25 June, 2026

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Niente da fare per la VBA/Olimpia Sant’Antioco anche nel match casalingo con la Lazio Pal. G. Castello, impostasi al PalaGiacomoCabras con il netto punteggio di 3 set a 0: 17 a 25, 17 a 25, 20 a 25. Troppo netto il divario emerso in campo per poter sperare in un risultato diverso. Anche le altre tre squadre sarde del girone sono uscite sconfitte dalle partite disputate ieri pomeriggio. La Pallavolo Sarroch ha perso nettamente in casa, un po’ a sorpresa dopo i recenti risultati positivi, con la Fenice Pallavolo Roma, per 0 a 3 (16 a 25, 23 a 25, 20 a 25); Cus Cagliari Sandalyon e Pallavolo Olbia hanno perso in trasferta, con l’identico punteggio di 3 a 1, rispettivamente sul campo della capolista Istituto Estetico Sabaudia (25 a 15, 25 a 19, 18 a 25, 25 a 19) e dello Scarabeo Città di Castello (25 a 20, 26 a 24, 24 a 26, 25 a 23).

Sabato prossimo, 8 dicembre, alle 15.00, la VBA/Olimpia Sant’Antioco giocherà sul campo del Volley Orte, fino a ieri seconda in classifica e scivolata al sesto posto, dopo la sconfitta subita sul campo della Pol. Roma Volley per 3 a 0, con parziali pesantissimi: 25 a 17, 25 a 19, 25 a 14.

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Ha chiuso i battenti l’edizione 2018 del Festival Scienza, la manifestazione che da ormai undici anni l’associazione ScienzaSocietàScienza organizza a Cagliari e da diverse edizioni anche in altri centri della Sardegna (Oristano, Oliena, Sarcidano e Sulcis). L’ultima tappa si è chiusa oggi a Iglesias: sono stati oltre 800 i ragazzi che hanno partecipato ai laboratori, incontri, convegni e spettacoli, tutti con un unico filo conduttore, la diffusione e la conoscenza di molti temi che riguardano la scienza ma hanno a che fare la vita quotidiana. Numerosi anche i visitatori e i curiosi. Numeri in linea con il successo dell’edizione-madre cagliaritana che ha richiamato, tra studenti e visitatori, oltre 14mila persone.

Tre giorni di appuntamenti, da giovedì 29 a sabato 1 dicembre, con la fisica, la chimica, le scienze naturali, la matematica ed i materiali grezzi, raccontate con una ricca varietà di linguaggi e attività per coinvolgere grandi e piccini, scuole e famiglie, ricercatori e semplici cittadini con l’obiettivo di far conoscere a tutti e con linguaggi adatti le più complesse teorie scientifiche.

Così ha fatto Luca Bindi, titolare della cattedra di mineralogia e cristallografia all’Università di Firenze e ricercatore associato all’Istituto di Geoscienze e Georisorse del Cnr. Vincitore di numerosi premi scientifici nazionali ed internazionali tra cui spicca il Premio Presidente della Repubblica 2015 nella categoria Scienze fisiche, matematiche e naturali dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

Con lui si è andati alla scoperta dei quasicristalli, una delle più incredibili storie di scienza degli ultimi anni: trovati in Siberia, sarebbero arrivati sul nostro pianeta intrappolati in un meteorite, circa 15.000 anni fa.

L’edizione sulcitana di quest’anno, intitolata “Scienza e risorse”, si è svolta in concomitanza con il “SulcIS Meeting”, una tre giorni di approfondimenti nei locali del Palazzo Bellavista nel villaggio minerario di Monteponi a Iglesias, cui hanno partecipato scienziati, ricercatori e industriali europei che si sono dati appuntamento per un focus particolare sui temi dell’economia circolare, le bonifiche ambientali e il recupero di valore dagli scarti minerari e metallurgici, per avviare una nuova economia basata sull’innovazione che trasformi un rifiuto in una nuova materia prima.

Hanno curato gli eventi l’associazione “Science is Cool”, in collaborazione con Eit Raw Materials, associazione Mineraria Sarda, il dipartimento Scienze Chimiche e Tecnologie dei Materiali del Cnr, con il patrocinio del comune di Iglesias e dell’assessorato dell’Industria della Regione Autonoma della Sardegna.

