22 June, 2026

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Il sette settembre il personale della stazione forestale di Trinità d’Agultu su decreto della procura di Tempio Pausania, ha proceduto alla perquisizione domiciliare di un’abitazione, delle sue pertinenze, delle autovetture e del natante ormeggiato al porto di Isola rossa, in seguito agli esiti di un’indagine sull’illecita attività di prelievo di manufatti archeologici dal fondale marino.
Le indagini sono state avviate di iniziativa da parte del personale della stazione forestale di Trinità d’Agultu dopo aver avvistato un sub che si immergeva costantemente in un punto corrispondente al luogo del naufragio di un antica galea.
Con il proseguo delle indagini è stato appurato che il sub agiva con il supporto di una seconda persona e con l’utilizzo di un metal detector ed attrezzatura professionale per l’individuazione di reperti.
La perquisizione ha portato al ritrovamento di numerosi resti di anfore e di orci di varia provenienza, una Pinna nobilis, diverse conchiglie e coralli.
Una prima consulenza della sede operativa di Olbia della soprintendenza di Sassari e Nuoro ha permesso di stabilire l’autenticità dei reperti rinvenuti databili tra il II secolo a.C. ed il I d.C.
Il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro penale e tre persone sono state deferite all’Autorità Giudiziaria per essersi rese responsabili del reato di impossessamento di beni di proprietà dello stato e di violazione di norme a tutela di specie particolarmente protette.
L’assessore della difesa dell’Ambiente ed il Comandante del Corpo si sono compiaciuti per l’importante operazione evidenziando la fondamentale attività del CFVA di tutela del territorio e dell’ambiente della Sardegna.

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Il dottor Giorgio Madeddu, presidente dell’Associazione Amici della Vita Sulcis, ha scritto una lettera aperta al nuovo assessore regionale della Sanità Mario Nieddu. Di seguito il testo integrale.

Gentilissimo Assessore,

il nostro colloquio del 19 giugno è stato infruttuoso, ritengo indifferibile ricordarle ufficialmente, divulgando poi all’intero territorio regionale, le scandalose inadempienze della Regione Sarda sulla Legge n. 12 del 2014 nota come prevenzione della Fetopatia Alcolica.

13 giugno 2014, il Consiglio regionale a conclusione dell’entusiasmante (eravamo presenti  presentazione dell’Assessore Arru, suo predecessore, approva all’unanimità, cinquanta consiglieri, la legge N. 12 (Prevenzione della Fetopatia Alcolica). La prima proposta di legge sulla Fetopatia Alcolica F.A.) da noi incoraggiata, dopo un ventennio di osservazioni e iniziative di sensibilizzazione in tutto il Sulcis Iglesiente risale al 31 luglio 2013 quando i consiglieri regionali Locci, Dessì, Cocco Pietro e altri depositarono la n. 546 ma il presidente Cappellacci e la signora De Francisci avevano altri impegni. Si arriverà alla legge n. 12 a seguito delle proposte n. 20 (Pizzuto, Cocco Pietro, Rubiu e altri) e n. 28 del 2014 (Cozzolino, Piscedda e altri). La “legge fantasma” prevedeva entro 60 giorni linee guida che invece partoriranno a fine 2018, Arru e Friends sforano di oltre 4 anni ma nessuno chiede scusa e oltre a noi nessuno registra e divulga l’inaccettabile ritardo. Interessante il dinamismo, quasi maniacale, del presidente Pigliaru che il 2 dicembre 2016 (con delibera 64/5 del 02.12.2016) incarica Arru di istituire tavolo tecnico e tavolo permanente in materia di Fetopatia Alcolica, l’aspirante Speedy Gonzales impiega 384 giorni per costituire il tavolo tecnico in materia di prevenzione della Fetopatia Alcolica (Decreto Ass. Sanità N. 37 del 21.12.2017). Il Tavolo tecnico partorisce, “post termine”, consegnando le linee guida nel novembre 2018 quando compaiono allegate alla delibera di Giunta Regionale n 57/50 del 21 novembre 2018 ma le Linee che dovrebbero “guidare” e illuminare Medici di Famiglia, Ginecologi, Consultori e Servizi per le Tossicodipendenze restano inspiegabilmente, gelosamente, custodite negli uffici del suo assessorato ma non divulgate. Dalle scrivanie della Direzione Generale della Sanità e Promozione delle reti di cura della Regione Sarda con prot. 2313 del 31 gennaio 2019 a firma dott. Tidore si trasferiscono al dott. Moirano direttore dell’ATS i fondi disponibili nel Bilancio Regionale 2018 – capitolo SC05.5046 programmati  150.000 euro) per garantire gli interventi. In Sardegna grazie al codice di esenzione D98 si dovrebbe effettuare gratuitamente lo screening FAS (fetopatia alcolica). Il Direttore dell’ATS probabilmente aveva altri impegni pertanto nessun medico in Sardegna è stato edotto sulla possibilità che al sospetto d’abuso alcolico in gravidanza dopo aver garantito riservatezza, rispetto e accoglienza, potrebbe prescrivere gratuitamente. associandoli a quanto garantito in epoca pre concezionale o in stato di gravidanza dal decreto ministeriale del 10.09.98, i due accertamenti che la legge regionale sarda n. 12/2014 propone.

