29 August, 2026

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Sarà Tosca la nuova madrina del Premio Bianca d’Aponte, che nel 2019 arriverà all’importante traguardo della 15a edizione. L’artista romana presiederà la giuria del Premio, l’unico in Italia riservato a cantautrici, nelle finali del 25 e 26 ottobre 2019, quando interpreterà anche un brano di Bianca d’Aponte, l’artista di Aversa scomparsa prematuramente nel 2003.

Con l’annuncio della nuova madrina, prende il via il nuovo bando del Premio. La partecipazione è come sempre gratuita, la scadenza per le iscrizioni è fissata al 27 aprile 2019. Il bando completo e la scheda di partecipazione sono disponibili su: www.premiobiancadaponte.it o www.sonounisola.it .

Tosca (all’anagrafe Tiziana Tosca Donati) è cantante, attrice, ricercatrice musicale e sperimentatrice. Nel 1996 ha vinto il Festival di Sanremo assieme a Ron con il brano “Vorrei incontrarti tra cent’anni”, mentre l’anno dopo si è aggiudicata la Targa Tenco come migliore interprete con il suo album “Incontri e passaggi”. Molti negli anni i progetti discografici e live che l’hanno contraddistinta, così come le collaborazioni con artisti come Lucio Dalla, Ennio Morricone, Ivano Fossati, Chico Buarque, Renato Zero, Riccardo Cocciante. Il suo più recente disco è “Appunti musicali dal mondo” del 2017. Attualmente Tosca è impegnata anche nel coordinamento della sezione canzone dell’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, percorso formativo rivolto a giovani cantanti e cantautori.

A precederla, nel ruolo di madrina del d’Aponte, sono state altre protagoniste del panorama musicale italiano: Rachele Bastreghi dei Baustelle, Rossana Casale, Ginevra di Marco, Cristina Donà, Irene Grandi, Elena Ledda, Petra Magoni, Andrea Mirò, Simona Molinari, Nada, Mariella Nava, Brunella Selo, Paola Turci, Fausta Vetere. Artiste di genere ed estrazione molto diverse, così come era la musica di Bianca d’Aponte.

Le finaliste del Premio a lei dedicato (che si avvale della direzione artistica di Ferruccio Spinetti) saranno selezionate da un Comitato di garanzia del Premio, composto come sempre da cantanti, autori e compositori di notevole rilievo nonché da operatori del settore e critici musicali. Alla vincitrice del premio assoluto sarà attribuita una borsa di studio di € 1.000; per la vincitrice del Premio della critica “Fausto Mesolella” la borsa di studio sarà di € 800. Riconoscimenti della giuria andranno anche alla migliore interprete, al miglior testo ed alla migliore musica. Sono poi previsti vari altri premi assegnati da singoli membri della giuria o da enti e associazioni vicine al d’Aponte.

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La crisi delle commesse allunga l’emorragia di posti di lavoro nel polo industriale di Portovesme. E’ stata una mattina triste per 10 lavoratori dell’azienda Cosacem dell’imprenditore Ninetto Deriu, che da anni opera all’interno della Centrale Enel di Portovesme. I dipendenti, dopo aver passato l’ultimo anno in cassa integrazione con un assegno sociale di 700 euro mensili, infatti, hanno ricevuto la lettera di licenziamento. Una sentenza senza appello. Molti di loro operavano all’interno della Centrale, in svariate forme e nel tempo con diverse aziende, da parecchi anni ed in alcuni casi anche decenni. Dal canto suo l’azienda, dello stesso imprenditore proprietario della più grande Reno Srl operante all’interno dello stesso stabilimento nelle pulizie industriali, è in crisi con un contratto di solidarietà aperto ed almeno 70 esuberi, a fronte dei 193 dipendenti. Più volte aveva manifestato le proprie difficoltà per l’assenza di commesse. I 10 lavoratori licenziati oggi, dovranno ora cercare di sopravvivere ed andranno ad ingrossare la già enorme platea di disoccupati presente nel territorio.

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore della Sanità Luigi Arru, ha approvato in via definitiva la riconversione dell’offerta assistenziale degli ospedali pubblici e privati e la ripartizione dei posti letto tra i presidi ospedalieri delle aree omogenee Nord-Ovest e Sud-Est, accogliendo la maggior parte delle osservazioni emerse in sede di discussione nella Commissione consiliare competente.

