5 September, 2026

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Da lunedì 13 a mercoledì 15 agosto, a Carbonia, si svolgerà la Festa Liturgica di San Ponziano, organizzata dal parroco don Amilcare Gambella. Sono previste iniziative che coniugheranno gli aspetti prettamente religiosi con quelli civili in un connubio che verrà sicuramente apprezzato dalla cittadinanza.

Questo il calendario degli eventi in onore del santo patrono di Carbonia. Si comincia lunedì 13 agosto, alle ore 7.30, con la Santa Messa, ripetuta la sera alle ore 19.00 con l’omelia del diacono Marco Olianas. Alle ore 20.00, si terrà la presentazione della porta artistica location oli santi, a cura dell’autore Mirko Martiradonna. A seguire si svolgerà la benedizione solenne del tabernacolo degli oli santi. Alle ore 21.00, cena gratuita a base di gnocchetti, accompagnata da balli, canti, musica in piazza e visita guidata all’interno del Campanile di San Ponziano.
Martedì 14 e mercoledì 15 agosto, si festeggerà la Festa dell’Assunta con la Santa Messa la mattina alle ore 7.30, la sera alle ore 19.00. A partire dalle ore 21.00, sono previste le esibizioni dei cantori sardi, i balli di gruppo, la musica dal vivo ed il karaoke.

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Tappa a Villa Verde (OR) per Dromos, il festival itinerante (quest’anno alla sua ventesima edizione) che si muove tra Oristano e altri suoi undici centri fino a Ferragosto. Domani, sabato 11 agosto, nella suggestiva distesa di lecci di Mitza Margiani è di scena il trio Dream Wavers con il sassofonista Gavino Murgia, il chitarrista franco-vietnamita Nguyên Lê ed il percussionista e polistrumentista francese Mino Cinelu.

Appuntamento alle 21.30 (ingresso libero) per un viaggio tra suoni ancestrali e moderne derive jazzistiche, figlie della poliedricità e delle variegate esperienze dei suoi raffinati interpreti, sempre pronti a strizzare l’occhio alla musica improvvisata. Un trio dall’impronta squisitamente jazzistica, quindi, capace di spaziare dalle arcaiche voci della Sardegna alla musica tradizionale del Vietnam, dai canti dell’Egitto ai ritmi gitani, dal rock al fado e al flamenco, dalla musica giapponese alle culture dell’Africa, per trarre ispirazione e creare costanti intrecci e nuove alchimie sonore.

Il festival torna a San Vero Milis il giorno dopo, domenica 12 agosto, dove nel Giardino del Museo Archeologico, verrà proposto l’ultimo dei tre film della rassegna cinematografica “Gli anni ’68” curata dall’Associazione Lampalughis. Proiettori accesi, quindi, per il film di Guido Chiesa “Lavorare con lentezza”, uscito nel 2004 con le scene del regista con Wu Ming, e ambientato a Bologna nel 1976, poco dopo l’inizio delle trasmissioni di Radio Alice, libera emittente di intervento politico militante e di innovazione mediatica.

Dromos continua il suo cammino a Nureci, il piccolo borgo della Marmilla, da domenica con la decima edizione di Mamma Blues: tre intense serate (dal 13 al 15 agosto) più un’anteprima in calendario il 12 agosto (alle 22.00), “Upside down Woodstock”, un’esibizione dei neo diplomati della Music Academy di Isili, giovani talenti musicali alla prova del grande palco, con la speranza di tornare in futuro da veri artisti. Nei giorni successivi il “festival nel festival” vedrà accendere gli amplificatori e surriscaldare le valvole sul palcoscenico dell’Arena Mamma Blues ad artisti del calibro di Roland Tchakounté (13 agosto), Kristin Asbjørnsen (14 agosto) e Seun Kuti & Egypt 80 (15 agosto), con la consueta presenza, come da tradizione, di alcuni tra i più importanti rappresentanti della musica del diavolo in terra sarda (quest’anno al festival il Bob Forte Trio, il duo Don Leone, Malignis Cauponibus ed i South Sardinian Scum.