NON ESISTE VENTO FAVOREVOLE PER IL MARINAIO CHE NON SA DOVE ANDARE (Seneca)

Distinto Assessore, siamo venuti a conoscenza recentemente delle linee guida sull’utilizzo degli esami previsti dalla legge regionale sulla Fetopatia Alcolica, non condividiamo la proposta del tavolo tecnico che prevede la procedura in due fasi (eseguire la Transferrina desialata CDT solo tra le Pazienti GammaGT positive) proposta che inevitabilmente espone a pericolose sottostime e falsi negativi. Il nostro centro studi da anni ha verificato che solo l’utilizzo congiunto di GammaGT e CDT recluta con minimo margine di errore le ragazze a rischio di F.A. Le conseguenze dell’abuso alcolico in gravidanza sono ormai universalmente note: aborti e Fetopatie Alcoliche queste ultime caratterizzate da sindromi fenotipiche variabili e ritardo mentale. Una proiezione da noi proposta agli inizi del 2012 prevedeva 65 F.A. e 650 aborti da abuso alcolico annui nel territorio regionale. Riteniamo la previsione ancora attuale, è pur vero che la natalità si è ridotta negli ultimi anni ma stazionaria è rimasto il numero delle Alcoliste in Sardegna 20.000 (15.000 in età fertile). Un bambino affetto da F.A. ha identica aspettativa di vita dei suoi coetanei, settantacinque anni, rappresenta indubbiamente angoscia, sofferenza e incertezza per il futuro ma anche un importante impegno economico. Settantacinque anni di disabilità, registra costi elevatissimi (invalidità + accompagnamento, Legge 20, legge 162, sostegno scolastico e altro): un milione e mezzo di euro che lasceremo in eredità ai nostri figli e nipoti.

Gentilissimo dott. Nieddu, come anticipato in premessa il nostro incontro per quanto cordiale ha evidenziato le differenti opinioni sull’importanza del tavolo tecnico e permanente che lei considera essenziale e noi riteniamo inutile e, comunque, rallentante l’avvio della legge. Infruttuoso e deludente perché il 19 giugno le segnalai che i CUP del servizio sanitario regionale quando una Paziente consegna la richiesta di GammaGT e Transferrina desialata, perfettamente compilata con il codice di esenzione D98 e la diagnosi “screening FAS”, esami considerati dalla delibera di giunta regionale 57/50 del 21.11.2018: LEA aggiuntivo regionale, cestinano la richiesta, Lei così rispose: «Difetto di comunicazione, ci penso io». Due rilievi: difetti l’assessorato della sanità ne evidenzia quotidianamente e non solo di comunicazione ma, dopo 80 giorni una recentissima richiesta di esenzione per screening FAS ha avuto dal CUP la risposta «questi accertamenti non sono esenti», pertanto Lei assessore Nieddu non ha onorato l’impegno preso.

