27 June, 2026

I temi dell’accoglienza dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale, delle minoranze e dei diritti umani sono al centro del Concorso “Graziano Deiana” promosso dalla Regione e rivolto agli studenti degli istituti superiori della Sardegna. Il bando è stato pubblicato oggi sul sito della Regione. Il concorso è finalizzato all’ideazione e alla realizzazione di progetti originali: illustrazioni, cortometraggi; documentari, murales; laboratori, video musicali, festival, mostre, tornei sportivi. “Vogliamo stimolare – dichiara l’assessore degli Affari Generali con delega sui flussi migratori Filippo Spanu – la fantasia e la creatività degli studenti su argomenti che sono parte integrante della vita quotidiana e sui quali è opportuno riflettere nel quadro di una società che deve essere più aperta e tollerante. Il concorso mira a favorire l’incontro, la coesione sociale e la socializzazione tra gli studenti, i migranti e la cittadinanza e contrastare linguaggi e atteggiamenti discriminatori che rafforzano stereotipi e pregiudizi nei confronti dello straniero. Questa iniziativa nasce dal progetto “La Regione incontra le scuole” ancora in corso con incontri negli istituti superiori finalizzati a fornire corrette informazioni sul fenomeno migratorio”. Ogni istituto può presentare fino a tre proposte con il coinvolgimento di diversi studenti. La domanda di partecipazione, da presentare entro il prossimo 27 novembre, dovrà essere corredata da un breve video di presentazione – della durata massima di 5 minuti – per presentare il progetto e le motivazioni della proposta. Le migliori 10 proposte saranno premiate con un contributo 3 mila euro nel corso di una manifestazione pubblica che si svolgerà il prossimo 12 dicembre a Mamoiada. Il concorso è dedicato alla memoria Graziano Deiana, sindaco di Mamoiada per 20 anni sino al 2015. L’impegno civile per il riconoscimento dei diritti dei più deboli e per la difesa delle persone più deboli e discriminate ha sempre caratterizzato la sua attività amministrativa. “Graziano Deiana – spiega l’assessore Spanu – è stato un instancabile sostenitore della democrazia e di tutte le forme di partecipazione attiva e ha aperto la strada a un modello politico a cui tanti amministratori si sono successivamente ispirati, basato sull’effettiva partecipazione e sul coinvolgimento dei cittadini alla vita della comunità. Abbiamo voluto ricordarlo attraverso questo concorso che nasce con l’intento di promuovere il confronto e la conoscenza reciproca tra giovani di mondi diversi che devono necessariamente incontrarsi e dialogare”.

Questa mattina, a Sardara, i carabinieri della locale stazione, unitamente a funzionari dell’Ispettorato del Lavoro e ai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Cagliari e del Nucleo antisofisticazione e sanità di Cagliari, nell’ambito di un mirato servizio di contrasto al fenomeno del caporalato, hanno proceduto al controllo di un’azienda agricola di proprietà di un imprenditore 54enne del luogo, sita in località ” Sa Mandara”, dove è stata riscontrata la presenza di 11 lavoratori irregolari, di cui 8 italiani e 3 extracomunitari (indiani e senegalesi). A seguito delle verifiche, al titolare è stata contestata la violazione amministrativa prevista dall’articolo 22 del decreto legislativo 151/2015, per avere impiegato lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro, che prevede una sanzione pecuniaria di 33.000 euro.

Martedì 30 ottobre, alle ore 18.00, presso la circoscrizione di Cortoghiana, l’Amministrazione comunale di Carbonia incontrerà i cittadini della frazione. Verranno affrontati diversi temi all’ordine del giorno: la concessione in comodato d’uso degli immobili comunali alle associazioni; la gestione degli impianti sportivi; i lavori in corso d’opera e gli interventi programmati per i prossimi mesi; chiarimenti su operazioni cimiteriali di esumazione ordinaria ed estumulazione; le elezioni dei Comitati di quartiere, previste per il 18 novembre; problematiche varie riguardanti Cortoghiana. Gli amministratori locali interloquiranno con la cittadinanza, rispondendo a ogni eventuale richiesta di chiarimento o segnalazione. Si tratta di un’importante occasione di ascolto, dialogo e condivisione a cui tutti i soggetti, a vario titolo interessati, sono invitati a partecipare. All’incontro pubblico, saranno presenti il sindaco Paola Massidda, l’assessore del Patrimonio, della Pubblica Istruzione e dello Sport Valerio Piria, l’assessore dei Lavori pubblici, delle Manutenzioni e dell’Ambiente Gian Luca Lai, l’assessore della Cultura, del Turismo e dello Spettacolo Sabrina Sabiu, il presidente del Consiglio comunale Daniela Marras ed i consiglieri comunali.

