27 June, 2026

La Sardegna aderisce anche quest’anno all’iniziativa “Climathon”, maratona internazionale di 24 ore dedicata al clima che coinvolge le città, in programma venerdì 26 ottobre: professionisti, amministratori, tecnici, studenti e cittadini si confronteranno a Sassari e Cagliari sui temi strategici dell’adattamento ai cambiamenti climatici grazie all’adesione della Regione all’iniziativa organizzata da Climate-KIC, la più grande organizzazione pubblico-privato europea che promuove azioni innovative per contrastare i cambiamenti climatici. Nel 2017 sono state 104 le città aderenti da 45 paesi e oltre 4.500 maratoneti hanno ideato più di 600 progetti. A Cagliari l’iniziativa partirà alle ore 9.00 e sarà ospitata al Polo di Architettura dell’Università in via Corte d’Appello 87 grazie alla collaborazione con il DICAAR dell’Università di Cagliari e la Rete delle Professioni Tecniche. Durante la maratona verranno sviluppate idee sulla gestione sostenibile dell’acqua, sulla mitigazione delle isole di calore urbano e sull’uso sostenibile del suolo. La presentazione e premiazione si terrà nella sala consiliare del Comune il sabato a partire dalle ore 9.30. A Sassari l’appuntamento è per venerdì 26 ottobre dalle ore 10.00 alle ore 13,00 nella sala conferenze della Biblioteca comunale in piazza Tola, per poi spostarsi nei locali del Palazzo Ducale, in piazza del comune, per i lavori di gruppo del pomeriggio. La maratona si concluderà il sabato con la presentazione delle idee progettuali a partire dalle ore 9.30 e la premiazione prevista per le ore 12.00. La sfida è “Agricoltura e strategie di gestione sostenibile delle risorse idriche nel territorio di Sassari”.

La commissione “Attività produttive” del Consiglio regionale ha sentito questa mattina in audizione l’assessore alla Programmazione, Raffaele Paci, sulla proposta di legge n. 553 “Misure urgenti e politiche di sistema a sostegno del commercio e dell’artigianato” predisposta dalla Commissione speciale sulla crisi del settore presieduta da Roberto Deriu. Raffaele Paci ha espresso apprezzamento per l’iniziativa. «Le piccole e medie imprese costituiscono l’ossatura del nostro sistema economico – ha affermato Raffaele Paci – per questo condivido l’obiettivo di individuare una serie di norme finalizzate al rafforzamento del settore». L’assessore è poi entrato nel merito della proposta di legge con particolare riferimento ad alcuni specifici articoli. Sul Titolo I “Misure a sostegno del tessuto economico”, Paci ha condiviso l’impostazione della Commissione: «La Giunta ha sempre ragionato in un’ottica di programmazione unitaria. Le imprese, a prescinder e dal settore in cui operano, devono tutte rispondere a criteri di sostenibilità economica per confrontarsi con il mercato. Mi fa piacere che si mantenga questo tipo di approccio. Per questo, un ruolo centrale nella programmazione deve essere affidato alla cabina di regia per la programmazione unitaria istituita dalla Regione». Sul Titolo III “Misure per il rilancio dell’edilizia privata e a sostegno del mercato interno”, Paci ha detto di condividere l’idea di attirare pensionati stranieri in Sardegna: «Potrebbe essere utile al contrasto dello spopolamento e al rilancio dell’edilizia – ha rimarcato Paci – proprio per questo sarebbe opportuno pensare a uno specifico disegno di legge». L’assessore si è poi concentrato sul Titolo IV dedicato al rilancio delle microimprese artigiane e commerciali: «E’ il cuore del provvedimento – ha sottolineato Raffaele Paci – ho sempre sostenuto la necessità di utilizzare i fondi europei, in via prioritaria, per sostenere le piccole imprese. A tal fine abbiamo cercato di semplificare il più possibile le procedure dei bandi adeguandole alla dimensione aziendale dei beneficiari. Occorre pero ammettere che sui bandi T1,T2 e T3 si sono presentate molte difficoltà per le microimprese. Credo che, mantenendo l’attuale impalcatura, si possa trovare uno spazio nella Finanziaria per individuare finanziamenti a loro dedicati e risorse adeguate per strumenti di incentivazione». Sui Confidi è stata chiarita la platea dei beneficiari con l’esclusione di quelli di secondo livello, mentre sui contributi a