Le sue responsabilità sui ritardi di applicazione della legge 12 del 2014 sono momentaneamente inferiori a quante negli ultimi 5 anni abbiamo ribadito all’Assessore Arru ma desidero sintetizzali:

a) Linee guida mai divulgate da Arru e da Lei ai Medici di Famiglia, Ginecologi, Servizi Tossicodipendenze

b) Esenzione regionale D98 sconosciuta ai CUP regionali

c) 150.000 euro all’anno destinati alla prevenzione della Fetopatia Alcolica dal 2014 ad oggi mai utilizzati.

La invitiamo lunedì 9 settembre in occasione della Giornata Mondiale sulla Fetopatia Alcolica alla massima solidarietà passando all’azione con:

A) Riesumare le linee guida, stralciare l’intero capitolo “Procedura di valutazione” e sostituirlo con piccolo emendamento del primo comma dell’art.3 della legge in oggetto “i Medici di Base, Ginecologi e i Servizi per le Tossicodipendenze sono autorizzati a richiedere le

GammaGT e la CDT ogni qual volta i predetti esami sono essenziali per la conferma del sospetto diagnostico di abuso di alcol nelle donne in età fertile o in stato di gravidanza”, informando, tempestivamente stavolta, tutti Operatori Sanitari della Sardegna

B) Aggiornare immediatamente i Centri Unici di Prenotazione che il codice alfanumerico D98 deve considerarsi LEA aggiuntivo regionale

Sperando in un suo rapido impegno e adeguate risposte alle questioni proposte Le anticipiamo le nostre prossime iniziative:

1) Richiesta di commissione d’inchiesta del Ministero della Salute sull’intera vicenda che ci appare poco trasparente e rettifica delle linee guida.

2) Richiesta di intervento della Magistratura perché intendiamo comprendere quali destini hanno avuto i fondi dedicati alla F.A.

La classe dirigente sarda delle ultime tre legislature non trova interessante una legge salva vita ma ritiene importante spendersi e rivendicare con pattadese tra i denti contributi per le sagre del carciofo e della fava bollita dei paesi e circoscrizioni di appartenenza, una classe dirigente tossico-potere-dipendente ossessionata dal clientelismo e familismo. Lunedì 9 settembre la Sardegna avrebbe potuto rappresentare con la legge 12/2014 il modello da imitare in tutta Europa per difendere la Vita Fragile accolta nella Vita Debole.

Iglesias 7 settembre 2019

Giorgio Madeddu

Responsabile Scientifico di AMICI della VITA

Associazione AMICI della VITA – amicidellavitasulcis@gmail.com

Gruppi di Auto Aiuto per Alcol-Tossicodipendenti, Malati Tumorali, Autismo

 

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Dalla serata dedicata a Lucio Battisti all’esibizione dei comici Cossu e Zara, dal tributo a Fabrizio De André ed Andrea Parodi con i Zirichiltaggia e Limba fino ai giochi per bambini e allo schiuma party.
Sono soltanto alcune delle attrazioni che caratterizzano la festa patronale della parrocchia Beata Vergine Addolorata, promossa dalla chiesa situata in via Liguria
 – nel cuore del quartiere di Rosmarino – con il patrocinio del comune di Carbonia. «Si tratta di un bellissimo evento che ogni anno richiama centinaia di nostri concittadini per commemorare la Beata Vergine Addolorata con una serie di festeggiamenti civili e religiosi organizzati da una delle principali parrocchie cittadine, punto di ritrovo, aggregazione e socializzazione di un’ampia comunità di fedeli», ha detto il sindaco Paola Massidda.
Il ricco programma della festa patronale prevede eventi civili all’insegna dell’intrattenimento, della cultura, del musica e del divertimento, tra i quali si segnalano:

