22 June, 2026

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Sono stati conclusi i lavori di valutazione della giuria del Concorso Letterario “Premio Galante Oliva”, 1ª edizione. Gli elaborati ammessi a concorso sono risultati in totale 111 (centoundici);

L’elevato spessore degli elaborati finalisti del concorso, per le diverse categorie, ha spinto il presidente della giuria di esperti, prof. Giuseppe Cacciatore, Docente Emerito di Storia della Filosofia della UNINA “Federico II”, Accademico dei Lincei, a deliberare l’assegnazione di menzioni speciali e menzioni particolari ad alcuni degli elaborati ritenuti, in fase di valutazione, particolarmente significanti, pur non essendo risultati vincitori.

Di seguito l’elenco dei premiati suddivisi per le categorie a concorso e per la sezione particolare del concorso riservato alle scuole, “Piccoli Semi”:

SEZIONE EDITI:

1° PREMIO  Donne di carta”, di MARA CINQUEPALMI;

• MENZIONE SPECIALE  1948 – l’anno della svolta”, di MARIO AVAGLIANO;

• MENZIONE SPECIALE  Carlo Afan De Rivera”, di GIUSEPPE FOSCARI;

• MENZIONE SPECIALE  Lucri di guerra”, di FABIO ECCA;

• MENZIONE SPECIALE  La  tela degli svizzeri”, di ANGELO VERRILLO;

• MENZIONE PARTICOLARE  In alto a sinistra” di ALFONSO ANNUNZIATA;

• MENZIONE PARTICOLARE  Altri orizzontidi LUCIA PIERO;

• MENZIONE PARTICOLARE  Intrighi poliedrici  di IDILIO GALEOTTI.

SEZIONE INEDITI:

• 1° PREMIO  Siamo ciò che facciamo…”, di VINCENZO LIARDA

• MENZIONE PARTICOLARE  Racconti  di GIUSEPPINA ESPOSITO.

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Nella tarda mattinata, i carabinieri della compagnia di Carbonia hanno arrestato in flagranza di reato, P.P., originario di Desulo e residente a Carbonia, responsabile di detenzione illegale di arma clandestina. In particolare i carabinieri, nell’ambito di mirato servizi volti alla verifica della regolare detenzione delle armi, con specifico riguardo all’accertamento di eventuali responsabilità per illecita detenzione, hanno eseguito una perquisizione domiciliare. A casa dell’uomo, al quale era stato notificato a maggio scorso un divieto di detenzione armi emesso dalla prefettura di Cagliari, poiché i militari lo avevano sorpreso in circolazione mentre maneggiava una pistola taser, i carabinieri hanno rinvenuto, occultata all’interno di un vaso in vimini posto nel salotto, una pistola clandestina. L’arma detenuta illegalmente, calibro 6.35, di fabbricazione tedesca, era priva di matricola; le operazioni di perquisizione estese anche al veicolo dell’uomo hanno inoltre consentito di rinvenire nell’abitacolo dell’autovettura due bossoli esplosi calibro 3.80. I reperti, sui quali sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi, sono stati sequestrati, mentre l’arrestato è stato condotto al carcere di Uta, a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

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I carabinieri della Compagnia di Iglesias hanno arrestato un trentenne del capoluogo iglesiente con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti: l’uomo, a seguito di perquisizione domiciliare, è stato sorpreso in possesso di 18 dosi di cocaina. Si tratta di un disoccupato del posto, F.F., con precedenti di polizia per furto e rapina; i militari hanno approfondito i controlli dopo averne osservato le frequentazioni ed i movimenti, ritenuti sospetti, avvalorati anche dal fatto che si sostentasse senza avere una fonte di reddito legittima. Con questi presupposti i carabinieri delle stazioni di Nebida e Gonnesa, nella mattinata odierna, hanno proceduto ad una perquisizione domiciliare: l’uomo ha tentato in ogni modo di evitare il controllo, tanto da essere arrivato a lanciare la droga della finestra non appena accortosi della presenza dei militari. Nelle fasi concitate F.F. non deve aver fatto mente locale alla presenza del terrazzino e di una tettoia in prossimità della finestra, punto esatto in cui poi i carabinieri hanno ritrovato le numerose dosi di cocaina, che avrebbero potuto fruttare la somma di circa 1.000 €, oltre ad un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento; è stata rinvenuta anche una esigua somma di denaro contante, circa 45 €, comunque sequestrata, poiché non altrimenti giustificabile se non con l’attività illecita di cessione dello stupefacente. F.F. è stato arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa del processo con rito direttissimo che sarà celebrato lunedì 16 settembre,. presso il Tribunale di Cagliari.

