24 June, 2026

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«L’ATS ha provveduto ad attivare una gara su piattaforma Consip, conforme alle normative europee in materia, per la fornitura di 49 ambulanze e 3 automediche, attraverso un leasing operativo quinquennale che comporterà l’acquisizione di mezzi nuovi completi di attrezzature. Nell’attesa, viste le criticità, è stata attivata una gara per noleggiare per un semestre dieci mezzi per il 118 e altrettanti per i Servizi ospedalieri, la cosiddetta ‘gara ponte’, che probabilmente ha ingenerato qualche confusione.»

Lo precisa Giorgio Lenzotti, direttore generale dell’Areus a seguito delle notizie diffuse sull’acquisizione di autoambulanze per i Servizi ospedalieri e per il 118.

«Per evitare inutili fraintendimenti occorre infatti rilevare che in tutte le sedi è carente la situazione del parco ambulanze, sia di quelle assegnate al 118 per la emergenza urgenza sia di quelle in dotazione ai singoli ospedali e utilizzate per i trasferimenti programmati tra ospedali, l’effettuazione di consulenze specialistiche in altre sedi o le dimissioni presso le strutture per anziani», continua il vertice dell’Azienda regionale dell’emergenza e urgenza della Sardegna, spiegando che i mezzi a disposizione sono vecchi e obsoleti e in alcune sedi non più utilizzabili. E aggiunge: «Per garantire la continuità del servizio si sono dovuti trovare accordi con le associazioni del volontariato per l’utilizzo del personale dipendente – medici, infermieri e autisti – sui mezzi di loro proprietà. Una situazione, quindi, eccezionale e ovviamente non percorribile nel lungo periodo».

Delle nuove ambulanze 25 sono destinate ai Servizi ospedalieri mentre le altre 24 e le 3 automediche andranno al 118. Il direttore Giorgio Lenzotti sottolinea: «Le procedure, assai complesse ma dettate da precise regole ovviamente inderogabili, sono state avviate e si prevede la conclusione e la consegna dei mezzi entro il primo quadrimestre del 2019. Nel frattempo, al fine di superare alcune situazioni critiche sia nel servizio 118 che in quelli ospedalieri, tali da non consentire l’attesa della conclusione della gara, l’ATS ha provveduto ad attivarne una seconda per il noleggio urgente per un periodo di sei mesi, di dieci mezzi per il 118 e altri dieci per i Servizi ospedalieri. Una gara che prevede anche l’obbligo per il vincitore di garantire l’assistenza h24 e di sostituire il mezzo in caso di necessità. Trattandosi di un noleggio a breve termine è evidente – conclude Giorgio Lenzotti – che non si può trattare di mezzi nuovi ma di mezzi usati e comunque revisionati e sicuri, conformi ai requisiti individuati dalla Regione in uniformità a quelli richiesti per le convenzioni con il volontariato».

Per quanto riguarda il sistema 118 le ambulanze sono state così assegnate: due alle postazioni della ASSL di Carbonia, due alle postazioni della ASSL di Nuoro, tre alle postazioni della ASSL di Cagliari, due alle postazioni della ASSL di Oristano e una alle postazioni della ASSL di Olbia. È stata data priorità a Carbonia e Nuoro, dove i mezzi sono stati consegnati questa settimana, perché sono le sedi con le maggiori criticità. La prossima settimana saranno consegnate quelle destinate alla ASSL di Cagliari e, a seguire, quelle per Oristano e Olbia.

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Il presidente e la coordinatrice del comitato scientifico del Comitato per l’inserimento dell’insularità in Costituzione, hanno scritto una lettera ai parlamentari sull’insularità. Di seguito, il testo integrale.

«La Sardinia volgarmente Sardignia, come attesta Tolomeo è circondata a oriente dal mare Tirreno, a meridione dal mare d’Africa, a occidente dal mare Sardo e a settentrione dal mare che la separa dalla Corsica.»

Così inizia la Sardinia brevis historia et descriptio, scritta nel 1549 da Sigismondo Arquer e pubblicata l’anno successivo a Basilea da Sebastian Münster nella sua Comosmographia universalis.

Grazie al grande umanista cagliaritano, arso vivo per la sua opera a Toledo nel 1571, l’isola è presente nella Comosmographia; tappa fondamentale nella storia dell’umanità perché racconta il mondo allora conosciuto con un corredo cartografico mai visto prima.

