Domani, venerdì 27 settembre, a partire dalle ore 9,00, si terrà al T-Hotel, in via dei Giudicati, 66, a Cagliari, l’evento di presentazione del progetto Me.Co.
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La Cisl Scuola di Sassari, in linea con l’impegno assunto dalla Cisl e dalla Cisl Scuola nazionali, sposa apertamente il nobile fine della settimana sul clima e dà avvio ad una serie di attività sul tema. Il prossimo 27 settembre, nella prima giornata di mobilitazione del sindacato a favore della sostenibilità ambientale, inizierà un percorso di attività semplici e concrete che coinvolgeranno le scuole della provincia di Sassari. Saranno promossi incontri con i bambini, con le famiglie e con tutto il personale scolastico. Tutte le iniziative in programma saranno “plastic free”: la necessità di ridurre il consumo della plastica sarà il tema portante delle giornate dedicate alla corrette abitudini ambientali. Gli alunni delle scuole coinvolte, futuri cittadini del mondo, verranno sensibilizzati sul tema attraverso un coinvolgimento diretto in attività “green”.
Si inizia venerdì 27 settembre, alle 10.00, con la donazione degli alberi e delle piante – forniti dall’Ente Foreste alla Cisl scuola – ai bambini della scuola dell’infanzia dell’Istituto Comprensivo San Donato, plesso Fabrizio De Andrè, via Artiglieria 16 a Sassari. Gli alberi, alcuni altri circa due metri- verranno piantumati nel cortile della scuola dando così il via ad un percorso di attenzione e protezione dell’ambiente che proseguirà durante tutto l’anno scolastico.
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Domenica 29 settembre è in programma, a Settimo San Pietro, una passeggiata cicloturistica non competitiva a velocità controllata, organizzata da Prometeo AITF ODV e Confraternita della Misericordia con il patrocinio del Comune.
L’iniziativa mira a promuovere l’attività fisica, la donazione degli organi e la solidarietà, ma anche a valorizzare le attrattive locali.
Parteciperanno alla pedalata anche alcuni atleti che hanno gareggiato ai Giochi mondiali per trapiantati (WTG), disputati a Newcastle (GB) ad agosto.
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La messa a dimora di alberi e piante nell’area metropolitana di Cagliari per sensibilizzare i giovani e le pubbliche amministrazioni.
A.R.K.A. Eventi Culturali, in collaborazione con latestata.info ed altre associazioni, partecipa alla chiamata di “No Planet B” con un progetto intitolato “Amico Albero”.
Una dozzina di progetti da tutta Italia si sfidano e concorrono al budget di 100.000 euro.
Ormai tutto il mondo si è reso conto dell’emergenza climatica che vive il pianeta. Testimonial eccezionali come Greta Thunberg e papa Francesco continuano a fare la loro parte, nonostante si registri la miopia di alcuni governi come quelli brasiliano, statunitense e cinese, tra i maggiori inquinatori mondiali.
L’Italia partecipa al Climate Action Summit dell’ONU indetto dal presidente Antonio Guterrez.
L’obiettivo è quello di ridurre le emissioni entro il 2030: meno carbone e centrali di vecchio tipo.
Ma esiste anche una emergenza plastica, una emergenza effetto serra, lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento del livello del mare.
Le specie animali e vegetali a rischio.
Un problema alimentare e di acqua che scarseggia.
La bomba demografica e la migrazione di massa di popolazioni da un continente all’altro.
NoPlanetB lancia un concorso di idee e una gara di video per moltiplicare nelle città metropolitane italiane le zone di verde pubblico.
A.R.K.A.
Eventi Culturali, da sempre sensibile alle tematiche ambientali portate all’attenzione del pubblico attraverso il Festival Letterario San Bartolomeo (due titoli su tutti, “Il Sud puzza” di Pino Aprile e “Goodmorning diossina” di Angelo Bonelli), partecipa col progetto “Amico Albero”.
Il progetto, nel caso fosse selezionato dalla giuria, verrà sviluppato in un comune dell’area metropolitana di Cagliari che metterà a disposizione della cittadinanza uno spazio pubblico dove verranno messe a dimora delle piantine o degli alberi.
