5 September, 2026

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Il sindaco di Iglesias, Mauro Usai, risponde questa sera ai tre consiglieri comunali nonché portavoce del Movimento 5 Stelle, Bruna Moi, Federico Garau e Francesca Tronci, che gli hanno inviato una lettera aperta sulle gravi problematiche che affliggono la città ed il territorio in campo sanitario.

«La conferenza dei capigruppo, della quale fa parte il consigliere Federico Garau – dice Mauro Usai – è convocata in maniera permanente. L’ultima riunione si è svolta una settimana fa. Abbiamo assunto questa decisione per cercare di capire quali azioni intraprendere in base a quel che accadrà da qui al 4 settembre. Sono a disposizione per qualsiasi iniziativa o azione a sostegno dei diritti della nostra città e del territorio – aggiunge il sindaco di Iglesias -, anche a costo di contrastare in maniera eclatante coloro che in questo momento, senza criterio, dispongono trasferimenti, tagli e depotenziamento dei nostri servizi. Se i consiglieri del Movimento 5 Stelle ritenessero di promuovere azioni – conclude Mauro Usai – sarei presente con la fascia da sindaco e li vorrei al mio fianco.»

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Quattro consiglieri comunali di minoranza al comune di Iglesias, Valentina Pistis, Luigi Biggio, Simone Saiu ed Alberto Cacciarru, hanno presentato una mozione sulla “Riorganizzazione della Macchina Amministrativa e Smart City”.

La mozione, qualora venisse approvata dal Consiglio comunale, impegnerebbe la Giunta affinché si attivi per:

  • programmare una poderosa azione di riorganizzazione della macchina amministrativa, in linea con i principi costituzionali e nel rispetto delle regole e del buon governo;
  • proporre Iglesias come driver di tutto il territorio del Sulcis-Iglesiente-Guspinese, creando una strategia complessiva di ripresa e studiando insieme ai Ministeri un Piano di Rinascita condiviso che guardi concretamente all’innovazione, alla ricerca e allo sviluppo turistico e agricolo.

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Bruna Moi, Federico Garau e Francesca Tronci, consiglieri comunali e portavoce del Movimento 5 Stelle al comune di Iglesias, hanno scritto una lettera aperta al primo cittadino Mauro Usai.

«Signor Sindaco, a proposito di sanità, nonostante tutte le azioni e le promesse compiute, il risultato ad oggi, continua a rimanere invariato – scrivono Bruna Moi, Federico Garau e Francesca Tronci –Possiamo riconoscerle impegno e dedizione quando parla dei problemi che da troppo tempo affliggono la nostra città ed i suoi ospedali, ma ad oggi i cittadini di Iglesias attendono non più risposte, ma risultati.
Come non citare il laboratorio analisi del Santa Barbara, che ancora oggi continua a non lavorare come dovrebbe, creando  ulteriori disagi alla struttura di riferimento, ovvero il CTO, ed a tutti quei cittadini affetti da patologie particolari come il diabete, costretti ad aspettare per giorni e giorni i risultati, con la presenza di soli quattro tecnici di laboratorio ed una chiusura della struttura prevista per le ore 14.00 di ogni giorno.
Tutto questo per colpa di una Primaria Responsabile che, anziché adoperarsi nel favorire il pieno funzionamento del servizio, continua in maniera imperterrita, con il benestare del Direttore di Area,  a trovare cavilli burocratici, contribuendo allo smantellamento della suddetta struttura, tramite il continuo trasferimento di macchinari e personale verso la città di Carbonia.
Come non citare la mancanza di personale ospedaliero, che non permette il futuro ricambio del personale ormai prossimo alla pensione, determinando dunque la chiusura di diversi servizi pubblici, costringendo i cittadini a doversi recare fuori città per usufruire di determinate visite, tra cui quelle allergologiche, gastroenterologiche, dermatologiche e tante altre.
Per non parlare delle sale operatorie, inaugurate un anno e mezzo fa, entrate poco tempo fa in funzione a pieno regime, ma già chiuse per ferie, così come possiamo evincere da  vari articoli presenti sulla stampa e sui social.»
«Ma non è ancora tutto – aggiungono Bruna Moi, Federico Garau e Francesca Tronci -, il pronto soccorso ancora non risulta essere pronto nonostante tutto il tempo impiegato per cercare di farlo partire, il non aver ultimato, per esempio,  la cabina necessaria per la presenza del guardiano, dimostra come l’assenza di progettazione e controllo dei lavori abbia rallentato l’inizio del funzionamento del servizio.
È stato convocato un Consiglio comunale straordinario per il 4 di settembre per parlare di sanità in presenza (si spera) dei vertici politici e sanitari regionali, iniziativa ammirevole, ma è giusto che lei sappia che potrebbe essere troppo tardi.»
«Signor Sindaco, è giunto il momento di radunare tutti i membri del consiglio comunale, indossare la sua fascia tricolore e raggiungere le stanze dei vertici politici che tengono sotto scacco la nostra città, proprio come alcuni suoi colleghi hanno fatto prima di lei.
È giunto il momento di avanzare sui tavoli che contano le richieste necessarie per la nostra città e per il nostro diritto alla salute.
Chiediamo che finalmente  venga restituita al cittadino iglesiente la propria dignità e il diritto di potersi curare senza problemi, chiediamo un laboratorio che possa funzionare in maniera efficiente ed una struttura ospedaliera che finalmente possa funzionare come una D.E.A. di primo livello, così come è stata dichiarata in data 1° gennaio del corrente anno.
Sig. Sindaco – concludono Bruna Moi, Federico Garau e Francesca Tronci -, il tempo passa, e domani potrebbe essere già troppo tardi.»