Non stupisce che la prima opera storico-geografica dell’evo moderno, insuperata narrazione della Sardegna, esordisca sottolineandone la sua collocazione al centro del Mediterraneo, le distanze interne, quelle dalla terraferma, in particolare dall’Africa, e il tempo necessario per percorrerle. In un’ipotetica bibliografia ad uso di chi si propone per essere classe dirigente della Sardegna l’opera di Sigismondo Arquer dovrebbe essere messa come prima; non solo per ricchezza di contenuti, per realismo nel definirli, per profondità e pragmatismo nel fotografare luci e ombre, ma soprattutto perché individua nelle fragili pedagogie delle sue classi dirigenti  un vero nodo gordiano.

Abbiamo voluto iniziare questa Lettera aperta ai Parlamentari sardi la citazione di Sigismondo Arquer perché fu tra i primi intellettuali sardi che ebbe coscienza delle potenzialità della propria terra ma anche dei suoi oggettivi e strutturali limiti. Lo facciamo nella convinzione che i parlamentari sardi di oggi sapranno essere più incisivi, propositivi, e risolutivi nella dialettica col governo centrale perché alla Sardegna siano conferite pari opportunità.

Il lungo percorso compiuto dal Comitato per l’inserimento del principio di insularità in Costituzione e da migliaia di cittadini/e sardi/e  affinché sia inserita in Costituzione la dicitura «Lo stato riconosce il grave e permanente svantaggio naturale derivante dall’insularità e dispone le misure necessarie a garantire una effettiva parità ed un reale godimento dei diritti individuabili e inalienabili» deve subito arrivare al traguardo.

Lo chiedono oltre 110mila sardi e italiani che reclamano la necessità di rendere sempre più forte la coesione nazionale ed europea, specie in un momento così problematico.

Il diritto dei cittadini e delle cittadine delle isole ad avere pari opportunità, analoghi punti di partenza rispetto ai connazionali e a qualunque cittadino europeo, è la vera interfaccia di quell’interdipendenza tra i vari stati e all’interno di questi tra terraferma e isole che i padri fondatori dell’Europa Unita sognarono.

E’ necessario che ciò accada ora e non si perda altro tempo. Per quale ragione? E’ fattuale che la situazione socioeconomica e strutturale della Sardegna e delle Isole, mai come oggi è resa più grave dall’insularità, dalla distanza, dalla geografia e dalla topografia. Fattori la cui somma e  persistenza, e il cui cumulo recano un pesantissimo danno, un insistente freno, sono ostativi ad ogni proposta di sviluppo. Perché nonostante i trattati comunitari e internazionali i sardi, i siciliani, e tutti i cittadini delle isole minori, continuano ad avere uno svantaggio infrastrutturale e strutturale.

Per queste ragioni si chiede che il “principio di insularità” diventi un principio costituzionale, l’unico modo per colmare gli abbozzati svantaggi. L’insularità, la Specialità della Sardegna e della Sicilia sono parte dell’identità costituzionale/nazionale. Stante questa breve analisi, il Comitato promotore della Sardegna, ritiene che sia venuto il momento di affrontare e risolvere il problema in modo netto, con il Vostro contributo.

Roberto Frongia

Maria Antonietta Mongiu

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«La Regione chiude in deficit il rendiconto 2017 e, per effetto della normativa nazionale (decreto legislativo 118 del 2011 – Art. 42, comma 12), centinaia di milioni di euro all’anno per il 2019, 2020, 2021 (circa due miliardi di euro in totale), non potranno essere impegnati e trasferiti agli Enti Locali o alle Agenzie Regionali. Perché? Perché la Giunta regionale ha iscritto il disavanzo della Sanità sarda nel consuntivo 2017 e se da una parte si fregia di aver ripianato il deficit sanitario, dall’altra tace sugli effetti disastrosi che questa operazione comporta.»

Lo scrive, in una nota, Ignazio Locci, sindaco di Sant’Antioco ed ex vicepresidente del Consiglio regionale in avvio di legislatura.

«Molto più semplicemente: i finanziamenti in questione, ovvero tutto quanto coperto da fondi regionali (rintracciabili nell’allegato 7, nota integrativa del Bilancio di previsione: Elenco degli interventi programmati per spese di investimento finanziati col ricorso al debito e con le risorse disponibili), seppur iscritti al bilancio e visibili in Finanziaria, non potranno essere stanziati – aggiunge Ignazio Locci -. E questo produrrà effetti devastanti, capaci di deflagrare come una bomba mentre la Giunta dei professori millanta di aver prodotto una Finanziaria proiettata allo sviluppo e alla crescita della Sardegna. Ciò che emerge, invece, è l’ennesima prova fallimentare di una maggioranza che per 5 anni ha prodotto solo danni, facendo arretrare l’isola.»