• Giovedì 12 settembre, alle ore 20.30, la proiezione del video “Schiavi di miniera…eppure ho fatto cent’anni” contenente le interviste ai centenari del Sulcis Iglesiente;
• Venerdì 13 settembre, alle ore 21.30, “Emozioni Battisti”: serata dedicata al repertorio musicale del grande cantante originario di Poggio Bustone;
• Sabato 14 settembre, alle ore 21.30, “Dj Set con Angelo Fraternali e lo Schiuma Party” intervallato dalle gag comiche del duo del gruppo “Lapola” Cossu e Zara;
• Domenica 15 settembre, alle ore 21.30, “Tributo a Fabrizio De André e ad Andrea Parodi” con “Zirichiltaggia” e “Limba”.
Domenica 15 settembre, tra i festeggiamenti religiosi, spicca la processione in onore della Santa patrona, che farà seguito alla concelebrazione solenne delle ore 17.30 e si snoderà attraverso il seguente percorso: via Liguria, via Umbria, via Costituente, piazza Repubblica, via Dalmazia, via Barbagia, via Dalmazia, via D’Annunzio e rientro in Chiesa.
La processione sarà impreziosita dalla presenza della Banda Musicale cittadina e di alcuni gruppi folk.
Tutti i dettagli del programma della festa patronale della parrocchia della Beata Vergine Addolorata sono pubblicati nella locandina allegata.

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Un Premio alla carriera che ha il valore di un premio alla donna e all’artista di classe capace di regalare emozioni come solo i più grandi sanno fare. Luciana Savignano lo ha dedicato alla Danza, per la quale auspica un futuro bellissimo, e allo straordinario gruppo di ballo che la ha accompagnata nella nuova versione del “Bolero” ispirato al dramma del femminicidio. Un lavoro di forti suggestioni presentato a Sassari in prima nazionale assieme ai solisti di Padova Danza.

Il prestigioso riconoscimento, assegnato dal “Festival della Danza d’autore – Corpi in movimento”, è stato consegnato sul palcoscenico del Teatro Verdi, tra applausi scroscianti, dalle mani di Angela Mameli in rappresentanza della Fondazione di Sardegna (uno degli enti sostenitori della kermesse assieme a Mibact, Ras, comune di Sennori e comune di Sassari).

Angela Mameli, al fianco della presidente dell’associazione Danzeventi, Lucia Cau, e del giornalista Salvatore Taras che ha presentato l’evento, ha definito la Savignano «un vero mito, autrice di un pezzo di storia della danza non solo italiana».

Le emozioni della serata sono iniziate fin dalle prime note di Ravel, sempre più incalzanti, rivisitate dal musicista Enrico Gabrielli per le coreografie di Milena Zullo. Le file al botteghino e la forte partecipazione di pubblico hanno costretto a rinviare di qualche minuto l’inizio dell’avvenimento, al fine di consentire a tutti gli spettatori di prendere posto in sala.

E è stato subito spettacolo. In “Bolero, prigionia di un amore” l’Étoile Internazionale Luciana Savignano e gli artisti di Padova Danza diretti da Gabriella Furlan Malvezzi hanno ipnotizzato gli spettatori per oltre cinquanta minuti di forte intensità emotiva. La versione ipersensuale di Bejart ha lasciato il posto a una trasposizione più intimistica in cui l’afflato di libertà diviene un urlo di prigionia. L’urlo che squarcia il silenzio in una società martoriata dal femminicidio.

È il racconto della segregazione di un amore malato, in cui la voce narrante dell’attore Matteo di Girolamo parla attraverso le parole di vittima e carnefice, accompagnando le movenze magiche dei danzatori. Due voci distinte si manifestano come parte della medesima natura, a indicare che il dramma della violenza di genere non conosce confini. Ma è anche il racconto della mortificazione, dell’incapacità del mondo contemporaneo di proteggere la laica sacralità della Bellezza.

Il prossimo appuntamento con il festival della danza è mercoledì 11 settembre al Teatro Verdi con la compagnia inglese “Möbius Dance” che presenta l’opera “Time moves slow dramatis personae”.

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Il presidente dell’Europarlamento David Sassoli ha incontrato oggi a Bruxelles il Segretario Generale della UEFA Theodore Theodoridis.