 

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Il governatore Francesco Pigliaru ha chiesto un incontro al ministro dell’Interno Matteo Salvini sulla criticità degli sbarchi diretti dall’Algeria in Sardegna. Si tratta della prosecuzione di un’interlocuzione già aperta con il precedente ministro, Marco Minniti, con la richiesta di rendere operative politiche mirate alla chiusura del canale diretto. Il presidente della Regione, che segnala l’aggravarsi del fenomeno nella stagione estiva, sottolinea come tali arrivi non controllati rendano «ancora più gravosa e complessa la gestione dei flussi migratori non programmati in Sardegna, in quanto impattano pesantemente sul funzionamento di tutte le strutture deputate all’accoglienza che, a causa della scarsità di mezzi e personale, sono già fortemente impegnati in tali attività». Nella nota vengono poi riportati i numeri relativi agli sbarchi diretti.
«Si tratta di un movimento che, così come già avvenuto nel 2017, anche per il 2018 dimostra di avere dimensioni importanti – scrive Francesco Pigliaru al ministro Matteo Salvini -. Quest’anno sono già oltre 500 le persone arrivate direttamente in Sardegna dall’Algeria (non tutte di nazionalità algerina), un trend che sembra confermare l’elevato numero di arrivi che si era già registrato lo scorso anno, quando era giunto in Sardegna il numero più alto di sempre, ben 1936 (a fronte dei 1106 giunti nel 2016, dei 159 sbarcati direttamente sull’isola nel 2014 e dei 291 del 2015).»
Le dimensioni del fenomeno rendono evidente come debba «essere bloccato nel più breve tempo possibile anche per la concreta possibilità che la rotta Algeria-Sulcis, priva di un adeguato controllo, possa divenire ben presto ulteriore via di fuga verso l’Europa, rendendo la governabilità del fenomeno migratorio ancor più difficile. Come da noi sempre sottolineato – prosegue il presidente Francesco Pigliaru -, riteniamo che tale obiettivo possa essere effettivamente raggiunto solo con un forte e costante raccordo con le autorità algerine che, possibilmente, consenta di pervenire alla stipula di un Accordo Italia-Algeria per la gestione concertata del fenomeno migratorio. Su quest’ultimo aspetto, vorrei ancora una volta confermare la piena disponibilità della Regione Sardegna a supportare le eventuali azioni diplomatiche che dovessero essere avviate, attraverso la creazione e valorizzazioni di partenariati territoriali specie con la regione di Annaba – conclude Francesco Pigliaru – da cui provengono la maggior parte degli sbarchi che interessano le nostre coste.»

