23 April, 2026

La memoria dell’eccidio di Buggerru del 1904, nel quale tre minatori morirono falciati dal fuoco del Regio esercito chiamato a stroncare uno sciopero alla miniera Malfidano, si è rinnovata anche quest’anno nella commemorazione che ha riunito nella cittadina mineraria le massime autorità civili sarde e i rappresentanti dei sindacati. Ma non solo, grazie alla volontà del Comune, il 120° anniversario è diventato spunto per la firma del Patto di Buggerru, che suggella l’impegno comune tra la Regione Sardegna e i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil per costruire migliori condizioni di lavoro nell’isola.

«È una giornata storica ha detto la sindaca Laura Cappelli all’apertura della commemorazione civile -. L’episodio del 1904 ha creato un prima e un dopo in quella che è diventata la storia del movimento dei lavoratori italiani. Oggi, 120 anni dopo, portiamo a compimento quel cammino di lotta. Vogliamo mantenere vivo il ricordo dei caduti, ma anche, con la firma del Patto che l’amministrazione comunale ha fortemente voluto e di cui è stata promotrice, rafforzare questa giornata del 4 settembre come simbolo di un’identità collettiva costruita sulla democrazia, sul lavoro e sull’impegno per la giustizia sociale. Abbiamo il dovere di ricordare quel sacrificio, ma soprattutto di continuare nell’azione comune per garantire sicurezza e dignità del lavoro, che oggi come 120 anni fa, ancora mancano.»

La mattinata di commemorazione si era aperta con la santa Messa celebrata da don Marco Angius, parroco di Buggerru. Nella sua omelia, il sacerdote si è soffermato sui temi del lavoro, ha ricordato le troppe morti dei lavoratori e ha ribadito l’importanza della memoria attiva: «Non dovremmo mai dimenticareha dettola storia del nostro paese e della Sardegna e le lotte dei lavoratori e dei sindacati per ottenere diritti a favore dei più poveri e dei più umili. E abbiamo il dovere di tenere vivo questo ricordo anche nei più giovani, perché non dimentichino le nostre radici e il nostro percorso».

Dopo la deposizione di una corona di fiori davanti alla targa che ricorda il sacrificio di Felice Littera, Salvatore Montixi e Giustino Pittau, la sindaca Cappelli ha letto i saluti della ministra del Lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone, che, in una lettera, ha ribadito come «questa pagina di storia dev’essere ricordata per conservare la consapevolezza di un percorso complesso, travagliato e talvolta tragico attraverso il quale è stato realizzato l’equilibrio tra tutele e doveri nel mondo del lavoro».

La parola è poi passata ai rappresentanti istituzionali.

Il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini ha ricordato che «quello che è successo qui nel 1904 appartiene a tutta la Sardegna e ci ricorda che lo sciopero sia un grande atto di democrazia. È necessario difendere questo diritto messo in discussione di alcuni e difendere la dignità del lavoro. Ieri gli ultimi erano i minatori, oggi  sono i lavoratori stranieri sfruttati nei campi. L’Eccidio non è un episodio che appartiene solo alla memoria, ma è attuale anche oggi, dove non viene garantito un salario minimo e la Sardegna è l’ultima regione in Europa per gli stipendi».

La presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha fatto appello all’unità di tutte le forze in campo: «In questa data simbolicaha dettomi sono impegnata con la sindaca e le organizzazioni sindacali per sottoscrivere un patto che investa la Regione della responsabilità di mettere risorse per la sicurezza e la dignità del lavoro. Se i lavoratori sono precari e il lavoro è poco dignitoso e poco pagato, non serve celebrare i numeri sulla crescita finta dell’occupazione. Tanto è stato fatto, ma tanto è ancora da fare e uniti possiamo ottenere grandi risultati».