«Al Santissima Annunziata di Sassari due prelievi multiorgano, polmoni-cuore-reni e fegato-reni, hanno donato nuova speranza di vita a pazienti in lista d’attesa per un trapianto in Sardegna e nella penisola.» I prelievi sono stati realizzati nei giorni scorsi da pazienti poco più che cinquantenni, dopo un’attenta attività di segnalazione e osservazione effettuata da un team multidisciplinare di professionisti, un anestesista, un neurologo e un medico della direzione sanitaria del presidio ospedaliero sassarese. A dare la notizia delle donazioni è stato il direttore del dipartimento dell’Emergenza urgenza dell’Aou di Sassari, Pier Paolo Terragni che ieri, in apertura dell’evento formativo dal titolo Percorso che conduce dalla donazione al trapianto” che si è svolto nell’Istituto di Igiene, ha sottolineato come «Sassari sia ai primi posti in Sardegna per le donazioni». Concetto ribadito anche dal direttore generale dell’Aou di Sassari, Antonio D’Urso, che nel ringraziare gli operatori per l’importante attività di sensibilizzazione, ha ricordato che una efficiente rete delle donazioni è in grado di migliorare la qualità dell’assistenza. Il corso, aperto a medici, biologi, psicologi, direzione sanitaria, infermieri, tecnici di laboratorio e tecnici neurofisiopatologi, è stato organizzato dal dipartimento dell’Emergenza urgenza in collaborazione con la struttura di Formazione. L’incontro aveva come obiettivo quello di consentire ai partecipanti di familiarizzare con il processo di donazione e prelievo di organi, così da acquisire le competenze e le abilità necessarie a svolgere le attività nel campo della donazione, del prelievo e dei trapianti di organi. A ricordare uno dei pionieri dei trapianti all’ospedale di Sassari scomparso di recente, Nicola D’Ovidio, è stato Bruno Contu, responsabile della direzione medica del presidio ospedaliero. «Sassari ha fatto passi da gigante nelle donazioni – ha detto. Oggi grazie al coordinamento locale, al supporto della struttura di Psicologia ospedaliera, dei nostri rianimatori e all’impegno di tutti i reparti è possibile fare un ulteriore posso in avanti, verso una donazione diffusa». Sono stati quindi i rappresentanti del Centro regionale trapianti, Francesca Zorcolo e il nuovo coordinatore Lorenzo D’Antonio, a spiegare l’organizzazione e le funzioni del centri regionale trapianti e del Centro nazionale quindi il reperimento e l’identificazione del potenziale donatore di organi. In evidenza il ruolo del coordinatore locale dei trapianti, a Sassari svolto dalla dottoressa Paola Murgia, quindi il concetto che il centro trapianti deve avere caratteristiche che vanno al di là della realtà locale, in un’ottica di rete nazionale. Il corso quindi ha messo l’accento sui requisiti e i procedimenti nella diagnosi di morte encefalica, sulla valutazione del potenziale donatore, sul ruolo dell’infermiere nel processo della donazione, sull’allocazione degli organi, sulle linee guida nazionali per l’accertamento dell’espressione di volontà da parte del donatore. All’evento formativo hanno partecipato, inoltre, esperti dell’Aou di Sassari, con un focus su linguaggio ed emozioni tra operatori e familiari del donatore, quindi esperti del Brotzu e delle Molinette di Torino che hanno portato le loro esperienze in tema di coordinamento dei prelievi e degli aspetti organizzativi in sala operatoria durante prelievi multiorgani.

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Beppe Bullegas, dottore agronomo, imprenditore agricolo titolare di un’azienda agricola nel Sulcis, orientata prevalentemente verso l’olivicoltura e la vitinicoltura, è il nuovo presidente provinciale di Cagliari di Copagri Sardegna. È stato nominato due giorni fa dal Consiglio generale della Copagri provinciale di Cagliari, in sostituzione di Monica Fois che resta all’interno degli organi dirigenti e mantiene la presidenza del Centro Servizi Cagliari, strumento fondamentale di assistenza ai produttori associati.

