23 June, 2026

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Nell’ambito della politica ambientale di valorizzazione del verde pubblico, nei giorni scorsi è stato eseguito in Piazza Sella, a Iglesias, l’intervento di piantumazione di 7 piante di carrubo ed il riposizionamento nella Piazza delle 7 piante di ficus retusa.

«Oltre a questi interventi, si è provveduto alla sistemazione del tappeto verde delle aiuole ed al ripristino dell’impianto di irrigazione – spiegano gli assessori della Pianificazione del verde pubblico Giorgiana Cherchi, dell’Ambiente Francesco Melis e dell’Arredo urbano Ubaldo Scanu -. Questo sarà il primo dei numerosi interventi previsti dall’Amministrazione, per una nuova politica del verde e del decoro urbano, studiato per far si che lo stesso si integri completamente con il paesaggio urbano, e con esso conviva per migliorare la vita dei cittadini.»

 

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In Sardegna più di un terzo della popolazione adulta (33,6%) è a rischio sovrappeso, mentre una persona su dieci è obesa (10,5%). A  dirlo è il rapporto  Osservasalute 2017, che fa riferimento ai risultati dell’Indagine Multiscoop dell’Istat Fonte sulle famiglie “Aspetti della vita quotidiana. anno 2017”.  Pur non essendo in cima alle classifiche delle regioni italiane, si tratta di un dato in costante  crescita. Una vera e propria epidemia di fronte alla quale non si può più considerare l’obesità un problema “estetico” ma una vera e propria malattia da affrontare come tale. Questa condizione, infatti, rappresenta un fattore di rischio per molte patologie croniche, cardiologiche, respiratorie, ortopediche, diabete di tipo 2, ipertensione, infertilità e persino per alcune forme di cancro.

Per sensibilizzare e informare su questa patologia, sulle opzioni terapeutiche oggi disponibili e sull’importanza di assistere il paziente in tutto il suo percorso di cura, il 5-6 aprile, a Sassari, presso il Poliambulatorio “Fisiokons” situato in Via Risorgimento 14ª si terrà una giornata di prevenzione dell’obesità  con uno Screenig Gratuito dal titolo “Obesity Free Day” tenuta dal prof. Stefano Olmi e dalla sua equipe multidisciplinare (dietologo-psicologo), il prof. Olmi è un esperto in Chirurgia Generale, Oncologica e dell’obesità patologica con utilizzo della laparoscopia in tutte le tecniche chirurgiche.
Attualmente ricopre la carica di Direttore presso l’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale e Oncologica, il Centro di Chirurgia Laparoscopica Avanzata e il Centro di Chirurgia dell’Obesità presso il Policlinico San Marco di Zingonia. Il centro è stato riconosciuto come CENTRO DI ECCELLENZA dalla SICOB (Società  Italiana di  Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche per l’anno 2018. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche su Riviste nazionali e internazionali, il Prof. Olmi è esperto in chirurgia dello stomaco, chirurgia colon-rettale, chirurgia dell’obesità, chirurgia del pancreas, chirurgia del reflusso gastro-esofageo, chirurgia delle ernie e dei laparoceli e chirurgia laparoscopica. Ha eseguito come 1° operatore oltre 8,000 interventi laparoscopici e laparotomici in elezione ed in urgenza.

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Il Consiglio comunale di Carbonia è convocato in seduta straordinaria ai sensi dell’art. 39 del D. Lgvo 18.8.2000 n. 267 e ai sensi dell’art. 38 del Regolamento del Consiglio comunale, presso la sala consiliare del Centro polifunzionale in Piazza Roma, per le ore 17,30 di lunedì 8/04/2019, con il seguente ordine del giorno:

  1. Surroga consigliere dimissionario Fabio Usai con il primo dei non eletti nella Lista “Partito dei Sardi”, Nino Spanu. Convalida del neo eletto.
  1. Comunicazioni del Sindaco;
  2. Interrogazioni, interpellanze, mozioni;
  3. Approvazione modifica Statuto Associazione ATRIUM;
  4. Modifica Regolamento Comitati di Quartiere. Approvazione;

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Francesca Incudine, vincitrice Premio d'Aponte 2018 - foto di Giorgio Bulgarelli

È il regno della canzone d’autore al femminile il Premio Bianca d’Aponte, l’unico concorso in Italia riservato a cantautrici.