copertura dei costi di garanzia Paci ha suggerito di limitare l’ammontare riconosciuto: «Non può essere del 100% perché illegittimo – ha detto – con una quota del 50% sarebbe sufficiente 1 milione e mezzo di euro per garantire una copertura totale». Raffaele Paci, infine, ha confermato l’imminente approvazione di un disegno di legge sul commercio da parte della Giunta e si è detto disponibile a trovare una sintesi insieme alla Commissione per individuare le norme che si intendono finanziare. Il presidente della Commissione speciale, Roberto Deriu, ha auspicato l’attivazione di una forma di finanziamento, non presente nell’attuale sistema, che incentivi “l’animazione nei centri storici in modo da indirizzare il pubblico verso gli esercizi commerciali che vi operano. Sappiamo che ci sono altre iniziative che vanno in questa direzione ma mi auguro che la Giunta consideri la nostra proposta come aggiuntiva». Il presidente della Commissione speciale, infine, ha insistito sulla necessità di distinguere tra imprese e abusivi. Nel dibattito sono intervenuti anche i consiglieri Raimondo Cacciotto (Pd) e Fabrizio Anedda (Misto). Il primo ha evidenziato le difficoltà di accesso al credito e ai finanziamenti pubblici delle microimprese: «Sarebbe opportuno affiancare forme di incentivazione più agili – ha detto Raimondo Cacciotto – ha questo punto di vista sarebbe utile sapere quante risorse vengono spese con i bandi T1,T2 e T3». Fabrizio Anedda (Misto) ha invece segnalato la necessità di predisporre norme che vadano in aiuto delle imprese. «Attualmente non è cosi – ha detto Fabrizio Anedda – chi trae beneficio dai finanziamenti per formazione, certificazioni etc. sono le associazioni di categoria. Le imprese sono deboli, lo dimostra il fatto che l’80% delle aziende che hanno presentato domanda per il bando T1 non ha avuto risposta». Al termine dell’audizione, il presidente della Commissione “Attività produttive” Luigi Lotto ha indicato la strada da seguire per arrivare a una rapida sintesi: «Analizzeremo la proposta della Commissione speciale e il disegno di legge della Giunta – ha affermato – sarà impossibile arrivare a un testo definitivo prima dell’approvazione della Finanziaria. Per questo, insieme alla Giunta, sarà utile individuare da subito un percorso che permetta di inserire nella manovra economica misure e cifre che dovranno poi dare gambe agli interventi a sostegno dell’artigianato e del commercio».

“Il Consiglio regionale della Sardegna si impegna ad affiancare i 650 lavoratori di Tiscali interessati dalla cessione delle frequenze 5G da Tiscali a Fastweb intervenendo con la Giunta regionale in vista dell’incontro che si terrà al ministero per lo Sviluppo Economico il prossimo 20 novembre. E’ quanto è emerso questa mattina durante l’incontro alla commissione Lavoro del Consiglio regionale, presieduta da Piero Comandini. Il parlamentino di via Roma ha così accolto il grido d’allarme lanciato dallo scorso luglio dalla Uilcom Sardegna a tutela dei lavoratori sardi di Tiscali.” Lo scrive in una nota il segretario regionale della Uilcom Sardegns Tonino Ortega. “Come UILCom abbiamo chiesto che l’intero percorso venisse accompagnato integralmente alla presenza del ministero dello Sviluppo economico e della Regione Sardegna ha spiegato durante l’incontro il segretario regionale della Uilcom Sardegna, Tonino Ortega, che nei mesi scorsi aveva più volte stigmatizzato l’assordante silenzio della Regione sarda in questa delicata vertenza -. Abbiamo sollevato molte perplessità rispetto alla regolarità della cessione delle frequenze pretendendo massima trasparenza e chiarezza – ha aggiunto Tonino Ortega -. Chiediamo che la Regione Sardegna si faccia carico di questa disastrosa vertenza che rischia di trasformarsi in una bomba sociale e che appoggi la nostra richiesta a Tiscali di un piano industriale a sostegno dell’occupazione. Auspichiamo che, mettendo da parte i vari schieramenti politici e rimettendo al centro gli interessi dei lavoratori sardi, tutti insieme, istituzioni e sindacati, si possa trovare in modo responsabile un percorso condiviso da portare al Mise il 20 novembre che abbia un solo obiettivo: la tutela dell’occupazione sarda” .