La mattina di celebrazioni si è chiusa con gli interventi dei rappresentanti sindacali. Davanti a una piazza Eccidio colma di bandiere delle tre sigle confederali, il segretario confederale nazionale della Cisl Ignazio Ganga, il segretario organizzativo nazionale della Uil Emanuele Ronzoni, la segretaria confederale della Cgil Daniela Barbaresi hanno celebrato la profonda attualità del sacrificio dei minatori di Buggerru.

«La rievocazioneha detto Ignazio Gangaci chiama alla speranza, all’impegno e alla volontà di istituzioni e parti sociali perché questi eventi facciano germinare nuovi orizzonti di libertà e giustizia. Il 4 settembre è il giorno dell’impegno e della partecipazione.» Dal canto suo, per Emanuele Ronzano, «la ricorrenza dei 120 anni ci chiama a rinnovare l’impegno per le nostre battaglie perché ci sono tanti diritti da tutelare: per esempio, non arretreremo davanti a quella classe politica che mette in discussione il diritto allo sciopero». Daniela Barbaresi ha richiamato che «c’è ancora la stessa fatica dei secoli passati, perché le condizioni di lavoro sono vera emergenza di questo paese. Per non dimenticare il passato, dobbiamo agire nel presente  guardando al futuro».

Subito dopo la fine degli interventi, la presidente Todde e i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Fausto Durante, Pier Luigi Ledda e Maria Francesca Ticca, hanno sottoscritto il Patto di Buggerru.

A Carbonia “Nottinsieme” non termina ad agosto, ma prolunga i suoi eventi anche la prima settimana di Settembre con un appuntamento aggiuntivo, dopo i nove i già svoltisi. Oggi, mercoledì 4 settembre, l’iniziativa organizzata dalla Pro Loco Carbonia con il patrocinio e il contributo economico del comune di Carbonia, propone a concittadini e turisti un’altra serata all’insegna della musica, degli spettacoli di animazione per bambini, hip hop dance ed esposizione di prodotti tipici.

Il pezzo forte della serata sarà l’esibizione musicale del gruppo Golaseca, in piazza Roma. Previsti anche i balli di gruppo con Dj Ezio.

Una missione lunga 20 anni quella di PulArchàios: portare le bellezze archeologiche di Nora, il contesto naturalistico nel quale è immerso il sito e le sue rovine al  grande pubblico fatto di adulti e piccini/e, studenti e studentesse, turisti e visitatori. L’obiettivo è rendere la popolazione protagonista attiva di ciò che accade in uno dei siti più magici e affascinanti che si conoscano e che da decenni continua ad attrarre studiosi provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo.

Quest’anno, per il suo ventesimo compleanno, PulArchàiosha un ricco programma di appuntamenti – organizzati grazie alla collaborazione tra il comune di Pula e la Fondazione Pula Cultura Diffusa – che sono concomitanti con la missione archeologica di Nora 2024.

Dal 4 settembre fino al 5 ottobre, tutti gli eventi in calendario sono pensati per diffondere il più possibile la cultura archeologica, della conservazione dei beni culturali e la divulgazione degli esiti degli scavi. Bisogna ricordare infatti che attualmente lavorano nel parco archeologico di Nora quattro Università, che conducono attività di scavo e ricerca: Cagliari, Genova, Milano e Padova.

PulArchàiossi è da sempre distinta come manifestazione che ha saputo coniugare la parte scientifica, tecnica e convegnistica, con la parte più divulgativa e di diffusione di questo tipo di cultura, soprattutto, ai giovani e alle giovani, studenti e studentesse delle scuole e delle Università, che sono gli eredi naturali del nostro patrimonio culturale.

Anche quest’anno si rinnovano infatti gli appuntamenti dedicati alle scuole: le visite al sito e al cantiere archeologico degli istituti di Pula, le attività laboratoriali, di approfondimento e le lezioni conferenza per gli studenti e le studentesse più grandi.

Sabato 5 ottobre, nello spazio esterno del Teatro Maria Carta, dalle ore 19.00, si terrà il “Romanum Convivium”. A preparare gli squisiti piatti che venivano serviti all’epoca sulla tavola degli abitanti dell’antica Nora, gli studenti dell’istituto alberghiero Azuni di Pula.