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«La pubblicazione del bando per la continuità territoriale marittima tra Sardegna e Corsica conclude il lungo percorso amministrativo per il riconoscimento di un servizio fondamentale per i sardi, per il turismo e per gli operatori economici. Il disegno di legge della Giunta, e la norma successivamente approvata dal Consiglio regionale, consentono di garantire il diritto alla mobilità per i cittadini delle due isole e per tutti i viaggiatori anche nel periodo invernale dal 1′ novembre di quest’anno sino al 31 marzo del 2021.»
Lo ha detto l’assessore regionale dei Trasporti, Carlo Careddu, in seguito al varo della gara per l’affidamento del servizio pubblico di trasporto marittimo da e per Santa Teresa di Gallura e il porto corso di Bonifacio.
L’avviso è disponibile sul portale istituzionale della Regione Sardegna e riguarda la concessione di servizi in affidamento per i collegamenti marittimi in continuità territoriale tra la Sardegna e la Corsica, mediante erogazione di compensazioni finanziarie. Il valore complessivo della gara è di 2.274.300 euro IVA esclusa, mentre l’importo massimo annuo dello stanziamento pubblico sarà di 758.100 euro, al netto degli oneri fiscali, per una durata complessiva di 15 mesi, per tre periodi di 5 mesi ciascuno compresi tra il 1 novembre 2018 e il 31 marzo 2021.
Pur essendo di natura internazionale il collegamento riveste tuttavia interesse prevalentemente locale, essendo considerato una rotta frontaliera a breve distanza. Questa caratteristica, riconosciuta con decisioni ad hoc dalla Commissione europea, ha consentito all’Amministrazione regionale di ripristinare il pubblico servizio nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale.
Come previsto dalla dichiarazione di intenti firmata da Sardegna e Corsica ad aprile 2017, l’affidamento della rotta in continuità avviene in regime sperimentale in attesa che si costituisca il Gruppo europeo di cooperazione territoriale, per le gestione congiunta dei servizi transfrontalieri di trasporto tra le isole, nell’ottica di ottimizzare le relazioni economiche e nel rispetto delle esigenze peculiari espresse dalle regioni coinvolte. Ajaccio si occuperà di attivare gli oneri di servizio pubblico per la tratta Propriano-Porto Torres.
Il termine per il ricevimento delle domande di partecipazione o per la ricezione delle offerte è il 14 settembre 2018 alle ore 13 al seguente indirizzo: Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato dei Trasporti, Servizio per il trasporto marittimo e aereo e della continuità territoriale, via XXIX Novembre 1847, 41, Cagliari. Codice NUTS: ITG2 – 09123 – Italia. 

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Passo in avanti per il percorso di riforma delle Associazioni provinciali allevatori (APA) e delle Associazioni interprovinciali (AIPA), che vedrà la realizzazione di un soggetto unico a Oristano con l’obiettivo di salvaguardare i posti di lavoro e la fondamentale attività di supporto alle aziende zootecniche sarde. La Giunta ha revocato la delibera 30/32 del 12 giugno 2018 che disponeva il trasferimento all’Agenzia Laore Sardegna di un’anticipazione di 1,1milioni di euro, sul totale di 2,3milioni programmati per l’esercizio finanziario 2018, per le attività previste dal Programma annuale dell’Associazione provinciale degli allevatori (APA) di Oristano e dalle Associazioni interprovinciali degli allevatori (AIPA) di Cagliari, Medio Campidano e Carbonia e Iglesias, di Nuoro e Ogliastra e di Sassari e Olbia Tempio, per la tenuta dei Libri genealogici e lo svolgimento dei Controlli funzionali.