Inoltre sarà possibile sensibilizzare i giovani delle scuole elementari e delle scuole medie attraverso un concorso di disegni riguardanti il tema degli spazi verdi urbani.
La prima fase si concluderà il 3 ottobre, da qui l’appello a votare e far votare il progetto “Amico Albero”.
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Il 27 settembre, al Teatro Si ‘e Boi di Selargius, nuovo appuntamento autunnale con “WallPaper” di Sara Angius per “Logos/Cortoindanza. Un ponte verso l’Europa”, rassegna internazionale di danza contemporanea diretta da Simonetta Pusceddu.
I diversi stati dell’anima umana, la debolezza le paure e le preoccupazioni che si tenta di nascondere. Un intreccio di vite diverse che cela le inclinazioni segrete della propria anima e le proprie ferite lacere, nella coreografia “WallPaper” di Sara Angius che debutta il 27 settembre al Teatro Si’ e Boi di Selargius, alle 20.30, per la rassegna internazionale “Logos/Cortoindanza. Un ponte verso l’Europa” diretta da Simonetta Pusceddu. «Se uno non vede la ferita lacera, uno non vede niente più!», spiega la coreografa e danzatrice. Il microcosmo dai dintorni chiusi e limitati, diviene la scena tragicomica delle relazioni tra caratteri eccentrici che disputano con le loro inibizioni, le frustrazioni e le follie. Un dialogo nel quale ciascuno deve dichiararsi e svelare sensazioni che non di solito si rivelano. Con Sara Angius, Loretta D’Antuono, Stefano Roveda e Lucrezia Maimone. Progetto in co-organizzazione con la Cedac.
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I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Vito, nel corso della mattinata di ieri impegnati nel servizio di pattugliamento del 112 Pronto Intervento, hanno arrestato in flagranza di reato un giovane 30enne, originario di Villasimius. L’uomo nel corso della mattinata di ieri mentre si trovava a Muravera sulla centralissima Via Roma, proprio davanti all’ingresso dell’Ospedale San Marcellino, al passaggio di un autobus di linea A.R.S.T. in servizio giornaliero tra San Vito e Muravera ha occupato la carreggiata stradale costringendo l’autista ad un’improvvisa frenata. Il giovane, inveendo senza motivo contro il conducente. si è aggrappato ai due tergicristallo danneggiandoli e di conseguenza spaventando l’autista che fortunatamente aveva appena fatto scendere alla fermata i pendolari e gli utenti dell’ospedale. L’autista scosso per l’episodio e per le urla del giovane, si è chiuso all’interno dell’autobus, interrompendo la tratta mentre i militari, fortunatamente lì vicino per il consueto controllo degli obiettivi di interesse pubblico e delle aree maggiormente frequentate dalla cittadinanza, hanno immediatamente fermato il giovane impedendo che potesse arrecare altri danni. Dopo le consuete attività di identificazione, l’uomo è stato accompagnato presso il Comando di San Vito e, successivamente, trasferito in stato d’arresto presso le camere di sicurezza del Comando Provinciale Carabinieri di Cagliari, in attesa dell’udienza di convalida disposta dall’Autorità Giudiziaria di Cagliari in cui dovrà rispondere di danneggiamento e interruzione di pubblico servizio o di pubblica utilità.
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Il deputato del M5S Nardo Marino ha presentato un’interrogazione al Governo in commissione Trasporti a Montecitorio per conoscere lo stato di avanzamento dei lavori sulla strada provinciale 38 bis e – in particolare- sulla ricostruzione del ponte di Monte Pino crollato il 18 novembre del 2013 sotto la furia del ciclone Cleopatra. Si tratta di una situazione molto importante per il nostro territorio, che non può essere trascurata. Sei anni fa tre persone sono morte a seguito del crollo del ponte e, da allora, due centri importanti del nord Sardegna come Olbia e Tempio sono privi di un collegamento infrastrutturale importante.