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Due diverse produzioni originali nel palinsesto della quarta giornata di Time in Jazz, il festival in pieno svolgimento (da mercoledì 8 fino a giovedì prossimo, 16 agosto) tra Berchidda, il paese natale del direttore artistico Paolo Fresu, ed altri sedici centri del nord Sardegna. La prima, alle 11.00, nella chiesa di San Giovanni Battista nelle campagne di Mores, vede in azione il vibrafonista Pasquale Mirra ed il chitarrista Gabrio Baldacci (già impegnati due giorni prima nei ranghi del quartetto di Gabriele Evangelista nel sito archeologico Sa Mandra Manna nei pressi di Tula), stavolta in compagnia del sassofonista Vincenzo Saetta.

La seconda produzione del giorno è invece a Olbia, alle 18.00 nella Chiesa di San Paolo, ed è tutta nel segno di un dialogo tra contrabbassi: quelli di Matteo Bortone (protagonista il giorno prima col suo trio ClarOscuro a Bortigiadas), e di Marco Bardoscia (reduce a sua volta dal concerto col progetto “Lumină” al Museo del Vino di Berchidda); nel curriculum di quest’ultimo tre album a suo nome, una quarantina come sideman, progetti importanti come il B.A.M. con il quartetto d’archi Alborada e Rita Marcotulli, oltre a collaborazioni di rilievo jazzisti come Paolo Fresu, Gianluca Petrella, Ernst Reijseger, Perico Sambeat e Bojan Z, tra gli altri. Un nuovo concerto della serie “Mediterranea”, il progetto che coinvolge musicisti under 35.

Fra i due concerti, alle 15.00, a Berchidda, nello spazio davanti alla Biblioteca Comunale, appuntamento giornaliero con il progetto “Periferie Urbane” organizzato con il sostegno di MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”. I giovani musicisti under 35 del festival incontrano i migranti, la popolazione ed il pubblico in un dialogo all’insegna dell’arricchimento culturale e, insieme, umano; di scena in questa occasione il batterista Emanuele Maniscalco (anche lui “in prestito” dall’organico di “Lumină”).

Chiusura di giornata alle 21.30 nella necropoli di Museddu, nei pressi di Cheremule, tappa ormai abituale del festival, che farà da suggestiva cornice alla prima uscita in terraferma (dopo il “concerto navale” del giorno prima a bordo del traghetto della Corsica Ferries-Sardinia Ferries da Livorno ai Golfo Aranci) della Fanfaraï Big Band. Con due album all’attivo ed un terzo in lavorazione, questo gruppo tesse i legami tra culture e continenti differenti, fra tradizione e contemporaneità. Dalla strada al palco, la formazione è maturata grazie alla sua ricerca di un suono potente e al suo lavoro scenico, preservando tuttavia una forte capacità di unire e coinvolgere il pubblico. Rivisitando i patrimoni musicali arabo-andaluso, gnawa, berbero o chaâbi, Fanfaraï fa dialogare gli strumenti tradizionali di diverse provenienze – darbouka, guellal, karkabou, oud e guembri magrebini, congas cubane – con una solida sezione di ottoni, basso, e batteria.

 

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Una delegazione del Comitato promotore per l’Insularità, guidata dal presidente Roberto Frongia, ha tenuto stamane una conferenza stampa ad Olbia, per fare il punto sulle iniziative messe in campo.

«Dopo un percorso che da un paio di anni riguarda migliaia di cittadini e di cittadine della Sardegna, nel mese di settembre depositeremo le firme per la proposta di legge sull’insularità – si legge in una nota -. Al di là di disquisizioni e di distinguo da parte di alcuni non vi è più alcun dubbio che l’idea di un riconoscimento costituzionale è la strada necessaria per ottenere pari diritti e pari opportunità. Ogni altra soluzione riconferma uno stato di minorità e di sottosviluppo. Abbiamo consapevolezza, infatti, che l’intervento pubblico in Sardegna, quello a pioggia sempre più attraversato dal risentimento e dall’insoddisfazione, ha minato i fondamentali della cultura di intrapresa produttiva e della responsabilità, rafforzando il clientelismo e la dipendenza dagli aiuti statali e dal ceto politico. Per queste ragioni, oggi, i sardi non chiedono maggiore assistenza pubblica, piuttosto il riconoscimento del “principio di insularità” nella Costituzione Italiana come condizione irrinunciabile ed equa di un pari diritto di cittadinanza attraverso infrastrutturazioni, materiale e immateriale, che offrano, appunto, “pari opportunità” di partenza per tutti e valorizzi le risorse umane ed economiche di cui l’Isola dispone.»