Con la delibera approvata ieri dalla Giunta regionale, oltre alla revoca del provvedimento di giugno, si stabilisce che l’assegnazione della somma prevista dal bilancio regionale per la tenuta dei Libri genealogici e i Controlli funzionali, compresa l’anticipazione già assegnata a Laore Sardegna, sia fatta tenendo conto della nuova organizzazione territoriale disposta dall’Associazione italiana allevatori (AIA) che ha istituito un unico ufficio periferico regionale dei Controlli funzionali e del Registro anagrafico e dell’Anagrafe degli equidi, con competenza in tutto il territorio della Regione Sardegna, presso l’Associazione provinciale allevatori (APA) di Oristano.

«Come annunciato martedì scorso alle organizzazioni sindacali durante un incontro tenuto in Regione – ha osservato l’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria – con questa nuova delibera portiamo a casa un altro risultato positivo lungo la strada che conduce alla soluzione della crisi del sistema APA in Sardegna. Se tutti ci crediamo e facciamo positivamente la nostra parte possiamo raggiungere l’obiettivo nel giro di pochi mesi.»

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Assessorato Enti Locali

La Regione, con l’approvazione del disegno di legge ‘Gestione e valorizzazione del patrimonio regionale’, si dota di nuovi e più agili strumenti per ottimizzare l’amministrazione dei numerosi beni immobili di sua proprietà, in modo tale da avere maggiori benefici e ricadute in termini economici, culturali e sociali. Il Testo Unico semplifica le procedure: in tal modo i possibili fruitori potranno calibrare i propri investimenti e piani economici previsti per le varie tipologie di beni e destinazioni.

«Il disegno di legge – spiega l’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu – si propone di assicurare la gestione del patrimonio immobiliare secondo i principi di efficacia, trasparenza, economicità, produttività, redditività e razionalizzazione delle risorse disponibili; promuove il recupero e la riconversione del patrimonio in un’ottica di rilancio economico e dell’imprenditoria, specie quella giovanile, di inclusione sociale e di sostegno alle Autonomie locali, alle organizzazioni no profit e del terzo settore; infine, valorizza le misure a sostegno della creazione di cooperative di comunità e di servizi di prossimità negli enti locali. Il recupero produttivo e la creazione di nuove opportunità di lavoro, specialmente per le nuove generazioni, è garantito mediante il ricorso a forme particolari di affidamento e gestione dei fabbricati e delle aree agricole, con metodologie di riuso finalizzate a conservare i valori fondativi di paesaggio.»

Sulla base dei dati riportati nello stato patrimoniale al 31 dicembre 2017, la Regione risulta proprietaria di 12.682 cespiti del valore complessivo di un miliardo 135 milioni 680mila 162 euro, come di seguito meglio ripartiti:

Fabbricati
Numero beni: 3.831
Valore in euro: 872.153.540

Terreni
Numero beni: 8.851
Valore in euro: 263.526.622

Le tipologie dei beni sono le più variegate: abitazioni, uffici, terreni agricoli, aree urbane edificabili, aree verdi, foreste, fortini, chiese, scuole, depositi, magazzini, impianti sportivi, strutture alberghiere, capannoni industriali. Nel patrimonio figurano strutture che rappresentano testimonianze del passato, più o meno recente, e costituiscono beni di interesse culturale, ambientale e paesaggistico quali, a titolo esemplificativo, le ex fortezze militari di La Maddalena, l’ex Manifattura Tabacchi di Cagliari, l’ex Carcere di Castiadas, la Colonia penale di Tramariglio, Villa Pozzo a Sassari, le isole dell’Asinara e di Caprera.

La dislocazione diffusa e capillare degli immobili sul territorio regionale costituisce un valore aggiunto poiché la relativa riqualificazione e messa a reddito può costituire un volano per l’economia isolana ed una opportunità di rilancio, specialmente per i territori dell’interno.

