7 July, 2026

Dopo il successo della seconda edizione, Carbonia si prepara ad accogliere la terza edizione di “Carta Carbonia”, il festival letterario in programma dal 23 al 26 luglio 2026, con un progetto culturale ampio, multidisciplinare e fortemente legato al territorio.

Il festival, presentato ufficialmente giovedì 28 maggio, negli spazi del Teatro Massimo di Cagliari, è promosso dal comune di Carbonia con il sostegno del Fondo FSE+, Priorità 5, Obiettivo Specifico 4.11, e con il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.

«Carta Carboniadichiara il sindaco di Carbonia Pietro Moritturappresenta per la nostra città un investimento culturale e strategico. La terza edizione conferma la volontà dell’Amministrazione comunale di costruire un progetto capace di valorizzare Carbonia non solo come luogo della memoria mineraria e operaia, ma anche come spazio contemporaneo di confronto, formazione e produzione culturale. In un tempo segnato da profonde tensioni internazionali, conflitti, trasformazioni geopolitiche e nuove fragilità sociali, riteniamo fondamentale offrire alla comunità occasioni di lettura critica del presente. La presenza di autori, giornalisti e studiosi che si occupano di geopolitica, attualità internazionale e grandi scenari globali permette di portare questi temi anche nel Sulcis, rendendo Carta Carbonia un festival capace di parlare del presente con attenzione, competenza e apertura e di mettere la nostra città al centro del dibattito culturale regionale e nazionale·»

«Carta Carbonia 2026 – afferma l’assessora della Cultura della Città di Carbonia Giorgia Melinasce con l’obiettivo di intrecciare linguaggi diversi – libri, podcast, divulgazione, fotografia, memoria, geopolitica e nuove forme di racconto – costruendo non solo un calendario di eventi, ma un vero percorso culturale e formativo. La Scuola di Narrazione e Podcast Genius, aperta gratuitamente ai partecipanti, rappresenta uno degli elementi centrali del progetto perché permette alla comunità, e in particolare ai giovani, di diventare parte attiva del racconto della città. Accanto agli appuntamenti principali, che avranno nell’Arena Mirastelle il loro cuore, il festival vivrà anche attraverso iniziative collaterali, laboratori e proposte dedicate alle scuole. La mostra fotografica dedicata a Giovanni Coda e il laboratorio multimediale rivolto agli studenti confermano la volontà di ampliare il perimetro di Carta Carbonia: un festival che guarda alla letteratura, ma anche all’immagine, alla didattica innovativa e alla responsabilità dello sguardo, raccontando Carbonia a partire dalla sua identità e aprendola a una prospettiva contemporanea, educativa e internazionale.»

Il percorso di avvicinamento al festival ha preso ufficialmente forma il 22 maggio, con i primi passi pubblici della seconda edizione della Scuola di Scrittura Genius, quest’anno dedicata alla narrazione audio e al podcast. Un laboratorio gratuito che accompagnerà il cammino verso Carta Carbonia 2026 e che rappresenta uno dei tasselli più significativi dell’intero progetto: non solo un’esperienza formativa, ma anche uno spazio di partecipazione, racconto del territorio e coinvolgimento diretto della comunità.

«La terza edizione di CartaCarbonia – racconta Giovanni Follesa, direttore artistico del festivalnasce con un obiettivo chiaro: lavorare affinché Carbonia diventi uno spazio accogliente dedicato al racconto contemporaneo. In un tempo dominato dalla velocità, dalla frammentazione e dal consumo rapido delle informazioni, la cultura deve tornare a essere uno spazio di incontro reale, capace di unire pensiero, emozione e comunità. Per questo CartaCarbonia non è soltanto un festival letterario, ma un laboratorio aperto dove letteratura, giornalismo, fotografia, musica e nuovi media dialogano tra loro per interpretare il presente. Carbonia, con la sua storia operaia, mineraria e profondamente umana, non è semplicemente una cornice: è il cuore simbolico del festival. Una città – continua Follesa – nata dal lavoro e dalla trasformazione sociale che oggi sceglie di investire nella cultura come strumento di futuro. Il programma, sfaccettato e plurale, si inserisce in questo solco con alcune delle voci più autorevoli della cultura italiana contemporanea, capaci di dialogare con pubblici diversi, generazioni differenti e sensibilità lontane.»