L’UEFA ha presentato al Presidente Sassoli i diversi progetti che il calcio europeo mette a disposizione per l’integrazione dei giovani immigrati e rifugiati in Europa.

«Sono progetti fondamentali – ha dichiarato David Sassoli -. Il calcio è gioia e voglia di vivere insieme delle grandi emozioni e può diventare un potente strumento di integrazione per ragazze e ragazzi che vengono da storie drammatiche e trovano sui campi sportivi accoglienza e solidarietà. Per questo – ha concluso il presidente David Sassoli – il Parlamento europeo è pronto a sostenere ed affiancare tutti i programmi di integrazione della UEFA e a dare vita ad un Gruppo di Amicizia (Friends of Football) tra i parlamentari europei che lavori in cooperazione con le attività sociali della UEFA. Diamo un calcio all’odio!»

David Sassoli.

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Internet è divenuto ormai uno strumento essenziale per il lavoro giornalistico, fonte di ricerca e verifica delle informazioni. L’Ordine dei giornalisti della Sardegna, in collaborazione con l’Associazione della Stampa Sarda e Google Lab, organizza due corsi di formazione professionale dal titolo “Ricerca, verifica di informazioni e visualizzazioni di dati con gli strumenti di Google” che si terranno giovedì 19 a Cagliari e venerdì 20 a Sassari.
A Cagliari l’appuntamento è dalle 10.00 alle 13.00, presso la Sala Giorgio Pisano, piazzetta L’Unione Sarda 31. A Sassari presso la Sala convegni de La Nuova Sardegna, località Predda Niedda 31, sempre dalle 10. alle 13. Ai giornalisti partecipanti saranno assegnati tre crediti formativi. Il seminario si concentra sull’utilizzo delle tecniche di ricerca avanzata su Google Search e l’approfondimento di Image Search, lo strumento dedicato alle immagini. Il pacchetto include una panoramica su strumenti utili alla raccolta dati (Google Dataset Search, Trends) e sull’uso di strumenti di verifica. Infine, è previsto un focus sulla visualizzazione di dati con il programma Flourish.

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«Con tristezza apprendiamo della scomparsa oggi dello scrittore Salvatore Mannuzzu. Lo ricordiamo come uno di noi, un cittadino stintinese, uno tra i più importanti autori contemporanei. Dalle sue storie, come Un morso di formica e Il terzo suono, traspariva una innegabile ambientazione stintinese.»
Lo ricorda così il sindaco di Stintino Antonio Diana che sei anni fa, nel settembre 2013, in collaborazione con il Centro studi per la civiltà del mare, conferì allo scrittore, che fu anche magistrato e uomo politico, il riconoscimento di Stintinese Doc, il premio che ogni anno viene assegnato a chi ha portato lustro al paese promuovendone le sue bellezze al di fuori dei confini della Sardegna.

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Il comune di Sennori organizza il primo corso di micologia di base per imparare a riconoscere i funghi. Il corso sarà tenuto dal micologo Renato Brotzu, e sarà suddiviso in otto lezioni, di cui sei si svolgeranno in aula e due sul campo. Le lezioni inizieranno venerdì 27 settembre e si svolgeranno ogni venerdì dalle ore 19.00 alle 21.00, nei locali del Centro culturale di via Farina 32, a Sennori.

Le iscrizioni sono aperte e rivolte ai cittadini sennoresi, che potranno godere di una tariffa agevolata (30euro), e anche ai non residenti (60 euro). Per aderire al corso è necessario compilare l’apposito modulo scaricabile dal sito internet del comune di Sennori, e inviarlo per email all’indirizzo elenacornalis@comune.sennori.ss.it o consegnarlo a mano all’Ufficio protocollo del Municipio, dal lunedì al venerdì mattina ore 8.15/11.00; il lunedì e giovedì anche il pomeriggio dalle 16.00 alle 17.00, entro il 25 settembre. I posti disponibili sono 30.

