30 August, 2026

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Nuova ferma presa di posizione della Confederazione Sindacale Sardabe dell’Assotziu Consumadoris Sardegna contro l’ampliamento degli stabilimenti della RWM.

«La Confederazione Sindacale Sarda e l’Assotziu Consumadoris SardignaOnlus ribadiscono la loro posizione di assoluta contrarietà rispetto alla possibilità che gli stabilimenti della RWM vengano ampliati», sostengono il segretario della CSS Giacomo Meloni ed il presidente dell’ACS – Onlus Marco Mameli in seguito alle indiscrezioni di un’imminente autorizzazione da parte del comune di Iglesias alla realizzazione dei reparti R200 e R210 oggetto di procedimento SUAP. «Un intervento capace di aumentare sino a tre volte la capacità degli stabilimenti di confezionare bombe, come rivelato dall’amministratore Fabio Sgarzi a La Nuova in un’intervista dello scorso luglio. Un progetto – quello dell’ampliamento dei due reparti – che si somma ai numerosi altri presentati nel corso degli ultimi due anni.»

«I documenti delle Nazioni Unite e numerose prove fotografiche dimostrano che gli ordigni prodotti a Domusnovas ed esportati dall’Arabia Saudita vengono utilizzati nell’atroce guerra dello Yemen che ha già fatto registrare oltre 17mila vittime civili, tra cui oltre 10.400 causati dagli attacchi aerei della coalizione a guida saudita, secondo le ultime stime dell’ONU – aggiungono Giacomo Meloni e Marco Mameli -. Questa è la prima ragione per cui l’ampliamento della Rwm e la produzione di bombe tout court realizzata a Domusnovas è inaccettabile. L’altra ragione alla base del nostro rifiuto è l’inaccettabile idea che una parte dei lavoratori sardi dipenda dall’economia di guerra, un vero e proprio ricatto simile alla dicotomia lavoro-salute che osserviamo nel caso delle lavorazioni industriali impattanti. Non si può, cioè, pensare di lavorare per morire, pregiudicare la vita del prossimo o addirittura confezionare ordigni utilizzati in contesti di guerra.»

«Ecco perché la CSS e l’ACS Onlus rivolgono un appello al sindaco di Iglesias Mauro Usai, al governatore Francesco Pigliaru e a tutta la classe politica sarda affinché – concludono Giacomo Meloni e Marco Mameli – la Regione ed il comune di Iglesias, gli enti, cioè, che si trovano a dover decidere sulle richieste della RWM rifiutino il ricatto sotteso ai progetti della RWM e facciano un primo passo concreto verso un’economia di pace adoperandosi per la riconversione della fabbrica delle bombe.»

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Dal 1° gennaio 2019 scatterà in Italia l’obbligatorietà della fatturazione elettronica per imprese private e professionisti. Il nuovo sistema, già in vigore nella Pubblica Amministrazione, sostituirà la vecchia fattura cartacea anche per centinaia di aziende che operano nel territorio comunale.

Per spiegare esattamente in cosa consiste questo nuovo sistema digitale di fatturazione, oggi, lunedì 12 novembre, alle ore 15.30, nella sala polifunzionale di piazza Roma, si svolgerà un incontro organizzato da Confartigianato Imprese Sud Sardegna con la collaborazione dell’Amministrazione comunale di Carbonia, che sarà rappresentata dall’assessore delle Attività produttive e dell’Innovazione tecnologica Mauro Manca.

Verranno descritte le novità che riguardano il ciclo attivo ed il ciclo passivo della fatturazione, il Sistema di Interscambio (SdI), il sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate attraverso il quale transitano le fatture elettroniche in formato XML, e le regole di funzionamento e di accreditamento previste.

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Nel dibattito sulla scelta del candidato alla carica di governatore della nascente coalizione di centrodestra per le elezioni regionali del febbraio 2019, si inseriscono anche i Riformatori sardi.

«Bene l’impegno profuso in Sardegna dalla Lega – scrive in una breve nota il coordinatore regionale del partito Pietro Fois -, anche noi al momento giusto diremo la nostra sul candidato alla presidenza e gli assessorati (sanità compresa), abbiamo donne, uomini e competenze, ma non intendiamo comunque “prenotare” deleghe che dovranno essere il frutto di un confronto tra le forze appartenenti alla coalizione. Suggerisco di rimandare gli equilibri dell’esecutivo (Presidente escluso) a dopo il voto di febbraio – conclude Pietro Fois -, per garantire la giusta rappresentanza in Giunta legata al consenso e reale apporto espresso da ogni singola forza politica.»