Il presidente regionale di Copagri Sardegna Ignazio Cirronis, dopo aver ringraziato il presidente uscente Monica Fois per il lavoro svolto e l’impegno dedicato al rilancio della struttura provinciale, condividendo la scelta del Consiglio, ha sottolineato come Beppe Bullegas, al quale ha augurato buon lavoro ed assicurato il sostegno dell’intera organizzazione, abbia, per età, competenza, determinazione e passione, tutte le caratteristiche per assicurare alla Copagri di Cagliari, una direzione adeguata alle sfide che sono davanti all’organizzazione in rapporto ai numerosi problemi che l’agricoltura sarda si trova oggi ad affrontare.

Da parte sua, Beppe Bullegas, nell’accettare l’incarico, ha espresso la volontà di dedicarsi con tutte le sue forze alla tutela e rappresentanza dei produttori, in un’area complessa e caratterizzata da diversi importanti comparti che vanno dall’allevamento alla viticoltura, olivicoltura, ortofrutta e cerealicoltura andando, in primo luogo, ad affrontare le emergenze, costituite dalle calamità che si sono abbattute sul settore anche nell’ultimo periodo, la crisi del comparto lattiero-caseario ovi-caprino o il calo preoccupante della produzione cerealicoltura, ma ponendosi nell’ottica del sindacato d’impresa capace di orientare le aziende verso l’innovazione, l’aggregazione, il mercato, all’interno della costruzione di efficienti filiere capaci di assicurare un reddito adeguato alla componente produttiva.

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Massimo Fadda è stato eletto presidente del “Centro Commerciale Naturale Carbonia Produce”. La riunione che ha portato all’elezione si è svolta ieri pomeriggio nella sala polifunzionale del comune di Carbonia. Il “Centro Commerciale Naturale Carbonia Produce” è uno strumento fortemente voluto dall’Amministrazione comunale di Carbonia e dalle attività produttive che operano nell’intero territorio cittadino – inteso come centro, periferie e frazioni – per rilanciare e valorizzare il settore terziario locale. Si tratta di un’associazione volontaria senza fini di lucro tra professionisti iscritti all’albo, imprenditori del commercio, del turismo, dei servizi, dell’artigianato, delle piccole e medie imprese aventi sede legale od operativa nel comune di Carbonia. Nel corso dell’assemblea si è svolta l’elezione del presidente e vicepresidente, del tesoriere e dei componenti del direttivo. Massimo Fadda sarà affiancato da Lidia Stivaletta in qualità di vicepresidente. Come tesoriere è stato eletto Franco Reginali. Questi sono, invece, i componenti del Direttivo: Fabio Colaci, Elisa Macrì, Lidia Stivaletta, Michele Cau, Nicola Cossu, Patrizia Bonu, Stefano Locci.

«Il comune di Carbonia, socio onorario del nuovo Centro Commerciale Naturale, augura buon lavoro agli eletti e, in generale, a tutti i soci di questa nuova entità che riteniamo possa assolvere un ruolo importante nella promozione e riqualificazione del commercio cittadino», ha detto il sindaco Paola Massidda. Intanto, come ha precisato l’assessore delle Attività produttive Mauro Manca, principale artefice del progetto del Centro Commerciale Naturale, «dopo l’elezione del presidente, del tesoriere e del direttivo, lo statuto è stato inviato al notaio e, nei prossimi giorni, avverrà la stipula dell’atto, che sancirà così l’avvio ufficiale delle attività».

A Sant’Antioco è ancora emergenza per il depuratore, sottodimensionato, fonte di continui disservizi, tra miasmi insopportabili e tombini che saltano in occasione di piogge. L’annoso problema, qualche anno fa, sembrava a un passo dalla soluzione, grazie ai 6 milioni di euro di fondi CIPE che, con una gara d’appalto bandita nel 2015, Abbanoa aveva destinato alla realizzazione di un impianto nuovo di zecca. Ma da allora il progetto è finito sommerso sotto le carte bollate, a causa di alcuni ricorsi. Da ultimo, il 19 settembre scorso, il TAR si è pronunciato fermando sostanzialmente il progetto. Il sindaco, Ignazio Locci, ha scritto ancora una volta ai vertici del gestore unico del Servizio Idrico Integrato, chiedendo un incontro urgente: «Non sono più rinviabili soluzioni definitive al tema della depurazione nel comune di Sant’Antioco – dice il sindaco Ignazio Locci – chiediamo ad Abbanoa spa che si concentri con decisione al fine di individuare soluzioni di buon senso, in modo che si giunga a nuovo progetto che ponga definitivamente la parola fine ai numerosi disagi che, soprattutto nella stagione estiva o in occasioni di piogge, si verificano nel territorio comunale. Sant’Antioco necessita di un depuratore che funzioni adeguatamente: un impianto moderno che risponda alle esigenze della nostra città. Il rischio, di questo tergiversare in mezzo alle carte giudiziarie, è che i 6 milioni di euro stanziati finiscano perduti. Sarebbe drammatico: è ora che Abbanoa prenda atto della non fattibilità del progetto che si ostina a portare avanti dinanzi al Tribunale, ed utilizzi le sue energie per una soluzione definitiva. Ci auguriamo che la nostra richiesta venga presa seriamente in considerazione – conclude Ignazio Locci – ed auspichiamo risposte concrete ed in tempi brevi».