«Abbiamo voluto intersecare i due eventi perché l’obiettivo è caratterizzare il festival sulle materie prime – ha sottolineato Davide Peddis, ricercatore del Cnr e nel direttivo dell’associazione ScienzaSocietàScienza – perché Iglesias ha una naturale vocazione per questo, ha una identità storica sui temi relativi ai materiali grezzi e alle materie prime.»

 

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Venerdì 30 novembre, il centenario della fine della Grande Guerra è stato solennemente celebrato con l’inaugurazione dei due monumenti, opera dell’artista Stefano Cherchi, donati alla città dal Rotary Club di Iglesias.

Il pomeriggio è iniziato all’ingresso del Viale delle Rimembranze dove si sono riuniti i rappresentanti del Rotary Club di Iglesias, dell’Amministrazione comunale e delle associazioni combattentistiche per procedere all’inaugurazione del cippo posto in opera per ricordare quando e perché il viale è stato creato. Dopo i brevi interventi del presidente del Rotary Club, del sindaco di Iglesias e del rappresentante dell’A.N.C.R,. si è proceduto alla scopertura ed alla benedizione del cippo da parte del cappellano militare don Giancarlo Caria.

Alle 16.30, i partecipanti alla prima cerimonia, ai quali si sono aggiunti numerosi altri cittadini, si sono spostati davanti all’edificio di proprietà dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, in via Gramsci, che vi ha la sede. Su una parete dell’edificio era stata messa in posto l’opera monumentale di Stefano Cherchi.

Davanti all’opera, ancora coperta da un drappo del Comune, hanno e preso la parola in successione il presidente del Rotary Club di Iglesias, Daniele Riva, il Sindaco di Iglesias, Mario Usai, il Vicepresidente dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, Carlo Cosseddu ed ha fatto una breve riflessione don Giancarlo Caria, Cappellano della Scuola allievi Carabinieri di Iglesias, nonché socio del Rotary Club.

Il sindaco ed il vicepresidente dell’A.N.C.R.  hanno quindi scoperto l’opera di Stefano Cherchi.

Don Giancarlo Caria ha benedetto l’opera ed il trombettiere della fanfara dei bersaglieri di Iglesias ha suonato il silenzio.

Prima dello scioglimento della manifestazione, l’artista Stefano Cherchi è stato chiamato ad indicare le motivazioni che lo avevano portato a sceglierne il soggetto ed ha spiegato, con toni commossi, di non aver voluto lasciare un messaggio con immagini ormai stereotipate e drammatiche di esplosioni e soldati morenti e di aver pertanto rappresentato i giovani militari nei momenti di tregua, dentro la trincea, mentre leggono o scrivono ai loro cari: dalla trincea una moltitudine di fogli di carta con i nomi si levano in volo e invadono il cielo con il compito di lanciare un messaggio di pace verso tutto il mondo, con l’augurio di non dover mai più parlare di guerre.

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L’on. Daniela Forma (Pd), già prima firmataria di una mozione approvata dal Consiglio regionale lo scorso 29 maggio, interviene sul trasferimento del servizio idrico, fognario e di depurazione del sito industriale di Macomer e deposita una interrogazione indirizzata al presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e all’assessore regionale dell’Industria, Maria Grazia Piras.