«Si tratta di un passaggio importantissimo nell’ambito della riforma della rete ospedaliera e dell’offerta dei servizi sanitari nei confronti dei cittadini – sottolinea l’assessore Luigi Arru -. Con questo provvedimento, in linea con le indicazioni date dal Consiglio regionale, rafforziamo il nodo hub di Sassari, accogliamo la rimodulazione dell’offerta del Mater Olbia richiesta dal nuovo referente scientifico (l’ospedale Gemelli, subentrato al Bambin Gesù), la rimodulazione della rete degli operatori privati per renderla più coerente con le effettive esigenze dei cittadini nelle singole aree.»

«Per quanto riguarda il Mater Olbia – precisa Luigi Arru – questa delibera consente di andare oltre l’accreditamento degli ambulatori, come è avvenuto nei giorni scorsi, avviando di fatto tutta l’attività ospedaliera del nuovo presidio. Insomma, è un passaggio fondamentale molto atteso, che ci permette di imprimere un’accelerazione all’intera procedura.»

L’assessore Luigi Arru ricorda inoltre che «le Aziende sanitarie dovranno modificare gli atti aziendali di organizzazione, rendendoli coerenti con la delibera appena approvata. L’ATS, dal suo canto, dovrà definire il numero minimo di posti letto da assegnare alle singole strutture pubbliche e procedere alla loro qualificazione in degenza ordinaria, Day Surgery e Day Hospital. Le Aziende sanitarie dell’area Sud-Est dovranno invece elaborare programmi concordati per la graduale riconversione dell’ospedale Marino di Cagliari e per il trasferimento delle Unità operative che dovranno essere ricollocate presso diversi presidi in coerenza con la distribuzione delle discipline specialistiche. Stessa cosa dovranno fare le Aziende sanitarie dell’area Nord-Ovest, per consentire all’ATS la gestione delle Unità operative che rimangono collocate presso l’ospedale Santissima Annunziata di Sassari. Infine, i posti letto di Day Surgery dovranno operare preferibilmente in un’unica area assistenziale di degenza multidisciplinare per produrre, con la massima efficienza, prestazioni inerenti alle specialità relative ai posti letto ordinari accreditati presso l’ospedale di riferimento».

 In allegato la tabella per la ripartizione dei posti letto in Sardegna.

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«La Regione deve bloccare l’impianto termodinamico di San Quirico con le stesse motivazioni con le quali si è opposta alla realizzazione dell’impianto solare termodinamico della società Flumini Mannu che si sarebbe dovuto realizzare nei comuni di Villasor e Decimoputzu. Invece l’assessore regionale all’Industria Maria Grazia Piras rilascia dichiarazioni sconcertanti, dicendosi favorevole alla realizzazione in un’area agricola di una cattedrale nel deserto e questo solo per consentire ad una società privata di risparmiare.»

Lo affermano i parlamentari del Movimento 5 Stelle Emiliano Fenu, Luciano Cadeddu e Lucia Scanu, secondo i quali «per realizzare un impianto che non porterà alcun beneficio ai sardi, si permette il consumo di territorio agricolo e la realizzazione nei fatti di un nuovo termovalorizzatore nel cuore pulsante dell’industria agricola sarda, a pochi chilometri da quello che è il nostro migliore modello di sviluppo agricolo. Come abbiamo detto più volte, siamo assolutamente a favore della realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, ma questi devono essere realizzati in aree industriali dismesse, degradate e da recuperare. Occorre evitare il consumo di suolo agricolo. La Regione deve quindi ascoltare le comunità e bloccare immediatamente il progetto di San Quirico».

Per Fenu, Cadeddu e Scanu «è sconcertante che si voglia andare avanti a tutti i costi nonostante le molteplici criticità emerse nel corso del procedimento autorizzatorio, ignorando la voce delle comunità, degli enti locali e di tutti i comuni guidati da amministrazioni di qualsiasi parte politica. Occorre dunque evitare che si crei un impianto industriale con ricadute occupazionali del tutto inconsistenti, e con effetti devastanti sul territorio e, soprattutto, di immagine su un territorio ad evidente vocazione agricola».