La protesta dei comitati per la “difesa della sanità pubblica” e degli ospedali di Ghilarza, La Maddalena, Ozieri, Tempio, Iglesias, Lanuesi, Isili, Muravera e Sorgono, dopo aver animato la manifestazione di piazza che ha attraversato via Roma a Cagliari, è sbarcata in tarda mattinata in Consiglio regionale, sul tavolo della conferenza dei capigruppo che, guidata dal presidente Gianfranco Ganau, ed alla presenza dell’assessore della Sanità, Luigi Arru, ha ascoltato la rabbia e gli appelli dei piccoli centri della Sardegna che reclamano il diritto alle cure ed alla salute. «Basta tagli alla Sanità e stop ai disagi ed alla cancellazione dei servizi nei piccoli centri dell’Isola», è stato il motivo ricorrente dei diversi interventi che si sono succeduti e che hanno rappresentato, con toni a tratti crudi e ruvidi, le difficoltà e le penalizzazioni cui vanno incontro le comunità sarde per effetto delle novità introdotte con la istituzione della Asl unica e per effetto delle riforme che hanno riguardato la rete ospedaliera ed il servizio dell’emergenza- urgenza. Carenze negli organici («mancano medici, infermieri, personale sanitario e amministrativo») e nelle forniture («non ci sono medicinali, garze, siringhe e persino le sacche per la diuresi sono di infima qualità») insieme con incongruenza gestionali («ad Iglesias per un semplice tamponamento si interviene con l’elisoccorso») e organizzative («chiudono i laboratori, tante sale operatorie non sono a norma mentre si continuano a trasferire reparti sena alcuna logica»): sono state queste le lamentazioni “spicciole” dei portavoce dei comitati che sul piano prettamente politico hanno affermato un giudizio tranciante sull’operato dell’assessore Arru («sta distruggendo la sanità sarda e insieme con il direttore dell’Ats continua a smantellare i presidi del sistema sanitario in tutti i territori dell’Isola»). Claudia Zuncheddu (Rete sarda a difesa della sanità pubblica) e Monia Piano (Comitato Cagliari) si sono concentrate sulle strutture del capoluogo ed in particolare “sul disastroso stato in cui versa l’ospedale Civile” e sulle incertezze che riguardano il futuro dell’ospedale Marino, del Santissima Trinità, dell’Oncologico e del Binaghi («sono stati mortificati persino i servizi per la sclerosi multipla»). «Dal Brotzu al Policlinico – ha dichiarato Piano – si è assistito al trasferimento dei primariati e non dei servizi, come è avvenuto per quelli rivolti alle grandi ustioni che possono essere trattate però solo a Sassari». «Alla Maddalena non ci si può ammalare e non si può nascere», ha incalzato Emanuela Cauli a nome del comitato che occupa il Paolo Merlo e che ha accusato senza mezzi termini l’assessore Arru di essere stato smentito, dal direttore generale dell’Ats nel corso della recente visita sull’isola dell’arcipelago, a proposito del mantenimento di strutture e reparti («nel frattempo ci è stato tolto anche il pediatra e non sono garantite neppure le visite agli anziani»). «I medici – ha incalzato Marco Fenudi (Ozieri) – non vogliono più venire a lavorare nei piccoli centri della Sardegna perché sanno che hanno il futuro segnato». «Così la gente non si sente più sicura nei nostri paesi – hanno incalzato i rappresentanti di Lanusei (Carla Lai), e Muravera (Lidia Todde) – e si alimentata di disastroso fenomeno dello spopolamento mentre gli hub sanitari di Cagliari e Sassari sono già al