La terza edizione di Carta Carbonia

L’edizione 2026 del festival si annuncia come un appuntamento capace di intrecciare libri, divulgazione, memoria, geopolitica, spettacolo, podcast, arti visive e partecipazione civica. Non una semplice rassegna di incontri, dunque, ma un percorso culturale che partirà dalla formazione e arriverà alle serate pubbliche dell’Arena Mirastelle, cuore degli eventi principali.

Il programma presentato a Cagliari conferma una direzione chiara: Carta Carbonia vuole portare nel Sulcis alcune delle voci più interessanti del panorama culturale e letterario nazionale, costruendo un dialogo tra letteratura, attualità, scienza, geopolitica, memoria e nuove forme di racconto.

Tra i protagonisti della terza edizione figurano Giacomo Mameli, con Pedrito, lamette a Caracas, fiori a OrgosoloEmanuele Trevi, con Mia nonna e il ConteVincenzo Schettini, con lo spettacolo La fisica che ci piaceMiguel Gotor, con Lomicidio di Piersanti MattarellaTelmo Pievani, con Il delitto di Darwin. Storia di un segreto spaventosoFrancesco Abate e Fabio Farigu, protagonisti del karaoke letterario de Gli Indegni.

Nel cartellone anche Matteo Caccia e Giulia Bertasi, con Orazio liveFrancesco Piccolo, con TotòMassimo Franco, con Papi, dollari e guerreElio Turno Arthemalle, con un reading dedicato a Carbonia; Anthony Muroni, con La firma del RePaola Soriga, con lo spettacolo Un irresistibile viaggio del mondo Grazia Deledda, Joyce Lussu e Maria GiacobbeAndrea Serra con Fernando o della melanconia dell’irreversibile ed Edoardo Prati, atteso con un talk pensato per dialogare anche con le nuove generazioni.

Le quattro giornate, dal 23 al 26 luglio, saranno attraversate da presentazioni di libri, talk, reading, spettacoli e momenti di approfondimento. Al centro ci saranno i grandi temi del nostro tempo: il rapporto tra memoria e identità, le trasformazioni sociali, le tensioni geopolitiche, la divulgazione scientifica, il racconto del Novecento, il dialogo tra generazioni e il modo in cui i territori possono diventare spazi vivi di narrazione.

La giornata conclusiva, domenica 26 luglio, avrà un valore particolarmente simbolico. Oltre alla presentazione pubblica dei lavori della Scuola di Narrazione Genius, il festival chiuderà il proprio percorso mettendo insieme letteratura, divulgazione e racconto orale, confermando la volontà di trasformare Carta Carbonia in un luogo di incontro tra linguaggi diversi.

La Scuola Genius

Dentro l’articolato percorso di Carta Carbonia 2026 si inserisce la programmazione della Scuola di Narrazione e Podcast Genius, curata dall’Associazione Story Genius. Il laboratorio, completamente gratuito, si svolgerà in presenza a Carbonia dal 20 al 26 luglio, in orario pomeridiano e serale.

L’iniziativa sarà aperta a tutte le persone interessate, residenti e non residenti a Carbonia, a partire dai 12 anni. Le iscrizioni resteranno aperte fino al 10 luglio attraverso il form disponibile sul sito www.cartacarbonia.it e sui canali social Facebook e Instagram di Carta Carbonia Festival Letterario.

La Scuola Genius porterà dentro Carta Carbonia un laboratorio intensivo di sette giorni dedicato al podcast e alla narrazione sonora, pensato per dare voce alle storie, alle idee e agli sguardi di chi vive, attraversa e racconta Carbonia. L’obiettivo è trasformare il territorio in materia narrativa, facendo emergere memorie, esperienze, luoghi, linguaggi e prospettive nuove.

Durante il percorso, i partecipanti impareranno a scrivere per essere ascoltati, utilizzare microfoni e strumenti audio, condurre al microfono, realizzare interviste, registrare e montare la propria voce, scegliere musiche ed effetti sonori coerenti con il racconto da costruire.

Il percorso si concluderà con la realizzazione del “numero zero”, la prima puntata di un podcast originale ideata, scritta, registrata e montata dai partecipanti. Le voci raccolte entreranno così nel racconto del festival e del territorio, trasformando la Scuola di Narrazione in un vero laboratorio di cittadinanza sonora, dove Carbonia si ascolta, si archivia e si condivide.