In risposta all’interrogazione urgente dell’on. Nardo Marino, il Ministero ha confermato che molto presto si potranno riavviare i lavori. L’Anas ha confermato di aver avviato la procedura di risoluzione del contratto nei confronti dell’impresa appaltatrice IMP Costruzioni Generali di Carloforte e che prevede di ultimare le attività relative alla redazione dello stato di consistenza entro la fine del prossimo mese di ottobre. Successivamente, sarà possibile interpellare la seconda impresa in graduatoria e quindi si potrà procedere alla stipula del contratto di subentro e alla ripresa dei lavori.
«Recentemente ho effettuato un sopralluogo sul posto, in accordo con i vertici di Anas Sardegna – ha spiegato Nardo Marino -. In quell’occasione è emerso che i lavori sono conclusi solo per il 30 per cento. È dunque evidente che sia indispensabile attivare delle procedure d’urgenza, per garantire la sicurezza e il diritto alla mobilità degli abitanti della zona e dei sardi in generale. Durante l’interrogazione ho rimarcato – ha concluso Nardo Marino – che, laddove non ci fossero le condizioni per la riattivazione celere del cantiere, sarà indispensabile pensare alla possibilità di commissariare l’opera.»
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NVITO CONFERENZA STAMPA
Mercoledì 2 ottobre, ad Iglesias, alle ore 11.00, presso la Sala Riunioni del Centro Direzionale, in via Isonzo, si terrà la conferenza stampa di presentazione della 27ª edizione del “Trofeo del Minatore”, la gara di atletica organizzata dalla “ASD Atletica Iglesias”, con la collaborazione dell’assessorato dello Sport del comune di Iglesias e del Comitato Regionale Sardo della FIDAL.
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Come coinvolgere i giovani nel volontariato? Un progetto e una ricerca offrono un contributo importante per chiarire il tema e offrire indicazioni alle associazioni. Il progetto GioeVo (Giovani e Volontariati), promosso dalla Convol e finanziato da Fondazione CON IL SUD, ha sperimentato un percorso per sensibilizzarli e coinvolgerli, accompagnandolo con un’indagine per rilevarne e monitorarne i risultati. Il progetto si è svolto in quattro regioni (Campania, Sardegna, Puglia e Sicilia) e ha coinvolto 16 istituti superiori e 36 associazioni. I risultati del progetto e della ricerca verranno presentati durante il seminario di riflessione
Interverranno Ermes Carretta, presidente ConVol; Emma Cavallaro, responsabile Progetto GIOeVO; Emmanuele Pavolini, dell’Università di Macerata, Giovanni Battista Sgritta, professore emerito dell’Università La Sapienza di Roma, e soprattutto insegnanti, studenti e associazioni che hanno partecipato al progetto.
Il progetto GioeVo ha proposto agli studenti delle scuole superiori un percorso in tre tappe: inizialmente sono state presentate nelle classi le attività delle organizzazioni di volontariato del territorio; in secondo luogo sono state proposte esperienze di coworking nelle associazioni stesse, all’interno delle quali gli studenti sono stati accompagnati da un tutor e formati per svolgere attività di peer education (cioè educazione tra pari) su questi temi; infine è stato chiesto ai giovani di presentare ai compagni di classe l’esperienza di volontariato fatta, facendosi “propagatori” dell’esperienza stessa.
Parallelamente, l’indagine ha coinvolto 720 studenti per mettere a fuoco gli effetti del progetto. Effetti che sono stati certamente positivi sui ragazzi che hanno fatto l’esperienza nelle associazioni e che hanno potuto così vedere crescere, oltre alla propria civicness (cioè l’orientamento civico), la percezione di essere informati sul volontariato a scuola, un atteggiamento positivo verso il volontariato, il coinvolgimento e l’orientamento a fare volontariato in futuro. I ragazzi infatti si sentono informati e si dicono disponibili in percentuale molto più alta dei loro compagni che non hanno fatto la stessa esperienza, e questo sia nel breve che nel lungo termine. L’esperienza nelle associazioni, tra l’altro, ha permesso loro di costruire anche dentro la scuola contatti e relazioni con altre persone coinvolte nel volontariato, e queste relazioni si sono mantenute anche alla fine dell’esperienza.