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I carabinieri della Compagnia di Carbonia sono stati ininterrottamente impegnati, durante questo fine settimana, in un servizio mirato al contrasto dello spaccio e del consumo di droga in tutto il territorio della giurisdizione. L’attività ha consentito il sequestro di modiche quantità di stupefacenti, marijuana, cocaina ed eroina, la segnalazione di cinque persone alla Prefettura, quali assuntori di droga. In particolare, a Carbonia, un 37enne di Iglesias mentre transitava su una via a bordo dell’autovettura di proprietà, alla vista del dispositivo eseguito dai militari, improvvisamente accelerava tentando di eludere il controllo di polizia. Prontamente fermato dai carabinieri, è stato perquisito ed è stato trovato in possesso di un involucro termosaldato, occultato nel borsello, contenente una modica quantità di cocaina per uso personale. A Calasetta, invece, i carabinieri della locale stazione, hanno fermato sul lungomare un 44enne di Carbonia, già noto alle forze dell’ordine e, dopo averlo controllato, lo hanno trovato in possesso di una siringa da insulina pre-riempita di eroina, con un cucchiaino, che aveva occultato all’interno del giacchetto indossato. A Sant’Antioco sono due i giovani trovati in possesso di modica quantità di stupefacente per uso personale, un 22enne di Milano ma attualmente domiciliato a Sant’Antioco che è stato sorpreso con tre grammi di marijuana, ed un 21enne di Carbonia che, controllato dai carabinieri della locale stazione, a bordo della propria auto in compagnia di un coetaneo, è stato trovato con modica quantità di marijuana. A Giba, infine, una 21 enne di Carbonia è stata fermata questa notte dai carabinieri mentre si trovava a bordo della sua auto in compagnia di un ragazzo suo coetaneo. Perquisita a seguito dell’improvviso atteggiamento nervoso assunto, la giovane è stata sorpresa con un involucro termosaldato contenente 1,2 grammi di cocaina, occultato all’interno del reggiseno.
Per gli equipaggi dell’Arma locale è stato un fine settimana di controlli e di mirate perquisizioni anche per la ricerca di armi, finalizzati a garantire una maggiore sicurezza e legalità. Nell’ambito del medesimo servizio, infatti, 2 persone, P.A. classe 75 e C.D. classe 1984, entrambi originari di Carbonia ma residenti a Piscinas, sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per porto illegale di armi. I due, fermati nella serata dell’8 novembre scorso lungo la strada provinciale n° 70, in località Barriu di Santadi, a bordo di una Fiat Punto, in conseguenza delle circostanze di tempo e di luogo, nonché per il loro atteggiamento sospetto, sono stati perquisiti dai carabinieri della stazione di Santadi che hanno rinvenuto all’interno dell’auto, occultati nel pannello di rivestimento in plastica tra l’abitacolo e la carrozzeria, due fucili da caccia e cartucce, che avevano regolarmente denunciato alla stazione di Giba, ma per i quali avevano il porto d’armi non in regola. Inoltre, uno dei due, è stato sorpreso con 2 grammi di stupefacente di tipo cannabis.

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L’assessore regionale della Sanità, Luigi Arru, ha pubblicato questa sera un post sul suo profilo facebook, l’avvenuto trasferimento per cardiopatia ischemica di una persona dall’Ospedale di La Maddalena (partendo dall’eliporto dell’Arsenale) all’Ospedale di Olbia, avvenuto in 8 minuti dopo il tramonto; «da evidenziare – ha sottolineato Luigi Arru – che questo non avveniva prima del 1 luglio 2018»

«Da notare che anche il 9 novembre l’elisoccorso interviene d’urgenza per un problema di una persona a cui è stato diagnosticato accuratamente un disturbo del ritmo cardiaco presso il reparto di Medicina dell’Ospedale Merlo de La Maddalena, e che è stata trasporta in 15 minuti in UTIC presso l’Ospedale di Olbia, per un trattamento avanzato. Un buon esempio questo – ha concluso l’assessore regionale della Sanità – di quella di cui si parla è l’integrazione secondo il modello degli Ospedali in rete (Hub&Spoke).»

https://www.facebook.com/100010619595553/videos/728938587470121/

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https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10217947042815612/

E’ stato un debutto amaro quello di Andrea Marongiu sulla panchina della Monteponi. Ha diretto il primo allenamento martedì scorso ed oggi ha guidato la squadra dalla panchina nella partita casalinga con l’Orrolese. Sapeva che l’Orrolese sarebbe stato un avversario ostico, reduce da una serie positiva, ma sicuramente non si sarebbe mai aspettato una partita dall’andamento tanto sofferto ed una sconfitta tanto netta (è la settima della squadra in nove giornate di campionato, la quarta su quattro partite disputate in casa).