A guidare il percorso saranno docenti con esperienze consolidate nel campo della scrittura, della radio, del giornalismo, del cinema, della narrazione audio e della formazione. Tra loro figurano nomi di rilievo come Lucia Pappalardo, scrittrice, giornalista e filmmaker; Paolo Restuccia, scrittore e regista della trasmissione Il Ruggito del Coniglio su Rai Radio2; Loredana Germani, tra i fondatori della Scuola di scrittura creativa Genius e impegnata nella scrittura, nella formazione e nella divulgazione letteraria; e Andrea Borgnino, giornalista, autore e conduttore radiofonico.

Scuole, mostra fotografica ed eventi autunnali

Durante le giornate del festival sarà proposto anche il Workshop su prenotazione Haiku, condotto da Daniela Cimino a cura dell’Associazione Cherimus.

L’haiku è un’antica forma poetica giapponese che, attraverso tre versi e diciassette sillabe, riesce a racchiudere un gesto, un’immagine, un’intuizione o un istante. Privo di titolo e di rima, chiede soprattutto attenzione: invita a fermarsi, osservare, cogliere un dettaglio minimo della realtà e trasformarlo in parola poetica. Per la sua immediatezza e semplicità, rappresenta una forma ideale per avvicinare adulti e bambini alla poesia, rendendo l’esperienza creativa accessibile, leggera e coinvolgente.

Nel corso del laboratorio i partecipanti saranno accompagnati in un piccolo viaggio nel tempo e nello spazio: impareranno a riconoscere emozioni nelle foglie, nei gesti, nei paesaggi e nei frammenti della quotidianità, scoprendo la possibilità di essere poeti attraverso lo sguardo. I componimenti realizzati durante il workshop saranno poi raccolti in un libro di immagini e parole, costruito direttamente dai partecipanti.

Sempre nell’ambito delle giornate del festival, la dimensione visiva troverà spazio con AS IT IS, la mostra fotografica scandaglia i 35 anni di attività di Giovanni Coda, regista, autore, fotografo e curatore cagliaritano, da oltre trentacinque anni impegnato in una ricerca che attraversa cinema, fotografia, videoarte e impegno civile. Direttore artistico del V-Art – Festival Internazionale Immagine dAutore, fondatore di The Social Gallery a Quartu Sant’Elena e autore di opere presentate in contesti museali e internazionali, Coda porterà a Carta Carbonia un percorso espositivo capace di dialogare con i temi centrali del festival: la memoria, il corpo, i luoghi, la dignità umana e la responsabilità dello sguardo.

La mostra proporrà opere della collezione LOGUS e immagini tratte dal reportage umanitario realizzato in Bangladesh nell’ambito del progetto internazionale di cooperazione promosso da Farmacisti nel Mondo. Un racconto fotografico che non si limita a documentare, ma invita a sostare davanti alle immagini, a riconoscere ciò che resta e ciò che resiste, trasformando la fotografia in una forma di testimonianza, relazione e memoria visiva dedicata agli esseri umani.

Il progetto non si esaurirà nelle quattro giornate del festival. Accanto agli appuntamenti principali sono previste attività collaterali, percorsi formativi e iniziative dedicate al rapporto tra memoria, arti visive, partecipazione e nuovi linguaggi del racconto.

La dimensione formativa proseguirà quindi in autunno con il laboratorio multimediale “La storia immersiva”, rivolto alle scuole superiori e dedicato all’uso della realtà virtuale nella didattica della storia, a partire dai bombardamenti di Cagliari e Carbonia del 1943. Un’occasione di formazione, dialogo e confronto che conferma la vocazione del festival a unire memoria, innovazione e consapevolezza critica.

Con la presentazione ufficiale al Teatro Massimo di Cagliari, Carta Carbonia 2026 entra così nella sua fase pubblica e conferma l’ambizione di riportare Carbonia e il Sulcis al centro di un racconto culturale capace di unire territorio, comunità e grandi voci della scena nazionale.

Dopo la giornata di accoglienza ospitata negli spazi della Foresteria Monteponi, domani, domenica 31 maggio, entrerà nel vivo la ventisettesima edizione del Giro delle Miniere, una delle più importanti gare a tappe master d’Italia.

Saranno oltre trecento gli atleti che prenderanno il via da Iglesias per la prima prova della manifestazione organizzata dalla SC Monteponi e dedicata alla memoria di Franco Ballerini. Una partecipazione che conferma ancora una volta il prestigio nazionale e internazionale della corsa, capace di richiamare ciclisti provenienti da tutta Italia e da diversi Paesi europei e internazionali.

Ad aprire il programma agonistico sarà la 27ª Gran Fondo delle Miniere – Trofeo Parco Geominerario Memorial Roberto Saurra, prova valida per l’assegnazione del Campionato Regionale Gran Fondo della Federazione Ciclistica Italiana.

