29 June, 2026

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Il vicepresidente della commissione Salute del Consiglio regionale, Edoardo Tocco (Forza Italia), lancia l’allarme sui troppi tagli ai fondi per i servizi destinati al recupero dei tossicodipendenti, che metterebbero a rischio l’attività dei Sert, con i risparmi imposti dalla Regione stanno incidendo pesantemente sulle strutture terapeutiche sparse nei diversi angoli dell’Isola. «Queste politiche sono sbagliate e inopportune, e non solo feriscono le persone più vulnerabili, negando diritti e inclusione sociale, ma paralizzano la nostra Sardegna, con molte comunità per l’accoglienza ed il supporto ai soggetti svantaggiati che si trovano in forte difficoltà. È puro autolesionismo – denuncia Edoardo Tocco -. La Regione ha diminuito tantissimo il budget da assegnare a questi centri. Nell’ultimo anno è stato fissato un tetto di spesa di poco più di 7 milioni di euro. Una cifra ridicola e insufficiente a coprire i servizi. Una manovra recessiva, rispetto al fabbisogno presente in Sardegna, che sta portando al collasso il sostegno ai soggetti caduti nel tunnel delle dipendenze. Si tenga presente – aggiunge Edoardo Tocco – che molti centri sono ormai in prima linea nel recupero delle persone svantaggiate e nel loro reinserimento nella società. Senza le risorse indispensabili, saranno costretti a licenziare e limitare il supporto. L’osservatorio regionale sulle dipendenze è ormai diventato una scatola vuota. Gli appelli arrivati dalle associazioni di volontariato, che gestiscono i centri per il recupero sono rimasti inascoltati.»

«Il fabbisogno regionale dovrebbe comportare un importo di 15 milioni di euro per venire incontro alle esigenze delle comunità – conclude Edoardo Tocco – ma è stata accreditata anche nell’ultima finanziaria la metà di questo importo. E’ necessario che venga incrementata la spesa destinata a queste strutture, per assicurare il supporto necessario per il recupero dei soggetti affetti dalle dipendenze.»

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Il Consiglio regionale si riunisce martedì 16 ottobre alle 10,30. Primo punto all’ordine del giorno la proposta di legge 550 (Daniele Secondo Cocco e più) “Norme integrative al regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443, sulla disciplina dell’attività mineraria, della L.R. 7 giugno 1989 n. 30 (Disciplina dell’attività di cava), e della legge regionale 9 ottobre 1959, n. 17 (Obbligo, da parte degli appaltatori di opere pubbliche, dei beneficiari di contributi o mutui erogati dall’Amministrazione regionale, di applicare, nei confronti dei lavoratori dipendenti, condizioni non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi di lavoro della categoria vigenti nella provincia), e successive modifiche ed integrazioni”. Seguirà l’esame dell’interpellanza 375 (Dedoni) sui licenziamenti delle maestranze della società Fluorite di Silius. Terzo punto all’ordine del giorno le comunicazioni della Giunta regionale sul Dossier Sardegna Metano. Il Consiglio poi discuterà due mozioni: la 449 (Truzzu e più) sulla bocciatura della rete ospedaliera sarda, con la richiesta di immediata rimozione dell’assessore regionale dell’Igiene e sanità e dell’assistenza sociale e la 446 (Manca e più) sulla mancata istituzione dell’organismo pagatore regionale che sarà discussa insieme alla 447 (Tocco e più) sulla crisi del Consorzio agrario di Sardegna, con l’avvio della procedura del licenziamento collettivo per 45 dipendenti. Chiude l’ordine del giorno il disegno di legge 549/A “Disposizioni finanziarie e seconda variazione al bilancio 2018 -2020″.

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Il Centro Funzionale Decentrato della Protezione civile Regione Sardegna ha diramato questa sera un bollettino di monitoraggio sulle analisi dei dati pluviometrici e idrometrici della rete fiduciaria di protezione civile. Dai numeri riportati nel bollettino, emerge l’eccezionalità degli eventi di queste ore nel Sud Sardegna.