«Si badi bene che tutto ciò è certificato dalla circolare del Direttore generale dei Servizi Finanziari (prot. 41719 del 26/11/2018) inviata a tutti i servizi della Regione Sardegna con la quale comunica di non prendere più impegni finanziari del bilancio pluriennale (2019/2020/2021), sancendo sostanzialmente il blocco di tutti gli investimenti finanziati con il cosiddetto margine corrente consolidato – sottolinea ancora il sindaco di Sant’Antioco –. Ma di quali investimenti si tratta? Per citare alcuni esempi: Piano Sulcis; Parco di Tepilora; progetti per l’occupazione; Manutenzioni case popolari AREA; attrezzature e dotazioni per il Corpo Forestale. Centinaia di milioni di euro che, così come intimato dal Direttore Generale dei Servizi Finanziari, non potranno essere impegnati.»

«Sarebbe opportuno che tutti i consiglieri regionali convinti che in questa Finanziaria regionale siano contenute le soluzioni ai problemi della Sardegna, iniziassero a studiare di più le carte. Questa non è, come ha detto il presidente del CAL, il sindaco di Nuoro Andrea Soddu, la Finanziaria migliore della legislatura, bensì quella più pericolosa, peggiore e dannosa per l’equilibrio degli enti locali e quindi dei cittadini: tutti gli investimenti verranno sostanzialmente bloccati e, come detto, si parla di centinaia di milioni, ogni anno da qui al 2021. I danni sono incalcolabili. A questo punto – conclude Ignazio Locci – è doveroso che il presidente della Terza Commissione Franco Sabatini intervenga e risolva immediatamente questo problema dai risvolti drammatici: non possiamo certo accettare passivamente che tali fondi restino inutilizzati a causa dell’incompetenza di coloro che dovrebbero essere i “professori”.»

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«Prima dobbiamo stare bene nei luoghi in cui siamo nati e poi fare ulteriori esperienze di vita in altri luoghi del mondo. Questo progetto di cooperazione territoriale, di cui cominciano a vedere i risultati, va in questa direzione: assicurare a tutti voi nuove opportunità in Senegal.»

Lo ha detto l’assessore degli Affari Generali, con delega sui flussi migratori, Filippo Spanu rivolto ai circa 250 giovani senegalesi che hanno partecipato all’assemblea pubblica che si è svolta a Pikine Est, comune di 30mila abitanti, nell’area di Dakar. Filippo Spanu è tornato in Senegal, dove nel maggio del 2017 aveva sottoscritto un altro accordo con la regione di Matam, per fare il punto sull’attuazione del progetto di cooperazione territoriale che sta offrendo appunto nuove opportunità a ragazze e ragazzi che vivono nella città alle porte della capitale.

Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco Isskha Diop che ha sottolineato i rischi connessi ai viaggi verso l’Europa: «Costruite qui il vostro futuro e non affrontate i pericoli di percorsi che spesso hanno una conclusione tragica. Restate in Senegal per garantire un futuro a voi e al vostro Paese».

La Regione Sardegna ha il coordinamento del partenariato a cui hanno aderito i comuni di Cagliari e Oristano e che rientra in un intervento più ampio, finanziato dal ministero dell’Interno, di cui è capofila la Regione Piemonte rappresentata in questa occasione dal responsabile della cooperazione internazionale Giorgio Garelli.

40 giovani senegalesi, che hanno avuto nel corso dell’assemblea pubblica la meritata ribalta, sono coinvolti nella creazione di nove start up nei campi dell’informatica, della sartoria e dell’installazione e manutenzione degli impianti fotovoltaici.

Con una dotazione iniziale di 5 mila euro faranno crescere nel territorio del comune di Pikine Est le loro creature nate dal partenariato territoriale. L’assessore Filippo Spanu, prima dell’affollato incontro che ha avuto luogo davanti al Municipio, ha donato al sindaco Isskha Diop il “telaio” dell’artista Maria Lai.