Le finali della 15ª edizione si terranno il 25 e 26 ottobre ad Aversa al Teatro Cimarosa, diventato ormai uno dei palchi più importanti per la canzone di qualità in Italia. Ma la macchina dell’organizzazione, che si avvale della direzione artistica di Ferruccio Spinetti, è già avviata: le protagoniste saranno, ovviamente, le artiste provenienti da ogni parte d’Italia, senza distinzioni di genere, che saliranno sul palco del Cimarosa.

Per partecipare alla selezione basta iscriversi seguendo le modalità del bando disponibile su: www.premiobiancadaponte.it e www.biancadaponte.it . La partecipazione è come sempre gratuita, mentre la scadenza per le iscrizioni è fissata al 27 aprile 2019.

Intanto sulla pagina Youtube del Premio, all’indirizzo www.youtube.com/user/Sonounisola , sono in corso di pubblicazione i video delle finaliste dello scorso anno.

Come già annunciato, in questa nuova edizione sarà Tosca (all’anagrafe Tiziana Tosca Donati) a ricoprire il fondamentale ruolo di madrina, a cui è affidato come sempre il compito di presiedere la giuria e quello di interpretare e incidere un brano di Bianca d’Aponte, la cantautrice a cui il Premio è dedicato.

A precedere Tosca sono state altre importanti protagoniste del panorama musicale italiano: Rachele Bastreghi dei Baustelle, Rossana Casale, Ginevra di Marco, Cristina Donà, Irene Grandi, Elena Ledda, Petra Magoni, Andrea Mirò, Simona Molinari, Nada, Mariella Nava, Brunella Selo, Paola Turci, Fausta Vetere. Artiste di genere ed estrazione molto diverse, così come era la musica di Bianca d’Aponte.

Le finaliste del Premio saranno selezionate da un Comitato di garanzia del Premio, composto come sempre da cantanti, autori e compositori di notevole rilievo nonché da operatori del settore e critici musicali. Alla vincitrice del premio assoluto sarà attribuita una borsa di studio di € 1.000; per la vincitrice del Premio della critica “Fausto Mesolella” la borsa di studio sarà di € 800. Riconoscimenti della giuria andranno anche alla migliore interprete, al miglior testo ed alla migliore musica. Sono poi previsti molti altri premi assegnati da singoli membri della giuria o da enti e associazioni vicine al d’Aponte.

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Aldi, multinazionale tedesca leader nel settore della grande distribuzione, è alla ricerca di nuovo personale: addetti vendita, assistenti vari reparti, manager, addetti contabilità e tante altre figure diplomate e laureate, proattive, flessibili e responsabili da assumere presso i propri punti vendita in Italia. Il gruppo Aldi crede fortemente nel valore delle persone sostenendo la loro crescita professionale e personale attraverso una formazione specifica e un percorso strutturato e su misura. I collaboratori sono considerati il cuore pulsante dell’azienda i quali, lavorando insieme in modo efficiente e organizzato, creano risultati importanti contribuendo al mantenimento di un’identità collettiva solida e forte. Oggi Aldi è presente in 4 continenti con circa 6.000 punti vendita collocati in 11 Paesi e anche in Italia,
L’articolo completo è consultabile nel sito: http://suntini.it/diariolavoro_aldi_apr_2019.html .