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6 goal e tante emozioni, questo pomeriggio, allo stadio Monteponi di Iglesias, tra la Monteponi ed il Carbonia, nella gara di andata degli ottavi di finale della Coppa Italia di Promozione regionale. La vittoria è andata meritatamente al Carbonia, con il punteggio di 4 a 2, ma i goal sarebbero potuti essere anche di più, perché gli attacchi hanno prevalso sulle difese, soprattutto nel secondo tempo (il primo si era concluso con il Carbonia nettamente avanti sul 2 a 0, con goal di Marco Foddi e Nicola Lazzaro), quando la Monteponi ha cercato la rimonta, riuscendo a realizzare due goal (con Diego Flumini su calcio di rigore, accordato per un fallo di mano di Nicola Boi, e l’ex Stefano Demontis, ed un terzo le è stato annullato per fuorigioco) ma, inevitabilmente, scoprendosi in difesa, finendo così con il subire altri due goal, realizzati da Christian Cacciuto.

Le due squadre, qualificatesi nei doppi confronti con Carloforte e Villamassargia, si sono presentate a questo appuntamento con stati d’animo differenti: sereno il Carbonia, che in campionato ha collezionato una vittoria interna e due pareggi esterni nelle prime tre giornate del campionato; decisamente meno sereno la Monteponi, che in tre partite ha messo insieme solo un punto, frutto del pari all’esordio con l’Andromeda, e delle due sconfitte subite con Gonnosfanadiga ed Arborea (la prima in casa).

Il tecnico rossoblu Andrea Marras ha presentato la squadra quasi al completo, priva del solo regista Cristian Dessì, mentre il collega biancoblu Fabio Piras ha fatto turnover, tenendo inizialmente in panchina Christian Cacciuto, Giacomo Sanna (al rientro da un infortunio), Riccardo Milia, Fabio Mastino (al rientro da un infortunio), Alberto Arrais e Claudio Cogotti (anche lui al rientro da un infortunio e ancora non completamente ristabilito).

In avvio è stato il Carbonia a fare la partita, riuscendo a creare grosse difficoltà alla difesa della Monteponi, soprattutto sulla fascia destra, con le incursioni di Marco Foddi, e sulla fascia sinistra, dove ha creato scompiglio uno scatenato Nicola Lazzaro. E, dopo alcune occasioni sciupate, al 21′ il Carbonia è passato in vantaggio proprio con Marco Foddi, con un gran diagonale che non ha lasciato scampo all’ex Marco Rubbiani; ed ha raddoppiato al 28′ con Nicola Lazzaro, con una gran botta sotto la traversa scagliata da posizione centrale.

La Monteponi ha subito il colpo dell’uno-due del Carbonia e nel finale del tempo, è riuscito a creare una sola grande occasione da rete, che Diego Flumini non è riuscito a concretizzare con un colpo di tacco.

Nel secondo tempo è scesa in campo un’altra Monteponi, decisamente più determinata e desiderosa di riaprire la partita. E, dopo un paio di tentativi non concretizzati, al 16′ è arrivato l’episodio che ha riacceso le speranze rossoblu, quando l’arbitro ha concesso giustamente un calcio di rigore per un fallo di mano di Nicola Boi che ha intercettato con un braccio largo un cross da sinistra. Sul dischetto si è portato Diego Flumini (fino a quel punto controllato bene dai difensori biancoblu), la cui conclusione non ha lasciato scampo a Daniele Bove.

