni è stato capace solo di DIVIDERSI e di piangersi addosso ma mai di reagire alle ingiustizie subite proponendo con determinazione VERI PROGETTI DI SVILUPPO ALTERNATIVI a quelli calati dall’alto dal famigerato Piano Sulcis.

In chiusura l’Assessore Frongia ha sposato la proposta avanzata dal comitato in merito alla realizzazione di un polo nautico d’eccellenza nel golfo di Palmas; proposta da approfondire mediante uno studio tecnico economico di maggior dettaglio. Si è quindi reso disponibile ad ulteriori confronti dandoci inoltre dei preziosi consigli che terremo in considerazione in vista dei prossimi incontri sia con il comitato, sia con i Sindaci del Sulcis (già incontrati due volte nel marzo 2019).

Ricordiamo che l’assenza del Sindaco di Sant’Antioco nei suddetti incontri – l’intero consiglio comunale né è a conoscenza già da tempo – aveva fatto sfumare la possibilità di sottoscrivere già da allora un documento condiviso da tutti gli altri Sindaci finalizzato a rafforzare la posizione unanime del territorio nei confronti delle inutili opere del Piano Sulcis.

Oggi l’obiettivo comune da raggiungere dovrebbe essere quello di istituire una nuova “cabina di regia del Piano Sulcis” appunto nel Sulcis – e non a Cagliari – in modo tale da poter proporre direttamente dal territorio delle VALIDE ALTERNATIVE AI PROGETTI CONTESTATI.

La vicenda è molto complessa ma non impossibile da risolvere in quanto non sussistono problemi TECNICI IRRISOLVIBILI ma ci sono solo esclusivamente “SCELTE POLITICHE” da rivedere alla luce delle nuove e future esigenze di una nuova valutazione dell’interesse pubblico rispetto a quello originario.

Pensiamo che i tempi siano maturi per fare GIOCO di SQUADRA tra i SINDACI del Sulcis in quanto la “strategia” vincente necessita di tanta buona volontà, coesione territoriale e condivisione degli intenti con tutti i soggetti coinvolti nelle scelte in gioco.

Poiché le varie problematiche riguardano anche gli assessorati all’Ambiente e all’Industria abbiamo pensato che sarebbe preferibile incontrare prima possibile il presidente Christian Solinas che già nel marzo 2019 diede personalmente la propria disponibilità.

Per quanto riguarda la richiesta di istituire una commissione ministeriale sulle opere contestate – nuovo ponte, opere portuali e bonifiche – inviate il 2 agosto dal comitato al Governo (MISE e MIT) abbiamo sentito il deputato M5S Pino Cabras, che a sua volta ad ottobre 2018 aveva presentato una interrogazione parlamentare in merito alle vicende da noi segnalate. L’on. Pino Cabras ci ha assicurato, vista la recente nomina di ministri e sottosegretari M5S al MISE e al MIT, di adoperarsi  al fine di recuperare informazioni sulla sua stessa interrogazione e per la richiesta del comitato di istituire una commissione ministeriale sulle suddette opere del Piano Sulcis.

Inoltre sarà utile, tramite il segretario del PD regionale Emanuele Cani, cercare di coinvolgere il nuovo ministro alle Infrastrutture e Trasporti Paola de Micheli.

In conclusione, se il consiglio comunale di Sant’Antioco vuole REALMENTE PERSEGUIRE GLI INTERESSI DI TUTTO IL TERRITORIO, dovrà produrre ATTI AMMINISTRATIVI EFFICACI in grado di revocare le opere contestate e proporre opere condivise con TUTTI GLI ATRI SINDACI interessati dal Piano Sulcis.

Rolando Marroccu, Alfonso Curridori e Daniele Garau

Comitato Porto Solky – Sant’Antioco

[bing_translator]

