29 June, 2026

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Prende forma il programma di rilancio dell’ex 68° Deposito carburanti dell’Aeronautica di Monte Urpinu, a Cagliari, con il varo della Cittadella della Solidarietà e del Volontariato istituita nell’ottobre 2015. La Giunta, su proposta dell’assessore degli Enti locali, Cristiano Erriu, ha approvato la delibera con cui si assegna all’arcidiocesi di Cagliari una parte dei locali all’interno del compendio. Lo scopo è quello di destinarli al Centro diocesano di assistenza della Caritas che, attraverso l’impegno dei suoi volontari, opera per la raccolta e la distribuzione di farmaci, alimenti e vestiario destinati alle fasce più povere della popolazione della Città Metropolitana.

La delibera approvata oggi regolamenta anche altri profili legati al mondo del volontariato. La Direzione generale degli Enti locali, infatti,attraverso i competenti Servizi demanio e patrimonio, è chiamata a predisporre la ricognizione dei beni dell’intero patrimonio regionale destinati o da destinare agli enti del Terzo settore, cui saranno assegnati sulla base dei criteri generali definiti in delibera. Questi ultimi, in base ai vari settori di attività e con l’ausilio dell’Osservatorio regionale del Volontariato e degli altri Enti del sistema Regione competenti in materia, saranno ulteriormente declinati e inseriti nei bandi di gara che saranno predisposti per l’assegnazione dei beni. Inoltre, viene valorizzato il ruolo dei Centri di servizio per il Volontariato, come peraltro previsto dal Codice del terzo settore. A tale scopo, la Giunta ha deciso di assegnare all’unico CSV attualmente accreditato in Sardegna – per lo svolgimento delle sue attività (organizzazione, gestione ed erogazione dei servizi di supporto tecnico, formativo ed informativo) – l’immobile di via Falzarego n. 6, a Cagliari. Intanto la Direzione generale degli Enti locali sta ultimando il programma di trasformazione delle aree dell’ex Deposito carburanti di Monte Urpinu.

«È un impegno che avevamo assunto e che rispettiamo in pieno –  spiega l’assessore Cristiano Erriu -. Siamo ormai giunti al termine di un lungo percorso nel quale abbiamo recepito le richieste del comune di Cagliari, per venire incontro alle esigenze di spazi più adeguati per la meritevole attività della Caritas. L’ente, infatti, esercita oggi le sue funzioni nello stabile comunale di via Po, che a breve sarà interessato dai lavori di demolizione e ricostruzione previsti nell’ambito del progetto di riqualificazione e rigenerazione urbana finanziato con il Piano per le periferie. I nostri uffici nei prossimi giorni predisporranno il contratto di locazione, sulla base delle normative vigenti in materia. Tutti gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria saranno a carico del Centro diocesano di assistenza.»

«La Regione – sottolinea ancora Cristiano Erriu – terrà conto di una serie di requisiti nell’assegnazione dei suoi immobili: rilevanza sociale dell’interesse perseguito ed essenzialità del servizio reso; capillarità e diffusione in ambito regionale, valutata anche in ragione degli associati; valutazione qualitativa e quantitativa degli effetti delle attività svolte nelle comunità di riferimento e ricadute del progetto in rapporto alle esigenze del territorio; trasparenza dell’ente e correttezza nella gestione dei rapporti con i fornitori e l’utenza. Si avvertiva l’esigenza di porre ordine in un settore importantissimo per l’intera collettività.»

L’assessore Cristiano Erriu annuncia che «sono in corso ulteriori approfondimenti con l’Arcidiocesi, la Caritas, il comune di Cagliari, l’Università degli studi e l’Ersu per definire le linee strategiche di collocazione di ulteriori presìdi di servizi di mensa e ricettività che vedrà coinvolto, tra gli altri, il compendio di viale Fra Ignazio che ha necessità di una robusta riqualificazione e di una eventuale nuova destinazione».