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È una meningite da meningococco sierogruppo C il microrganismo che ha provocato il decesso della giovane di 24 anni ricoverata ieri pomeriggio nel reparto di Rianimazione del Santissima Annunziata dell’Aou di Sassari.

La struttura di Direzione di igiene e controllo delle infezioni ospedaliere nella tarda mattinata di oggi ha confermato la diagnosi posta durante la notte dalla Microbiologia dell’Azienda ospedaliero universitaria di viale San Pietro, identificando il tipo di meningococco responsabile.

«Questa mattinaspiega il professore Andrea Piana, responsabile della sezione di Epidemiologia molecolare – abbiamo completato le analisi che hanno confermato il meningococco di sierogruppo C. Adesso invieremo il ceppo isolato e i campioni biologici isolati all’Istituto superiore di Sanità che è il centro di riferimento nazionale per le meningiti.»

«Le diagnosi – ribadisce il professore Paolo Castiglia, direttore della struttura di Direzione di igiene e controllo delle infezioni ospedaliere dell’Aouhanno confermato che si tratta di un caso di meningococco di sierogruppo C, diverso da quelli registrati in precedenza nel nostro territorio. Peraltro è un microrganismo che è prevenibile con le vaccinazioni che vengono normalmente offerte dal servizio di Igiene pubblica dell’Ats Sardegna sia nell’infanzia che nell’adolescenza, oltreché nei soggetti a rischio. Questo caso rientra nella casistica degli eventi che ci si deve aspettare e non ci sono motivi per un allarme», conclude Paolo Castiglia.

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«La recente tracimazione del rio Siligheddu, uno dei tanti che attraversano Olbia, ci ricorda drasticamente la situazione di pericolo reale che incombe sui cittadini dalla tragica alluvione del 18 novembre del 2013. Tra poco più di due mesi saranno trascorsi sei anni da quella devastante giornata e ancora si aspetta una decisione definitiva sulla strada da percorrere per mettere in sicurezza Olbia e i suoi cittadini. Abbiamo assistito a una diatriba infinita incentrata su progetti alternativi, addirittura all’indizione di un referendum che avrebbe scaricato sui cittadini responsabilità tecniche e progettuali che dovrebbero essere in carico ai professionisti e ai politici.»

Lo scrive, in una nota, Nardo Marino, deputato del Movimento 5 Stelle.

«Sono state spese solo parole, ma neanche un euro dei fondi già disponibili – aggiunge Nardo Marino -. E’ doveroso ricordare che il primo atto integrativo tra ministero dell’Ambiente e Regione Sardegna, relativo alle “opere di mitigazione del rischio idraulico nel territorio comunale di Olbia”, è stato interamente finanziato. L’atto risale al 29 gennaio scorso. Si tratta di 125,3 milioni di euro, di cui 42,1 milioni a valere su risorse regionali. Ricordo che il progetto è suddiviso in quattro lotti. Il primo vale 25,3 milioni, disponibili già dal novembre 2015 e comprende le famose vasche di laminazione; il secondo, il terzo e il quarto lotto riguardano, invece, gli interventi sui corsi d’acqua Gadduresu (21 milioni, lotto 3), San Nicola (19,5 milioni, lotto 2) e Siligheddu (57,5 milioni, lotto 4). L’atto integrativo siglato nello scorso gennaio riguarda appunto il finanziamento dei lotti 2,3 e 4 per un ammontare complessivo di 98 milioni. I restanti 2 milioni, necessari per raggiungere l’importo finale di 125,3 milioni, sono stati stanziati con un altro provvedimento. Ricordo anche che il lotto 1, nonostante i fondi siano disponibili da ben quattro anni, risulta ancora in corso di progettazione. Ora Olbia vive un doppio rischio: vedere svanire i finanziamenti elencati a causa del tergiversare delle istituzioni, locali e regionali, e quello di subire ancora dei danni dalle piogge che arriveranno. In tutti questi anni, la città è stata costretta a fare i conti con la paura di essere nuovamente bersaglio di eventi climatici tanto improvvisi quanto frequenti sapendo di essere ancora vulnerabile – conclude Nardo Marino -. E’ arrivato il momento di prendere una decisione.»