L’Unità di Progetto (UdP) per l’eradicazione della Peste suina africana in Sardegna ha diffuso una nota con la quale comunica che ieri nelle campagne di Baunei, in località Golgo, sono stati abbattuti 3 maiali a seguito del riscontro della sieropositività alla PSA su uno di questi. Le attività, coordinate dall’UdP e condotte dai veterinari dell’ATS e del Giv (Gruppo di intervento veterinario regionale) in collaborazione con il personale del Corpo forestale e di Vigilanza ambientale, si sono svolte in un nuovo allevamento che stava regolarizzando i suini detenuti in precedenza al pascolo brado illegale e quindi mai sottoposti ai dovuti controlli sanitari. Proprio la provenienza degli animali, in un territorio a forte rischio di contagio per la presenza di pochi altri branchi al pascolo irregolare e del virus nel selvatico, ha allarmato i veterinari visti soprattutto i risultati positivi dei test effettuati sul sangue di uno dei maiali. Dai capi abbattuti sono stati quindi prelevati i campioni di milza, reni e linfonodi che ieri sera sono stati analizzati nei laboratori dell’Istituto zooprofilattico sperimentale (IZS) di Nuoro con esito negativo alla ricerca del virus. Le operazioni di abbattimento e di messa in sicurezza del sito sono state condotte con la preziosa collaborazione dell’amministrazione comunale di Baunei guidata dal sindaco, Salvatore Corrias.

«La decisione di abbattere tutti e tre i suini di un allevatore che intendeva regolarizzarsi, a fronte della positività di uno solo di essi, è una misura molto spiacevole da adottare anche perché in passato, in altre circostanze, si è stati a volte più flessibili. Ma a questo stadio così avanzato dell’eradicazione e in una situazione come quella di Baunei che desta ancora molta preoccupazione, è necessario essere, nostro malgrado, rigorosi. Ci potevamo trovare di fronte a soggetti portatori del virus, i più pericolosi dal punto di vista epidemiologico. Anche se la presenza del virus non è stata confermata, e pertanto non si è trattato di focolaio, era indispensabile agire con determinazione – ha detto il direttore generale dell’IZS, Alberto Laddomada -. Gli straordinari risultati ottenuti fino a oggi parlano a favore della strategia centripeta e progressivamente più rigorosa che abbiamo adottato. Cambiare questo approccio proprio adesso metterebbe a rischio tali risultati. Queste misure forti e non certo facili da prendere, sono il prezzo da pagare per liberarci finalmente e definitivamente dalla PSA, dopo oltre 41 anni di perdite economiche inenarrabili per i nostri allevatori e la nostra terra. Siamo molto vicini all’obiettivo – ha concluso Alberto Laddomada – teniamo duro ancora un po’.»

[bing_translator]

E’ online il bando per partecipare all’unico concorso che dà l’accesso al 70° festival di Sanremo.

Area Sanremo si svolgerà in due fasi. La città dei fiori ospiterà nei giorni 18/20 e 25/27 ottobre la prima fase di corsi, audizioni eliminatorie; nella fase successiva invece dall’8 al 10 novembre, si terrà la finale che decreterà gli 8 vincitori. Da questi ultimi, la commissione Rai sceglierà i 2 partecipanti alle Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2020.
L’intera manifestazione anche quest’anno sarà gratuita in tutte le sue fasi grazie all’intervento di un importante sponsor.
Confermata la proficua collaborazione con il CPM Music Institute come Educational Partner che organizzerà tutti i corsi di Area Sanremo.
Primo importante e necessario criterio per iscriversi al concorso è avere un brano inedito, per i dettagli consultare l’intero regolamento.
Il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri attesta: «L’edizione 2019 di Area Sanremo sarà all’insegna del rinnovamento. Congiuntamente, Comune e Orchestra Sinfonica, hanno deciso di rimodulare l’evento al fine di consolidarlo e poter ripartire con maggiori ambizioni. La garanzia dei due posti al Festival e la copertura dei costi di iscrizione da parte di uno sponsor, di cui presto comunicheremo il nome, sono i punti fermi per un nuovo inizio».
Il neo presidente dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo, Livio Emanueli, dichiara: «Si parte con grande entusiasmo per un’Area Sanremo di qualità. Presto verrà comunicata la composizione della Commissione di Valutazione dei ragazzi che sarà composta da cinque musicisti di fama. Nonostante l’assenza di selezioni sul territorio nazionale, siamo fiduciosi che gli iscritti al concorso saranno numerosi anche quest’anno e che a Sanremo si comincerà presto a respirare aria di Festival».
Il direttore artistico di Area Sanremo sarà ancora Massimo Cotto, giornalista, scrittore e speaker di Virgin Radio, che afferma: «Si ricomincia, finalmente. Con grande entusiasmo, con la voglia di scoprire nuovi talenti, di condividere esperienze, suoni e visioni, anche grazie ai corsi affidati nuovamente a Franco Mussida. Ai ragazzi dico una cosa soltanto, perché alle parole preferisco i fatti: ci sono due posti liberi al Festival di Sanremo. Uno può essere vostro. Dovete solo iscrivervi e dimostrarci che lo meritate».