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore della difesa dell’Ambiente Donatella Spano, ha approvato due delibere in materia di amianto. «La nostra attenzione rispetto a questa problematica è stata sempre molto alta – ha detto l’assessore dell’Ambiente – abbiamo approvato il Piano regionale amianto nel 2015 che ha censito gli edifici pubblici e degli impianti industriali mentre è in corso quello degli edifici privati, e messo in campo ingenti risorse. Gli stanziamenti, pari a 10 milioni sul bilancio regionale, si aggiungono ai 15 milioni del Patto dello sviluppo della Regione Sardegna.»
L’Esecutivo ha oggi approvato il Programma degli interventi inerenti il “Piano regionale di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell’ambiente per la difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”, per quanto riguarda l’annualità 2018. La somma complessiva di 3 milioni di euro è stata ripartita fra le province di Sassari, Nuoro, Città Metropolitana di Cagliari, Sud Sardegna ed Oristano, per la concessione di contributi ai privati per interventi di bonifica da amianto nei propri immobili. Le risorse potranno essere utilizzate esclusivamente per le attività di rimozione, l’incapsulamento, il trasporto e lo smaltimento in impianto autorizzato dell’amianto. La Giunta ha inoltre dato il via libera, sempre su proposta dell’assessore Spano, alla programmazione della spesa di 1milione e 767mila euro dal Patto per la Sardegna, Area Tematica Ambiente, per le attività di bonifica e rimozione dell’amianto da aree e strutture pubbliche in stato di abbandono in Sardegna, con particolare riguardo alle amministrazioni locali e loro consorzi, alle scuole, nonché alle aree naturali protette (parchi, siti Natura 2000) nelle quali sono state rinvenute rilevanti quantità di amianto, tra cui nel comune di Cagliari (bonifica e rimozione dell’amianto località via Po), nella provincia di Nuoro (bonifica e rimozione dell’amianto negli istituti: – I.P.A.S.R. “Lupareddu” nel comune di Siniscola; “I.P.S.A.” A. Volta di Nuoro in località Prato sardo; – I.T.A. B. Brau a Nuoro), nel comune di Oristano (completamento della bonifica e rimozione dell’amianto nel litorale di Torregrande e bonifica e rimozione dell’amianto nel vecchio deposito ex Risi), nel comune di Quartu Sant’Elena (bonifica tettoia capannone comunale e rimozione altri manufatti anche su scuole), nella provincia Sud Sardegna (bonifica e rimozione dell’amianto negli Istituti scolastici Cettolini di Villacidro e Dessì di Villaputzu), nel Parco dell’Asinara e nel Parco Naturale Regionale Molentargius – Saline.

 

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Entrano nel vivo i lavori per l’abbattimento del palazzo rosso, all’interno del presidio ospedaliero dell’Aou di Sassari. Si avvia a conclusione, infatti, l’opera di svuotamento dell’intero edificio e, tra giovedì e venerdì, sarà rivista la viabilità interna e i parcheggi al Santissima Annunziata, così da consentire il passaggio in sicurezza dei mezzi pesanti nelle aree di cantiere.

Per questo motivo dalla mezzanotte di giovedì 11 ottobre, alle 18,30 di venerdì 12 ottobre, il parcheggio del Santissima Annunziata sarà chiuso al pubblico e ai mezzi di servizio. In quelle date, infatti, saranno al lavoro gli operai che dovranno tracciare la nuova segnaletica orizzontale e posizionare quella verticale.

Una volta conclusi questi lavori, l’accesso e l’uscita dal parcheggio del Santissima Annunziata avverranno unicamente da via Enrico De Nicola, perché sarà chiuso l’accesso da viale San Pietro.

Nello scusarsi per l’eventuale disagio, l’Ufficio tecnico dell’Aou ricorda che nelle giornate di giovedì e venerdì gli utenti potranno comunque utilizzare il parcheggio delle cliniche San Pietro, con accesso dal palazzo Clemente, oppure il parcheggio Atp di via dei Mille.

Nei prossimi giorni, inoltre – fanno sapere dall’Ufficio tecnico dell’Aou -, è prevista l’entrata in vigore dell’ordinanza comunale che riordinerà la viabilità intorno al complesso ospedaliero. L’obiettivo è consentire il transito in sicurezza dei mezzi di cantiere che saranno impiegati per la demolizione del padiglione rosso.

Nella seconda metà del mese di ottobre è previsto, infatti, l’arrivo del macchinario che, con l’ausilio di pinze idrauliche, inizierà l’abbattimento dell’edificio.

In questi giorni, intanto, gli operai delle ditte appaltatrici hanno provveduto a completare le operazioni di “strip out”: cioè a smantellare e portare in discarica elementi di finitura, quali porte interne, infissi in alluminio, vetrate, controsoffitti, tubazioni, materiali di isolamento, pavimenti in linoleum o pvc.

Attorno all’edificio, poi, è stata avviata l’installazione di un ponteggio, coperto da un telone protettivo.