«La Giunta regionale – ricorda Daniela Forma – ha autorizzato con propria deliberazione dell’8 agosto 2017 l’attivazione della procedura finalizzata al trasferimento in capo ad Abbanoa s.p.a. degli impianti idrici, fognari e di depurazione gestiti del Consorzio ZIR di Macomer in liquidazione e, successivamente, con il decreto presidenziale n. 85 del 2017 è stato approvato il Piano dei trasferimenti degli impianti e delle unità di personale individuate. Il subentro effettivo è stato inizialmente previsto per il 1° giugno 2018Sennonché – ricorda Daniela Forma – nel momento in cui le aziende insediate nelle aree di Tossilo e Bonu Trau hanno provato a capire quali sarebbero state per loro le ripercussioni di questo passaggio, hanno appreso che, a parità di servizio e consumi, gli importi da corrispondere alla società Abbanoa sarebbero quadruplicati rispetto a quelli pagati al Consorzio industriale di Macomer. Questo fatto ha comportato una sollevazione delle aziende di Macomer, per il tramite delle loro associazioni di categoria, e la conseguente presa in carico della questione da parte del Consiglio regionale che ha approvato la mozione n. 420 sottoscritta dai consiglieri regionali Daniela Forma, Pietro Cocco, Daniele Cocco, Busia, Zanchetta, Comandini, Cozzolino, Deriu, Gaia, Giuseppe Meloni, Valerio Meloni, Pinna, Piscedda e Solinas. Tale mozione ha impegnato la Giunta regionale, tra le altre cose, a convocare un apposito Tavolo Tecnico che coinvolgesse la Presidenza della Regione, l’assessorato regionale dell’Industria, la società Abbanoa Spa, l’EGAS Sardegna e gli enti locali interessati al fine di approfondire la problematica e verificare le possibilità di addivenire ad una soluzione che rendesse i costi del servizio idrico sostenibili per le aziende e in linea con quelli applicati dal gestore consortile. Proprio a seguito dell’indirizzo ricevuto dal Consiglio regionale, l’assessorato regionale dell’Industria, unitamente ad Abbanoa ed EGAS, ha differito il termine del trasferimento al 1° novembre 2018.»

«Arriviamo al mese di ottobre del 2018. L’assessorato regionale dell’Industria convoca il Tavolo tecnico previsto dalla mozione consiliare e – comunica Daniela Forma – appreso che EGAS sta lavorando alla proposizione di una tariffa specifica per le attività industriali, chiede un’ulteriore proroga del trasferimento del servizio idrico integrato per consentire la maturazione di un quadro tariffario che consentirebbe alle aziende insediate a Macomer di non vedersi quadruplicare le tariffe oltre che il raggiungimento di un importante risultato per tutte le attività industriali della nostra Regione. Poiché ad oggi non risulta  formale accettazione del percorso di mediazione proposto dalla Giunta regionale e anzi, qualche giorno fa, il Gestore Unico Abbanoa spa ha comunicato alle aziende insediate nell’area industriale di Tossilo e Bonu Trau di Macomer che il trasferimento della gestione del Servizio Idrico Integrato si è perfezionato dal 1° novembre, invitando tutti gli utenti che ancora non avessero provveduto a trasmettere i propri dati entro il 30 novembre per impostare il futuro rapporto contrattuale, pena l’interruzione della fornitura idrica e del collegamento alla rete fognaria, ho depositato una specifica interrogazione.»

L’interrogazione indirizzata al presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e all’assessore regionale dell’Industria, Maria Grazia Piras, chiede di sapere:

– come sia possibile che Abbanoa s.p.a. abbia comunicato agli utenti l’avvenuto perfezionamento del trasferimento del servizio idrico integrato dal Consorzio industriale di Macomer ad Abbanoa s.p.a. senza tener conto delle interlocuzioni istituzionali in corso e della richiesta di proroga formulata e reiterata da parte dell’assessorato regionale dell’Industria;

– che ruolo abbia avuto il Consorzio industriale di Macomer in liquidazione in questa partita, quale la collaborazione offerta all’assessorato regionale dell’Industria per assecondare il mandato ricevuto dal Consiglio regionale di addivenire ad una soluzione che tenesse conto delle esigenze delle aziende insediate;

– quali tariffe verranno applicate alle aziende insediate nelle aree industriali di Tossilo e Bonu Trau a far data dal 1° novembre 2018.

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«Con il Piano di adattamento ai cambiamenti climatici e l’adesione al Patto dei sindaci per il clima e l’energia, Sorradile si è distinta per la propria azione pionieristica a livello regionale e sono fiduciosa che quanto fatto da un comune così piccolo sia di buon esempio per tutti i comuni della Sardegna.»

Con queste parole l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano è intervenuta oggi a Sorradile alla presentazione del primo Bilancio Ambientale realizzato dall’Amministrazione comunale. I lavori sono stati introdotti dal sindaco Pietro Arca, presente anche il consigliere regionale Antonio Solinas.