collasso». «Nell’arco di vent’anni – ha aggiunto Adriano Urru (Sorgono) – nel Mandrolisai si sono persi diecimila residenti e nel nostro ospedale non c’è neppure più un ortopedico mentre un pezzo delle sale operatorie è già stato spostato all’ospedale di Nuoro». «Rivisitare la rete chirurgica regionale è la necessità urgente – ha dichiarato Luigi Pisci (Isili) – perché contraddice il piano di riordino della rete ospedaliera e la paventata cessazione del servizio chirurgico nei piccoli ospedali preannuncia lo smantellamento, nei fatti, delle strutture sanitarie nei nostri territori». «Ad Iglesias avevamo tre ospedali – ha spiegato Rita Melis – ed oggi siamo ridotti ad avere dei semplici ambulatori che di altisonante hanno solo i nomi in “inglese”». L’otorino e il punto nascita sono invece la preoccupazione di Nicola Luciano che reclama “un futuro” per l’ospedale di Tempio e “più attenzione per la Gallura”. La presa di distanze del capogruppo Upc, Pierfranco Zanchetta («i consiglieri regionali fanno le leggi ed hanno approvato il piano di riordino della rete ospedaliera ma spetta ad altri applicarla e garantirne la piena e corretta attuazione») ha preceduto la replica, a tratti stizzita, dell’assessore Luigi Arru che, così come aveva fatto in occasione dell’incontro con il comitato per l’ospedale di Ghilarza, ha difeso le riforme sanitarie della legislatura ed ha escluso “la chiusura degli ospedali nei piccoli centri dell’Isola”. «Abbiamo attivato processi straordinari – ha affermato Arru – che hanno bisogno di tempo per dispiegare i loro effetti positivi ma pretendo lealtà e rispetto anche nelle critiche». «Non corrisponde al vero – ha proseguito l’assessore – che si vogliano ridurre i servizi, che le scelte siano di tipo ragionieristico ed all’insegna della riduzione dei costi, che si voglia fare una vera e propria macelleria sociale, la verità è che stiamo facendo quello che in dieci anni in questa Regione non si è avuto il coraggio di fare per migliorare la sanità sarda e garantire l’efficacia delle cure a tutti i sardi». «Basta allarmismo – ha tuonato Arru – e chi mi vuole criticare lo faccia con i fatti e non con i sentito dire perché noi procediamo con la stabilizzazione del personale, con gli investimenti, con i concorsi, lavoriamo cioè per creare centri di alta specialità che da decenni sono stati invece sacrificati in nome dell’iper-frammentarietà dei servizi e delle strutture sanitarie». L’animato scambio di vedute è stato riportato a sintesi con l’intervento del presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, che ha escluso la chiusura degli ospedali nei piccoli centri ed ha ribadito la difesa del piano di riordino della rete ospedaliera, proprio nell’ottica della tutela di tutti i presidi sanitari e di tutti i territori della Sardegna. «Gli atti aziendali dell’Ats – ha puntualizzato Ganau – adottati in difformità dalle previsioni del piano di riordino della rete ospedaliera dovranno essere aggiornati alla luce di quanto stabilito nel documento approvato dall’assemblea sarda». Il presidente del Consiglio regionale ha quindi rassicurato i comitati sulla stabilizzazione e il reclutamento del personale sanitario («ma la carenza degli anestesisti è un problema nazionale legato all’accesso alla professione») ed anche sulle modifiche da apportare in sede di Giunta alla rete chirurgica («ho notizia che si sia già provveduto ad adeguarla»).