Sì è insediato il nuovo Consiglio regionale, sotto la presidenza provvisoria di Giorgio Oppi, consigliere anziano. Dopo il giuramento del presidente Christian Solinas e di tutti i consiglieri, il neo governatore ha presentato la Giunta, provvisoria, composta da soli 5 assessori su 12, segno evidente dei problemi non ancora superati tra i partiti della coalizione che ha vinto le elezioni per la distribuzione delle deleghe.

I cinque nuovi assessori sono due consiglieri eletti, Alessandra Zedda, di Forza Italia e Gianni Chessa del Partito Sardo d’Azione, rispettivamente al Lavoro, Formazione professionale, Cooperazione e Sicurezza sociale e al Turismo, Artigianato e Commercio; e tre tecnici esterni al Consiglio: Giuseppe Fasolino di Forza Italia alla Programmazione, Bilancio e Assetto del territorio; Mario Nieddu della Lega all’Igiene e Sanità; Gianni Lampis, di Fratelli d’Italia, alla Difesa

Le altre deleghe assessoriali saranno mantenute temporaneamente dal presidente.

Il Consiglio regionale ha poi proceduto alle votazioni per l’elezione del presidente dell’Assemblea ma, in assenza di un accordo, le tre votazioni si sono rivelate inutili. Nella prima, si sono registrate ben 54 schede bianche e sei voti sparsi; nella seconda 51 schede bianche a 9 voti sparsi; nella terza, nella quale era prevista la maggioranza assoluta (31 voti su 60), si è registrata la conta tra i due candidati ancora in corsa per il centrodestra, Michele Pais della Lega ed Antonello Peru di Forza Italia (il consigliere eletto con il maggior numero di voti il 24 febbraio scorso e vicepresidente del Consiglio uscente), anche in questo caso senza risultato, in quanto il primo ha ottenuto 20 voti, il secondo 16.

A quel punto, il presidente provvisorio Giorgio Oppi ha chiuso i lavori e convocato l’Assemblea per martedì 9 aprile, alle 10.00.

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10219040440349867/

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10219040891281140/

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Orrolese e Valledoria sono le finaliste della Coppa Italia di Promozione regionale. Si sono qualificate espugnando i campi del Carbonia e del Fonni e si affronteranno in finale unica giovedì 25 aprile sul campo del Centro federale di Sa Rodia, a Oristano.

Orrolese e Valledoria hanno capovolto i pronostici della vigilia che davano per favorite Carbonia e Fonni, dopo i pareggi delle gare d’andata, disputate sette giorni fa, con l’identico punteggio di 1 a 1.

La sorpresa più grande è maturata al Comunale “Carlo Zoboli” di Carbonia, dove la squadra di Nunzio Falco ha battuto quella di Fabio Piras con il netto punteggio di 3 a 0. Dopo un buon avvio del Carbonia che ha avuto una grande occasione con Nicola Lazzaro, sulla cui conclusione ha compiuto una prodezza il portiere dell’Orrolese, e s’è visto annullare un goal di Momo Konatè per posizione irregolare di fuorigioco, al 13′ il brasiliano Rodrigo Nascimento Carvalho (12 goal in campionato)  ha sbloccato il risultato, con un gran calcio di punizione da circa 30 metri che ha sorpreso Daniele Bove, rimasto quasi immobile, alla sua destra, sotto l’incrocio dei pali. Il Carbonia ha fatto fatica ed il primo tempo si è concluso sull’1 a 0.

Nel secondo tempo Fabio Piras ha inserito Giacomo Sanna al posto di Momo Konatè. L’arbitro, Francesco Mulargia di Cagliari, ha annullato un secondo goal al Carbonia, realizzato da Nicola Lazzaro ancora in posizione di fuorigioco. Nel finale il Carbonia ha cercato di aumentare la pressione ma in contropiede l’Orrolese ha trovato il secondo goal con Davide Vitellaro, approfittando di una distrazione della difesa biancoblu e la partita, a quel punto, non ha avuto più storia. In pieno recupero, Daniele Bove ha perso palla sulla trequarti in un contrasto con Rodrigo Nascimento Carvalho che si è involato da solo, vanamente inseguito da Christian Mameli, ed ha realizzato il terzo goal. Daniele Bove ha protestato animatamente, mostrando un taglio riportato al labbro superiore nello scontro con l’attaccante brasiliano, ma l’arbitro ha convalidato.