La legge principale in materia di patrimonio regionale è la n. 35/1995, ormai obsoleta, che si occupa esclusivamente delle alienazioni e delle cessioni in favore degli enti locali. Il DDL racchiude tutti gli strumenti di gestione e valorizzazione del patrimonio, regolamentando le modalità e le procedure connesse a:

– assegnazione per usi istituzionali agli enti del sistema Regione;
– trasferimenti;
– cessione in favore di altre Amministrazioni pubbliche;
– alienazioni;
– conferimento in fondi immobiliari;
– sdemanializzazioni finalizzate all’acquisto;
– concessioni e locazioni a canone ordinario, agevolato e di valorizzazione;
– permuta;
– concessioni a titolo gratuito, usufrutto e comodato per finalità di pubblico interesse;
– valorizzazione e salvaguardia dei beni ferroviari dismessi, della rete regionale della mobilità verde e dell’archeologia industriale.

Il disegno di legge, inoltre, introduce una serie di atti pianificatori per la più efficace gestione e valorizzazione dei beni, tra cui: Piano di razionalizzazione; Piano delle alienazioni e delle valorizzazioni; Programmi unitari di valorizzazione territoriale.

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Assessorato Affari Generali

«La Regione Sardegna – sottolinea l’assessore Spanu – da anni progetta e attua interventi di cooperazione internazionale d’intesa con altri Stati esterni all’Unione Europea, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo economico, sociale e culturale dei territori coinvolti secondo i principi del rispetto e della valorizzazione delle reciproche identità, dei rapporti di partenariato, del co-sviluppo e della reciproca crescita dei territori. La cooperazione territoriale costituisce un importante strumento per incidere in maniera positiva sulle condizioni di vita dei cittadini dei Paesi del Sud del mondo, in grado di agire anche sulle cause profonde che inducono le persone ad emigrare.»

«Dal maggio 2017 – precisa ancora l’assessore degli Affari generali – è stato avviato un rapporto di collaborazione tra la Regione Sardegna e la Repubblica di Uganda. I referenti ugandesi avevano manifestato da subito l’esigenza di avere il supporto della Regione Sardegna sui temi della gestione idrica e della lotta alla siccità e, più in generale, sui settori agricolo e ambientale. Nell’ultimo anno abbiamo coinvolto le due Università sarde per incoraggiare la mobilità di studenti, ricercatori e docenti sardi e ugandesi. I rapporti sono stati ulteriormente rafforzati con la visita in Sardegna, nel gennaio 2018, di una delegazione istituzionale guidata dal generale Moses Ali, nella sua qualità di primo vice-ministro e capo delegato del governo ugandese in materia di rapporti commerciali. In quell’occasione era stato deciso di sottoscrivere un Memorandum d’Intesa quale cornice istituzionale per lo scambio di buone pratiche e know-how nella gestione delle risorse forestali e idriche, oltre che nella formazione tecnico-scientifica per le attività di rimboschimento.»

Nella sub-regione di Madi West Nile si rileva un crescente e preoccupante costo ambientale determinato in gran parte dalla ormai duratura presenza delle popolazioni profughe: terreni fertili e altamente produttivi nelle aree di insediamento dei rifugiati sono oggi diventati degradati e meno produttivi; le cattive pratiche agricole, come il sovra-sfruttamento degli insediamenti e la coltivazione eccessiva dei piccoli appezzamenti assegnati alle singole famiglie di rifugiati, contribuiscono all’erosione e all’abbattimento dei corpi idrici, alterando così gli ecosistemi e la composizione delle specie; negli insediamenti dei rifugiati si è registrato un calo della quantità di acque superficiali e sotterranee a causa dell’erosione del suolo e della sedimentazione; inondazioni e inquinamento hanno talvolta compromesso la qualità dell’acqua.

L’Intesa è finalizzata, in particolare, ad offrire supporto per mitigare gli effetti ambientali di degradazione e desertificazione anche con interventi di rimboschimento, avendo contemporaneamente attenzione per la conservazione del suolo, del paesaggio e della biodiversità.

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«Abbiamo presentato in Consiglio regionale una provvedimento contenente modifiche alla Legge regionale 5 agosto 2015, n. 20 “Trasformazione in agenzia del Consorzio per l’assistenza alle piccole e medie imprese Sardegna Ricerche, istituito con la legge regionale 23 agosto 1985, n. 21.»

