22 June, 2026

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E’ arrivata al giro di boa, a Nuxis, presso la grotta di Acquacadda, la prima campagna di scavo archeologico diretta dal professor Riccardo Cicilloni, docente e ricercatore di Preistoria e Protostoria presso il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Cagliari in collaborazione con la prof.ssa Elisabetta Marini del Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente. Lo scavo proseguirà per tutto il mese di settembre.

Le attività di scavo e ricerca sono state rese possibili grazie alla concessione di scavo da parte del MIBAC – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e si svolgeranno con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e del comune di Nuxis, con il supporto tecnico dell’Associazione Speleo Club Nuxis, che gestisce l’area, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e per le province di Oristano e del Sud Sardegna.

Questa mattina abbiamo visitato la grotta durante l’esecuzione dei lavori, ed abbiamo intervistato il professor Riccardo Cicilloni; l’archeologo Marco Cabras; Cristina, una del gruppo di allievi che partecipano alla campagna di scavo; Viola, una del gruppo degli ospiti della Comunità riabilitativa Sa Nuxi, che partecipano alla campagna di scavo nei servizi di accoglienza ai visitatori; Roberto Curreli, presidente dello Speleo Club di Nuxis.

Pubblichiamo le interviste nell’ordine indicato, in rapida successione.

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10220348590172795/

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10220348673454877/

            

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Riparte la mobilitazione del mondo agro-pastorale sardo. La presidente regionale di Più Sardegna, Valentina Manca, ha diffuso una nota con la quale vengono chiamati a raccolta tutti gli operatori e i consumatori della filiera agro alimentare della Sardegna.

«Chiediamo che le forniture di latte agli industriali siano regolate da un contratto triennale basato sul costo di produzione medio del litro di latte stabilito convenzionalmente in 1,12 € + IVA, che consideri il valore della prestazione lavorativa del nucleo familiare dell’allevatore in misura fissa ed equivalente a 0,60 €// litro; pretendiamo dalla nuova ministra delle Politiche Agricole, l’introduzione e l’applicazione nell’ordinamento nazionale di quanto già previsto, al riguardo, dall’art. 148 del Regolamento del Parlamento Europeo n. 1308/2013″, ed in particolare dal paragrafo 2 lettera ” i “ – si legge in una nota – Approviamo un piano di regolazione dell’offerta del pecorino romano fondato su presupposti diversi: le quote di produzione assegnate agli allevatori.»

L’associazione ha convocato la seconda assemblea generale che si svolgerà a Tramatza domenica 15 settembre 2019, alle ore 10,30, nella sala congressi dell’Hotel Anfora c/o distributore della ESSO, con la partecipazione dell’assessore dell’Agricoltura, Gabriella Murgia.

All’ordine del giorno la condivisione ed approvazione dei seguenti  punti:

  1. – Integrazione, ufficializzazione ed attivazione del direttivo regionale degli allevatori della Sardegna, istituito nella precedente assemblea, che rappresenti, in modo unitario, l’intera categoria nell’incontro urgente richiesto alla nuova ministra delle Politiche Agricole on.le Teresa Bellanova.

Al direttivo sarà affidato il compito di portare avanti con forza, nei tavoli tecnici e della programmazione, le rivendicazioni della categoria, affermando la necessità urgente ed inderogabile di introdurre nel sistema nazionale la tipologia contrattuale prevista ma fino ad oggi non adottata, dall’art. 148 del Regolamento (UE) N. 1308/2013 del parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 che offre agli stati membri, la possibilità di stabilire che «le consegne di latte crudo da parte di un agricoltore ad un trasformatore di latte crudo devono formare oggetto di un contratto scritto fra le parti, che rispetti quanto previsto dal paragrafo 2 lettera “i”.

Il contratto riguarda esclusivamente le forniture di latte agli industriali caseari, mentre non è necessario mettere a punto un contratto e/o un’offerta di contratto se l’agricoltore consegna il latte crudo a una cooperativa della quale è membro.