«Quando parliamo di bilancio ambientale stiamo parlando di fare i conti con l’ambiente, che significa dare un valore, anche economico, al bene e ai servizi ambientali così i cittadini ne hanno una percezione chiara e la comunità viene chiamata ad aiutare l’amministrazione a difendere questo valore. Anche la Regione fa la sua parte – ha concluso Donatella Spano – sostenendo i comuni virtuosi come Sorradile in termini premiali, come ad esempio viene fatto per la raccolta differenziata dei rifiuti: questo meccanismo deve essere applicato a tutti i settori – ha concluso la titolare della Difesa dell’Ambiente.»

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Le condizioni di estrema precarietà in cui versa la strada litoranea che collega Fontanamare a Nebida, sono state verificate questo pomeriggio, durante una perlustrazione, dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu. «Il tracciato che si aggira per la riviera del Sulcis Iglesiente – spiega Gianluigi Rubiu – è stato dimenticato dalla Regione. Nessun investimento per la messa in sicurezza del collegamento».

«Senza risorse, la provincia del Sud Sardegna non può realizzare alcun intervento per mettere fine ai cedimenti del costone che si affaccia sulla costa di Nebida – aggiunge Gianluigi Rubiu, che annuncia un’interrogazione urgente all’assessore dei lavori pubblici -. Il tratto di strada è ormai a forte rischio, con frane lungo le propaggini rivierasche. E’ un’infrastruttura strategica per il territorio, con un’arteria tra le più trafficate della Provincia. Non solo. Con l’eventuale chiusura del tracciato gli abitanti delle borgate potrebbero restare isolati, senza un collegamento diretto con il resto del territorio.»

«Auspichiamo che sin dalla finanziaria – conclude Gianluigi Rubiu, che ha incontrato gli abitanti della borgata di Iglesias – possano essere recuperati i finanziamenti utili per gli interventi sulla viabilità e le opere necessarie a restituire i servizi indispensabili per i cittadini dei sobborghi costieri.»

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Nanni Lancioni (PSd’Az) ha presentato un’interrogazione urgente sull’istituzione della società Sardegna Destination Management organization.

«La nuova compagine dovrebbe avere la regia della governance turistica della Sardegna – spiega l’esponente dei Quattro mori nell’assemblea di via Roma – ma la gestione appare inadeguata ed improvvisata rispetto all’industria delle vacanze. La Regione sta continuando a sottrarre risorse ai territori funzioni di governo nel settore turistico escludendo i Comuni e gli enti del comparto di risorse indispensabili per dare vita ad una macchina dell’accoglienza e dell’ospitalità nell’Isola. La compagine, che dovrebbe avere risorse pari a 30 milioni all’anno, dovrebbe seguire logiche di sviluppo del territorio ma si circoscrive in un ente di rilevazione delle presenze dei vacanzieri nell’Isola.»

Nanni Lancioni mette sotto accusa anche l’accentramento derivante dalla costituzione della nuova società: «Un ente che si pone in contrasto con il testo unico sulle società a partecipazione pubblica – conclude Nanni Lancioni – violando apertamente la disciplina europea in materia di concorrenza e mercato, nonché le normative in materia di aiuti di Stato. Abbiamo molte perplessità sulla sostenibilità economica della nuova società, con il rischio di un fallimento annunciato».    

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La conferenza programmatica del Partito democratico riparte da Tramatza per scrivere il Progetto della Sardegna che vogliamo. Quattro le linee che hanno contraddistinto questo appuntamento: lavorare, curare, sapere e vivere.

«Questa è una tappa del percorso che sino a oggi abbiamo fatto e che continueremo – ha detto il segretario regionale del Partito democratico Emanuele Cani -. Questa giornata è un ulteriore momento di condivisione e partecipazione per l’Idea di Sardegna che vogliamo.»