Nell’altra semifinale, il Valledoria ha espugnato il campo del Fonni con il punteggio di 2 a 1, con reti di Luca Milia e Mario Abozzi, per il Fonni ha segnato il momentaneo 1 a 1 Giovanni Cadau.

Il Carbonia deve ora concentrarsi sul campionato, per le ultime tre partite della stagione regolare, prima della Coppa Primavera.

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Pochi posti disponibili negli asili nido, per lo più offerti da strutture private, e costi che lievitano considerevolmente per le famiglie che hanno bisogno di sistemare i loro bambini (+43% in tre anni). Pur collocandosi in buona posizione rispetto alle altre regioni italiane, la Sardegna non raggiunge gli standard richiesti dall’Europa per i servizi per l’infanzia. E questa carenza di servizi fondamentali per dare una mano alle famiglie, unita all’alto tasso di disoccupazione soprattutto femminile, è una delle principali cause dello slittamento dei progetti di genitorialità delle giovani coppie.

E’ la fotografia fornita da un recente report del centro studi della Cna Sardegna sui servizi per l’infanzia in Sardegna.

Nell’anno scolastico 2016/2017 -evidenzia la ricerca dell’associazione artigiana – sono stati censiti nella nostra regione 386 servizi socio-educativi per l’infanzia, per una offerta complessiva di 9.613 posti, il 58,8% dei quali in strutture private. Con 8.699 posti, gli asili nido costituiscono il 90,5% dell’offerta complessiva, mentre i servizi integrativi (914 posti autorizzati, in netta prevalenza spazi gioco) contribuiscono per il 9,5%.

La dotazione complessiva della Sardegna è di 28,8 posti per 100 bambini di età compresa tra 0 e 2 anni,  superiore al valore medio nazionale (24,0) ma ancora inferiore alla dotazione standard prevista nel Consiglio europeo di Barcellona (2002), che fissava come traguardo per gli stati membri di giungere ad un’offerta pari ad un terzo della domanda potenziale (33 posti ogni cento bambini), quota oggi superata solo da Valle d’Aosta (44,7), Umbria (41), Emilia Romagna (37,1) e Toscana (35,2).

La ricerca della Cna Sardegna rileva che l’aspetto peculiare della nostra regione è la netta prevalenza dell’offerta privata su quella pubblica: 5.654 posti in strutture private, pari al 58,8% dell’offerta complessiva, una quota notevolmente superiore a quella delle regioni settentrionali (46,9%), ma anche al dato nazionale (48,7) e a quello del Mezzogiorno (52,2%).

L’ammontare della spesa complessiva per l’anno scolastico 2016/2017 è stata pari a 21,6 milioni di euro, in netta riduzione rispetto ai livelli del 2012/2013 (-19,2%): questa riduzione ha però riguardato soltanto la componente pubblica (-23,7%), mentre l’ammontare del contributo delle famiglie ha registrato un netto aumento (+9,2%).

La quota di partecipazione delle famiglie, quindi, è passata dal 13,6% al 18,3% della spesa complessiva, registrando un allineamento alla media nazionale, rimasta ferma al 19,3%.

La spesa pubblica media per bambino è passata dai 5.400 euro l’anno del 2012/13, ai 5.715 euro del 2016/17 (+5,8%), ma come detto ad aumentare è stata la spesa sostenuta dalle famiglie: da 733 euro a 1.048 (+43%).