2) Approvazione dei criteri e presupposti su cui si fonda il Piano di regolazione dell’offerta del Pecorino Romano D.O.P. predisposto da “PIU’ SARDEGNA, alternativo a quello proposto dal Consorzio di Tutela, che molte cooperative hanno già rigettato ritenendolo inadeguato. Quote di produzione assegnate agli allevatori; consapevolezza ed approvazione  preventiva degli orientamenti produttivi della cooperativa; affidamento del controllo della gestione della produzione degli allevamenti .

3) illustrazione dei presupposti normativi su cui si fonda la legittimità della richiesta di introduzione nell’ordinamento di un contratto che regoli le forniture di latte ai trasformatori industriali, applicando le norme di un regolamento già in vigore del quale, guarda caso, l’unica disposizione che fino ad oggi si è ritenuto di dover applicare è quella  prevista dall’art. 150 (reg. UE 1308/2013) che riguarda i “Piani di Regolazione dell’Offerta dei formaggi a D.O.P.”.

4) il punto sulle iniziative assunte dalla parte politica in un ottica di risoluzione della vertenza.

Nel frattempo si invitano i soci delle cooperative casearie a richiedere  ai presidenti delle rispettive cooperative di sospendere l’approvazione del piano di regolazione dell’offerta predisposto dal Consorzio, in attesa di valutazione della alternativa proposta di Più Sardegna.

«Sta iniziando la nuova stagione produttiva, non possiamo permetterci di affrontarla come in passato all’insegna dell’incertezza – affermano Valentina Manca, presidente dell’Associazione ed Alessio Atzeni, Antonio Scanu, Roberto Mulvoni e Antonello Brodu, allevatori componenti del direttivo, che esprimono solidarietà nei confronti dei produttori di pesche di San Sperate, costretti a dare ai animali gran parte del prodotto, invenduto per la concorrenza di quello estero -. Il passar del tempo consente agli industriali di sfruttare la debolezza finanziaria degli allevatori costretti in questo periodo in cui non ci sono entrate, ad affrontare cospicue anticipazioni che li induce, inevitabilmente, ad accettare le caparre offerte dagli industriali, vincolandosi a questi ultimi. Solo con l’affiancamento di tutti i gruppi di allevatori che si sono impegnati portando avanti le istanze comuni, è possibile risolvere il problema. Non capiamo perché lasciandosi trasportare da sentimenti opposti a quelli necessari per portare avanti uniti le legittime rivendicazioni, i gruppi del Nord Sardegna stiano rischiando di vanificare gli sforzi che Piu’ Sardegna sta compiendo nell’interesse di tutti.»

«Ribadiamo di voler:

– condividere con tutti gli allevatori le nostre proposte;

– definire con atti concludenti il lavoro avviato dai gruppi spontanei, come noi senza bandiera, e stringendoci la mano, unire gli sforzi per il raggiungimento dell’obiettivo comune.

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«La Giunta regionale garantirà la massima attenzione per cercare di risolvere il problema delle specie animali nocive, come le cornacchie.»

E’ quanto ha affermato l’assessore regionale dell’Ambiente, Gianni Lampis, sentito oggi in audizione in Quinta commissione (Attività produttive), presieduta da Piero Maieli (Psd’Az), sulla proposta di legge n. 45 (Maieli e più) “Modifica dell’articolo 6 della legge regionale 29 luglio 1998, n. 23 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio della caccia in Sardegna)”.

L’assessore dell’Ambiente ha spiegato che la sentenza n. 217 del 2018 della Corte Costituzionale ha messo dei paletti importanti per l’abbattimento dei cosiddetti animali nocivi, ossia cornacchie e cinghiali, che possono essere effettuati soltanto dai proprietari o conduttori dei fondi. Gianni Lampis ha evidenziato che l’assessorato sta valutando una serie di iniziative per venire incontro ai proprietari dei terreni, danneggiati dalle specie nocive, sia dal punto di vista dell’abbattimento sia dal punto di vista del risarcimento dei danni. Nel corso del Comitato faunistico regionale sono arrivate, inoltre, le richieste da parte delle associazione agricole per risolvere il problema delle cornacchie, in particolare nel territorio sassarese, in quello oristanese e in parte del Campidano: «Abbiamo deciso, già nelle giornate di pre apertura del calendario venatorio del 3 e del 5 settembre – ha aggiunto Gianni Lampis – oltre alla caccia alla tortora, di consentire la caccia alle cornacchie, proprio per dare un segnale di vicinanza al mondo agricolo e permettere a chi esercita l’attività venatoria di essere d’aiuto agli imprenditori». L’assessore ha, poi, chiesto alla Commissione qualche giorno per poter analizzare il testo di legge con gli uffici dell’Assessorato.