I tre parlamentari ricordano come l’impianto di San Quirico preveda anche la realizzazione di un bruciatore di ben 75 tonnellate di biomassa di cippato (cioè legname) al giorno, «ma non si comprende ancora bene dove dovrebbe essere reperito il legname e come dovrebbe essere trasportato in loco, mentre è ormai risaputo che il  bruciatore un domani potrà essere agevolmente convertito anche per bruciare rifiuti».

«Confidiamo nel buon senso del Presidente della Regione che già si era opposto alla realizzazione del progetto dell’impianto solare termodinamico di Flumini Mannu, ma la cui realizzazione è stata definitivamente scongiurata grazie alla recente delibera del Consiglio dei ministri che ha negato la prosecuzione del procedimento di valutazione di impatto ambientale del progetto – concludono Fenu, Cadeddu e Scanu -. Le criticità evidenziate dalla giunta regionale per quegli impianti sono le stesse che investono anche il progetto di San Quirico. Per questo chiediamo a gran voce: ascoltate le comunità e fermatevi.»

 

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Gli assessori regionali della Difesa dell’ambiente, Donatella Spano, e degli Enti locali, Cristiano Erriu, assieme all’amministratore della provincia del Sud Sardegna, Mario Mossa, e al coordinatore del Piano Sulcis, Tore Cherchi, hanno incontrato, questa mattina nella sede dell’assessorato dell’Ambiente, la RSU Eurallumina, che ha manifestato per chiedere che la conferenza dei servizi chiuda definitivamente la lunghissima istruttoria e che si proceda immediatamente alla definitiva approvazione della delibera della Giunta regionale. 

Al centro della riunione, il riavvio dello stabilimento a seguito della nuova documentazione per le varianti progettuali. In vista della Conferenza di servizi, in programma il 21 e il 22 gennaio 2019 per l’esame congiunto del progetto di ammodernamento della raffineria di allumina, è stata garantita la massima collaborazione dei soggetti provinciali e regionali per valutare nei tempi l’intera documentazione e favorire la conclusione dell’iter del procedimento coniugando tutela dell’ambiente e occupazione.

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Venerdì 7 e sabato 8 dicembre si svolgeranno a Sennori le finali del Campionato europeo di football integrato. La manifestazione, organizzata dal Csen, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e il patrocinio del comune di Sennori, si svolgerà negli impianti sportivi di Montigeddu, e vedrà la partecipazione di quattro squadre: i portoghesi dell’Activa (Associação Distrital de Desporto, Lazer e Cultura para pessoas com Deficiência) di Guarda, Asl Roma 1, Gli Equilibristi di San Giovanni Suergiu e Sporty Oristano.

«Abbiamo deciso di svolgere i Campionati europei qui perché Sennori è stata scelta come Città europea dello sport integrato 2018 – spiega il presidente regionale del Csen Sardegna, Francesco Corgiolu -. Qui abbiamo trovato piena collaborazione da parte dell’amministrazione comunale e del sindaco, Nicola Sassu, che ha dimostrato una grande sensibilità ai temi delle persone più deboli e dello sport come mezzo di inclusione sociale.»

Sennori sarà anche l’unica tappa sarda della “Carovana dello Sport integrato”, progetto realizzato dal Csen nazionale con il contributo del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. La Carovana è un viaggio-esperienza che partirà a marzo 2019 per attraversare tutta Italia, facendo tappa in ogni regione, per portare il messaggio dell’integrazione sociale della persona disabile e dell’accoglienza delle diversità attraverso lo sport.

Il Football Integrato è una disciplina sportiva ideata per permettere a persone con e senza disabilità di giocare nella stessa squadra, consentendo la partecipazione attiva al gioco di atleti, uomini e donne, con qualsiasi tipo di abilità e disabilità (fisica e/o mentale). Nella squadra il “peso” dell’atleta disabile è pari a quello di ogni altro atleta, grazie alla complementarità dei ruoli che valorizza la diversità delle condizioni fisiche, tecniche e intellettive. Tutto questo è possibile grazie a tre soluzioni tecniche previste dal regolamento Csen:

1) I ruoli: ogni giocatore ha un ruolo definito dalle sue competenze motorie e si confronterà sportivamente con un avversario dello stesso livello; questi ruoli sono numerati da 1 a 5 e hanno regole proprie;

2) lo spazio: introduzione di porte laterali in aggiunta a quelle di fondo campo e zone protette previste per garantire il tiro nelle porte laterali;

3) il materiale: la possibilità di sostituzione della palla regolamentare con una palla di dimensione e peso ridotti in determinate situazioni di gioco.