Diversi studi evidenziano tra le altre dimensioni che «in termini monetari, il tempo di percorrenza addizionale necessario per raggiungere il continente via mare costa – rispetto al trasporto via terra – oltre 660 milioni di euro ogni anno per il trasporto passeggeri e merci, compreso del disagio rappresentato dai tempi d’attesa e dai cambiamenti nella frequenza del servizio». Questo solo dato offre la misura della disparità di opportunità tra i cittadini e le imprese sarde rispetto al resto d’Italia e dell’Europa. Ecco perché è arrivato il tempo di un nuovo racconto della Sardegna e sulla Sardegna per riscrivere lo Statuto Sardo con un rapporto dialettico con lo stato centrale e con l’Europa che ponga immediatamente le basi per un futuro che ci emancipi da uno stato di gregarietà ancora una volta stigmatizzato dall’essere ritornati nell’Obiettivo 1.

Immediatamente inizieranno due nuove sfide: verso l’Europa e per la riscrittura della Statuto Sardo.

A 70 anni dal Congresso dell’Aia, premessa per attuare il Manifesto di Ventotene e fondare uno stato federale europeo, e a 60 dal Trattato di Roma che fece dell’Unione europea una praticabile traiettoria, oggi ci interroghiamo se il sogno di Ernesto Rossi e di Altiero Spinelli sia stato una chimera o non invece una pratica che quotidianamente riconosca pari diritti, pari doveri e pari opportunità per tutti i cittadini a qualsiasi nazione, religione, sesso appartengano.  

Nei giorni in cui ricordiamo i martiri di Marcinelle che furono sacrificati ad una visione in cui i diritti civili e sociali erano di là a venire e l’integrazione non era una condivisione di valori ma sottostare a quelli del più forte economicamente, il Comitato dell’insularità in Costituzione interpella le istituzioni sarde, nazionali, europee per verificare se le condizioni ostative per avere pari opportunità anche nelle situazioni geografiche insulari, ivi compresa la Sardegna, siano state superate. 

I padri fondatori ben sapevano quanto le situazioni di partenza erano disomogenee. D’altronde erano state le ragioni dei continui conflitti che per oltre mille anni hanno insanguinato l’Europa e lasciato sul campo milioni di persone. La pace che, per la prima volta nella storia, da oltre 70 anni godiamo in tutti i paesi europei, deve essere riconosciuta come un valore fondante e non surrogabile. Con essa deve diventare effettivamente fondante il riconoscimento di pari responsabilità ma anche di pari benefici in qualsiasi parte dei paesi membri capiti di nascere; superando definitivamente le discriminazioni che permangono e che riguardano tuttora anche la Sardegna.

«È necessario inserire il principio di insularità nella costituzione per poter rendere effettivi i diritti riconosciuti dal trattato di funzionamento dell’Unione europea per le Isole – ha detto Stefano Maullu, europarlamentare di Forza Italia -. Non solo proseguiremo la raccolta delle firme, ma chiederò al vice presidente del Consiglio, on. Matteo Salvini, di firmare la proposta di legge, alla luce delle sue odierne sollecitazioni sul cattivo uso della nostra autonomia e nell’ambito di una leale collaborazione.»

«Oggi consegniamo simbolicamente 1.000 firme raccolte in Lombardia. Nelle prossime settimane – ha concluso Stefano Maullu – proseguiremo la raccolta con due iniziative importanti a Torino e Milano.»

Alla conferenza stampa, tenutasi ad Olbia questa mattina, sono intervenuti Roberto Frongia, presidente del Comitato; Stefano Maullu, europarlamentare di Forza Italia; Maria Antonietta Mongiu, presidente del FAI Sardegna; Michele Cossa, consigliere regionale dei Riformatori sardi; Giovanni Pileri; Francesco Lai, sindaco di Loiri; Andrea Nieddu, sindaco di Berchidda; Antonio Satta, sindaco di Padru; Alessandro Sini consigliere comunale di Oschiri; Anna Paola Isoni consigliere comunale di Tempio Pausania; Matteo Sanna, ex consigliere regionale.