«Ribadisco la necessità urgente di normare questa materia – ha detto il presidente Piero Maieli – sia perché non abbiamo gli strumenti per combattere i danni da animali selvatici, come il cinghiale, la cornacchia e il cormorano, sia perché c’è la necessità di monitorare le patologie trasmesse da questi animali.»

L’abbattimento delle cornacchie consente, infatti, di monitorare la diffusione di malattie come la West Nile Disease, mentre quello dei cinghiali la trichinellosi.

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La spiaggia di Tuerredda, nel comune di Teulada, tra l’8 e l’11 settembre ha ospitato un evento privato sul quale le associazioni ambientaliste hanno espresso forte preoccupazione.

Sull’impatto ambientale di mezzi e strutture impiegate e sulle autorizzazioni concesse dagli enti 8 consiglieri del centrosinistra chiedono verifiche alla Regione con un’interrogazione depositata in Consiglio regionale.

«Quanto accaduto nella spiaggia di Tuerredda è allarmante – spiega Laura Caddeo, consigliera regionale dei Progressisti – non solo per l’elevato valore ambientale del sito, ma per la facilità con cui un pezzo pregiato di Sardegna possa essere utilizzato come uno sterrato privo di valore.»

«Chiunque abbia a cuore la salvaguardia dei nostri habitat – sottolinea Laura Caddeo – non può rimanere indifferente di fronte all’aggressione subita da una porzione di territorio estremamente sensibile e delicata, consentita anche con l’assenso delle istituzioni. Chiediamo alla Giunta regionale di verificare chi abbia responsabilità su quanto avvenuto, sia nelle autorizzazioni rilasciate che nei controlli da predisporre perché tutto si svolgesse effettivamente a norma di legge.»

«Per i Progressisti  – conclude Laura Caddeo – la salvaguardia dei beni ambientali e paesaggistici non può essere delegata esclusivamente alla sensibilità e alla buona volontà di cittadini e associazioni di tutela ambientale. Le istituzioni, di ogni livello, devono fare di più e meglio su questo tema, e attrezzarsi per praticare la salvaguardia dell’ambiente in ogni attività di loro competenza.»

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Gli endocrinologi ed i neurochirurghi di tutta la Sardegna uniti contro il tumore dell’ipofisi. È l’ambizioso progetto che parte da Cagliari Policlinico Duilio Casula e dal Brotzu e che si allarga a tutta l’Isola. Un pdta (percorso diagnostico terapeutico assistenziale) che verrà presentato domani, sabato 14 settembre nell’Hotel Su Baione di Abbasanta (inizio 9,30).

L’idea è partita da Andrea Loviselli, direttore della struttura complessa di endocrinologia dell’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari, e da Andrea Conti che guida la struttura complessa di Neurochirurgia del Brotzu.

L’obiettivo, spiegano gli organizzatori, è mettere insieme «un team di endocrinologi di tutta la Sardegna (Francesca Pigliaru – AOU Cagliari; Nicola Desogus Ospedale “Brotzu”; Paolo Epaminonda – ASSL Cagliari; Giuseppe Fanciulli e Francesca Badessi – AOU Sassari) che si confronti e collabori  con radiologi, oculisti, otorinolaringoiatri, neurologi, radioterapisti sulla patologia  tumorale ipotalamo ipofisaria,  in particolare Acromegalia e Sindrome di Cushing».