Emanuele Cani ha ricordato che «oggi c’è tutto il Partito Democratico presente e questo è un giorno importante», poi la Conferenza programmatica, «un tavolo politico aperto», ed ha fatto un riferimento anche alla politica nazionale: «Non esiste che un ministro come Matteo Salvini venga in Sardegna e dica chi deve essere candidato. È una vergogna per la Sardegna. Massimo Zedda si è messo a disposizione, abbiamo il Partito Democratico, abbiamo il Tavolo politico e siamo al lavoro, seguendo un percorso che parte quasi in silenzio e dal basso ma che condivide e coinvolge, ed ora dobbiamo lavorare per vincere le elezioni».

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Nel prossimo mese di gennaio il Conservatorio di Cagliari ospiterà una cinquantina di giovani studenti stranieri di musica impegnati in “The travelling Orchestra”, un progetto di scambio culturale finanziato dall’Unione europea. Per l’occasione arriveranno in città ragazzi dai conservatori di Poitiers (Francia) e Malaga (Spagna), che condividono questa esperienza con i coetanei dell’istituzione musicale cagliaritana.

Perché ci sia uno scambio a tutti gli effetti non basta però il solo confronto che durante il giorno vedrà gli studenti impegnati in Conservatorio con stage di Musica da camera, Musica per orchestra o Jazz. Occorre anche l’esperienza del contatto con una famiglia ospitante.

Da qui l’invito del “Da Palestrina” a quei nuclei familiari in cui ci sia almeno un giovane impegnato nello studio di uno strumento: chi volesse favorire questo scambio d’esperienze offrendo ospitalità per una settimana a uno dei giovani in arrivo può farsi avanti. Per adesso poco più della metà degli studenti ha già trovato casa in una famiglia che li accoglierà. Ma i restanti non hanno ancora chi li ospiterà.

Partito nei mesi scorsi, “The travelling Orchestra” è imperniato sul valore della musica come aggregante e strumento di dialogo tra culture diverse, senza trascurare però l’aspetto di esperienza umana e di scambio. Si rivolge a giovani d’età trai 15 e i 19 anni.

Il progetto si articola in tre trappe: la prima, a ottobre, ha visto gli studenti dei conservatori di Cagliari e Malaga, insieme agli insegnanti accompagnatori, ospiti del conservatorio di Poitiers per una settimana.

A gennaio i sette giorni di ospitalità spetteranno al capoluogo sardo, mentre ad aprile a ospitare l’Orchestra viaggiante sarà Malaga.

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Le donne di Campo Progressista Sardegna hanno pubblicato oggi il «Manifesto per il Cambiamento» a sostegno della candidatura di Massimo Zedda a governatore della Sardegna.

Di seguito, il testo integrale.

La disponibilità di Massimo Zedda a guidare il movimento promosso dai Sindaci rappresenta un’opportunità per ricostruire un’area riformista, progressista e democratica nella nostra Regione e nel nostro Paese. Occorre ripartire dalle identità, dalle relazioni, dalle comunità, dai luoghi e dal confronto tra appartenenze e fare della Sardegna un’Isola protagonista in un Mediterraneo di pace, un laboratorio politico per tutto il Paese per una politica finalmente al servizio delle persone, per il bene comune, soprattutto dei più deboli.

Vogliamo sconfiggere con l’unità delle forze democratiche chi fa della discriminazione sociale, etnica, religiosa e politica i propri cavalli di battaglia. Decisivo è e sarà il ruolo delle donne nella costruzione di un progetto concreto e condiviso di società, che dia risposte vere e realizzabili ai problemi delle persone. 

Oggi la parola cambiamento è abusata e stravolta: per noi donne cambiare significa affrontare i problemi e le difficoltà con un approccio diverso, basato non sulla retorica e sulle false promesse ma sulle competenze, le capacità e le opportunità delle persone e dei territori. Cambiare significa modificare e rinnovare valorizzando le conoscenze e le esperienze fatte.

Noi donne di Campo progressista lanciamo un  progetto per il riscatto dei territori, fondato su pari opportunità, inclusione sociale, progresso solidale, lavoro, istruzione e formazione, ricerca, cultura, economia ecologica e sostenibile, tutela dell’ambiente come via fondamentale per un processo di cambiamento e transizione. La Politica può e deve esistere solo partendo dalle persone, attraverso percorsi di ascolto costante, confronto e comunicazione, perché nessuna resti indietro.