L’effetto peer è invece più sfumato: evidentemente la capacità dei ragazzi di trasmettere la propria esperienza non è stata sufficiente a cambiare gli atteggiamenti. Gli aspetti positivi sono evidenti sul piano della civicness, cresciuta anche negli studenti che non hanno fatto l’esperienza di coworking: e questo è importante, perché lo sviluppo di un orientamento civico positivo, è comunque il presupposto per una disponibilità all’impegno. Ci sono aspetti positivi anche riguardo la percezione di essere informati sul volontariato a scuola (più alta a breve termine, in calo a medio termine): questo significa che c’è stato un confronto, una discussione in cui si sono sentiti coinvolti. Dall’altra parte, gli effetti della comunicazione tra pari non ha fatto venire voglia di coinvolgersi attivamente nelle associazioni.
Altri aspetti interessanti emergono dalla lettura dei “Diari di Bordo” che i ragazzi hanno compilato durante il progetto, per raccontare la loro esperienza. Qui hanno dichiarano di avere acquisito competenze trasversali e di avere imparato che cosa è un’associazione, cosa significa essere volontari, cosa vuol dire sentirsi responsabili, come si devono gestire le emozioni quando si lavora con le persone fragili, e di essere gratificati dalle relazioni instaurate tra pari, con gli utenti delle associazioni e con i tutor.
«In generale, possiamo dire che offrire ai giovani la possibilità di entrare in un’associazione per fare un’esperienza viva, anche se limitata nel tempo, rimane la via privilegiata per coinvolgere i giovani, i quali poi possono trasmettere la loro esperienza ai compagni, favorendo la sensibilità e la conoscenza del volontariato, anche se poi anche i compagni hanno bisogno di un’esperienza più determinante – commenta Emma Cavallaro, responsabile del progetto GioeVO -. Occorre dunque costruire rapporti sistematici e continui fra scuole e organizzazioni di volontariato, per offrire percorsi più articolati. E, naturalmente, sullo sfondo resta l’impegno, da parte delle associazioni, per accogliere e formare gli studenti con cui entrano in contatto». Per quanto riguarda il senso del progetto, secondo Emma Cavallaro, la speranza è che «i giovani che hanno fatto questa esperienza abbiano capito correttamente cosa è il volontariato e soprattutto che esso, prima di essere una disciplina, prima di essere una tipologia di attività, è una categoria dello spirito.»
I risultati del progetto e della ricerca sono stati pubblicati in un volumetto intitolato “Giovani e volontariati”. La versione elettronica di può scaricare dal sito www.gioevo.org .
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Export regionale in frenata in Sardegna. Nel primo semestre dell’anno in corso, al netto del settore petrolifero, il volume complessivo dell’export regionale ha segnato un calo del 1,3% rispetto allo stesso periodo 2018. Il dato peggiora (-3%) se si include anche il comparto petrolifero che, da solo, rappresenta l’82% delle esportazioni dell’Isola. Eppure, come attesta un report della Cna Sardegna, qualche segnale positivo arriva dal settore agroalimentare. In particolare, il lattiero-caseario (legato principalmente all’export del Pecorino) dà finalmente segni di ripresa (+4%) dopo un triennio disastroso.
Il calo del primo semestre dell’anno arriva dopo un 2018 complessivamente positivo. L’anno passato si era infatti chiuso con una crescita (sempre al netto del comparto petrolifero) pari al +3,3%, trainata dalle vendite di prodotti chimici e farmaceutici (+27%) e dell’industria metallurgica (+8,3%). Molto male era andato anche lo scorso anno il settore agroalimentare, che ha proseguito il suo trend negativo di durata ormai triennale. Viceversa, nei primi sei mesi del 2019 le vendite di prodotti agroalimentari sono andate in controtendenza segnando un aumento del +4% rispetto allo stesso periodo del 2018, pari a 3 milioni di euro in più.
«Il dato è doppiamente significativo se si osserva che ad incrementare il dato delle vendite sono stati i prodotti lattiero caseari ed in particolare il pecorino – commentano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna -: la cosa fa ben sperare perché si tratta di un comparto che rappresenta l’unica realtà industriale regionale con una filiera “quasi” completamente locale e che assorbe una quota del 62% di tutto il settore agroalimentare isolano.»