L’obiettivo del convegno è quello di promuovere l’informazione anche tra i medici di famiglia per arrivare a una diagnosi più precoce, illustrare le strategie di trattamento e garantire ai pazienti sardi uno standard di diagnosi e cura ottimali, nell’ambito della regione. Il Convegno costituisce un importante momento d’incontro tra medici specialisti di diverse strutture ospedaliere, ambulatoriali e medici di base della Sardegna.

«Si tratta di patologie che hanno un alto impatto sulla qualità di vita – spiegano Francesca Pigliaru e Nicola Desogus – perché possono dare luogo a specifiche sindromi da iperproduzione di diversi ormoni e perché si tratta di tumori  che crescono in un punto delicato alla base del cervello con possibile riduzione della vista o interferenze con i centri della fame e della sazietà. Ci sono molte possibilità terapeutiche a disposizione per i pazienti affetti da patologie ipofisarie: la prima rimane, quando possibile, quella chirurgica perché l’intervento del neurochirurgo in presenza di un tumore circoscritto può permettere la guarigione completa. Quando l’opzione chirurgica non è possibile il paziente viene sottoposto a terapia medica e in alcuni casi anche radioterapia.»

 

 

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«Una grande soddisfazione la forte partecipazione di sindaci, assessori e consiglieri comunali dei territori del Mejlogu, Goceano, Logudoro, Coros a sostegno della battaglia per l’inserimento del principio di insularità in Costituzione», questo il commento a caldo di Aldo Salaris, coordinatore e consigliere regionale dei Riformatori Sardi, partito che prima di altri ha portato avanti l’iniziativa che ha poi coinvolto in maniera trasversale tutte le forze politiche della Sardegna.
Aldo Salaris ha lanciato l’appello al quale hanno risposto i sindaci di Bonorva, Bono, Thiesi, Cossoine, Semestene, Ardara, Torralba, Bonnanaro, Semestene, Banari, Bessude, Borutta, Cheremule, Pozzomaggiore, Padria, Ploaghe, Nughedu San Nicolò, Romana, Ittireddu. Insieme questa mattina a Bonorva per un incontro sul tema dell’insularità.
«Essere un’Isola ci porta a sostenere costi altissimi per i trasporti come anche per l’energia; lo Stato non può pensare di non compensare questo gap su infrastrutture e servizi. I nostri conterranei scappano ed il fenomeno dello spopolamento sta diventando una piaga inarrestabile. Roma non può continuare a fare la furba – conclude Aldo Salaris – ci spettano i soldi per coprire lo svantaggio naturale derivante dall’insularità!»

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«Posso rassicurare che non ci sono nuovi elementi o variazioni che possano causare un aggravio dei costi sostenuti dalle famiglie per l’erogazione e la gestione del trasporto scolastico degli alunni.»

Lo ha assicurato l’assessore regionale della Pubblica Istruzione, Andrea Biancareddu che, con una circolare esplicativa indirizzata ai Comuni della Sardegna e all’ANCI, ha voluto chiarire tutti i dubbi sorti sull’organizzazione del servizio di trasporto scolastico per l’anno 2019-2020. L’assessore Andrea Biancareddu ha confermato che la copertura finanziaria del servizio di trasporto scolastico degli alunni, gestito dai Comuni con i fondi regionali disponibili e appositamente erogati anche con l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica, resta invariata. Il servizio di trasporto scolastico e le relative tariffe non è interessato da alcuna novità che possa determinare nuovi e ulteriori vincoli rispetto a quelli esistenti nei precedenti anni scolastici. Andrea Biancareddu ha poi evidenziato che nell’ottica di facilitare il raggiungimento delle sedi scolastiche, si stanno assegnando ai Comuni che ne hanno fatto richiesta, le risorse per l’acquisto degli scuolabus, scorrendo le graduatorie esistenti. Successivamente si procederà alla pubblicazione di un nuovo bando. Interessati i Comuni in cui non è presente la scuola dell’infanzia statale o non statale paritaria, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado. Comuni nel cui territorio, pur essendo presenti le scuole dell’infanzia o primarie e secondarie di primo grado, sono ricomprese frazioni geografiche in cui in passato erano presenti scuole e nel cui territorio sono residenti studenti a cui deve essere erogato il servizio di trasporto scolastico.