Confidando che l’introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale garantisca l’accesso di un gran numero di noi all’interno del Consiglio regionale, intendiamo promuovere una nuova stagione di diritti delle donne e promuovere politiche di parità. La nostra Regione si deve dotare di strumenti che pongano fine alla drammatica condizione di soprusi e violenze a cui troppe donne sono quotidianamente sottoposte.

Noi donne conosciamo molto bene il valore del lavoro come arma di riscatto e di dignità e crediamo che dal lavoro sia necessario ripartire, perché è attorno al lavoro che si costruisce il patto sociale e si misura la qualità di una democrazia, contro la precarietà, contro il ricatto del bisogno.

Vogliamo costruire un piano speciale contro lo spopolamento attraverso un progetto basato sulle economie locali, sulle vocazioni dei territori, sul rispetto dell’ambiente, con un  sistema di trasporti capillare e un supporto alle attività produttive locali, nuove ed esistenti, con bonifiche e riconversioni in chiave produttiva dei beni industriali o militari dismessi, derogando al piano di razionalizzazione sanitaria regionale (con particolare riferimento ai punti nascite e alle guardie mediche) e al piano di dimensionamento scolastico imposto da Roma, favorendo anche l’accoglienza e l’integrazione di migranti attraverso percorsi di cittadinanza attiva. 

Rendiamo la Sardegna terra di pace e di amicizia fra i popoli. Non possiamo più tollerare passivamente la permanenza sull’isola di installazioni militari finalizzate a eventi di guerra, ma piuttosto dobbiamo pretendere l’immediata cessazione di ogni forma di asservimento territoriale e di esercitazione militare a scopo bellico.

Vogliamo potenziare la stagione dei diritti: per le persone più fragili, per le donne, per la comunità LGBT, per gli stranieri, per tutti tutti coloro che rischiano di essere risucchiati dalla spirale dell’esclusione. Dobbiamo attivare supporti sociali, che passino dal diritto alla casa a quello alla salute, dal diritto all’istruzione a quello al lavoro e alla conciliazione dei tempi famiglia-lavoro. Vogliamo costruire una società di diritti, fondata sulle pari opportunità e sulla consapevolezza dei doveri di partecipazione e solidarietà.

Vogliamo costruire un nuovo sistema di  trasporti  e infrastrutture, con il potenziamento  dei collegamenti interni e dei collegamenti con la penisola e l’Europa per rendere operativa la continuità territoriale della Sardegna al fine di agevolare gli spostamenti delle persone e gli investimenti sull’Isola. È un’esigenza imprescindibile per i territori: per chi li abita e per chi vuole creare un’economia del turismo diffusa.

Vogliamo incrementare e migliorare le azioni di supporto alla crescita del settore turistico nell’ottica di destagionalizzare il settore e valorizzare i patrimoni storico culturali, paesaggistici, ambientali ed enogastronomici delle zone interne, con la massima attenzione alla sostenibilità e alla accessibilità per tutte le persone.

Vogliamo rafforzare le autonomie: dei territori, delle città e delle periferie. La nostra Autonomia speciale deve essere una condizione da difendere e da ampliare ma soprattutto da applicare per trasformare l’attuale situazione di svantaggio in politiche di sviluppo. Dobbiamo, quindi, impegnarci perché anche a livello normativo la Sardegna si doti di strumenti che promuovano e tutelino le specificità della nostra terra, a partire dalla sua cultura, dalla sua lingua e dal suo ambiente pretendendo il riconoscimento dell’insularità.

Per fare tutto questo dobbiamo sfruttare le opportunità che l’Europa ci offre, sia in termini culturali che in relazione all’accesso ai fondi, con l’obiettivo di rendere la Sardegna un luogo che offra a tutte e tutti la possibilità di restare e non l’obbligo di partire.

La Sardegna e i sardi hanno bisogno di rincominciare a credere nel proprio futuro. Insieme a Massimo Zedda vogliamo che ogni comune sia al centro dell’Isola e siamo certe che con il contributo di tutte e tutti possiamo farcela!