La corsa si svilupperà lungo un percorso di 123 chilometri attraverso alcuni dei paesaggi più suggestivi della Sardegna sud-occidentale. Dopo la partenza da Iglesias, gli atleti attraverseranno Villamassargia, Vallermosa, Gonnosfanadiga, Arbus e Fluminimaggiore prima di fare ritorno nel cuore minerario del Sulcis Iglesiente. Due Gran Premi della Montagna, lunghi tratti vallonati e il circuito finale di Iglesias renderanno la gara particolarmente selettiva fin dalle prime battute.

La partenza ufficiale è prevista alle 9.15 dalla Zona Industriale Sa Stoia, dopo il trasferimento dal quartier generale di Monteponi, mentre l’arrivo è previsto intorno alle 12.30 in viale Aligi Sassu. Seguiranno le premiazioni assolute, la vestizione della Maglia Bianca del Giro delle Miniere e l’assegnazione delle maglie di Campione Regionale FCI Gran Fondo. La giornata sarà accompagnata dalle esibizioni degli Sbandieratori e Tamburini di Iglesias, del Gruppo Folk cittadino e dalla Banda Musicale Giuseppe Verdi, a testimonianza del forte legame tra la manifestazione e il territorio che la ospita. Al termine della gara spazio al tradizionale pasta party presso il piazzale di Monteponi.

Ma il Giro delle Miniere è molto più di una semplice competizione ciclistica. È un racconto in movimento che attraversa uno dei territori più identitari della Sardegna. Monteponi, sede storica della manifestazione, rappresenta ancora oggi uno dei simboli più significativi della memoria industriale isolana. Tra laverie, pozzi minerari e testimonianze di archeologia industriale, il ciclismo incontra la storia di migliaia di lavoratori che hanno contribuito a costruire l’identità del Sulcis Iglesiente.

«Ogni anno il Giro delle Miniere riesce a coniugare sport, promozione territoriale e partecipazione sottolinea il presidente della SC Monteponi Luigi Mascia -. Per noi è motivo di orgoglio vedere arrivare in Sardegna centinaia di atleti che scelgono questa manifestazione non soltanto per il valore tecnico delle gare, ma anche per l’opportunità di scoprire un territorio straordinario. La Gran Fondo di Iglesias rappresenta la tappa simbolo del Giro e l’inizio di quattro giornate che metteranno in mostra il meglio del Sulcis Iglesiente.»

Dopo la prova inaugurale di Iglesias, il Giro delle Miniere proseguirà lunedì 1 giugno con la 3ª Coppa Città di Carbonia – Trofeo Monte Sirai, martedì 2 giugno con il Campionato Italiano Cronometro a Coppie tra Gonnosfanadiga e Pabillonis e mercoledì 3 giugno con la tappa conclusiva di Nuraxi Figus, che assegnerà le classifiche finali della manifestazione.

L’intera manifestazione sarà seguita quotidianamente da Directasport attraverso servizi, interviste, aggiornamenti e speciali dedicati alle singole tappe.

 