Le partite del Campionato europeo 2018 si svolgeranno secondo il seguente calendario:

Venerdì 7 dicembre:

– 1ª semifinale h.10:00

ASL ROMA 1 – GLI EQUILIBRISTI 

– 2ª semifinale h.11:00

SPORTY – ACTIVA

Sabato 08 dicembre:

Finali 3° e 4° posto h. 10:00

Finali 1° e 2° posto h. 11:00

Premiazioni: sabato dalle h. 15.00 Hotel Carlo Felice – Sassari.

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Per il secondo anno consecutivo, il comune di Sant’Antioco premia il “merito”. E lo fa con un bando di concorso per l’assegnazione di borse di studio per merito a favore degli studenti che, nell’anno scolastico 2017/2018, abbiano conseguito, presso una scuola secondaria di secondo grado, il diploma di maturità con la votazione di 100/100. Saranno assegnate le borse di studio a tutti i richiedenti in possesso dei requisiti, fino ad esaurimento delle risorse disponibili (5mila euro), e comunque per l’importo massimo di 1.500,00 euro ciascuno.

Le domande, redatte su apposita modulistica disponibile presso l’Ufficio Pubblica Istruzione, il centralino del Comune e sul sito www.comune.santantioco.ca.it, dovranno pervenire all’ufficio Protocollo entro il 7 gennaio 2019. Per poter partecipare è necessario che lo studente sia residente nel comune di Sant’Antioco; abbia frequentato la scuola secondaria di II grado statale o privata paritaria nell’anno scolastico 2017/2018, conseguendo la maturità con la votazione di 100/100; che non abbia compito il ventesimo anno di età alla data del conseguimento del diploma e appartenga a una famiglia il cui ISEE non sia superiore a 60.000,00 euro.

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In piazza Marmilla, a Carbonia, sta per entrare in vigore la nuova regolamentazione delle soste, che prevede l’istituzione del disco orario della durata di 1 ora. I parcheggi continueranno quindi ad essere gratuiti, seppur a tempo definito, così come istituito nel luglio scorso anche in via Lucania, una zona nevralgica di Carbonia, a pochi passi da piazza Ciusa.

«Il provvedimento che stiamo per adottare in piazza Marmilla si inscrive all’interno di una più ampia politica di rinnovamento della viabilità e delle aree di sosta finalizzata a garantire un congruo bilanciamento tra parcheggi a pagamento e parcheggi gratuiti – spiega il sindaco Paola Massidda -. La rotazione nell’utilizzo dei parcheggi mira a garantire al maggior numero di cittadini la possibilità di fruire di spazi di sosta a forte richiesta, a maggior ragione con l’avvicinarsi del periodo natalizio.»

L’area del centro cittadino è già dotata di un buon numero di aree di sosta che coprono una vasta gamma di servizi: dai parcheggi gratuiti e senza limite di tempo situati nel sottopiano degli edifici a torre di piazza Marmilla (con duplice ingresso da via Ala Italiana e da via Roma) al parcheggio a pagamento del Multipiano di via Verona, riaperto nel luglio scorso 24 ore su 24, comprendente ben 130 aree di soste, disponibili a un costo orario di 40 centesimi, prezzo ridotto rispetto ai 60 centesimi all’ora dei parcheggi a pagamento esterni.

A ciò si aggiunge la nuova regolamentazione dei parcheggi di piazza Marmilla con sistema a disco orario, la cui ratio, come ha spiegato l’assessore delle Manutenzioni e della Viabilità Gian Luca Lai, «nasce da una serie di accertamenti operati dal personale della Polizia locale in cui è emersa la staticità di diversi veicoli in sosta permanente. Pertanto risultava opportuno stabilire una regolamentazione della sosta atta a razionalizzare l’utilizzo degli spazi disponibili, favorendo una maggiore rotazione dei veicoli parcheggiati. L’istituzione del disco orario garantisce una maggiore diversificazione delle auto in sosta, consentendo quindi un maggiore ricambio dell’utenza che si reca presso gli uffici e i numerosi negozi che trovano ubicazione nell’area di piazza Marmilla, via Manno, via Fosse Ardeatine, via Gramsci e via Nuoro».

