22 August, 2026

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Si è svolto sabato 21 settembre, nel palcoscenico della Fiera del Levante di Bari, un’iniziativa promossa dalla Confunisco per discutere del tema della sicurezza sul lavoro e del ruolo della medicina legale. L’iniziativa ha voluto lanciare una nuova sfida per costruire un progetto sul territorio Nazionale per la formazione e l’informazione degli addetti ai lavoro ( medici legali, medici di base, aziende lavoratori, consulenti ,addetti alla sicurezza, operatori degli istituti previdenziali e ispettorato del lavoro); all’incontro oltre alla presenza del presidente nazionale della Confunisco Giovanni Cafaro hanno preso parte la dott.ssa Silvana Albani, esperta in materia di medicina legale, il presidente nazionale di Mutua Consumatori Agostino La Rana, il senatore della Repubblica nonché medico legale Gianni Pittella. Hanno aderito all’iniziativa portando il loro contributo l’on. Michele Emiliano, governatore della Regione Puglia, ed il dott. Antonio De Caro, sindaco della città di Bari e presidente dell’ANCI Associazione dei Comuni Italiani.

Il dibattito ha visto inoltre una folta delegazione delle realtà di Confunisco sul territorio Nazionale e ha stimolato un’ interessante discussione con i tanti aperatori del settore presente.

Si concretizza sempre più l’idea della Confunisco di essere protagonista e parte attiva di quel movimento fatto di idee e di azioni concrete che intende affermare in una realtà sociale ed economica più spietata che mai.

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“Errori giudiziari e ingiusta detenzione” è il titolo dell’evento formativo per i giornalisti che si svolgerà venerdì prossimo a Oristano dalle 10.00 alle13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 presso la Sala convegni Unifidi, in via S. Mele, 7. L’iniziativa è della Camera Penale di Oristano, in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Oristano e con l’Ordine regionale dei giornalisti della Sardegna. Ai giornalisti presenti verranno assegnati sei crediti formativi.
In Italia ogni anno mille persone vengono risarcite o indennizzate per errori giudiziari e ingiuste detenzioni, con una spesa media annua dello Stato di 29 milioni di euro.
Durante l’incontro verranno rese note anche le statistiche più aggiornate relative ai Distretti di Corte d’Appello di Cagliari e Sassari e le classifiche delle dieci città italiane con il maggior numero di casi di ingiusta detenzione e la più alta spesa in indennizzi.
Verrà proiettato il docufilm “Non voltarti indietro” (realizzato dall’associazione Errorigiudiziari.com, regia di Francesco Del Grosso) premiato con la menzione speciale ai “Nastri d’Argento DOC 2017”. Prevista, tra gli altri, la presenza di due protagonisti del docufilm, che renderanno testimonianza diretta della loro esperienza giudiziaria ed umana. Interverranno: Rosaria Manconi (presidente Camera penale Oristano), Francesco Birocchi (presidente ODG Sardegna), Valentino Maimone (giornalista responsabile Osservatorio errori giudiziari), Benedetto Lattanzia (giornalista, fondatore di Errorigiudiziari.com. Con le testimonianze di Diego Ulivieri (imprenditore), Giuseppe Gulotta (presidente “Progetto innocenti”) e Silvio Scaglia.
Nella sessione pomeridiana è prevista una tavola rotonda alla quale parteciperanno giornalisti, magistrati ed avvocati, sui temi delle cause che determinano l’errore giudiziario, sull’incidenza dell’errore nel nostro sistema penale, sui costi sociali che ne derivano, sulle conseguenze sotto il profilo umano ed economico per i soggetti che subiscono una detenzione ingiusta e sui possibili rimedi per arginare il fenomeno .
Interverranno: Francesca Scopelliti (presidente Fondazione per la giustizia Enzo Tortora), Domenico Putzolu (avvocato, giunta UCPI, presidente Osservatorio errori giudiziari), Patrizio Rovelli, avvocato del Foro di Cagliari.