La comunità di Portoscuso a conclusione della Sa Festa Manna di martedi 26 maggio 2026, accoglie con profonda gratitudine e sincera emozione un dono di straordinario valore artistico, culturale e spirituale destinato ad arricchire il patrimonio della Parrocchia Vergine d’Itria.
Il Gruppo Folk “Santu Juanni” di Pabillonis ha voluto omaggiare la parrocchia, grazie al comitato Vergine D’Itria, con una splendida tovaglia d’altare realizzata interamente a mano dalla Sartoria Cossu, storica realtà artigianale del paese campidanese, attraverso il paziente e prezioso lavoro della sarta Rita, autentica custode di un sapere antico che continua a vivere grazie alla passione e alla dedizione delle sue mani esperte.
L’opera si presenta come un vero capolavoro di arte sacra tessile: un raffinato intreccio di ricami in filo oro che si sviluppano armoniosamente lungo tutto il tessuto, tra motivi floreali, decori liturgici e richiami simbolici di grande eleganza. La ricchezza dei particolari, la perfezione delle linee e la delicatezza delle lavorazioni testimoniano non soltanto una straordinaria abilità tecnica, ma anche l’amore e la devozione con cui ogni singolo dettaglio è stato realizzato.
Non si tratta semplicemente di una tovaglia d’altare, ma di un’opera che racchiude identità, fede, tradizione e memoria collettiva. Un dono che impreziosisce la casa della Vergine d’Itria e che resterà nel tempo come simbolo concreto di fratellanza tra comunità unite dagli stessi valori.
Questa importante donazione rafforza ulteriormente il gemellaggio che dal 2017 lega il Comitato Vergine d’Itria di Portoscuso al Gruppo Folk “Santu Juanni” di Pabillonis, un rapporto nato nel segno della cultura popolare, della spiritualità e della valorizzazione delle tradizioni sarde. Nel corso degli anni, questo legame si è consolidato attraverso incontri, partecipazione reciproca alle festività religiose e momenti di autentica condivisione umana e culturale.
I gemellaggi tra associazioni e comunità rappresentano oggi una risorsa fondamentale per preservare e tramandare il patrimonio identitario della Sardegna. Essi permettono di creare ponti tra territori diversi, mantenendo vive usanze, tradizioni e antichi mestieri che rischierebbero altrimenti di andare perduti. Attraverso questi rapporti nasce una rete di amicizia e collaborazione capace di unire persone e generazioni nel nome della cultura e della devozione popolare.
Un riconoscimento speciale merita la Sartoria Cossu di Pabillonis, da anni punto di riferimento nella realizzazione degli abiti tradizionali sardi e nelle lavorazioni artigianali di pregio. La sartoria rappresenta un’eccellenza del territorio, capace di custodire e tramandare tecniche antiche con uno stile raffinato e profondamente rispettoso della tradizione.
In particolare, il lavoro realizzato da Rita assume un valore ancora più significativo perché racchiude l’anima autentica dell’artigianato sardo: pazienza, precisione, sacrificio e amore per la propria terra. Ogni ricamo racconta una storia, ogni filo intrecciato diventa testimonianza viva di una cultura che continua a emozionare e a tramandarsi nel tempo.
La comunità portoscusese conserverà questo dono con orgoglio e riconoscenza, consapevole di ricevere non solo un prezioso manufatto liturgico, ma anche un messaggio profondo di amicizia, unione e continuità delle tradizioni popolari che rendono unica la nostra Sardegna.

Il Direttore del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, Fabrizio Atzori, assieme all’ingegnere per l’Ambiente e il Territorio del Parco Geominerario Alessandro Abis, hanno preso parte all’International Intensive Course on UNESCO Global Geoparks 2026 dal titolo “Geoparchi Globali UNESCO: geoconservazione, turismo sostenibile e sviluppo locale”, svoltosi sull’isola di Lesvos (Grecia) dal 15 al 25 maggio 2026.
Organizzato congiuntamente dall’UNESCO e dal Global Geoparks Network, con il concorso dell’Università dell’Egeo – Dipartimento di Geografia e del Museo di Storia Naturale della Foresta Pietrificata di Lesvos, il corso ha rappresentato una importante occasione di confronto tecnico e istituzionale per operatori, ricercatori e gestori di geoparchi provenienti da diversi paesi. Le giornate di lavoro hanno approfondito temi chiave quali la geoconservazione, le pratiche di turismo sostenibile e le strategie per favorire lo sviluppo locale attraverso la valorizzazione del patrimonio geologico e naturalistico.
Nel corso dell’evento il Direttore Atzori ha svolto proficui colloqui con autorevoli rappresentanti del Global Geoparks Network tra cui Arthur Sà, Presidente del Network, e Nickolas Zouros, Segretario Generale dell’Executive Board. Gli incontri hanno costituito il momento per annunciare l’intenzione del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna di presentare una nuova candidatura per l’adesione al Global Geoparks Network.
In tale prospettiva, il Parco ha avviato la fase preparatoria del dossier di candidatura e annunciato l’imminente avvio di una serie di riunioni territoriali rivolte ad amministratori locali e cittadini. L’obiettivo è illustrare il progetto di candidatura, raccogliere contributi e favorire il coinvolgimento delle comunità locali nel processo di valorizzazione e tutela del patrimonio geominerario e paesaggistico della Sardegna.