Classifica alla mano, la strada verso la salvezza per la Monteponi appare come una vera e propria montagna da scalare, con un organico assolutamente inadeguato. La Monteponi è oggi una squadra sbagliata, frutto di un mercato estivo sbagliato. Lo ha capito anche la società guidata dal presidente Giorgio Ciccu che è pronta a tornare sul mercato e spera di poter arrivare all’apertura del mercato di riparazione autunnale, in una posizione di classifica ancora rimediabile. Il calendario, purtroppo, non è favorevole, perché nelle prossime due giornate prevede il derby di Carbonia e l’impegno casalingo con la San Marco Assemini ’80, una delle seconde e la prima in classifica.

Al termine della partita persa questo pomeriggio con l’Orrolese, abbiamo intervistato il nuovo tecnico rossoblu Andrea Marongiu. Alleghiamo l’intervista e l’album fotografico completo della partita.

     

 

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«La storia del vino sardo è una delle belle pagine dell’evoluzione della nostra economia che passa attraverso il miglioramento dei prodotti dell’agroalimentare. Abbiamo avuto la capacità di trasformare un prodotto totalmente artigianale e casalingo in una produzione di alta qualità che esportiamo in tutto il mondo, e in questo la cantina di Santadi è un’eccellenza di cui siamo molto orgogliosi.»

L’assessore della Programmazione Raffaele Paci ha chiuso così il convegno ‘Le produzioni agroalimentari a marchio Carignano e dintorni’, organizzato all’interno della due giorni in memoria dell’enologo Giacomo Tachis, principale artefice di quella evoluzione. Ospite del presidente della Cantina, Antonello Pilloni, anche l’assessore degli Enti locali, Cristiano Erriu, ex sindaco di Santadi.

Duecento soci, 30 dipendenti, oltre 2 milioni all’anno di bottiglie. Numeri importanti, quelli della Cantina Santadi, solida realtà produttiva del Sulcis cresciuta sui mercati mondiali. «Qui abbiamo un esempio concreto di come valorizzare il patrimonio che offre la Sardegna e farlo diventare occasione di sviluppo e occupazione, con ricadute importanti per il territorio ma un po’ per tutta la regione. Sono convinto che nell’agroalimentare e nel vitivinicolo, potenziati dall’alta tecnologia sui mercati internazionali, ci sia un pezzo fondamentale della nostra economia anche per il futuro – ha detto Raffaele Paci -. Senza questi settori non andiamo da nessuna parte, ma è assolutamente indispensabile ripensarli attraverso l’innovazione, per esportarli sui mercati mondiali, per dare ai giovani la possibilità di farne il loro lavoro e dunque di restare in Sardegna a costruire la loro vita. Abbiamo un potenziale fantastico, usiamolo al meglio».

«La vicenda imprenditoriale della Cantina di Santadi – ha sottolineato l’assessore Cristiano Erriu – è un caso di successo utile alla Sardegna. La valorizzazione del Carignano, l’aver saputo puntare sulla qualità del prodotto e sull’innovazione, l’aver utilizzato al massimo il sapere dell’enologo Giacomo Tachis che gli ha aperto le porte dei mercati internazionali e dei rapporti con altre aziende guida di successo a livello nazionale, sono esempi di come nella nostra Isola, a partire del prodotto del territorio, si possa assicurare e garantire un successo imprenditoriale che dà lavoro e sviluppo e offre ricchezza.»

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La San Marco Assemini ’80 ha espugnato il temibile campo dell’Arborea, rimontando lo svantaggio iniziale, ed ha raddoppiato il margine di vantaggio, da 2 a 4 punti, sulle più immediate inseguitrici, Carbonia e La Palma Monte Urpinu, bloccate sul pari, rispettivamente sui campi di Andromeda e Sant’Elena Quartu. Il Carbonia a Siurgus Donigala s’è portato in vantaggio con Nicola Lazzaro ed è stato raggiunto sul pari nella ripresa. Per i biancoblu di Fabio Piras è il quarto pareggio in nove partite (con cinque vittorie). La partita tra Sant’Elena e La Palma Monte Urpinu, invece, è terminata senza goal.