[bing_translator]

L’on. Gian Franco Satta (Progressisti) ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale sui ritardi nella convocazione del Tavolo tecnico di lavoro cui è stato affidato il compito di monitorare l’applicazione del “Percorso diagnostico terapeutico assistenziale” (PDTA) specificatamente dedicato alle persone con Sclerosi Multipla.

In Sardegna si registrano 386 casi di sclerosi multipla ogni 100.000 abitanti, ben oltre la media nazionale dove si stima si attesti intorno ai 193 casi per lo stesso numero di popolazione.

I PDTA sono gli strumenti fondamentali previsti dal Piano Sanitario Nazionale, atti a garantire alle persone con particolari patologie una corretta presa in carico individualizzata a livello socio-sanitario integrato, a partire dalla diagnosi della malattia fino ad assicurare l’accesso uniforme a servizi e prestazioni in relazione alle fasi della stessa, alla sintomatologia, ai livelli di disabilità e ai bisogni assistenziali.

Compito specifico del Tavolo tecnico regionale è anche quello di condurre gli interventi di monitoraggio al fine di valutare l’adozione omogenea in tutto il territorio regionale del Percorso diagnostico terapeutico assistenziale. La mancanza di questo delicato riscontro rischia di compromettere la stessa buona riuscita dell’attuazione del programma. È pacifico come i tempi di erogazione delle prestazioni e dei servizi siano un fattore determinante nel contribuire a modificare positivamente il decorso della malattia.

«Non solo – aggiunge Gian Franco Satta -, preoccupa il fatto che l’intenzione della maggioranza di procedere ad una riorganizzazione del sistema socio-sanitario della Sardegna possa incidere negativamente nell’implementazione del PDTA. L’organizzazione della rete dei servizi promossi da Regione e Aziende sanitarie, infatti, rappresenta una condizione fondamentale per l’implementazione del PDTA, unitamente all’integrazione dei servizi ospedalieri con quelli territoriali.»

Per tali ragioni, il presidente della Regione e l’assessore regionale dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale vengono interrogati da Gian Franco Satta e dal gruppo dei Progressisti, per sapere se si è provveduto a convocare il Tavolo tecnico regionale e per verificare lo stato di attuazione del Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) per la sclerosi multipla in previsione dell’annunciata riorganizzazione del sistema socio sanitario della Regione Sardegna e quali siano i tempi di approvazione dei requisiti organizzativi e tecnologici della rete regionale per la cura della sclerosi multipla.

[bing_translator]

Dopo aver comunicato le dieci finaliste del contest per cantautrici, giunto quest’anno all’importante traguardo della 15a edizione, il “Premio Bianca d’Aponte” annuncia i primi ospiti delle serate finali della manifestazione, in programma al Teatro Cimarosa di Aversa il 25 e 26 ottobre.

Si tratta della coppia formata da Ginevra Di Marco e Cristina Donà, entrambe già madrine della manifestazione campana e protagoniste quest’anno di un tour e di un disco insieme, che si esibiranno nella serata di apertura, venerdì 25.

Con loro saliranno sul palco, fra gli altri, il cantautore e produttore siciliano Toni Canto e la performer e cantautrice romana Pilar, mentre, come già annunciato, la madrina di questa edizione sarà Tosca, che presiederà la giuria ed eseguirà un brano di Bianca d’Aponte, la cantautrice prematuramente scomparsa a cui il festival è dedicato.

Non mancherà la vincitrice dello scorso anno, Francesca Incudine, mentre a presentare saranno Carlotta Scarlatto ed Ottavio Nieddu. Nelle prossime settimane saranno comunicati i tanti altri ospiti.

Il cuore della manifestazione sarà come sempre nel concorso, che vedrà in lizza quest’anno Eleonora Betti da Arezzo con “Quaranta volte”, Chiara Bruno da Palermo con “Ammazziamo questi padri”, Chiarablue da Rieti con “DueAgostoMillenovecentottanta”, Rebecca Fornelli da Bari con “Quello che ci manca”, Jole da Manfredonia (Foggia) con “La turista e il gondoliere nelle sfere di vetro con neve”, Martina Jozwiak da Ancona con “Scrivimi”, Lamine da Trapani con “Penna Bic”, La Tarma da Reggio Emilia con “Usignolo meccanico”, Giulia Ventisette da Firenze con “La bellezza”, Cristiana Verardo da Lecce con “Non potevo saperlo”.