 

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E’ stato indetto il primo Concorso Nazionale ‘Il fumetto dice no alla mafia’, Premio Attilio Manca – Associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli.

L’Associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli Milano e l’Istituto Comprensivo “Monte Amiata” di Rozzano (MI), in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), invitano tutte le studentesse e gli studenti delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e tutte le comunità di aggregazione giovanile, a riflettere sull’importanza della memoria storica del nostro Paese che da tempo è impegnato in una lotta durissima contro la mafia, un Paese che ha pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane tra servitori dello Stato e semplici cittadini. Si invita alla riflessione affinché non venga reso vano il lascito profuso dal loro impegno e dal loro sacrificio nella lotta contro le organizzazioni mafiose.
Il Concorso è aperto a tutte le Scuole di ogni ordine e grado, comprese le materne, Istituti d’arte, Università, Scuole del Fumetto ed alle Comunità di aggregazioni dei giovani, del territorio Nazionale.

È data facoltà ad ogni Istituto scolastico ed alle Comunità di giovani, nell’ambito del medesimo livello scolastico, di presentare fino ad un massimo di 5 elaborati inediti di classe e/o di gruppo e/o individuali, che abbiano l’intento di rappresentare sentimenti, immagini, emozioni, collegati al tema del Concorso, ispirandosi alla vita ed al contesto della persona, o gruppo di persone, individuata quale risultato delle riflessioni realizzate in classe con i docenti e tutor. Gli elaborati così selezionati dovranno avere le seguenti caratteristiche in relazione al livello scolastico:

  • Per le scuole materne un fumetto breve di minimo 1 tavola in A4/A3 a tema libero con max. 6 vignette.
  • Per le scuole primarie  un fumetto breve di minimo 2 tavole in A3 a tema libero con max. 6 vignette per pagina.
  •  Per le secondarie di primo grado un fumetto breve di minimo 3 tavole in A3 a tema libero con max. 8 vignette per pagina.
  • Per le secondarie di secondo grado un fumetto breve di minimo 5 tavole in A3 con max. 8 vignette per pagina che racconta la storia di Attilio Manca.
  • Per gli istituti d’arte, le scuole di fumetto e le università   un fumetto breve di minimo 10 tavole in A3 con max. 8 vignette per pagina che racconta la storia di Attilio Manca.

Dal sito sarà possibile scaricare un apposito Kit informativo/didattico di supporto per la realizzazione degli elaborati in concorso.

Le scuole e le comunità che scelgono di aderire al concorso devono fare pervenire la Scheda di Adesione in formato elettronico  entro il 30 novembre 2019 e seguire i successivi passaggi indicati nel regolamento.

Il 31 marzo 2010 tutti gli elaborati presentati al concorso saranno pubblicati in un apposito spazio del sito e potranno essere votati da tutti i visitatori fino alle ore 23.59 di sabato 11 aprile. Per ogni visitatore è consentita la possibilità di esprimere 1 solo voto. L’insieme dei visitatori che esprimeranno il proprio voto costituirà di fatto la “Giuria Popolare”.

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Il MIUR in collaborazione con Caritas Italiana bandisce un Concorso Nazionale dal titolo “Cittadini per una cultura dell’incontro: dai social alla comunita umana” cui possono partecipare gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado di istruzione, in forma individuale o in gruppo.
Per una piena e consapevole partecipazione al concorso, si invitano gli studenti ad approfondire le tematiche della campagna di sensibilizzazione sul tema, avvalendosi dei materiali messi a disposizione dalla Caritas italiana.
Gli studenti, preferibilmente in gruppo, potranno partecipare inviando:

  • 1 fotografia/disegno,
  • un breve scritto (max. 1.800 battute spazi inclusi),
  • oppure un breve video/spot (max 2 minuti).