L’assessore ha messo in evidenza che «la Sardegna e le altre istituzioni coinvolte hanno trasferito conoscenze consolidate per la crescita di una comunità che ha bisogno di esprimere le grandi potenzialità di cui dispone. La strategia che stiamo perseguendo è quella di valorizzare l’azione del sistema regionale nell’ambito della cooperazione. A Pikine stiamo lavorando, con la massima unità di intenti, insieme alla regione Piemonte e con i comuni di Cagliari e Oristano. Abbiamo trovato entusiasmo e voglia di fare, il cuore dell’Africa, pur tra mille difficoltà, continua a dare segnali di grande vitalità. Siamo impegnati a creare rapporti forti con i territori dell’Africa perché siamo convinti che la Sardegna debba essere aperta e coltivare la cultura del dialogo e del confronto con la sponda sud del Mediterraneo e con i paesi subsahariani da cui partono i flussi migratori. Inoltre, da queste relazioni nascono interessanti opportunità per le nostre imprese che possono trovare occasioni di crescita in mercati in cui c’è tanto da fare nei campi dei lavori pubblici, del turismo, dell’agroalimentare».

Le iniziative imprenditoriali avviate a Pikine sono scaturite dai corsi di formazione professionale che hanno coinvolto 200 persone e creato le basi delle nuove imprese. Inoltre, è stato realizzato, davanti alla sede del Comune, il centro informatico che, oltre a essere stato spazio destinato alla formazione, costituisce un punto di riferimento per i giovani della città che possono utilizzare gratuitamente i computer, navigare su internet, incontrarsi e discutere.  

Particolarmente significativa la testimonianza di Bassirou Sow che, dopo molti anni trascorsi in Sardegna, è rientrato in Senegal per mettere a disposizione del suo Paese le conoscenze acquisite attraverso gli studi nella facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Sassari. Ora offre il suo contributo alla realizzazione dei progetti di cooperazione che uniscono i territori del  Senegal e la Sardegna. 

Su questo aspetto Filippo Spanu ha spiegato che «è urgente lavorare sui senegalesi della diaspora per favorire il loro ritorno a casa. Riteniamo sia importante creare le condizioni in Sardegna e in Senegal per il rientro in patria di giovani che mettono in moto energie preziose per lo sviluppo del loro Paese».

Sono oltre 4 mila i senegalesi che vivono in Sardegna. I primi gruppi sono arrivati oltre 30 anni fa per dedicarsi al commercio ambulante. Alcuni di loro hanno studiato e si sono laureati come il mediatore culturale Abdou Ndiaye, che ha partecipato all’incontro che si è svolto a Pikine. Abdou Ndiaye è il primo rappresentante della comunità senegalese nell’isola a raggiungere, nel 2001, il traguardo della laurea (in scienze politiche).

Passi avanti anche nel partenariato tra la Sardegna e Matam, nel nord-est del Senegal, che riguarda gli ambiti della lotta agli incendi, il rimboschimento, lo sviluppo dei comparti agricolo e florovivaistico  La Regione ha donato a Matam 6 automezzi antincendio, già utilizzati dall’agenzia Forestas nel contrasto ai roghi nella nostra isola. «Oltre a trasferire questi mezzi – ha chiarito Filippo Spanu – facciano in modo che possano essere usati nel miglior modo possibile. Per questo abbiamo organizzato un corso di formazione rivolto a 12 persone che possono così acquisire maggiore padronanza con le tecniche di spegnimento delle fiamme in una zona del Senegal in cui l’avanzare del processo di desertificazione rappresenta una vera e propria emergenza». I tecnici dell’agenzia regionale stanno operando in stretto contatto con i referenti locali del progetto che è stato finanziato dal ministero degli Esteri attraverso l’Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo. In questa fase effettuano i rilievi tecnici necessari ai fini della realizzazione delle opere di sistemazione agraria e idraulica che dovranno sostenere l’attività di circa 600 imprenditrici che operano nel territorio.

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Nona sconfitta consecutiva e nono 0 a 3 per la VBA/Olimpia Sant’Antioco, sul campo del Volley Club Orte. Come le precedenti, anche la partita odierna, purtroppo, n0n ha avuto storia per la squadra di Mario Della Pia, travolta con parziali che non hanno mai lasciato spazio a speranze: 25 a 15, 25 a 16, 25 a 20.

Bella vittoria, seppur sofferta, per il Cus Cagliari Sandalyon, sulla Pol. Roma 7 Volley, piegata al tie-break con i seguenti parziali: 25 a 21, 22 a 25, 25 a 22, 17 a 25, 16 a 14. La Pallavolo Olbia, viceversa, è stata piegata in casa dall’Armundia Virtus Roma, con il punteggio di 3 set a 1: 25 a 18, 16 a 25, 21 a 25, 26 a 28.