Due saranno i principali riconoscimenti. Uno è il premio assoluto, il Premio Bianca d’Aponte; l’altro è il premio della critica, dedicato a Fausto Mesolella, storico direttore artistico della manifestazione, a cui è succeduto Ferruccio Spinetti.

Anche quest’anno poi il contest darà diritto a un tour di otto concerti realizzato grazie al NuovoImaie (progetto realizzato con i fondi dell’art. 7 L. 93/92) e riservato alla vincitrice o, in mancanza dei requisiti richiesti dal NuovoImaie, a una delle altre finaliste.

 

[bing_translator]

«Credo che la situazione sia ormai insostenibile. Sono trascorsi sei mesi dall’insediamento della nuova Giunta. Abbiamo chiesto, abbiamo addirittura urlato, di intervenire per risolvere il problema del pronto soccorso di Sassari. Ma la situazione anziché migliorare peggiora. Ogni giorno ormai si assiste a scene di aggressione dovute alla disperazione della gente costretta a rivolgersi all’unico pronto soccorso del Nord Ovest della Sardegna. L’ultimo episodio gravissimo, l’aggressione ai danni di due dipendenti, risale a due giorni fa. Bilancio: due infermieri in stato di infortunio e pronto soccorso bloccato per due ore. Siamo allo sbando. In queste condizioni è naturale che gli operatori non riescano a stare al passo con le richieste sempre più numerose dei pazienti che si ritrovano catapultati in una realtà che niente ha a che fare con le effettive esigenze del malato. Parlo di pazienti in codice giallo o verde che attendono anche dodici ore prima di essere visitati. Parlo di barelle nei corridoi, della mancanza di letti, carrozzine, di strumenti essenziali. Mancano medici, infermieri, ausiliari, e quei pochi che ci sono si devono dividere tra l’espletamento delle pratiche burocratiche e le cure al paziente. Il pronto soccorso di Sassari è al collasso. Il Nord Sardegna è al collasso.»

Questo l’amarissimo intervento della capogruppo del M5S Desirè Manca, da sei mesi in attesa di risposte da parte dell’assessore alla Sanità e della Giunta, da sei mesi in attesa di azioni concrete che possano mettere in sicurezza i lavoratori e restituire ai malati il diritto di essere curati in tempi ragionevoli.

«Da sei mesi chiedo risposte, chiedo azioni concrete. E cosa ho ottenuto? Il nulla. Il niente assoluto. Credo che, con tutto il rispetto per gli argomenti urgenti da trattare e le numerose problematiche da risolvere, la salute dei cittadini debba venire prima di tutto. Chiedo atti di responsabilità, atti di coraggio. Non mi fermerò qui. Rappresenterò l’incubo della Giunta regionale sarda finché non vedrò il problema risolto . Questo nuovo governo non è riuscito ancora a nominare il nuovo direttore dell’AOU. Il facente funzioni – chiede Desirè Manca – fino a quanto e quando potrà rispondere dell’inefficienza del reparto forse più importante di tutta la sanità sassarese?»

«In attesa di questa nomina che doveva essere urgente, prioritaria, nessuno prende decisioni. Nessuno prende iniziative. Nessuno si assume la responsabilità di ciò che accade – conclude Desirè Manca –. Era questo il governo che volevano i sardi?»

[bing_translator]

Due importanti provvedimenti nell’ambito delle politiche attive del lavoro sono stati approvati nel corso dell’ultima seduta di Giunta su proposta dell’assessore del Lavoro, Alessandra Zedda. Rinnovata la “Misura Cantieri di Nuova Attivazione – Annualità 2019”, all’interno del programma LavoRas, con uno stanziamento di 32 milioni a favore dei Comuni attuatori dei progetti.

«La sfida del piano LavoRas – spiega Alessandra Zedda – inizia con un nuovo corso: meno burocrazia, con la semplificazione delle procedure, attraverso la conferma delle scelte già effettuate dai Comuni, il tutto rafforzato dalla regia in capo alla Regione. L’obiettivo è quello di dare immediato avvio ai nuovi cantieri, rispondendo all’esigenza di occupazione e contrasto allo spopolamento, tramite progetti utili al territorio.»