Gli elaborati potranno contenere un’eventuale scheda esplicativa del percorso didattico realizzato.
Sono candidati al premio finale i lavori che avranno affrontato in maniera originale, creativa e significativa il tema oggetto del bando. I vincitori verranno premiati durante un evento di elevato valore istituzionale, in cui saranno anche presentati i lavori.

​Si consiglia un’attenta lettura del bando e dell’allegato, scaricabili dalla pagina ufficiale dedicata.
Le schede dovranno essere inviate entro e non oltre il 2 marzo 2020.

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Sei uno scienziato di talento agli inizi della carriera e che ha già prodotto un eccellente lavoro supervisionato, ti senti pronto a lavorare in modo indipendente e mostrare il potenziale per essere un leader della ricerca? La Starting Grants dell’ERC potrebbe fare al caso tuo.

​Possono candidarsi ricercatori di qualsiasi nazionalità con 2-7 anni di esperienza dal completamento del dottorato di ricerca (sono possibili estensioni in determinate circostanze – vedi l’ultimo programma di lavoro dell’ERC), con una storia scientifica che mostra grandi promesse e un’eccellente proposta di ricerca.
Le domande possono essere presentate in qualsiasi campo di ricerca.

Le sovvenzioni dell’ERC operano su una base “bottom-up” senza priorità prestabilite.

La ricerca deve essere condotta in un’organizzazione di ricerca pubblica o privata (nota come Istituzione ospitante / HI). Potrebbe essere l’HI in cui il richiedente già lavora, o qualsiasi altro HI situato in uno degli Stati membri dell’UE (vedi anche ammissibilità delle persone giuridiche del Regno Unito) o Paesi associati.
Le domande per una sovvenzione ERC devono essere presentate da un unico ricercatore principale (PI) in collaborazione con e per conto della propria Istituzione ospitante, denominata entità legale richiedente.
Le sovvenzioni vengono concesse all’Istituzione ospitante con l’impegno esplicito che questa istituzione offra condizioni adeguate affinché il principale investigatore possa dirigere la ricerca in modo indipendente e gestire i suoi finanziamenti per la durata del progetto.
Qualsiasi tipo di entità legale, comprese università, centri di ricerca e imprese, può ospitare l’IP e il suo team. Legalmente l’istituzione ospitante deve avere sede in uno degli Stati membri dell’UE o in uno dei paesi associati.

L’IP non deve necessariamente lavorare presso l’istituzione ospitante al momento della presentazione della proposta. Tuttavia, in caso di esito positivo della proposta, sono necessari un accordo reciproco e l’impegno dell’istituzione ospitante su come stabilire la relazione.
L’ERC concede progetti di sostegno realizzati da un singolo ricercatore che può assumere ricercatori di qualsiasi nazionalità come membri del team. È anche possibile avere uno o più membri del team situati in un paese extraeuropeo.
I posti vacanti per i membri del team interessati a partecipare a un progetto di ricerca guidato dall’ERC possono essere pubblicati sul portale Euraxess-Jobs.
Esistono  iniziative, sotto forma di “modalità di attuazione”, per i team finanziati dall’ERC in Europa per ospitare scienziati di talento non europei.
Le sovvenzioni iniziali possono essere assegnate fino a 1,5 milioni di euro per un periodo di 5 anni (pro rata per progetti di durata inferiore). Tuttavia, è possibile mettere a disposizione un ulteriore milione di € per coprire i costi ammissibili di “avviamento” per i ricercatori che si spostano da un paese terzo verso l’UE o un paese associato e/o l’acquisto di attrezzature importanti e/o l’accesso a grandi strutture e/o altri importanti costi di lavoro sperimentale e sul campo.

Una sovvenzione del CER può coprire fino al 100% dei costi diretti ammissibili totali della ricerca oltre a un contributo del 25% dei costi totali ammissibili ai costi indiretti.
Le domande di sovvenzione dell’ERC possono essere presentate solo in risposta a un invito a presentare proposte.
l’ERC ha inviti annuali a presentare proposte riguardanti tutti i settori scientifici.
Perché una domanda di sovvenzione dell’ERC sia completa, deve includere i moduli amministrativi, la proposta di ricerca e i documenti supplementari. La proposta completata deve essere presentata entro la data di chiusura specificata.