Nei mesi scorsi, invece, prima di iniziare le opere di smantellamento, la ditta appaltatrice ha realizzato rilevazioni di polveri nell’aria, sia nella zona delle cliniche sia nella zona del Santissima Annunziata, oltreché di tipo fonometriche. I parametri raccolti saranno utilizzati a confronto nel momento in cui inizieranno materialmente le opere di abbattimento.

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Le competenze in materia di provvidenze a favore delle vittime di attentati vengono trasferite all’assessorato degli Enti locali. Lo prevede il disegno di legge approvato oggi dalla Giunta, su proposta dell’assessore degli Affari generali, Filippo Spanu.

La questione dei risarcimenti è attualmente in capo agli Affari generali che segue anche il tema che riguarda gli indennizzi per gli eredi di dipendenti regionali deceduti per causa di servizio, altra materia che passerà nella sfera dell’assessorato degli Enti locali.

«Con il disegno di legge – spiega l’assessore Filippo Spanu – vogliamo favorire il processo di semplificazione e assicurare l’efficacia e l’efficienza amministrativa. L’assessorato degli Enti locali acquisisce queste nuove nuove competenze in forza delle funzioni amministrative esercitate in base alla legge regionale n. 1 del 1977.»

L’esponente della Giunta, nel ribadire l’importanza delle norme sui risarcimenti agli amministratori pubblici che abbiano subito attentati, ricorda che «in base alla legge n. 21 del 1998 gli indennizzi possono essere erogati a favore di sindaci, assessori e consiglieri comunali, dipendenti comunali con la qualifica di agente di pubblica sicurezza, dipendenti regionali appartenenti al Corpo forestale e di Vigilanza ambientale, componenti delle compagnie barracellare, dipendenti regionali e comunali addetti alla repressione dell’abusivismo edilizio».

Il provvedimento è stato successivamente oggetto di integrazione normativa con l’obiettivo di rendere maggiormente efficace il sostegno della Regione. Viene, infatti, contemplata la possibilità di concedere alla vittima dell’attentato un’anticipazione per un importo non superiore al 50% dell’ammontare del danno accertato.

Nel disegno di legge approvato oggi dall’esecutivo, viene inoltre previsto il trasferimento alla Presidenza della Regione della competenza in materia di pubblicazioni di qualsiasi natura e ambito di intervento.

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«La situazione della sanità pubblica a Olbia e in Gallura non può essere determinata da scelte che rispondono a strategie politiche di dislocazione dei servizi nei territori dove l’assessore regionale di turno ha raccolto il maggior numero di voti. Negli anni della Giunta Pigliaru, con l’assessore Luigi Arru della Sanità, Olbia è stata privata dei reparti  di neonatologia, di urologia e di oculistica. Il primo, pur essendo previsto dalla “Ridefinizione della rete ospedaliera”, approvata dal Consiglio regionale, esiste solo sulla carta. Attualmente una mamma che partorisce in anticipo rispetto ai nove mesi di gestazione o che accusa qualche problema durante la gravidanza, deve rivolgersi ad altre aziende sanitarie come quella di Sassari o quella di Nuoro. Quest’ultima, pur avendo un numero di parti inferiore a Olbia, ha un reparto di neonatologia funzionante.»

Lo scrive, in una nota, Nardo Marino, deputato del Movimento 5 Stelle.

«Viene da chiedersi – aggiunge Nardo Marino – quale sia stato l’impegno dei due assessori regionali galluresi che nulla hanno potuto contro le scelte del governo amico: quali spiegazioni possono fornire alla Gallura gli assessori Carlo Careddu e Pierluigi Caria? Vorrei capire come spiegano l’ultimo atto ufficiale dell’Ats, il funzionigramma,  che nel definire le attività dei presidi ospedalieri dimentica la neonatologia per il Giovanni Paolo II di Olbia. E mentre la Gallura viene privata dei cinque posti che le sono dovuti, altri cinque vengono riconosciuti a Nuoro – guarda caso città di origine dell’assessore regionale della Sanità – e addirittura viene assegnata una terza neonatologia a Cagliari. Olbia non può permettersi di rinunciare a curare i propri figli e costringere le madri e i parenti a migrare verso altre città. Così come non si può assistere in silenzio ai viaggi che i galluresi devono affrontare per avere la cura e l’assistenza che sarebbe loro dovuta in caso di problemi agli occhi o alle vie urinarie. L’inesistenza dei reparti di urologia e oculistica è un problema di primo ordine che in questi anni è stato declassato a questione secondaria, seguendo lo stesso triste destino assegnato ai presidi ospedalieri galluresi, divenuti stabilimenti di emergenza e accoglienza di primo livello. I nostri anziani sono costretti a rivolgersi altrove, ad affrontare disagi e spese per trovare un rimedio ai problemi che affliggono chiunque varchi la soglia della terza età: prostata e cataratta, ad esempio. Gli scippi a danno di questo territorio sono in costante aumento – conclude Nardo Marino – e ciò che stupisce di più è che la Giunta Pigliaru continua a farli sotto il naso di chi è stato eletto per tutelare gli interessi della Gallura.»