 

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Un sub è rimasto gravemente ferito in un’esplosione verificatasi in un centro immersioni di Quartu Sant’Elena. L’episodio è avvenuto nelle prime ore di questo pomeriggio, con il forte boato che ha scatenato il panico tra gli abitanti dei quartieri di Foxi e S’Oru e Mari, nel litorale quartese. Scattato l’allarme, una pattuglia dei carabinieri della Sezione Radiomobile di Quartu Sant’Elena, iè intervenuta nella sede del centro immersioni EXPLORERS TEAM DIVE CENTER, sito nei pressi dell’Hotel Setar, dove una persona è rimasta gravemente ferita a seguito dell’esplosione del compressore ricarica bombole subacquee. Prontamente soccorso dal 118, l’uomo, un allievo tirocinante sub di 40 anni, residente a Dolianova, ha riportato ustioni di primo, secondo e terzo grado, in varie parti del corpo. Le condizioni gravissime ne hanno richiesto il trasporto urgente presso il Policlinico di Monserrato. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco che hanno provveduto a mettere in sicurezza tutta l’area interessata dall’esplosione e che, unitamente ai tecnici dello Spresal – Servizio regionale di prevenzione degli ambienti di lavoro dell’Asl di Cagliari – stanno ricostruendo la dinamica che ha provocato l’esplosione.

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I carabinieri di Cagliari hanno arrestato un 46enne di Carloforte per aver aggredito il titolare di un noto bar del Quartiere del Sole, a Cagliari.

In evidente stato di alterazione per abuso di alcol, l’uomo ha insultato e molestato il proprietario del bar, nella serata di mercoledì, intimorendo peraltro gli avventori presenti. L’intervento di un militare dell’Arma, in quel momento libero dal servizio, intervenuto con l’ausilio di un equipaggio della sezione radiomobile nel frattempo inviato dalla Centrale operativa della Compagnia dei carabinieri di Cagliari, ha scongiurato ulteriori conseguenze.

L’uomo, nonostante l’intervento dei militari, ha continuato ad insultare e minacciare questi ultimi, anche dopo essere stato tradotto presso la vicina stazione di San Bartolomeo, a Cagliari. Nel corso della perquisizione in caserma, i carabinieri hanno rinvenuto sull’uomo gli occhiali precedentemente sottratti al proprietario del locale.

Scattate le manette, l’arrestato è stato prima tradotto nelle celle del Comando provinciale e poi accompagnato davanti al giudice che, dopo aver convalidato la misura restrittiva, lo ha rimesso in libertà. L’indagato dovrà rispondere di diversi reati, tra i quali resistenza, oltraggio, minacce a pubblico ufficiale, furto e rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale.

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Tirocini extracurriculari, per favorire l’ingresso o il reingresso nel mercato del lavoro, voucher rivolti alle persone già occupate o disoccupate per la formazione mirata, la specializzazione, la riqualificazione o la riconversione professionale e bonus occupazionali, per incentivare le imprese che assumano giovani e disoccupati. Sono questi i tre strumenti messi in campo e cuore del programma pluriennale di politiche attive del lavoro approvato dalla giunta regionale su proposta dell’assessore del Lavoro, Alessandra Zedda. Il programma denominato “TVB Sardegna LavORO” (che unisce gli acronimi Tirocini, Voucher, Bonus agli obiettivi stessi del programma Orientamento, Rafforzamento delle competenze e Occupazione) ha una dotazione finanziaria di 73,6 milioni di euro suddivisi nel quadriennio 2019-2022.

«Le misure individuate nel programma – spiega l’assessore del Lavoro – sono state pensate a beneficio di tanti sardi, occupati e disoccupati, giovani e meno giovani. La Formazione e il taglio del costo del lavoro, sono finalità imprescindibili per l’occupazione nel nostro territorio.»