Approvata dall’assemblea, con una dotazione di 918mila euro, anche la misura pluriennale di interventi rivolti all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità già impegnate nel programma “Sardegna Lavor@bile”. Sarà l’Aspal il soggetto attuatore e promotore dell’iniziativa.

«La Regione – conclude l’assessore del Lavoro – finalmente attua un percorso che realmente favorirà l’inserimento occupazionale di tutte quelle persone che dal 2006 hanno goduto solo di interventi sporadici. Un progetto che mira all’integrazione e alla valorizzazione dei partecipanti al programma, attraverso la collaborazione tra Regione e istituzioni pubbliche.»

[bing_translator]

«Condividere le scelte, lavorare insieme per attuarle.»

Così l’assessore regionale della Programmazione, Giuseppe Fasolino, annuncia la missione che toccherà tutta la Sardegna, per favorire la piena partecipazione dei Comuni sia alla conclusione dell’attuale ciclo di programmazione territoriale, sia per anticipare la nuova fase 2021-2027. Si inizia lunedì 16, alle ore 16, presso la sede dell’Unione dei Comuni dell’Alta Gallura (via G.A. Cannas, 1 Tempio Pausania), dove si farà il punto sullo stato di attuazione del progetto “La città dei Paesi della Gallura” insieme ai sindaci e ai rappresentanti istituzionali della Regione. La seconda tappa sarà martedì 17 settembre, alle 10.30, presso al sede della comunità montana del Monte Acuto (Monti, via Murighessa), sempre con la partecipazione dei primi cittadini e dei rappresentanti regionali.

«Vogliamo essere presenti in tutta la Sardegna – sottolinea l’assessore regionale della Programmazione -, seguendo la linea impressa dal presidente Solinas: quella del pieno coinvolgimento dei territori nelle scelte fondamentali, nella consapevolezza che la nostra isola potrà rialzarsi e camminare con le proprie gambe se tutte le comunità saranno messe nelle condizioni di sviluppare le proprie potenzialità e di sentirsi parte e artefici di un disegno unitario, che voli alto sopra i campanilismi. Per questo stiamo definendo insieme ai sindaci un programma fitto di incontri, che vedrà la Regione non più come controparte ma come vero e proprio partner dei sindaci, delle famiglie, delle imprese. Questa è la sfida della nostra Legislatura: una Sardegna unita che, forte dei suoi valori, delle sue idee, della sua cultura, delle sue intelligenze, vuole essere protagonista – ha concluso Giuseppe Fasolino – sullo scenario nazionale e internazionale.»

[bing_translator]

Da lunedì 16 settembre sarà attivo il servizio ‘PagoPA’ della Regione, realizzato dalla Direzione generale degli Affari generali, che consentirà ai cittadini di effettuare pagamenti elettronici verso gli enti aderenti.

«Grazie a questo progetto – ha sottolineato l’assessore degli Affari generali, Valeria Satta  i cittadini potranno pagare direttamente, in maniera semplice, standardizzata ed affidabile, tributi, tasse, utenze, rette, quote associative, bolli e qualsiasi altro tipo di pagamento verso le pubbliche amministrazioni. Saranno progressivamente coinvolti tutti i Comuni e il servizio sarà esteso ad altri, come aziende a partecipazione pubblica, scuole, università, e comparto sanità. Stiamo lavorando per promuovere una Sardegna digitale sempre più vicina al cittadino.»

Nel progetto sono coinvolti trentacinque enti, per la maggior parte Comuni: Banari, Baradili, Barumini, Cargeghe, Dorgali, Elmas, Escalaplano, Galtelli, Guspini, Marrubiu, Olbia, Padria, San Basilio, Sant’Andrea Frius, Segariu, Senis, Serrenti, Siamaggiore, Siapiccia, Siddi, Sini, Siris, Suelli, Tempio Pausania, Tissi, Tramatza, Turri, Uras, Usellus, Villanovaforru, Zeddiani, poi Consiglio regionale, Ersu Cagliari e Laore.

Il servizio ‘PagoPA’, previsto dal Codice dell’Amministrazione digitale, si trova  nel sito della Regione (https://pagamenti.regione.sardegna.it) ed è già integrato con il servizio di autenticazione Spid, con la Tessera sanitaria – Carta nazionale dei servizi, con lo Sportello unico dei servizi della Regione Sardegna e con il sevizio Digital Buras. A breve, è prevista l’integrazione con la piattaforma Sibar, che gestisce i principali servizi informatici dell’Amministrazione regionale.