 

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«Tutti i poliziotti di Equilibrio Sicurezza esprimono il loro più sentito ringraziamento al coordinatore della Lega per la Sardegna, on. Eugenio Zoffili che, insieme all’altro deputato leghista sardo Guido de Martini, che nel pomeriggio di ieri hanno voluto constatare direttamente, nel corso di una visita ufficiale, che nella Caserma Carlo Alberto gli agenti del XIII Reparto sono ospitati in uno stabile fatiscente ed inadeguato dove, tra le problematiche logistiche e strutturali che hanno visto con i loro occhi, oltre ai delinquenti – hanno osservato – devono pure dare la caccia a grossi topi.»

Ad affermarlo è Vincenzo Chianese, segretario generale di ES, che aggiunge: «Siamo sicuri che la relazione scritta per il ministro Matteo Salvini ed il sottosegretario Nicola Molteni che stanno predisponendo i deputati sardi sullo stato in cui versa una caserma, dove peraltro sono ospitati anche uffici della questura e della stradale, da un lato dimostra in maniera tangibile quanto essi abbiano a cuore le problematiche di coloro i quali sono sempre in prima linea nella difesa della comunità, dall’altro avvierà il problema a soluzione, consentendo agli addetti di lavorare meglio e di rendere un servizio migliore a cittadini ed istituzioni»

«Si tratta di un risultato importante, frutto della caparbia ed incessante opera di sensibilizzazione avviata da da tempo dalla segreteria di Cagliari, guidata da Marco Grandi con la collaborazione di Daniele Brotzu, che erano già riusciti ad ottenere varie interrogazioni parlamentari e che oggi, insieme al primo e per ora unico dirigente ‘in rosa’ dei reparti mobili, la d.ssa Adriana Cammi, vedono finalmente avvicinarsi  la possibilità di far sì che quello di Cagliari possa effettuare, come tutti gli altri già fanno, anche quelle operazioni di soccorso pubblico in caso di calamità oggi rese impossibili dall’inadeguatezza della caserma.»

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La commissione Sanità, presieduta da Raimondo Perra (Cps) ha aggiornato i propri lavori a giovedì alle 10.00 per conoscere il Programma sanitario triennale 2018-2020 che sarà illustrato dall’assessore Luigi Arru e dal direttore generale dell’assessorato Giuseppe Sechi.

La commissione ha condiviso una proposta formulata dal consigliere del Pds Augusto Cherchi che, prendendo la parola ad inizio seduta sull’ordine dei lavori, ha sottolineato che «il Piano rappresenta lo strumento fondamentale di programmazione in materia sanitaria (che doveva essere approvato dalla Giunta entro il 31 dicembre del 2017) attraverso il quale il Consiglio esercita i suoi poteri di controllo economico, finanziario e di merito».

Per l’opposizione, il consigliere dell’Udc, Giorgio Oppi, ha precisato che, in riferimento alla rete ospedaliera, «sarà necessario effettuare una comparazione fra le previsioni del Piano, il progetto votato dal Consiglio e agli atti successivi adottati dalla Giunta e dal Direttore generale dell’Ats».

All’ordine del giorno dei lavori di giovedì saranno inserite anche tre risoluzioni, sinteticamente illustrate dai proponenti: Luca Pizzuto (Art. 1 – Sdp) sulla rete oncologica, Emilio Usula (Misto) sulla terapia Vsn (stimolazione del nervo vago) per il contrasto all’epilessia e Daniela Forma (Pd) sul modello organizzativo dell’Areus.

Sono state unificate, infine, le tre proposte di legge presentate in materia di gioco d’azzardo.

 

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«A cinque giorni dalla notizia, che fine hanno fatto i 130 sindaci che avrebbero firmato il documento con il quale chiederebbero al sindaco di Cagliari Massimo Zedda di candidarsi alle prossime elezioni regionali? Dove sono le firme? Chi sostiene la discesa in campo di Zedda?»

Se lo chiede il deputato del Movimento 5 Stelle Pino Cabras, secondo cui «dopo i titoli di giornale tutto tace e viene fuori la realtà: il centrosinistra in Sardegna si affida a questi trucchetti mediatici per provare a restare a galla».