Uno dei motivi di maggiore interesse della giornata era il debutto di Andrea Marongiu sulla panchina della Monteponi. Contro l’Orrolese è sembrato di rivedere la stessa trama delle partite precedenti, con una squadra impaurita, inconsistente in fase di costruzione del gioco a centrocampo, quasi inesistente in attacco anche per la mancanza di rifornimenti e a tratti imbarazzante in difesa. L’Orrolese ha realizzato tre goal con il brasiliano Rodrigo Nascimento Carvalho, bravo ad approfittare di tre grossolani errori della difesa rossoblu ed ha sofferto pochissimo, regalando il goal dell’1 a 1 alla Monteponi con un clamoroso autogoal, ma tornando in vantaggio sull’azione successiva, grazie ad un incredibile pasticcio della difesa della Monteponi.

La sconfitta, la settima in nove partite, la quarta su quattro partite disputate in casa, ha allungato il ritardo sulla zona salvezza matematica a 7 lunghezze ed il compito che attende Andrea Marongiu da oggi in avanti è durissimo, considerato che domenica prossima il calendario propone il derby di Carbonia e sette giorni dopo la trasferta sul campo della capolista San Marco Assemini ’80, in attesa della riapertura del mercato autunnale che vedrà sicuramente la società rossoblu impegnata a rinforzare un organico rivelatosi inadeguato in tutti i reparti.

La giornata ha confermato la crescita del Villamassargia, impostosi a Selargius con un goal di Andrea Renzo Iesu, il terzo personale. La terza vittoria consecutiva ha portato il Villamassargia all’8° posto a quota 12 punti, a 2 punti dal 4° posto, con una partita da recuperare.

Pesante sconfitta per il Carloforte a Villasor, 0 a 4, la seconda in tre partite della gestione di Massimo Comparetti. Sugli altri campi, il Gonnosfanadiga è tornato alla vittoria contro l’Idolo, 3 a 1, ed il Seulo 2010 ha avuto la meglio sul Vecchio Borgo Sant’Elia, per 1 a 0.

Nel girone B del campionato di Prima categoria, larghe e convincenti vittorie delle due capolista Fermassenti e Cortoghiana, vittoriose rispettivamente per 4 a 1 sul Circolo Ricreativo Arborea (per la squadra di Roberto Concas si tratta della settima vittoria consecutiva) e per 3 a 0 sul Sadali. Ora conducono  con tre punti di vantaggio sulla coppia formata dalla Villacidrese (bloccata sull’1 a 1 dall’Atletico Villaperuccio) e Gioventù Sportiva Samassi, impostasi per 2 a 0 sul Gergei.

E’ terminato in parità, 1 a 1, il derby tra Atletico Narcao e Isola di Sant’Antioco. Sugli altri campi, vittoria dal punteggio tennistico, 6 a 0, per la Libertas Barumini sulla Tharros; vittorie di misura con l’identico punteggio di 3 a 2 per la Freccia Parte Montis sull’Atletico Sanluri e per il Seui Arcueri sul Villanovafranca, e della Virtus Villamar sul campo dell’Oristanese, per 1 a 0.

Uno dei tre goal segnati dal brasiliano Rodrigo Nascimento Carvalho alla Monteponi.

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Sette consiglieri comunali di minoranza, primo firmatario Michele Stivaletta, hanno presentato una mozione al presidente del Consiglio comunale, al sindaco e all’assessore della Difesa dell’Ambiente del comune di Carbonia, sul rifacimento della rete delle acque nere e meteoriche di viale della Libertà e via Cogne a Bacu Abis. La mozione, se venisse approvata dal Consiglio comunale, impegnerebbe il Sindaco e la Giunta affinché si attivino immediatamente e si difiniscano quanto prima tutte le procedure amministrative per sollecitare con le dovute modalità e la necessaria forza, anche in virtù del ruolo del Sindaco nella propria qualità di socio della monopolista Abbanoa, affinché sia risolta l’annosa questione del rifacimento della rete delle acque nere e meteoriche del viale della Libertà e di via Cogne a Bacu Abis e siano disposte le opportune verifiche ambientali, statiche ed idrogeologiche, con valutazione di eventuali responsabilità a carico dei soggetti inadempienti.