Questo aumento è probabilmente una delle principali cause del considerevole calo degli iscritti che nel periodo in esame si sono ridotti di quasi un quarto (-23,7%), a fronte di un calo meno marcato della domanda potenziale (i bambini di età compresa tra 0 e 2 anni sono diminuiti del -14,3%). Sebbene la spesa sostenuta dalle famiglie sarde resti ancora pari al 70% del valore nazionale (1.048 euro per bambino in Sardegna contro i 1.487 euro dell’Italia), in rapporto al livello dei redditi il carico sostenuto si è allineato, con una incidenza sul reddito medio familiare pari al 4,3% in Sardegna e al 4,8% in Italia.

«La sotto-dotazione di servizi per la prima infanzia, per la loro fondamentale funzione di sostegno alla genitorialità, assume in Sardegna un significato particolare – evidenziano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna -. Se da un lato un tasso di attività femminile del 53,1% evidenzia la scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro (la media delle regioni settentrionali è del 64,8%), dall’altro gli indicatori demografici mettono in risalto una situazione divenuta ormai critica sul piano della natalità.»

Con un quoziente di natalità di 6 nati per mille abitanti – rileva infatti il report – nel 2018 la Sardegna si è qualificata, insieme alla Liguria come la regione meno prolifica d’Italia, con un bilancio naturale che vede ormai il numero di morti nettamente superiore a quello dei nati (-4,2 per mille abitanti). Altrettanto evidente il divario in termini di fecondità: con un valore medio di 1,06 figli per donna, infatti, la nostra regione detiene il primato negativo tra le regioni italiane, consolidando uno squilibrio generazionale che ormai conta oltre 211 anziani (65 anni e più) ogni 100 giovani minori di 15 anni (il valore più rilevante dopo la Liguria, 255, Friuli e Molise, 217). L’età media al parto delle donne sarde è di 32,5 anni, il valore più alto insieme a Basilicata, Molise e Lazio. Visti questi numeri, concludono Piras e Porcu, «senza dubbio le scarse opportunità di inserimento lavorativo, associate ad una offerta socio-educativa carente e troppo costosa, sono tra le principali cause dello slittamento dei progetti di genitorialità delle giovani coppie».

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Cos’è l’invecchiamento attivo? Come cambia la terza età? Qual è il rapporto con le nuove generazioni? Sono questi alcuni dei quesiti, al centro dell’incontro formativo dal titolo “Diversamente giovani. Il metodo dell’invecchiamento attivo attraverso il dialogo con le nuove generazioni”, su cui si dialogherà questo venerdì 5 aprile, dalle ore 9.00, presso l’aula magna del liceo linguistico “Eleonora d’Arborea” di Cagliari. L’iniziativa sociale, organizzata da Anteas Amica Aps di Cagliari (associazione nazionale tutte età per la solidarietà) in partnership con associazioni di terzo settore, ha come obiettivo quello di creare un momento di informazione, dialogo e confronto tra i giovani studenti e le persone anziane  sui temi sull’anzianità e vecchiaia oggi. Il convegno, moderato dalla giornalista Marinella Arcidiacono, vedrà la presenza di diverse figure professionali che argomenteranno sui temi proposti.

«Riteniamo sia utile e necessario far incontrare le nuove generazioni con gli anziani – dice Francesco Carta, presidente Anteas Amica Aps -. Attraverso inediti format di comunicazione, è possibile far incontrare generazioni che rischiano di parlare lingue diverse e far diventare l’invecchiamento attivo protagonista di un’innovazione che pone le basi sui valori della solidarietà e la relazionalità.»

All’incontro, prenderanno parte gli studenti delle quinte classi.

«Credo nell’importanza di questo tipo incontri – spiega Giuliano Marcheselli, dirigente scolastico della scuola ospitante – il fatto di parlare di problemi attivi e una opportunità per i nostri ragazzi sia da un punto di vista informativo, umano e sia lavorativo perché alcuni di loro in futuro potrebbero essere operatori sanitari.»