Per poco più di un quarto d’ora il punteggio è rimasto in equilibrio ma poi la Monteponi ha verificato a proprie spese l’importanza di avere in squadra un bomber come Christian Cacciuto (entrato al 10′ della ripresa al posto di Nicola Lazzaro), che al 33′ ha segnato il goal del 3 a 1, ribadendo da pochi passi una respinta di Marco Rubbiani, dopo una splendida conclusione acrobatica dell’ex Giacomo Sanna, entrato pochi minuti prima al posto di Momo Cosa. La Monteponi ha avuto ancora una bella reazione d’orgoglio, andando a segno con un altro ex, Stefano Demontis, al 36′, con un gran destro che ha sorpreso, per potenza e precisione, Daniele Bove; ed ha reclamato poi per l’annullamento, per fuorigioco, del goal del 3 a 3.

La partita ha regalato emozioni anche nei cinque minuti di recupero, concessi dal direttore di gara Gianluca Deriu di Oristano per le numerose sostituzioni effettuate dai due tecnici, ed è stato ancora Christian Cacciuto a mettere la sua firma sul sesto goal del derby e sulla doppietta personale, con un preciso colpo di testa su cross dell’ottimo Andrea Bove, che ha fissato il risultato sul definitivo 4 a 2.

Monteponi: Rubbiani, Ballocco, De Santana Martini, Garau, Cappai, Melis, Casula, Nonnis, Flumini, Demontis, Marongiu. A disposizione: Biancu Mattia, Biancu Davide, Caria, Monni, Pili, Murgia, Damele, Pischedda, Cani. All. Andrea Marras.

Carbonia: Bove Daniele, Boi, Bove Andrea, Biccheddu, Mameli, Todde, Foddi, Giovagnoli, Lazzaro, Casu, Cosa. A disposizione: Murroni, Cogotti, Arrais, Marreddu, Milia, Orgiana, Mastino, Sanna, Cacciuto.

Arbitro: Gianluca Deriu di Oristano (assistenti di linea Riccardo Loi e Luca Mocci di Oristano).

Reti: 21′ Foddi (C), 28′ Lazzaro (C), 16′ s.t. Flumini (M) su rigore, 33′ Cacciuto (C), 36′ Demontis (M), 47′ Cacciuto (C).

Gli altri risultati delle partite disputate oggi:

Ozierese- Usinese 1 a 3

Porto Torres – Valledoria 0 a 1

Thiesi – Calangianus 1905 3 a 0

Orrolese – Idolo 3 a 0

Fonni Calcio – Borore 1967 4 a 1

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10217708872221496/

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10217709431915488/

 

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«L’ultima Finanziaria della giunta Pigliaru potrebbe essere definita in tanti modi: convenzionale, poco incisiva, senza una idea innovativa della Sardegna. Una Finanziaria senz’anima. In realtà, c’è anche un elemento positivo ed è, appunto, che sarà l’ultima. Perché la prossima sarà scritta da un’amministrazione diversa e che, ci auguriamo, possa essere Cinquestelle.»

Lo afferma Mario Puddu, candidato del Movimento 5 Stelle alla presidenza della Regione alle prossime elezioni di febbraio.

Per Mario Puddu «in realtà quella di Pigliaru e Paci è, soprattutto, una Finanziaria elettorale, cioè scritta con il preciso intento di gratificare le comunità amiche dei consiglieri di riferimento, e tutto questo a pochi mesi da elezioni regionali che si preannunciano drammatiche per il centrosinistra. Lasciando al Consiglio la disponibilità 22 milioni per finanziare nuove leggi, Pigliaru e Paci provano, infatti, ad ingraziarsi in extremis territori ed amministrazioni abbandonate da quattro anni al loro destino. Allo stesso modo hanno un forte sapore elettorale tutti i contributi per sport e cultura, utilizzabili da qui a febbraio per provare a ribaltare un destino già scritto. Tutto questo attivismo però non servirà».

 

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«Le ripercussioni che si avrebbero in Sardegna con l’applicazione dei parametri previsti dalla riorganizzazione delle sedi territoriali INPS non sarebbero certo funzionali al mantenimento di un efficiente servizio dell’Ente previdenziale nazionale in un contesto socioeconomico così provato come quello sardo e con peculiarità orografiche e demografiche che non sono minimamente comparabili con il resto del territorio nazionale.»