Lo ha detto la consigliera regionale Daniela Forma che, unitamente ai colleghi del Partito Democratico Pietro Cocco, Lotto, Raimondo Cacciotto, Alessandro Collu, Piero Comandini, Lorenzo Cozzolino e Gianmario Tendas, sta sostenendo la modifica della suddetta legge per consentire ai ricercatori di Porto Conte Ricerche, del CRS4 e della Fondazione ICM – Centro Marino Internazionale di programmare al meglio le loro attività.

«Ho ricevuto diverse segnalazioni in proposito e, verificata la sussistenza delle criticità sollevate, in relazione alla richiesta di programmi pluriennali previsti dai bandi regionali, ho deciso di intervenire al fine di favorire una migliore attuazione dei progetti di ricerca. Le modifiche proposte, infatti, sono necessarie poiché le disposizioni di cui all’art. 9, comma 1, lett. c) della L. R. n. 20/2015 che stabiliscono le misure finanziarie di cui dispone l’Agenzia “Sardegna Ricerche” creano una situazione che impedisce di fatto la corretta realizzazione dei progetti, limitandoli all’annualità.

Sotto l’Agenzia “Sardegna Ricerche” si inserisce, per esempio, l’attività della Porto Conte Ricerche srl. I ricercatori della società Porto Conte Ricerche S.r.l. operano in 2 dei 7 settori in cui si articola la Strategia di specializzazione intelligente (S³) della Regione Autonoma della Sardegna: l’agrifood e la biomedicina. Quando si opera su un progetto di ricerca scientifica e/o di trasferimento tecnologico che implicano il reperimento o la caratterizzazione di materie prime stagionali (latte, siero di latte, mosti di vino, cereali etc…) e per questioni burocratiche il progetto non iniziasse quando il prodotto oggetto di sperimentazione è reperibile, il rischio è quello di incidere negativamente sulle attività progettuali limitandone l’efficacia.

L’articolo 9 (Entrate dell’agenzia) comma 1, lett. c) della legge regionale n. 20 del 2015, garantisce copertura finanziaria per le attività di ricerca scientifica, innovazione tecnologica, servizi alle imprese, formazione e trasferimento tecnologico alle società di ricerca partecipate dall’agenzia regionale “Sardegna Ricerche”, limitando però l’intervento finanziario ad una sola annualità. Chiaramente, ciò obbliga i ricercatori a rimodulare progetti, di durata pluriennale, in attività annuali, che perdono di efficacia in quanto, nei periodi di collegamento tra più annualità, si verificano interruzioni più spesso riconducibili a procedimenti burocratici.

«La nostra proposta di legge – conclude Daniela Forma – mira a ampliare la misura del contributo su scala biennale e, di conseguenza, anche la predisposizione dei programmi. In questo modo pensiamo di poter dare una maggiore stabilità ai progetti che interessano le piccole e medie imprese della Sardegna e che offrono lavoro ai nostri ricercatori, con una ricaduta occupazionale oltre che scientifica.»

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Dopo la splendida esibizione di venerdì scorso a Cortoghiana, domani sera, venerdì 10 agosto, alle ore 21.30, l’“Emanuele & Silvia Dance show” fa tappa a Carbonia nella location dell’Anfiteatro di piazza Marmilla. Lo spettacolo è organizzato dalla scuola ElleDance con la collaborazione del Club Danza Sportiva L3 del maestro Roberto Ledda ed il patrocinio del comune di Carbonia. 

«L’evento rientra nell’ambito del cartellone Estiamoinsieme 2018, che prevede ben 6 spettacoli di danza organizzati da scuole di ballo e palestre cittadine. Una di queste è la ElleDance degli insegnanti Emanuele Ledda e Silvia Loi, che domani porterà sul palco circa 70 ballerini dai 4 anni in su», ha detto il sindaco Paola Massidda.

I ballerini si cimenteranno nelle danze latino-americane, orientali, caraibiche, synchro dance, show dance, funky e baby dance, hip hop, duo synchro latin e solo latin.

La serata inizierà alle ore 21.30 e sarà presentata da Alessandra Fanni, conduttrice del telegiornale dell’emittente Canale 40.