La quarta squadra sarda del girone F del campionato di serie B, la Pallavolo Sarroch, giocherà domani pomeriggio, alle 17.00, sul campo del Volley Roma.

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Il Carbonia cambia volto. Alla vigilia della trasferta di Seulo, hanno lasciato la squadra biancoblu Christian Cacciuto, Riccardo Milia e Claudio Cogotti, il primo per approdare al Samassi (si tratta di un ritorno), gli altri due per scelta della società. L’esperienza dell’attaccante cagliaritano con la maglia del Carbonia è durata quattro mesi, nel corso dei quali ha collezionato 3 goal in campionato (con ben tre calci di rigore sbagliati) e 4 in Coppa Italia. Da ieri è a disposizione del tecnico del Samassi, formazione che milita in Eccellenza regionale. La società mineraria non ha ancora deciso se sostituirlo con un altro attaccante o se, come appare più probabile, dare piena fiducia alla coppia formata da Giacomo Sanna e Nicola Lazzaro, supportati dall’esterno Daniele Contu, arrivato due settimane fa dal Latte Dolce, e da alcuni giovani come alternative.

La mancata conferma di Riccardo Milia verrà compensata quasi sicuramente con l’arrivo di un altro centrocampista, mentre non dovrebbero esserci movimenti in difesa, dove c’era molta concorrenza e la mancata conferma di Claudio Cogotti non porterà ad un nuovo arrivo.

Altri tre nuovi arrivi alla Monteponi. Dopo Davide Meloni (suo il goal vittoria di Carloforte, all’esordio, dopo soli 5′), Samuele Curreli, Enrico Valluzzi e Roberto (Bebo) Palmas, sono arrivati Andrea Felleca, 20 anni, 190 cm, dal Selargius; l’attaccante Manuel Piras, 20 anni, dal Castiadas; e, infine, un altro attaccante, Stefano Mura, 22 anni, dal Selargius. I nuovi arrivati dovrebbero essere disponibili già da domani, nell’incontro casalingo con l’Idolo di Arzana.

 

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In riferimento alla notizia apparsa sulla stampa circa l’attivazione di cinque corsi universitari a Carbonia, come presidente del Consorzio Universitario del Sulcis Iglesiente, voglio precisare quanto segue:
• L’iniziativa non entra in contrasto con le attività dell’AUSI che ha come punto di riferimento il territorio del Sulcis Iglesiente. Va precisato che il suo interesse va oltre questo ambito e volge lo sguardo ad un orizzonte regionale e internazionale
• Le sue attività come centro di ricerca sono indirizzate in modo specifico alle bonifiche ambientali che la vedono capofila con la RAS, l’Università degli Studi di Cagliari e l’Igea nella proposta e nella realizzazione del progetto CESA – Centro di eccellenza per la sostenibilità ambientale – già finanziato con i fondi del Piano Sulcis
• L’alta formazione universitaria con i dottorati di ricerca e i master rappresentano un qualificante ed apprezzato ambito operativo con l’Università degli Studi di Cagliari e con l’Agenzia Casa Clima di Bolzano
• E’ in corso di realizzazione un progetto di Cooperazione internazionale con la Tunisia cofinanziato dal MAE, dall’AUSI e dalla RAS che si propone di trasferire le esperienze della nostra economia sociale e solidale a favore dello sviluppo della regione di Jendouba in un rapporto di scambio culturale con la sua Università.
• Le attività programmate dall’AUSI tengono conto in larga misura delle risorse messe a disposizione dalla RAS.
E’ del tutto evidente che rispetto alla mission dell’AUSI la proposta dei cinque corsi di laurea da istituire a Carbonia assume una funzione complementare che deve essere valutata in una logica di collaborazione. L’AUSI si dichiara sin d’ora disponibile a questa collaborazione, nella prospettiva lungimirante di un vantaggio territoriale da cui, a mio giudizio, non si può prescindere se davvero si ha a cuore il bene comune.

Mauro Usai

Presidente del Consorzio Universitario del Sulcis Iglesiente

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Un evento regionale che punta a valorizzare il sistema delle aree protette della Sardegna e mettere sul tavolo le nuove idee di sviluppo futuro, partendo dai risultati raggiunti. È l’obiettivo della ‘Prima conferenza regionale delle aree protette’, in programma lunedì 10 dicembre, a partire dalle 9,15, nella sala conferenze Lo Quarter ad Alghero (largo San Francesco).