In tutti i 33 uffici postali del Sulcis Iglesiente le pensioni del mese di giugno saranno in pagamento a partire da lunedì 1.
Sempre a partire da lunedì 1 le pensioni di giugno saranno disponibili anche per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution che abbiano scelto l’accredito. I possessori di Carta di Debito associate a conti/libretti o di Postepay Evolution, quindi,potranno prelevare in contanti dai 25 ATM Postamat del territorio, senza recarsi allo sportello.
Per ritirare la pensione allo sportello occorre presentare un documento d’identità valido oppure delegare una terza persona al prelevamento del denaro.
A partire dal 3 agosto 2026, in base a quanto previsto dal regolamento europeo n. 1208 del 12 giugno 2025, la Carta d’Identità cartacea non sarà più valida come documento di riconoscimento. Se non si possiede altro documento come patente o passaporto, sarà necessario dotarsi entro quella data della Carta d’Identità Elettronica (CIE).
Inoltre, i possessori di Carta di Debito associate a conti/libretti potranno usufruire gratuitamente di una polizza assicurativa che consente un risarcimento fino a 700 euro all’anno sui furti di contante subiti nelle due ore successive al prelievo effettuato sia dagli sportelli postali sia dagli ATM Postamat.
Poste Italiane infine consiglia a tutti i pensionati, ove possibile, di recarsi a ritirare la pensione in tarda mattinata o durante le ore pomeridiane privilegiando i giorni successivi ai primi per evitare tempi di attesa superiori alla media,

 

«La Regione sta sottovalutando l’impatto sul diritto alla mobilità dei sardi e sull’intera economia isolana. Se alle dichiarazioni del più grande vettore low cost seguisse il disimpegno in Sardegna si realizzerebbe un maggiore e pericoloso isolamento. La Regione potrebbe realizzare una sperimentazione di alcuni anni, compensando i mancati introiti ai Comuni che ne beneficiano, così da mettere alla prova le compagnie aeree e valutare se realmente all’eliminazione della tassa corrispondano maggiori investimenti in rotte e aeromobili, con conseguenti ricadute occupazionali ed economiche. Come peraltro è già accaduto nelle tre regioni (Friuli Venezia Giua, Calabria e Abruzzo) che hanno abolito la tassa.»

Lo ha detto Ignazio Locci, presidente del Cal (Consiglio delle autonomie locali, intervenendo nel dibattito sulla tassa d’imbarco aeroportuale.

«È un tema di grande importanza anche per le autonomie locali, consapevoli che un consistente aumento del traffico aereo possa determinare un aumento del Pil regionale con inevitabili vantaggi anche per i loro bilanci», ha aggiunto Ignazio Locci.

Con grande emozione abbiamo partecipato a Nuxis ad un momento di memoria collettiva dedicato a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, figura carismatica che ha saputo trasformare e comunicare il modo di interpretare il cibo e valorizzare la dignità di coloro che con passione hanno a cuore la tutela del pianeta e della biodiversità.
Ringraziamo sentitamente l’Amministrazione comunale di Nuxis, il sindaco Romeo Ghilleri e tutta la Comunità per aver condiviso questo momento così significativo, culminato nella messa a dimora di un simbolico albero di noce e nell’apposizione di una targa commemorativa nel viale Indipendenza.
Un grande grazie va ai Soci Slow Food Cagliari che hanno partecipato con sensibilità e spirito di Comunità, in particolare Greca e Piero Andrea Pilloni del ristorante Licu e Giuannicu di Santadi e Manuele Fanutza del ristorante Letizia, insignito fin dal 2016 della Chiocciola e presente nella Guida delle Osterie d’Italia.
Un grazie speciale va agli studenti e docenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che sono venuti a trovarci qui nel Sulcis. Nei loro occhi appare una speranza immensa, tantissima energia ed una contagiosa voglia di fare per costruire un pianeta migliore. Hanno scelto di studiare il cibo, non solo come nutrimento, ma come atto politico, portando avanti con orgoglio l’eredità e gli ideali di Carlo Petrini.
I giovani sono il nostro futuro e il futuro del nostro pianeta e abbiamo una grande responsabilità nel passaggio di testimone. Sappiamo bene che non stiamo consegnando loro il mondo nel migliore dei modi, ma la loro energia e determinazione ci riempiono il cuore di ammirazione e di speranza.
Antonella Angioni

Nel maggio del 1882 Gabriele D’Annunzio arrivò a Villacidro, affascinato da storia e leggende, tra le sue esplorazioni, vide la cascata di Sa Spendula e ne rimase affascinato tanto da dedicarle una poesia. Il 2 giugno si ripercorrono gli stessi passi – e quella cascata è ancora lì. È questa la scommessa del Club di Jane Austen Sardegna: restituire al paesaggio la voce di chi lo ha attraversato e amato, trasformando la letteratura in un’esperienza che si sente sotto i piedi. Con “Passeggiando con Gabriele D’Annunzio”, un itinerario di circa 2,5 km e tre ore di durata, Villacidro torna a essere quella che D’Annunzio chiamò ‘l’isola della magia’.