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Nell’ambito di un riordino del sistema della viabilità urbana, il comune di Carbonia ha istituito il divieto di sosta con rimozione dei veicoli nel tratto prospiciente l’accesso e l’uscita del parcheggio multipiano di via Verona. Il divieto vige 24 ore su 24, in conformità con l’apertura full time della nuova area parcheggi, nuovamente fruibile dallo scorso 26 luglio.
«La ratio del provvedimento – spiega l’assessore delle Manutenzioni Gian Luca Lai – nasce a seguito dei numerosi sopralluoghi effettuati dalla Polizia Locale, in cui è emersa la necessità di vietare la sosta nell’area antistante la struttura, al fine di garantire un’agevole entrata e uscita dei veicoli e il transito di eventuali mezzi di soccorso».

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Prosegue il confronto tra i vertici dell’Areus e la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco. Nel rispetto della pre-intesa firmata a fine luglio dall’assessore della Sanità, Luigi Arru, e dal direttore regionale Massimiliano Gaddini, il direttore generale dell’Areus, Giorgio Lenzotti, affiancato dal direttore sanitario dell’azienda, Piero Delogu, ha avviato il primo di una serie di incontri sulle modalità di coordinamento negli interventi di soccorso, tra personale e mezzi Areus e quelli dei VVFF.
Nelle prossime settimane, con i vertici regionali dei Vigili del Fuoco saranno sviluppati, tra l’altro, programmi di formazione e addestramento del personale, sia sul fronte della gestione delle patologie tempo-dipendenti che di quella delle maxi emergenze.
La pre-intesa prevede, inoltre, l’allargamento del tavolo di coordinamento alle Forze di Polizia, alle Forze Armate e alla Capitaneria di Porto.

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Il consigliere regionale Paolo Luigi Dessì è tornato nel Partito Sardo d’Azione, nelle cui liste venne eletto la prima volta nell’Assemblea di via Roma il 15 e 16 febbraio 2009, con 1.726 preferenze. Ritornato in Consiglio regionale 11 mesi fa, come primo dei non eletti nella lista circoscrizionale di Forza Italia, dopo le dimissioni del vicepresidente Ignazio Locci, eletto sindaco di Sant’Antioco, da allora era confluito nel gruppo Misto. Ora, questa scelta, maturata a 7 mesi dalle nuove elezioni, e l’adesione al gruppo del Partito Sardo d’Azione – La Base presieduto da Gaetano Ledda,  per l’ultimo scorcio di legislatura

Paolo Luigi Dessì lasciò il Partito Sardo d’Azione nel mese di gennaio 2014, alla vigilia delle elezioni regionali, per aderire a Forza Italia, nelle cui liste venne candidato per le Regionali del 16 febbraio 2014 nella lista circoscrizionale di Carbonia Iglesias, che lo vide classificarsi al secondo posto, con 2.012 preferenze, alle spalle di Ignazio Locci, che si impose con 2.236 preferenze.

Sindaco di Sant’Anna Arresi per tre consiliature consecutive, Paolo Luigi Dessì è stato anche consigliere della neo istituita provincia di Carbonia Iglesias, eletto in Forza Italia, dal 2005 al 2010. Alle ultime elezioni Amministrative è stato candidato alla carica di sindaco di Teulada con la lista “Teulada Adesso”, risultando sconfitto con 980 preferenze (41,35% sui votanti), nel confronto con Daniele Serra, sindaco uscente, confermato con la lista “Teulada in Testa” con 1.347 voti (56,87%), ed è stato eletto consigliere di minoranza.

 

 

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Sabato 25 agosto, dalle ore 22.30, la piazza Emilio Lussu, a Tratalias, ospiterà il concerto di Moses Concas, vincitore di Italian’s Got Talent 2016, unica tappa nel Sud-Sardegna.

«Sarà un bellissimo spettacolo e completamente gratuito, e pensiamo come Amministrazione, che l’Associazione Pro Loco Tratalias abbia colto in pieno i suggerimenti e gli indirizzi concordati in fase di programmazione degli eventi assieme all’Assessorato agli Spettacoli, Giulio Renato Zara, e sia riuscita dopo diversi anni a portare uno spettacolo di rilievo con un artista ormai internazionale nella nostra piccola comunità – dice il vicesindaco Emanuele Pes -. Per questo non possiamo che essere contenti che ci sia tale evento adatto ad un pubblico di tutte le età. Speriamo sia l’inizio di un nuovo ciclo di spettacoli che riescano a creare bei momenti di aggregazione per l’intera comunità – conclude Emanuele Pes -, valorizzando anche la nostra Piazza Emilio Lussu che possiamo dire sia la Piazza del Paese.»