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E’ in programma sabato 5 e domenica 6 ottobre, all’Abbadia di Fiastra di Tolentino-Urbisaglia, in provincia di Macerata, l’ottava edizione dell’iniziativa nazionale della Copagri “Agricoltura in festa”.

L’iniziativa ospiterà confronti su tematiche di stringenti attualità inerenti al comparto primario e di forte interesse per i consumatori e i produttori agricoli, che vedranno la qualificata presenza di rappresentanti del mondo istituzionale, accademico e produttivo, tra i quali il sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe L’Abbate, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il presidente della Copagri Franco Verrascina ed il presidente della Copagri Marche Giovanni Bernardini.

Numerose e stimolanti saranno le iniziative organizzate nell’area convegni, che ospiterà confronti su tematiche di stringenti attualità inerenti al comparto primario e di forte interesse per i consumatori e i produttori agricoli, quali l’etichettatura dei prodotti agroalimentari, le piante officinali, l’agricoltura di precisione ed i prodotti fitosanitari.

In occasione della festa, gratuita e dedicata ai produttori agricoli, ma anche ai curiosi e agli appassionati del gourmet di tutte le età, si svolgerà la dodicesima edizione della “Mostra mercato dei prodotti agricoli e artigianali del territorio”, che si terrà dalle 9:00 alle 22:00 e ospiterà oltre cinquanta espositori, con ampio spazio riservato alla birra agricola e, per la prima volta, allo street food a base di prodotti locali.

 

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Nella giornata odierna due incendi hanno richiesto l’intervento del mezzo aereo del Corpo forestale.

Nelle campagne di Silius, in località “M.za Is Trunconis”, è intervenuto un elicottero proveniente dalla base del Corpo forestale di Villasalto. Le operazioni di spegnimento sono state dirette dal Corpo forestale della stazione di San Nicolo’ Gerrei coadiuvata dagli elitrasportati, 1 squadra di volontari di Goni e una squadra di Forestas di Armungia. L’incendio ha bruciato una superficie di pascolo cespugliato. Le operazioni di spegnimento, grazie al tempestivo arrivo delle squadre sul posto, si sono concluse alle ore 13.10.

Nelle campagne di Silanus, in località “P.ta Tiria”, dove è intervenuto un elicottero proveniente dalla base del Corpo forestale di Anela. Le operazioni di spegnimento sono state dirette dal Corpo forestale della Stazione di Bolotana coadiuvata dagli elitrasportati, 1 squadra di Forestas di Bolotana. L’incendio ha interessato una superficie di circa 4 ettari tra bosco e pascolo cespugliato. Le operazioni di spegnimento, grazie al tempestivo arrivo delle squadre sul posto, si sono concluse alle ore 18.40.

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La decisione assunta dall’Executive Board dell’UNESCO Global Geoparks, relativa all’esclusione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dalla Rete Mondiale dei Geoparchi, rappresenta la perdita di un’occasione fondamentale per il rilancio economico di tutta la Sardegna, per la promozione turistica e per il recupero delle aree che ancora risentono della fine delle attività estrattive e della crisi del comparto industriale, sia da un punto di vista occupazionale che da un punto di vista relativo alla bonifica e alla messa in sicurezza del territorio.

Un “cartellino rosso” che non arriva in maniera inaspettata e rappresenta il prevedibile risultato di una gestione del Parco che non è stata in grado di raggiungere gli standard individuati dall’UNESCO ed i risultati ottenuti in questi anni da analoghe realtà europee, nate successivamente al Parco Geominerario della Sardegna ma capaci di offrire un’offerta culturale e turistica che ha ottenuto risultati importanti e “creato sistema”, valorizzando il territorio ed incontrando il favore di un numero sempre maggiore di visitatori.