«La verità è che la Giunta Pigliaru lascia un’eredità che nessuno vuole raccogliere – dice Pino Cabras -. Nessuno vuole metterci la faccia e, a quanto pare, neanche una firma. Sui giornali si evocano l’Anci ed il Consiglio delle Autonomie locali come se fossero istituzioni di proprietà del Pd pronte a sostenere il sedicente campione del centrosinistra sardo: dovrebbero invece restare fuori dalla contesa elettorale, ma in realtà neanche questo uso strumentale delle istituzioni serve a salvare il salvabile.»

«Quanto al sindaco Zedda, evidentemente in preda a tormenti degni di Amleto – conclude Pino Cabras – suggeriamo una onesta via d’uscita: se non ha più voglia di fare il sindaco di Cagliari, può sempre candidarsi alle suppletive per il seggio alla Camera. Non avrebbe bisogno di fantomatiche firme raccolte in giro per la Sardegna per farlo. Se è convinto di avere fatto bene in questi anni, perché non si sottopone al giudizio diretto dei suoi elettori? Il Movimento 5 Stelle è pronto a sfidarlo in qualunque contesto. Senza paura.»

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Si avvicina il weekend dedicato alla campagna di comunicazione nazionale sui rischi naturali che interessano il nostro Paese. Nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 ottobre, oltre 3.400 volontari e volontarie di protezione civile allestiranno punti informativi “Io non rischio” nelle principali piazze del territorio nazionale per sensibilizzare i propri concittadini sul rischio alluvione.

Il cuore dell’iniziativa, giunta all’ottava edizione e che si arricchirà di iniziative ed eventi legati alla conoscenza dei luoghi e dei rischi realmente presenti sul territorio, è il momento dell’incontro in piazza tra i volontari formati per diffondere la cultura della prevenzione del rischio e la cittadinanza.

Protagonisti della campagna sono proprio i volontari e le volontarie di protezione civile, appartenenti a 532 organizzazioni di volontariato, nonché a gruppi comunali ed associazioni locali di tutte le regioni d’Italia, che si trasformano quindi in uno strumento attivo di comunicazione delle buone pratiche di protezione civile. Fondamentale per questa campagna, è il ruolo attivo dei cittadini che devono scendere in piazza, fermarsi e confrontarsi con loro.

“Io non rischio”, campagna nata nel 2011 per sensibilizzare la popolazione sul rischio Alluvione, è promossa dal Dipartimento della Protezione Civile con Anpas-Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Reluis-Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica. L’inserimento del rischio maremoto e del rischio alluvione ha visto il coinvolgimento di Ispra.

Sul sito ufficiale della campagna, www.iononrischio.it , è possibile consultare i materiali informativi su cosa sapere e cosa fare prima, durante e dopo un terremoto, un maremoto o la Ricerca Ambientale, Ogs-Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, AiPo-Agenzia Interregionale per il fiume Po, Arpa Emilia-Romagna, Autorità di Bacino del fiume Arno, CamiLab-Università della Calabria, Fondazione Cima e Irpi-Istituto di ricerca per la Protezione idro-geologica.

I volontari dell’Associazione Terra – Mare di Carbonia partecipano anche quest’anno alla Campagna “Io non rischio”. Per scoprire cosa ciascun cittadino può fare per ridurre il rischio alluvione, si può partecipare nelle seguenti piazze dalle ore 8.00 alle ore 20.00: sabato 13 ottobre sulla Piazza Centrale IV Novembre di San Giovanni Suergiu; domenica 14 ottobre, in piazza Giacomo Matteotti, a Carbonia.

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La stazione marittima di Tortolì-Arbatax sarà completata grazie a un finanziamento regionale di 400.000 euro. La Giunta, su proposta dell’assessore dei Lavori pubblici, Edoardo Balzarini, infatti, ha deciso di affidare al comune di Tortolì il completamento degli interventi di messa in sicurezza e adeguamento alle vigenti normative della struttura, al fine di permetterne l’apertura all’uso portuale con i servizi di biglietteria, di attesa, di ristorazione, igienici-sanitari e commerciali, per l’accoglienza dei passeggeri in transito nello scalo ogliastrino.

«Si tratta di una somma prevista nella legge di stabilità per questo tipo di interventi – spiega l’assessore regionale dei Lavori pubblici – che permetterà di mettere finalmente in funzione una struttura ultimata nel 2012, ma non ancora non operativa per la mancata attuazione degli interventi necessari per l’apertura.»