Il percorso, inserito nella iniziativa Viviverde: speciale rosso del Comune di Villacidro, prende il via dal Lavatoio Pubblico e attraversa il centro storico fino alla cascata di Sa Spendula: gli stessi luoghi che il poeta visitò in compagnia degli scrittori Edoardo Scarfoglio e Cesare Pascarella, ospiti del professor Todde. Lungo il cammino, un gruppo di rievocatori e una voce narrante danno corpo a figure storiche e leggendarie, alternando narrazione, letture poetiche e momenti teatrali. Emergono i miti della “bidda de is cogas” – il paese delle streghe – e le suggestioni che ispirarono al Vate uno dei suoi sonetti più celebri. A chiudere, una degustazione in collaborazione con Murgia Liquori. La visita guidata è affidata alla dott.ssa Roberta Carboni, guida turistica iscritta all’albo.

«Non volevamo fare una lezione di letteraturadice la direttrice artistica Giuditta Sireus -. Volevamo fare qualcosa che si ricorda. D’Annunzio non è solo un nome sui libri di scuola: è un uomo che camminò questi stessi vicoli, rimase senza parole davanti a quella cascata e poi le parole le trovò e le scrisse. Riportare le persone in quei luoghi, con lui come guida, è il modo più onesto e allo stesso tempo sorprendente e coionvolgente che conosciamo di fare cultura.»

«Villacidro merita di essere raccontata aggiunge la presidente Gabriela Podda -. E questa passeggiata è un modo vincente per farlo: partendo da una storia vera, da un poeta che arrivò qui e non riuscì a dimenticarla. Quando un luogo lascia il segno nella letteratura, significa che ha qualcosa di straordinario. Noi lo portiamo allo scoperto.»

La passeggiata fa parte delle Anteprime Estive del Dicembre Letterario 2026, l’undicesima edizione del festival promosso dal Club di Jane Austen Sardegna che dal 2 luglio al 18 settembre animerà Cagliari, Sassari, Nuoro, Galtellì, Villacidro e Buggerru con incontri, laboratori, reading e spettacoli sul tema «I libri sono tutto, i libri sono la vita». Il festival è sostenuto dalla Fondazione di Sardegna.

Si è concluso con un bilancio positivo, a Portoscuso, il progetto “Leggere il Passato, Scrivere il Futuro”. Il Comune di Portoscuso, riconosciuto attraverso la partecipazione al bando CEPELL – Centro per il Libro e la Lettura del Ministero della Cultura “Città che legge”, si è posto al centro di una rete di soggetti attivi sul territorio – associazioni culturali, scuole, biblioteche, archivi e cittadini – che hanno operato in sinergia per raccogliere, documentare e condividere la tradizione orale, le testimonianze degli anziani e i racconti della memoria popolare.

Il progetto ha iniziato il suo percorso lunedì 3 febbraio 2025, nella sala consiliare del comune di Portoscuso, dove si è svolta la riunione operativa, alla quale hanno partecipato il sindaco, dott. Ignazio Atzori, l’assessore della Cultura Ornella Pilisio e i rappresentanti delle associazioni partner.

“Leggere il Passato, Scrivere il Futuro”  ha visto l’approntamento di una mediateca interattiva, fruibile anche da remoto e da dispositivi mobili, che ospita testimonianze, testi, audio, video e fotografie. Un lavoro di ricerca e selezione della grande quantità di materiale disponibile, realizzato con il contributo attivo delle scuole, che hanno partecipato a laboratori e attività dedicate, e con il supporto della Biblioteca Comunale.

Questo importante risultato è arrivato al termine di un percorso consolidato ultradecennale di promozione della lettura e della cultura del libro, come testimoniato dalle manifestazioni letterarie come la Fiera del Libro, il Circolo di Lettura di Argonautilus, la partecipazione al Maggio dei Libri, e il costante lavoro di rete tra istituzioni e associazioni culturali. Le realtà coinvolte hanno collaborato nell’organizzazione di eventi, nella raccolta di materiali e nella promozione della lettura come strumento di crescita e identità collettiva.

Le giovani generazioni, destinatarie ultime del progetto, sono state coinvolte in laboratori di lettura, scrittura e narrazione, chiamate a reinterpretare e “riscrivere” il passato con linguaggi contemporanei, contribuendo così alla costruzione di un nuovo immaginario collettivo.
Il progetto si è articolato, inoltre, in sessioni di letture condivise nei luoghi simbolo del territorio, lungo percorsi identitari e naturali di particolare significato.