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La Regione, con l’approvazione del disegno di legge ‘Gestione e valorizzazione del patrimonio regionale’, si dota di nuovi e più agili strumenti per ottimizzare l’amministrazione dei numerosi beni immobili di sua proprietà, in modo tale da avere maggiori benefici e ricadute in termini economici, culturali e sociali. Il Testo Unico semplifica le procedure: in tal modo i possibili fruitori potranno calibrare i propri investimenti e piani economici previsti per le varie tipologie di beni e destinazioni.

Sulla base dei dati riportati nello stato patrimoniale al 31 dicembre 2017, la Regione risulta proprietaria di 12.682 cespiti del valore complessivo di un miliardo 135 milioni 680mila 162 euro, come di seguito meglio ripartiti:

Fabbricati
Numero beni: 3.831
Valore in euro: 872.153.540

Terreni
Numero beni: 8.851
Valore in euro: 263.526.622

Le tipologie dei beni sono le più variegate: abitazioni, uffici, terreni agricoli, aree urbane edificabili, aree verdi, foreste, fortini, chiese, scuole, depositi, magazzini, impianti sportivi, strutture alberghiere, capannoni industriali. Nel patrimonio figurano strutture che rappresentano testimonianze del passato, più o meno recente, e costituiscono beni di interesse culturale, ambientale e paesaggistico quali, a titolo esemplificativo, le ex fortezze militari di La Maddalena, l’ex Manifattura Tabacchi di Cagliari, l’ex Carcere di Castiadas, la Colonia penale di Tramariglio, Villa Pozzo a Sassari, le isole dell’Asinara e di Caprera.

La dislocazione diffusa e capillare degli immobili sul territorio regionale costituisce un valore aggiunto poiché la relativa riqualificazione e messa a reddito può costituire un volano per l’economia isolana ed una opportunità di rilancio, specialmente per i territori dell’interno.

La legge principale in materia di patrimonio regionale è la n. 35/1995, ormai obsoleta, che si occupa esclusivamente delle alienazioni e delle cessioni in favore degli enti locali. Il disegno di legge racchiude tutti gli strumenti di gestione e valorizzazione del patrimonio, regolamentando le modalità e le procedure connesse a:

– assegnazione per usi istituzionali agli enti del sistema Regione;
– trasferimenti;
– cessione in favore di altre Amministrazioni pubbliche;
– alienazioni;
– conferimento in fondi immobiliari;
– sdemanializzazioni finalizzate all’acquisto;
– concessioni e locazioni a canone ordinario, agevolato e di valorizzazione;
– permuta;
– concessioni a titolo gratuito, usufrutto e comodato per finalità di pubblico interesse;
– valorizzazione e salvaguardia dei beni ferroviari dismessi, della rete regionale della mobilità verde e dell’archeologia industriale.

Il disegno di legge, inoltre, introduce una serie di atti pianificatori per la più efficace gestione e valorizzazione dei beni, tra cui: Piano di razionalizzazione; Piano delle alienazioni e delle valorizzazioni; Programmi unitari di valorizzazione territoriale. 

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Dal virtuosismo del violinista Olivier Charlier, che sul palco ha una presenza fatta di una potente luce interiore unita a mistero, al Quatuor Van Kuijk, quattro musicisti francesi che “hanno fatto sorridere la musica”. Dal violoncellista Sun Wong Yang, definito un artista immensamente compiuto, al pianista Pascal Devoyon, vincitore di numerose tra le più prestigiose competizioni pianistiche internazionali, sino al chitarrista Cristian Marcia, apprezzato a livello internazionale.   

Si avvicina la XVIII edizione dell’Accademia internazionale di musica di Cagliari: dal 28 agosto al 4 settembre più di 200 giovani virtuosi della musica provenienti da tutto il mondo saranno in città per perfezionare la loro tecnica accanto ai grandi maestri della classica internazionale.

Come da tradizione, l’Accademia, in collaborazione con il Conservatorio di Musica di “G.P. da Palestrina”, coglie questa occasione per affiancare, al momento di perfezionamento, il festival Le notti musicali, tre serate (l’1, il 2 e il 3 settembre alle 21.00) che vedranno le grandi star, in città come insegnanti, salire sul palco dell’Auditorium del Conservatorio “G.P. Da Palestrina” per dei concerti annoverati ormai tra i momenti più attesi di quest’ultimo scorcio d’estate.  