Oggi il comune di Carbonia ha compiuto un altro passo nel percorso orientato alla digitalizzazione e informatizzazione dei servizi al cittadino e alle imprese. Oltre al bonifico bancario e al classico sistema tramite bollettino postale o bancario, il pagamento verso la pubblica amministrazione potrà, infatti, avvenire tramite PagoPA, un sistema elettronico che renderà più veloce, sicuro e trasparente qualsiasi pagamento. “Il vantaggio è quello di poter fruire di un sistema di pagamento semplice, standardizzato, affidabile e in linea con le esigenze dei cittadini, sempre più moderni e al passo con i tempi dettati dalla tecnologia”, ha detto il sindaco Paola Massidda. Il pagamento può essere effettuato direttamente tramite Pc, smartphone o tablet, oppure è possibile stampare il bollettino ed effettuare il versamento della somma recandosi nei tabacchini o nelle ricevitorie presenti in città. Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore all’Innovazione tecnologica Mauro Manca per “un nuovo servizio online che si aggiunge alla recente adozione del fascicolo elettronico del cittadino. In questo contesto si inserisce anche il sito Internet istituzionale del Comune di Carbonia, che a breve si doterà di una nuova veste grafica, più fruibile di quella attuale, in grado di ottimizzare anche i tempi previsti per i pagamenti elettronici”. I servizi in cui si potrà pagare tramite sistema elettronico PagoPA vanno dalle concessioni edilizie alle concessioni del Mercato Civico Comunale e del Cimitero, dai diritti Suape alle multe, dall’assistenza domiciliare ai canoni per gli impianti sportivi, dalle tariffe dell’asilo nido a quelle della mensa scolastica. Il sistema PagoPA è stato realizzato dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID) in attuazione dell’art. 5 del Codice dell’Amministrazione Digitale e del D.L. 179/2012, come convertito in legge.

“La realizzazione e ove già presente il completamento dei collegamenti tra i principali porti sardi, gli aeroporti di Olbia e Alghero con la rete ferroviaria; l’elettrificazione della dorsale ferroviaria; lo studio di fattibilità di una nuova linea ferroviaria Nuoro-Olbia. Sono le osservazioni che ho fortemente voluto e fatto inserire nel parere della IX commissione Trasporti della Camera sul contratto di programma 2017-2021 – parte Investimenti tra Stato e Rete Ferroviaria Italiana, approvato oggi a grande maggioranza, sui contenuti, con la sola astensione dei commissari di Fratelli d’Italia.” Lo scrive, in una nota, il deputato del Movimento 5 Stelle Nardo Marino, componente della commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni. “Il parere, per la prima volta, arriva al ministero dei Trasporti con una serie di indicazioni programmatiche precise individuate dalla Commissione di cui Rfi dovrà tenere conto – aggiunge Nardo Marino -. Il contratto, eredità della passata legislatura, relegava la Sardegna a Cenerentola della Regioni italiane. Con le osservazioni presentate e approvate dai commissari, oggi, facciamo un primo passo verso la modernizzazione di una rete vetusta e verso l’intermodalità effettiva. L’elettrificazione della dorsale ci consentirà di chiudere l’era del diesel (altrove si sperimenta il treno a idrogeno) e di fare un passo avanti verso il futuro. Per la prima volta, inoltre, prende consistenza l’idea di collegare Nuoro e Olbia, al fine di eliminare l’isolamento di alcune aree e offrire nuove opportunità di mobilità e sviluppo turistico. Si tratta di indicazioni, in attesa di una auspicabile rimodulazione dei fondi, sulle quali manterrò massima attenzione, che consentiranno alla Regione, nel prossimo futuro, di chiedere investimenti a Rfi sul territorio sardo in base alle priorità individuate in materia di trasporto ferroviario e intermodalità. È bene ricordare – conclude Nardo Marino – che il lavoro della commissione ha consentito di recuperare 7,5 miliardi di euro, bloccando opere sostanzialmente inutili.”