Nel pomeriggio di ieri, intorno alle 18.00, i carabinieri della stazione di Cagliari/Villanova unitamente ai colleghi del Nucleo radiomobile della Compagnia di Cagliari, sono intervenuti in viale Colombo, di fronte all’istituto Alberti. All’interno di un circolo privato, infatti, un cittadino ha segnalato, che dentro la propria roulotte si trovava un uomo riverso che non dava segni di vita. I carabinieri hanno rinvenuto il corpo dell’uomo, il cui decesso è stato constatato poco dopo dai sanitari del 118, anch’essi intervenuti. Le indagini sono in corso. Le cause del decesso non constatate, allo stato di escludono responsabilità terze.

Alle 19.00 si riunisce il Consiglio comunale di Carbonia, convocato dal presidente Daniela Marras nella sala polifunzionale di piazza Roma. i punti all’ordine del giorno sono cinque: comunicazioni del Sindaco; interrogazioni, interpellanze, mozioni; variazione n. 2 al Programma triennale dei Lavori pubblici 2018-2020, al Documento Unico di Programmazione DUP 2018-2020; variazione al Bilancio di previsione 2018-2020 ed applicazione avanzo; monetizzazione delle aree da adibire a parcheggi per gli interventi edilizi di cui alle leggi regionali n. 8 del 23 aprile 2015 e n. 11 del 23 luglio 2017. Approvazione del regolamento.

E’ iniziato l’iter per il ritorno alla provincia del Nord Est della Sardegna, ed ora si muovono (finalmente) anche Sulcis Iglesiente, Medio Campidano ed Ogliastra. La commissione Autonomia del Consiglio regionale ha dato il via libera all’istituzione della provincia del Nord Est, proposta da un fronte trasversale, primo passo per il ritorno alla provincia di Olbia Tempio cancellata dal referendum insieme alle province di Carbonia Iglesias, Medio Campidano ed Ogliastra. L’iter per ora riguarda solo la provincia della Gallura ma 8 giorni fa, in Consiglio regionale, è stata presentata un’altra proposta di legge, primo firmatario Luca Pizzuto, con la quale si propone il ritorno alle province democraticamente elette, in sostanza di riportare il sistema delle autonomie locali della Sardegna alle 8 province esistenti prima del referendum abrogativo. La cancellazione delle quattro province ha portato alla nuova legge regionale che ha istituito la città metropolitana di Cagliari e la provincia del Sud Sardegna, al fianco delle altre tre province storiche di Sassari, Nuoro e Oristano. Il cambiamento ha portato pesanti penalizzazioni alle aree delle province cancellate, dove sono mancate ingenti risorse e quindi servizi. Il caso della provincia del Sud Sardegna è lampante, con una provincia mastodontica formata da ben 107 Comuni, nei quali strade e scuole, due delle principali competenze delle province, denunciano carenze gravissime. Con la cancellazione delle province si pensava di cancellare gli sprechi e di migliorare il sistema delle autonomie locali. I risultati dicono che i risparmi si sono rivelati assai modesti, mentre notevoli sono stati i tagli ai trasferimenti e quindi le mancate coperture dei servizi per i territori, soprattutto nelle periferie. La cancellazione delle quattro province avrebbe avuto un senso diverso se, come era stato previsto nel referendum costituzionale del Governo Renzi, fossero state cancellate tutte le province e si fosse effettivamente riformato il sistema delle autonomie locali. Viceversa, con la bocciatura del referendum costituzionale, le province sono rimaste, private della componente consiliare democraticamente eletta, con amministratori straordinari e Consigli formati dai sindaci, le cui elezioni hanno subito ripetuti rinvii. Le uniche province cancellate, in Italia, sono state quelle di Olbia Tempio, Carbonia Iglesias, Medio Campidano ed Ogliastra.