Si ripete così la formula di successo nata tanti anni fa dalla felice intuizione di Cristian Marcia, che è anche direttore artistico dell’Accademia, e di suo fratello Gianluca, direttore dell’associazione culturale Sardegna in musica da cui l’Accademia è nata. Un progetto, che sei anni fa, ha ottenuto anche il bollino dell’Unesco, che ha dichiarato l’Accademia sua partner.

La sera di sabato 1° settembre il sipario sulle “Notti musicali 2018″ si apre con il virtuoso del violoncello Sun-Won Yang ed il pianista Enrico Pace, considerato tra i più esperti dell’arte del tocco: insieme proporranno al pubblico la Romance oublié, S132, la “Lugubre Gondola, S134″ di Franz Liszt e la “Sonata per violoncello e pianoforte op. 65″ di Federik Chopin, una delle ultime composizioni del grande pianista polacco. A seguire, il duo di pianoforte e violino formato da Enrico Pace insieme a Olivier Charlier si misurerà nella seconda parte con la Sonata per violino e pianoforte di Claude Debussy. Il concerto si chiuderà con Antonìn Dvorak, di cui sarà eseguito il famosissimo Trio con pianoforte “Dumki”, Trio op. 90 in mi minore, che vedrà sul palco insieme i tre protagonisti della serata, Sun-Won Yan, Enrico Pace e Olivier Charlier.

Il giorno dopo, domenica 2 settembre, sale sul palco uno dei più travolgenti e talentuosi ensemble degli ultimi tempi: il Quatour Van Kuijc (composto da Nicolas Van Kuijk e Sylvain Favre-Bulle al violino, Emmanuel François, alla viola e François Robin, al violoncello). La formazione, di cui il prestigioso quotidiano britannico “The Guardian” ha scritto “Stile, energia e un senso di rischio. Questi quattro giovani francesi hanno fatto sorridere la musica” suonerà il “Divertimento Kv 136 in Re magg.” che Wolfang Amadeus Mozart scrisse appena sedicenne. La prima parte della serata prosegue ancora nel segno di Mozart, con il Quartetto K 285 in re magg. per flauto e trio d’archi che vedrà ancora sul palco il Quatour Van Kuijc con il famoso flautista francese Michel Moragues, super solista dell’Orchestra nazionale di Francia.

Dopo una breve pausa il concerto prosegue con il chitarrista sardo Cristian Marcia e le musiche per chitarra e archi di Antonio Vivaldi, Malcom Arnold, Mario Castelnuovo Tedesco e Luigi Boccherini: una chiusura in bellezza che vedrà protagonisti ancora il Quatour Van Kujic e il nostro virtuoso sardo della chitarra.

Lunedì 3 settembre sale sul palco dell’auditorim la coppia di pianisti formata da Pascal Devoyon e Rikako Murata: affronteranno a quattro mani la Rapsodie Espagnole di Maurice Ravel e la “Rapsody in blue” di George Gershwin. A seguire, ecco tornare il Quatour Van Kuijk insieme al virtuoso del clarinetto Jerome Comte: proporanno il Quintetto op. 115 in Si min. per clarinetto e quartetto d’archi di Johannes Brahms, con cui si chiuderà il sipario sull’edizione 2018 delle Notti musicali.

 “Le notti musicali” non si esauriscono con i concerti dei grandi maestri: il 28 e il 29 agosto e ancora l’1, il 2 e il 3 settembre alle 18 nel T Hotel tornano gli apprezatissimi appuntamenti con Venti di note, concerti in compagnia dei migliori talenti dell’Accademia. Nomi in alcuni casi già affermati come quelli di Nathalia Milstein, Roxana Wisniewska, Rachel Sintzel e Patricia Cordero.

Grazie all’Accademia Internazionale di Musica di Cagliari, e ai concerti a essa legati, molti giovani talenti oggi sono vere e proprie star della musica classica. Nomi come il Quartetto Modigliani, Camille Thomas, Joannes Moser, Giuseppe Andaloro, Erica Picotti, Kenji Nakagi, e Anna Tifu ormai ricalcano con grande successo i palcoscenici internazionali più prestigiosi del mondo.

L’Accademia di musica di Cagliari è realizzata con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, del comune di Cagliari e conta sulla co-produzione con il Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina”.