Lo dice la consigliera regionale Daniela Forma (Pd), dopo l’assemblea, presieduta dal presidente del Consiglio regionale, che si è tenuta oggi unitamente ai capigruppo, ai Sindaci dei comuni interessati dalla perdita della sede, ai sindacati, ai rappresentanti datoriali, ai comitati provinciali INPS e alla direttrice regionale dell’INPS.

«Bene ha fatto quindi il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau – aggiunge Daniela Forma – ad invitare tutti i soggetti maggiormente coinvolti da questa riorganizzazione per affrontare unitariamente queste settimane delicate nelle quali la Direzione regionale è chiamata a formulare una proposta organizzativa che tenga conto dei parametri indicati erga omnes dalla Direzione nazionale dell’INPS. Ritengo che in questa battaglia – conclude Daniela Forma – la Regione Sardegna non debba essere lasciata sola da un Governo nazionale che dovrebbe comprendere quanto sia differente il nostro contesto regionale rispetto al resto della Penisola e dovrebbe perorare le nostre rivendicazioni di mantenimento dei servizi dell’ente previdenziale nazionale:»

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Il presidente Francesco Pigliaru e l’assessore dei Lavori pubblici, Edoardo Balzarini, si sono recati questo pomeriggio a Capoterra, nei luoghi maggiormente colpiti dalle abbondanti piogge cadute nelle ultime ore. Accompagnati dal personale della Protezione civile regionale, che sta seguendo con una costante attività l’evoluzione dell’allerta meteo, si sono confrontati con il sindaco di Capoterra, Francesco Dessì, e con il Genio Civile per fare il punto sulla viabilità alternativa ed una prima verifica dei danni causati dal violento nubifragio che si è abbattuto soprattutto nel sud della Sardegna, portando alla chiusura di diverse vie di comunicazione tra le quali la strada statale 195 (tra Capoterra e Sarroch), interessata da diversi crolli e cedimenti, e la provinciale 91 Uta-Capoterra. Il Presidente ha inoltre voluto verificare con Anas l’efficienza del sistema di allerta e blocco viabilità: «Ad una prima ricognizione, il sistema pare avere funzionato – ha dichiarato Francesco Pigliaru -. La strada è stata bloccata prima che si verificassero crolli, garantendo la sicurezza degli automobilisti ed evitando conseguenze peggiori come quelle di 10 anni fa. Adesso pensiamo a porre riparo ai danni: siamo pronti a intervenire subito anche con risorse regionali, se necessario, proponendo un intervento con l’assestamento di bilancio in discussione in questi giorni».

Già stamattina il presidente Francesco Pigliaru si era recato in sala operativa della Protezione civile a Cagliari da dove ha seguito i primi sviluppi dell’emergenza. L’allerta meteo di codice rosso proseguirà fino alla mezzanotte di domani 11 ottobre.

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L’immediata sospensione del piano di decentramento territoriale delle sedi Inps e l’apertura di un tavolo di confronto con Ministero e Istituto di previdenza per ridiscutere la riorganizzazione dei servizi in Sardegna.

E’ la richiesta unanime di sindaci, sindacati, forze datoriali e comitati provinciali dell’INPS indirizzata al ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, e al direttore generale dell’INPS, Tito Boeri, al termine dell’incontro con i capigruppo del Consiglio regionale convocato dal presidente dell’Assemblea sarda, Gianfranco Ganau, al quale ha preso parte anche la direttrice dell’Inps Sardegna Cristina Deidda.