Mancano poco meno di due settimane alla scadenza dei termini per la presentazione delle domande, che le Piccole e Medie imprese vitivinicole sarde devono consegnare all’assessorato dell’Agricoltura, per la partecipazione all’edizione 2019 del Vinitaly, in programma a Verona dal 7 al 10 aprile prossimi. Le domande dovranno pervenire, entro e non oltre il 7 novembre 2018, all’indirizzo agricoltura@pec.regione.sardegna.it o, in alternativa, a mezzo di servizio postale con raccomandata A.R. o a mezzo di agenzia di recapito autorizzata, con ricevuta di ritorno, all’indirizzo: Assessorato dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale – via Pessagno 4 – 09126 Cagliari. Non saranno prese in considerazione le domande che dovessero arrivare oltre il 7 novembre, o in modalità diverse, anche se spedite prima della data di scadenza. Per ulteriori informazioni, le imprese interessate possono contattare l’U.R.P. dell’Assessorato al numero: 070 6067034.

Ufficio Stampa Regione Sardegna

Il comune di Carbonia ha ottenuto un finanziamento regionale da 4.800.000 euro per mettere in campo interventi che avranno ricadute positive sull’ambiente e sul ciclo dei rifiuti, attraverso il potenziamento e l’ottimizzazione degli impianti di compostaggio ed ingombranti di Sa Terredda. Nello specifico, 3.540.000 euro per la realizzazione del secondo lotto della copertura finale della discarica di Sa Terredda e 1.260.000 euro per migliorare l’impianto di compostaggio situato nella stessa località. I fondi verranno impiegati per la realizzazione del secondo lotto della copertura della discarica, i cui lavori faranno seguito a quelli del primo lotto – di importo pari a 2.500.000 euro – con gara in corso di indizione. Il capping (chiusura) della discarica consentirà di ridurre sensibilmente la quantità di percolato attualmente prodotto. “Siamo soddisfatti per aver ottenuto questo finanziamento, frutto dell’ottimo lavoro di squadra profuso dall’assessorato competente e dai relativi uffici. Le nuove risorse ci consentiranno di perfezionare il sistema di compostaggio dei rifiuti, rendendolo più efficiente e virtuoso”, ha detto il sindaco Paola Massidda. Il nuovo finanziamento da 1.260.000 euro per l’impianto di compostaggio si aggiunge a quello ottenuto per la fornitura di macchine operatrici (700.000 mila euro oltre Iva) ed è finalizzato ad ottimizzare la sezione di ricezione e raffinazione. Questi nel dettaglio i principali lavori previsti: installazione di un gruppo elettrogeno; realizzazione di una nuova vasca da 50 metri cubi per la raccolta e gestione del percolato; realizzazione di un’area esterna, dotata di rampa e fossa, da adibire allo scarico di mezzi, evitando due ordini di fattori: l’interferenza con le aree di lavorazione e il possibile imbrattamento delle ruote dei mezzi; realizzazione di una piattaforma di stoccaggio esterno coperta, al fine di accogliere la frazione verde, il relativo trituratore, il compost finito e il sovvallo. Infine, come ha spiegato l’assessore all’Ambiente Gian Luca Lai, “si amplierà l’area adibita allo stoccaggio e trattamento finalizzato al recupero degli ingombranti generici, di cui l’impianto di Sa Terredda costituisce una piattaforma unica nel suo genere in Sardegna. Si realizzerà una tettoia esterna in aderenza al capannone e una nuova area coperta separata dall’attuale. L’intervento si concluderà con la fornitura di 6 casse scarrabili ed un nuovo autocarro, unitamente alla realizzazione di una nuova piazzola per il deposito temporaneo dei rifiuti. Le modifiche impiantistiche avranno un impatto positivo anche in termini di diminuzione delle emissioni odorigene riscontrate negli ultimi mesi”. “In tema di rifiuti, l’obiettivo dell’Amministrazione comunale – ha concluso Gian Luca Lai – è aumentare ulteriormente le percentuali di raccolta differenziata – che già oggi vedono miglioramenti complessivi di oltre il 10% rispetto al 2016 – sino a superare l’80%”.