Renato Brotzu ha studiato Micologia a Trento e ha conseguito il titolo di micologo nel 1981; da tale anno è iscritto nel Registro Nazionale dei Micologi. Ha seguito diversi corsi di perfezionamento sia in Italia sia all’estero di Microscopia e di determinazione delle specie. È membro della delegazione italiana in seno alla CEMM (Confederazione Europea della Micologia Mediterranea), fa parte di Comitati scientifici nazionali. Dal 1999 è il responsabile scientifico dei corsi per micologo per la Regione Sardegna. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche e di libri sui funghi, sulla vegetazione e sulle foreste della Sardegna.

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Mentre è in corso la prima annualità del progetto Servizio Civile “Isola dei Tesori”, a Sant’Antioco si guarda avanti e si procede alla ricerca dei 4 volontari che, per l’anno 2020, porteranno avanti il programma “Isola dei Tesori – Fase 2”. Gli aspiranti operatori volontari dovranno presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line (DOL) raggiungibile all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it . Le domande di partecipazione devono essere presentate entro le 14.00 del 10 ottobre 2019.

Obiettivo generale del progetto “Isola dei Tesori – Fase 2” è il potenziamento delle attività di valorizzazione e promozione dei beni presenti sul territorio. L’azione proposta ha dunque come fine quello di creare un sistema integrato e innovativo di gestione, identificabile con il Museo diffuso, per consentire una maggiore fruibilità delle risorse culturali ed una loro maggiore conoscenza. In continuità con quanto realizzato nel progetto del Servizio Civile Nazionale 2018, l’impiego del personale volontario SCN affiancato dal personale dipendente del Settore Turismo e Cultura del Comune, consentirà infatti di avere a disposizione un importante supporto per promuovere una conoscenza più approfondita di tutte le emergenze culturali presenti nel territorio. In modo più ampio, le azioni di base del progetto sono finalizzate ad intervenire con maggiore efficacia nell’integrazione dell’eredità storico-archeologica con i processi legati alle attività turistico-culturali. Le risorse individuate per l’esercizio del servizio e che ne costituiscono gli indicatori principali, potranno essere dunque proposti all’utenza pubblica con maggiore capacità d’offerta in relazione proprio alle condizioni di garanzia nella loro continuità d’accesso, fruibilità e comunicazione.

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«Da anni ormai si susseguono le notizie, quasi mai rassicuranti, sul potabilizzatore Abbanoa di Truncu Reale, l’impianto più importante del Nord Ovest della Sardegna. Abbiamo sentito parlare di acqua potenzialmente corrosiva, tubature malmesse e tanto altro. Al punto che l’anno scorso, a seguito di un esposto in Procura, è stato persino aperto un fascicolo d’inchiesta, un’indagine che tra le altre cose avrebbe avuto lo scopo di verificare l’eventuale inquinamento dell’acqua. Ancora oggi non mancano le segnalazioni e le denunce su possibili inefficienze e su un’attività di manutenzione carente. Criticità che, se confermate, potrebbero compromettere la qualità e la purezza dell’acqua che sgorga dai rubinetti delle nostre case. L’acqua, bene tra i più preziosi, che usiamo per lavarci, per pulire i nostri appartamenti, per innaffiare i nostri terreni, e che attraverso il potabilizzatore di Truncu Reale arriva nelle abitazioni di decine di paesi del Nord Sardegna, dev’essere garantita. Credo sia diritto di tutti i cittadini conoscerne le caratteristiche chimiche e fisiche.»

La capogruppo del M5S Desirè Manca ha presentato una richiesta di sopralluogo all’interno dell’impianto di potabilizzazione di Truncu Reale, frazione del comune di Sassari. L’esponente dei Cinque Stelle, grazie alla disponibilità di Abbanoa, punta ad avere la possibilità di verificare di persona lo stato dell’arte del potabilizzatore.

«Ho ricevuto numerose segnalazioni a riguardo e sono diversi e molteplici gli interrogativi ai quali cercherò di dare risposta – conclude Desirè Manca -. Non possiamo avere dubbi sulla qualità della nostra acqua, la salute viene prima di tutto.»