 

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E’ un fine settimana ricco di appuntamenti quello che si avvicina per “La città che viaggia – Festa delle creatività giovanili”, il festival organizzato a Cagliari da Carovana SMI, insieme ad un folto gruppo di partner.

Sabato 8 e domenica 9 dicembre, alle 19.00 (e lunedì 10 dicembre in un matinèe per le scuole), nel Teatro Massimo di Cagliari, all’interno del festival Autunno danza e della programmazione di SardegnaTeatro, ritorna “C.Arte d’imbarco”, per la regia di Ornella d’Agostino.

Spettacolo multidisciplinare (danza, musica e arte visiva), C.Arte d’imbarco è un circuito di viaggiatori che danzano il paesaggio che incontrano; il riflesso di una comunità nomade che si modifica con il viaggio, a contatto con le storie delle persone di culture diverse, mutevole al contatto con il mondo che gira, altera la percezione come in una danza sufi, rinnova il sentire e lo sguardo, mentre il respiro nasce e muore in ogni istante.

Lo spettacolo, che sin dalle sue prime rappresentazioni nel 2017, ha riscosso un forte favore di pubblico, vede in scena i migranti con le loro storie. Una produzione di Carovana SMI, selezionata dal MIBACT per la prima edizione del Festival MigrArti 2017 a Pistoia capitale italiana della cultura 2017.

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Ci saranno le fiabe per i bambini e Babbo Natale con un’enorme sacca per distribuire i regali in piazza. E le note di musicisti pronti a far ballare tutti al Museo Macc, senza dimenticare l’evento classico della super lotteria di Natale.

Il comune di Calasetta è pronto per il ciclo di appuntamenti delle feste targati 2018, con un cartellone che, come introduce il delegato consiliare a Turismo e Pro loco Sergio Porseo, «intende conquistare i bimbi e intrattenere i più grandi con un mix di musica e divertimento».

Contando sulla collaborazione del Museo di Arte Contemporanea (Macc) e della Pro Loco di Calasetta, l’amministrazione guidata da Antonio Vigo aprirà i festeggiamenti sabato 8 dicembre (alle 17.00, in Piazza Belly) con “Il lupo che non amava il Natale”, lettura animata unita alle note del pianoforte, a cura dell’associazione Librart.

Domenica 16 dicembre, alle 19.00, andrà in scena al Macc il connubio di musica e voci: la banda musicale della cittadina “Puccini” si esibirà con il coro polifonico “Chorodìa” per il suggestivo “Concerto di Natale”.

Il 23 dicembre si entrerà ancora più nel vivo delle atmosfere di festa fin dal primo pomeriggio: appuntamento dalle 15.00, in piazza Belly, con “Il villaggio di Babbo Natale«dove, nella sua casetta con gli elfi, Santa Claus riceverà le lettere dei piccoli senza scordare una dono-sorpresa per ogni partecipante», anticipa Sergio Porseo.

Dopo la lotteria di Natale delle 16.30 (sempre in piazza Belly, a cura della Calasetta Calcio), spazio a uno degli eventi clou del cartellone, fissato per le 19.00 al Museo Macc: «Visto il successo degli anni passati, abbiamo riproposto la formula della musica raffinata entro i confini di uno spazio museale denso di carica artistica», spiega ancora Sergio Porseo. Riflettori puntati, quindi, sulla performance di “Mauro Mulas Quartet featuring Adele Grandulli” con artisti di levatura provenienti dalle file della nota “Paolo Nonnis Band”.

Chiusura ideale, il 6 gennaio, con un appuntamento ancora intriso di toni fiabeschi a cura di Librart: alle 17.00, in piazza Belly, sarà il momento del “Canto di Natale”, una nuova lettura animata e tratta dall’omonimo capolavoro di Charles Dickens.