L’Atletico Masainas fa il suo esordio in Coppa Italia, sul proprio campo, alle 17.30, contro l’Uta. La squadra campidanese tre giorni fa ha pareggiato la prima partita del mini girone 1 a 1 con il Villamassargia. La qualificazione si deciderà domenica dopo la terza partita che vedrà di fronte Villamassargia e Atletico Masainas.

Sugli altri campi oggi si giocano: alle 17.00 Selargius-Castiadas (prima partita Castiadas-Sant’Elena 1 a 1), alle 18.00 Orrolese-Guspini (prima partita Guspini-Villacidrese 2 a 2) e Tharros-Terralba Francesco Bellu (prima partita Terralba Francesco Bellu-Arborea 1 a 1) e, infine, alle 19.00, Cus Cagliari-Calcio Pirri (prima partita Calcio Pirri-Atletico Cagliari 1 a 1).

Nella foto di copertina Marco Farci, allenatore dell’Atletico Masainas.

«Subito il salario minimo. Strumento necessario per tutelare i lavoratori, per dare più sicurezza, per evitare qualsiasi forma di sfruttamento.»

Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, questa mattina a Buggerru, intervenendo alle celebrazioni del 120esimo anniversario dell’eccidio, organizzate dal comune di Buggerru, per ricordare la lotta in cui persero la vita tre minatori che si batterono per il riconoscimento dei loro diritti e per condizioni di lavoro più umane.

«Questo anniversario non deve essere solo un momento di riflessione e di commemorazioneha aggiunto il presidente Piero Comandinima un monito per il futuro. Oggi ricordiamo coloro che sono diventati il simbolo della lotta al lavoro senza tutele, senza garanzie, con un salario inadeguato, in condizioni disumane. Quel 4 settembre del 1904, soprattutto per noi sardi, sarà per sempre ricordato come il giorno del primo vero sciopero nazionale della storia italiana. Sono passati 120 anni da quando, a Buggerru, durante una protesta morirono tre operai e altri 11 rimasero feriti. Un sacrificio che non si può e non si deve dimenticare. Una strage che, purtroppo, non ha mai fine. Troppe morti ancora si registrano in Sardegna e in tutta Italia a causa di sfruttamento o per scarsa sicurezza nei luoghi di lavoro. Oggi onoriamo la memoria dei minatori di Buggerru che furono i primi, con il loro coraggio, ad aprire la strada alle rivendicazioni ma reclamiamo con forza maggiori tutele e un’equa retribuzione. Il primo passo per un nuovo futuro è il salario minimo. Una misura ormai necessaria e non più rinviabile.»

  

«Oggi a Buggerru per onorare la memoria di chi si è battuto per il diritto a un lavoro e a una vita dignitosa. Sono passati 120 anni dal 4 settembre del 1904 di Buggerru, quando morirono i 4 minatori dopo gli scontri con l’esercito. Felice Littera e Salvatore Montixi caddero subito, Giustino Pittau e Giovanni Pilloni, feriti gravemente, qualche giorno più tardi. Ricordare questi lavoratori, e il loro sacrificio, è un dovere. Oggi molte cose sono cambiate, ma si continua a parlare di sfruttamento e di morti bianche. Dal sacrificio dei minatori di Buggerru, che hanno poi aperto la strada alle rivendicazioni e alle altre battaglie per il diritto a condizioni umane, si deve partire per garantire qualità, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. E in questo percorso ognuno deve fare la sua parte: imprese e istituzioni. Lo si deve a quei minatori e alle generazioni future.»

Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, in occasione della cerimonia per ricordare i fatti di dell’eccidio del 4 settembre 1904.

Sono passati 120 anni dalla protesta degli operai della miniera di Malfidano del 4 settembre 1904, che portò pochi giorni dopo al primo sciopero generale d’Italia, e ancora i temi del lavoro, dei diritti, della salute e della sicurezza sono vivi e dibattuti. In Sardegna, dall’inizio dell’anno, è triste ricordare che sono già 13 le vittime di infortuni mortali sul luogo di lavoro. Ogni anno oltre 1.000 persone perdono la vita in Italia per incidenti sul lavoro, mentre i casi di infortuni superano quota 500mila, senza contare le malattie professionali.