Ieri pomeriggio, poco dopo l’ora di pranzo, i carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Cagliari sono intervenuti in via Italia a Pirri, dove poco prima era stato aggredito con violenti pugni al volto un giovane cagliaritano classe 1981 per motivi ancora ignoti. Pare che il responsabile sia un suo coetaneo.
Nonostante inizialmente le condizioni del giovane non apparissero particolarmente gravi, questi veniva trasportato presso al pronto soccorso del Brotzu, dove nel corso del pomeriggio. è stato ricoverato e dove si trova tuttora in prognosi riservata a causa di un importante trauma cranico. I carabinieri stanno eseguendo gli accertamenti ed un’accurata attività di indagine, cercando di rintracciare anche qualche testimone che permetta l’individuazione del responsabile della violenta aggressione.

Il presidente nazionale delle Acli Roberto Rossini sarà a Sassari sabato prossimo 27 ottobre, in occasione del 25° congresso provinciale dell’associazione che si terrà a partire dalle 9,00 nelle sale dell’Hotel Grazia Deledda. Roberto Rossini, 54 anni, bresciano, nelle Acli dal 1994, dal 2008 al 2016 è stato presidente provinciale delle Acli di Brescia, dal 2013 è stato responsabile dell’ufficio studi nazionale. Nel congresso nazionale del 2016 è stato eletto a larghissima maggioranza nuovo presidente nazionale. Roberto Rossini è tra i principali protagonisti del mondo del terzo settore nazionale e in particolare del tavolo nazionale sulla povertà che ha ottenuto l’introduzione del reddito di inserimento nel 2017 e che opera nel contrasto alle povertà in Italia e in Europa. La presenza del presidente Rossini contribuisce a dare ancora più importanza all’appuntamento congressuale che oltre a rinnovare i vertici locali sancisce la ripartenza della presenza e dell’azione delle Acli nel nostro territorio. Gli spunti per un utile e proficuo dibattito non mancano. Si parte dal tema della discussione che animerà la mattinata: il nord Sardegna e il capitale sociale, numeri e idee per la ripartenza. La relazione introduttiva curata dallo Iares, l’istituto di ricerca che studia l’economia sociale e civile in Sardegna, anticiperà alcuni dati di una ricerca regionale sul capitale sociale nel quale emergeranno alcuni indicatori non ancora pubblicati riguardanti il territorio. Oltre al già citato Roberto Rossini e ai padroni di casa il presidente regionale Franco Marras e ed il commissario provinciale delle Acli Antonello Caria, dopo i saluti istituzionali del sindaco della città Nicola Sanna e del presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, sono previsti gli interventi dell’Arcivescovo di Sassari mons. Gianfranco Saba, del rettore dell’Università Massimo Carpinelli, del commissario provinciale già dirigente delle Acli negli anni 70 Guido Sechi, del presidente della Camera di Commercio Gavino Sini e dei segretari e presidenti di alcune tra le più importanti organizzazioni del territorio. Presenti anche gli ex presidenti regionali dell’associazione Ottavio Sanna e Silvio Lai. Al termine della mattinata la celebrazione della Santa Messa. Nel pomeriggio, dalle 15.00, il dibattito dei delegati aperto dal vice commissario provinciale Salvatore Sanna e, alle 19.00, la chiusura con l’elezione degli organismi dirigenti provinciali e territoriali, che eleggeranno il nuovo presidente provinciale che sarà a chiamato a guidare le Acli nei prossimi anni.