Tutte le parti intervenute hanno ribadito la propria contrarietà al progetto di riorganizzazione degli uffici territoriali con la trasformazione in punti INPS di 8 agenzie (Isili-Senorbì, Tempio, Alghero, Ozieri, Ghilarza, Sorgono, Siniscola, Macomer) ed il possibile ridimensionamento di quelle di Assemini, Carbonia e Lanusei. Un’eventualità sempre più probabile visti i nuovi parametri per il mantenimento degli attuali presidi nel territori, introdotti dal Regolamento di attuazione del decentramento territoriale, emanato dall’INPS lo scorso 21 settembre. Un piano di riordino fondato su tre pilastri: la presenza di una popolazione residente superiore ai 60mila abitanti (attualmente sono 28mila); una pianta organica di almeno 10 dipendenti; la possibilità, per almeno il 60% della popolazione, di raggiungere una struttura INPS della stessa provincia in meno di mezzora partendo dal comune di residenza con un mezzo proprio. La permanenza di un’agenzia dell’Istituto nel territorio, secondo le indicazioni della Direzione generale dell’INPS, sarà condizionata dalla presenza di almeno due delle tre condizioni.   

«Si tratta di parametri impossibili da rispettare considerata l’orografia della Sardegna, le condizioni socio-economiche e le difficoltà nei trasporti – hanno detto in coro sindaci, rappresentanti sindacali ed esponenti delle organizzazioni imprenditoriali – se non si cambieranno i criteri le sedi INPS saranno chiuse.»

«Questa riforma così strutturata è inadeguata per la Sardegna – ha affermato il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau – i presunti risparmi non riuscirebbero a coprire l’aumento dei costi sociali che potrebbero triplicare. E’ arrivato il momento di fare sentire la voce forte della Regione.»

Preoccupazioni condivise da tutti i capigruppo e dalla direttrice regionale dell’INPS, Cristina Deidda. «Come INPS Sardegna abbiamo da subito rappresentato alla Direzione generale le difficoltà di applicazione di alcuni parametri al territorio sardo, a meno che non si decida di ridurre di oltre il 50% i servizi nei territori – ha detto Cristina Deidda – alcune agenzie, per carenza di personale, si trovano già in forte difficoltà, è dovere dell’INPS garantire il servizio ai cittadini. La Direzione regionale non è nelle condizioni di poter applicare quei parametri. Non si può chiudere nemmeno un’agenzia. Manifesteremo l’esigenza di mantenere la situazione attuale e chiederemo risorse per migliorare i servizi».

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La commissione Urbanistica del Consiglio regionale presieduta da Antonio Solinas (Pd) ha ascoltato l’assessore Cristiano Erriu sul Dl 542 (Legge di semplificazione 2018), un provvedimento complesso e trasversale predisposto dagli assessorati dell’Industria e degli Affari generali nel quale sono confluite disposizioni provenienti da diversi altri settori dell’amministrazione regionale.

Per quanto concerne l’Urbanistica le nuove norme sono contenute nel Titolo IV e, in particolare, negli articoli dal 12 al 30.

«Si tratta – ha spiegato l’assessore Cristiano Erriu – di un intervento complessivo che ha la finalità di semplificare la legislazione regionale di settore, individuando anche procedure più snelle destinate a favorirne la migliore applicazione, agevolando il lavoro di uffici pubblici, categorie professionali e semplici cittadini.»

Rispetto al testo, l’assessore ha poi brevemente illustrato anche tre emendamenti della Giunta, relativi a disposizioni della recente legge urbanistica che il Consiglio ha deciso di rinviare in commissione. Le proposte riguardano l’autorizzazione unica di co-pianificazione che consente a tutti gli uffici interessati di esprimere i parere di competenza in una unica sessione, il sostegno economico agli Enti locali per esercitare poteri decentrati in materia paesaggistica, incentivi e strumenti ai Comuni per l’adeguamento dei Piani urbanistici (Puc) al Piano paesaggistico regionale (Ppr).

Con il supporto dei tecnici dell’assessorato, la commissione Urbanistica ha successivamente esaminato in dettaglio il contenuto degli articoli rinviando la valutazione finale al termine dell’esame della parte del testo che riguarda la materia ambientale. Su quest’ultima riferirà l’assessore Donatella Spano domattina alle 10.00.