«Oggi, in piazza Eccidio a Buggerru – ha detto l’assessora della cultura, Ilaria Portas -, le sigle sindacali, gli esponenti politici e gli amministratori si sono riuniti per commemorare quei moti che hanno rappresentato un momento tragico e allo stesso tempo altissimo e importantissimo di lotta operaia italiana, ma soprattutto per firmare il Patto di Buggerru che ha l’obiettivo di definire le azioni utili a promuovere la sicurezza sul lavoro in Sardegna. L’auspicio è che si possa creare lavoro sicuro nella nostra isola, e che nessuno più debba piangere un familiare che è uscito per recarsi al lavoro e non ha fatto rientro a casa, perché credoha concluso Ilaria Portassia davvero una battaglia di civiltà, e che sia inaccettabile che ancora oggi queste tragedie accadano e soprattutto con questa frequenza.»

La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha partecipato stamane alla commemorazione dell’uccisione degli operai della miniera di Malfidano del 4 settembre 1904 che portò pochi giorni dopo al primo sciopero generale d’Italia.

«In quei moti morirono 4 lavoratori: Felice Littera, Salvatore Montixi, Giustino Pittau e Giovanni Pilloni. E la Regione Sardegna ha orgogliosamente onorato la memoria di chi si è battuto per il diritto ad un lavoro dignitoso e ad una vita dignitosa. Ma non solo ricordo e memoria, ma anche fatti e azioni concreteha detto Alessandra Todde -. Ho firmato, insieme ai segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, il Patto di Buggerru, un protocollo di intesa per la qualità, la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. E siamo la prima Regione d’Italia a farlo. Perché in Italia e in Sardegna troppo spesso leggiamo di lavoratori e lavoratrici che perdono la vita sul posto di lavoro. Perché in Sardegna la salute e la sicurezza per chi lavora non sono temi secondari, ma emergenze che vanno affrontate anche attraverso un impegno straordinario delle Istituzioni. E noi questo impegno lo prendiamo per costruire con i sindacati, i lavoratori e le lavoratrici azioni utili a promuovere la qualità, la salute e la sicurezza sul lavoro. La Sardegna si conferma capofila nella lotta per i diritti dei lavoratori. E sono orgogliosa di esserne la presidente e di poter rappresentare il nostro popolo.»

Si è spento stamane, all’età di 78 anni, Giuseppe Mura, autore del libro “L’animo degli offesi”. Da alcuni anni era affetto da una malattia neurodegenerativa. Lascia la moglie Ombretta e i figli Nicola e Alessandra.

Giuseppe Mura, originario di Iglesias, viveva a Carbonia. Ha trascorso la sua esperienza lavorativa alla Portovesme srl, dove ha operato da tecnico qualificato e molto stimato, fino al raggiungimento della pensione. Ha avuto sempre vari interessi culturali, con particolare attenzione alla storia del territorio del Sulcis Iglesiente.

Ho iniziato a frequentare Giuseppe Mura nel 2007, nella fase di preparazione del libro “Cavalli 8 Uomini 40”, quando faceva parte del gruppo di studi, composto da antropologi, docenti di storia, esperti e studiosi di vari settori culturali dell’associazione Pro Loco di Carbonia, che ha raccolto le testimonianze e i documenti per dare voce ai protagonisti e ricostruire un pezzo di storia della città di Carbonia e del suo territorio non ancora sufficientemente indagato.

Dopo la pubblicazione di quel libro, che ho avuto il piacere di curare da editore, Giuseppe Mura ha manifestato interesse per altre iniziative editoriali e ha iniziato a porre le basi per un progetto molto ambizioso, la ricostruzione della storia di Modesto Melis, uno dei pochi sopravvissuti ai campi di concentramento di Mauthausen e Gusen, che ha portato alla pubblicazione del libro “L’animo degli offesi”.