Saranno presenti tutti i presidenti e direttori di parco e di aree marine protette dell’isola, oltre a rappresentanti del mondo delle imprese e della ricerca. «Dal confronto con gli attori coinvolti nella gestione emergerà il valore economico accanto a quello ambientale dei nostri territori e lanceremo la proposta di creare una rete tra le aree naturali protette della Sardegna», afferma l’assessore della Difesa dell’ambiente, Donatella Spano, sull’iniziativa organizzata dal suo Assessorato.

Ad aprire i lavori il sindaco di Alghero Mario Bruno, il presidente del parco naturale regionale di Porto Conte Gavino Scala, il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau e il presidente della commissione Ambiente in Consiglio regionale Antonio Solinas. Le tavole rotonde saranno moderate dai giornalisti Donatella Bianchi e Marco Gisotti, il quale farà anche il punto con l’assessora Spano sulle azioni portate avanti dalla Regione per la conservazione degli ambienti naturali e la loro valorizzazione attraverso le aree protette.

La giornata è realizzata nell’ambito del progetto Girepam “Gestione Integrata delle Reti Ecologiche attraverso i Parchi e le Aree Marine” e in stretta collaborazione con tutte le aree protette operative nell’isola.

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«Sorprendono davvero le odierne dichiarazioni del presidente Pigliaru sulla bonifica e rigenerazione urbana dell’ex Arsenale de La Maddalena. Pigliaru, infatti, chiama in causa il governo sul blocco dei fondi ma per quanto attiene alle risorse provenienti dal Patto per la Sardegna, la Regione dovrebbe fare richiesta al ministero per il Sud, autorità competente sul Patto, affinché sia attivata l’assistenza di Invitalia come soggetto attuatore. Dubito fortemente che ciò sia avvenuto, anche perché in occasione degli incontri avuti dal presidente con il ministro Lezzi la stampa non ha riportato nulla a tal proposito.»

Lo afferma il candidato governatore del MoVimento 5 Stelle Francesco Desogus, commentando le parole del presidente della Regione, Francesco Pigliaru su La Maddalena.

«Dunque il presidente Pigliaru – aggiunge Francesco Desogus – deve chiarire se questo passaggio sia avvenuto, perché in caso contrario la responsabilità di tale blocco attiene a lui e alla sua amministrazione. Tra l’altro se c’è l’urgenza di sbloccare le risorse del Patto per la Sardegna, e non ho ragione di dubitarne visti i problemi e le arretratezze della nostra terra, Pigliaru avrebbe dovuto subito metterne al corrente il ministro per il Sud, la quale già da settimane ha chiesto a tutti i presidenti di Regione di inviare entro la fine dell’anno il cronoprogramma dei singoli Patti regionali sulla la progettazione e cantierizzazione di interventi proprio al fine di velocizzare lo sblocco e l’utilizzo di quelle risorse.»

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È online, sul sito della Regione, nella sezione notizie, l’avviso per la presentazione da parte delle agenzie formative di proposte progettuali per l’istituzione di percorsi triennali di Istruzione e Formazione Professionale (per la qualifica professionale triennale di livello 3 EQF). L’avviso ha una dotazione finanziaria di 5,172.320 milioni di euro: 2,191.897 milioni attinti da Fondo Sociale Europeo, 2 milioni di risorse regionali e 980.423mila euro di risorse ministeriali.

Dedicati ai ragazzi in possesso della licenza media che si apprestano a decidere (a gennaio del nuovo anno) come proseguire gli studi, i percorsi di istruzione e formazione professionale concorrono a ridurre la dispersione scolastica nell’Isola. Come valore aggiunto tendono a creare un ponte tra il mondo della formazione e il mondo produttivo, con un ruolo rilevante affidato, nel triennio, all’attività pratica, che potrà svolgersi in tre modalità: alternanza formazione – lavoro, apprendistato, impresa formativa simulata.

Le agenzie formative sono chiamate dall’avviso a presentare progetti di percorsi finalizzati al conseguimento di 22 qualifiche professionali, previste nel repertorio nazionale. Operatore chimico, elettrico ed elettronico, ma anche operatore agricolo, delle lavorazioni artistiche, del legno, del benessere e della ristorazione, sono alcune delle figure professionali elencate nell’avviso.

Le candidature per la costituzione dell’offerta formativa potranno essere presentate da agenzie formative singole o in raggruppamento temporaneo in possesso degli specifici requisiti dettagliati nel testo dell’avviso e dovranno essere trasmesse esclusivamente per mezzo della procedura telematica disponibile nell’area riservata sul portale Sardegna Lavoro, entro le ore 11.00 del 17 dicembre 2018.