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Il racconto di una Sardegna poco visibile, attraverso un viaggio in siti e paesi di particolare impatto emozionale, rivisitati mediante gli interventi di un gruppo di artisti non direttamente legati al territorio. Si chiama Magic Bus il progetto ideato dalla cooperativa cagliaritana Vow Day: una residenza artistica itinerante, concepita per sviluppare la conoscenza del patrimonio narrativo popolare esistente nelle piccole comunità dell’isola, e rendere visibile la realtà e le storie legate al territorio e ai suoi abitanti.

Con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Collinas, e in collaborazione con Sardex, Magic Bus fa base, da mercoledì scorso, e per quattro giorni, nel paese della Marmilla con l’obiettivo di creare una narrazione che prendendo spunto da fatti storici – alcuni dei quali avvenuti tra l’8 settembre 1943 e la primavera successiva, oltre a altri eventi riguardanti il territorio – potesse essere rielaborata da artisti professionisti non direttamente legati al territorio – in questo caso un regista documentarista e un graphic novelist, Renato Chiocca e Andrea Ferraris – per culminare nella realizzazione di un cortometraggio e di una graphic novel.

L’individuazione di Collinas e dell’area urbana circostante come sede della residenza è motivata dalla presenza di elementi di particolare interesse, come la valenza storica e architettonica del borgo, la sua contiguità con siti di rilevanza archeologica e ambientale, oltre all’eredità culturale e filosofica del suo cittadino più illustre, Giovanni Battista Tuveri.
Nei tre giorni di residenza, e con la preziosa collaborazione degli abitanti del paese, sono stati elaborati i materiali che saranno presentati in anteprima, e naturalmente in una versione non ancora definitiva, domani, sabato 14, nel corso della giornata finale. La proiezione dei contenuti video, alla presenza dei due autori, Renato Chiocca ed Andrea Ferraris, è in programma alle 18.30 nella sala Ex Monte Granatico, in apertura di una serata che conta altri appuntamenti in scaletta: cibi e gusti della tradizione alle 20.00 in piazza G.B. Tuveri; un’installazione audiovisiva di Emanuele Bardi e Paolo Pastorino alle 21.30 nel Chiostro del Municipio; un concerto del gruppo Mambo Django, alle 22.30 in piazza G.B. Tuveri; e, in chiusura, un solo set di Stefano Cherchi: a mezzanotte all’ex Monte Granatico.

 

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Ieri un solo incendio, in Sardegna, ha richiesto l’intervento del mezzo aereo del Corpo forestale.

Alle ore 15.20, nelle campagne di Olbia, in località “San Nicola”, è intervenuto un elicottero proveniente dalla base del Corpo forestale di Limbara. Le operazioni di spegnimento sono state dirette dal Corpo forestale della stazione di Olbia coadiuvata dagli elitrasportati, dalla pattuglia forestale di Padru, 1 squadra di vigili del fuoco, 1 di volontari, 3 squadre di Forestas, i carabinieri di Olbia per la viabilità. L’incendio ha bruciato una superficie limitata limitrofa al centro abitato. Le operazioni di spegnimento, grazie al tempestivo arrivo delle squadre sul posto, si sono concluse alle ore 16.50.

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Al fine di consentire lo svolgimento in sicurezza della Festa della Beata Vergine Addolorata, in corso di svolgimento, il sindaco di Carbonia, Paola Massidda, ha disposto fino a domenica 15 settembre, dalle ore 18.30 fino all’1 del mattino del giorno successivo, la chiusura del traffico veicolare in via Liguria, nel tratto compreso tra via Umbria (piazza Marinai d’Italia) e via Lombardia; via D’Annunzio, nel tratto compreso tra via Messina e via Liguria.
Domenica 15 settembre è prevista la chiusura del traffico veicolare dalle ore 18.00, in concomitanza con il passaggio della processione religiosa, nelle seguenti strade: via Liguria, via Umbria, via Costituente, piazza Repubblica, via Dalmazia (lato interno in prossimità del Supermercato CRAI), via Barbagia, via D’Annunzio.

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Mons. Giovanni Paolo Zedda, vescovo della diocesi di Iglesias, interviene sulla vicenda dello stabilimento RWM di Domusnovas.

«Con dispiacere e con grande apprensione ho appreso degli imminenti licenziamenti alla RWM di Domusnovas per la riduzione di commesse, conseguente alle decisioni ministeriali sul traffico d’armi verso l’Arabia Saudita.

Con questa prospettiva non vince nessuno.

Non vince lo Stato, che pensa di aver risolto il conflitto costituzionale con un intervento vago e con modalità che sanno di atteggiamento pilatesco.

Non vince il Comitato per la riconversione RWM, perché il loro progetto rimane incompiuto nella sola rivendicazione, finora teorica, di una riconversione.