«Quando, per la prima volta, qualche hanno fa, conobbi Modestoscrisse Giuseppe Mura nella sua prefazione al libro ebbi subito la percezione di aver incontrato un testimone straordinario di quegli eventi così dolorosi e, conoscendolo meglio, capii che il bagaglio di esperienza che aveva maturato non poteva essere disperso ma trasmesso ai nostri giovani e, tramite essi, alle generazioni future, perché non fosse più possibile ripetere quanto accaduto, nella convinzione che ogni storia dell’Olocausto debba essere raccontata.»

La frequentazione tra Giuseppe Mura e Modesto Melis che poi portò alla pubblicazione del libro, fu molto lunga, durò circa due anni e la meticolosa ricostruzione di quella terribile vicenda storica, fu arricchita dalla visita ai luoghi della deportazione, i lager di Mauthausen e Gusen.

Con la pubblicazione del libro, i miei contatti con Giuseppe Mura e Modesto Melis sono diventati quasi quotidiani e hanno superato anche i confini regionali e nazionali. Restano indimenticabili, oltre alle diverse decine di presentazioni del libro fatte in quasi ogni angolo della Sardegna, ad iniziare ovviamente da quella di Carbonia, i viaggi a Roma, al Museo della Liberazione di via Tasso (dove il libro è stato presentato alla presenza di altri due sopravvissuti ad Auschwitz, Vera Michelin Salomon e Umberto Terracina), all’Istituto comprensivo “Marina di Cerveteri” e al Liceo Artistico statale “Enzo Rossi”, a Roma, e soprattutto, in Austria, a Mauthausen e Gusen, da dove Giuseppe Mura ha inviato i suoi reportage a questo giornale. I tre giorni vissuti insieme a Modesto Melis a Mauthausen e Gusen, dal 13 al 15 settembre 2014, restano un’esperienza straordinaria.

Giuseppe Mura ha continuato a scrivere per alcuni anni preziosi contributi storico-culturali per “La Provincia del Sulcis Iglesiente”, fino a quando la malattia gli ha lasciato le forze per poterlo fare.

Ciao Giuseppe

Giampaolo Cirronis

 

 

 

E’ stato ufficializzato oggi il calendario del campionato di Eccellenza regionale 2024/2025. Il Carbonia esordirà in casa con il Budoni di Raffaele Cerbone e degli ex Nicola Serra, Ayrton Hundt e Roberto Cappai, l’Iglesias a San Teodoro, con il San Teodoro Porto Rotondo. Alla seconda giornata, il Carbonia giocherà a Gavoi, l’Iglesias ospiterà il Monastir di Marcello Angheleddu. Il primo derby è in programma alla 14ª e penultima giornata del girone d’andata, al Comunale “Carlo Zoboli”, il 15 dicembre.

Se il calendario propone al Carbonia subito una delle grandi favorite per la promozione in serie D, il Budoni, appena retrocesso dalla serie D, è stato forse ancora più severo nei confronti dell’Iglesias, perché dopo l’incontro casalingo alla seconda giornata con il Monastir 1983, altra “corazzata” che punta dichiaratamente alla serie D, alla terza giornata prevede una trasferta sulla carta durissima, ad Ossi, contro la squadra di Giacomo Demartis e dell’ex Carbonia Andrea Porcheddu. Il Carbonia, alla terza giornata, ospiterà il Villasimius degli ex, i fratelli Fabio e Andrea Mastino.

La terza giornata propone anche la sfida tra “giganti” Monastir 1983-Budoni.

Il programma completo della prima giornata, in programma il 15 settembre:

Barisardo-Li Punti

Carbonia-Budoni

Calangianus-Alghero

Ghilarza-Villasimius

Monastir-Taloro Gavoi

Nuorese-Tempio

Ossese-Ferrini

San Teodoro Porto Rotondo-Iglesias