Tabella 1 – Export regionale (milioni di euro) e variazione percentuali tendenziali
| 2015 | 2016 | 2017 | 2018 | II 2018 | II 2019 | Var.% 2018 | Var.% II 2019 | |
| Prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca | 10 | 12 | 13 | 18 | 7 | 6 | 37,4% | -19,9% |
| Industria estrattiva | 57 | 55 | 58 | 63 | 31 | 24 | 7,9% | -24,2% |
| Settore Agroalimentare | 196 | 182 | 180 | 148 | 73 | 76 | -17,8% | 4,0% |
| Tessili e abbigliamento, pelli | 19 | 20 | 21 | 20 | 10 | 8 | -2,5% | -20,3% |
| Legno e carta | 30 | 26 | 24 | 23 | 12 | 12 | -3,5% | -5,8% |
| Industria petrolifera | 3.910 | 3.423 | 4.427 | 4.763 | 2.204 | 2.185 | 7,6% | -0,9% |
| Industria chimica e farmaceutica | 169 | 141 | 221 | 281 | 137 | 122 | 27,1% | -11,1% |
| Plastiche non metallifere | 23 | 19 | 17 | 20 | 10 | 9 | 18,0% | -8,9% |
| Industria metallurgica | 191 | 196 | 221 | 240 | 126 | 133 | 8,3% | 5,5% |
| Elettronica, ottica e apparecchi elettrici | 20 | 16 | 22 | 22 | 9 | 9 | -2,3% | -4,1% |
| Altri macchinari | 48 | 39 | 56 | 52 | 27 | 14 | -6,6% | -49,3% |
| Mezzi di trasporto | 18 | 35 | 77 | 32 | 14 | 32 | -58,6% | 127,4% |
| Altro manifatturiero | 4 | 8 | 8 | 4 | 2 | 2 | -51,0% | 3,2% |
| Energia e trattamento rifiuti | 21 | 30 | 19 | 27 | 9 | 9 | 42,7% | 8,1% |
| Altro | 8 | 7 | 6 | 25 | 11 | 10 | 313,0% | -14,2% |
| Totale | 4.723 | 4.209 | 5.371 | 5.738 | 2.683 | 2.649 | 6,8% | -1,3% |
| Totale senza petrolifera | 812 | 786 | 944 | 975 | 478 | 464 | 3,3% | -3,0% |
Fonte: Elaborazioni Cna Sardegna su dati Istat.
In un semestre nel complesso negativo, le vendite di prodotti agroalimentari segnano dunque un +4% rispetto allo scorso anno: 3 milioni di euro in più. Tutto ciò grazie ad un incremento delle vendite dei prodotti lattiero caseari, comparto che come detto assorbe una quota del 62% del settore agroalimentare isolano (al secondo posto si colloca il comparto delle bevande, con il 15%, al terzo quello dei prodotti da forno e farinacei, 9%, seguito dalle carni lavorare, 5,7%).
Quando si parla di esportazioni nel comparto lattiero-caseario si fa ovviamente riferimento soprattutto al mercato del pecorino. Sotto questo profilo , rileva lo studio della Cna Sardegna, si può affermare che sono state le dinamiche negative delle vendite all’estero di questo prodotto DOP (il Pecorino Romano e il Fiore Sardo) a determinare le vicende dell’intero comparto agroalimentare sardo. Il calo è stato importante: considerando le esportazioni nazionali complessive di Pecorino e Fiore Sardo (il 95% relative a prodotto lavorato in Sardegna) si è passati dai 162 milioni del 2015 ai 124 milioni del 2018.
Per spiegare questa performance negativa è possibile isolare due fattori: la fluttuazione dei prezzi di vendita e la scarsa diversificazione in termini di mercati di sbocco.