Non vince un certo tipo di pacifismo ideologico, perché la pace resta lontana e purtroppo laggiù si continuerà a morire.

Così sono perdenti, unicamente e malamente, le maestranze in odore di licenziamento, senza neppure il conforto, per molti, degli ammortizzatori sociali.

Sono ben lontano dal perorare un ritorno alla situazione precedente e riconfermo nella loro interezza le considerazioni espresse varie volte nei mesi scorsi.

Come Vescovo della Chiesa Diocesana sento il dovere di esprimere il più preoccupato dissenso nei confronti della gestione del problema, a mio giudizio assai approssimativa ed unilaterale e non adeguata alla doverosa tutela del diritto ad un lavoro degno per tutti.

Esorto pertanto la Politica a non limitarsi al mero blocco, peraltro limitato nel tempo, delle esportazioni belliche, ma a ideare progetti immediati di sostegno ai lavoratori e a preparare ipotesi serie di riconversione e di progresso, con attenta responsabilità per lo sviluppo dell’intero territorio.

Invito il Comitato per la riconversione RWM a non pensare di aver già raggiunto un risultato positivo, ma a continuare a spendersi con determinazione per una seria ricerca di valide e urgenti soluzioni lavorative, anche per non sentirsi pericolosamente addosso il fiato dei diseredati e delle loro famiglie.

Invito, infine, la stessa RWM, nel rispetto delle sue competenze, a indirizzare produzione e progetti di ampliamento verso manufatti eticamente sostenibili e a sentire la responsabilità di una tutela del diritto al lavoro per i propri dipendenti, con attenzione non solo ad una professionalità tecnica, né tanto meno nell’unica ricerca del profitto economico, ma anche all’offerta di un’occupazione finalizzata alla dignità personale e sociale di ogni lavoratore.

Faccio pressante appello a tutta la Chiesa diocesana perché si unisca nella preghiera e nell’aiuto fraterno verso i lavoratori e le loro famiglie attualmente in difficoltà.»

Iglesias, 13 settembre 2019

+ Giovanni Paolo Zedda

Vescovo di Iglesias

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Sulla vicenda RWM il leader di Sardegna Pulita, Angelo Cremone, grida all’irresponsabilità politica di Governo regionale e nazionale.
L’uomo contro l’uomo, questo è quanto riesce a realizzare il Governo regionale della Sardegna al pari del Governo nazionale – secondo Angelo Cremone -, su quello che definisce il vergognoso caso della fabbrica bombe RWM di Domusnovas.
«Vuoi lavorare in Sardegna per dar da mangiare alla tua famiglia? – aggiunge Angelo Cremone -, allora devi costruire bombe che serviranno a massacrare altri esseri umani innocenti, bambini, donne e uomini. A distanza di oltre quattro anni dal nostro impegno civico contro la produzione di ordigni di morte nella fabbrica RWM di Domusnovas, per una riconversione di quel lavoro malato e l’indifferenza e complicità politica regionale e nazionale, hanno solo prodotto il risultato di mettere “Uomo contro Uomo”, di creare lo scontro, una guerra locale tra poveri, non impegnandosi minimamente, neanche ad accennare la possibilità di discutere politicamente, progetti di lavoro alternativi, evitando così di dare dispiacere alla multinazionale Rehimetall ed i suoi lauti guadagni.»
«E tutto ciò – sottolinea ancora Angelo  Cremone – nonostante la Comunità Europea mette a disposizione finanziamenti pubblici per le aziende che intendono riconvertire proprie produzioni dall’uso militare ad uso civile. Ancora non c’è stato nessun impegno  del Governo nazionale a tal fine dopo il voto alla Camera dei Deputati, evitando di mettere a disposizione un capitolo di spesa per la riconversione della fabbrica, dopo la farsa del blocco temporaneo dell’esportazione bombe RWM all’Arabia  Saudita, vergognandosi anche soprattutto di rendere noto il “dispositivo a tempo” del Governo, dove prescrive i termini che impongono alla RWM il blocco esportazione bombe all’Arabia Saudita.»
«Questa – conclude Angelo Cremone – è la trasparenza di un Governo che non ha nessuna intenzione di assumere una posizione chiara e netta, facendosi attore principale e svolgendo un ruolo determinante ,soprattutto per una forma di rispetto nei confronti di tutte quelle vittime innocenti che hanno pagato con la vita a causa di una Guerra sporca, dove a farla da padrona sono sempre le superpotenze, ma è in questa situazione che ci si augura che questo mercato di morte abbia fine!»
Armando Cusa