Un risultato negativo ancora più doloroso in quanto, il Parco Geominerario della Sardegna, nato nel 2001 e cresciuto fino ad abbracciare 8 macro aree rappresentative di tutto il territorio dell’Isola, è stato il primo Parco europeo ad entrare nella Rete dei Geoparchi, contribuendo al movimento socio-culturale di riscoperta delle tradizioni minerarie, di tutela dei siti dismessi e di valorizzazione del capitale umano legato alle attività estrattive.

La bocciatura da parte degli ispettori dell’UNESCO, impone a tutti l’avvio di una profonda riflessione, che possa coinvolgere la dirigenza del Geoparco, i soggetti istituzionali come i Comuni, l’Amministrazione regionale e le associazioni della società civile presenti nel territorio.

Un processo di confronto che parta dalla presa d’atto delle criticità emerse in questi anni, nei quali non si è riusciti a creare una vera sinergia con la società, a partire da un insufficiente coinvolgimento delle scuole, delle associazioni, del mondo accademico e dei settori produttivi.

In questo modo si è creata una distanza con la società civile e con le Istituzioni, frutto anche della mancata collaborazione nella gestione e valorizzazione dei siti ex minerari, malgrado da parte delle Amministrazioni comunali si sia più volte sollecitata la messa in atto di interventi a livello infrastrutturale, di messa in sicurezza della sentieristica, di contributi per l’apertura dei siti ex minerari nell’ottica di una loro valorizzazione turistica e per la formazione e la retribuzione del personale adibito a guida.

E’ impossibile non citare l’opera messa in atto dal comune di Iglesias in totale solitudine, per l’acquisizione ed il rilancio di siti minerari come Porto Flavia, nei quali si sono ottenuti risultati di grande rilevanza, con un costante incremento esponenziale nella presenza dei flussi turistici e con un’attenzione sempre crescente da parte dei tour operator, nell’ottica di una

promozione turistica che coniughi sviluppo e sostenibilità e che permetta di superare il turismo balneare limitato alla sola stagione estiva.

Un’opera esercitata dal solo Comune di Iglesias, a causa di forza maggiore ed in stato di necessità, nonostante esista un piano di gestione che assegna ai siti ex minerari 700.000,00 euro, importo che non è mai stato a disposizione del Comune di Iglesias, costretto quindi a provedere in maniera esclusiva ed autonoma.

Emblematico anche il caso dell’uscita del Parco Geominerario dalle Associazioni che gestiscono l’EcoMuseo di Rosas e il CICC di Carbonia, con il conseguente scioglimento delle stesse e lo stato di agitazione proclamato dalle sigle sindacali che rappresentano i lavoratori del comparto museale geominerario.

Per questi motivi, in qualità di Presidente della Comunità del Parco, ho convocato per venerdì 4 ottobre, alle ore 9.00 in prima convocazione e alle ore 10.00 in seconda convocazione, presso l’Aula Magna della Palazzina Bellavista di Monteponi, i membri della Comunità nell’imminenza della predisposizione del Bilancio di Previsione 2020, al fine di avviare la discussione per raccogliere indicazioni da trasferire al Consiglio Direttivo, che entro Ottobre/ Novembre p.v. sarà chiamato all’approvazione di suddetto bilancio.

Rivolgo l’invito di partecipare all’incontro della Comunità del Parco, per aprire un confronto sulla situazione dei siti ex minerari, sulle proposte per il bilancio di previsione 2020, e sulle criticità emerse dopo la bocciatura da parte dell’UNESCO, al fine di avviare una riflessione sul futuro del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna.