 

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Dopo quelle presentate dai comuni di Oristano e Palmas Arborea nei giorni scorsi, arrivano ora le diffide dei cittadini residenti e dei titolari delle aziende agro-zootecniche di San Quirico e Tiria indirizzate al Servizio energia ed economia verde della R.A.S., affinché dichiari improcedibile l’istanza di autorizzazione unica per la costruzione di un impianto ibrido solare termodinamico nella borgata di San Quirico, presentata dalla Società bolzanina San Quirico Solar Power S.r.l. Per il prossimo martedì 13 novembre l’assessorato regionale dell’Industria ha convocato a Cagliari la seconda conferenza di servizi, dopo che la prima – svoltasi il 20 marzo – aveva evidenziato numerose inadempienze da parte della Società proponente, oltre che vistose lacune progettuali, e si era conclusa con la richiesta di “corpose e rilevanti integrazioni”.

«Diffidiamo la Regione dal procedere con l’iter di autorizzazione per diverse ragioni: 1) perché il progetto definitivo che va allegato all’istanza di autorizzazione unica non presenta ancora un livello definitivo. Infatti, mancano ancora numerosi elaborati minimi. Ed è la stessa R.A.S. che ne prescrive la presentazione “pena l’improcedibilità dell’istanza – dichiara il portavoce del Comitato per la salute e la qualità della vita, Antonio Ignazio Garau -. 2) perché la Società proponente – pur essendone consapevole e avendoli individuati – non ha inserito i numerosi proprietari di abitazioni e aziende agro-zootecniche della zona – che subiranno ingenti danni patrimoniali (svalutazione degli immobili, minor fatturato, etc.) ed esistenziali, se la R.A.S. autorizzasse la costruzione dell’impianto – nell’elenco dei soggetti nei cui confronti il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti. Così come non ha inserito numerosi proprietari dei terreni che, lungo un percorso di oltre 7 chilometri, saranno interessati dall’apposizione della servitù di elettrodotto.»

«Gli abitanti di San Quirico e di Tiria non sono contrari agli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Chiedono solamente che questo tipo di impianti industriali siano costruiti in aree industriali o degradate, di cui la Sardegna – purtroppo – abbonda, e non in terreni vocati all’agricoltura, limitrofi ad aree sottoposte a plurima vincolistica paesaggistica, intorno ai quali abitano oltre 700 persone – prosegue Garau -. Confidiamo molto nella sensibilità, nel buon senso e nella coerenza del presidente Francesco Pigliaru e dell’assessore dell’Industria, Maria Grazia Piras, che hanno condotto una battaglia encomiabile contro la costruzione degli impianti solari termodinamici di Decimoputzu-Villasor e Gonnosfanadiga-Guspini, intervenendo più volte anche presso il Consigli dei ministri. Le criticità evidenziate dalla Giunta regionale per quegli impianti sono le medesime dell’impianto di San Quirico. Perché nel Medio Campidano quel tipo di impianto non va bene, mentre a San Quirico sì? A parte i danni patrimoniali e gli altri inconvenienti esistenziali, d’estate vorremmo poter continuare a dormire con le finestre delle nostre case aperte, senza l’incubo che ci arrivi il fumo delle 75 tonnellate di legna che la centrale a biomassa dovrebbe bruciare quotidianamente»

«I cittadini riuniti nel Comitato – si legge in una nota – si chiedono perché la Regione non si adoperi per interfacciare la domanda di aree per la costruzione di questo tipo di impianti con l’offerta fiorente in Sardegna (si pensi ai recenti bandi emanati dal Consorzio industriale di Nuoro per le aree di Bolotana-Ottana, o alle aree disponibili a Macchiareddu o a Porto Torres o a Portovesme, etc.), evitando l’eccessivo consumo di suolo e la serie di altri pesanti impatti sotto il profilo ambientale, paesaggistico e socio-economico. Cui prodest l’impianto di San Quirico? A quale ratio politica risponde la violenza che si vuole perpetrare a un territorio che, civilmente e democraticamente, ha espresso il suo dissenso anche attraverso le sue rappresentanze istituzionali (Provincia di Oristano, Comune di Oristano, Comune di Palmas Arborea, Comune di Arborea), tutti i partiti politici (tutti!) e innumerevoli associazioni di categoria, sindacali e ambientaliste? Perché forzare la mano?»

«Nel caso in cui la R.A.S. – nonostante le irregolarità segnalate – confermasse la conferenza di servizi di martedì 13 novembre – conclude la nota -, una delegazione del Comitato sarà presente a Cagliari al fianco dei Consigli comunali di Oristano e Palmas Arborea, per ribadire la ragioni del no alla costruzione di impianti industriali in aree agricole e per rivendicare il diritto delle amministrazioni locali di pianificare lo sviluppo dei loro territori, diritto in questo caso scippato e calpestato.»