Il progetto non rappresenta un punto di arrivo, ma un punto di partenza: un impegno costante per custodire, valorizzare e tramandare il patrimonio immateriale di Portoscuso, rafforzando lo spirito di comunità e creando nuove occasioni di aggregazione, dialogo e partecipazione culturale per il futuro.

Giampaolo Cirronis

 

Martedi 26 maggio con SA FESTA MANNA, si sono conclusi a Portoscuso i solenni festeggiamenti in onore di Santa Maria d’Itria, appuntamento tra i più sentiti e identitari dell’intero territorio sulcitano. Giorni intensi di fede, tradizione, partecipazione popolare e memoria collettiva hanno ancora una volta confermato quanto questa celebrazione rappresenti non soltanto un evento religioso, ma un autentico patrimonio culturale e spirituale della comunità portoscusese.
La festa della Vergine d’Itria affonda le proprie radici nella storia più profonda del paese, intrecciandosi con il vissuto di generazioni che hanno tramandato devozione, riti e senso di appartenenza. In un tempo segnato da cambiamenti rapidi e spesso da una progressiva perdita delle identità locali, Portoscuso ha saputo invece riaffermare, con grande dignità e partecipazione, il valore delle proprie tradizioni. Le celebrazioni dedicate alla Madonna d’Itria non sono soltanto un richiamo alla fede, ma diventano ogni anno occasione di incontro, coesione sociale e riconoscimento reciproco tra cittadini, famiglie, emigrati rientrati per l’occasione e giovani generazioni chiamate a custodire questa eredità.
Profondo e fortemente simbolico è il legame che unisce la Vergine d’Itria a Sant’Antonio di Padova, patrono dei tonnarotti e figura storicamente legata alla cultura marinara di Portoscuso. Un rapporto che nasce dal mare, dalla fatica degli uomini della tonnara, dalle antiche tradizioni dei pescatori e da quella spiritualità popolare che per secoli ha accompagnato il lavoro, il sacrificio e la speranza delle famiglie del paese. La Vergine d’Itria e Sant’Antonio rappresentano così due riferimenti complementari della stessa identità collettiva: protezione, fede e appartenenza per una comunità che nel mare ha costruito la propria storia.
La tonnara, cuore pulsante della memoria storica portoscusese, non è soltanto un elemento economico o produttivo del passato, ma un simbolo profondo dell’identità locale. Ed è proprio attraverso le celebrazioni religiose che questo patrimonio immateriale continua a vivere. Le processioni, i momenti di preghiera e la partecipazione popolare diventano quindi anche un omaggio alla civiltà del mare, ai tonnarotti e alle generazioni che hanno affidato alla Vergine d’Itria e a Sant’Antonio di Padova le proprie paure, il proprio lavoro e la propria speranza.
Dietro il successo dei festeggiamenti appena conclusi vi è inoltre il lavoro instancabile del Comitato Vergine d’Itria, che con dedizione, spirito di sacrificio e grande senso di responsabilità ha saputo organizzare un programma capace di coniugare spiritualità, tradizione e partecipazione civile. Il loro impegno, spesso silenzioso ma fondamentale, ha consentito alla festa di mantenere negli anni autenticità e prestigio, coinvolgendo l’intera comunità in un clima di condivisione e rispetto.
Non si tratta soltanto di organizzare eventi o appuntamenti religiosi: il lavoro del Comitato rappresenta un vero presidio culturale e sociale, indispensabile per preservare la memoria storica del paese e trasmettere alle nuove generazioni il valore profondo delle proprie radici. In questo senso, la festa della Vergine d’Itria diventa anche un atto di resistenza culturale contro l’omologazione e l’indifferenza, riaffermando il diritto di una comunità a riconoscersi nella propria storia, nei propri simboli e nelle proprie tradizioni.
Le immagini delle processioni, la partecipazione composta dei fedeli, le vie del paese animate dalla devozione e dall’incontro umano resteranno ancora una volta impresse nella memoria collettiva di Portoscuso. È il segno che questa festa continua ad appartenere profondamente al cuore della sua gente.
E proprio in questa continuità tra passato, presente e futuro risiede il valore più autentico dei festeggiamenti in onore di Santa Maria d’Itria: non una semplice ricorrenza religiosa, ma l’espressione viva dell’identità di un popolo.