Mauro Usai

Presidente della Comunità del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna

 

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Nel Sulcis Iglesiente martoriato da una gravissima crisi socio-economica, si moltiplicano le emergenze a cadenza crescente. Uno dei settori maggiormente colpiti, negli ultimi mesi, è stato quello della sanità, con specifico riferimento alle imprese d’appalto e ai lavoratori in utilizzo. 6 mesi fa è esplosa l’emergenza di 12 lavoratori della Serco srl, impresa impegnata nel settore delle manutenzioni, lavoratori che sono ancora privi sia di lavoro sia di ammortizzatori sociali; circa un mese e mezzo fa è stata la volta di 15 lavoratori della Carbotermo, impresa impegnata nel settore delle manutenzioni straordinarie; ora a rischiare di perdere il poro posto di lavoro sono 44 lavoratori in utilizzo impegnati in vari servizi, quali il trasporto sangue tra gli ospedali di Iglesias e Carbonia, l’apertura dei poliambulatori, i servizi ticket e cup, custodia e guardiania. La loro situazione è stata al centro di un incontro svoltosi questa mattina presso il Centro direzionale della ASSL di Carbonia, tra il dirigente Francesco Melis ed i rappresentanti sindacali di CGIL, CISL e UIL e della CISAL, nel corso del quale è emerso che la copertura finanziaria destinata a questi lavoratori si fermerà al mese di novembre, anziché al previsto mese di dicembre.

Al termine dell’incontro, il coordinatore regionale della CISAL Sardegna, Fabio Enne, ha inviato una richiesta di incontro all’assessore regionale del Lavoro, Alessandra Zedda, e per conoscenza all’assessorato della Sanità.

«A seguito dl un’assemblea tenutasi in data odierna con i lavoratori in utilizzo, operativi presso ATS del Sulcis Iglesiente – scrive Fabio Enne – riferiamo forte preoccupazione derivante dalla loro possibile precarietà, in quanto, la copertura finanziaria prevista fino dicembre 2079, potrebbe invece essere sufficiente fino al mese di novembre. Considerata lo grave situazione in cui verso tutto il sistema sanitario del territorio, aggravato dalla forte razionalizzazione nei servizi attinenti, riteniamo urgente una discussione che posso mettere in atto un percorso di prospettivo per i lavoratori sopracitati, garantendo i livelli occupativi, senza indebolire ulteriormente la qualità delle prestazioni all’interno del comparto.»

La situazione di questi lavoratori acuisce ulteriormente una situazione complessiva del territorio giunta ormai al limite del dramma sociale. Le vertenze delle maggiori aziende del polo industriale si protraggono da diversi anni, nel corso dei quali il Sulcis Iglesiente ha perso altre migliaia di posti di lavoro sia nel terziario sia nel settore dei servizi. I giovani hanno ripreso da tempo la strada dell’emigrazione, ripetendo le esperienze vissute dai loro genitori e, soprattutto, dai loro nonni, alla fine degli anni ’50 e negli anni ’60 e chi decide di restare, purtroppo, è costretto a vivere in condizioni di estrema precarietà, spesso ai limiti e oltre l’indigenza… E le forze politiche non sembrano aver ancora preso piena coscienza della gravità della situazione in cui vive il territorio, la “Provincia più povera d’Italia”.

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Le segreterie FP-CGIL, FP-CISL e UIL-FPL hanno organizzato un’assemblea dei lavoratori AIAS per il 30 settembre, in vista dello sciopero proclamato per il 7 ottobre, per contestare ancora una volta l’irregolarità nella corresponsione degli stipendi e richiedere una fase nuova per il servizio e la tutela del lavoro.

«Nonostante le dichiarazioni e gli impegni presi dalla politica e le iniziative del Consiglio e della Giunta, i lavoratori ed il servizio vivono ancora una situazione di disagio e preoccupazione – spiegano i tre segretari Roberta Gessa, Massimo Cinus e Fulvia Murru -. È necessaria una svolta decisiva e concreta da parte delle Istituzioni alle quali si chiede di avere il coraggio di definire la vertenza. Organizziamo pertanto un’assemblea del personale in vista dello sciopero proclamato per il 7 ottobre, per contestare ancora una volta l’irregolarità nella corresponsione degli stipendi e richiedere una fase nuova per il servizio e la tutela del lavoro.»