La fluttuazione dei prezzi. Il 2015 aveva rappresentato il picco massimo dell’ultimo decennio, quando, secondo i dati Istat, il livello medio del prezzo all’export era arrivato ad oltre 9 euro al chilo, salvo poi letteralmente crollare nel biennio successivo e risalire leggermente attestandosi nel 2019 abbondantemente al di sotto della soglia di riferimento di 8,5 euro/Kg. Si tratta di una dinamica che trova conferma nelle quotazioni ufficiali mensili della piazza di Milano per prodotto con oltre 5 mesi di stagionatura (il prezzo s’intende quello praticato nelle transazioni commerciali tra operatori economici del settore, prezzo franco caseificio, merce nuda I.V.A. esclusa), che indicano attualmente (settembre 2019) una quotazione di 6,75 euro al Kg (il livello del prezzo dipende, ovviamente, dalla quantità di prodotto presente sul mercato e dalla domanda espressa dai principali mercati di sbocco).
Il report della Cna sarda confronta le dinamiche del prezzo del pecorino con quelle del prodotto caseario per eccellenza dell’export nazionale, ovvero il parmigiano (Grana Padano e Parmigiano Reggiano), che rappresenta un mercato estero da quasi un miliardo di euro di export nel 2018 (932 milioni, contro i poco più di 120 milioni del pecorino): nel 2015, secondo i dati Istat, il prezzo medio di vendita del pecorino era superiore a quello del parmigiano. Negli anni successivi, tuttavia, le dinamiche sono state opposte: il pecorino, come detto, ha mostrato un calo vertiginoso dei prezzi unitari (da 9,5 a circa 7 euro al kg nel 2019), mentre il secondo ha visto lievitare i prezzi fino a oltre 11 euro al kg (da 8,9 del 2015). Si può affermare che esiste un problema di tenuta del prezzo nel mercato del pecorino.
I mercati di sbocco. Un elemento che contribuisce a spiegare dinamiche de prezzi così sfavorevoli è la scarsa diversificazione dei mercati di sbocco del pecorino. Ad esempio, se si considerano solo i primi due mercati (Stati Uniti e Germania, sia per il pecorino, sia per il parmigiano), il valore delle esportazioni rappresenta il 70% delle vendite all’estero di pecorino, contro il 36% per il parmigiano; se poi si estende il calcolo ai primi 5 mercati (USA, Germania, Francia, Regno Unito e Canada) si arriva all’83% per il formaggio sardo e ad appena il 59,7% per il parmigiano. Proprio questo carattere fortemente specializzato espone il prodotto sardo a maggiori rischi derivanti dalle fluttuazioni dei tassi di cambio e a situazioni sfavorevoli dal lato delle politiche commerciali dei partner. Si pensi alle conseguenze di una politica di sempre maggiore chiusura verso le importazioni europee da parte degli USA, o ai rischi, ancora totalmente da decifrare, derivanti dalla Brexit.
I nuovi mercati. Altro punto di debolezza del Pecorino è la sua minore capacità di penetrare i Nuovi Mercati, ovvero i mercati delle economie emergenti, come Cina, India, Turchia, Russia, Sud Est Asiatico e Sud America (Brasile in testa). Considerando gli ultimi dieci anni, ad esempio, la quota sull’export totale dei Nuovi Mercati per il parmigiano è cresciuta dal 10 al 13%, mentre per il pecorino a fatica ha superato il 6%.
«Questi mercati, seppure ad ora poco inclini all’import agroalimentare di prodotti occidentali, sono destinati a crescere rapidamente – evidenziano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu -. La nuova classe media di paesi come India o Cina (senza dimenticare la Russia o il Sud America) rappresenta il potenziale consumatore di prodotti italiani in un futuro ormai prossimo. E’ una partita che le produzioni sarde, non solo quella casearia (si pensi al vino o all’olio di grande qualità prodotto nell’Isola) non possono non giocare. Non possiamo non ricordare che a partire dal 2009 la Cina ha sperimentato un vero e proprio boom di importazioni di prodotti agroalimentari (+362%, +48% nel caso dell’India, +60% il Brasile), in particolare dall’Italia. E’ un trend di crescita destinato, nei prossimi anni, a proseguire ininterrotto nel quale la Sardegna potrebbe avere un ruolo importante a patto che la Regione sarda investa sullo sviluppo del settore agroalimentare nel suo complesso, promuovendo l’accesso ai mercati internazionali anche di altre produzioni oltre a quelle lattiero-casearie.»